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PER LA TERZA EDIZIONE DI “B.L.O.W. / BADOLATO LABOUR & ORGANIZATION WORKSHOP” È TORNATO NEL BORGO DI BADOLATO: UNA SINERGIA CHE FUNZIONA.

Intervista a Roberto Nisticò – Professore ordinario di Politica Economica presso l’Università di Napoli Federico II, Research Fellow presso il Centre for Studies in Economics and Finance (CSEF) di Napoli e l’IZA Institute of Labor Economics di Bonn (Germania).
In cosa consiste il Badolato Labour & Organization Workshop?
Il BLOW è un convegno accademico internazionale dedicato all’economia del lavoro e all’organizzazione delle imprese. È promosso dal Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche (DiSES) dell’Università di Napoli Federico II, in collaborazione con il CSEF e con il patrocinio del Comune di Badolato. L’obiettivo principale è creare un momento di confronto scientifico in un contesto unico come Badolato Borgo, uno dei Borghi più belli d’Italia. Il workshop riunisce studiosi italiani e stranieri per discutere temi cruciali come le riforme del mercato del lavoro, l’efficacia delle istituzioni e il loro impatto su imprese e famiglie.
Chi ha organizzato l’edizione di quest’anno?
L’edizione 2025, svoltasi dal 10 al 12 luglio nella splendida cornice di Palazzo Gallelli, è stata coordinata da me insieme al professor Tommaso Oliviero. Il comitato organizzatore ha incluso anche i dottori Antonio Genovese, Lorenzo Incoronato e Guerino Nisticò, e le dottoresse Stefania Maddaluno, Sara Moccia e Tiziana Venittelli. Il convegno è stato reso possibile grazie al sostegno finanziario del progetto “Dipartimento di Eccellenza” del DiSES (2023-2027) e di diversi progetti PRIN attivi presso il Dipartimento, grazie anche supporto istituzionale del Comune di Badolato oggi amministrato da una Commissione Straordinaria.
Quali tematiche sono state affrontate durante il convegno?
L’edizione 2025 ha proposto un programma ricco e attuale. Tra i temi affrontati figurano i divari di genere nel mercato del lavoro, le disuguaglianze di reddito e il ruolo del progresso tecnologico, l’impatto dello smart working sulle traiettorie professionali, e l’efficacia delle attività di mentoring nei risultati accademici degli studenti. Non sono mancati approfondimenti sul contributo economico e sociale dei centri di accoglienza nei territori che li ospitano, così come sul nesso tra le distorsioni del mercato del lavoro e la produttività delle imprese.
Chi sono stati i relatori principali?
Abbiamo avuto l’onore di ospitare “keynote speakers” di prestigio internazionale:il professor Christian Dustmann della University College London; il professor Raymond Fisman della Boston University; ela professoressa Maria De Paola dell’Università della Calabria e dirigente presso la Direzione Generale di Studi e Ricerche dell’INPS. A questi si sono aggiunti studiosi provenienti da università di eccellenza come Yale (Stati Uniti), Cornell(Stati Uniti), LSE (Regno Unito), HEC Montréal (Canada), HEC Lausanne (Svizzera), USI Lugano (Svizzera), CREST-ENSAE (Francia), Erasmus Rotterdam (Olanda), Universidad de Alicante (Spagna), e da istituzioni italiane come la Banca d’Italia, l’Università di Torino, Milano, Napoli Federico II, Napoli Parthenope, Catania, e Calabria.
Oltre all’attività scientifica, cosa ha caratterizzato questa edizione?
Uno degli elementi distintivi del BLOW è l’integrazione tra momenti accademici e valorizzazione del territorio. Oltre alle sessioni di lavoro, i partecipanti – circa 50, molti dei quali accompagnati dalle famiglie – hanno preso parte a tour guidati nel centro storico, visite culturali, tra cui quella alla casa-studio dell’artista Roberto Giglio, degustazioni nei tradizionali catoja, cene tipiche nei ristoranti del borgo e momenti di relax sulle spiagge di Badolato Marina. Questo mix di alta formazione e accoglienza rende il BLOW un’esperienza unica, capace di coniugare ricerca e cultura locale in maniera originale e coinvolgente.

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Chiaravalle, consiglio comunale convocato per il 29 luglio

Attesa una seduta ad alta tensione: sullo sfondo lo scontro tra maggioranza e opposizione per la gestione dei conti pubblici e l’affidamento del servizio rifiuti

È stato convocato ufficialmente per lunedì 29 luglio 2025, alle ore 10.00, il consiglio comunale di Chiaravalle Centrale. Qualora dovesse mancare il numero legale, la seconda convocazione è prevista per mercoledì 31 luglio, sempre alle ore 10.00, presso la sala consiliare.
All’ordine del giorno sono stati inseriti quattro punti:

  • Approvazione dei verbali della seduta precedente;
  • Riconoscimento di un debito fuori bilancio relativo a BFF Bank spa;
  • Variazione al bilancio di previsione 2025-2027 ai sensi dell’art. 175, comma 2, del D.lgs 267/2000;
  • Assestamento generale di bilancio e salvaguardia degli equilibri per l’esercizio finanziario 2025, come previsto dagli articoli 175, comma 8, e 193 del D.lgs 267/2000.
    I documenti relativi agli argomenti in discussione saranno depositati presso la Segreteria comunale, a disposizione dei consiglieri per la consultazione entro i termini di legge.
    Se la convocazione del consiglio si presenta nella forma come un ordinario adempimento istituzionale, il contenuto dell’ordine del giorno preannuncia invece una seduta tutt’altro che tranquilla. I temi al centro del dibattito – debiti fuori bilancio, variazioni in corso d’anno e riassestamenti – sono infatti da tempo oggetto di accese contrapposizioni tra maggioranza e opposizione, ovvero tra il sindaco Domenico Donato e i consiglieri Claudio Foti, Giuseppe Rauti e Vito Maida.
    Il riconoscimento di nuovi debiti fuori bilancio, in particolare, continua ad alimentare le critiche di chi denuncia una gestione finanziaria non lineare, con ripetuti ricorsi a provvedimenti straordinari per sanare situazioni non previste. Il nodo si stringe ulteriormente in vista dell’assestamento e delle modifiche al bilancio pluriennale, che implicano inevitabilmente uno slittamento degli equilibri di programmazione e l’adattamento delle scelte politiche alle emergenze finanziarie.
    Uno dei fronti più caldi rimane quello legato alla gara per l’affidamento del servizio rifiuti. Un tema che resta sullo sfondo di molte tensioni amministrative. Le procedure, gli impegni economici e i possibili risvolti legali legati all’appalto per la gestione dei rifiuti hanno già innescato dure prese di posizione e verosimilmente torneranno ad alimentare il dibattito in aula.
    In un clima politico già surriscaldato, la seduta del 29 luglio rischia dunque di trasformarsi nell’ennesimo terreno di scontro tra chi accusa e chi si difende, tra chi denuncia presunti ritardi e opacità, e chi rivendica la legittimità delle scelte compiute.

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SIGLATO L’ACCORDO DI COOPERAZIONE INTERNAZIONALE TRA LE CITTÀ DI SOVERATO E YAREMCHE, UCRAINA

Come anticipato nelle scorse settimane dal sindaco di Soverato, Daniele Vacca, è stato formalizzato questa mattina a Palazzo di città l’Accordo di Cooperazione Territoriale Internazionale tra il Comune ionico e il Consigio Comunale di Yaremche, Ucraina. La firma del protocollo da parte dei sindaci Vacca e Andrii Mironyak pone le basi per una collaborazione di lungo termine finalizzata alla realizzazione di progetti e scambi culturali e umanitari. La sottoscrizione dell’Accordo, della durata illimitata, diventa quindi una preziosa opportunità per valorizzare il ruolo della città di Soverato nel processo di ricostruzione dell’Ucraina e rafforzare al tempo stesso i sentimenti di vicinanza e solidarietà con il suo popolo. L’intesa nasce dalla volontà comune di consolidare i legami tra le due comunità nel segno della continuità. Tante sono state infatti nel tempo le iniziative istituzionali e civili organizzate in città per manifestare sincera vicinanza ad un popolo profondamente segnato dalla guerra. Industria, agricoltura, trasporti, istruzione, sanità ma anche ambiente, arte, turismo e sport. Tanti saranno gli ambiti di interesse intorno ai quali si articolerà la cooperazione che prenderà forma con iniziative e progetti congiunti, grazie anche al Consiglio Nazionale delle associazioni ucraine in Italia. «Per le città di Soverato e Yaremche è un momento particolarmente emozionante che segna l’inizio di una proficua collaborazione volta al rafforzamento dei rapporti interculturali e di amicizia tra le due comunità – hanno commentato i sindaci Vacca e Mironyak -. Siamo certi che lo scambio di esperienze e la condivisione di buone pratiche ci permetteranno di creare ponti di pace e sviluppare occasioni di crescita per le nostre realtà».

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Squillace, Interviste SottoTraccia con Bruno & The Souldiers

Con la decima puntata di “Interviste SottoTraccia” si chiude il primo ciclo della nuova iniziativa targata OndaRocK, che tornerà a settembre con nuovi incontri. Per l’ultima intervista estiva, i protagonisti sono i Bruno & The Souldiers, band simbolo dello ska made in Calabria, tra energia dal vivo, contaminazioni culturali e testi di forte impatto sociale. Con la band ha dialogato, come di consueto, Davide Mercurio, del Collettivo OndaRock, che inizia da una domanda tanto curiosa quanto significativa: è possibile unire le sonorità dello ska con la musica tradizionale calabrese? La risposta è un convinto sì. «Proprio ieri – racconta il frontman Bruno – abbiamo suonato un pezzo in dialetto. L’idea di lanciare le “Tarantelle Giamaicane” è una provocazione che funziona, soprattutto nei live. C’è un filo conduttore che lega la musica popolare calabrese alle sonorità dello ska: entrambi parlano alle radici, alla gente». Si parla poi delle influenze musicali che hanno appunto influito sulla band, e Bruno risponde che le influenze dichiarate vanno da The Specials e Madness fino agli Skatalites e alla scena “2 Tone” britannica, dove ska e punk si incontrano. Ma Bruno spazia ben oltre i confini del genere: «Ho vissuto a Los Angeles per cinque anni e lì ho imparato il valore del “groove”». Per lui lo ska è una piattaforma aperta, capace di contaminarsi con swing, folk, patchanka, reggae e punk. «Non è solo un genere musicale, ma un’attitudine, un linguaggio». Il nome “Bruno & The Souldiers” nasce da un gioco di parole: “Souldiers”, come soldati dell’anima. Ma anche come collettivo in continua evoluzione. «Non abbiamo una line-up fissa, ci adattiamo alle situazioni. A volte siamo in otto, a volte in cinque. L’importante è capirsi e voler fare qualcosa di speciale», spiegano. Una band quindi come luogo di espressione e confronto, non solo musicale ma anche umano. Inoltre, i Bruno & The Souldiers si dichiarano senza esitazione una band antirazzista e antifascista. «Cantiamo la libertà, contro ogni discriminazione. Abbiamo sempre portato avanti certi valori, anche quando ci ha penalizzati», raccontano, ricordando le loro esibizioni nei centri sociali e le difficoltà avute con alcune realtà istituzionali. «Cantiamo testi importanti, anche se non mancano momenti più disincantati. Il punto è comunicare un messaggio». Il futuro? Tra nuovi brani e concerti energici. La band è al lavoro su nuovo materiale, tra cui “Il Silenzio”, un brano che richiama atmosfere new wave e Joy Division. Inoltre, si stanno sperimentando brani in dialetto da portare in studio e in tour. L’obiettivo è chiaro: creare spettacoli coinvolgenti e travolgenti per il 2026. «Registrare un disco è bellissimo, ma i nostri live sono la vera forza. Cambiano ogni volta e ci adattiamo al pubblico, improvvisiamo. È una festa collettiva». La scena ska al Sud: pionieri e outsider. «In Calabria siamo praticamente gli unici a fare ska», ammettono. «All’inizio abbiamo avuto il supporto dei Meat For Dogs, che ci hanno permesso di suonare anche qui al Copabay». Il pubblico, però, spesso manca: «Le piazze sono vuote, i punti di ritrovo sportivi pure. Tutti a scrollare. Siamo in un’epoca divisiva, ma la musica può ancora unire». Una riflessione profonda, che parte dal pessimismo sul presente ma si apre alla speranza. Una band, un collettivo, una visione. Stare in una band, concludono Bruno e Carlo, è un esercizio di condivisione e umanità: «In una società che ti spinge all’individualismo, far parte di un collettivo è un atto rivoluzionario. La musica ti obbliga a confrontarti, a cedere qualcosa di te per costruire qualcosa insieme. Ed è bellissimo». Con un ringraziamento speciale ai Bruno & The Souldiers e al Collettivo OndaRocK, l’intervista si chiude con una dedica al mondo della musica e un saluto sentito ad un immenso musicista che proprio in quelle ore, durante l’intervista, veniva a mancare. “Crazy Train” non si ferma mai… to Ozzy Osbourne (3 dicembre 1948 – 22 luglio 2025). Ricordiamo, infine, gli appuntamenti OndaRock: il 7 agosto, sul piazzale OndaRock, con Mantovano Opening Act + Giorgio Canali & RossoFuoco; il 24 agosto, al CopaBay, per “OndaRocK in Green” con i Bruno & The Souldiers.
Carmela Commodaro

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Soverato, Filippo Soavi: “Costanza e passione, così si costruisce un sogno”

Il campione si racconta dell’incontro-evento con Naturium e Flex Gym.

Solo la costanza ripaga. È questa la filosofia che guida Filippo Soavi, atleta emergente del bodybuilding italiano, ormai considerato un vero e proprio punto di riferimento per la sua generazione. Classe da vendere, determinazione ferrea e una V-shape da manuale: a soli 21 anni ha già messo in fila successi di spessore, come il titolo di Assoluto Junior Mens Physique e Classic Beginners conquistati a Rimini (Fit Italy IFBB) nel 2025, le vittorie di categoria a Bussolengo e il prestigioso secondo posto ai Mondiali NBFI di Manchester, dopo le qualifiche superate nel 2023. Ma la sua ascesa non è stata affatto fulminea. Inizia in palestra nel settembre del 2018, si dedica con serietà al bodybuilding solo dal 2022, e da allora la sua crescita è stata lenta, costante e autentica, frutto di passione e rigore. Un percorso che lo ha portato a essere riconosciuto anche fuori dai circuiti agonistici: oggi oltre 200.000 follower lo seguono sui social, dove ogni giorno condivide contenuti che raccontano il suo stile di vita, tra allenamenti, riflessioni e tanta motivazione. Domenica 27 luglio, dalle 16.00 alle 19.00, sarà protagonista di un evento speciale a Soverato, presso la ASD New Flex Gym (via Cuturella 2/4), organizzato da Naturium e Flex Gym. Tre ore per conoscerlo da vicino, ascoltare il suo percorso, porre domande anche tecniche, e vivere un pomeriggio dedicato alla salute, al benessere e a uno stile di vita sano. Non mancheranno ovviamente foto e autografi, in un clima di condivisione e ispirazione. Filippo ha alle spalle un passato sportivo variegato, culminato nella ginnastica artistica, disciplina con la quale ha partecipato anche a un campionato italiano, classificandosi terzo. Ha studiato un anno Biologia, prima di decidere di sospendere temporaneamente gli studi per dedicarsi completamente alla disciplina che ama. Lontano dai riflettori, Filippo ama leggere e cimentarsi nella fotografia. Ma è in palestra che ha trovato la sua vera dimensione, un luogo dove – come dice lui stesso – “non si costruisce solo il corpo, ma anche la mente”. A chi gli chiede un consiglio per cominciare, risponde con schiettezza: “I consigli servono a poco. Quando finisce la motivazione iniziale, resta solo l’amore per la monotonia. Se non impari ad amare la ripetizione, la costanza e la disciplina, non andrai lontano”. Parole semplici, che racchiudono però una grande verità. E che spiegano perché Filippo Soavi non è solo un atleta da palcoscenico, ma un modello positivo per tanti ragazzi in cerca di equilibrio e cambiamento. Appuntamento allora a domenica 27 luglio. Perché ispirarsi a chi ha scelto di costruire, giorno dopo giorno, il proprio sogno può essere il primo passo per iniziare anche il nostro. Per info e aggiornamenti Naturium e Flex Gym Soverato sui canali social ufficiali.

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San Vito Ionio, Francesco Denaro: “Con Sonati Vicinu celebriamo il Novecento come memoria viva e condivisa”

La 9ª edizione del celebre festival culturale calabrese, in programma dal 16 al 18 agosto 2025. “Un invito a fermarsi, ascoltare, costruire comunità”

“Quest’anno Sonati Vicinu! compie nove anni e lo fa con un’edizione che guarda al Novecento non solo come epoca storica, ma come spazio emotivo e culturale ancora aperto, interrogante, vivo”. Così Francesco Denaro, direttore artistico del festival, racconta lo spirito che animerà “Sonati Vicinu! 2025 – 900. Volti e risvolti di un secolo”, in programma a San Vito sullo Ionio dal 16 al 18 agosto. “Abbiamo voluto dare voce alle pieghe nascoste della storia – afferma Denaro – a quegli sguardi dimenticati che ancora oggi possono dirci qualcosa sul nostro presente. Lo faremo attraverso racconti familiari legati al fascismo e alla Seconda guerra mondiale, proprio a ottant’anni dalla fine del conflitto, ma anche con una riflessione profonda sul tarantismo, su ciò che rappresentava e su ciò che continua a rappresentare oggi”. Un momento importante sarà dedicato a Sharo Gambino, figura emblematica della cultura calabrese, nel centenario della sua nascita. “Racconteremo la sua eredità – spiega Denaro – per restituire al pubblico il valore di una voce capace di attraversare il tempo e restare presente”. Sul piano artistico, il festival propone ogni sera un’immersione sonora tra tradizione e contemporaneità: “L’arpa creativa di Adriano Sangineto, le sonorità radicate del gruppo Sandalucì, la delicatezza e la forza della cantautrice Angelica Perri… Saranno loro a dare corpo musicale alle nostre serate sotto le stelle”. Ma Sonati Vicinu! comincia già prima del programma ufficiale, con tre appuntamenti “off” tra il 6 e il 10 agosto. “Abbiamo voluto offrire esperienze diverse – dice Denaro – come il talk sull’intelligenza artificiale e naturale, ospitato nel Giardino Epicureo di Montauro con Massimiliano Capalbo e Francesco Pungitore, un concerto jazz sotto le stelle al Bar Arcobaleno, e un trekking nella faggeta del Lago Acero, per riconnetterci con la natura e con gli altri. Il tutto si concluderà con un pranzo conviviale organizzato insieme al gruppo “Io ‘cero”, perché la cultura, per noi, passa anche dal cibo, dalla lentezza, dall’accoglienza”. Per Denaro, Sonati Vicinu! non è solo un evento culturale, ma un gesto di prossimità: “Invitiamo tutti a partecipare non come spettatori ma come parte di una comunità temporanea, dove si ascolta, si racconta, si condivide. In un’epoca di rumore, questo festival vuole essere una pausa di senso”. Il programma completo è disponibile online, ma l’invito più grande è “vicinu”, vicino: “Venite a San Vito. Portate con voi la voglia di lasciarvi toccare da una parola, da una nota, da una storia. Sarà un piccolo viaggio collettivo, con il cuore rivolto al secolo che ci ha fatto diventare ciò che siamo”.

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FIBERCOP: A SOVERATO PROSEGUE LA POSA DELLA NUOVA RETE TOTALMENTE IN FIBRA OTTICA

Soverato – FiberCop, gestore dell’infrastruttura digitale più estesa e capillare del Paese, prosegue, in sinergia con l’Amministrazione comunale, nel lavoro di potenziamento della rete internet in fibra ottica nel territorio di Soverato. I lavori per la realizzazione della nuova rete a banda ultralarga hanno già coinvolto diverse aree del territorio comunale, con l’obiettivo di rendere progressivamente disponibili collegamenti ultraveloci. Oltre agli investimenti autonomi di FiberCop, Soverato è uno dei 404 comuni calabresi che beneficia anche degli interventi di cablaggio previsti dal ‘Piano Italia 1 Giga’ nell’ambito del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza); FiberCop, infatti, si è aggiudicato 7 Lotti del bando ‘Piano Italia 1 Giga’ per complessive 10 regioni, tra cui la Calabria, più le province autonome di Trento e Bolzano. L’infrastruttura digitale predisposta da FiberCop a Soverato può raggiungere una velocità fino a 10 Gigabit al secondo e consentirà di accelerare i processi di digitalizzazione di cittadini, imprese e pubblica amministrazione, consentendo la fruizione di servizi innovativi, quali lo streaming in 4K, lo smart working, la telemedicina e i servizi digitali come, ad esempio, la gestione del traffico, dell’illuminazione pubblica e il monitoraggio ambientale. Inoltre, la fibra ottica contribuirà ad aiutare l’ambiente grazie alla riduzione delle emissioni di CO2. “Siamo orgogliosi di accompagnare questo processo di trasformazione tecnologica che porterà enormi benefici alla nostra comunità – dichiara il Sindaco di Soverato, Daniele Vacca –. L’arrivo della fibra ottica rappresenta un passaggio fondamentale per costruire una città più moderna, efficiente e competitiva. Non si tratta solo di velocità di connessione, ma di un vero e proprio salto di qualità nei servizi pubblici e nelle opportunità per cittadini e imprese. Soverato potrà contare su un’infrastruttura digitale capace di supportare progetti di smart city, migliorare l’accesso alla telemedicina, facilitare il lavoro da remoto e rafforzare il tessuto produttivo locale. Ringrazio FiberCop per la collaborazione e per l’attenzione mostrata al nostro territorio”. “FiberCop continua a investire nella trasformazione digitale del Paese, promuovendo l’adozione della fibra ottica e facilitando l’accesso a servizi avanzati in tutto il territorio – ha dichiarato Massimo Zaffiro, Responsabile Operations Area Sud di FiberCop -. La disponibilità di un’infrastruttura in grado di erogare volumi di traffico sempre maggiori attraverso connessioni stabili e veloci permetterà di sostenere le imprese nello sviluppo del loro business e di migliorare la qualità della vita dei cittadini, contribuendo alla crescita dell’economia locale”.

I lavori in programma

Gli interventi, che hanno già coinvolto diverse zone del centro cittadino, in particolare Via San Giovanni Bosco, Corso Umberto I e Via San Martino, continueranno in Via Guglielmo Marconi, Via Giuseppe Verdi, Via della Vittoria e Via della Galleria fino a interessare nel corso del 2026 la maggior parte del territorio comunale. Per la posa della fibra ottica saranno utilizzate, laddove possibile, le infrastrutture già esistenti, anche nell’ambito dell’illuminazione pubblica. I lavori di scavo, dove necessari, saranno realizzati adottando tecniche innovative a basso impatto ambientale. FiberCop opererà in collaborazione con l’Amministrazione comunale per limitare l’impatto sulla viabilità e procedere speditamente nella realizzazione della nuova rete. I cittadini possono verificare la copertura del servizio presso il proprio operatore telefonico e richiederne l’attivazione per beneficiare delle prestazioni della nuova rete.

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Chiaravalle, con Brick 2025 un grande villaggio Lego

Domenica 27 luglio evento per tutti gli appassionati calabresi

Un’intera giornata dedicata alla creatività, alla fantasia e al gioco condiviso. Domenica 27 luglio 2025, dalle 16.00 alle 23.00, la palestra della Scuola Media “Corrado Alvaro” di Corso Gregorio Staglianò ospiterà “Chiaravalle Brick”, un evento unico che promette di trasformare Chiaravalle Centrale nel cuore pulsante del mondo LEGO. L’iniziativa nasce grazie alla passione della neonata associazione Collezionisti Seriali, con il supporto dell’Amministrazione Comunale e dell’associazione Agorà. Fondamentale il contributo di Alebrick, presidente dell’associazione, che insieme agli sponsor ha reso possibile la realizzazione dell’evento. La manifestazione punta a diventare un appuntamento di riferimento per gli appassionati dei mattoncini più famosi al mondo. Saranno esposti set ufficiali LEGO provenienti da collezioni private, alcuni dei quali giungeranno da diverse zone della Calabria, accanto a creazioni originali e ingegnose, frutto della fantasia e dell’abilità dei costruttori. Per i bambini e per chiunque voglia mettersi alla prova sarà allestita un’ampia area di gioco libero, suddivisa per fasce d’età, dove ogni partecipante potrà esprimere la propria creatività in autonomia. Il programma prevede anche un concorso dedicato ai giovani talenti, con la possibilità di vincere premi e riconoscimenti. La comunicazione grafica e web dell’iniziativa è stata affidata a Paola De Luca, che ha curato la parte visual dell’evento. “Chiaravalle Brick” si presenta quindi come un’occasione per trascorrere una giornata all’insegna del divertimento e della socialità, richiamando famiglie, appassionati e curiosi in un clima di condivisione e creatività.

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San Vito sullo Ionio, con “Sonati Vicinu!” il Novecento tra memoria, musica e incontri

Dal 16 al 18 agosto 2025 la nona edizione del festival. Tra gli ospiti, Adriano Sangineto, Sandalucì, Angelica Perri, e un talk sull’intelligenza artificiale con Capalbo e Pungitore

San Vito sullo Ionio si prepara ad accendere l’estate 2025 con la nona edizione di “Sonati Vicinu!”, il grande festival culturale che dal 16 al 18 agosto trasformerà la Piazzetta della Chiesa del Purgatorio in uno spazio di dialogo tra memoria, arte e comunità. Il tema scelto quest’anno è “900. Volti e risvolti di un secolo”, un viaggio tra le luci e le ombre del Novecento, un secolo che ha segnato in profondità la storia collettiva e personale. Il programma prevede racconti, incontri e performance che intrecciano il vissuto individuale alle grandi vicende del secolo scorso. Tra i momenti più attesi, l’omaggio a Sharo Gambino nel centenario della nascita, una riflessione sul tarantismo e sul suo significato nel mondo contemporaneo, e le storie di famiglia legate al fascismo e alla Seconda guerra mondiale, nel ricordo degli 80 anni dalla fine del regime e del conflitto. La musica sarà il filo conduttore delle serate. Si esibiranno l’arpista creativo Adriano Sangineto, il gruppo Sandalucì, interprete delle sonorità tradizionali del Gargano e della Murgia, e la cantautrice Angelica Perri, giovane voce emergente di Rogliano. Il festival sarà preceduto da tre appuntamenti di “Sonati Vicinu! off”, nei giorni 6, 8 e 10 agosto. Il Giardino Epicureo di Montauro ospiterà un dialogo sull’intelligenza artificiale e naturale con Massimiliano Capalbo e Francesco Pungitore. Seguirà un concerto jazz al Bar Arcobaleno di San Vito, con Tonino De Sensi al basso, Patrice Herald alla batteria e Joy De Vito alla chitarra. Chiuderà il programma un trekking ad anello dal Lago Acero, nel cuore della faggeta sanvitese, accompagnato da un pranzo conviviale con il gruppo locale “Io ‘cero”. “Sonati Vicinu!” non è solo un festival ma un’esperienza di prossimità, un invito a rallentare, ascoltare e condividere. Un modo per riscoprire il senso di comunità, trasformando la cultura in un momento di incontro autentico.

Il programma completo e gli aggiornamenti sono disponibili sul sito ufficiale: https://sites.google.com/view/sonativicinu

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Fondazione Città Solidale, dopo il premio “Welcome” prosegue l’impegno pro rifugiati

Continua l’impegno della Fondazione Città Solidale ETS per dare continuità alla Giornata Mondiale del Rifugiato. Quest’estate c’è un ricco programma di eventi. Le attività del settore immigrazione della Fondazione Città Solidale continuano con un focus sull’accoglienza e l’integrazione, grazie al supporto del Sistema Accoglienza Integrazione (SAI). Fondazione Città Solidale, fra l’altro, è tra le associazioni premiate per il progetto “Welcome. Working for Refugee Integration”, il programma attraverso il quale UNHCR Italia favorisce l’inclusione delle persone rifugiate nel mercato del lavoro, promuovendo il coinvolgimento del settore privato in collaborazione con le istituzioni e con le organizzazioni della società civile. Grazie a tale programma, UNHCR Italia nel 2024 in Italia ha avviato oltre 16.200 percorsi professionali per persone rifugiate. Sono 57 le associazioni ed enti pubblici e privati in Italia premiati con il logo We Welcome per aver dato il loro contributo all’inclusione lavorativa dei richiedenti asilo e dei titolari di protezione internazionale. Tra questi enti, amche Fondazione Città Solidale, il cui presidente è padre Piero Puglisi. «Siamo onorati di aver ottenuto questo riconoscimento – afferma padre Piero – che testimonia il nostro impegno e i nostri sforzi in linea con la missione globale dell’UNHCR di salvare vite, proteggere i diritti e costruire un futuro migliore per le persone costrette a fuggire dalle loro case a causa di conflitti e persecuzioni. Ricevere un riconoscimento del genere è la testimonianza di un lavoro che da anni portiamo avanti, di percorsi di inclusione costruiti a misura di ogni persona con le risorse del territorio. È un cammino impegnativo per un cambiamento culturale che passi anche attraverso il mondo del lavoro e la rete con le aziende».
Carmela Commodaro

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