ROMA (ITALPRESS) – CTP srl, Company Trafil Production, è un’azienda del gruppo Petitto, nasce nei primi anni 2000 e produce conduttori elettrici, rame e alluminio per trasformatori di potenza e di distribuzione. L’azienda svolge un ruolo attivo nella transizione ecologica grazie ai prodotti che realizza e propone sul mercato. Nell’ambito di un progetto di sostenibilità rivolto a figure strategiche per l’organizzazione e gestione aziendale, l’azienda ha coinvolto le sue risorse nei processi di formazione, frutto della collaborazione con Fondimpresa.
mgg/mrv
CATANZARO (ITALPRESS) – Beni per oltre 4,7 milioni di euro riconducibili a due soggetti ritenuti collegati alla cosca Mancuso di Limbadi e Nicotera, nel Vibonese, sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza su provvedimento del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Dda. Il sequestro riguarda due società di capitali, un’impresa individuale e quote di un’altra società, attive nella gestione di villaggi turistici sul litorale vibonese e nel commercio di prodotti ittici e floreali, con patrimoni e attività tra Milano e Catania. Secondo le indagini, le società sarebbero state utilizzate per schermare interessi riconducibili alla criminalità organizzata attraverso intestazioni fittizie di quote e cariche societarie. I provvedimenti sono stati emessi nell’ambito del procedimento di prevenzione collegato all’inchiesta “Carthago-Maestrale-Olimpo-Imperium”. Uno dei due destinatari è stato condannato in primo grado a 20 anni di reclusione, con sentenza non definitiva, perchè ritenuto intraneo alla cosca Mancuso. Il secondo, deceduto prima della definizione del giudizio, era stato rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa e trasferimento fraudolento di valori. Per i beni riconducibili ai suoi successori il sequestro è stato disposto in via d’urgenza, in attesa del contraddittorio sulla possibile confisca. (ITALPRESS).
Si è svolta nello scorso fine settimana, nel Villaggio Sunbeach a Squillace Lido, la sesta edizione del Raduno Intersezionale che ha visto protagoniste le Sezioni AIA di Catanzaro, Crotone e Rossano. L’evento ha riunito circa 200 partecipanti per un appuntamento che va ben oltre il mero aspetto agonistico, evidenziando il profondo valore educativo della figura dell’arbitro. Attraverso la conoscenza e la rigorosa applicazione delle regole, la professione arbitrale si conferma un veicolo fondamentale per trasmettere ai più giovani principi ineludibili quali il rispetto dell’avversario, la responsabilità personale e la correttezza, sia sul terreno di gioco sia nella vita quotidiana. L’intenso programma, snodatosi nell’arco di due giornate, ha visto la partecipazione attiva di arbitri e osservatori impegnati sia nel calcio a 11 sia nel calcio a 5. Il settore tecnico ha guidato gli approfondimenti regolamentari e la somministrazione dei quiz tecnici, mentre dirigenti e colleghi operanti a livello nazionale hanno messo la propria esperienza a disposizione dei giovani fischietti, offrendo loro preziosi stimoli e strumenti analitici in vista del fischio d’inizio della nuova stagione sportiva. Particolarmente ricchi ed articolati sono stati i contributi formativi offerti da relatori di primo piano del panorama associativo. Tra questi figurano gli interventi di Vincenzo Camposano, componente della Commissione esperti legali, e di Pasquale Fedele, referente della Commissione medica nazionale. Importanti spunti di riflessione sono giunti anche da Francesco Squillace, componente della Commissione arbitri, Valerio Caroleo per il Settore Tecnico, Francesco Filomia della Commissione osservatori dilettanti e Franco Falvo della Commissione arbitri, a cui si è affiancata la presenza di Eugenio Viterbo, componente del Comitato Regionale. Di grande spessore concettuale è stato il contributo dell’architetto Alessandro Panci, presidente del Consiglio nazionale degli architetti, con cui si è trattato il tema “Progettare le decisioni”. Un momento di profonda riflessione guidata con i giovani arbitri che ha messo in correlazione la capacità d’osservazione e l’assunzione di responsabilità con i processi di scelta in contesti complessi. L’iniziativa ha riscontrato un importante riconoscimento anche da parte delle istituzioni locali e sportive. L’assessora al turismo del Comune di Squillace Natascia Mellace ha sottolineato l’importanza dello sport come veicolo promozionale e di scoperta del territorio, rimarcando come manifestazioni di tale genere sappiano generare preziose occasioni di incontro, benessere ed edificate esperienze collettive. Sul fronte federale non sono mancati i saluti e il sostegno dei rappresentanti della Lega Nazionale Dilettanti, tra cui i delegati provinciali Giovanni Bruno e Silvio Comito, unitamente all’intervento di Saverio Mirarchi, presidente della LND Calabria e vicepresidente FIGC, il quale ha ricordato quanto ogni singola componente del mondo arbitrale e dirigenziale sia imprescindibile per lo sviluppo e la crescita armonica del calcio. Alla riuscita dell’evento hanno lavorato in stretta sinergia i presidenti delle tre sezioni, Francesco Zangara per Catanzaro, Francesco Livadoti per Crotone e Francesco Labonia per Rossano. A chiudere ufficialmente i lavori è stato il presidente del Comitato Regionale Arbitri della Calabria, Gaetano Massara, che ha espresso grande soddisfazione per il clima di entusiasmo e per l’elevata qualità tecnica e umana emersa durante la due giorni. Carmela Commodaro
Il prossimo 9 ottobre, alle ore 9:30, il mondo delle Associazioni Ambientaliste lancia un grido d’allarme contro la colonizzazione dei territori calabresi ad opera di una folta schiera di multinazionali che, nonostante dispongano ufficialmente di patrimoni e risorse risibili, risultano titolari di importanti concessioni per la produzione della cosiddetta “energia verde”. La mancanza in Calabria di uno rigido apparato normativo mirato alla tutela e salvaguardia dell’ambiente, della natura e degli ecosistemi, consente a queste piccole Società che operano nel campo della produzione di energia elettrica da Fonti Energetiche Rinnovabili, quali sono l’Eolico e il Fotovoltaico, di realizzare considerevoli guadagni; e il prezzo di questo business lo pagano i calabresi i quali, non solo non hanno alcun ristoro nelle tariffe di energia elettrica in bolletta, ma debbono assistere alla devastazione dei loro territori invasi da innumerevoli Pale Eoliche e altrettanti Pannelli Fotovoltaici, la cui installazione richiede l’abbattimento di migliaia di alberi e di centinaia di ettari di bosco e l’occupazione di enormi superfici di terreni sottratti all’agricoltura e alla pastorizia, e causa la compromissione dell’ambiente naturale e paesaggistico, l’alterazione dei delicati equilibri della biodiversità, il pregiudizio all’assetto idrogeologico e delle falde acquifere, con un non trascurabile danno al sistema del Turismo e delle Economie locali. E’ ora di dire basta, è ora di interrompere i progetti che sono già pronti a distruggere la nostra Calabria. Giorno 9 ottobre 2026 l’Associazione Ambientalista Italia Nostra Calabria, il Coordinamento Regionale ControVento e il Movimento Ecologico Terra e Libertà Calabria hanno indetto per le ore 9:30 un presidio alla Cittadella Regionale, in Viale Europa di Catanzaro, per chiedere con forza che, d’ora in poi, le autorizzazioni per la produzione di energia elettrica da Fonti Rinnovabili vengano rilasciate solamente con la previsione di utilizzo di superfici già consumate, seguendo i dettami in materia dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) che, nel suo ultimo rapporto sul consumo di suolo, afferma che tra tetti di fabbricati esistenti, aree di parcheggio, aree dismesse o già impermeabilizzate, la superficie disponibile per installare pannelli fotovoltaici sarebbe più che sufficiente per centrare gli obiettivi 2030 sulle rinnovabili. La Sezione di Catanzaro di Italia Nostra è ovviamente favorevole all’iniziativa, sia perché ne condivide la validità delle argomentazioni e la necessità di centrare gli obiettivi prefissati di tutela ambientale e paesaggistica, sia perché la stessa si colloca all’interno della propria consolidata linea di forte condanna e di contrasto alla proliferazione incontrollata di mega impianti eolici e fotovoltaici a terra e di promozione per la diffusione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), un modello virtuoso che consente a cittadini, attività commerciali, imprese ed enti locali di produrre, condividere e consumare energia pulita a chilometro zero ottenendo risparmi in bolletta e incentivi economici, a fronte della sostenibilità ambientale e del beneficio sociale. Dalla campagna del 2021 di raccolte firme per la moratoria dell’eolico nella regione Calabria, consegnata all’assessore regionale all’Ambiente Sergio De Caprio che dispose la sospensione delle autorizzazioni nelle more dell’approvazione del Piano Paesaggistico della Regione Calabria, alla proposta di Legge Regionale dello stesso anno contenente “Disposizioni urgenti in materia di tutela dell’ambiente e del paesaggio e individuazione delle aree inidonee all’installazione di impianti da fonti rinnovabili”, consegnata ai candidati presidenti delle elezioni regionali del 3 e 4 ottobre 2021 chiedendo la condivisione dei contenuti e l’impegno a farla approvare dal Consiglio fra i primi atti; dalle numerose opposizioni, anche in sede giurisdizionale e in concorso con altre Sezioni di Italia Nostra, avverso la costruzione di nuovi impianti a Monterosso Calabro, a Borgia e Squillace e nel Golfo di Squillace, alla costante sensibilizzazione dell’opinione pubblica attraverso comunicati sulla Stampa online e cartacea, incontri con i docenti e le scolaresche, convegni e approfondimenti in Circoli e Associazioni. Vediamoci, allora, il 9 ottobre alle ore 9:30 alla Cittadella Regionale di Catanzaro per animare il Presidio in difesa della nostra Calabria e per sottrarre i nostri territori alla speculazione delle multinazionali.
MONTREAL (CANADA) (ITALPRESS) – Brandon McNulty vince la prova in linea maschile Elite del Campionato del mondo di ciclismo su strada. A Montreal, in Canada, il 28enne statunitense dell’Uae Team Emirates XRG ha trionfato in solitaria dopo 6h17’04” di corsa, quanto mai accesa. Secondo posto per l’australiano Michael Matthews, che ha vinto la volata ristretta degli inseguitori; terzo posto per l’olandese Mathieu Van Der Poel. Nona piazza per Giulio Ciccone, il primo degli azzurri in gara oggi, arrivato al traguardo a 14″ da McNulty, al pari dei migliori.
La maglia iridata rimane quindi in casa Uae, dopo che Tadej Pogacar, campione nel 2024 e nel 2025, ha dovuto alzare bandiera bianca per la prova di quest’anno a causa dell’infortunio alla clavicola rimediato nel corso della Vuelta a Espana: McNulty è il terzo statunitense della storia a vincere il mondiale nella prova in linea dopo Greg Lemond (campione nel 1983 e nel 1989) e Lance Armstrong (trionfatore nel 1993).
– foto Ipa Agency –
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BURSA (TURCHIA)(ITALPRESS) – Testa al campo, senza pensare troppo alle critiche arrivate dopo il ko contro il Belgio. L’Italia di Roberto Mancini riparte dalla Turchia, secondo impegno della Nations League, in programma domani a Bursa contro la selezione di Montella.
Il ct azzurro, nella conferenza stampa della vigilia, ha spiegato la scelta di lasciare a Coverciano dieci giocatori: “Siamo 33, è una trasferta abbastanza faticosa, rientreremo domani notte, parliamo di giocatori che probabilmente sarebbero andati in tribuna dunque ho deciso di lasciarli in Italia”. Sarà dunque una gara complicata, ma Mancini non vuole sentire parlare di pressione: “E’ una partita di calcio. Cercheremo di fare una bella partita cercando di vincere. Non c’era tanta fiducia nemmeno quando abbiamo vinto l’Europeo – ha proseguito -, bisogna lavorare, stiamo inserendo dei giovani che non hanno tanta esperienza, ci vuole un pò più tempo. Serve un pò più di tranquillità e calma. Non credo abbiamo bisogna di forza, il Belgio è stata prima nel ranking per tantissimi anni. Ci hanno messo in difficoltà nel primo tempo, dobbiamo ripartire dalle cose positive del secondo tempo”.
Momento delicato sì, ma niente drammi: “Dobbiamo rimanere tranquilli e non essere così agitati come sta accadendo, abbiamo giocato contro una squadra forte come il Belgio, ma nel secondo tempo abbiamo reagito bene, poi ci sono sempre gli episodi che possono essere decisivi, anche se loro la vittoria se la sono meritata”.
Mancini ha poi voluto allontanare le critiche arrivate dopo l’esordio negativo di venerdì sera all’Olimpico di Roma, al termine del match sono arrivati fischi da parte del pubblico e nei giorni successive le critiche per le prestazioni di giovani schierati titolari, come per esempio Romano: “Non mi toccano le critiche, Romano ha fatto un’ottima partita, gli errori capitano anche ai giocatori più esperti. Noi siamo felici per quello che ha fatto nella partita contro il Belgio. Credo che ci possano anche stare i fischi a fine partita, mi sembra che sia una cosa abbastanza normale, poi dipenderà da noi, se riusciremo a giocare bene e vincere, allora le cose potranno cambiare. Anche perchè queste situazioni dipendono dai risultati”.
Ci saranno dunque diversi cambi, il ct cercherà di adattare la squadra per un match delicato dove gli azzurri si giocheranno la permanenza nella Lega A della competizione europea: “Affrontiamo una squadra forte, piena di giocatori di talento come sempre, adesso sono ancora più forti e non meritavano di uscire nella fase a gironi ai Mondiali. Sarà una partita difficile”, assicura Mancini.
BURSA (TURCHIA) (ITALPRESS) – Roberto Mancini gli affiderà le chiavi del centrocampo, servirà una reazione immediata per poter voltare pagina e reagire dopo il ko contro il Belgio: a suonare la carica è stato Sandro Tonali, intervenuto alla vigilia della seconda sfida di Nations League contro la Turchia:“Tante persone sono rimaste deluse dopo la partita con il Belgio, ma bisogna essere onesti e accettare tutto quello che il post-gara ci ha lasciato, ovvero i fischi e la nostra amarezza negli spogliatoi. Bisogna accettare tutto questo perchè abbiamo giocato male e meritato di perdere, ma abbiamo la fortuna di tornare in campo domani sera. Bisogna subito reagire, il calcio è fatto così, devi immediatamente rispondere nella partita successiva”.
L’ex Milan ha poi voluto ribadire la forza della squadra: “Questo è un gruppo molto sano e molto giovane, avere tutto e subito è molto difficile. Non abbiamo la stella che ti cambia la partita in 10 secondi, dobbiamo lavorare e fare un passo alla volta, il tempo ce l’abbiamo, abbiamo tante partite da fare insieme e lavorare per diventare ancora di più un gruppo. Siamo giocatori forti, piano piano le qualità verranno fuori”.
Tonali ha poi voluto evidenziare l’importanza di avere uno spogliatoio unito e con gli stessi obiettivi: “Il nostro lavoro è fare gruppo, ci sono giocatori che hanno giocato poco insieme, dobbiamo cercare di formare il più velocemente il gruppo, stiamo giocando mettendocela tutta, dobbiamo entrare in campo ed essere liberi, divertirci, è la prima cosa fondamentale. I giocatori non hanno perso la qualità in un giorno, questo è un gruppo sano. Dobbiamo scendere in campo dando il 110%. Dobbiamo essere positivi – ha aggiunto -, abbiamo tanti nuovi giovani, dobbiamo aiutarli e alleggerirli, spingerli senza dare loro troppe responsabilità”.
ROMA (ITALPRESS) – “Nessuna legge umana deve farvi perdere la certezza della vostra dignità. Al contrario, è proprio in nome di questa dignità inalienabile della persona umana che la tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione deve essere fermamente respinta. E’ impossibile considerare normale togliere la vita. Ciò che è legale non è necessariamente morale”. Così Papa Leone XIV parlando durante l’incontro con i malati a Lourdes. In precedenza, nel corso del suo incontro con la Conferenza episcopale francese, il Santo Padre aveva sottolineato come “il messaggio di pace che ha la sua fonte in Gesù è tanto più atteso in quanto si constata, in Francia come altrove in Occidente, un’inquietante polarizzazione, un declino della fratellanza, della cordialità e della qualità della vita sociale, nonchè una recrudescenza della violenza, delle disuguaglianze e della povertà. Di fronte a tali sfide, la disillusione e il disorientamento prendono il posto delle false promesse di un mondo in cui Dio sarebbe assente, relegato alla sfera privata, e dove il soccorso della sua grazia sarebbe considerato inutile alla ‘costruzione della Città’”. (ITALPRESS). -Foto: Ipa Agency-
NAPOLI (ITALPRESS) – Luna Rossa Senior (1) ha vinto la Final Race delle Regate Preliminari di Napoli della America’s Cup. L’AC40 italiano, con al timone Peter Burling e Marco Gradoni, ha dunque conquistato l’atto andato in scena nel Golfo che ospiterà l’anno prossimo la vera e propria Coppa America, dopo aver vinto le prime prove, ovvero le Preliminari di Cagliari.
La barca italiana, del patron Patrizio Bertelli, griffata Prada, Pirelli e Frecciarossa, dopo aver dominato le prime otto regate di questo appuntamento partenopeo, chiudendo in vetta la classifica generale, ha dominato dall’inizio alla fine anche il match race conclusivo, disputato contro gli avversari di sempre, ovvero Emirates Team New Zealand 1, anticipati al traguardo di 17″.
A maggio appuntamento a Napoli con altre regate di flotta, prima dei veri e propri match race che determineranno lo sfidante ufficiale del defender, ovvero dei “kiwi”, per la Coppa America 2027. Grandi speranze sulla barca italiana dell’amministratore delegato Max Sirena, con a bordo il guidone del Circolo del Remo e della Vela Italia di Napoli.
Certo le barche nel 2027 saranno diverse, si passerà agli AC75, ma quanto hanno messo in mostra gli uomini e le donne di Luna Rossa, tanto a Cagliari, quanto in questi giorni, lascia aperta la porta al “sogno” di vincere per la prima volta nella storia la “mitica” Coppa America.
Qui a Napoli, in queste Preliminari, hanno brillato sull’AC40 italiano, oltre a Burling e a Gradoni, i trimmer Maria Giubilei e Gianluigi Ugolini.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Negli antichi vicoli di Squillace, il rumore ritmico dei telai in legno e il profumo dei filati scandivano un tempo la vita quotidiana. Oggi di quella fervida attività restano soprattutto ricordi e toponimi suggestivi, come il rione “Filanda” nella zona di San Giorgio, ma in passato la città ha rappresentato un centro di primissimo piano nell’arte della tessitura. Una storia fatta di mani sapienti, divisione dei ruoli in famiglia e due fili conduttori ben distinti. Da una parte la ginestra, destinata all’uso popolare e quotidiano, e dall’altra il baco da seta, pilastro di un’economia di lusso e raffinatezza. La ginestra (in dialetto, ’a jinostra) è una pianta tenace che cresce spontanea sui pendii più scoscesi e impervi. In tempi in cui le famiglie non potevano permettersi tessuti costosi, la natura offriva gratuitamente una materia prima resistente da cui ricavare indumenti e tessuti per la casa. La sua lavorazione coinvolgeva l’intera famiglia ed era un vero e proprio rito stagionale. Tra l’estate e il mese di settembre, quando gli steli raggiungevano la giusta robustezza per resistere ai trattamenti, gli uomini affrontavano i dirupi più pericolosi per raccogliere la pianta in mazzetti. A loro spettavano anche le fasi fisicamente più pesanti, come l’essiccazione e la successiva battitura delle fibre. Per estrarre le fibre, gli steli venivano bolliti e lasciati a bagno nel fiume per una settimana. Dopodiché venivano strofinati con la sabbia e messi ad asciugare al sole. Una volta cardata e filata con la conocchia e il fuso, la fibra passava nelle mani delle donne. Nelle case risuonavano i gesti e gli strumenti di un tempo, come l’arcolaio, il matassaru e l’anìmulu. Al telaio prendevano forma stoffe resistenti, come il fustagno per gli abiti del ceto popolare, ma anche una vasta gamma di manufatti quotidiani, come strofinacci, coperte, lenzuola, tovaglioli e sacchi per la farina. Della ginestra non si sprecava nulla, in quanto i suoi steli servivano persino per imbottire cuscini e materassi, legare i vestiti o semplicemente per profumare la casa. Oggi l’avvento delle fibre moderne ha reso antieconomica questa pratica, ma il legame tra Squillace e la sua ginestra resta una testimonianza esemplare di sostenibilità e ingegno contadino. Se la ginestra vestiva il popolo, l’allevamento del baco da seta (’u sìricu) era finalizzato alla produzione di tessuti preziosi, destinati all’aristocrazia e al clero. Questa lavorazione, più complessa ed elaborata, garantiva un ritorno economico di grande rilievo per la città. La bachicoltura era quasi integralmente affidata al mondo femminile. Le donne raccoglievano le foglie di gelso (’a frunda) per nutrire i bachi, allestendo in quasi tutte le case le tipiche cannizze (graticci di canna) per seguire il ciclo di vita dell’insetto, dalla crisalide al bozzolo (’u cucudhu). Conclusa la crescita, i bozzoli venivano staccati, puliti e conservati per la vendita o lavorati direttamente. Il filo ottenuto veniva poi raccolto nelle marredhe. A Squillace si producevano sete di grandissimo pregio, realizzate al telaio da esperte tessitrici. La tradizione della seta a Squillace e nel comprensorio catanzarese ha radici antichissime. Già in un documento del 1295, conservato nel Grande Archivio di Napoli e legato a Giovanni di Montfort, che si firmava Conte di Squillace, si fa menzione di preziosi cuscini in seta ricamati in “chatansarito”, a testimonianza di quanto quest’arte fosse radicata già nel Medioevo a Catanzaro e in Calabria. L’apice di questa industria si toccò verso la fine del Settecento grazie a figure come don Gregorio Pepe, padre dei celebri patrioti, tra i maggiori commercianti di seta dell’epoca. Un filo d’oro, quello della seta squillacese, che non si è mai del tutto spezzato, anche perché le maestre tessitrici della città hanno continuato a mantenere viva questa risorsa e questo saper fare artigianale almeno fino al secondo dopoguerra. Carmela Commodaro