MILANO (ITALPRESS) – Estrogeni: che cosa sono? Perché la loro mancanza può scatenare una tempesta di sintomi nel corpo delle donne? Perché, se ben prescritti con intelligenza clinica, restituiscono salute fisica ed emotiva, sempre in sinergia con stili di vita sani? Nel centoquarantaquattresimo numero di Focus Salute, format tv dell’Italpress, Alessandra Graziottin, ginecologa e oncologa, spiega che innanzitutto gli estrogeni “bioidentici”, naturali, sono quattro e non uno, con caratteristiche e funzioni diverse. Il loro uso in ginecologia richiede grande competenza endocrinologica, farmacologica e clinica.
Lungo il tratto di Yutong del fiume Giallo, nella provincia settentrionale cinese dello Shanxi, è operativo un sistema intelligente che utilizza sensori smart, dati in tempo reale e allarmi automatizzati per rendere il controllo delle inondazioni più preciso che mai. (XINHUA/ITALPRESS)
mec/lcr (Fonte video: Xinhua)
VITERBO (ITALPRESS) – La candidatura di Viterbo e Tuscia a Capitale Europea della Cultura 2033 prende il volo all’insegna della partecipazione e della produzione culturale viva e concreta. Un pomeriggio ricco di eventi e performance. Una comunità che si riconosce nella cultura, un territorio capace di fare rete e un progetto che continua a raccogliere competenze, nel segno di una più ampia visione comune. Viterbo e Tuscia fanno la differenza con una kermesse che nel pomeriggio ha trasformato il Teatro dell’Unione e alcuni dei luoghi più rappresentativi del centro storico in un laboratorio aperto di idee, spettacoli e incontri. Ad aprire il pomeriggio sono stati i saluti dell’Amministrazione, cui è seguito un percorso costruito come un racconto corale della vivacità culturale della Tuscia. Per tutta la durata dell’evento, il vicesindaco e assessore alla candidatura Alfonso Antoniozzi, affiancato da Antonio Scuderi, ceo di Capitale Cultura Group, ha accompagnato il pubblico sul palco e negli spazi del teatro, introducendo gli artisti e dialogando con loro tra una performance e l’altra, creando un filo narrativo capace di mettere in relazione esperienze, linguaggi e progettualità diverse. Il programma ha preso il via con la Compagnia Teatrale Tetraedro, che ha presentato un estratto della nuova produzione Parenti Serpenti. A seguire, l’Associazione XXI Secolo ha proposto alcune arie tratte da Suor Angelica di Giacomo Puccini, interpretate dal soprano Khatia Jikidze, anticipando la prossima edizione del Premio Fausto Ricci. Il viaggio tra i linguaggi della cultura è proseguito con il Festival Barocco Alessandro Stradella, che ha accompagnato il pubblico alla scoperta delle sonorità della Scuola Romana tra Rinascimento e Barocco. Grande interesse ha suscitato anche il talk dedicato all’offerta teatrale della città, con la partecipazione di Consorzio Teatro Tuscia, Camponeschi Production e Teatro San Leonardo, momento di confronto sul ruolo dello spettacolo dal vivo nella crescita culturale del territorio. Contemporaneamente, gli spazi del Teatro dell’Unione si sono trasformati in una vera cittadella della cultura. Immagini dal Sud del Mondo ha proiettato il documentario La Vasca del Capitone di Sabrina Iannucci e Margherita Panizon; nel foyer Archeoares ha ospitato l’incontro col divulgatore Fulvio Ricci sul racconto dell’arte e della cultura nella Tuscia; mentre TWAIN Centro Produzione Danza, con la direzione artistica di Loredana Parrella e Yoris Petrillo, ha proposto un percorso coreografico tra jazz, blues e musica classica. Per tutto il pomeriggio, il ridotto del teatro ha ospitato l’esposizione fotografica “Beyond the frame” della fotoreporter di Gaza Fatena Mohanna (Immagini dal Sud del Mondo) e l’installazione di Quartieri dell’Arte “da Viterbo al mondo”: un racconto fatto di immagini per dimostrare l’impatto su scala internazionale del festival nella valorizzazione della memoria della Tuscia e nel dialogo con il panorama teatrale del mondo. Nel frattempo, nei resti del Palazzo di Federico II, Medioera Visioni Future, in collaborazione con Archeoares, ha presentato SEGNI, performance site-specific con la danzatrice Diletta Bindi e il musicista Andrea Benedetti, capace di intrecciare danza contemporanea, suono elettronico e patrimonio archeologico in un dialogo tra passato e contemporaneità. Il sipario del Teatro dell’Unione si è chiuso con la performance di JazzUp: un repertorio di Jazz Manouche per chitarra, contrabbasso e violino. Per tutta la durata dell’evento, ad animare i palchetti del primo ordine sono stati anche Italian Human Connections ETS e Associazione Culturale Argot (La Notte di Mezzo). La Festa della Candidatura ha marcato l’identità del percorso verso il 2033, confermando come il progetto Viterbo e Tuscia Capitale Europea della Cultura sia un processo collettivo fondato sulla collaborazione e sulla pratica concreta della produzione e valorizzazione del patrimonio culturale. «La risposta delle nostre realtà culturali, presenti quasi nella totalità, conferma che la candidatura a Capitale Europea della Cultura è un progetto che appartiene all’intero territorio – ha commentato Chiara Frontini, sindaca di Viterbo – Una partecipazione che dimostra quanto sia forte la volontà di costruire insieme una visione condivisa del futuro, nella quale cultura, istituzioni, imprese e cittadini siano protagonisti dello sviluppo della Tuscia». Alfonso Antoniozzi, vicesindaco e assessore alla candidatura, ideatore e coordinatore artistico della manifestazione: «La Festa ha restituito un’immagine autentica della nostra comunità culturale: realtà diverse che dialogano, si contaminano e costruiscono insieme una visione basata su una grande energia creativa. Vedere il Teatro dell’Unione animarsi di spettacoli, incontri e confronti, dimostra che il percorso verso il 2033 già iniziato e in continua crescita». Il percorso di candidatura prosegue ora con le prossime tappe verso il 2033, coinvolgendo istituzioni, operatori culturali, università, imprese e comunità locali in un progetto di governance condivisa e innovativa che punta a fare di Viterbo e Tuscia un riferimento nel panorama culturale e istituzionale europeo. -foto ufficio stampa evento – (ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – Una gestione del decoro efficiente, innovativa e resiliente che, sul modello di quanto applicato a Roma, può essere di esempio per altri contesti urbani. Alla Luiss Business School di Villa Blanc, a Roma, sono stati presentati i dati dello studio “Impatto del Giubileo 2025 sulla gestione dei rifiuti a Roma. L’impegno di Ama e i risultati raggiunti”, l’indagine che ha evidenziato lo sforzo operativo ed organizzativo messo in campo con successo dalla Municipalizzata Capitolina per l’ambiente nel corso di tutto l’anno Giubilare. All’evento sono intervenuti il Sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri, il Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, il Presidente di Ama S.p.A, Bruno Manzi, il Direttore Generale, Alessandro Filippi, il Segretario Generale di Anci, Veronica Nicotra e il Direttore Generale di Utilitalia, Annamaria Barrile. Dopo i saluti istituzionali del Presidente Manzi e di Raffaele Oriani, Docente della Luiss Businness School lo studio è stato presentato da Matteo Giuliano Caroli, Associate Dean for Sustainability an Impact Luiss Businness School. L’indagine ha analizzato sia i dati che le strategie programmate a monte da Ama per fronteggiare, senza ricorrere a strutture emergenziali dedicate, un evento che ha richiamato nella Capitale 36 milioni di pellegrini per un totale di 108 milioni di presenze complessive sul territorio cittadino. Lo studio ha posto l’accento sul modello organizzativo dell’azienda che ha permesso di integrare le attività straordinarie all’interno del sistema ordinario, garantendo flessibilità, efficienza economica e continuità operativa. Per far fronte a uno scenario eccezionale, caratterizzato oltretutto da eventi non previsti come le esequie di Papa Francesco e l’intronizzazione di Papa Leone XIV, Ama ha potuto contare su un modello basato su cinque direttrici fondamentali: pianificazione anticipata degli interventi, rafforzamento del presidio territoriale, incremento delle risorse operative, integrazione tra gestione diretta e indiretta e adozione di strumenti digitali avanzati. In tutto questo il sistema U.C.R.O.N.I.A., il gemello digitale della città governato attraverso la centrale operativa della Montagnola, ha svolto un ruolo centrale, consentendo il monitoraggio in tempo reale della flotta e delle attività, favorendo decisioni tempestive e riduzione delle criticità. Il lavoro dei ricercatori si è basato sull’elaborazione di dati che danno la precisa dimensione dello sforzo quotidiano delle strutture Ama. In tutto il 2025 la città di Roma ha prodotto 1,69 milioni di tonnellate di rifiuti (+3,3% rispetto all’anno precedente) e, a fronte dell’incremento di presenze sul territorio, Ama ha erogato circa 850mila servizi complessivi (raccolta rifiuti, svuotamento cestini e servizi di pulizia e igienizzazione stradale) di cui oltre 91mila aggiuntivi e specificamente legati al Giubileo. Il maggior impegno operativo dell’azienda non ha compromesso la qualità percepita del servizio che ha visto invece un incremento rappresentato dalla riduzione delle segnalazioni da parte dei cittadini, che nel 2025 risultano inferiori del 35,6% rispetto al 2024. “L’impatto del Giubileo è stato quello che ci ha permesso di misurarci con un’eccezionalità che è durata un intero anno e che ha riguardato l’intero territorio della città – le parole del presidente di Ama, Bruno Manzi -. Paradossalmente, è una gestione più che straordinaria che trasforma un evento straordinario in qualcosa di ordinario. Questo studio, fatto insieme alla Luiss, ci permette di misurare quello che è stato l’impatto sulla città e ci permette di rappresentare il nuovo modello di Ama che abbiamo messo in campo per gestire i rifiuti sul quadrante cittadino complessivo”. “Siamo molto soddisfatti. Questa importante ricerca svolta da Luiss certifica e testimonia come non solo Ana sia stata in grado di gestire un evento straordinario e difficilissimo come il Giubileo, contribuendo al suo successo, ma anche come gli investimenti fatti per affrontare la sfida del Giubileo abbiano reso Ama più efficiente; investimenti che quindi restano, anche dopo, a patrimonio di tutta la città per un processo di graduale miglioramento della pulizia di Roma – ha detto il sindaco Roberto Gualtieri -. Questo riguarda non solo la capacità di raccolta e pulizia di Ama, che si è potenziata proprio perchè abbiamo immaginato degli investimenti duraturi e non spot, ma anche, ovviamente, il percorso che stiamo facendo di autosufficienza impiantistica. Quando questi impianti saranno realizzati, consentiranno alla città di inquinare di meno, di risparmiare di più e di investire ancora di più sulla pulizia della città”. “Il Giubileo ha permesso ad Ama di costruire le condizioni per poter affrontare, sempre in maniera ordinata, ancora una volta, eventi del genere, ma anche l’ordinario, perchè lo straordinario ci ha aiutato a costruire meglio e a sviluppare l’ordinario – ha detto l’Ad di Ama Alessandro Filippi -. Ama ha messo a disposizione mezzi, uomini, donne, e questo attraverso anche la costruzione del sistema operativo e della sala operativa Ucronia. Questo ci ha consentito di affrontare le problematiche che emergevano in maniera strutturata, organizzata, e di dare la risposta che avete visto”. “In occasione dei grandi eventi si mettono in gioco le risorse migliori che le nostre aziende gestori dei servizi di igiene urbana sanno mettere in campo, sia in termini tecnologici che di risorse umane – ha sottolineato il Direttore Generale di Utilitalia, Annamaria Barrile -. Il Giubileo è chiaro che non si ripete ogni anno, ma ci sono tanti momenti, soprattutto nelle città metropolitane, con grandi eventi: concerti, grandi adunate per questioni politiche, manifestazioni. E quindi le best practice della gestione dei grandi eventi possono diventare prassi, procedura, per i casi in cui la città sia particolarmente impattata”.
Il III Congresso dell’Osservatorio Minori e Intelligenza Artificiale ha attraversato Satriano, San Vito sullo Ionio, Torre di Ruggiero e Cardinale, unendo Comuni, università, scuola, sanità e professioni in venti ore di confronto, formazione e partecipazione istituzionale
Quattro giornate, quattro Comuni, 36 relatori tra cui docenti da tre diverse realtà università italiane e venti ore complessive di incontri, tutti offerti gratuitamente ai partecipanti. A questi numeri si aggiungono 11,4 crediti ECM destinati alle professioni sanitarie, 4 crediti formativi per gli Avvocati, 4 per gli Architetti, 3 per gli Ingegneri e quattro ore di formazione sull’intelligenza artificiale rivolte al mondo della scuola: un’offerta culturale e formativa interamente accessibile, resa possibile dalla collaborazione tra istituzioni, enti e partner del Congresso.
È il bilancio del III Congresso Nazionale dell’Osservatorio Nazionale Minori e Intelligenza Artificiale, un percorso culturale, scientifico e istituzionale che, tra il 4 e l’11 luglio 2026, ha collegato Satriano, San Vito sullo Ionio, Torre di Ruggiero e Cardinale attorno al tema generale “Dall’intelligenza artificiale alla cura umana – La persona al centro dell’innovazione”.
Non una semplice successione di convegni, ma un progetto unitario che ha affrontato, da prospettive differenti e complementari, l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla pubblica amministrazione, sull’educazione, sulla sanità, sul lavoro e sulle professioni. Il programma ha coinvolto rappresentanti delle istituzioni, rettori ed esponenti del mondo universitario, dirigenti scolastici, medici, infermieri, farmacisti, avvocati, ingegneri, architetti, educatori, studenti, associazioni e amministratori locali.
Satriano, l’intelligenza artificiale entra nell’agenda dei Comuni
Il cammino congressuale si è aperto il 4 luglio nel Chiostro dell’ex Convento del Centro giovanile “Don Bosco e noi” di Satriano, con un “Day Off” che ha assunto un significato insieme culturale e istituzionale.
La giornata ha infatti accompagnato l’ingresso ufficiale del Comune di Satriano nell’Accordo di Rete dell’Osservatorio. La sottoscrizione, da parte del sindaco Massimiliano Chiaravalloti e del sindaco di Torre di Ruggiero Vito Roti, rappresentante del Comune capofila, ha rafforzato una collaborazione tra amministrazioni locali nata per portare anche nei piccoli centri il confronto sulle trasformazioni digitali e sulle loro conseguenze sociali.
Moderato dal giornalista Giorgio De Filippis, l’incontro ha visto gli interventi del direttore tecnico dell’Osservatorio, Francesco Pungitore, e dell’amministratore delegato di Soluzioni Integrate Maggioli, Alessandro Carellario. Al centro del dibattito l’AI Act, gli obblighi di alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale, la protezione dei dati, la responsabilità amministrativa e la necessità di definire procedure interne per un utilizzo controllato degli strumenti algoritmici.
Il messaggio emerso è stato chiaro: l’intelligenza artificiale non costituisce soltanto una questione tecnologica, ma una trasformazione culturale e organizzativa che chiama direttamente in causa gli enti locali, la qualità delle decisioni pubbliche e la tutela dei cittadini. Anche i Comuni più piccoli possono diventare luoghi di elaborazione e di governo dell’innovazione, senza limitarsi a subirne gli effetti.
San Vito sullo Ionio, la scuola tra innovazione e responsabilità educativa
La seconda giornata, ospitata il 9 luglio nella Sala consiliare di San Vito sullo Ionio, è stata dedicata al tema “AI e scuola: educare nell’epoca dell’intelligenza artificiale”.
Una sala piena e un pubblico attento hanno accompagnato una sessione nella quale il valore scientifico delle relazioni si è intrecciato con la dimensione culturale e pedagogica. L’apertura, affidata a Lucio Falvo con la lettura di una poesia di Vittoria Camobreco, ha introdotto i saluti istituzionali del sindaco Antonio Tino, del sindaco Vito Roti, dei rappresentanti dell’Amministrazione comunale di Cardinale, del consigliere provinciale e sindaco di Gagliato Salvatore Sinopoli e del consigliere regionale Enzo Bruno.
Il professore Ulderico Nisticò ha proposto un inquadramento storico e culturale della trasformazione tecnologica, mentre Enzo Siviero, Rettore dell’Università eCampus e presidente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio, ha richiamato la necessità di governare l’innovazione attraverso la consapevolezza, la competenza e una visione autenticamente umana.
Le relazioni di Francesco Pungitore, Igor Guida, Pietro Curatola e Paolo Tealdi hanno approfondito i riferimenti normativi, l’AI Act, la formazione dei docenti, le nuove metodologie didattiche e i rischi derivanti da un uso passivo degli strumenti generativi. L’intelligenza artificiale, è stato sottolineato, può sostenere l’apprendimento e ampliare le opportunità formative, ma non può sostituire la relazione educativa, la responsabilità dell’insegnante e lo sviluppo del pensiero critico.
Particolare interesse hanno suscitato le testimonianze di Francesco Giuseppe Mancuso, studente dell’ITTS “Scalfaro” di Catanzaro diplomato con 100 e lode e autore di applicazioni basate sull’IA, e dello scrittore Gabriele Ruggiu. La tavola rotonda moderata da Vittoria Camobreco ha poi portato nel dibattito le esperienze concrete dei dirigenti scolastici e delle istituzioni formative. Le conclusioni, affidate a Mattia Davì, hanno proposto un’applicazione concreta dell’intelligenza artificiale nei laboratori professionalizzanti.
Torre di Ruggiero, dalla sanità digitale alla cura umana
Il 10 luglio il Centro Policulturale di Torre di Ruggiero ha ospitato la giornata più articolata del Congresso, dedicata alla sanità digitale, all’innovazione del sistema sanitario e alla centralità della persona, con il riconoscimento di 11,4 crediti ECM.
I lavori sono stati aperti dai saluti del sindaco Vito Roti, del vicepresidente della Provincia di Catanzaro Francesco Fragomele, del capitano Gianluca Girardo, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Soverato, e del Rettore Enzo Siviero. Le relazioni introduttive dei responsabili scientifici Francesco Pungitore ed Emilia Cutullè hanno definito il quadro generale: la tecnologia può migliorare diagnosi, organizzazione, ricerca e assistenza, ma il suo valore dipende dalla capacità di preservare la dignità del paziente e la qualità della relazione di cura.
Giuseppe Quintieri ha illustrato le applicazioni cliniche dell’IA in gastroenterologia, mentre Marco Alì, responsabile dei processi gestionali della ricerca del Centro Diagnostico Italiano di Milano, ha approfondito il rapporto tra innovazione tecnologica, organizzazione sanitaria e responsabilità professionale.
Uno dei passaggi più intensi è stato rappresentato dalla lectio di monsignor Serafino Parisi, vescovo di Lamezia Terme, dedicata all’intelligenza artificiale alla prova dell’umano. Il richiamo a non trasformare la tecnologia in un nuovo “vitello d’oro” ha sintetizzato il senso profondo dell’intero Congresso: la macchina deve rimanere uno strumento al servizio della coscienza, della libertà e del bene comune.
La giornata ha ospitato anche la consegna dei Premi “Futuro Etico 2026 – Vitaliano Corapi” a Nilde Fera, Francesco Gualtieri e Francesco Denaro. Una cerimonia che ha unito talento, ricerca, sport educativo e impegno culturale al ricordo del compianto Vitaliano “Ninì” Corapi, alla presenza della moglie Rosetta Candelieri e del presidente dell’Ordine provinciale dei Farmacisti, Carlo Barbalace. Alla cerimonia è intervenuto anche il professor Carlo Cosentino, ordinario di Bioingegneria e presidente del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Biomedica dell’Università Magna Græcia di Catanzaro, che ha sottolineato il valore della ricerca e della formazione interdisciplinare nel rapporto tra intelligenza artificiale, medicina e innovazione tecnologica.
Commovente anche il momento dedicato alla memoria di Giovanni Sestito, promosso insieme all’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. Nel pomeriggio il confronto, moderato dal dottor Pino Pipicelli, si è esteso alla medicina dello sport, all’attività fisica, alle professioni infermieristiche e all’evidenza scientifica, con i contributi, tra gli altri, di Attilio Parisi, già Rettore dell’Università degli Studi di Roma “Foro Italico”, Gian Pietro Emerenziani, Francesca Greco, Isabella Corea e Giovanni De Giorgio.
Cardinale, l’IA alla prova delle professioni
La giornata conclusiva dell’11 luglio, nella Biblioteca comunale di Cardinale, ha portato l’intelligenza artificiale nel cuore delle professioni tecniche, intellettuali e giuridiche.
Dopo l’introduzione di Francesco Pungitore e i saluti istituzionali, il confronto ha coinvolto università e Ordini professionali, riaffermando un principio condiviso: l’intelligenza artificiale può accelerare ricerche, simulazioni e processi progettuali, ma non può assumere la responsabilità delle decisioni.
Particolarmente significativo il collegamento con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Cuneo, rappresentato in presenza dall’ingegnere Paolo Tealdi. La partecipazione a distanza dei professionisti piemontesi ha creato una concreta connessione formativa tra Calabria e Piemonte, rafforzando la dimensione nazionale del Congresso.
L’avvocato Tiziana Catricalà ha presentato casi concreti di errori e riferimenti giurisprudenziali inesistenti prodotti dai sistemi generativi, richiamando il fenomeno delle cosiddette “allucinazioni algoritmiche”. La presidente dell’Ordine distrettuale degli Avvocati di Catanzaro, Vincenza Matacera, ha posto al centro la responsabilità deontologica, la riservatezza delle informazioni e il dovere di verifica del professionista.
Di particolare rilievo accademico gli interventi di Enzo Siviero e Antonio Viscomi. Siviero ha utilizzato il ponte come metafora culturale della capacità di unire persone, discipline e territori, sottolineando come l’algoritmo possa ampliare le possibilità del progettista senza sostituirne la visione. Viscomi, ordinario di Diritto del Lavoro all’Università “Magna Graecia”, ha affrontato il rapporto tra intelligenza artificiale, lavoro, potere economico, dati e infrastrutture digitali.
Il punto di vista delle professioni tecniche è stato portato dagli ingegneri Gerlando Cuffaro e Domenico Stefanucci e dal presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Catanzaro, Eros Corapi. In collegamento è intervenuta anche Stefania Gallo, fondatrice di Fashion Law Italia, sui temi della proprietà intellettuale, del design e della tutela dei contenuti creativi. A Roberta Ussia è stata affidata la riflessione conclusiva su piattaforme, dipendenze digitali e vulnerabilità, con particolare attenzione ai minori e alle persone fragili.
Pungitore: «Non quattro eventi separati, ma un unico percorso culturale»
«I numeri restituiscono la dimensione del lavoro svolto, ma non esauriscono il valore di questa esperienza», commenta il direttore tecnico dell’Osservatorio, professor Francesco Pungitore. «Abbiamo costruito non quattro eventi separati, ma un unico percorso capace di tenere insieme pubblica amministrazione, scuola, sanità, università e professioni. In ogni tappa abbiamo ribadito che la vera sfida non consiste nel rincorrere l’ultima tecnologia, ma nel formare persone capaci di comprenderla, verificarla e governarla. L’intelligenza artificiale può ampliare le nostre possibilità, ma pensiero critico, responsabilità, sensibilità e capacità di cura restano qualità profondamente umane. Il Congresso si conclude, ma il lavoro dell’Osservatorio continua: quanto costruito in questi giorni rappresenta una base importante per nuovi progetti di ricerca, formazione e collaborazione nazionale».
Roti: «I piccoli Comuni possono diventare laboratori di innovazione responsabile»
Soddisfazione viene espressa anche dal presidente dell’Accordo di Rete e sindaco di Torre di Ruggiero, Vito Roti.
«Questo Congresso ha dimostrato che i piccoli Comuni non sono periferie culturali, ma possono diventare luoghi nei quali si elaborano idee, si costruiscono competenze e si affrontano questioni di rilievo nazionale. L’Accordo di Rete consente alle amministrazioni di unire energie, strutture e visioni, mettendo l’innovazione al servizio delle comunità. L’ingresso di Satriano e la partecipazione dei quattro territori confermano la validità di un metodo basato sulla cooperazione. Desidero ringraziare i sindaci, le istituzioni, i relatori, gli Ordini professionali, le associazioni e tutti coloro che hanno contribuito all’accoglienza e alla riuscita delle giornate».
Siviero: «La tecnologia deve costruire ponti, non nuove distanze»
Per il presidente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio e Rettore dell’Università eCampus, professor Enzo Siviero, il Congresso ha rappresentato «un’esperienza di autentica costruzione culturale».
«Un ponte è tale quando collega sponde diverse senza cancellarne l’identità. Questo Congresso ha costruito ponti tra università e territori, tra scienza e umanesimo, tra competenze tecniche e responsabilità sociale. Anche l’intelligenza artificiale deve essere concepita in questa prospettiva: non come sostituzione dell’uomo, ma come strumento capace di estenderne le possibilità. Perché ciò avvenga servono cultura, etica, immaginazione e formazione. La Calabria ha mostrato di poter essere non soltanto destinataria dell’innovazione, ma laboratorio di una visione nella quale la tecnologia incontra la persona e il bene comune».
Il III Congresso Nazionale si chiude così lasciando una rete più ampia, nuove collaborazioni istituzionali e professionali e un patrimonio di contenuti destinato a proseguire oltre le giornate congressuali. Da Satriano a Cardinale, passando per San Vito sullo Ionio e Torre di Ruggiero, i territori hanno dimostrato che discutere di intelligenza artificiale significa, prima di tutto, interrogarsi sul modello di società, di educazione, di cura e di lavoro che si intende costruire.
Sabato 18 luglio sera, la suggestiva cornice di Villa Collina a Badolato Marina ospiterà un evento straordinario tra arte, sapori interculturali e musica etno-folk, celebrando l’unione tra la comunità locale e i residenti stranieri.
BADOLATO – L’arte come linguaggio universale, capace di superare i confini, accorciare le distanze e trasformarsi in un abbraccio tra popoli. Con questo spirito nasce “L’Arte che unisce le Culture”, l’atteso evento culturale promosso dalla Delegazione FAI di Catanzaro dal gruppo “Fai Ponte tra Culture” coordinato dal Dott. Claudio Carallo ed in stretta e sinergica collaborazione con la Pro Loco Badolato APS e l’Associazione Villa Collina. L’appuntamento è fissato per Sabato 18 Luglio 2026, a partire dalle ore 19:00, all’interno del complesso residenziale Villa Collina a Badolato Marina (CZ). Un luogo non casuale, ma simbolo vivente della nuova dimensione e realtà multiculturale internazionale che contraddistingue Badolato ed il territorio, che da anni ospita un’importante e vivace comunità di cittadini danesi e stranieri, perfettamente integrati nel tessuto calabrese. Il ricco programma della serata si aprirà alle ore 19:00 presso l’Ingresso/Reception di Villa Collina con l’inaugurazione dell’installazione artistica “IO SONO UN ALTRO TE”, alla presenza dell’autore Antonio Andreacchio “Lindana”. Un’opera potente ed evocativa, pensata proprio come un momento per celebrare visivamente la fratellanza, l’unione, la condivisione interculturale e l’amicizia profonda tra i popoli. Alle ore 20:00, la manifestazione si sposterà nella splendida cornice dell’Area Piscina per un imperdibile Incontro Culinario Interculturale (accessibile tramite ticket). Un vero e proprio viaggio nei sapori che vedrà l’originale connubio tra gli assaggi eno-gastronomici tipici danesi e le eccellenze della tradizione calabrese, sapientemente curati dal Piccolo Ristorante del Borgo “Aquà”. Ad accompagnare l’esperienza culinaria sarà l’animazione musicale etno-folk di Andrea Bressi Cantastorie & Friends. La serata proseguirà e si concluderà in un clima di festa diffusa con la “TRADITIONAL MUSIC – STREET PARADE”: una trascinante parata di musica etno-folk itinerante che si snoderà tra alcune ville del condominio, portando le tradizionali e romantiche serenate d’amore calabresi agli amici danesi ed internazionali di Villa Collina, sigillando un legame che va oltre ogni confine geografico. Un evento unico nel suo genere, dove il patrimonio culturale immateriale del territorio incontra l’apertura internazionale, dimostrando che la cultura è il ponte più solido su cui costruire presente e futuro.
ROMA (ITALPRESS) – “Siamo molto soddisfatti. Questa importante ricerca svolta da Luiss certifica e testimonia come non solo AMA sia stata in grado di gestire un evento straordinario e difficilissimo come il Giubileo, contribuendo al suo successo, ma anche come gli investimenti fatti per affrontare la sfida del Giubileo abbiano reso AMA più efficiente; investimenti che quindi restano, anche dopo, a patrimonio di tutta la città per un processo di graduale miglioramento della pulizia di Roma”. Lo ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, in occasione della presentazione dei dati dello studio “Impatto del Giubileo 2025 sulla gestione dei rifiuti a Roma. L’impegno di Ama e i risultati raggiunti”.
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VITERBO (ITALPRESS) – La candidatura di Viterbo e Tuscia a Capitale Europea della Cultura 2033 entra nel vivo all’insegna della partecipazione e della produzione culturale viva e concreta. All’interno del Teatro dell’Unione e in alcuni luoghi simbolo del centro storico, alla presenza delle massime istituzioni locali, è andato in scena un pomeriggio di festa: prosegue così il percorso che ha portato alla nascita della candidatura.
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ROMA (ITALPRESS) – “In occasione dei grandi eventi si mettono in gioco le risorse migliori che le nostre aziende gestori dei servizi di igiene urbana sanno mettere in campo, sia in termini tecnologici che di risorse umane. Il Giubileo non si ripete ogni anno, ma ci sono tanti momenti, soprattutto nelle città metropolitane, con grandi eventi: concerti, grandi adunate per questioni politiche, manifestazioni. E quindi le best practice della gestione dei grandi eventi possono diventare prassi, procedura, per i casi in cui la città sia particolarmente impattata”. Lo ha detto il Direttore Generale di Utilitalia, Annamaria Barrile, in occasione della presentazione alla Luiss a Roma dei dati dello studio, “Impatto del Giubileo 2025 sulla gestione dei rifiuti a Roma. L’impegno di Ama e i risultati raggiunti”.
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