Ricerca per:

Figc, Malagò “Ct a breve, brutta figura? Da vedere chi l’ha fatta”

ROMA (ITALPRESS) – “Il Ct? Stiamo lavorando. Un nome a breve arriverà. Abodi parla di brutta figura? Bisogna vedere chi l’ha fatta”. Lo ha detto il presidente della Figc, Giovanni Malagò all’uscita dalla sede della Federcalcio, rispondendo alle domande sul futuro della panchina azzurra e sul caso che ha spinto la federazione a non percorrere la strada che portava a Pirlo.
mec/gm/gtr

Favaretto oro mondiale nel fioretto, battuta Errigo in una finale tutta azzurra

Favaretto oro mondiale nel fioretto, battuta Errigo in una finale tutta azzurra

HONG KONG (CINA) (ITALPRESS) – Nell’ultima giornata di finali individuali, arriva il primo oro per l’Italscherma ai Mondiali di scherma di Hong Kong, in corso sulle pedane della Asia-World Arena. Tutto merito delle ragazze del fioretto femminile, che arrivano in blocco ai quarti (Martina Batini chiude poi quinta e Anna Cristino sesta) per poi lasciare strada a Martina Favaretto e Arianna Errigo, approdate all’ultimo atto per una finale tutta azzurra. A trionfare, per il suo primo oro iridato in carriera, è Favaretto, in una finale che ha poca storia, come racconta lo score (15-7). Per l’Italscherma è il primo titolo iridato nella competizione cinese ed il quinto podio complessivo (oltre ad Errigo, che mette in bacheca la sua 24esima medaglia mondiale in carriera, hanno conquistato l’argento Giulia Rizzi e Davide Di Veroli nella spada e Filippo Macchi nel fioretto). Per l’Italia è anche la 125esima medaglia d’oro nella storia dei Mondiali, a un secolo esatto di distanza dalla prima vittoria di Giorgio Chiavacci (fioretto maschile) a Budapest nel 1926. Nel complesso, con questi due podi, il fioretto femminile azzurre sale a quota 98 medaglie iridate. Zero soddisfazioni dalla sciabola. L’unico ad arrivare al secondo turno è Michele Gallo: il 25enne salernitano dei Carabinieri, oro iridato con la squadra a Tbilisi 2025 e campione europeo individuale nel 2024, si arrende per 15-9 al francese Sebastien Patrice, numero uno del tabellone, e termina 28esimo. Domani al via la prima delle tre giornate dedicate alle prove a squadre. Toccherà subito agli azzurri del fioretto maschile, campioni in carica, e spada femminile. Il ct dei fiorettisti Simone Vanni schiererà Guillaume Bianchi, Filippo Macchi, Tommaso Martini e Tommaso Marini; l’Italia delle spadiste, guidata dal ct Dario Chiadò, schiererà invece in pedana Alberta Santuccio, Giulia Rizzi, Rossella Fiamingo e Gaia Caforio.
– Foto ufficio stampa Federscherma –
(ITALPRESS).

No Tav, Meloni “Lo Stato non può tollerare la violenza organizzata”

No Tav, Meloni “Lo Stato non può tollerare la violenza organizzata”

ROMA (ITALPRESS) – “Centoventi operatori delle forze dell’ordine sono rimasti feriti negli scontri di sabato scorso contro l’infrastruttura dell’Alta velocità Torino-Lione. Uno scenario che si vede molto bene qui dietro: non è la scena di una guerra, è la scena di una presunta contestazione. Ma questo non è dissenso, questa è violenza organizzata, premeditata e come tale deve essere trattata”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un video registrato durante la sua visita al cantiere della Tav in Valle di Susa. “Siamo qui a portare non solo la solidarietà, ma la presenza a questi operatori di sicurezza costretti a presidiare questo luogo 365 giorni all’anno, 24 ore al giorno per un costo esorbitante per i cittadini, per questo presunto dissenso. E anche per portare la nostra presenza a chi lavora in questo luogo, agli operai, alle imprese, ai tecnici, agli ingegneri, a gente che si rimbocca le maniche e vede distrutto il suo lavoro da un giorno all’altro”, continua Meloni. “Faremo tutto quello che possiamo per assicurare queste persone alla giustizia e chiediamo anche alla magistratura” e “a tutti gli inquirenti di fare il massimo del lavoro, perchè uno Stato normale non può tollerare una cosa del genere”, conclude Meloni.
(ITALPRESS)

– Foto: Ipa Agency –

Magna Graecia Film Festival a Soverato-Valeria Golino racconta il suo cinema come educazione sentimentale

SOVERATO, – Le grandi personalità del cinema sono in Calabria al Magna Graecia Film Festival. La seconda serata della kermesse, ideata e diretta da Gianvito Casadonte, ha visto ieri sul palco dell’arena sul lungomare di Soverato l’attrice e regista Valeria Golino, protagonista di una conversazione d’autore, un viaggio intimo e appassionato che ha rivelato la genesi della sua vocazione artistica e la sua personale visione della settima arte. 

Guidata dalle domande di Carolina Di Domenico, l’ospite sul palco ha spiegato come il cinema abbia rappresentato una vera e propria “educazione sentimentale”, grazie anche ad una famiglia di cinefili che l’ha da sempre influenzata. L’ingresso in questo mondo è arrivato precocissimo, a soli 17 anni, segnato da un incontro destinato a cambiarle la vita: quello con Lina Wertmüller. Un percorso sicuramente composto da tanta imprevedibilità ma allo stesso tempo da tanta ricerca: «È successo prima che potessi deciderlo. Ho avuto la fortuna di essere scelta da Lina Wertmüller in un momento in cui le registe donne nel mondo erano pochissime. Da quel primo film la mia vita è cambiata: è stato un evento imprevedibile, ma anche l’inizio della mia ricerca del bello».

L’attrice ha poi sottolineato come per lei il bello risieda nel talento e nella capacità di raccontare anche ciò che appare conturbante o scomodo, relativamente ai registi alla prima opera. «Mi intriga il rischio, mi piace tutto ciò che è in potenza. Non mi piace quello che è già finito. Entrare nell’immaginario di una persona alla sua prima regia, credere nel suo potenziale e sposare il suo punto di vista è una delle cose che mi ha sempre incuriosito e divertito di più».

Golino si è espressa anche sulle seconde opere, dietro le quali notoriamente si cela la ricerca di una conferma e per le quali si avverte un senso di pressione: «È una pressione indotta. Nelle seconde opere c’è sempre una sorta di malinconia, come mi disse durante una cena a Los Angeles il regista Steven Soderbergh. “Miele” era il mio primo film da regista e ha avuto successo inaspettato. Il secondo film Euforia mi dava molta apprensione quindi pensavo di avere quella malinconia. Alla fine, non lo era».

«Ogni film che farò sarà il mio primo film, ogni ruolo che reciterò sarà il mio primo. Negli anni ho acquisito autorevolezza proprio perché lo faccio da tanto tempo ma ho sempre l’idea di fare qualcosa di ignoto» – ha dichiarato poi l’attrice in merito al sentirsi sempre in una fase di ricerca. In conclusione, alla domanda su ciò a cui non rinuncerebbe mai come autrice, Valeria Golino ha ribadito il senso del proprio fare artistico: «Non rinuncerei mai a porre domande attraverso le immagini. Il cinema non deve impartire lezioni né fornire risposte».

In apertura di serata inizia con il panel “Le grandi fiction Rai in Calabria”, moderato dal giornalista Antonio Capellupo con Maria Pia Ammirati, Direttrice di Rai Fiction, Giampaolo Calabrese, Direttore della Calabria Film Commission, Maria Francesca Gagliardi, Responsabile Scouting e acquisizioni letterarie di Fremantlemedia Italy Group, Edmondo Amati, Line Producer Fremantlemedia Italy Group. Si è parlato principalmente della produzione di Sandokan serie esordio da record con 5,8 milioni di telespettatori, il 34% di share e la vendita del titolo in oltre 30 Paesi, che ha trasformato la Calabria nel cuore pulsante di una delle produzioni più imponenti e innovative della serialità moderna. Nel corso della tavola gli ospiti hanno raccontato la genesi di questa opera titanica durata anni, nata dalla scelta strategica di investire sul territorio italiano ed evitare la delocalizzazione all’estero. Dalla costruzione di un grande backlot a Lamezia Terme – dove sta nascendo un vero e proprio distretto audiovisivo d’eccellenza – all’impiego di tecnologie pioniere, la produzione ha saputo ricreare le atmosfere esotiche di Salgari valorizzando l’incredibile varietà morfologica della regione, la sua accoglienza e l’alto livello delle sue maestranze e del suo artigianato locale. Una sfida vinta anche relativamente alla narrazione utilizzata: il mito viene reinterpretato in chiave contemporanea restituendo centralità ai personaggi, approfondendone il non detto ma anche le caratteristiche storiche. Lo scopo di operazioni di questo tipo ribalta definitivamente la narrazione della Calabria: grazie all’impiego strategico dei fondi europei e alla sinergia tra grandi player dell’audiovisivo, la regione si affranca dai vecchi stereotipi per affermarsi come polo d’attrazione internazionale, incubatore di giovani talenti e virtuosa leva di marketing territoriale.

Il programma della serata è poi terminato con la proiezione del secondo film in concorso nella sezione opere prime e seconde italiane, “La gioia” di Nicolangelo Gelormini. Presenti in Arena per il dibattito, il regista insieme ai protagonisti Valeria Golino e Francesco Colella. Sul palco anche il saluto di Marianna Lancellotti, attrice originaria di Soverato.

Nel pomeriggio, al Teatro Comunale di Soverato sono proseguite le proiezioni delle altre sezioni del MGFF. In particolare Brunori Sas – Il tempo delle noci di Giacomo Triglia ha aperto la sezione “Bella come il cinema” a cura della Calabria Film Commission e dedicata alle produzioni legate alla regione. Lo stesso regista ha introdotto la visione del film raccontando il suo rapporto professionale e di amicizia di lunga data con il cantautore e l’idea di testimoniare il processo creativo dietro la realizzazione del suo ultimo album. Proiettati, inoltre, Radio Solaire di Francesco Eppesteingher e Federico Bacci (Sezione Documentari) e Nino di Pauline Loquès (Sezione Opere Prime e Seconde Internazionali).

Stasera lunedì 27 luglio sul palco del MGFF, Isabella Ferrari e Marco D’Amore converseranno con Carolina Di Domenico. Terzo film in concorso sarà “Breve storia d’amore” di Ludovica Rampoldi (Sezione Opere Prime e Seconde Italiane). Ospiti per il dibattito la stessa regista con il protagonista Massimo De Lorenzo.

Al Teatro Comunale, dalle ore 18.00, Dom di Massimiliano Battistella (Sezione Documentari)). A seguire, ore 19.30 Nyumba di Francesco Del Grosso (Bella Come il Cinema – Calabria Film Commission) preceduto da un incontro con il regista e parte del cast. In chiusura – ore 21.30 – 120 mm di Lorenzo Della Pasqua (First Lights – Picentia Short Film Festival) e My father’s Shadow di Akinola Davies (Sezione Opere Prime e Seconde Internazionali).

Il MGFF è sostenuto dal Ministero della Cultura, Calabria Straordinaria – brand della Regione Calabria – Assessorato al Turismo – Calabria Film Commission e Comune di Soverato. Le Colonne d’Oro assegnate durante il festival sono realizzate dal Brand GB Spadafora. Grandi brand nazionali e regionali abbracciano la sfida culturale del Magna Graecia Film Festival: Webgenesys, Vecchio Amaro del Capo, Cinzano, Michele Placido Foundation, Banca Montepaone, Calabria Motori, Silpa Piscine, Gioielleria Megna, L’Aurora.

L’ingresso a tutti gli eventi del Magna Graecia Film Festival, in arena e al Teatro Comunale, è gratuito, senza prenotazione, sino ad esaurimento posti. Nello specifico, in arena, si potrà accedere dalle ore 20 e la serata avrà inizio alle ore 21.  Tutto il programma è consultabile sul sito del festival all’indirizzo https://www.mgff.eu/programma.html.

L’articolo Magna Graecia Film Festival a Soverato-Valeria Golino racconta il suo cinema come educazione sentimentale proviene da S1 TV.

Dalla terra alla tavola: Naturium riscopre i sapori autentici della Calabria

L’uva di Monasterace protagonista  di un vero e proprio lavoro di riscoperta culturale: un’iniziativa per valorizzare i piccoli produttori, difendere la stagionalità e rendere i consumatori più consapevoli

Non soltanto promozione commerciale, ma un vero e proprio lavoro di riscoperta culturale, tutela del territorio e sensibilizzazione dei consumatori. È questo lo spirito con cui il progetto Naturium prosegue il suo percorso dedicato ai prodotti calabresi, portando nei propri punti vendita le storie, i sapori e le eccellenze delle piccole aziende agricole regionali.

Nell’ambito delle iniziative del “Mese della Calabria”, l’attenzione si concentra in questi giorni su una particolare varietà di uva coltivata nella zona di Monasterace, in una conca particolarmente soleggiata e favorevole alla maturazione dei frutti.

«È un’uva davvero straordinaria, che nasce in una terra baciata dal sole», sottolinea Giovanni Sgrò, ideatore del progetto Naturium. «Il produttore che la coltiva ci rifornisce ormai da circa otto anni. Ogni stagione ci offre un prodotto di grande qualità, espressione autentica del territorio e del lavoro agricolo tradizionale».

La disponibilità, tuttavia, è necessariamente limitata. La finestra di raccolta si conclude indicativamente entro il 10 agosto, proprio perché si tratta di una piccola produzione agricola, legata ai tempi naturali della terra e non sottoposta a pratiche intensive finalizzate a prolungarne artificialmente la presenza sul mercato.

È anche su questo aspetto che Naturium intende richiamare l’attenzione dei consumatori: i prodotti autenticamente locali non sono disponibili in quantità illimitate e durante tutto l’anno. Hanno una stagione, una durata breve e un ciclo produttivo che deve essere rispettato.

«Dobbiamo aiutare le persone a comprendere che la disponibilità limitata non rappresenta un difetto, ma un valore», osserva Sgrò. «Quando una produzione proviene da una piccola azienda agricola, coltivata secondo metodi tradizionali e senza forzature, è normale che il raccolto sia contenuto e concentrato in poche settimane».

Il progetto assume così anche una funzione educativa: recuperare la conoscenza della stagionalità, riconoscere la provenienza degli alimenti e comprendere la differenza tra una produzione agricola tradizionale e una coltivazione intensiva. Una consapevolezza che può orientare le scelte di acquisto e contribuire concretamente alla sopravvivenza delle aziende agricole locali.

Sostenere questi produttori significa, infatti, evitare l’abbandono delle campagne e mantenere vive competenze, colture e tradizioni che rappresentano una parte fondamentale dell’identità calabrese.

L’uva di Monasterace è soltanto uno degli esempi di questo percorso. Naturium porta avanti da tempo collaborazioni con piccole realtà produttive disseminate sul territorio regionale: dal pomodoro coltivato da Roberto Galati a San Vito ai mirtilli provenienti da Capistrano, fino ai frutti di bosco prodotti nelle aree di Martirano Lombardo.

Territori spesso piccoli e lontani dai grandi circuiti distributivi, ma capaci di offrire prodotti di elevata qualità. Eccellenze che rischierebbero di rimanere sconosciute senza un’attività costante di ricerca, selezione e valorizzazione.

«La nostra speranza è che queste aziende possano continuare ogni anno a produrre e a consegnarci i frutti del loro lavoro», aggiunge Sgrò. «In questo modo possiamo offrire ai clienti dei nostri supermercati prodotti autentici e, nello stesso tempo, dare un sostegno concreto a chi sceglie di rimanere in Calabria e di prendersi cura della terra».

Il percorso di promozione continua anche attraverso le degustazioni organizzate nei punti vendita, in particolare nei supermercati di Satriano e Montepaone e negli spazi del progetto Naturium. Occasioni che consentono ai consumatori non soltanto di assaggiare i prodotti, ma anche di conoscerne la provenienza, i metodi di coltivazione e le storie dei produttori.

Un modo semplice ma efficace per accorciare la distanza tra chi coltiva e chi acquista, trasformando il supermercato in un luogo di incontro, informazione e diffusione della cultura alimentare calabrese.

La riscoperta dei prodotti locali, dunque, non è un’operazione nostalgica. È una scelta culturale, economica e ambientale: significa tutelare la biodiversità, sostenere le comunità rurali e restituire valore a prodotti che raccontano, in ogni sapore, la storia e l’identità della Calabria. 

L’articolo Dalla terra alla tavola: Naturium riscopre i sapori autentici della Calabria proviene da S1 TV.

Rocca “Casa Comunità di Civitavecchia passaggio importante”

ROMA (ITALPRESS) – E’ stata inaugurata la nuova Casa di Comunità di Civitavecchia e del nuovo Pronto Soccorso dell’Ospedale San Paolo. Si tratta di due interventi strategici per il potenziamento dell’offerta sanitaria sul territorio e per il miglioramento dell’assistenza ai cittadini. All’evento hanno preso parte il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, la direttrice generale della Asl Roma 4, Rosaria Marino, oltre a rappresentanti delle istituzioni locali e agli operatori sanitari. “La casa della comunità è un passaggio importante, sia per l’integrazione dei servizi sociosanitari, sia per la presa in carico dei pazienti più fragili – ha detto Rocca – Ovviamente più a tutti i servizi ambulatoriali che sono confluiti all’interno di questa struttura, e il pronto soccorso è un rafforzamento importante. Ci sono stati dei problemi nella fase di esecuzione, finalmente si è risolto; oggi inauguriamo. Noi stiamo rafforzando anche attraverso altri interventi, la radioterapia; insomma, stiamo cercando di fare una piccola rivoluzione anche sul litorale nord”.
pc/r

No Tav, Sala “Violenze sono un atto criminale, sinistra non è indulgente”

MILANO (ITALPRESS) – “A me spiace che alla mia parte politica si dia una colpa di essere indulgente nei confronti di alcune manifestazioni violente. Non mi pare che dalle parole del mio collega Lo Russo”, sindaco di Torino, “sia emersa alcuna indulgenza. La mia opinione personale è che certamente si tratta di un atto criminale, oltretutto perpetrato da persone che fanno fatica a sapere cos’è, che benefici porta, che problematiche può avere la Tav. C’è una voglia della violenza per la violenza. Io non credo che noi a sinistra siamo indulgenti, dobbiamo stare attenti a non rischiare di mostrarlo. Detto ciò, ho molto apprezzato le parole del mio collega” Lo Russo. Così il sindaco di Milano Giuseppe Sala, a margine della cerimonia di commemorazione della strage di via Palestro, commentando le polemiche politiche seguite alle violenze dei no Tav in Val di Susa.

xm4/col5/gsl

GdiF CATANZARO: SCOPERTE 2 VASTE PIANTAGIONI DI CANAPA INDIANA. SEQUESTRATE OLTRE 160 PIANTE PER UN VALORE DI DUECENTOMILA EURO

Nei giorni scorsi, in collaborazione con la sezione aerea della guardia di finanza di Lamezia Terme, i finanzieri del comando provinciale della guardia di finanza di Catanzaro hanno individuato 2 vaste piantagioni di canapa indiana realizzate su alcuni appezzamenti di terreno ricadenti lungo il fiume corace.
L’ attivita’ operativa svolta dai baschi verdi del gruppo di Catanzaro in sinergia con il personale della sezione aerea di Lamezia terme, ha permesso di rinvenire e sequestrare oltre 160 piante di canapa indiana, di altezza viariabile e con infiorescenze in ottimo stato di maturazione.
le illecite piantumazioni, occultate da alti rovi e dalla fitta vegetazione circostante e realizzate con il cosiddetto metodo “a macchia di leopardo”, ovvero sfruttando piccoli terrazzamenti non
molto distanti tra loro, venivano annaffiate con ingegnosi sistemi di irrigazione.
Tenuto conto del numero e delle dimensione delle piante rinvenute, oramai prossime alla raccolta ed in ottemperanza alle disposizioni impartite dalla locale autorita’ giudiziaria prontamente informata, le stesse sono state estirpate e distrutte in loco. si rappresenta che la vendita al dettaglio della marijuana ottenuta dalla successiva essiccazione avrebbe fruttato un illecito guadagno stimato in circa di 200 mila euro.
Le attivita’ di ricognizione, campionamento e sequestro sono state coordinate dalla procura della repubblica di Catanzaro che conduce le indagini volte a risalire ai responsabili delle coltivazioni.
il procedimento pende nella fase delle indagini preliminari

L’articolo GdiF CATANZARO: SCOPERTE 2 VASTE PIANTAGIONI DI CANAPA INDIANA. SEQUESTRATE OLTRE 160 PIANTE PER UN VALORE DI DUECENTOMILA EURO proviene da S1 TV.

Focus Salute – Progestinici, gli ormoni sintetici che aiutano le donne

MILANO (ITALPRESS) – Progestinici: che cosa sono questi ormoni sintetici e perché sono preziosi per la salute della donna? Nel centoquarantaseiesimo numero di Focus Salute, format tv dell’Italpress, Alessandra Graziottin, ginecologa e oncologa, analizza le caratteristiche dei progestinici e le loro proprietà farmacologiche che li rendono preziosi per personalizzare le terapie in funzione del principale problema di salute che la donna presenta. Per esempio, per la terapia dell’endometriosi fin dall’adolescenza; in peri e post menopausa nelle donne a rischio di ipertensione, e ancora più importante, nella prevenzione dei cancri dell’endometrio, in netto incremento delle donne obese, anche in Italia, quando il progesterone naturale non basta.

sat/gsl