Sinner batte anche Zverev, finale a Miami contro Lehecka
MIAMI (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Jannik Sinner è in finale al “Miami Open”, secondo Masters 1000 della stagione, che si sta disputando sul cemento dell’Hard Rock Stadium (con montepremi totale pari a 9.415.725 dollari). Il 24enne altoatesino, numero 2 del mondo e del tabellone, ha sconfitto in semifinale 6-3 7-6(4) Alexander Zverev, centrando la settima vittoria consecutiva contro il tedesco.2
In finale, la sua 35esima nel circuito, sfiderà la sorpresa del torneo, il ceco Jiri Lehecka, reduce dal successo per 6-2 6-2 su Arthur Fils. Lehecka ha perso tutti e tre i precedenti con Sinner, senza nemmeno mai riuscire a conquistare un set. Il numero 1 azzurro scenderà in campo domenica all’Hard Rock Stadium con l’obiettivo di conquistare il 26esimo titolo (27esimo se si considerano anche le Next Gen Atp Finals del 2019) e centrare il “Sunshine Double”, ovvero vincere nello stesso anno a Indian Wells e Miami: una doppietta riuscita per l’ultima volta in singolare maschile a Roger Federer nel 2017.
I DUE DOPPI AZZURRI IN FINALE
Nella notte italiana Sara Errani e Jasmine Paolini centrano la prima finale nel doppio femminile a Miami. Le due azzurre (entrambe al numero 5 del ranking di specialità), prime favorite del seeding, giocano appena tre game in semifinale. Aprono con un parziale di 8 punti a 2, subiscono il contro-break a zero, ma sul 2-1 la belga Elise Mertens, in campo con la cinese Shuai Zhang (numero 1 e numero 14 in doppio), accusa problemi al petto. Chiede l’assistenza medica, ma non viene nemmeno trattata e alza bandiera bianca. In finale Errani e Paolini sfideranno la coppia numero due del tabellone, quella formata dalla ceca Katerina Siniakova e dalla statunitense Taylor Townsend (numero 2 e numero 7 in doppio), quinte nella Race to Ryadh, che in semifinale hanno sconfitto in rimonta per 4-6 6-4 10-3, in un’ora e 37 minuti, la formazione composta dalla canadese Gabriela Dabrowski e dalla brasiliana Luisa Stefani (numero 3 e numero 10), seconde nella Race. Le due azzurre non hanno avuto fin qui un avvio di stagione del tutto convincente e sono ancora a caccia del primo titolo.
Anche Andrea Vavassori e Simone Bolelli giocheranno la finale nel doppio maschile. Gli azzurri, teste di serie numero 7, hanno superato in semifinale l’olandese Sander Arends (numero 40 del ranking di doppio) e l’australiano John Patrick Smith (numero 56) col punteggio finale di 6-3 6-4. A Miami, nella loro quindicesima finale come coppia, Bolelli e Vavassori andranno a caccia del nono titolo, il secondo stagione dopo l’Atp 500 di Rotterdam. Sarà peraltro la prima finale in un Masters 1000 per i due, attesi da due rivali che conoscono molto bene. Il finlandese Harri Heliovaara e il britannico Henri Patten (teste di serie numero 4) in semifinale hanno battuto per 6-2 6-3 Marcel Granollers ed Horacio Zeballos, e sono in vantaggio 5-1 nei precedenti con gli italiani.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).







ROMA (ITALPRESS) – “Il Governo italiano e le istituzioni europee devono impegnarsi con maggiore determinazione per rafforzare la sovranità digitale europea, una condizione ormai indispensabile per garantire la democrazia, la sicurezza e la sostenibilità del nostro modello di sviluppo”. Lo dichiara Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde e promotore della rete EcoDigital dopo la visita all’Innovation Training Summit by Efi. “Non possiamo essere in balia di poche grandi multinazionali globali che controllano dati, piattaforme digitali e tecnologie strategiche. L’Europa deve rafforzare la propria autonomia su intelligenza artificiale, gestione dei dati, cybersecurity e digitalizzazione, per proteggere la privacy dei cittadini e l’integrità dei processi democratici, inclusa la tutela delle elezioni da possibili interferenze esterne e manipolazioni digitali”. Secondo Pecoraro Scanio “la vera sovranità oggi si gioca sulla capacità di controllare infrastrutture digitali, dati e tecnologie strategiche. Per questo serve una forte politica industriale europea sul cloud, sull’intelligenza artificiale e sulle infrastrutture critiche digitali”. Il Presidente della Fondazione UniVerde sottolinea inoltre il legame tra transizione digitale e transizione ecologica: “La sfida EcoDigital consiste proprio nel coniugare innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale. I data center, ad esempio, devono essere sempre più alimentati da energie rinnovabili e progettati secondo criteri di efficienza energetica, perché il consumo energetico del digitale è in forte crescita”. “Non possiamo dipendere da multinazionali straniere per i dati e allo stesso tempo da scenari geopolitici instabili per l’energia. Sovranità digitale e sovranità energetica devono diventare due pilastri della strategia europea, da sviluppare attraverso rinnovabili, efficienza energetica e innovazione tecnologica”. Infine Pecoraro Scanio, rilanciando la necessità della formazione per l’innovazione conclude: “Chi si definisce sovranista dovrebbe mettere al primo posto proprio questi obiettivi: rafforzare la sovranità digitale ed energetica dell’Europa e dell’Italia significa difendere concretamente l’interesse nazionale, la competitività del sistema economico e la qualità della nostra democrazia”.




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