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Il Bologna vince a Cremona e resta in corsa per l’Europa

Il Bologna vince a Cremona e resta in corsa per l’Europa

CREMONA (ITALPRESS) – Vince il Bologna di Vincenzo Italiano, che batte 2-1 la Cremonese e riprende la sua rincorsa europea in campionato in attesa dell’andata dei quarti di finale di Europa League, dove in settimana i felsinei affronteranno l’Aston Villa. Decisive le reti, nel primo quarto d’ora di gioco, di Joao Mario e Rowe, vano il gol nel finale di Bonazzoli, che non riesce a evitare una sconfitta pesante per i suoi, terzultimi in classifica.
Al Bologna bastano tre minuti per passare in vantaggio, sull’azione che coinvolge Miranda e Joao Mario, con il cross dalla sinistra dello spagnolo e il tiro al volo dell’ex Juventus che batte Audero. La Cremonese viene colpita a freddo da un Bologna che insiste molto sulla corsia di Miranda e al 16′ trova un nuovo spunto che vale il 2-0: fuga del terzino rossoblù e cross arretrato per Rowe, che non calcia bene il pallone ma coglie impreparato Audero e sigla così il raddoppio. Gara fortemente indirizzata in favore degli emiliani, che per tutto il corso del primo tempo gestiscono ritmo e intensità. Sul finire dei primi quarantacinque minuti il Bologna va anche vicino al 3-0, sulla punizione dal limite calciata da Moro e che si infrange sulla traversa. Al termine dell’intervallo Giampaolo rivoluziona il suo undici, inserendo Okereke, Bondo e Thorsby, salvo poi sostituire anche quest’ultimo dopo soli otto minuti dalla ripresa per un problema fisico. Sfortunata la Cremonese, che al 60′ ha la chance di accorciare le distanze sul pallone calciato in area da Bonazzoli ma respinto dal riflesso di Ravaglia. Nel finale però la Cremonese trova il gol del 2-1, con il fallo di Ravaglia su Floriani Mussolini che causa il rigore siglato poi proprio da Bonazzoli. Nervosismo nel recupero, con le espulsioni di Maleh e Ferguson che spezzettano gli ultimi minuti di gara, che si chiude così con la tredicesima vittoria in campionato per il Bologna.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Lautaro riporta l’Inter alla vittoria, Roma travolta 5-2

Lautaro riporta l’Inter alla vittoria, Roma travolta 5-2

MILANO (ITALPRESS) – L’Inter rientra alla grande dalla sosta nazionali. I nerazzurri di Chivu rifilano un netto 5-2 alla Roma nel match valido per la 31esima giornata di Serie A. Partita messa subito in discesa dal gol dopo poco più di 60 secondi di Lautaro Martinez. Al momentaneo pareggio di Mancini (40′) risponde l’eurogol di Calhanoglu (47′). Nel secondo tempo gli ospiti si sciolgono e cadono sotto i colpi di Lautaro (52′), Thuram (55′) e Barella (63′). Rende meno amaro il ko la rete di Pellegrini al 70′. I nerazzurri tornano al successo dopo tre giornate – due pareggi e una sconfitta tra Fiorentina, Atalanta e Milan – e salgono a quota 72 punti allungando a +9 sul Milan e a +10 sul Napoli, che si sfideranno alle 20.45 al “Maradona”. Roma inchiodata al sesto posto a 54 punti e sempre a -3 dal Como di Fabregas. Nella prossima giornata l’Inter giocherà a Como il 12 aprile alle 20.45, mentre i giallorossi di Gasperini cercheranno di ripartire allo Stadio “Olimpico” contro il Pisa il 10 aprile alle 20.45.
Pronti via ed è l’Inter a portarsi in vantaggio. Dopo poco più di un giro d’orologio Thuram scappa via sulla destra, pesca il taglio di Lautaro sul primo palo, che non sbaglia in piena area piccola per l’1-0. Tante occasioni da una parte e dall’altra, con i padroni di casa vicini al raddoppio sempre con Lautaro e gli ospiti pericolosi due volte con Malen. Al 40′ arriva il pareggio dei giallorossi con il colpo di testa di Mancini, imbeccato da Rensch tutto solo in area di rigore. Nel finale di prima frazione Calhanoglu si inventa la rete del 2-1 con un destro secco imparabile dai 30 metri. In apertura di secondo tempo l’Inter piazza tris e poker: nel giro di tre minuti prima Lautaro (52′) e poi Thuram (55′) firmano il 4-1. La Roma si disunisce e subisce il 5-1 al 63′ con il ritorno al gol dopo sei mesi di Barella. Girandola di cambi e la formazione di Gasperini approfitta di un ripiegamento piuttosto pigro dell’Inter per accorciare le distanze con Pellegrini (70′). Nel finale i ritmi si abbassano e l’Inter confeziona il ritorno al successo dopo tre giornate.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Intervista SottoTraccia di Davide Mercurio. Only Rock All Night: Marco Macrì e le notti ribetti del Cubo Rock

C’è stato un momento, non troppo lontano, in cui il sabato sera di Catanzaro aveva un solo centro di gravità: un cubo. Un cubo che pulsava, sudava, urlava. Un cubo che non era un locale, ma un rito collettivo. Il Cubo Rock, nato nel 2009 dall’incontro tra Marco Macrì (“Spora”) e Alex Tolomeo (“Red”), è stato molto più di una discoteca: è stato un esperimento sociale riuscito, un laboratorio di identità, un rifugio per chi cercava un’alternativa autentica alla movida patinata. La 38ª Intervista SottoTraccia, curata da Davide Mercurio del collettivo OndaRocK, riporta alla luce quell’energia irripetibile attraverso le parole di Marco, che di quel mondo è stato architetto, Dj, agitatore culturale e, soprattutto, testimone privilegiato. Il nome “Cubo Rock” nasce da un’intuizione semplice e geniale: un cubo di Rubik come metafora di un progetto breve, intenso, caotico e ordinato allo stesso tempo. Un luogo dove ogni faccia rappresentava un’anima diversa della serata, ma tutte insieme componevano un’unica esperienza. E quell’esperienza aveva una struttura precisa, quasi rituale: preserata con Dj set d’ascolto, per scaldare l’atmosfera e creare comunità; concerto live, cuore pulsante della notte, con band che trasformavano il palco in un campo di battaglia sonoro; Dj set “Only Rock” all night long, dove Marco e Alex guidavano la folla in un viaggio tra classic rock, punk, hard rock e new wave. Era una formula semplice, ma calibrata con una cura maniacale. E funzionava. Nel giro di pochi mesi, il Cubo Rock esplose. Locale pieno, pogo, canti, sudore, birre che volavano, amori che nascevano tra una strofa e l’altra. Catanzaro non aveva mai visto nulla del genere. Per molti, il Cubo era la prima volta in cui la città offriva un luogo dove sentirsi davvero sé stessi. Un posto dove la diversità non era un vezzo, ma la regola. Dove chi non si riconosceva nelle mode del momento trovava finalmente una casa. Marco racconta che salire in consolle era ogni volta una piccola vittoria personale: un dialogo continuo con il pubblico, una sfida a tenere la sala in tensione, a capire quando era il momento di spingere, quando di sorprendere, quando di far esplodere tutto con un brano iconico. E di brani iconici ce n’erano tanti: “Killing in the Name” dei Rage Against the Machine, “Chelsea Dagger” dei The Fratellis, “Are You Gonna Be My Girl” dei Jet. Pezzi che non erano solo musica, ma detonatori emotivi. Il Cubo Rock è stato un fenomeno breve, ma ha lasciato un segno profondo; ha creato una comunità; ha dato voce a una generazione; ha dimostrato che anche in Calabria si poteva costruire una scena alternativa credibile, vibrante, partecipata. Non era solo divertimento: era appartenenza, identità, un modo diverso di vivere la notte. E oggi, grazie alle parole di Marco Macrì raccolte da Davide Mercurio, quella storia torna a pulsare. Non come nostalgia sterile, ma come memoria viva di ciò che la musica può fare quando incontra le persone giuste, nel posto giusto, al momento giusto. Il Cubo Rock non c’è più. Ma chi l’ha vissuto sa che, in fondo, non se n’è mai andato.
Carmela Commodaro

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Motori Magazine – 5/4/2026

ROMA (ITALPRESS) – In questo numero:
– Mercedes-Maybach Classe S, aggiornamento su tecnologia e sistemi digitali
– Renault rilancia la Twingo, elettrica nel segmento delle utilitarie
– Mercato Ue, l’Italia guida la ripresa ma resta indietro nell’elettrico
abr/azn

Tg Ambiente – 5/4/2026

ROMA (ITALPRESS) – In questo numero del Tg Ambiente, prodotto dall’Italpress in collaborazione con TeleAmbiente:
– Arriva Shift, la piattaforma per la transizione ecologica
– Caro energia, dall’assemblea di Arte appello per una riforma strutturale
– #NonCiFermaNessuno, Luca Abete e il tour nelle università
– Sostenibilità, al via la quinta edizione di “For Nature, For Us”
mgg/gtr/col

Amaroni, Veglia Pasquale: nel tempo delle guerre, un forte messaggio di speranza da don Roberto Corapi

In un’epoca segnata da guerre, tensioni internazionali e un diffuso senso di smarrimento, la comunità di Amaroni ha vissuto una Veglia Pasquale di straordinaria intensità spirituale. Nella notte in cui la Chiesa celebra la Risurrezione, la luce accesa nel buio ha assunto un significato ancora più profondo, diventando simbolo di resistenza alle ombre che attraversano il mondo contemporaneo. A presiedere la celebrazione è stato don Roberto Corapi, affiancato da don Fabio Salerno, già Segretario personale di Papa Francesco. La loro presenza ha conferito alla liturgia un tono di forte comunione ecclesiale e di apertura universale. Nell’omelia, don Salerno ha offerto parole capaci di leggere le inquietudini del nostro tempo alla luce del Vangelo, richiamando con lucidità il bisogno urgente di riscoprire la speranza come forza concreta, capace di opporsi alla logica della violenza, della divisione e della paura. Il momento più intenso è giunto con il grido accorato di don Corapi: «Amaroni, sii luce pasquale e togli la pietra dai tanti sepolcri». Un appello che ha risuonato come un invito pressante rivolto non solo ai fedeli presenti, ma a un mondo ferito dai conflitti e da nuove forme di solitudine. Quelle pietre – ha ricordato il sacerdote – sono oggi i simboli delle guerre che devastano popoli, dei muri che dividono, delle paure che paralizzano le coscienze e impediscono gesti di fraternità. Pietre che ciascuno è chiamato a rimuovere, iniziando dai contesti quotidiani, per far spazio alla vita nuova del Risorto. L’invito rivolto alla comunità è stato chiaro: non cedere alla rassegnazione, ma diventare testimoni di pace, costruttori di dialogo, segni concreti di speranza. Amaroni – è stato detto – può e deve essere una piccola luce nel buio del mondo, capace di accogliere, sostenere e generare relazioni nuove, fondate sul rispetto e sulla solidarietà. La Veglia Pasquale si è così trasformata in un forte richiamo alla responsabilità collettiva: dalla fede celebrata alla fede vissuta, dalla preghiera all’impegno concreto per la pace. Un messaggio che supera i confini locali e si apre a una dimensione universale, parlando a un’umanità che oggi più che mai ha bisogno di segni credibili di rinascita. La celebrazione si è conclusa in un clima di intensa partecipazione e profonda commozione. Nei volti dei presenti si leggeva la consapevolezza che la Pasqua non è soltanto memoria, ma presenza viva, capace di interrogare e trasformare. Un invito a essere luce nelle tenebre del proprio tempo, a non lasciarsi sopraffare dalle ombre, a credere che la speranza, quando è condivisa, può davvero cambiare la storia.
Carmela Commodaro

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Squillace, l’Arcivescovo Claudio Maniago: «La Pasqua è il cuore della nostra fede»

Nella basilica concattedrale di Squillace, gremita di fedeli, l’Arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, monsignor Claudio Maniago, ha presieduto la messa del giorno di Pasqua di Resurrezione, offrendo un’omelia intensa e centrata sul significato profondo della festa cristiana. «La Pasqua è un grande evento che ha cambiato le sorti dell’umanità e ha cambiato la nostra vita. Questo è il cuore della nostra fede», ha affermato il presule aprendo la sua riflessione. Tra i presenti anche rappresentanti dell’amministrazione comunale di Squillace, tra cui il sindaco Enzo Zofrea, il consigliere regionale Enzo Bruno e autorità militari. Monsignor Maniago ha richiamato il fondamento della fede cristiana: la resurrezione di Cristo. «Se Gesù non fosse risorto, vana sarebbe la nostra fede», ha ribadito, sottolineando come attraverso la morte e la resurrezione il Signore abbia rivelato «tutto ciò che c’è da sapere su Dio e su di noi». Il presule ha ricordato che la vita nuova donata da Dio «non avrà mai fine» e che il cristianesimo non è un insieme di sacrifici, ma un cammino che invita a scoprire «quello che c’è di bello nella nostra vita». La Pasqua, ha aggiunto, è un tempo da accogliere come «un dono di Dio», un’occasione in cui il popolo si raduna per ascoltare il Signore che «si rende presente» e continua a camminare accanto ai credenti. Durante la celebrazione, un momento particolarmente significativo è stato il battesimo di un bambino, al quale l’arcivescovo ha rivolto parole cariche di tenerezza e speranza: «Il Signore sarà con te, non sei solo. Sei in mezzo a una comunità, sei un dono. In te vediamo una grande benedizione per tutti noi». Un gesto che ha richiamato l’essenza stessa della Pasqua: la vita nuova che nasce, la comunità che accoglie, la fede che si rinnova. La celebrazione si è conclusa in un clima di raccoglimento e gioia condivisa, con la comunità squillacese riunita attorno al suo pastore per celebrare il mistero centrale della fede cristiana. Un messaggio di speranza, quello dell’arcivescovo Maniago, che invita a guardare alla Pasqua come a un cammino che continua, sostenuto dalla presenza del Risorto.
Carmela Commodaro

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Noslin salva la Lazio, finisce 1-1 contro il Parma

Noslin salva la Lazio, finisce 1-1 contro il Parma

ROMA (ITALPRESS) – La Lazio non va oltre l’1-1 in casa contro il Parma. La formazione di Maurizio Sarri va sotto nel primo tempo con il secondo timbro in stagione di Delprato (15′) e riesce solo con le seconde linee a rendersi pericolosa dalle parti di Suzuki. E’ Noslin (77′) a salvare i biancocelesti dal ko interno, ritrovando un gol che mancava da quasi due mesi. Punto pesante in ottica salvezza per il Parma, che sale a quota 35 punti e allunga a +8 sulla zona retrocessione occupata dal Lecce. La Lazio resta in ottava piazza a 44 punti e si espone al sorpasso del Bologna, nono a quota 40 punti e impegnato a Cremona domani alle 15.
Buon avvio del Parma, che tiene in mano il pallino del gioco in avvio di frazione. Il primo squillo è di Bernabè, che all’11’ calcia da fuori senza impensierire Motta. Al 15′ è la squadra di Cuesta a portarsi in vantaggio grazie alle solite palle inattive. Punizione di Valeri dalla sinistra, mischia in area di rigore e il più lesto a ribadire in rete è Delprato. Sbloccato l’incontro, il Parma si chiude nella propria metà campo con due linee compatte a difendere i pali di Suzuki. Fraseggio sterile della Lazio, che rischia anche di trovarsi sotto di due reti al 44′ con un mancino in piena area di rigore di Valeri tolto dall’incrocio dei pali da un grande intervento di Motta. In apertura di secondo tempo i padroni di casa provano a cambiare spartito con i cross di Nuno Tavares, ma la retroguardia gialloblù non si fa impensierire dalle iniziative del terzino portoghese. Poco pericolosa la formazione di Sarri, che con i cambi riesce a dare vita alla manovra biancoceleste. Noslin subentra per uno spento Pedro e trova il gol del pareggio al 77′: l’olandese combina con Taylor, si accentra, colpisce di destro in precario equilibrio e trova la deviazione decisiva di Circati, che lascia fermo un incolpevole Suzuki. Nel finale proteste da una parte e dall’altra per dei potenziali rigori per un mani di Nuno Tavares e una spinta di Circati su Lazzari, ma all’Olimpico è 1-1 al triplice fischio di Marcenaro.
– foto Ipa Agency –
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Escursionista muore precipitando in una cava ad Ispica, recuperato il cadavere

CATANIA (ITALPRESS) – Intervento del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano a Ispica, in una cava sotto il Convento di Santa Maria di Gesù, dove una persona è precipitata da una parete di circa 60 metri. L’allarme è stato lanciato nel primo pomeriggio di sabato dalla centrale operativa del 118 di Catania, che ha attivato le squadre specializzate. Sul posto sono intervenuti i tecnici della Stazione Etna Sud e della Delegazione Speleologica Sicilia, che hanno raggiunto rapidamente l’area impervia. La vittima, finita su una fitta vegetazione, è stata trovata priva di vita.

tvi/mca2
(Fonte video: Vigili del Fuoco)