PLATI’ (REGGIO CALABRIA) (ITALPRESS) – Un casolare in costruzione senza porte nè finestre ha tradito il segreto dei clan nel sottosuolo della Locride. I Carabinieri di Platì e lo Squadrone Cacciatori “Calabria” hanno scoperto un bunker sotterraneo adibito a serra industriale di marijuana, arrestando quattro persone.
L’operazione è scattata dopo che i militari hanno notato l’anomalia di un edificio isolato e apparentemente inaccessibile. Una volta entrati, hanno individuato un finto soppalco che nascondeva l’ingresso di un tunnel stretto, percorribile solo in ginocchio.
Il cunicolo, rinforzato in cemento e lamiere, portava a una vasta sala interrata in cui era stata allestita una piantagione “indoor” con piante alte fino a un metro e sessanta.
Il laboratorio era dotato di sistemi di ventilazione, trasformatori e illuminazione per ricreare il clima ideale, il tutto alimentato tramite un allaccio abusivo alla rete elettrica. Oltre alle piante quasi pronte per il taglio, i Carabinieri hanno sequestrato diversi chili di droga già essiccata. Per i quattro indagati è scattato l’arresto.
CATANIA (ITALPRESS) – Un laboratorio per “truccare” la marijuana e un altro per fabbricare documenti falsi, il tutto gestito da un latitante internazionale. La Polizia di Stato di Catania ha arrestato un 38enne lettone, ricercato in tutta Europa, sorpreso nel quartiere San Cristoforo mentre caricava un pacco sospetto su un’auto.
All’interno dello scatolone, gli agenti della Squadra Mobile hanno trovato sette chili di erba. La vera sorpresa, però, era nell’edificio da cui l’uomo era appena uscito: un appartamento trasformato in una centrale chimica. Qui, con miscelatori e solventi tossici, la cannabis “light” veniva trattata con cannabinoidi sintetici per renderla una droga pesante e pericolosa. In tutto, sono stati sequestrati 27 chili di sostanza.
Le perquisizioni si sono poi spostate nel covo dell’uomo, dove i poliziotti hanno scoperto un secondo laboratorio tecnologico dedicato alla contraffazione. Tra macchinari sofisticati e supporti plastificati, il 38enne produceva patenti, carte di credito e documenti d’identità falsi.
Lo stesso indagato aveva provato a farsi passare per un cittadino lussemburghese esibendo documenti contraffatti, ma il test delle impronte digitali ha svelato la sua vera identità. Sul cittadino lettone pendeva infatti un mandato d’arresto europeo emesso dalla Germania per reati di droga. L’uomo è stato arrestato, ferma restando la presunzione d’innocenza fino a condanna definitiva.
ROMA (ITALPRESS) – Al via la tregua di 10 giorni tra Israele e Libano. Ad annunciarla è stato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. A confermarla Hezbollah con due comunicati con i quali il gruppo ha “preso atto” del cessate il fuoco, anche se non ha specificato se accetterà la tregua per l’intero periodo, ribadendo che le sue azioni si baseranno “sull’evolversi della situazione”. A Beirut spari in aria hanno festeggiato l’entrata in vigore del cessate il fuoco. Secondo il Dipartimento di Stato Usa, Israele manterrà il diritto di “adottare le misure atte all’autodifesa”, ma non condurrà “operazioni offensive” contro obiettivi libanesi via terra, aria o mare. L’esercito libanese ha comunque denunciato nella notte alcuni attacchi israeliani, nonostante la tregua.
WASHINGTON (USA) (ITALPRESS) – Nessun incontro chiarificatore con Papa Leone XIV. Lo ha annunciato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che ha ribadito la sua posizione: “Ho il diritto di non essere d’accordo con il Papa. Non ho nulla da obiettare al fatto che il Pontefice possa dire ciò che vuole, ma io posso essere in disaccordo». Trump è tornato inoltre a parlare dell’Italia: “Non c’è stata per noi, noi non ci saremo per loro” ha detto il presidente americano allegando al suo messaggio un articolo del Guardian del 31 marzo dal titolo “L’Italia nega l’uso della base in Sicilia agli aerei americani che trasportano armi per la guerra in Iran”.
MILANO (ITALPRESS) – La Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano – VII Dipartimento, ha eseguito un’ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale meneghino con la quale è stata disposta la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di un cittadino italiano di 60 anni, ritenuto gravemente indiziato del reato di rapina aggravata. Il provvedimento è scaturito da un’articolata attività investigativa condotta dai poliziotti della Sezione “Antirapine” della Squadra Mobile di Milano avviata per individuare il responsabile di una rapina avvenuta lo scorso 17 marzo 2025 ai danni di un libero professionista, di 66 anni, in via San Giovanni sul Muro, nel centro di Milano. Secondo quanto ricostruito dagli agenti, l’indagato, a bordo di un motociclo rubato, ha individuato la vittima mentre con la sua auto si aggirava nelle vie del centro di Milano e, sfruttando il momento più favorevole, ha aggredito l’automobilista strappandogli dal polso un orologio Patek Philippe del valore di 250mila euro. Gli investigatori, attraverso l’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza del comune di Milano e di diversi esercizi commerciali, hanno ricostruito la dinamica riscontrando il pedinamento della vittima e la successiva fuga del rapinatore e, attraverso l’analisi dei tabulati di traffico telefonico delle utenze dell’indagato, hanno anche cristallizzato la sua responsabilità
REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – Un casolare in costruzione senza porte né finestre ha tradito il segreto dei clan nel sottosuolo della Locride. I Carabinieri di Platì e lo Squadrone Cacciatori “Calabria” hanno scoperto un bunker sotterraneo adibito a serra industriale di marijuana, arrestando quattro persone. L’operazione è scattata dopo che i militari hanno notato l’anomalia di un edificio isolato e apparentemente inaccessibile. Una volta entrati, hanno individuato un finto soppalco che nascondeva l’ingresso di un tunnel stretto, percorribile solo in ginocchio. Il cunicolo, rinforzato in cemento e lamiere, portava a una vasta sala interrata in cui era stata allestita una piantagione “indoor” con piante alte fino a un metro e sessanta. Il laboratorio era dotato di sistemi di ventilazione, trasformatori e illuminazione per ricreare il clima ideale, il tutto alimentato tramite un allaccio abusivo alla rete elettrica. Oltre alle piante quasi pronte per il taglio, i Carabinieri hanno sequestrato diversi chili di droga già essiccata. Per i quattro indagati è scattato l’arresto.
CATANIA (ITALPRESS) – Un laboratorio per “truccare” la marijuana e un altro per fabbricare documenti falsi, il tutto gestito da un latitante internazionale. La Polizia di Stato di Catania ha arrestato un 38enne lettone, ricercato in tutta Europa, sorpreso nel quartiere San Cristoforo mentre caricava un pacco sospetto su un’auto. All’interno dello scatolone, gli agenti della Squadra Mobile hanno trovato sette chili di erba. La vera sorpresa, però, era nell’edificio da cui l’uomo era appena uscito: un appartamento trasformato in una centrale chimica. Qui, con miscelatori e solventi tossici, la cannabis “light” veniva trattata con cannabinoidi sintetici per renderla una droga pesante e pericolosa. In tutto, sono stati sequestrati 27 chili di sostanza. Le perquisizioni si sono poi spostate nel covo dell’uomo, dove i poliziotti hanno scoperto un secondo laboratorio tecnologico dedicato alla contraffazione. Tra macchinari sofisticati e supporti plastificati, il 38enne produceva patenti, carte di credito e documenti d’identità falsi.
I Carabinieri del Nucleo Forestale di Tiriolo e del Nucleo Carabinieri Parco di Zagarise, attivati a seguito di una segnalazione proveniente dalla Stazione Carabinieri di Squillace, hanno portato alla luce nei giorni scorsi due episodi di particolare gravità, che hanno colpito duramente il patrimonio agricolo e paesaggistico del territorio. Nel primo intervento, i militari hanno accertato l’abbattimento circa 100 piante di ulivo e la potatura straordinaria e non autorizzata di altre 66, effettuate con l’uso di motoseghe da due uomini privi di qualsiasi titolo autorizzativo. Un’azione condotta unicamente per finalità di lucro, che ha comportato un danno ambientale rilevante e un evidente sfregio al paesaggio rurale. Ai responsabili è stata comminata una sanzione amministrativa di 95.000 euro. A poche centinaia di metri di distanza, i Carabinieri hanno scoperto un secondo episodio: l’espianto illecito di 120 piante di olivo, estirpate dal terreno senza alcuna comunicazione o autorizzazione. In questo caso, la sanzione elevata al proprietario del fondo ha raggiunto i 120.000 euro. Gli interventi testimoniano l’impegno costante dell’Arma dei Carabinieri nella tutela del territorio, della legalità e delle risorse agricole che rappresentano un patrimonio identitario per l’intera Regione. L’abbattimento e lo sradicamento indiscriminato di ulivi, simbolo della tradizione agricola calabrese, costituiscono un gesto di particolare gravità, capace di compromettere ecosistemi, economie locali e paesaggi storici. L’azione sinergica dei reparti territoriali e forestali ha permesso di individuare rapidamente i responsabili e di interrompere condotte che, se protratte, avrebbero potuto arrecare danni ancor più estesi. Le sanzioni elevate rappresentano un segnale chiaro: la tutela dell’ambiente e del paesaggio non ammette deroghe. I controlli proseguiranno senza sosta nei prossimi giorni.
Un presunto sistema illecito finalizzato alla creazione e alla monetizzazione di crediti d’imposta inesistenti nel settore delle ristrutturazioni edilizie è stato scoperto nell’ambito di un’articolata indagine di polizia giudiziaria condotta dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro e coordinata dalla Procura della Repubblica. Gli investigatori hanno raccolto gravi indizi circa l’esistenza di un’associazione per delinquere che avrebbe generato crediti fiscali fittizi legati al cosiddetto “Bonus ristrutturazioni”. Al centro del meccanismo illecito, secondo quanto emerso, vi sarebbe un soggetto residente a Soverato, titolare di una ditta individuale formalmente incaricata di eseguire lavori edilizi, che in realtà non sarebbero mai stati effettuati. Tra gli indagati ci sono D.B., 30enne di Soverato; V.M.L., 61enne di Soverato, A.L., 35enne di Soverato; L’attività investigativa, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catanzaro, ha consentito di ricostruire il sistema attraverso cui tali crediti venivano creati e successivamente ceduti. Dopo una serie di passaggi tra imprese riconducibili al presunto sodalizio, i crediti d’imposta venivano venduti a prezzi ribassati o, in alcuni casi, ceduti gratuitamente, per poi essere monetizzati presso diversi istituti di credito. Le indagini si sono concentrate sia sulla dimostrazione dell’inesistenza dei lavori di ristrutturazione sia sulla ricostruzione dei flussi finanziari legati alla circolazione dei crediti. Al termine degli accertamenti, cinque persone sono state deferite all’Autorità giudiziaria con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Segnalati anche due soggetti giuridici per responsabilità amministrativa derivante da reato. Nel corso delle indagini preliminari è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo d’urgenza, successivamente convalidato dal Gip del Tribunale di Catanzaro, che ha riguardato crediti d’imposta fittizi per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro, presenti nei cassetti fiscali dei soggetti coinvolti. Inoltre, il Tribunale di Catanzaro ha disposto un’ordinanza di misure cautelari reali, anche per equivalente, sul profitto illecito stimato in 1,6 milioni di euro. L’operazione ha portato al sequestro di disponibilità finanziarie, quote societarie, cinque immobili situati tra le province di Catanzaro e Venezia e dodici autoveicoli, tra cui una Maserati. L’esito dell’indagine rappresenta, sottolineano le Fiamme Gialle, una significativa conferma dell’impegno costante nel contrasto alla criminalità economico-finanziaria, in particolare nel settore delle erogazioni pubbliche, a tutela delle risorse dello Stato.
ROMA (ITALPRESS) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. è intervenuto alla cerimonia di inaugurazione dell’Anno giudiziario tributario 2026, che si è svolta nell’Aula Magna della Suprema Corte di Cassazione.