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Bucci “Liguria in crescita, la visione strategica sta portando risultati”

MILANO (ITALPRESS) – “Abbiamo una visione strategica della Liguria, abbiamo cominciato più di un anno e mezzo fa e stiamo andando avanti ma si vedono già i risultati: la Liguria ha il Pil in aumento, c’è molto lavoro e abbiamo un’alta qualità di vita. La disoccupazione che è al 4%, un record in Italia. Abbiamo dei programmi specifici finanziati dalla Regione” per promuovere posti di lavoro che “siano definitivi e non più stagionali: ad esempio, per il settore del turismo ma anche per l’artigianato, abbiamo dato dei contributi alle aziende per incentivare contratti annuali, è un grosso passo avanti”. Così il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’agenzia Italpress.
“Le grandi aziende delle costruzioni e delle riparazioni navali hanno bisogno di personale qualificato e oggi trovarlo è difficile, per cui abbiamo allargato gli orizzonti a tutta l’Italia e anche all’estero – ha proseguito -. Ogni anno noi abbiamo dai 4.000 ai 5.000 posti di lavoro che non sono coperti perché mancano le persone. Vogliamo che le persone vengano da noi perché si lavora, perché si sta bene e c’è un’alta qualità di vita anche per la famiglia”.

sat/gsl

Focus Salute – Cistite ed endometriosi, i gemelli diabolici

MILANO (ITALPRESS) – Cistiti ricorrenti ed endometriosi: che cos’hanno in comune? Perché aumentano infiammazione e dolore pelvico e vescicale, al punto da essere definiti “gemelli diabolici, “evil twins”? Nel centotrentaduesimo numero di Focus Salute, format tv dell’Italpress, la professoressa Alessandra Graziottin, ginecologa e oncologa, analizza i fattori di rischio che aumentano i sintomi urinari, nell’endometriosi e le sue caratteristiche peculiari quando si localizzi a livello ureterale e vescicale.

sat/gsl

“Regione Lazio in Comune”, Rocca “Mi aspetto dialogo sereno e costruttivo”

ROMA (ITALPRESS) – “Mi aspetto un dialogo sereno, costruttivo e leale basato su quello che abbiamo fatto di buono e su quello che possiamo migliorare. Se ci sono delle norme che dobbiamo adeguare è solo attraverso questo confronto”. Queste le parole del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca a margine della giornata inaugurale della prima edizione del ciclo di incontri “Regione Lazio in Comune – Un percorso di dialogo e confronto con i Sindaci del territorio”, organizzato dalla stessa Regione Lazio, in collaborazione con Anci Lazio.

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Sergio Santo (Rai Com) “Obiettivo spot valorizzare tutta la sicilia”

ROMA (ITALPRESS) – “L’obiettivo è quello di valorizzare non soltanto i grandi centri siciliani ma anche i territori più periferici per farli conoscere al grande pubblico della Rai”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Rai Com Giuseppe Sergio Santo che ha firmato con il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani la convenzione per la realizzazione di una campagna di comunicazione sulle reti Rai per il biennio 2026/27.

pc/mca2
(Fonte video: Regione Siciliana)

Schifani “Per due anni in Rai spot sulle bellezze della nostra Sicilia”

ROMA (ITALPRESS) – “Per due anni la Rai trasmetterà degli spot della nostra Sicilia con le sue imagini più attrative, in modo che sia gli italiani che gli stranieri possano conoscere le nostre bellezze”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani che con l’amministratore delegato di Rai Com, Giuseppe Sergio Santo, ha firmato stamattina a Palazzo d’Orleans la convenzione per la
realizzazione di una campagna di comunicazione sulle reti Rai per il biennio 2026/27.

pc/mca2
(Fonte video. Regione Siciliana)

De Laurentiis “Detto a Malagò di prendere in mano la situazione”

MILANO (ITALPRESS) – “Partendo per Los Angeles, sull’aereo, ho chiamato Malagò e gli ho detto di prendere in mano la situazione del calcio italiano perché è un imprenditore, è stato al Coni, ha creato il circolo più importante d’Europa, ha venduto Ferrari, Rolls Royce, Maserati a tutto il mondo. Nessuno meglio di lui. Poi è anche un grande sportivo, hai sempre giocato a calcetto, sei innamorato del calcio. L’unico difetto è che è innamorato della Roma, pazienza, sopporteremo anche questo”. Così Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, prima della riunione della Lega Calcio Serie A a Milano in merito alla candidatura, non ancora ufficiale, di Giovanni Malagò alla presidenza della Figc. “Noi siamo stanchi di essere portati per mano da persone che interpretano i ruoli istituzionali per avere un proprio prestigio – ha aggiunto il numero uno del club azzurro – e questo non va bene perché nella vita la cosa più importante è lavorare, ma per poter lavorare bisogna sapere. E allora nessuno più di un imprenditore che fa impresa e che non fa presa può aggiustare le cose che non funzionano.

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Blitz antimafia a Palermo, 32 fermi

PALERMO (ITALPRESS) – Un’operazione antimafia della Dia nei confronti di appartenenti al mandamento mafioso di Brancaccio a Palermo ha portato a 32 provvedimenti di fermo. Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata, reati in materia di armi, trasferimento fraudolento di valori e associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, oltre a ulteriori delitti aggravati dal metodo mafioso e dall’agevolazione dell’associazione mafiosa.
mgg/gtr
(Fonte video: Procura della Repubblica – Tribunale di Palermo)

Intervista SottoTraccia di Davide Mercurio a Luciano Aloise: quando la musica diventa identità

Per il quarantunesimo appuntamento di Interviste SottoTraccia, a cura di Davide Mercurio, il collettivo OndaRocK torna a giocare in casa accogliendo un ospite che della musica ha fatto una missione quotidiana: Luciano Aloise, chitarrista raffinato, docente stimato e punto di riferimento per generazioni di allievi. Con lui, più che un’intervista, si è aperto un dialogo autentico, capace di attraversare ricordi, esperienze e riflessioni profonde su cosa significhi oggi vivere, e soprattutto sentire, la musica. Il viaggio musicale di Luciano comincia nei primi anni ’80, nel coro della parrocchia di San Giorgio, a Squillace. È lì che avviene il primo contatto con la chitarra, un incontro destinato a trasformarsi in vocazione. Da quel momento, le piazze del paese, le prime band giovanili (come “I Cristallo”) e un ascolto onnivoro diventano il terreno fertile su cui cresce la sua identità artistica. Latino, rock, jazz: nessun genere è escluso. L’approccio di Aloise è aperto, curioso, libero. Una bussola che ancora oggi orienta il suo modo di suonare e di insegnare. Come per molti musicisti, anche per lui il rapporto con lo strumento passa attraverso una fase inevitabile: l’imitazione dei grandi. Studiare, assorbire linguaggi, decifrare stili. Ma è solo un passaggio, non un punto d’arrivo. «Molti – racconta – si fermano alla velocità e alla precisione; ma è nella personalità che si riconosce un vero musicista». Una convinzione che rappresenta uno dei cardini della sua didattica: la tecnica non come fine, ma come mezzo per esprimere un’identità. Per Aloise, suonare e insegnare non sono due mondi separati, ma dimensioni che si alimentano a vicenda. Il palco diventa esperienza da trasmettere; la didattica affina sensibilità e consapevolezza. Un equilibrio naturale, fondato su un principio semplice e imprescindibile: senza passione e desiderio di apprendere, non esiste crescita. Nel percorso del maestro c’è anche un capitolo importante legato proprio a OndaRocK, quando il Festival rappresentava una vetrina fondamentale per le band emergenti. Un’esperienza che gli ha permesso di scoprire talenti, ascoltare nuove sonorità e ribadire una convinzione che lo accompagna da sempre: la musica si comprende davvero solo dal vivo. «Le rassegne – sottolinea – vanno sostenute, perché sono linfa per chi ha qualcosa da dire». A chi inizia oggi, Luciano non offre scorciatoie, ma verità. «La chitarra – afferma – è uno strumento facile da imparare male». Per questo, trovare una guida valida è essenziale. E per chi sogna di insegnare, il percorso accademico resta una tappa fondamentale, non un optional. L’incontro tra Davide e Luciano si chiude così, con la sensazione di aver attraversato non solo una carriera, ma una visione del mondo. La musica, per lui, non è mestiere, ma è linguaggio profondo, disciplina e libertà insieme. E mentre continua a far vibrare le corde della sua chitarra, continua anche a far vibrare quelle di chi sceglie di affidarsi alla sua esperienza. In ogni nota, resta viva quella ricerca autentica che trasforma il suono in identità. Il collettivo OndaRocK e Davide Mercurio ringraziano Luciano Aloise per la disponibilità e la generosità del racconto.
Carmela Commodaro

L’articolo Intervista SottoTraccia di Davide Mercurio a Luciano Aloise: quando la musica diventa identità proviene da S1 TV.

Medicina di precisione, nel nuovo dossier Aifa l’impatto delle terapie mirate

Medicina di precisione, nel nuovo dossier Aifa l’impatto delle terapie mirate

ROMA (ITALPRESS) – La medicina sta vivendo una trasformazione profonda: dall’approccio standardizzato, basato sul “paziente medio”, si sta passando a un modello centrato sulla persona, capace di adattare diagnosi e terapie alle caratteristiche genetiche, cliniche e ambientali di ciascun individuo. E’ il paradigma della medicina di precisione, al centro del dossier dell’AIFA, che analizza l’impatto di questa evoluzione sulla pratica clinica e sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.
Negli ultimi vent’anni, i progressi della genomica e delle tecnologie digitali hanno reso evidente un limite della medicina tradizionale: pazienti con la stessa patologia possono rispondere in modo molto diverso alle stesse cure. Da qui nasce l’esigenza di un approccio più mirato, in grado di individuare il trattamento più efficace per ciascun individuo, evitando terapie inutili o potenzialmente dannose.
Nella pratica clinica, questo modello si traduce nell’impiego di strumenti innovativi: la genomica e la farmacogenomica consentono di analizzare il DNA per individuare varianti che influenzano la risposta ai farmaci; la trascrittomica, la proteomica e la metabolomica permettono di osservare l’attività biologica dei sistemi cellulari; l’epigenetica studia le modificazioni legate all’ambiente e agli stili di vita; mentre la bioinformatica e l’intelligenza artificiale integrano grandi quantità di dati per supportare le decisioni cliniche. Grazie a queste tecnologie è possibile prevedere la risposta ai farmaci, identificare i pazienti a rischio di effetti collaterali e scegliere trattamenti mirati in base alle caratteristiche molecolari della malattia.
“La medicina di precisione non è un lusso per pochi, ma un diritto per tutti” – sottolinea il Presidente dell’AIFA, Robert Nisticò – E’ il modo più etico ed efficace di curare, perchè consente di evitare trattamenti inutili e mette davvero al centro la persona”.
Il cambiamento è particolarmente rilevante in Italia, uno dei Paesi più longevi al mondo.
L’invecchiamento della popolazione comporta un aumento delle patologie croniche e della cosiddetta politerapia. La convivenza con più malattie comporta infatti la necessità di assumere più farmaci e rappresenta una delle principali sfide cliniche e sociali del nostro tempo: il 68% degli over 65 riceve prescrizioni di almeno cinque farmaci diversi e il 28,5% ne assume dieci o più.
Questa condizione aumenta esponenzialmente il rischio di interazioni farmacologiche, errori terapeutici e reazioni avverse, ma ha anche un impatto sociale significativo: riduce l’autonomia degli anziani, complica la vita dei caregiver e genera costi diretti e indiretti per il sistema sanitario.
Un rischio concreto è la cosiddetta “prescrizione a cascata”: un farmaco viene prescritto per trattare un effetto collaterale causato da un altro, innescando un circolo vizioso che porta il paziente ad assumere un numero crescente di medicinali.
“Non possiamo più permettere che la politerapia diventi una condanna per gli anziani – evidenzia Nisticò – La sfida è prescrivere meglio, non di più, utilizzando le informazioni genetiche e cliniche per evitare rischi inutili”.
In questo scenario si inserisce la prescrittomica, disciplina che applica i principi della medicina di precisione alla gestione delle terapie farmacologiche, con l’obiettivo di ottimizzare le prescrizioni e ridurre le interazioni tra farmaci.
“La prescrittomica è il ponte tra la conoscenza dei geni e la pratica clinica quotidiana – aggiunge Nisticò – Significa superare la medicina per tentativi e offrire cure più sicure, soprattutto ai pazienti più fragili”.
Un ambito in cui questa rivoluzione è già realtà è l’oncologia. Per decenni la chemioterapia ha rappresentato lo strumento principale contro il cancro, colpendo indiscriminatamente cellule tumorali e sane, con effetti collaterali significativi. Le terapie mirate, invece, riconoscono e bloccano specifici meccanismi molecolari delle cellule tumorali, risultando più selettive e generalmente meglio tollerate.
Le principali categorie di farmaci oncologici mirati comprendono: Inibitori delle tirosin-chinasi (TKI): agiscono bloccando enzimi fondamentali per la proliferazione tumorale. Hanno rivoluzionato il trattamento di alcune leucemie e sono utilizzati in tumori polmonari e gastrointestinali.
Anticorpi monoclonali: molecole progettate per riconoscere bersagli specifici sulle cellule tumorali. Gli anti-HER2, ad esempio, hanno cambiato la prognosi del carcinoma mammario HER2-positivo.
Immunoterapie: farmaci che attivano il sistema immunitario contro il tumore, come gli inibitori dei checkpoint immunitari, oggi impiegati in numerose neoplasie avanzate.
Immuno-coniugati (ADC): combinano anticorpi monoclonali e agenti citotossici, trasportando il farmaco direttamente alle cellule tumorali e riducendo l’impatto sui tessuti sani.
Vaccini terapeutici: ancora in sviluppo, puntano ad addestrare il sistema immunitario a riconoscere e colpire selettivamente le cellule tumorali.
Centrale è il ruolo dei biomarcatori: per scegliere la terapia più efficace non basta conoscere la sede del tumore, ma è necessario analizzarne il profilo molecolare. Mutazioni in geni come EGFR, ALK o ROS1 guidano la scelta terapeutica, spostando l’attenzione dalla localizzazione anatomica al “codice genetico” della malattia. Le terapie di precisione hanno migliorato significativamente la prognosi di molti tumori, ma presentano ancora limiti importanti: lo sviluppo di resistenze, i costi elevati e un accesso non uniforme ai test molecolari.
“In oncologia la medicina di precisione è già realtà, ma richiede un cambio di paradigma – osserva Nisticò – Dobbiamo passare da una visione basata sull’organo a una basata sulle caratteristiche molecolari della malattia”.
Guardando al futuro, il dossier evidenzia il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale e della bioinformatica, che permetteranno di sviluppare modelli predittivi sempre più accurati e di integrare dati clinici, genetici e ambientali. Tra le prospettive più innovative vi è il passaporto farmacogenomico, una carta d’identità genetica del paziente che potrebbe accompagnarlo per tutta la vita. “Il passaporto farmacogenomico rappresenta una prospettiva concreta per migliorare sicurezza ed efficacia delle cure – conclude Nisticò – E’ una sfida che richiede governance, equità e responsabilità nell’uso dei dati”.
La medicina di precisione rappresenta dunque non solo un’evoluzione scientifica, ma un cambiamento strutturale e culturale che coinvolge l’intero sistema sanitario. La sfida è renderla accessibile, equa e sostenibile, trasformando l’innovazione in un beneficio concreto per tutti i cittadini. La direzione è tracciata: superare il modello “uguale per tutti” per costruire una sanità più efficace, più sostenibile e realmente su misura per ogni persona.
-foto ufficio stampa Aifa –
(ITALPRESS).