Intervista SottoTraccia di Davide Mercurio a Luciano Aloise: quando la musica diventa identità

Per il quarantunesimo appuntamento di Interviste SottoTraccia, a cura di Davide Mercurio, il collettivo OndaRocK torna a giocare in casa accogliendo un ospite che della musica ha fatto una missione quotidiana: Luciano Aloise, chitarrista raffinato, docente stimato e punto di riferimento per generazioni di allievi. Con lui, più che un’intervista, si è aperto un dialogo autentico, capace di attraversare ricordi, esperienze e riflessioni profonde su cosa significhi oggi vivere, e soprattutto sentire, la musica. Il viaggio musicale di Luciano comincia nei primi anni ’80, nel coro della parrocchia di San Giorgio, a Squillace. È lì che avviene il primo contatto con la chitarra, un incontro destinato a trasformarsi in vocazione. Da quel momento, le piazze del paese, le prime band giovanili (come “I Cristallo”) e un ascolto onnivoro diventano il terreno fertile su cui cresce la sua identità artistica. Latino, rock, jazz: nessun genere è escluso. L’approccio di Aloise è aperto, curioso, libero. Una bussola che ancora oggi orienta il suo modo di suonare e di insegnare. Come per molti musicisti, anche per lui il rapporto con lo strumento passa attraverso una fase inevitabile: l’imitazione dei grandi. Studiare, assorbire linguaggi, decifrare stili. Ma è solo un passaggio, non un punto d’arrivo. «Molti – racconta – si fermano alla velocità e alla precisione; ma è nella personalità che si riconosce un vero musicista». Una convinzione che rappresenta uno dei cardini della sua didattica: la tecnica non come fine, ma come mezzo per esprimere un’identità. Per Aloise, suonare e insegnare non sono due mondi separati, ma dimensioni che si alimentano a vicenda. Il palco diventa esperienza da trasmettere; la didattica affina sensibilità e consapevolezza. Un equilibrio naturale, fondato su un principio semplice e imprescindibile: senza passione e desiderio di apprendere, non esiste crescita. Nel percorso del maestro c’è anche un capitolo importante legato proprio a OndaRocK, quando il Festival rappresentava una vetrina fondamentale per le band emergenti. Un’esperienza che gli ha permesso di scoprire talenti, ascoltare nuove sonorità e ribadire una convinzione che lo accompagna da sempre: la musica si comprende davvero solo dal vivo. «Le rassegne – sottolinea – vanno sostenute, perché sono linfa per chi ha qualcosa da dire». A chi inizia oggi, Luciano non offre scorciatoie, ma verità. «La chitarra – afferma – è uno strumento facile da imparare male». Per questo, trovare una guida valida è essenziale. E per chi sogna di insegnare, il percorso accademico resta una tappa fondamentale, non un optional. L’incontro tra Davide e Luciano si chiude così, con la sensazione di aver attraversato non solo una carriera, ma una visione del mondo. La musica, per lui, non è mestiere, ma è linguaggio profondo, disciplina e libertà insieme. E mentre continua a far vibrare le corde della sua chitarra, continua anche a far vibrare quelle di chi sceglie di affidarsi alla sua esperienza. In ogni nota, resta viva quella ricerca autentica che trasforma il suono in identità. Il collettivo OndaRocK e Davide Mercurio ringraziano Luciano Aloise per la disponibilità e la generosità del racconto.
Carmela Commodaro
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