Ricerca per:

Ruba un condizionatore all’Istituto Tumori di Napoli: le immagini

NAPOLI (ITALPRESS) – Sono bastate poche ore ai Carabinieri per identificare l’uomo che avrebbe sottratto un condizionatore portatile da una delle sale d’attesa dell’Istituto dei tumori di Napoli. Un lavoro meticoloso quello dei militari della Compagnia Vomero, agevolato dalle immagini in alta definizione registrate dal sistema di videosorveglianza recentemente installato nella struttura ospedaliera. Le indagini sono partite dalla denuncia di furto presentata dalla direzione dell’Istituto Pascale. Secondo quanto ricostruito attraverso le immagini, frame dopo frame, un dipendente di una società esterna appaltatrice di servizi avrebbe prima avvolto il dispositivo con un sacchetto di plastica nero e, approfittando dell’assenza di pazienti, lo avrebbe caricato su un carrello e poi nella propria auto. vbo/mca2
(Fonte video: Carabinieri)

Ue, Metsola “Paesi possono guidare cambiamento o affrontare declino da soli”

Ue, Metsola “Paesi possono guidare cambiamento o affrontare declino da soli”

RIMINI (ITALPRESS) – La rapidità con cui il mondo è cambiato ci pone davanti a due sole strade: i Paesi dell’Unione europea possono guidare insieme il cambiamento o affrontare da soli il proprio declino. Il rassicurante rifugio di una terza via, ambigua e intermedia, non esiste più. La guerra in Ucraina, l’intelligenza artificiale, le alluvioni, gli incendi, la competitività, la reindustrializzazione, l’energia, l’immigrazione, la sicurezza, il costo della vita: dobbiamo affrontare tutte queste sfide e non ce n’è una che un singolo Stato membro possa gestire meglio da solo”.

A dirlo è la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola al Meeting di Rimini. “Non si tratta di appartenenze politiche nè di ideologia – continua Metsola, – Si tratta di capire se siamo pronti a trovare il coraggio di rispondere a ciò che questo momento storico ci chiede. La mia generazione ha conosciuto un mondo con e un mondo senza l’Unione europea. E il mondo è un posto migliore grazie all’Unione. Un’Europa che non ha paura di rinnovarsi, rinascere, plasmare il futuro. Dobbiamo agire con la determinazione e l’ambizione che tutti i cittadini si aspettano da noi. Il Parlamento ha sempre detto ‘L’Unione europea rappresenta la fiducia nel futuro e non solamente omaggio al passatò. Può essere il simbolo dell’agilità e non della rigidità. Mettiamo al centro la persona e la sua dignità, non procedure senza volto”, prosegue Metsola.

“Dobbiamo preservare la nostra umanità. Le persone devono restare il fine ultimo. E’ questo il principio che deve guidare l’Europa: non avere paura del futuro, ma plasmarlo, facendo in modo che la tecnologia sia sempre al servizio dell’uomo e non il contrario. Lo stesso approccio deve valere anche per l’immigrazione. Anche in questo caso le persone devono venire prima di tutto”, ricorda.

“Stiamo costruendo un sistema che funzioni davvero: giusto e umano, ma anche fermo ed efficiente – continua Metsola, – Un sistema che protegga le nostre frontiere, combatta le reti criminali dei trafficanti che sfruttano i più vulnerabili e consenta di destinare le risorse a chi ne ha realmente bisogno. Possiamo proteggere le nostre frontiere senza rinunciare ai nostri valori. Le due cose possono convivere perfettamente. Sono proprio questi valori a rendere l’Europa un punto di riferimento stabile in un mare in tempesta. La nostra forza nasce dall’azione comune”, conclude.

(ITALPRESS)

– foto: Ipa Agency –

Dal lavoro alla domotica, Open Fiber racconta la fibra ottica al Meeting di Rimini

Dal lavoro alla domotica, Open Fiber racconta la fibra ottica al Meeting di Rimini

RIMINI (ITALPRESS) – Rendere visibile ciò che normalmente non si vede: l’infrastruttura digitale che attraversa città, piccoli comuni e aree interne, arrivando direttamente nelle case, nelle imprese e nelle sedi della Pubblica Amministrazione. Una rete che non è solo tecnologia, ma anche uno strumento di inclusione e coesione sociale: avvicina persone, comunità e territori, riduce le distanze e contribuisce a offrire a tutti le stesse opportunità di accesso ai servizi, alla partecipazione e alla crescita. E’ questo il filo conduttore della presenza di Open Fiber alla 47ª edizione del Meeting di Rimini. Nello spazio Open Fiber, situato nella Hall Sud, i visitatori stanno avendo la possibilità di conoscere più da vicino la tecnologia FTTH (Fiber To The Home), la fibra che arriva fino a casa, e scoprire non soltanto cosa c’è dietro una connessione ultraveloce, ma soprattutto ciò che la fibra abilita nella vita di tutti i giorni. Contenuti informativi ed esperienze immersive mostrano come la fibra renda possibili attività e servizi ormai quotidiani: dal lavoro alla didattica digitale, dalla telemedicina all’intrattenimento, fino alla domotica, al cloud e ai servizi pubblici online. “Una tecnologia – spiega Alessia Gozzi, Responsabile Media Relations and Digital Communication dell’azienda – alla quale si stanno avvicinando sempre più famiglie”. “Vogliamo raccontare l’infrastruttura in fibra ottica che Open Fiber ha portato in tutto il Paese e i benefici nella vita quotidiana – aggiunge -. Lo facciamo offrendo anche un’esperienza immersiva con i nostri visori, che permettono di toccare letteralmente con mano i servizi digitali di una casa completamente smart, dalla telemedicina alla didattica a distanza fino all’intrattenimento”.
Open Fiber sottolinea quindi il ruolo sociale di questo strumento per contrastare il digital divide e colmare il divario tra città e periferie. “Connettendo luoghi e persone accorcia le distanze e dà le stesse opportunità a chi vive in una grande città come in un piccolo paese, annullando sostanzialmente la distanza centro-periferia – sottolinea Gozzi -. Ci sono borghi che non si sono spopolati, aziende che non hanno delocalizzato e giovani famiglie che si sono potute formare nei territori d’origine perchè potevano avere occasioni di lavoro altrimenti impensabili”.
Un’autostrada digitale che ha già permesso all’Italia di superare il 70% di copertura nazionale. “L’infrastruttura di Open Fiber conta oggi oltre 17 milioni di unità immobiliari connesse ed è lunga 168 mila chilometri, quattro volte il giro della Terra. Quello che ancora manca è uno scatto in più, cioè far percepire alle persone il valore della fibra e aumentarne l’adozione. Solo in questo modo – conclude – sarà possibile coglierne appieno i benefici”.
“Abito in un comune di collina abbastanza isolato, da quando ho Open Fiber, tre anni circa, la qualità del servizio è migliorata parecchio – racconta la propria esprienza Matteo Bartolini, cliente Open Fiber -. E per lo streaming, il lavoro, il cellulare, posso usare serenamente la connessione internet perchè non più i problemi di bassa velocità di prima”.

– foto Italpress –
(ITALPRESS).

Manovra, Tajani “Contrario a extraprofitti, parola che sa di Unione Sovietica”

Manovra, Tajani “Contrario a extraprofitti, parola che sa di Unione Sovietica”

RIMINI (ITALPRESS) – “Io sono contrarissimo a qualsiasi ipotesi di extraprofitto, di tasse. Cioè, quando sento la parola ‘tassè mi viene l’orticaria. Un confronto, un contributo è giusto che sia dato, come abbiamo fatto con le banche, con le assicurazioni. Deve esserci un confronto concordato”, si può “chiedere un contributo in momento difficile anche da parte delle aziende del settore, ma non voglio sentire la parola ‘extraprofittò che sa molto di Unione Sovietica“. Lo afferma il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, arrivando al Meeting di Rimini.

“E’ una parolaccia ‘extraprofittò. Un contributo concordato mi sembra invece una cosa giusta, l’abbiamo sempre sostenuto – aggiunge -. Nel momento di difficoltà, tutti devono contribuire alla soluzione dei problemi, ma un conto è contribuire con un accordo, un conto è abbattere la mannaia delle tasse; io sono contrario all’aumento della pressione fiscale, il nostro mantra è ‘meno tasse, meno tasse, meno tassè. Le tasse sono come la gramigna, sono un elemento negativo e vanno estirpate comunque”.

Sui carburanti, nel Consiglio dei Ministri di oggi pomeriggio “si proroga la decisione già adottata all’ultimo Cdm, il tempo necessario per preparare un intervento sostanziale che possa essere anche strutturale”, ricorda. “Per quanto riguarda l’aspetto dell’energia stiamo lavorando anche” per “tutte le proposte che dovremo fare alla Commissione Europea; grazie allo scostamento che abbiamo ottenuto con la possibilità di poter utilizzare questi 14 miliardi, ritengo che si possano fare cose molto positive che vadano nella riduzione dei costi energetici nei confronti delle famiglie e delle imprese. Ma quei fondi non possono essere utilizzati per tagliare le accise, serve un intervento strutturale. Nello stesso tempo lavoriamo perchè si possa ricomporre la situazione internazionale, perchè non è una responsabilità nè dell’Italia e nè dell’Europa se aumenta il costo del petrolio, del gas e dei fertilizzanti. Ci sono delle guerre in corso, c’è una crisi a Hormuz e la chiave del problema è lì”, conclude Tajani.

(ITALPRESS).

– foto: Ipa Agency –

Squillace, il cinematografo dei Gallo, un pezzo importante della storia locale

La storia del cinematografo a Squillace è un capitolo prezioso della memoria collettiva, un frammento di vita comunitaria che continua a vibrare nel ricordo di chi ha attraversato quelle stagioni di entusiasmo e socialità. Tutto ebbe inizio con Antonio Gallo, figura centrale della cultura popolare squillacese, che nel secondo dopoguerra trasformò una semplice sala sotto il municipio in un luogo capace di unire generazioni, emozioni e sogni. Non era soltanto un gestore, ma era un operatore culturale d’altri tempi, un uomo che portava il cinema nel paese con la stessa dedizione con cui si custodisce un bene comune. Le pellicole, le celebri “pizze” di metallo, arrivavano grazie ai suoi viaggi e alla sua tenacia, e i proiettori funzionavano perché lui stesso li curava, la sala si animava perché la famiglia Gallo, nel tempo, ne fece una missione condivisa, dividendosi tra biglietteria, accoglienza e cabina di regia. Le serate al cinema erano un rito collettivo. Nei fine settimana la sala si riempiva fino a non contenere più nessuno, mentre sullo schermo scorrevano i capolavori del neorealismo, i western che infiammavano l’immaginario popolare, le grandi produzioni hollywoodiane, i film religiosi e d’avventura. Durante gli intervalli, il brusio si mescolava al profumo delle semenze e delle caramelle, alle bibite fresche vendute come piccoli tesori di festa. Il cinematografo non era soltanto un luogo di proiezione, ma diventava palcoscenico per rappresentazioni teatrali amatoriali, concerti, assemblee cittadine, recite scolastiche, feste di comunità. Era, in fondo, di una grande importanza culturale per Squillace. Poi arrivarono gli anni ’80 e ’90, con le televisioni private, i Vhs, la digitalizzazione. Come accadde in tutta Italia, le sale monostagionali iniziarono a spegnersi una dopo l’altra. Questa storia è tornata a vivere la sera del 25 agosto, nell’atrio della Casa delle Culture, quando l’Archeoclub “Guido Rhodio”, presieduto da Gabriele Mauro, ha dedicato un incontro alla memoria del cinema squillacese, proponendo anche la proiezione integrale di “Nuovo Cinema Paradiso”, film che più di ogni altro racconta la magia perduta delle sale di paese. Tra i presenti c’era Ettore Gallo, figlio di Antonio, custode naturale di quella tradizione familiare. Il socio Ruggero Mauro ha ricordato tanti altri protagonisti di quella stagione, primo fra tutti Martino Merenda, figura chiave che raccolse il testimone dopo la gestione dei Gallo, contribuendo a mantenere viva la fiamma del cinema locale. Oggi, quel cinematografo non esiste più, ma continua a vivere nei racconti, nelle fotografie, nelle emozioni di chi lo ha frequentato. È un pezzo di storia che non appartiene soltanto al passato, ma è un patrimonio affettivo che Squillace continua a custodire, come si fa con le cose che hanno insegnato a una comunità a ritrovarsi, a sognare, a crescere insieme.
Carmela Commodaro

L’articolo Squillace, il cinematografo dei Gallo, un pezzo importante della storia locale proviene da S1 TV.

Squillace, il cinematografo dei Gallo, un pezzo importante della storia locale

La storia del cinematografo a Squillace è un capitolo prezioso della memoria collettiva, un frammento di vita comunitaria che continua a vibrare nel ricordo di chi ha attraversato quelle stagioni di entusiasmo e socialità. Tutto ebbe inizio con Antonio Gallo, figura centrale della cultura popolare squillacese, che nel secondo dopoguerra trasformò una semplice sala sotto il municipio in un luogo capace di unire generazioni, emozioni e sogni. Non era soltanto un gestore, ma era un operatore culturale d’altri tempi, un uomo che portava il cinema nel paese con la stessa dedizione con cui si custodisce un bene comune. Le pellicole, le celebri “pizze” di metallo, arrivavano grazie ai suoi viaggi e alla sua tenacia, e i proiettori funzionavano perché lui stesso li curava, la sala si animava perché la famiglia Gallo, nel tempo, ne fece una missione condivisa, dividendosi tra biglietteria, accoglienza e cabina di regia. Le serate al cinema erano un rito collettivo. Nei fine settimana la sala si riempiva fino a non contenere più nessuno, mentre sullo schermo scorrevano i capolavori del neorealismo, i western che infiammavano l’immaginario popolare, le grandi produzioni hollywoodiane, i film religiosi e d’avventura. Durante gli intervalli, il brusio si mescolava al profumo delle semenze e delle caramelle, alle bibite fresche vendute come piccoli tesori di festa. Il cinematografo non era soltanto un luogo di proiezione, ma diventava palcoscenico per rappresentazioni teatrali amatoriali, concerti, assemblee cittadine, recite scolastiche, feste di comunità. Era, in fondo, di una grande importanza culturale per Squillace. Poi arrivarono gli anni ’80 e ’90, con le televisioni private, i Vhs, la digitalizzazione. Come accadde in tutta Italia, le sale monostagionali iniziarono a spegnersi una dopo l’altra. Questa storia è tornata a vivere la sera del 25 agosto, nell’atrio della Casa delle Culture, quando l’Archeoclub “Guido Rhodio”, presieduto da Gabriele Mauro, ha dedicato un incontro alla memoria del cinema squillacese, proponendo anche la proiezione integrale di “Nuovo Cinema Paradiso”, film che più di ogni altro racconta la magia perduta delle sale di paese. Tra i presenti c’era Ettore Gallo, figlio di Antonio, custode naturale di quella tradizione familiare. Il socio Ruggero Mauro ha ricordato tanti altri protagonisti di quella stagione, primo fra tutti Martino Merenda, figura chiave che raccolse il testimone dopo la gestione dei Gallo, contribuendo a mantenere viva la fiamma del cinema locale. Oggi, quel cinematografo non esiste più, ma continua a vivere nei racconti, nelle fotografie, nelle emozioni di chi lo ha frequentato. È un pezzo di storia che non appartiene soltanto al passato, ma è un patrimonio affettivo che Squillace continua a custodire, come si fa con le cose che hanno insegnato a una comunità a ritrovarsi, a sognare, a crescere insieme.
Carmela Commodaro

L’articolo Squillace, il cinematografo dei Gallo, un pezzo importante della storia locale proviene da S1 TV.

Borgia, tradizione, fuoco e olio: come l’agriturismo “La Stalla” racconta la Calabria tra cultura contadina e gusto argentino

A Borgia esiste un luogo in cui la ristorazione nasce dall’incontro virtuoso tra due culture per trasformare il pasto in un’autentica esperienza territoriale. L’agriturismo La Stalla è il frutto di una fusione italo-argentina fondata su qualità, accoglienza e un rapporto diretto con le materie prime. Già dall’ingresso si respira una dimensione intima e spontanea, grazie a uno staff composto da italiani e argentini che garantisce un servizio profondamente umano. A imprimere un’identità precisa è Maximiliano Forbitti, argentino d’origine, che ha intrecciato la propria cultura gastronomica con quella calabrese. Al centro del locale domina un grande braciere, vero e proprio cuore pulsante dove il fuoco accompagna la preparazione di carni selezionate con cura e cotte secondo la tradizione della brace. Attorno a questo nucleo si sviluppa un racconto più ampio che porta all’orto aziendale, coltivato con semplicità contadina per produrre cipolla rossa di Tropea, zucchine, melanzane e vari tipi di peperoncini. Per gli ospiti, passeggiare tra i campi, osservare i raccolti e incontrare i vecchi alberi di fico significa riscoprire le radici del luogo. Quella dell’originaria azienda di Vatrano Leonardo, legata al lavoro della terra e all’allevamento, è un’eredità che la figlia Elisa ha scelto di raccogliere e reinterpretare insieme al compagno Maximiliano, trasformandola negli anni in un progetto di accoglienza e ristorazione rurale. In questo percorso spicca un’innovazione culturale non scontata: la carta degli oli extravergini di oliva. Se nel mondo della ristorazione il vino gode da tempo di un racconto articolato, l’olio d’oliva merita analoga dignità. La selezione de La Stalla, tutta calabrese e curata periodicamente dal dottore agronomo Thomas Vatrano (PhD), intende valorizzare Areali e cultivar come Pennulara, Carolea, Tonda di Filogaso e Ottobratica attraverso etichette di qualità quali Jannìa, Olio F.lli Loria, Elitè, Gagi Olearia, Agrocalabria e Kyterion. Come sottolinea Vatrano, tutelare l’olio extravergine è un dovere verso la terra e verso i produttori, spesso penalizzati da dinamiche di mercato stringenti. L’iniziativa punta dunque a creare una sinergia consapevole tra produttore, ristoratore e consumatore: gli extravergini più delicati si sposano con piatti dal profilo leggero, mentre le etichette più intense, amare e piccanti dialogano alla perfezione con le note decise delle carni alla brace. In questo modo la tavola diventa una vera e propria mappa gastronomica della regione, capace di promuovere un turismo esperienziale autentico. Da una storica azienda di allevamento è nata una realtà contemporanea in cui braciere, orto e ricerca olearia sono parti di un unico racconto. Quando una bottiglia di olio smette di essere un condimento anonimo per rivelare la propria storia, il pasto si trasforma nella memoria viva di un viaggio, dimostrando che la scoperta profonda di un territorio può iniziare proprio sedendosi a tavola.
Carmela Commodaro

L’articolo Borgia, tradizione, fuoco e olio: come l’agriturismo “La Stalla” racconta la Calabria tra cultura contadina e gusto argentino proviene da S1 TV.

Borgia, tradizione, fuoco e olio: come l’agriturismo “La Stalla” racconta la Calabria tra cultura contadina e gusto argentino

A Borgia esiste un luogo in cui la ristorazione nasce dall’incontro virtuoso tra due culture per trasformare il pasto in un’autentica esperienza territoriale. L’agriturismo La Stalla è il frutto di una fusione italo-argentina fondata su qualità, accoglienza e un rapporto diretto con le materie prime. Già dall’ingresso si respira una dimensione intima e spontanea, grazie a uno staff composto da italiani e argentini che garantisce un servizio profondamente umano. A imprimere un’identità precisa è Maximiliano Forbitti, argentino d’origine, che ha intrecciato la propria cultura gastronomica con quella calabrese. Al centro del locale domina un grande braciere, vero e proprio cuore pulsante dove il fuoco accompagna la preparazione di carni selezionate con cura e cotte secondo la tradizione della brace. Attorno a questo nucleo si sviluppa un racconto più ampio che porta all’orto aziendale, coltivato con semplicità contadina per produrre cipolla rossa di Tropea, zucchine, melanzane e vari tipi di peperoncini. Per gli ospiti, passeggiare tra i campi, osservare i raccolti e incontrare i vecchi alberi di fico significa riscoprire le radici del luogo. Quella dell’originaria azienda di Vatrano Leonardo, legata al lavoro della terra e all’allevamento, è un’eredità che la figlia Elisa ha scelto di raccogliere e reinterpretare insieme al compagno Maximiliano, trasformandola negli anni in un progetto di accoglienza e ristorazione rurale. In questo percorso spicca un’innovazione culturale non scontata: la carta degli oli extravergini di oliva. Se nel mondo della ristorazione il vino gode da tempo di un racconto articolato, l’olio d’oliva merita analoga dignità. La selezione de La Stalla, tutta calabrese e curata periodicamente dal dottore agronomo Thomas Vatrano (PhD), intende valorizzare Areali e cultivar come Pennulara, Carolea, Tonda di Filogaso e Ottobratica attraverso etichette di qualità quali Jannìa, Olio F.lli Loria, Elitè, Gagi Olearia, Agrocalabria e Kyterion. Come sottolinea Vatrano, tutelare l’olio extravergine è un dovere verso la terra e verso i produttori, spesso penalizzati da dinamiche di mercato stringenti. L’iniziativa punta dunque a creare una sinergia consapevole tra produttore, ristoratore e consumatore: gli extravergini più delicati si sposano con piatti dal profilo leggero, mentre le etichette più intense, amare e piccanti dialogano alla perfezione con le note decise delle carni alla brace. In questo modo la tavola diventa una vera e propria mappa gastronomica della regione, capace di promuovere un turismo esperienziale autentico. Da una storica azienda di allevamento è nata una realtà contemporanea in cui braciere, orto e ricerca olearia sono parti di un unico racconto. Quando una bottiglia di olio smette di essere un condimento anonimo per rivelare la propria storia, il pasto si trasforma nella memoria viva di un viaggio, dimostrando che la scoperta profonda di un territorio può iniziare proprio sedendosi a tavola.
Carmela Commodaro

L’articolo Borgia, tradizione, fuoco e olio: come l’agriturismo “La Stalla” racconta la Calabria tra cultura contadina e gusto argentino proviene da S1 TV.

Tibet, una frana al confine con il Nepal travolge strade e infrastrutture

GYIRONG (CINA) (ITALPRESS ) – Un’enorme frana, provocata dalle alluvioni, ha colpito stamane un’area al confine tra Nepal e Tibet, travolgendo abitazioni, ponti, strade e infrastrutture. Si contano vittime e dispersi. Dal lato cinese, al valico di Gyirong, nella regione autonoma dello Xizang, la frana ha danneggiato le infrastrutture di frontiera. Le autorità cinesi hanno mobilitato squadre di soccorso e predisposto le operazioni di emergenza nella zona colpita.
lcr/azn
(Fonte video: CCTV+)

Ue, Metsola “Mettere le persone al centro e dare speranza ai nostri giovani”

RIMINI (ITALPRESS) – “L’Europa deve avere il focus sulle nostre priorità, deve mettere le persone al centro di tutto ciò che facciamo, dobbiamo essere solidali, coraggiosi e dare speranza ai nostri giovani che vogliono un’Europa che dia le soluzioni. Dobbiamo fare molto di più”. Lo afferma la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, arrivando al Meeting di Rimini.

xb1/col4/azn