Borgia, tradizione, fuoco e olio: come l’agriturismo “La Stalla” racconta la Calabria tra cultura contadina e gusto argentino

A Borgia esiste un luogo in cui la ristorazione nasce dall’incontro virtuoso tra due culture per trasformare il pasto in un’autentica esperienza territoriale. L’agriturismo La Stalla è il frutto di una fusione italo-argentina fondata su qualità, accoglienza e un rapporto diretto con le materie prime. Già dall’ingresso si respira una dimensione intima e spontanea, grazie a uno staff composto da italiani e argentini che garantisce un servizio profondamente umano. A imprimere un’identità precisa è Maximiliano Forbitti, argentino d’origine, che ha intrecciato la propria cultura gastronomica con quella calabrese. Al centro del locale domina un grande braciere, vero e proprio cuore pulsante dove il fuoco accompagna la preparazione di carni selezionate con cura e cotte secondo la tradizione della brace. Attorno a questo nucleo si sviluppa un racconto più ampio che porta all’orto aziendale, coltivato con semplicità contadina per produrre cipolla rossa di Tropea, zucchine, melanzane e vari tipi di peperoncini. Per gli ospiti, passeggiare tra i campi, osservare i raccolti e incontrare i vecchi alberi di fico significa riscoprire le radici del luogo. Quella dell’originaria azienda di Vatrano Leonardo, legata al lavoro della terra e all’allevamento, è un’eredità che la figlia Elisa ha scelto di raccogliere e reinterpretare insieme al compagno Maximiliano, trasformandola negli anni in un progetto di accoglienza e ristorazione rurale. In questo percorso spicca un’innovazione culturale non scontata: la carta degli oli extravergini di oliva. Se nel mondo della ristorazione il vino gode da tempo di un racconto articolato, l’olio d’oliva merita analoga dignità. La selezione de La Stalla, tutta calabrese e curata periodicamente dal dottore agronomo Thomas Vatrano (PhD), intende valorizzare Areali e cultivar come Pennulara, Carolea, Tonda di Filogaso e Ottobratica attraverso etichette di qualità quali Jannìa, Olio F.lli Loria, Elitè, Gagi Olearia, Agrocalabria e Kyterion. Come sottolinea Vatrano, tutelare l’olio extravergine è un dovere verso la terra e verso i produttori, spesso penalizzati da dinamiche di mercato stringenti. L’iniziativa punta dunque a creare una sinergia consapevole tra produttore, ristoratore e consumatore: gli extravergini più delicati si sposano con piatti dal profilo leggero, mentre le etichette più intense, amare e piccanti dialogano alla perfezione con le note decise delle carni alla brace. In questo modo la tavola diventa una vera e propria mappa gastronomica della regione, capace di promuovere un turismo esperienziale autentico. Da una storica azienda di allevamento è nata una realtà contemporanea in cui braciere, orto e ricerca olearia sono parti di un unico racconto. Quando una bottiglia di olio smette di essere un condimento anonimo per rivelare la propria storia, il pasto si trasforma nella memoria viva di un viaggio, dimostrando che la scoperta profonda di un territorio può iniziare proprio sedendosi a tavola.
Carmela Commodaro

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