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Ue, Metsola “Mettere le persone al centro e dare speranza ai nostri giovani”

RIMINI (ITALPRESS) – “L’Europa deve avere il focus sulle nostre priorità, deve mettere le persone al centro di tutto ciò che facciamo, dobbiamo essere solidali, coraggiosi e dare speranza ai nostri giovani che vogliono un’Europa che dia le soluzioni. Dobbiamo fare molto di più”. Lo afferma la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, arrivando al Meeting di Rimini.

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Ue, Metsola “Mettere le persone al centro e dare speranza ai nostri giovani”

RIMINI (ITALPRESS) – “L’Europa deve avere il focus sulle nostre priorità, deve mettere le persone al centro di tutto ciò che facciamo, dobbiamo essere solidali, coraggiosi e dare speranza ai nostri giovani che vogliono un’Europa che dia le soluzioni. Dobbiamo fare molto di più”. Lo afferma la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, arrivando al Meeting di Rimini.

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Ita Airways, Pappalardo “Rotte internazionali per migliorare la competitività”

RIMINI (ITALPRESS) – “Ogni collegamento verso l’estero non è solo un collegamento di punti geografici, ma è anche un modo per
migliorare la competitività del sistema Paese Italia e, di conseguenza, la competitività delle nostre aziende”. Lo ha detto
all’agenzia Italpress il presidente di ITA Airways, Sandro Pappalardo, al Meeting di Rimini. “Abbiamo una grande attenzione
al network nazionale, perché abbiamo il compito di unire l’Italia, ma anche una grandissima attenzione al network internazionale e in
particolare intercontinentale”, ha spiegato Pappalardo.

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Squillace e Stalettì: l’archeologia cristiana in Calabria tra memoria, ricerca e territorio

Il convegno “L’Archeologia Cristiana in Calabria: ricerche e scoperte da Paolo Orsi a oggi”, in programma il 3 e 4 settembre 2026 tra Squillace e Stalettì, si presenta come un appuntamento di grande rilievo scientifico dedicato alla riscoperta delle radici cristiane del territorio calabrese. Promosso dall’Istituto di Studi su Cassiodoro e sul Medioevo in Calabria insieme all’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro‑Squillace e a numerosi enti culturali, l’iniziativa riunisce studiosi e ricercatori per tracciare un percorso che collega le intuizioni pionieristiche di Paolo Orsi alle più recenti indagini archeologiche. La prima giornata, ospitata alla Casa delle Culture di Squillace, si apre con i saluti dell’arcivescovo mons. Claudio Maniago, della Soprintendente Abap Cz-Kr Stefania Argenti e del sindaco di squillace Enzo Zofrea, oltre che con un ricordo di Guido Rhodio, prima di entrare nel vivo dei lavori con l’intervento di Domenico Benoci, che propone un’ampia riflessione su quale possa essere oggi una definizione aggiornata di archeologia cristiana in Calabria. Subito dopo, Dante Palmerino ripercorre i primi studi condotti nella regione a partire dalle ricerche di Giovanni Battista de Rossi e dello stesso Orsi, mentre Davide Bianchi approfondisce la formazione mitteleuropea dell’archeologo trentino, soffermandosi sul periodo viennese con Benndorf e Hirschfeld. Il tema dell’eredità scientifica di Orsi ritorna con Francesco Cuteri, che a cento anni dalla pubblicazione de Le chiese basiliane della Calabria ne evidenzia l’attualità e le nuove prospettive di ricerca, e con Margherita Corrado, che ricostruisce il ruolo di Orsi nel soccorso ai monumenti cristiani minori del territorio. Nel pomeriggio, la seconda sessione amplia lo sguardo sulle diverse aree della regione. Mons. Francesco Milito presenta il progetto di un atlante della Calabria paleocristiana, mentre Alessandra Pasqua rilegge le celle tirrene dell’antichità cristiana attraverso i racconti di viaggio di H. F. Freshfield. Augusto Cosentino affronta il caso di Santo Stefano di Nicea, analizzando il rapporto tra memoria e identità, e Chiara Raimondo illustra i risultati delle indagini sulla necropoli del castello di Squillace. Giuseppe Hyeraci propone un itinerario originale sui percorsi di guarigione nell’agiografia italo‑greca, seguito dall’aggiornamento di Francesco Galante sull’abbazia della SS. Trinità di Mileto. La giornata si conclude con una visita al Museo Diocesano, alla Chiesetta Gotica e al Castello di Squillace, offrendo ai partecipanti un contatto diretto con i luoghi discussi.
La seconda giornata, ospitata nella sala consiliare di Stalettì, si apre con i saluti istituzionali del sindaco Mario Gentile e con il ricordo di Ermanno Arslan affidato ad Alfredo Ruga. La terza sessione si concentra sulle testimonianze cristiane di Scolacium, presentate da Elisa Nisticò, e sulle esperienze di archeologia preventiva illustrate da Isabella Marchetta e Domenico A. M. Marino attraverso il caso del sito di Piano di San Biagio. Maria Grazia Aisa e Charlotte Boyer offrono una panoramica sulle necropoli tardoantiche e altomedievali di Sellia Marina, Cropani e Scolacium, mentre Franca Papparella indaga la presenza ebraica nel Bruzio tardoantico e l’uso del cedro calabrese nella festa delle capanne. Elena Di Fede approfondisce l’impiego dei vasi acustici nel culto medievale, e Alessandro Abrignani ricostruisce l’archeologia della spiritualità tra Calabria e Marsala, tra monaci italo‑greci e frati Minimi. Nel pomeriggio, la quarta sessione si apre con mons. Melchor Sánchez de Toca y Alameda, che affronta il tema del passaggio dalla tomba venerata alla reliquia riconosciuta, analizzando il ruolo dell’archeologia cristiana nel discernimento storico delle Cause dei Santi. Il programma prosegue con Margherita Corrado, Carmine Lupia e Riccardo Stocco, che presentano nuovi contributi sulle ricerche di Orsi nelle aree interne; mentre Paolo Mighetto e Alessandra Randazzo illustrano un modello di rigenerazione del patrimonio culturale per una Capitale normanna. Vittoria Artico, Chiara Fiormonti, Elena Giorgi, Dante Palmerino e Andrea Pau si soffermano sulla chiesa di S. Maria del Campo. Tra età imperiale e alto medioevo, un primo studio dei reperti monetali da Scolacium è la relazione del compianto Eramanno Arslan con Giorgia Gargano. Margherita Corrado illustra una ricerca storica sul caso Lappano; Giulia Daniele parla di Emilia Zinzi, una vita dedicata alla tutela del patrimonio artistico; Maria Condò, Amedeo Frera e Daniele Vadalà si soffermano sul canto liturgico come esperienza estetica e comunitaria. La giornata si chiude con la visita alla chiesa paleocristiana di località San Martino a Copanello.
Il convegno si configura come un viaggio nella storia cristiana della Calabria, un’occasione per rileggere il territorio attraverso le sue stratificazioni culturali e per riconoscere, nel solco tracciato da Orsi, la continuità di una ricerca che ancora oggi illumina la complessità del passato regionale.
Carmela Commodaro

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A Chiaravalle Centrale la Festa Provinciale dell’Unità 2026: dibattiti, diritti e musica in piazza Calvario

Sabato 29 e domenica 30 agosto, piazza Calvario a Chiaravalle Centrale, nello spazio antistante il liceo, farà da cornice alla Festa Provinciale dell’Unità 2026 organizzata dal Partito Democratico della Federazione Provinciale di Catanzaro. Durante le due giornate della manifestazione, cittadini ed elettori troveranno incontri, dibattiti, approfondimenti, stand enogastronomici ed espositivi, oltre alla presenza di dirigenti locali, provinciali, regionali e nazionali del Pd. Contestualmente sarà allestito un banchetto dedicato alla raccolta firme contro l’autonomia differenziata. La prima giornata, sabato 29, si aprirà alle ore 19 con un confronto incentrato sul tema “L’autonomia differenziata e i suoi risvolti nelle nostre comunità”. I lavori vedranno l’apertura di Nicola Papandrea, segretario del circolo Pd di Chiaravalle Centrale, con l’introduzione e la moderazione affidate a Elisabeth Sacco, presidente del Pd provinciale di Catanzaro. Al dibattito interverranno Mario De Grazia, presidente del comitato “Difendiamo la Costituzione”, Elvira Falvo, membro della direzione Pd provinciale di Catanzaro, e Pasquale Mancuso, già componente della segreteria regionale del Pd Calabria. Il programma proseguirà con un incontro intitolato “La dignità del lavoro parte dai diritti”, introdotto e moderato da Antonio Cocerio della segreteria Pd provinciale di Catanzaro. La discussione vedrà i contributi di Enzo Scalese, segretario generale Cgil area vasta Catanzaro-Crotone-Vibo, e di Giuseppe Migali, professore di Economia politica all’Università Magna Graecia di Catanzaro. A chiusura della prima serata, alle ore 21, spazio alla musica dal vivo con il concerto dei Taranta Jonica. Il programma di domenica 30 agosto prenderà il via sempre alle ore 19 con il dibattito su “Democrazia, diritti e pace: l’azione del Pd nel solco tracciato dalla Carta Costituzionale”. L’incontro si aprirà con i saluti di Gregorio Buccolieri, capogruppo Pd al consiglio provinciale di Catanzaro, e sarà introdotto e moderato da Irene Colosimo, vicesegretaria Pd provinciale di Catanzaro. Interverranno Rosario Bressi, presidente del comitato regionale Arci Calabria, e Mario Vallone, coordinatore regionale Anpi Calabria. Alle ore 19.45 si terrà l’ultimo momento di approfondimento politico della festa, intitolato “Prima la comunità: la prospettiva politica del Partito Democratico”. L’apertura sarà curata da Giusy Iemma, vicesindaca del Comune di Catanzaro, mentre l’introduzione e la moderazione saranno a cura di Vito Maida della segreteria Pd provinciale di Catanzaro. Tra i relatori figurano Jasmine Cristallo, della direzione nazionale Pd, Gregorio Gallello, segretario Pd provinciale di Catanzaro, Nicola Irto, segretario regionale Pd Calabria, e Marco Niccolai, della segreteria nazionale Pd e responsabile Aree interne. La due giorni si concluderà a partire dalle ore 21 con l’esibizione musicale della Ciccio Nucera Band.
Carmela Commodaro

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Carburanti, Tajani “Proroga del taglio delle accise, poi intervento strutturale”

RIMINI (ITALPRESS) – In Cdm “si proroga la decisione già adottata all’ultimo Consiglio dei ministri, il tempo necessario per preparare un intervento sostanziale che possa essere anche strutturale”. Lo afferma il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, arrivando al Meeting di Rimini. “Io sono contrarissimo a qualsiasi ipotesi di extraprofitto, di tasse. Un confronto, un contributo è giusto che sia dato, ma non voglio sentire la parola ‘extraprofitto’ che sa molto di Unione Sovietica”.

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Rapina in sala bingo a Roma, arrestato 54enne che nascondeva droga in casa

ROMA (ITALPRESS) – Una maschera in lattice abbandonata dopo il colpo, quasi 38 mila euro sottratti ad una sala bingo e, a poche ore di distanza, la scoperta di un maxi-carico di hashish: è lo scenario ricostruito dagli agenti della Polizia di Stato al termine di una serrata attività investigativa che ha portato all’arresto di un cinquantaquattrenne romano, accusato di rapina aggravata e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’arresto è stato convalidato dal gip, che ha disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere. vbo/gsl

Open Fiber al Meeting di Rimini, la fibra strumento tecnologico e di inclusione

RIMINI (ITALPRESS) – Non solo crocevia di dibattiti politici, culturali, economici e sociali. Il Meeting di Rimini è anche una vetrina per le infrastrutture che intendono cambiare il volto del Paese. Open Fiber è approdata in Romagna, per l’edizione 2026 della kermesse, per mostrare a famiglie e giovani i vantaggi della connettività ultraveloce. La fibra può avere anche un ruolo sociale nel contrastare il digital divide e colmare il divario tra città e periferie.
f09/fsc/azn

Sassari, Carabinieri arrestano 16 persone per spaccio di sostanze stupefacenti

SASSARI (ITALPRESS) – Nelle province di Sassari, Catania, Genova, Lecce, Como e Caltanissetta, i militari della Compagnia Carabinieri di Sassari, con il supporto dei Comandi dell’Arma competenti per territorio e unitamente all’11° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Elmas (CA), allo Squadrone Eliportato Cacciatori “Sardegna” e al Nucleo Cinofili, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Sassari, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 16 soggetti in quanto ritenuti presunti responsabili, in concorso tra loro, di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, con le aggravanti dell’ingente quantitativo e della vendita in prossimità di istituti scolastici. (ITALPRESS)

trl/gsl (Fonte video: Arma dei Carabinieri)

Le spese obbligate si “mangiano” il 42% dei consumi familiari

Le spese obbligate si “mangiano” il 42% dei consumi familiari

ROMA (ITALPRESS) – Nel 2026 le spese obbligate – ovvero quelle legate a beni e servizi di cui le famiglie non possono fare a meno, come casa, energia, bollette, sanità, trasporti e assicurazioni – continuano a “mangiarsi” una fetta molto consistente dei consumi totali delle famiglie con un’incidenza pari al 41,7% (+4,7% rispetto al 1995). Di contro, tra le spese libere, è in lieve aumento la quota destinata ai servizi (+2,9%), mentre risulta in contrazione quella per i beni (-7,6%). Le spese per l’abitazione si confermano la voce di costo maggiore con 5.335 euro pro capite (+72 euro rispetto al 2025) sul totale delle spese obbligate (pari a 9.693 euro); seguono assicurazioni e carburanti (2.310 euro) e l’energia (1.829 euro); quest’ultima è, comunque, la componente che, pur mantenendo un’incidenza elevata sui bilanci familiari, dal 1995 ad oggi ha registrato la riduzione più significativa (-1.231 euro), conseguenza di minori consumi delle famiglie come risposta a prezzi crescenti, ma anche e soprattutto dei progressi tecnologici che hanno favorito il risparmio energetico. La maggiore incidenza delle spese obbligate sui bilanci familiari è determinata soprattutto dalla diversa dinamica dei prezzi cresciuti molto più rapidamente rispetto a quelli dei beni e dei servizi commercializzabili: dal 1995 ad oggi, il loro indice è cresciuto del 140%, quasi due volte e mezzo rispetto a quello dei beni commercializzabili (+57%) e una volta e mezzo rispetto ai servizi (+88,4%), con il picco toccato dall’aggregato energia, gas e carburanti i cui prezzi sono cresciuti in trent’anni del 211%. L’analisi evidenzia, tuttavia, come le famiglie abbiano dimostrato una significativa capacità di tenuta, cercando di mantenere i livelli di consumo, rimodulando la composizione della spesa, contenendo soprattutto i beni più tradizionali, più che riducendola drasticamente, pur in presenza di un progressivo aumento dei costi incomprimibili che ha ridotto gli spazi di spesa discrezionale.
Questi, in sintesi, i principali risultati dell’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio sulle spese obbligate delle famiglie italiane nel periodo 1995-2026 (qui la nota integrale dell’Ufficio Studi).
Il recupero della domanda in atto dalla fine dello scorso anno – che vede interessati anche alcuni segmenti di beni durevoli – sembra aver prodotto nel 2026 una cristallizzazione nella distribuzione dei consumi tra obbligati e commercializzabili. Il dato stimato per l’anno in corso, che mantiene la quota indirizzata all’acquisto dei beni e servizi commercializzabili al 58,3% non modifica, nella sostanza, le valutazioni fatte in precedenza sulle dinamiche di lungo periodo. In trent’anni la quota di consumo destinata a sostenere quelle spese da considerarsi obbligate è passata dal 37,0% al 41,7%, comprimendo la parte riservata all’acquisto di quei beni e servizi che appartengono alle libere scelte dei consumatori e che sono legate alle preferenze e agli stili di vita dei singoli individui o famiglie.
Stili di vita che nel corso del tempo hanno subito profonde modifiche rendendo in alcuni casi più sfumato il confine tra spese obbligate e non. Tra questi prodotti e servizi rientra sicuramente una parte dei “tecnologici” (smartphone, tablet, pc e relativi servizi) che progressivamente sono diventati anche strumenti necessari per il lavoro, lo studio e per la fruizione di servizi inclusi tra le spese obbligate (servizi bancari e finanziari, rapporti con la pubblica amministrazione, ecc.).
In linea con i mutamenti intervenuti nel corso degli anni negli stili di vita e nelle preferenze dei consumatori la compressione della quota destinata al consumo di beni e servizi commercializzabili è frutto a sua volta di dinamiche articolate.
“Nonostante un rallentamento delle spese obbligate, l’incidenza sui bilanci familiari rimane elevata, in particolare per carburanti e bollette a causa dei rincari energetici. Occorre intervenire su fisco e tariffe, eliminando le distorsioni che gravano sui costi fissi”, afferma il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.
Stando alle stime, anche nel 2026 le famiglie confermano la tendenza a cercare di recuperare principalmente quegli spazi destinati all’acquisto dei servizi commercializzabili, che dopo la battuta d’arresto del 2020 e i significativi recuperi degli anni successivi, non sono ancora tornati alla quota del 21,3% raggiunta nel 2019.
Per contro, i beni commercializzabili nel loro complesso dovrebbero vedere, nell’anno in corso, un’ulteriore riduzione dell’incidenza attestandosi al 37,5%.
Alla luce delle diverse dinamiche registrate dai prezzi degli obbligati e dei commercializzabili, appare chiaro che larga parte dell’aumento della quota di spesa destinata alle spese a cui le famiglie non possono rinunciare sia derivata dalla necessità di mantenere i volumi acquistati in presenza di dinamiche dei prezzi progressivamente crescenti: cioè l’incremento della quota delle spese obbligate è derivata dall’effetto dei maggiori prezzi al consumo.
Vanno anche considerati gli importanti mutamenti demografici intervenuti nell’arco temporale oggetto d’osservazione. Oltre all’invecchiamento della popolazione (ad oggi oltre il 25% dei residenti ha più di 65 anni) che ne ha mutato le esigenze e le preferenze in materia di consumi, a partire dal 2015 la popolazione ha mostrato una progressiva riduzione (nella media del 2026 il calo rispetto al picco del 2014 dovrebbe approssimarsi a 1,5 milioni).
Per cercare di sterilizzare, sia pure parzialmente, il possibile effetto prezzo e calo demografico sulle dinamiche evidenziate dalla figura 1 si sono riportati i dati a volume (espressi ai prezzi 2026) alla popolazione residente.
In termini complessivi i consumi pro capite espressi ai prezzi del 2026 sono, infatti, aumentati tra il 1995 ed il 2026 in misura più significativa per la componente dei commercializzabili, soprattutto per effetto di quanto accaduto tra il 1995 ed il 2007.
Le differenze tra le dinamiche a valore e a volume ribadiscono ancora una volta il ruolo dei prezzi nel determinare le scelte delle famiglie. Scelte che sono state fatte in un contesto che da quasi 20 anni non conosce una crescita dei volumi acquistati per abitante: solo a cavallo tra il 2025-2026 si tornerà ad una spesa in quantità analoga a quella del 2007.
Si conferma anche nel 2026 il ruolo preponderante delle spese per l’abitazione, i cui volumi per abitante ammontano, ai prezzi attuali, a poco più di 5mila e trecento euro l’anno (vale a dire oltre la metà delle spese obbligate in quantità).
All’interno delle spese obbligate è importante sottolineare come la riduzione più significativa, in termini reali, abbia interessato la componente energetica, che non si è tradotta in un’analoga compressione della quota a valore a tali consumi destinata. Il dato è frutto, oltre che dei comportamenti delle famiglie che hanno reagito ai prezzi crescenti riducendo i consumi, anche, forse soprattutto, dei progressi tecnologici che hanno permesso di realizzare prodotti sempre più orientati al risparmio energetico.
Sul versante dei beni commercializzabili, nel 2026 il processo di recupero dei volumi acquistati, che negli ultimi anni è stato guidato in buona parte dalle apparecchiature informatiche e per le comunicazioni, favorito anche dalla riduzione dei prezzi relativi, dovrebbe essere sostenuto anche da una parte di quei durevoli le cui spese erano state fortemente compresse nei periodi precedenti.
-foto ufficio stampa Confcommercio –
(ITALPRESS).