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America’s Cup, Todde “Evento mondiale e di sistema, Cagliari può essere vetrina”

CAGLIARI (ITALPRESS) – “Credo che essere capaci di portare eventi mondiali come quello a cui assisteremo, dopo che l’Isola era stata assente a questi scenari per tanti anni, è un risultato che va celebrato”. Così la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, che oggi a Cagliari ha accolto il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ospite dell’apertura delle regate preliminari di America’s Cup. “Non è solo l’indotto che viene generato – ha proseguito Todde – ma è anche l’attenzione di tanti media mondiali su un evento importante, dove Cagliari può essere vetrina”.
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Bosch chiude il 2025 a 2.3 miliardi tra sostenibilità e transizione industriale

MILANO (ITALPRESS) – Bosch ha chiuso il 2025 in Italia con un fatturato di 2,3 miliardi di euro, in calo del 4,8% rispetto all’anno precedente. Nonostante il contesto incerto e la crescita globale moderata, Bosch in Italia guarda al futuro con lucidità e determinazione e conferma la propria strategia basata su innovazione tecnologica, trasformazione industriale e sostenibilità, con un focus crescente sul remanufacturing dei componenti automotive destinati all’aftermarket europeo.
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ARMONIE SENZA CONFINI: LA GRANDE MUSICA CORALE DA LONDRA ALLA CALABRIA NEL SEGNO DELLA SOLIDARIETÀ

Un filo invisibile, ma potentissimo, sta per unire il cuore pulsante di una metropoli globale come Londra ai boschi antichi e ricchi di storia della Presila calabrese. Sabato 23 e domenica 24 maggio 2026 si terrà il Gemellaggio Corale Internazionale “Armonie senza confini”. Un evento straordinario che vedrà protagonisti il coro britannico Eclectic Voices diretto dal suo fondatore e trascinatore, il Maestro Scott Stroman , reduce da palcoscenici prestigiosi come il London Jazz Festival , che rompe i confini dei generi accostando la musica classica e contemporanea alle sonorità gospel, jazz, etniche e folk e il coro locale Mater Dei di Casali del Manco diretto dal Maestro Carmela Martire cuore pulsante di una comunità che custodisce con amore le proprie radici, che nei suoi 36 anni di attività ha saputo trasformare la fede in arte, diventando un punto di riferimento culturale e spirituale per l’intera Calabria.

Non si tratterà soltanto di una sequenza di note, ma di un vero e proprio ponte tra culture che condividono la stessa passione e lo stesso linguaggio universale: l’eredità corale londinese, fatta di rigore e solennità, si fonderà con la passione viscerale e la devozione della tradizione calabrese.

Il weekend prevede un ricco programma che unisce l’eccellenza musicale alla scoperta delle bellezze storiche e paesaggistiche del territorio cosentino:

SABATO 23 MAGGIO con la sapiente guida di don Emilio Salatino si effettuerà un suggestivo tour tra i borghi di Casali del Manco dove ad attendere gli ospiti sarà il Sindaco Francesca Pisani e l’intera giunta comunale. Per l’occasione, la fraternità “Amici di Gesù Buon Pastore”, a cui il Vescovo ha affidato la custodia dello storico Convento di San Francesco di Paola, aprirà le porte della suggestiva struttura per un momento di convivialità. In serata, alle ore 19:00, i riflettori si accenderanno nella Chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Pedace per il primo, attesissimo concerto.Un momento speciale reso possibile grazie alla squisita ospitalità del parroco, don Francesco Castiglione.

DOMENICA 24 MAGGIO la delegazione anglo-calabrese si sposterà nel capoluogo per una giornata immersa nell’arte. Gli ospiti visiteranno le bellezze del centro storico, il MAB (Museo all’Aperto Bilotti), la Chiesa di San Domenico, Palazzo Arnone, Villa Rendano e il Museo Diocesano messo a disposizione dal Direttore, don Salvatore Fuscaldo. L’evento culminerà con il grande concerto finale tra le navate del maestoso Duomo di Cosenza, dove, sotto lo sguardo compiaciuto di sua eccellenza il Vescovo Mons. Giovanni Checchinato e di don Luca Perri, parroco della Cattedrale, si confronteranno due realtà uniche nel loro genere.

Oltre all’immenso valore artistico, l’evento si distingue per una forte impronta sociale. Il concerto di Cosenza vuole infatti promuovere e sostenere la Cooperativa Sociale Onlus “L’Arca di Noè” di Cosenza, diretta da Alessandro Scazziota, una delle prime e più importanti Fattorie Sociali e Didattiche della Calabria, aiuto quotidiano per persone con disabilità psicofisiche, soggetti in condizioni di vulnerabilità sociale e persone che scontano pene alternative alla detenzione.

Partecipare ad “Armonie senza confini” significa quindi regalarsi un momento di altissima cultura e, al contempo, contribuire fattivamente a sostenere una solida e bellissima realtà del terzo settore calabrese.

Il gemellaggio, oltre ai momenti concertistici ufficiali, vivrà un importantissimo preludio dedicato alla formazione dei più giovani. Lunedì, infatti, presso l’Istituto Comprensivo “Fausto Gullo” di Cosenza, si terrà un esclusivo workshop corale che vedrà protagonisti gli studenti della scuola. A guidare i ragazzi in questa esperienza formativa di respiro internazionale sarà proprio il Maestro Stroman. Il laboratorio didattico è fortemente voluto dalla Dirigente scolastica Rosa Maria Paola Ferraro, da sempre impegnata nella valorizzazione della pratica musicale come strumento di crescita culturale e inclusione sociale all’interno del contesto scolastico.

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Ospedale Lamezia Terme: eseguito il primo intervento oncologico in chirurgia robotica

Lamezia Terme, – Nuova e importantissima tappa nel percorso di innovazione tecnologica del Presidio Ospedaliero “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme. Dopo il positivo debutto nei mesi scorsi per interventi di chirurgia generale, la piattaforma robotica Versius è stata utilizzata con successo per il primo intervento su un paziente affetto da neoplasia del colon. L’operazione è stata portata a termine dal Dott. Manfredo Tedesco, Primario del reparto di Chirurgia Generale, insieme alla sua équipe medica e infermieristica. Questo passaggio segna l’ingresso dell’ospedale lametino nella chirurgia di altissima precisione applicata all’oncologia.

“Affrontare la patologia oncologica con il supporto della chirurgia robotica – ha affermato il primario Tedesco – significa offrire ai nostri pazienti lo standard di cura più elevato e moderno oggi disponibile. È una risposta concreta alla richiesta di salute del territorio, dimostrando che anche qui a Lamezia possiamo trattare casi complessi senza costringere i cittadini a faticosi e onerosi viaggi della speranza fuori regione. Il mio ringraziamento va a tutta l’équipe per la straordinaria professionalità e l’impegno costante in questa evoluzione tecnologica.”

Se l’utilizzo del robot Versius era già una realtà avviata a Lamezia per patologie benigne, l’applicazione sui pazienti oncologici rappresenta il vero salto di qualità per la struttura. L’équipe guidata dal Dott. Tedesco, grazie all’utilizzo dei bracci robotici, ha potuto eradicare la massa tumorale con una accuratezza millimetrica. Questo ha permesso di preservare al meglio i tessuti sani circostanti, riducendo l’impatto del trauma chirurgico sul paziente. I benefici di questa tecnologia in campo oncologico sono la massima radicalità oncologica, maggiore accuratezza nella rimozione del tessuto tumorale, riduzione del sanguinamento e del dolore post-operatorio. E ancora, recupero generale più rapido in quanto le micro-incisioni accelerano la guarigione, permettendo al paziente, qualora necessario, di accedere tempestivamente alle eventuali terapie oncologiche successive, chemio o radioterapia.

Con il primo intervento con tecnologia robotica in oncologia l’ASP di Catanzaro conferma la validità degli investimenti tecnologici effettuati sul nosocomio di Lamezia Terme. Il “Giovanni Paolo II” consolida così il proprio ruolo di centro di attrazione e polo d’eccellenza per la chirurgia mininvasiva avanzata nell’area centrale della Calabria, e i prossimi passi vedranno la chirurgia robotica estendersi anche alle chirurgie specialistiche.

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Diabete giovanile: le nuove frontiere della prevenzione tra hi-tech, sport e alimentazione. Importante evento a Soverato

Come la prevenzione e le nuove frontiere hi-tech possono giocare un ruolo chiave della nell’approccio al diabete giovanile, fenomeno in crescita costante in Calabria. Questo l’obiettivo del convegno Diabete 4.0: la scienza che ti rende inarrestabile, che si terrà domani a Soverato all’istituto alberghiero Ipsseoa alle ore 11. Un evento che per la prima volta mette intorno a un tavolo attori istituzionali e associativi per affrontare la questione ad ampio spettro, dallo sport all’alimentazione, dagli screening alla tecnologia: l’approccio alla prevenzione del diabete giovanile può giocarsi su più livelli ed essere efficace se ogni livello dialoga con gli altri. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Soverato, Daniele Vacca, del presidente del consiglio comunale, Salvatore Riccio, del dirigente dell’Ipsseoa, Renato Daniele, del presidente della provincia di Catanzaro, Amedeo Mormile, del presidente Fand (associazione italiana diabetici) Manuela Bertaggia, di Liliana Fontanella e Francesco Cuteri, rispettivamente presidente e direttivo dell’asd Soverato in cammino, Fitwalking & Outdoor Experiences, il convegno – moderato dalla giornalista Teresa Pittelli – entrerà nel vivo con la relazione su screening e cura del diabete da parte di Felice Citriniti, pediatra diabetologo della Dulbecco di Catanzaro. Si passerà poi all’alimentazione con la dietista Anna Cerchiaro, già direttore di tirocinio clinico in dietistica (UniCz) e Santa Pellicano, in servizio presso l’unità di psichiatria della Dulbecco. Giovanna Maria Bullotta offrirà quindi un momento di dolcezza ai presenti presentando il ricettario “Dolci sì, glutine no”. Momento importante, poi, la presentazione del protocollo Coni-Aniad su “Sport e Diabete” a cura di Giuseppe Pipicelli, già direttore dell’unità di diabetologia asp di Catanzaro e delegato Coni, direttore scientifico del convegno. A parlare di sport come “medicina preventiva” sarà invece Luigi Puccio, diabetologo già direttore della soc Malattie endocrine, metabolismo e nutrizione clinica dell’ospedale Pugliese-Ciaccio. Per finire, il pubblico e i giovani studenti assisteranno a un’iniziativa di sensibilizzazione su inclusione e salute promossa da Medtronic: Francesco Besozzi (patient marketing specialist) e Silvia Pratali (training&education specialist) presenteranno il progetto Unstoppable sulla tecnologia a servizio dei giovani.   Le conclusioni saranno affidate alla senatrice Gelsomina Vono, presidente Magn@Grecia Aps e referente Fand Calabria. il convegno si chiuderà con un momento conviviale: un buffet ispirato all’alimentazione sana ed equilibrata preparato dai ragazzi dell’Ippseoa, guidati dai docenti Antonio Aretino e Luigi Quintieri.

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Torre di Ruggiero è “Civitas Mariae”: un titolo che consacra secoli di fede, storia e devozione

Il decreto dell’arcivescovo Claudio Maniago accoglie l’iter promosso dal sindaco Vito Roti e dall’amministrazione comunale. Un riconoscimento che valorizza il Santuario della Madonna delle Grazie e l’identità spirituale della comunità torrese

Torre di Ruggiero è ufficialmente “Civitas Mariae”. Con decreto datato 13 maggio 2026, memoria della Madonna di Fatima, l’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, monsignor Claudio Maniago, ha concesso alla città il prestigioso titolo mariano, accogliendo la richiesta avanzata dal Consiglio comunale e sostenuta con convinzione dal sindaco Vito Roti. Un riconoscimento di alto valore spirituale, culturale e identitario, che arriva a conclusione di un percorso istituzionale avviato dall’amministrazione comunale per dare forma ufficiale a una devozione antica, radicata nella storia del paese e custodita da generazioni attorno al culto della Madonna delle Grazie. Nel decreto arcivescovile si richiama la profonda devozione mariana dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace e, in particolare, della comunità di Torre di Ruggiero, dove il Santuario della Madonna delle Grazie rappresenta da secoli un centro di fede, pellegrinaggio e spiritualità. Lo stesso luogo sacro era già stato elevato a Santuario Mariano Diocesano l’8 settembre 2000, con lettera “Motu proprio” dell’allora arcivescovo monsignor Antonio Cantisani. Il risultato raggiunto porta la firma politica e amministrativa del sindaco Roti e della sua amministrazione, che hanno promosso l’iter in Consiglio comunale, individuando nel titolo di “Civitas Mariae” non solo un atto simbolico, ma una scelta di valorizzazione del territorio, della memoria religiosa e del patrimonio culturale delle Preserre calabre. Nella proposta di deliberazione, infatti, il sindaco aveva sottolineato l’importanza dell’iniziativa come segno di fede, amore e continuità con la tradizione mariana torrese, oltre che come strumento di promozione del patrimonio religioso locale e di valorizzazione del territorio. Alla base del riconoscimento c’è una storia lunga quasi mille anni. La devozione alla Madonna delle Grazie viene fatta risalire alla prima chiesa costruita nel 1071 dal Conte Ruggiero come voto alla Vergine. La tradizione locale ricorda poi gli eventi del 1677, legati alla visione di Isabella Cristello e Antonia De Luca, la distruzione della chiesa nel terremoto del 1783, la successiva ricostruzione dopo i segni devozionali dell’Ottocento e la consacrazione del Santuario nel 1858. Da allora Torre di Ruggiero è divenuta meta di pellegrinaggi, tanto da essere definita la “piccola Lourdes della Calabria”. Il titolo di “Civitas Mariae” rafforza ora questo legame, proiettandolo nel futuro. Non si tratta soltanto di una denominazione onorifica, ma di un impegno comunitario a custodire una tradizione che unisce fede popolare, identità collettiva, storia locale e prospettive di crescita culturale e religiosa. Il sindaco Vito Roti, a nome della comunità di Torre di Ruggiero, ha espresso gratitudine all’arcivescovo Maniago per il riconoscimento ottenuto: “Desideriamo esprimere il più sincero e profondo ringraziamento per aver voluto concedere alla nostra città il prestigioso titolo di Civitas Mariae, a conclusione dell’iter promosso e avviato dal Consiglio Comunale”. Per Roti, il decreto rappresenta “motivo di grande orgoglio, ma soprattutto un segno di speciale vicinanza spirituale e di profonda devozione mariana che da sempre caratterizza la nostra comunità”. Il sindaco ha inoltre evidenziato come la benevola attenzione dell’arcivescovo verso Torre di Ruggiero rafforzi “il legame di fede, di identità e di appartenenza ecclesiale che anima il popolo torrese”. Particolarmente significativo il passaggio in cui il primo cittadino sottolinea il valore prospettico del titolo: “Il titolo di Civitas Mariae non costituisce soltanto un’onorificenza, ma un impegno concreto a custodire e testimoniare, nelle future generazioni, i valori cristiani e la devozione alla Vergine Maria che da secoli accompagnano la storia della nostra comunità”. Con questo riconoscimento, Torre di Ruggiero consolida, dunque, la propria vocazione mariana e riafferma il ruolo del Santuario della Madonna delle Grazie come punto di riferimento spirituale non solo per la comunità locale, ma per l’intero territorio diocesano e la Calabria tutta. Un traguardo che l’amministrazione comunale di Torre di Ruggiero ha voluto perseguire con determinazione, trasformando una devozione popolare antica in un atto ufficiale di memoria, appartenenza e responsabilità verso il futuro.

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Flotilla, l’Italia pretende le scuse e convoca l’ambasciatore israeliano

Flotilla, l’Italia pretende le scuse e convoca l’ambasciatore israeliano

ROMA (ITALPRESS) – “Le immagini del ministro israeliano Ben Gvir sono inaccettabili. E’ inammissibile che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona. Il Governo italiano sta immediatamente compiendo, ai più alti livelli istituzionali, tutti i passi necessari per ottenere la liberazione immediata dei cittadini italiani coinvolti”.
Così in una nota congiunta il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e i ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani. “L’Italia – aggiungono – pretende inoltre le scuse per il trattamento riservato a questi manifestanti e per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del Governo italiano. Per questi motivi, il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale convocherà immediatamente l’ambasciatore israeliano per chiedere chiarimenti formali su quanto accaduto”, concludono Meloni e Tajani.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-

Bosch, nel 2025 fatturato a 2.3 mld tra innovazione, AI ed economia circolare

Bosch, nel 2025 fatturato a 2.3 mld tra innovazione, AI ed economia circolare

MILANO (ITALPRESS) – Bosch ha chiuso il 2025 in Italia con un fatturato consolidato di 2,3 miliardi di euro, in calo del 4,8% rispetto all’anno precedente. Il Gruppo è presente nel Paese con 18 società, tre centri di ricerca e circa 5.200 collaboratori.
“Stiamo attraversando una fase di forte instabilità globale, caratterizzata da tensioni macroeconomiche e geopolitiche, dal rallentamento dell’economia e da condizioni sfavorevoli in diversi mercati ma, nonostante questo scenario, il Gruppo Bosch in Italia guarda al futuro con lucidità e determinazione”, ha evidenziato Renato Lastaria, General Manager Gruppo Bosch in Italia. “Siamo impegnati nei campi dell’automazione, digitalizzazione ed elettrificazione, consolidando la capacità dell’azienda di innovare e creare valore anche in contesti complessi”. Lastaria ha poi ricordato come l’acquisizione delle attività di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria di Johnson Controls e Hitachi, completata lo scorso anno, rafforzerà la presenza globale del Gruppo nel mercato HVAC. Nonostante un contesto ancora caratterizzato da incertezza economica e crescita globale moderata, Bosch conferma la propria strategia basata su innovazione tecnologica, trasformazione industriale e sostenibilità. In particolare, il Gruppo punta sul remanufacturing dei componenti automotive destinati all’aftermarket europeo. “Il ricondizionamento non è solo un processo tecnico, ma un modello di business più sostenibile dal punto di vista ambientale e delle risorse”, ha spiegato Lastaria.
Nel 2025 i quattro settori di business di Bosch in Italia hanno mostrato andamenti differenziati. La Mobility ha registrato un rallentamento a causa della debolezza del mercato automobilistico europeo, ma continua a puntare su software, sistemi connessi, soluzioni per la mobilità elettrica, idrogeno e motori tradizionali, oltre a tecnologie Adas e servizi digitali. La divisione Mobility Aftermarket ha invece ottenuto una performance superiore alla media del mercato, sostenuta dall’invecchiamento del parco circolante e dal rafforzamento delle reti distributive.
Il settore Industrial Technology, in particolare Bosch Rexroth, ha chiuso l’anno in crescita grazie alla ripresa dell’automazione industriale e al buon andamento delle macchine operatrici off-highway. Il comparto Consumer Goods ha registrato una flessione complessiva, penalizzato dal rallentamento dell’edilizia e del mercato online. Le elettroutensili hanno però ampliato l’offerta e rafforzato gli ecosistemi di batterie condivise. In controtendenza, BSH Elettrodomestici ha segnato un nuovo record di fatturato. Infine, il settore Energy and Building Technology ha registrato una contrazione, soprattutto nel mercato HVAC. La divisione Home Comfort ha risentito della debolezza dei segmenti tradizionali, mentre il raffrescamento e i sistemi ad alta efficienza hanno mostrato maggiore tenuta. Bosch punta a rafforzare questo business anche grazie all’integrazione delle attività HVAC di Johnson Controls e Hitachi, con focus su elettrificazione e innovazione.
Un progetto centrale del 2025 riguarda lo stabilimento Tecnologie Diesel S.p.A. di Bari, destinato a diventare hub europeo per il remanufacturing automotive. L’iniziativa prevede il trasferimento delle attività di rilavorazione delle pompe diesel dallo stabilimento di Jihlava e, dal secondo semestre 2026, l’estensione anche agli iniettori. “Il progetto rappresenta una risposta al calo dei volumi del primo equipaggiamento e valorizza l’economia circolare applicata all’automotive”, ha sottolineato Lastaria. Il trend si inserisce in un mercato sostenuto dall’invecchiamento del parco circolante europeo. In questo scenario, il sito di Bari assume un ruolo strategico non solo produttivo ma anche formativo, grazie a programmi di riqualificazione e allo sviluppo di nuove competenze legate a diagnosi, revisione e rigenerazione industriale.

– Foto ufficio stampa Bosch Italia –
(ITALPRESS).

Ccnl manifatturiero, firmato nuovo contratto per 17 comparti produttivi

Ccnl manifatturiero, firmato nuovo contratto per 17 comparti produttivi

ROMA (ITALPRESS) – CIFA Italia, Confsal e Confsal FederLavoratori, rappresentati da Andrea Cafà e Angelo Raffaele Margiotta, hanno sottoscritto oggi il nuovo CCNL Intersettoriale Manifatturiero, un contratto collettivo che riunisce in un’unica architettura regolativa 17 comparti produttivi della manifattura e introduce un modello contrattuale orientato alla qualità del lavoro, alla competitività delle imprese e alla centralità della persona.
Il contratto nasce con l’obiettivo di superare la tradizionale frammentazione del sistema contrattuale manifatturiero, garantendo un nucleo uniforme di diritti, tutele e strumenti di welfare per tutti i lavoratori e, al tempo stesso, valorizzando le specificità produttive, organizzative e professionali dei diversi comparti.
L’impianto contrattuale si articola in una parte generale, dedicata alle tutele fondamentali comuni, e in una parte settoriale, che disciplina le peculiarità dei cicli produttivi, le classificazioni professionali, i regimi orari, i minimi salariali, le maggiorazioni retributive, la bilateralità e le norme integrative in materia di sicurezza.
Il campo di applicazione riguarda i principali comparti del manifatturiero: alimentaristi, legno, carta, tessile, calzature, cuoio, penne, spazzole e pennelli, occhiali, giocattoli, chimica, concia e settori accorpati, gomma e plastica, abrasivi, vetro, ceramica, meccanica e area comune dei servizi gestionali e amministrativi.
Il CCNL non si limita a garantire standard economici e normativi equivalenti rispetto ai contratti collettivi di riferimento, ma persegue un innalzamento complessivo del livello delle tutele. Tra i punti qualificanti figurano la previsione di minimi retributivi più elevati, l’introduzione di strumenti innovativi di protezione sociale, il rafforzamento del welfare contrattuale e una disciplina rafforzata in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Sul piano economico, il contratto richiama il principio della giusta retribuzione e prevede trattamenti minimi non inferiori a 9 euro lordi orari, oltre a strumenti di adeguamento dei minimi tabellari al costo della vita, indennità di vacanza contrattuale, retribuzione premiale e misure di valorizzazione professionale. Particolare rilievo è riconosciuto alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, attraverso un modello di prevenzione partecipata fondato sul coinvolgimento di lavoratori, datori di lavoro, dirigenti, preposti, RLS/RLST, organismi paritetici e sistema della bilateralità. Il contratto promuove la formazione integrativa, la diffusione dei Modelli di Organizzazione e Gestione, la valorizzazione degli organismi paritetici e il riconoscimento del ruolo del preposto, cui è attribuita una specifica indennità pari al 10% in considerazione delle funzioni e responsabilità assunte. Il sistema della bilateralità, con il coinvolgimento degli enti di riferimento delle Parti firmatarie – Epar, FonARCom e SanARCom – rappresenta uno degli assi portanti del nuovo impianto contrattuale, con funzioni di supporto alle imprese, tutela dei lavoratori, promozione della formazione, qualificazione e riqualificazione professionale, welfare e politiche attive del lavoro.
Con la sottoscrizione del nuovo CCNL Intersettoriale Manifatturiero, CIFA Italia, Confsal e Confsal FederLavoratori confermano il proprio impegno per una contrattazione collettiva di qualità, capace di coniugare universalità delle tutele, flessibilità organizzativa, competitività delle imprese, partecipazione e centralità della persona.
“Con questo CCNL CIFA Italia e Confsal consegnano al manifatturiero uno strumento moderno, capace di parlare insieme alle imprese e ai lavoratori. Il nostro obiettivo è andare oltre una contrattazione meramente difensiva: vogliamo un contratto che renda più forte l’organizzazione aziendale, favorisca la produttività e garantisca tutele reali, mettendo al centro la persona, le competenze, il welfare e la sicurezza”, dichiara Andrea Cafà, Presidente di CIFA Italia e Presidente del Fondo FonARCom, che aggiunge: “La qualità di questo contratto si misura negli istituti concreti che introduce: la remunerazione del preposto, la formazione aggiuntiva in materia di salute e sicurezza, l’aumento per competenza e gli strumenti di welfare contrattuale. Sono misure che riconoscono responsabilità, professionalità e percorsi di crescita. Da Presidente di CIFA Italia e del Fondo FonARCom, ritengo che la formazione continua sia la leva decisiva per accompagnare l’innovazione, sostenere la competitività e rendere il lavoro più sicuro e qualificato”.
“La sottoscrizione di questo CCNL conferma il percorso comune che Cifa, Confsal e Confsal FederLavoratori stanno costruendo: un modello di relazioni industriali partecipativo, fondato sulla qualità della contrattazione collettiva e sulla capacità di offrire risposte concrete a lavoratori e imprese. La contrattazione deve andare oltre l’equivalenza economica e normativa, alzando il livello delle garanzie e rafforzando il valore del lavoro. Questo contratto contrasta il dumping salariale, prevede minimi economici non inferiori a 9 euro lordi orari, rafforza welfare sanitario e previdenziale, valorizza professionalità e competenze e investe sulla salute e sicurezza. E’ un testo che accompagna le trasformazioni del sistema produttivo senza arretrare sul terreno della dignità del lavoro, della tutela dei lavoratori e della qualità occupazionale”, afferma Angelo Raffaele Margiotta, Segretario Generale della Confsal.
-foto mec/Italpress-
(ITALPRESS).

Crohn e Colite Ulcerosa, AMICI Italia “Troppi pazienti ancora soli”

Crohn e Colite Ulcerosa, AMICI Italia “Troppi pazienti ancora soli”

PADOVA (ITALPRESS) – Non basta spegnere l’infiammazione. Non basta prescrivere una terapia. Non basta controllare un esame. Per chi convive con la Malattia di Crohn o con la Colite Ulcerosa, la cura deve significare anche poter studiare, lavorare, viaggiare, costruire relazioni, progettare il futuro e non sentirsi soli davanti a una malattia cronica, complessa e spesso invisibile.
E’ questo il messaggio forte emerso dalla Giornata Mondiale delle IBD 2026, promossa da AMICI Italia a Padova con il titolo “Insieme per le IBD. Scienza, cura e benessere a supporto della vita dei pazienti”.
Un’intera giornata di confronto tra pazienti, familiari, medici, infermieri, nutrizionisti, psicologi, reumatologi, fisiatri, istituzioni e associazioni, con l’obiettivo di riportare al centro non solo la malattia, ma la persona che la vive ogni giorno. Il programma ha affrontato tutti i passaggi fondamentali del percorso di cura: conoscenza e diagnosi, transizione dall’età pediatrica all’adulto, comunicazione medico-paziente, sintomi extraintestinali, alimentazione, innovazione terapeutica, chirurgia, differenze di genere, tutele sociali e benessere psicofisico.
Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali, che comprendono Malattia di Crohn e Colite Ulcerosa, sono patologie croniche che possono avere un impatto profondo sulla qualità della vita. Colpiscono l’intestino, ma non si fermano all’intestino: possono condizionare l’energia, l’alimentazione, la vita scolastica e lavorativa, la salute mentale, le relazioni affettive, la progettualità familiare e la partecipazione sociale. Proprio per questo, da Padova è arrivato un appello chiaro: la presa in carico delle IBD deve essere multidisciplinare, continuativa, personalizzata e realmente accessibile.
“Troppi pazienti si sentono ancora soli davanti a una malattia che cambia la vita”, dichiara Mara Pellizzari, Presidente di AMICI Italia. “La Giornata Mondiale delle IBD ci ricorda che dietro ogni diagnosi ci sono persone, famiglie, paure, speranze e percorsi quotidiani spesso molto faticosi. Come associazione chiediamo che il paziente non sia lasciato a orientarsi da solo tra visite, esami, terapie, burocrazia, scuola, lavoro e bisogni psicologici. La cura deve essere costruita attorno alla persona, non soltanto attorno alla malattia. Per questo servono team multidisciplinari, informazioni corrette, continuità assistenziale e un dialogo vero tra pazienti, clinici e istituzioni”.
Uno dei temi centrali della giornata è stato il passaggio da una medicina concentrata esclusivamente sul controllo clinico della patologia a una visione più ampia, capace di considerare la vita reale delle persone. Le sessioni dedicate alla diagnosi e alle nuove tecnologie hanno mostrato quanto la ricerca stia cambiando la capacità di riconoscere e monitorare le IBD. Allo stesso tempo, il confronto con i pazienti ha evidenziato che l’innovazione ha valore solo se arriva davvero nei percorsi assistenziali, riduce le disuguaglianze e migliora concretamente la qualità della vita.
Particolare attenzione è stata dedicata ai bambini e agli adolescenti con IBD. La transizione dal pediatra al gastroenterologo dell’adulto è stata indicata come uno dei momenti più delicati del percorso di cura. Non può essere un passaggio amministrativo nè un cambio improvviso di referente, ma deve diventare un processo strutturato, accompagnato, preparato nel tempo e condiviso con il giovane paziente e la sua famiglia. Una transizione non governata rischia infatti di generare discontinuità, perdita di fiducia, minore aderenza alle terapie e maggiore fragilità.
Ampio spazio è stato riservato anche agli aspetti più concreti della vita quotidiana: il movimento fisico, la respirazione consapevole, il rapporto tra medico e paziente, il lavoro di squadra tra professionisti, i dolori articolari, la riabilitazione personalizzata e l’alimentazione. In particolare, la sessione sulla nutrizione ha richiamato l’importanza di distinguere le evidenze scientifiche dai falsi miti, evitando restrizioni inutili e messaggi colpevolizzanti. Per molti pazienti, infatti, il rapporto con il cibo diventa una delle aree più difficili da gestire e richiede indicazioni personalizzate, comprensibili e sostenibili.
“Le IBD sono malattie complesse e richiedono risposte complesse, ma coordinate”, afferma il Prof. Edoardo Savarino, Segretario Generale di IG-IBD e Responsabile Scientifico dell’evento.
“Oggi abbiamo strumenti diagnostici e terapeutici sempre più avanzati, ma la vera sfida è trasformare la conoscenza scientifica in percorsi di cura concreti, accessibili e vicini ai bisogni dei pazienti. La collaborazione con AMICI Italia è fondamentale perchè ci permette di confrontare la prospettiva clinica con l’esperienza reale di chi vive la malattia ogni giorno. Solo così possiamo costruire una medicina più efficace, più personalizzata e più umana”.
La giornata di Padova ha messo in evidenza anche il ruolo decisivo della comunicazione. Un paziente informato, ascoltato e coinvolto è un paziente che può partecipare in modo più consapevole alle decisioni terapeutiche, riconoscere prima i segnali di allarme, aderire meglio ai percorsi di cura e affrontare con maggiore fiducia la cronicità. Al contrario, una comunicazione frammentata o insufficiente può aumentare ansia, solitudine, ricorso a informazioni non validate e difficoltà nel rapporto con il sistema sanitario.
Non meno importante è stato il richiamo al contrasto dello stigma. Crohn e Colite Ulcerosa sono ancora malattie difficili da raccontare, spesso associate a sintomi intimi, imbarazzo e incomprensione. Molti pazienti scelgono di non parlarne a scuola, al lavoro o nelle relazioni sociali per paura di essere giudicati o non compresi. Per questo, secondo AMICI Italia, sensibilizzare l’opinione pubblica significa anche contribuire a costruire ambienti più inclusivi, informati e rispettosi.
L’evento ha confermato il valore della collaborazione tra comunità scientifica, associazioni dei pazienti e istituzioni. La presa in carico globale non può dipendere dalla buona volontà del singolo centro o del singolo professionista, ma deve diventare un modello organizzativo riconosciuto, sostenuto e misurabile. Servono reti territoriali, percorsi diagnostico-terapeutici aggiornati, accesso equo alle terapie innovative, integrazione tra ospedale e territorio, supporto psicologico, educazione nutrizionale e attenzione alle tutele sociali.
“La parola “insieme” non è uno slogan”, conclude Mara Pellizzari. “E’ il modo in cui immaginiamo il futuro della cura. Insieme ai medici, agli infermieri, ai ricercatori, alle istituzioni e ai caregiver, ma soprattutto insieme ai pazienti. Nessuna persona con IBD dovrebbe sentirsi sola nel proprio percorso. La nostra responsabilità è fare in modo che l’innovazione scientifica diventi qualità della vita, diritti, ascolto e possibilità concrete per tutti”.
La Giornata Mondiale delle IBD 2026 lascia quindi un messaggio netto: curare Crohn e Colite Ulcerosa significa curare l’intera esperienza di vita della persona. Significa garantire diagnosi tempestive, terapie appropriate, percorsi multidisciplinari, sostegno psicologico, informazioni affidabili e tutele adeguate. Significa riconoscere che la qualità della cura non si misura solo negli indicatori clinici, ma anche nella capacità di restituire ai pazienti autonomia, fiducia e futuro.
(ITALPRESS).