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Tlc, Labriola (Asstel) “Serve politica industriale per rilanciare investimenti”

Tlc, Labriola (Asstel) “Serve politica industriale per rilanciare investimenti”

ROMA (ITALPRESS) – Si è svolto oggi, presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma, il Forum Nazionale delle Telecomunicazioni in Italia 2026 “Qui si costruisce la capacità digitale dell’Italia – Un programma per infrastrutture, servizi e competenze” organizzato da Assotelecomunicazioni-Asstel e dalle Organizzazioni Sindacali Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilfpc-Uil. Il Forum Nazionale ha visto la partecipazione della Vicepresidente esecutiva della Commissione europea per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, Henna Virkkunen, che è intervenuta con un video messaggio e del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.
Il settore delle telecomunicazioni ha una rilevanza strategica per l’economia nazionale: considerando l’impatto complessivo (diretto e indiretto) delle telecomunicazioni in Italia, si stima che il settore contribuisca per oltre 139 miliardi di euro al PIL nazionale, pari al 6,2% del totale. Contribuisce in modo significativo, inoltre, al bilancio statale, con un impatto diretto sulle entrate fiscali: sono circa 141 i miliardi di euro distribuiti dal 2007 al 2025.
“Oggi – dice Urso – le telecomunicazioni non rappresentano soltanto un servizio commerciale, ma costituiscono la vera spina dorsale della competitività del Paese e vanno considerate anche alla luce della sicurezza nazionale e continentale. La connettività è l’infrastruttura primaria abilitante per la trasformazione digitale del nostro sistema produttivo e per la nascita di nuovi servizi ad alto valore aggiunto. Per questa ragione il Ministero delle Imprese ha attuato una serie di azioni mirate con l’intento di definire una politica industriale solida, coerente, strutturata e duratura nel tempo. L’obiettivo comune deve essere quello di garantire la sostenibilità economica degli investimenti, creando un ambiente favorevole alla crescita e assicurando che i benefici dell’innovazione raggiungano ogni cittadino e ogni impresa”.
“Il settore delle telecomunicazioni – afferma il Presidente di Asstel, Pietro Labriola – attraversa una fase critica: il traffico dati e i costi crescono, mentre i ricavi diminuiscono, compromettendo la sostenibilità economica della filiera e la sua capacità di investire. Servono strumenti aggiornati e decisioni rapide e risolutive per rendere il settore in grado di sostenere la trasformazione digitale, la crescita delle imprese, la modernizzazione della PA e l’autonomia tecnologica del Paese.
In questo quadro, pesa anche un livello di conflittualità interna al settore che resta elevato e che, pur riflettendo interessi e posizioni differenti, rischia talvolta di rallentare la costruzione di soluzioni condivise. Per affrontare con efficacia le sfide comuni è quindi importante favorire un confronto orientato alla convergenzà.
‘Per raggiungere questi obiettivi – prosegue – occorrono interventi su energia a costi competitivi; su una contribuzione equa dei grandi attori digitali agli investimenti nelle reti; servono regole uguali per servizi uguali; procedure autorizzative più semplici; è necessario un progressivo allineamento dei limiti elettromagnetici ai parametri europei; occorre l’allocazione non onerosa delle frequenze in scadenza; una politica della concorrenza che valuti anche investimenti, qualità delle reti, innovazione e autonomia tecnologica. Nel comparto dei call center occorre inoltre contrastare il dumping contrattuale, qualificare le imprese che partecipano alle gare e accompagnare la riqualificazione dei lavoratori verso nuove attività legate alla reindustrializzazione del mercato.
Ora va fatta una scelta di politica industriale: considerare le telecomunicazioni una priorità strategica nazionale e agire di conseguenza. Le Linee Programmatiche Asstel indicano le condizioni industriali che permettono alle telecomunicazioni italiane di traguardare obiettivi concreti di investimenti, innovazione e crescita. Senza una Filiera TLC forte, sostenibile e messa nelle condizioni di investire, non ci sarà futuro digitale credibile per l’Italia”.
Il Segretario Generale di Slc-Cgil Riccardo Saccone sottolinea che ‘anche quest’anno fotografiamo un settore che in potenza dovrebbe essere il vero abilitatore della transizione digitale in Italia ma che, all’atto pratico, si dibatte da più di un decennio in una crisi strisciante che ne diminuisce le tante, innegabili, potenzialità. Le ultime crisi ci restituiscono un comparto che continua a bruciare occupazione specializzata presente e fatica a reperire nuove professionalità che stiano al passo con la costante evoluzione tecnologica del settore. Un settore con l’età media più alta fra quelli privati in Italia che registra ancora una contrazione significativa degli occupati. Per l’ennesimo anno siamo qui a denunciare l’assenza di strumenti legislativi stabili per gestire la riconversione professionale indispensabile se si vuole davvero proteggere il perimetro occupazionale. Un discorso a parte merita poi il settore dei CRM BPO’. Per Saccone
‘occorre una visione d’insieme che sappia coniugare investimenti e sviluppo. L’incidenza dei costi energetici, l’incertezza sulle regole per l’assegnazione non onerosa delle frequenze sono un ulteriore elemento di incertezza. Occorre un patto fra tutti gli attori in campo, a partire dal Governo se si vuole avere in Italia un settore TLC che sia davvero il volano della digitalizzazione. Anche le aziende facciano la loro parte. In quasi tutto il settore i secondi livelli di contrattazione sono bloccati ed i risultati pur positivi dell’ultimo rinnovo di Contratto sono vanificati dall’ennesima fiammata inflattivà.
Il Segretario Generale di Fistel-Cisl Alessandro Faraoni sottolinea che ‘l’intelligenza artificiale sta già modificando attività, competenze e responsabilità. La formazione deve accompagnare il cambiamento fin dalla fase in cui vengono ripensati i processi, individuando le professionalità coinvolte e distinguendo tra aggiornamento nel ruolo, riqualificazione e accesso a nuovi mestieri. La maggiore produttività non può tradursi in meno occupazione: deve migliorare l’organizzazione del lavoro, valorizzare le competenze e trovare un equilibrio anche attraverso la contrattazione di secondo livello.
Il lavoro qualificato è una condizione per la competitività della filiera, non un costo da comprimere. Per sostenere la transizione servono investimenti nelle reti, nelle competenze e nelle persone, misure sui costi energetici e un contributo dei grandi operatori tecnologici che utilizzano le infrastrutture. E’ necessario istituire un tavolo di settore stabile e concreto tra Governo, imprese e sindacati: non una sede di confronto meramente formale, ma uno strumento operativo per definire priorità, tempi e impegni verificabili e dare risposte alle trasformazioni della filiera. Contratto e confronto devono tenere unite sostenibilità, innovazione, crescita professionale e tutela dell’occupazione. Un Paese senza carburante digitale rischia di fermarsi. E, nell’economia del futuro, può essere persino peggio che restare senza petroliò.
Secondo il Segretario Generale di UilFPC-Uil Salvo Ugliarolo ‘le responsabilità non si fermano alla politica. Anche alcune aziende del settore stanno cercando di utilizzare la trasformazione digitale e l’intelligenza artificiale come leva per trasferire sui call center ulteriori risparmi e tagli, scaricandone il peso sulle imprese che operano in appalto e, soprattutto, sulle lavoratrici e sui lavoratori.
L’intelligenza artificiale deve essere un’opportunità di innovazione e crescita, non un alibi per comprimere ulteriormente i costi, impoverire il lavoro e mettere a rischio l’occupazione. Continuare su questa strada significa indebolire l’intera filiera, alimentare precarietà e alimentare una competizione fondata esclusivamente sul ribasso.
Così non si fa il bene del settore, delle imprese che rispettano le regole e, soprattutto, delle persone. Occorre assumersi responsabilità precise e costruire una strategia industriale che accompagni le trasformazioni tecnologiche tutelando il lavoro, valorizzando le competenze e garantendo condizioni dignitose a chi ogni giorno contribuisce al funzionamento di questa filierà.
Nel 2025 i ricavi retail sono 22,3 miliardi di euro, in crescita (+1%, per un aumento di 200 milioni). I ricavi retail+wholesale sono 28,4 miliardi di euro, in crescita di 300 milioni. Tale dinamica è però dovuta principalmente alla crescita della componente fissa, sia per il comparto retail sia per quello wholesale (in entrambi i casi con crescite di +200 milioni).
Complessivamente, i ricavi da servizi tradizionali (fonia e dati) evidenziano una contrazione (-1%), mentre crescono (+7%) i ricavi derivanti da altri servizi, che valgono complessivamente 6,0 miliardi di euro, in particolare ICT, come cloud e cybersecurity. La dinamica riflette una graduale evoluzione del mix di offerta degli operatori TLC, con una maggiore rilevanza di servizi digitali rispetto alla componente tradizionale: il peso di questi servizi, infatti, cresce dall’11% del 2022 al 17% del 2025.
Secondo i dati dell’Osservatorio Agcom, tra il 2024 e il 2025 in Italia i prezzi relativi a terminali e servizi di comunicazione sono scesi del -5,5%, contro una media europea del -0,4%. Da dicembre 2016 a dicembre 2025 l’Italia mostra un calo del -31,6%, il maggiore tra i principali Paesi europei. Nel 2025 continuano a crescere i volumi di traffico dati da rete fissa (+12%) e da rete mobile (+17%). Dal 2010 ad oggi il traffico dati fisso ha più che decuplicato il proprio volume, dal 2017 quadruplicato. Per quanto riguarda i dati mobili il traffico raggiunto è più che centuplicato rispetto a quello registrato nel 2010 e decuplicato rispetto al 2017. E va tenuto conto che gran parte della crescita (sia per la rete fissa sia per la rete mobile) è dovuta a big tech e hyperscaler. Infatti, l’85% della capacità di rete è oggi occupata dalle grandi piattaforme che monetizzano la domanda digitale, mentre sulle TLC ricadono investimenti, obblighi e responsabilità settoriali.
-foto mec/Italpress-

(ITALPRESS).

Urso incontra Jabbarov “Nuova fase per partenariato strategico Italia-Azerbaigian”

Urso incontra Jabbarov “Nuova fase per partenariato strategico Italia-Azerbaigian”

ROMA (ITALPRESS) – Si è conclusa a Palazzo Piacentini la visita di due giorni in Italia del ministro dell’Economia della Repubblica dell’Azerbaigian, Mikayil Jabbarov, ricevuto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, per un incontro bilaterale dedicato al rafforzamento della cooperazione economica e industriale, alla promozione di nuovi investimenti e allo sviluppo di partnership nei settori strategici. La missione era iniziata ieri a Roma con il forum “Italy-Azerbaijan: Strengthening Economic and Industrial Cooperation”, promosso da Confindustria insieme al Mimit, al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e al Ministero dell’Economia azero, durante il quale è stata firmata una dichiarazione congiunta sulle materie prime critiche.

“Si apre una nuova fase strategica nella collaborazione tra Italia e Azerbaigian, con un duplice salto di qualità: da una partnership prevalentemente commerciale a un partenariato tecnologico e industriale”, ha dichiarato il ministro Urso. “Passiamo inoltre dalla centralità dell’energia, pensiamo al TAP ma anche a SOCAR, a una cooperazione estesa ad altri comparti ad alto valore aggiunto: è il momento di attrarre gli investimenti azeri nel nostro Paese”, ha aggiunto.

L’Italia è il primo mercato per le esportazioni azere, con una quota del circa 40% nei primi sette mesi del 2026, e il settimo Paese fornitore dell’Azerbaigian. L’interscambio bilaterale ha raggiunto nel 2025 gli 8 miliardi di euro, trainato dall’energia. L’obiettivo condiviso è superare nel prossimo futuro la soglia dei 10 miliardi di euro, diversificando scambi e investimenti reciproci.

Nell’ambito della due giorni, la delegazione azera ha incontrato, su iniziativa dal Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, gruppi e imprese italiane dell’energia, dell’impiantistica, del digitale e del recupero dei materiali, tra cui Eni, Snam, Saipem, Ansaldo Energia, Danieli, Aruba, TIM, Circular Materials, Italpreziosi, TCA e molti altri. L’obiettivo è sviluppare collaborazioni industriali e tecnologiche in Italia, Azerbaigian e Paesi terzi, a partire da quelli coinvolti nel Piano Mattei, estendendo la cooperazione all’intelligenza artificiale applicata ai processi produttivi e alla robotica avanzata. In questa prospettiva, si punta a favorire un’intesa tra la Fondazione AI4I e il centro azero 4SIM, i cui rappresentanti si sono incontrati a Roma.

Tra le opportunità figurano nuovi investimenti nelle filiere del Made in Italy, anche tradizionali, con particolare attenzione a metallurgia e alluminio, comparti nei quali le imprese azere potrebbero contribuire al rilancio della capacità produttiva nazionale. Nelle prossime settimane sarà inoltre esplorata la possibilità di coinvolgere investitori azeri nel Fondo Nazionale del Made in Italy e di valutarne il sostegno a progetti industriali comuni.
Sulle materie prime critiche, la dichiarazione congiunta firmata ieri punta a diversificare gli approvvigionamenti valorizzando le risorse azere e le competenze italiane nel recupero e nel riciclo dei materiali. In questo quadro, Urso ha illustrato il progetto per realizzare a Porto Marghera il primo distretto industriale italiano dedicato alla raffinazione e al riciclo delle materie prime critiche, in sinergia con la candidatura italiana a ospitare il primo sito pilota europeo di stoccaggio strategico.

Nel settore spaziale, si punta a rilanciare la collaborazione tra l’Agenzia Spaziale Italiana e Azercosmos su tecnologie satellitari, osservazione della Terra e telecomunicazioni.
In chiusura del bilaterale, Urso ha ringraziato il Governo azero e SOCAR per la tempestiva adesione della controllata IP all’appello della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a contenere i prezzi dei carburanti, seguendo l’esempio di Eni e precedendo Q8 e Tamoil.

“E’ stata una scelta responsabile, segno di una grande e rinnovata amicizia tra i nostri Paesi”, ha sottolineato Urso, auspicando che l’impegno prosegua per tutto il tempo necessario. Le iniziative hanno contribuito a contenere i prezzi su una parte significativa della rete nazionale: oltre 14 mila punti vendita offrono benzina sotto i 2 euro al litro, mentre aumenta il numero degli impianti con gasolio sotto i 2,25 euro.

– Foto ufficio stampa Mimit –

(ITALPRESS).

Tlc, la sfida digitale dell’Italia passa da reti e investimenti

ROMA (ITALPRESS) – Infrastrutture, investimenti e competenze: sono queste le sfide per costruire la capacità digitale dell’Italia. Se n’è discusso a Roma, all’Università Luiss Guido Carli, in occasione del Forum Nazionale delle Telecomunicazioni 2026, promosso da Asstel insieme a Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilfpc-Uil. Un confronto tra istituzioni, imprese e sindacati sul futuro della filiera e sulle condizioni necessarie per sostenere la trasformazione digitale del Paese.
xn9/mgg/gtr

Torre di Ruggiero, oltre 300 partecipanti alla Festa del Cuoco: Roti e Origlia celebrano il successo

Grande partecipazione all’evento dell’Associazione Provinciale Cuochi Catanzaresi, con quattro istituti alberghieri, 70 alunni della scuola primaria e numerose imprese del territorio. Il sindaco Roti: «Orgoglioso della nostra comunità»

Oltre 300 partecipanti, quattro istituti alberghieri coinvolti, 70 bambini della scuola primaria protagonisti della manifestazione e una straordinaria mobilitazione di ristoratori, aziende, associazioni e istituzioni. Sono i numeri della Festa del Cuoco che ha trasformato Torre di Ruggiero in una vetrina delle eccellenze enogastronomiche calabresi, regalando alla comunità una giornata di grande partecipazione, entusiasmo e condivisione. L’evento, promosso dall’Associazione Provinciale Cuochi Catanzaresi, aderente alla Federazione Italiana Cuochi e presieduta dallo chef e docente Domenico Origlia, ha scelto quest’anno di fare tappa nel centro dell’entroterra catanzarese, confermando la volontà di portare la manifestazione direttamente nei territori e di rafforzare il legame tra professionisti della ristorazione, istituzioni, mondo della scuola e realtà produttive locali. Una scelta premiata da una risposta eccezionale, che ha superato la dimensione della semplice manifestazione gastronomica per trasformarsi in una vera festa di comunità. Torre di Ruggiero ha dimostrato di saper accogliere e organizzare appuntamenti di richiamo provinciale, valorizzando il patrimonio di relazioni, competenze e tradizioni che rappresenta una delle risorse più importanti dei piccoli centri calabresi. Particolarmente significativa la soddisfazione del sindaco Vito Roti, che ha voluto esprimere pubblicamente il proprio apprezzamento per la riuscita della giornata e ringraziare quanti hanno contribuito all’organizzazione. «A nome mio e di tutta l’Amministrazione Comunale, desidero esprimere un sincero ringraziamento al Presidente e a tutta l’Associazione Provinciale Cuochi Catanzaresi, a tutte le attività torresi e del comprensorio, agli sponsor e a quanti hanno contribuito alla straordinaria riuscita della Festa del Cuoco», ha dichiarato il primo cittadino. Per Roti, il successo dell’iniziativa rappresenta soprattutto la dimostrazione delle potenzialità di una comunità capace di unirsi attorno a obiettivi condivisi. «È stato un momento autentico di condivisione, partecipazione e valorizzazione delle nostre eccellenze, che ha dimostrato ancora una volta quanto sia importante fare squadra e lavorare insieme per il bene della comunità», ha sottolineato il sindaco. Parole che fotografano il clima vissuto durante la manifestazione, caratterizzata da una partecipazione numerosa e da una collaborazione che ha coinvolto praticamente tutte le componenti del tessuto sociale ed economico locale. «Come Sindaco, sono orgoglioso di vedere il nostro territorio distinguersi attraverso persone, associazioni e imprese che mettono a disposizione energie, competenze e passione», ha aggiunto Roti, riconoscendo nell’impegno collettivo un esempio concreto di comunità viva e dinamica. Altrettanto entusiastico il bilancio del presidente dell’Associazione Provinciale Cuochi Catanzaresi, Domenico Origlia, che ha espresso profonda gratitudine nei confronti dell’Amministrazione comunale, degli operatori economici, degli associati e di tutti i collaboratori. «Sono 8 anni che ho l’onore di essere presidente di questa associazione e credo che questo sia stato uno dei momenti migliori di condivisione, di comunità e di aggregazione. Avete dimostrato veramente quello che vuol dire essere una comunità», ha affermato Origlia. Una dichiarazione particolarmente significativa, proveniente da chi guida da anni l’associazione provinciale e conosce il valore delle iniziative organizzate sul territorio. Il riconoscimento del presidente restituisce la misura del risultato raggiunto da Torre di Ruggiero, capace di distinguersi per accoglienza, organizzazione e partecipazione. Origlia ha inoltre espresso il proprio apprezzamento per la professionalità, la generosità e la qualità delle produzioni messe a disposizione dalle imprese che hanno aderito alla manifestazione, contribuendo alla realizzazione di un ricco buffet di prodotti tipici e specialità gastronomiche. Uno degli aspetti più significativi della giornata è stato il coinvolgimento delle scuole, con la partecipazione degli istituti alberghieri di Soverato, dell’Einaudi di Lamezia Terme, di Botricello e di Taverna. Dirigenti scolastici, docenti e studenti hanno contribuito a rafforzare il legame tra formazione professionale, cultura del lavoro e tradizioni gastronomiche, offrendo una testimonianza concreta dell’importanza di investire sulle nuove generazioni. Grande entusiasmo anche per la presenza dei 70 bambini della scuola primaria, accompagnati dagli insegnanti e dalla dirigente scolastica Maria Carmela Aloi. I giovanissimi protagonisti hanno arricchito la manifestazione con la loro creatività, contribuendo a renderla un autentico momento di incontro tra ge

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“Adotta un ulivo”, il progetto diventa bozza operativa del Soveratese

Dall’incontro promosso da Giovanni Sgrò le idee per coinvolgere agricoltori, frantoi, B&B e agriturismi. Una mappa degli uliveti disponibili, esperienze di raccolta e itinerari culturali per valorizzare la Calabria rurale. Allo studio anche una possibile collaborazione con l’Università Magna Græcia.

Il progetto “Adotta un ulivo” compie un nuovo passo verso la sua realizzazione. Dopo le prime adesioni e le manifestazioni di interesse raccolte sul territorio, l’iniziativa promossa da Giovanni Sgrò di Naturium entra in una fase più concreta, con la definizione di una prima bozza organizzativa condivisa dai rappresentanti di quattro centri del comprensorio: Soverato, Petrizzi, Gasperina e Davoli. L’obiettivo è costruire una proposta di turismo esperienziale capace di coniugare la raccolta delle olive, la produzione diretta di olio extravergine, l’ospitalità e la scoperta del patrimonio culturale calabrese. All’incontro con Sgrò hanno partecipato Pietro Celia della Pro Loco di Petrizzi, Domenico Micò della Pro Loco di Soverato, Francesco Martello per Gasperina e Luciano Alcaro per Davoli. Un confronto che ha consentito di individuare le prime attività da avviare e di suddividere il lavoro tra le quattro aree territoriali coinvolte. Secondo quanto riferito dal promotore, tutti i partecipanti hanno accolto con entusiasmo la proposta, condividendo la necessità di procedere con una ricognizione delle risorse disponibili. Il primo passaggio sarà la mappatura degli uliveti e degli agricoltori interessati ad aderire. Non soltanto aziende agricole strutturate, ma anche piccoli produttori e proprietari che gestiscono privatamente i propri terreni. L’intenzione è coinvolgere il tessuto agricolo locale nella sua varietà, dando visibilità anche a realtà familiari che custodiscono oliveti e tradizioni produttive spesso poco conosciuti al di fuori del territorio. La bozza prevede la realizzazione di una cartina, da inserire anche in un dépliant illustrativo, nella quale individuare le diverse aree e gli uliveti messi a disposizione. A questa rappresentazione geografica dovrebbero affiancarsi strumenti digitali per consentire ai potenziali visitatori di conoscere anticipatamente le opportunità offerte, individuare i produttori e stabilire un contatto diretto con gli agricoltori. Saranno questi ultimi a coordinare gli aspetti pratici della raccolta, dall’accoglienza dei partecipanti alla disponibilità delle attrezzature necessarie. Un altro elemento centrale riguarda la rete dei frantoi. Il progetto punta a individuare gli impianti disponibili a garantire la lavorazione delle olive nella stessa giornata della raccolta. Si tratta di un aspetto sul quale Sgrò intende costruire una delle principali caratteristiche dell’iniziativa: offrire al visitatore la possibilità di seguire personalmente il percorso che conduce dall’oliva appena raccolta alla produzione del proprio olio. Una filiera corta, dunque, nella quale l’esperienza agricola assume un valore che va oltre il semplice acquisto di un prodotto. La molitura tempestiva costituisce inoltre un elemento importante nella gestione della qualità, fermo restando che le caratteristiche finali dell’olio dipendono anche dalla cultivar, dallo stato delle olive e dalle modalità di lavorazione e conservazione. Accanto alla componente agricola, la bozza affronta il tema dell’accoglienza turistica. Ogni area dovrà individuare B&B e altre strutture ricettive, cercando di costruire un’offerta diversificata per fasce di prezzo. L’idea è consentire la partecipazione sia a chi desidera un soggiorno economico sia a chi preferisce sistemazioni di categoria superiore, con soluzioni indicative che potrebbero spaziare dai 25 ai 100 euro a notte. Anche gli agriturismi saranno chiamati a contribuire, attraverso proposte gastronomiche e menù legati ai prodotti locali e alla tradizione calabrese. La raccolta delle olive diventerebbe così il punto di partenza di un soggiorno più articolato, nel quale alternare l’attività nei campi alla conoscenza del territorio. Tra gli itinerari culturali e turistici ipotizzati figurano Reggio Calabria con i Bronzi di Riace, Tropea, Serra San Bruno, Sibari e l’area ionica reggina, con Locri, Casignana e Gerace. Per gli spostamenti si valuta anche la possibilità di coinvolgere agenzie di viaggio e operatori del trasporto, ferma restando la libertà dei visitatori di utilizzare mezzi propri o servizi pubblici. Le eventuali escursioni rimarrebbero a carico dei partecipanti. La bozza contiene anche alcuni aspetti organizzativi ancora da approfondire, tra cui gli obblighi degli agricoltori che accoglieranno i visitatori, le modalità di partecipazione alla raccolta e le necessarie coperture assicurative. Questioni che dovranno essere chiarite prima della definizione dei pacchetti e dell’avvio delle attività. Non manca, infine, una possibile dimensione scientifica. Sgrò sta valutando l’opportunità di coinvolgere l’Università Magna Græcia di Catanzaro in un percorso di ricerca dedicato alla qualità dell’olio ottenuto attraverso raccolta e molitura ravvicinate. Tra le ipotesi da approfondire figura anche lo studio degli effetti della conservazione a basse temperature sulle caratteristiche organolettiche e sui componenti di interesse nutrizionale dell’extravergine. Si tratta, per il momento, di una proposta esplorativa, che richiederebbe verifiche sperimentali e un eventuale coinvolgimento formale dell’ateneo. Il periodo individuato negli appunti progettuali si estende indicativamente dal 15 settembre al 15 dicembre, una finestra che permetterebbe di valorizzare la stagione autunnale, tradizionalmente meno interessata dai grandi flussi turistici costieri. L’intesa raggiunta tra i rappresentanti dei quattro territori costituisce dunque un primo passaggio organizzativo. Nelle prossime fasi sarà necessario trasformare la mappatura in un elenco concreto di adesioni, definire le modalità operative e verificare la disponibilità degli operatori agricoli, turistici e della trasformazione olearia. La prospettiva delineata da Giovanni Sgrò è quella di un’esperienza capace di restituire centralità al rapporto tra persone, paesaggio e produzione agricola. Non soltanto raccogliere olive e ottenere il proprio olio, ma entrare in contatto con le comunità locali, conoscere il lavoro dei produttori e scoprire luoghi spesso estranei ai circuiti turistici tradizionali. È proprio in questa integrazione tra agricoltura, ospitalità e cultura che il progetto cerca la propria identità: trasformare un’attività profondamente radicata nella tradizione calabrese in un’opportunità di sviluppo territoriale, offrendo ai visitatori la possibilità di conoscere, attraverso un’esperienza diretta, quella che Sgrò definisce una «Calabria rurale più autentica».

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Tg News – 22/10/2026

ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Dal Governo via libera al decreto aiuti
– Caro carburanti, in autostrada gasolio a 2,3 euro al litro
– Mattarella firma il decreto sicurezza
– Accordo Roma-Madrid, stop ai controlli Schengen a frontiere
– Ucraina, attacco russo a un mercato di Kharkiv
– Iran, Trump “Non stiamo negoziando, presto accadrà qualcosa”
– Borse, Europa in rosso e spread fino a 128 punti
– “Harbor” di Anastasia Samoylova in mostra alle Gallerie d’Italia di Torino
– Previsioni 3B Meteo 23 Ottobre
/gtr

Tg Sport – 22/10/2026

ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Como, impresa Champions col Manchester United: Fabregas esulta, Carrick a rischio
– Inter di sofferenza con lo Shakhtar: Carlos Augusto decide in dieci
– Juve-Rennes, Spalletti e Kolo Muani “Serve una scossa”
– Milan-Bournemouth, Amorim suona la carica: “Obiettivo continuità”
– Ajax-Atalanta, Sarri predica pazienza: “Serve tempo”
– Napoli, De Laurentiis blinda il Napoli: “Il club non è in vendita”
– Sampdoria, panchina a D’Angelo dopo l’esonero di Corradi
– Formula 1, la Ferrari ad Austin: Vasseur punta alla conferma
– MotoGP a Phillip Island: sfida Martin, Marquez e Bezzecchi
– Tennis, Paolini e Bellucci fuori a Ningbo e Almaty
– Bormio pronta per la Coppa del Mondo
/gtr

Quintieri “Investire nello sport per avere ritorno sociale elevato”

ROMA (ITALPRESS) – ”Investire un euro nello sport vuol dire avere un ritorno sociale molto alto”. Lo ha detto il presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, Beniamino Quintieri a margine della conferenza stampa di presentazione del progetto di rifacimento delle strutture sportive della Casa Circondariale del carcere di Rebibbia a Roma. “C’è un’attenzione attorno allo sport che non si era mai vista prima, si parla molto di stadi e di grandi infrastrutture. Ma è altrettanto importante parlare dei piccoli investimenti nei territori e che aiutano a migliorare la socialità”, ha aggiunto.
mec/glb/gtr

Diplomacy Magazine – Puntata del 22 ottobre 2026

ROMA (ITALPRESS) – Nella quarantunesima puntata di “Diplomacy Magazine – Il racconto della geopolitica”, il format tv dell’Italpress dedicato alla geopolitica, l’ambasciatore Ettore Sequi affronta la questione ucraina e i colloqui per cercare di arrivare alla pace. L’ambasciatore Giampiero Massolo approfondisce la politica del presidente Usa Donald Trump nei vari quadranti geopolitici ed in particolare in Ucraina. Infine Daniele Ruvinetti, senior advisor della Fondazione Med-Or, delinea un quadro del voto che si terrà in Israele il 27 ottobre.
lcr/azn

Abodi “A Rebibbia iniziativa per lo sport per tutti, non è uno spot”

ROMA (ITALPRESS) – “C’è una strategia complessiva: non è uno spot, non è un fotogramma, è un film che punta a garantire lo sport per tutti e di tutti, così come recita la Costituzione, in ogni luogo, tanto più in quelli caratterizzati da disagio”. Lo ha detto il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, a margine della conferenza stampa di presentazione del progetto di rifacimento delle strutture sportive della Casa Circondariale del carcere di Rebibbia a Roma. “È un’iniziativa importante che fa parte di una strategia che da quattro anni portiamo avanti e che non riguarda solo gli istituti penitenziari, ma anche le comunità di accoglienza per minori e la società civile in senso generale”. “Con il bando ‘Sport di tutti’ ormai da diversi anni portiamo avanti, insieme a Sport e Salute, interventi che hanno coinvolto 60 istituti penitenziari, 13 carceri minorili e 25 comunità di accoglienza per minori – ha aggiunto -. È la dimostrazione che esiste una strategia, che si collega a quello che facciamo per tutti: i 1.543 playground realizzati nei comuni del Sud con meno di 10mila abitanti e gli 85 playground nei Comuni delle grandi città, nelle periferie dove c’è bisogno di una maggiore presenza dello sport”.
mec/glb/gtr