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E’ morto Carlo Petrini, fondatore di Slow Food

E’ morto Carlo Petrini, fondatore di Slow Food

ROMA (ITALPRESS) – E’ morto, presso la sua abitazione a Bra (Cn), all’età di 76 anni, Carlo Petrini. Fondatore di Slow Food (1986), la rete internazionale di Terra Madre e l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (2004) di cui era presidente, è stato, inoltre, co-fondatore delle Comunità Laudato sì (2017), ispirate all’enciclica di Papa Francesco. Nato nel 1949 a Bra, in Piemonte, Petrini è stato gastronomo, giornalista, scrittore e promotore di un sistema alimentare sostenibile e giusto. Era il 26 luglio del 1986 quando nasceva Arcigola (in seguito Slow Food Italia), esperienza che ben presto si diffuse in tutta la penisola e anche all’estero, tant’è che il 9 dicembre 1989, a Parigi, il Manifesto Slow Food fu firmato da oltre venti delegazioni provenienti da tutto il mondo e Petrini fu eletto presidente, carica che ha ricoperto fino al 2022. Grazie alla sua visione lungimirante, Petrini ha svolto un ruolo decisivo nello sviluppo di Slow Food, ideando e promuovendo i suoi progetti, oggi di grande visibilità internazionale.
Tra i suoi numerosi traguardi figura la creazione dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, la prima istituzione accademica al mondo a offrire un approccio interdisciplinare agli studi sul cibo, che farà da apripista a esperienze simili in altri atenei. Con l’ideazione dell’Università di Pollenzo, dopo aver assegnato al cibo valenza politica, Petrini gli ha attribuito un ruolo sempre più di rilievo all’interno del mondo accademico. Anche questo è stato un percorso visionario e pragmatico, culminato nel 2017 quando lo Stato italiano ha istituito la Classe di Laurea in Scienze Gastronomiche, aprendo la strada alla legittimazione accademica – e non solo – della figura del gastronomo. “Chi semina utopia, raccoglie realtà”, amava dire Petrini che sintetizzava così la sua vita, convinto che sogni e visioni, quando sono belli, giusti, capaci di coinvolgere e vissuti con convinzione e passione, possono essere realizzabili.
Sapeva sognare e divertirsi, costruire e ispirare, verso un concreto riscatto sociale, lavorando con le persone, i giovani in particolare, auspicando fraternità, intelligenza affettiva e austera anarchia. Il contributo di Petrini al dibattito sulla sostenibilità del cibo e dell’agricoltura in relazione alla gastronomia è stato riconosciuto dal mondo accademico. L’impegno di Petrini e Slow Food si concretizza così nella sfera del sociale e dell’ambientalismo, mantenendo ben correlati tra loro questi due aspetti: appare ormai evidente quanto dallo stato di salute del Pianeta – quindi degli ecosistemi e del cibo – dipenda il benessere degli individui e, viceversa, come una maggiore consapevolezza dei cittadini possa modificare le scelte al momento dell’acquisto prediligendo quei prodotti che prestano grande attenzione verso i diritti dei lavoratori, la salute dei consumatori e la salvaguardia della biodiversità.
-foto Ipa Agency-
(ITALPRESS).

Petri “Mix di investimenti pubblici e privati per rafforzare i porti italiani”

MILANO (ITALPRES) – La portualità italiana è a un bivio. Frammentata per tradizione culturale e geografica, stretta tra la pressione dei grandi hub nord-europei e le turbolenze geopolitiche del Mediterraneo, ha bisogno di una riforma profonda e di investimenti strutturali che le singole autorità portuali non sono più in grado di sostenere da sole. È questo il messaggio che Roberto Petri, presidente di Assoporti – l’associazione che riunisce le 16 autorità di sistema portuale con il controllo complessivo di 64 scali italiani – lancia in un’intervista a Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.
“Oggi di fronte a un mercato globalizzato non è possibile concepire e portare avanti il principio del ‘piccolo è bello'”, afferma Petri. “Noi siamo un Paese che tradizionalmente vive molto di campanilismi e anche per configurazione geografica la portualità italiana è molto frazionata e frammentata”. Un’eredità storica che, secondo il presidente di Assoporti, non può più reggere l’urto della concorrenza internazionale. L’obiettivo, spiega Petri, deve essere chiaro: “Creare delle eccellenze, degli hub anche dal punto di vista portuale che possano competere con le grandi sfide che il mercato ci presenta”.

sat/gsl

Genova, scoperti 11 kg tra cocaina e hashish nascosti in un carico di mattonelle

GENOVA (ITALPRESS) – I finanzieri della Compagnia di Genova Sestri hanno sequestrato circa 5 kg di cocaina pura e oltre 6 kg di hashish, abilmente occultati all’interno di una spedizione avente come carico dichiarato “mattonelle”. Il sequestro è scattato al termine di una mirata attività di analisi di rischio condotta dalle Fiamme Gialle sulle spedizioni internazionali. Nel corso dei controlli sono stati esaminati diversi colli provenienti, via terra, dalla Spagna e destinati a soggetti presenti in varie località del territorio nazionale. A far scattare gli approfondimenti è stata un’anomalia emersa dai primi riscontri documentali: i destinatari indicati sulle spedizioni risultavano inesistenti e i pacchi erano destinati a dei punti di ritiro. All’interno dei pacchi i finanzieri hanno rinvenuto delle mattonelle realizzate in un conglomerato di gesso e poliestere. Già da un primo esame esterno è stata riscontrata un’anomalia: le mattonelle suonavano a vuoto. Date le circostanze e gli elementi indiziari, si è proceduto a demolire il rivestimento esterno rinvenendo, così, diversi panetti di sostanza stupefacente. Complessivamente sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro circa 5 kg di cocaina pura e oltre 6 kg di hashish, che se immessi sul mercato avrebbe fruttato oltre alle organizzazioni criminali oltre 520.000 euro.

ads/mgg/mca3 (fonte video: Guardia di Finanza)

OPI CATANZARO PEDALA PER LA SOLIDARIETÀ: GLI INFERMIERI IN PRIMA LINEA AL GIRO D’ITALIA DELLE CURE PALLIATIVE PEDIATRICHE

“Pedaliamo piano per andare lontano”: il 24 maggio a Catanzaro una ciclopedalata che unisce salute, comunità e sostegno ai bambini con bisogni di cure palliative

CATANZARO –  L’OPI Catanzaro scende in campo – anzi, in strada – per una giornata all’insegna della solidarietà, della sensibilizzazione e della vicinanza alle famiglie. Domenica 24 maggio 2026, dalle ore 10:00 alle 16:30, il capoluogo calabrese ospiterà la ciclopedalata “Pedaliamo piano per andare lontano”, iniziativa promossa nell’ambito del Giro d’Italia delle Cure Palliative Pediatriche, il grande progetto nazionale dedicato alla diffusione della cultura dell’assistenza pediatrica e del supporto alle famiglie dei piccoli pazienti.
L’evento partirà dal Monumento ai Caduti del Mare “L’Ancora”, sul lungomare Stefano Pugliese, per concludersi al Parco Gaslini di via Torrazzo, luogo simbolo di aggregazione e condivisione.
Una partecipazione che conferma ancora una volta l’impegno sociale e umano degli infermieri catanzaresi, protagonisti non solo nell’assistenza sanitaria quotidiana, ma anche nella promozione di iniziative che mettono al centro il valore della cura e della vicinanza alle persone più fragili.
«La nostra adesione al Giro d’Italia delle Cure Palliative Pediatriche rappresenta una scelta di responsabilità e sensibilità verso i bambini e le famiglie che affrontano percorsi di grande complessità – dichiara la presidente di OPI Catanzaro, Giovanna Cavaliere -. Come infermieri sentiamo il dovere di sostenere ogni iniziativa che promuova la cultura della cura, dell’accompagnamento e della dignità della persona. Questa ciclopedalata vuole essere un messaggio forte: insieme si può costruire una comunità più attenta, inclusiva e solidale».
Il Giro d’Italia delle Cure Palliative Pediatriche (GCPP) è una manifestazione nazionale di sensibilizzazione e informazione sulle Cure Palliative Pediatriche, che si svolge attraverso tante “tappe” organizzate in diverse città italiane: eventi di piazza, sportivi, culturali e momenti di approfondimento pensati per avvicinare la cittadinanza a un tema spesso frainteso e per diffondere informazioni corrette, sfatando miti e tabù legati al termine “palliativo”.
Nasce dall’impegno di oltre 200 volontari aderenti alla rete informale “Innamorati delle Cpp” composta prevalentemente da professionisti socio – sanitari che lavorano nel campo delle cure palliative pediatriche.
Il tema dell’edizione 2026 del Giro è la “Comunità Curante”, un modello basato su responsabilità condivisa e solidarietà. La cura non riguarda solo gli aspetti clinici, ma anche la dimensione umana, relazionale e quotidiana della persona.
Accanto ai professionisti sanitari, una rete di familiari, amici, volontari e istituzioni contribuisce a sostenere pazienti e famiglie. Insieme si può contrastare l’isolamento e rendere la cura più umana.
La finestra temporale dell’iniziativa è compresa tra il 16 maggio al 14 giugno 2026: ogni tappa, qualunque sia la sua forma, darà spazio alle CPP anche attraverso la distribuzione di materiali informativi dedicati.
In tutta Italia una serie di eventi locali (culturali, ricreativi, sportivi e scientifico-istituzionali) per promuovere una cultura condivisa delle Cure palliative pediatriche e sensibilizzare cittadini, istituzioni e professionisti sull’urgenza di rafforzare le reti territoriali, affinché il diritto alle cure palliative pediatriche sia concretamente esigibile ovunque.
L’iniziativa è coordinata da Fondazione Maruzza Lefebvre D’Ovidio ETS insieme alla rete informale “Innamorati delle Cure Palliative Pediatriche”, composta da oltre 200 volontari (professionisti sociosanitari) attivi in tutta Italia.
L’adesione di OPI Catanzaro, grazie anche alla spinta propositiva della presidente e vicepresidente della Caip (Commissione d’Albo Infermieri Pediatrici) Susy Ranieri e Gioconda Gentile, rafforza il legame tra professione infermieristica e territorio, promuovendo una sanità sempre più vicina ai bisogni reali delle persone.
«Pedalare insieme significa condividere un cammino di speranza e attenzione verso chi vive situazioni delicate – aggiunge ancora la presidente Cavaliere – Invitiamo cittadini, famiglie, operatori sanitari e associazioni a partecipare numerosi per trasformare questa giornata in una vera festa della solidarietà».
L’iniziativa gode inoltre del sostegno di realtà associative e partner del territorio che hanno scelto di contribuire gratuitamente alla manifestazione, testimoniando una rete comunitaria viva e partecipe.

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Buongiorno Ceramica 2026: Squillace celebra l’arte che unisce tradizione, comunità e futuro

La ceramica italiana torna al centro della scena con la 12ª edizione di Buongiorno Ceramica, la grande festa diffusa promossa da AiCC – Associazione Italiana Città della Ceramica. Sabato 23 e domenica 24 maggio, sessanta comuni italiani accenderanno i riflettori su un patrimonio fatto di creatività, identità e antichi saperi artigiani. Tra questi, Squillace, città d’arte e cuore pulsante della tradizione ceramica calabrese, offrirà un programma ricco di esperienze, incontri e scoperte. A Squillace, Buongiorno Ceramica diventa un invito a entrare nelle botteghe, incontrare gli artigiani, osservare da vicino il lavoro delle mani e lasciarsi guidare in un percorso che intreccia storia, tecnica e passione. Le botteghe del territorio apriranno le loro porte per visite, dimostrazioni e laboratori esperienziali: un’occasione per scoprire come l’argilla prende forma, dal tornio alla smaltatura, dalla decorazione alla cottura. Un’esperienza che non è solo osservazione, ma immersione totale nel valore del “fare”, nella lentezza creativa, nella bellezza di un mestiere che continua a rinnovarsi senza perdere le sue radici. Tra i protagonisti della due giorni figurano Decoart, Ideart, Ceramica Artistica e Tradizionale Mellace, La Terracotta, Il Tornio e Bottega Mellace. Accanto a loro, due luoghi simbolo della storia ceramica squillacese offriranno un’esperienza unica: l’Antica Fornace del 1600, situata nei pressi di Ideart, testimonianza di una tradizione familiare tramandata di generazione in generazione; e l’Antica Bottega dei Vasai Conca, risalente al XVII secolo e recuperata dal Comune, un luogo dove rivivere l’atmosfera dei laboratori di un tempo, quando la ceramica era parte essenziale della vita quotidiana. Sono previste visite didattiche ai luoghi simbolo della ceramica, con attività creative realizzate in collaborazione con i laboratori locali. Un modo per trasmettere alle nuove generazioni non solo tecniche artigianali, ma anche il valore culturale di un’arte che appartiene alla comunità. La manifestazione includerà anche un trekking urbano con accesso esclusivo a luoghi storici e artistici. Un percorso tra vicoli, scorci panoramici e installazioni contemporanee del progetto Arte in Cammino, museo all’aperto che dialoga con il borgo e la sua storia. I principali siti storici saranno aperti e visitabili con guide specializzate Castello Normanno, Basilica Cattedrale, Museo Diocesano, Chiesetta gotica di Santa Maria della Pietà, Casa di Cassiodoro, Monastero di Santa Chiara, Ponte del Diavolo e Finestra Bifora Gotica. Un’occasione per vivere Squillace in modo immersivo, tra arte, spiritualità, architettura e natura. Buongiorno Ceramica non è solo un evento: è un racconto collettivo. È la celebrazione di un patrimonio che vive nelle mani degli artigiani, nei forni antichi, nei colori delle maioliche, nei gesti che si ripetono da secoli e continuano a generare bellezza. Squillace, con la sua storia millenaria e la sua comunità creativa, si conferma ancora una volta uno dei luoghi simbolo della ceramica italiana. Un borgo che accoglie, emoziona e invita a riscoprire il valore del tempo dedicato alla creazione.
Carmela Commodaro

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Cina, l’industria postale in crescita stabile nei primi 4 mesi del 2026

Cina, l’industria postale in crescita stabile nei primi 4 mesi del 2026

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – L’industria postale cinese ha registrato una crescita stabile sia dei ricavi sia dei volumi di consegna nei primi quattro mesi del 2026, hanno mostrato ieri i dati dell’Ufficio postale statale.

Da gennaio ad aprile, il settore postale ha gestito 70,16 miliardi di pacchi, segnando un aumento del 4,1% su base annua. Le consegne espresse hanno raggiunto i 64,57 miliardi di pacchi, in crescita del 5,1%.

Nello stesso periodo, il fatturato commerciale complessivo del settore postale ha raggiunto 601,85 miliardi di yuan (circa 88,5 miliardi di dollari USA), con un incremento del 5,8% su base annua. I servizi di consegna espressa hanno contribuito al totale per 497,93 miliardi di yuan, in crescita del 6,6%.

Guardando alle diverse tipologie di consegna, le consegne espresse intraurbane si sono attestate a 4,51 miliardi di pacchi, in calo del 9,1% su base annua, mentre quelle interregionali hanno raggiunto 58,68 miliardi, con un aumento del 6,4%.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

Terzo Valico dei Giovi, ultimata la tratta Castagnola-Vallemme

Terzo Valico dei Giovi, ultimata la tratta Castagnola-Vallemme

ROMA (ITALPRESS) – Nuovo avanzamento per il Terzo Valico dei Giovi: è stata ultimata la tratta Castagnola-Vallemme, uno dei passaggi più complessi dell’opera per le condizioni geologiche incontrate durante gli scavi. Questa mattina è stato abbattuto il diaframma sul secondo binario, in direzione nord, della tratta realizzata dal General Contractor guidato da Webuild per conto di RFI, Gruppo FS Italiane, con il supporto di FS Engineering e sotto l’egida del Commissario straordinario di Governo Calogero Mauceri.
La tratta, lunga circa 2,8 chilometri per ciascun binario, attraversa il cuore dell’Appennino ligure tra i cantieri di Vallemme, nel comune di Voltaggio, e Castagnola, nel comune di Fraconalto, in provincia di Alessandria. Le attività si sono svolte in un contesto geologico particolarmente difficile, anche per la presenza di gas naturale, che ha richiesto soluzioni tecnologiche avanzate e procedure operative rigorose per garantire la sicurezza delle maestranze e la continuità degli scavi. In questo tratto le lavorazioni sono state condotte contemporaneamente su quattro fronti di scavo, confermando la complessità tecnica e organizzativa dell’intervento.
Ad oggi, gli scavi del Terzo Valico dei Giovi superano gli 83 chilometri di gallerie realizzate su un totale di circa 86,9 chilometri, pari al 96% degli scavi in galleria previsti sull’intero tracciato. Il Progetto Unico Terzo Valico dei Giovi – Nodo di Genova è inserito nel Corridoio europeo Reno-Alpi della rete TEN-T ed è strategico per i collegamenti tra il sistema portuale ligure, il Nord Italia e l’Europa centrale. L’opera consentirà di ridurre i tempi di percorrenza tra Genova e Milano fino a circa un’ora e di aumentare capacità e affidabilità del trasporto ferroviario, in particolare per il traffico merci.
Al cantiere di Vallemme erano presenti il Commissario straordinario Calogero Mauceri, l’assessore alle Infrastrutture strategiche della Regione Piemonte Enrico Bussalino, il presidente della Provincia di Alessandria Luigi Benzi, rappresentanti delle istituzioni locali, di RFI, FS Engineering, del General Contractor guidato da Webuild, tecnici e maestranze.

– Foto ufficio stampa Webuild –

(ITALPRESS).

Cina, in crescita il numero delle stazioni di ricarica per veicoli elettrici

Cina, in crescita il numero delle stazioni di ricarica per veicoli elettrici

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Le infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici (EV) in Cina hanno registrato una rapida espansione, sostenute da continui sforzi del Paese per favorire una più ampia diffusione dei veicoli elettrici attraverso il potenziamento delle strutture di supporto, secondo i dati ufficiali diffusi oggi.

Il numero complessivo di punti di ricarica in Cina ha raggiunto quota 21,96 milioni alla fine di aprile 2026, con un aumento del 47,4% su base annua, secondo l’Amministrazione nazionale per l’energia.

Di questi, le strutture di ricarica pubbliche erano 4,91 milioni, in crescita del 29,6% anno su anno. La capacità complessiva di ricarica di tali strutture ha raggiunto i 237 milioni di chilowatt.

La Cina ha continuato a lavorare per rafforzare la propria rete di supporto ai veicoli elettrici. Nell’ottobre 2025 il Paese ha presentato un piano d’azione triennale per potenziare tali infrastrutture, con l’obiettivo di realizzare una rete nazionale di 28 milioni di punti di ricarica e portare la capacità di ricarica pubblica oltre i 300 milioni di chilowatt entro la fine del 2027.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

I 70 anni del Corriere di Tunisi, festa di memoria e dialogo tra Italia e Tunisia

I 70 anni del Corriere di Tunisi, festa di memoria e dialogo tra Italia e Tunisia

TUNISI (TUNISIA) (ITALPRESS) – Settant’anni di storia, di lingua italiana, di memoria condivisa e di dialogo tra le due sponde del Mediterraneo. Il Corriere di Tunisi, storica testata diretta da Silvia Finzi e unica pubblicazione in lingua italiana del Nord Africa, ha celebrato oggi il suo settantesimo anniversario con un evento ospitato nel complesso di Santa Croce, nel cuore della Medina di Tunisi, alla presenza di rappresentanti istituzionali, del mondo culturale e delle comunità italiana e tunisina. A rendere ancora più solenne la ricorrenza è stato il messaggio inviato dal presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, che ha riconosciuto nel Corriere di Tunisi “uno spazio privilegiato di dialogo e incontro” per la comunità italiana in Tunisia e per i numerosi cittadini tunisini italofoni e italofili. Nel suo messaggio, il capo dello Stato ha sottolineato come il giornale abbia saputo custodire e valorizzare nel tempo un patrimonio umano e culturale radicato in secoli di storia comune nel Mediterraneo, contribuendo in modo significativo al rafforzamento dell’amicizia tra il popolo italiano e quello tunisino. Mattarella ha inoltre evidenziato il forte valore simbolico della coincidenza tra il settantesimo anniversario del quotidiano, quello della Repubblica tunisina e l’avvio delle relazioni diplomatiche tra Roma e Tunisi, definendo il giornale una voce autorevole dei legami che uniscono i due Paesi.
Ad aprire le celebrazioni è stato l’ambasciatore d’Italia in Tunisia, Alessandro Prunas, che ha scelto di sottolineare anche il valore del luogo ospitante: l’antica chiesa di Santa Croce, restaurata grazie al contributo dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, da lui definita “un nuovo simbolo dell’amicizia tra Italia e Tunisia” e di un partenariato bilaterale che oggi “si sta sviluppando in tutti i campi”. Nel suo intervento, il diplomatico ha rivolto un caloroso saluto alla direttrice Silvia Finzi per il “prestigioso traguardo” raggiunto dalla testata, ricordando come questa ricorrenza non riguardi soltanto la collettività italiana e tunisina, ma più in generale il rapporto speciale tra i due Paesi. Prunas ha insistito sul fatto che il Corriere di Tunisi accompagna e racconta da 70 anni questo rapporto speciale, valorizzando scambi economici, culturali e accademici e mantenendo vivi quei legami umani che costituiscono, a suo dire, il fondamento autentico del partenariato italo-tunisino. Oggi, ha aggiunto, il giornale è “molto più di una testata giornalistica”: è un presidio dell’italofonia non solo in Tunisia ma nell’intero Nord Africa. L’ambasciatore ha anche descritto la Tunisia come un Paese a forte tendenza italofona, richiamando la storica presenza italiana e il ruolo svolto nel tempo dalla Rai nella diffusione della lingua italiana nel Mediterraneo.
Nel suo discorso, Prunas ha poi richiamato il dinamismo attuale delle relazioni culturali tra Roma e Tunisi. Ha ricordato che circa 50 mila studenti tunisini studiano oggi la lingua italiana e che cresce il numero di giovani che scelgono le università italiane. Un dato emblematico, ha spiegato, arriva dai visti di studio: circa 2.500 quelli rilasciati nel 2024, un numero raddoppiato nel 2025. L’ambasciatore ha inoltre annunciato la nascita di “Spazio Italia”, un nuovo polo destinato a riunire nella stessa sede l’Istituto Italiano di Cultura di Tunisi, la Camera Tuniso-Italiana di Commercio e Industria e il “Terna Innovation Zone”, acceleratore di start-up sostenuto dal gruppo Terna. Un progetto pensato come luogo dedicato alla cultura, all’innovazione e all’impresa, ma anche come nuova finestra sull’Italia e per gli italiani in Tunisia.
Nel corso della cerimonia è intervenuto anche il presidente del Comites Tunisia, Sandro Fratini, che ha reso omaggio alla lunga storia del giornale definendolo “un punto di riferimento quotidiano per gli italiani in Tunisia, un presidio culturale e uno strumento fondamentale per mantenere viva la lingua italiana”. Fratini ha ricordato le origini della testata, fondata nel 1956 grazie alla visione di Giuseppe Finzi, e ha sottolineato come il quotidiano abbia accompagnato con autorevolezza, passione e responsabilità intere generazioni della comunità italiana nel Paese. Un passaggio particolarmente sentito del suo intervento è stato il ricordo di Elia Finzi, figura centrale della vita culturale e associativa italo-tunisina, alla quale è stato dedicato un momento di raccoglimento.
Il presidente del Comites ha poi voluto sottolineare la continuità garantita oggi dal lavoro della direttrice Silvia Finzi, ringraziandola per aver saputo dare nuovo slancio a un progetto familiare e collettivo insieme, capace di rinnovarsi senza perdere la propria identità. Il Corriere di Tunisi ha detto, resta una parte integrante dell’identità della comunità italiana in Tunisia, una voce libera e competente e uno strumento di confronto capace di guardare al futuro. A ricostruire il più ampio sfondo storico è stato anche Mourad Fradi, presidente della Camera tuniso-italiana di commercio e industria, che ha inserito il percorso del giornale in una vicenda lunga oltre un secolo. Fradi ha ricordato come già dalla fine dell’Ottocento, e in particolare dal 1884, la presenza italiana in Tunisia fosse strutturata e profondamente integrata nel tessuto economico e sociale del Paese. In questo contesto, la stampa in lingua italiana ha rappresentato nel tempo non solo uno strumento di informazione, ma anche un mezzo di rappresentanza, coesione comunitaria e memoria condivisa. Dopo l’indipendenza tunisina del 1956, ha osservato, si è aperta una nuova stagione di relazioni più strutturate tra Tunisia e Italia, anche sul piano culturale e informativo, e il Corriere di Tunisi ha saputo interpretare pienamente questa evoluzione.
Le celebrazioni sono proseguite, nel medesimo complesso di Santa Croce, con la proiezione del documentario Il Corriere di Tunisi, diretto da Aida Chamekh e prodotto da Habib Mestiri. Il film ripercorre il cammino umano e culturale di Silvia Finzi, erede di una storia editoriale unica nel mondo arabo, e racconta il delicato equilibrio tra memoria e trasformazione che ha permesso al giornale di attraversare decenni di cambiamenti restando fedele alla propria missione di ponte tra Italia e Tunisia. La giornata di oggi ha dunque confermato il valore di una testata che, nata nello stesso anno dell’indipendenza tunisina e dell’avvio delle relazioni diplomatiche con l’Italia, continua a essere molto più di un giornale. Il Corriere di Tunisi resta infatti un simbolo vivo della presenza culturale italiana in Tunisia, della forza dell’italofonia e di una relazione bilaterale che trova nella storia, nella lingua e nei legami umani il suo fondamento più profondo.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).