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Iran, New York Times “Trump invia nuova proposta inasprita alla Guida Suprema”

Iran, New York Times “Trump invia nuova proposta inasprita alla Guida Suprema”

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Il presidente degli Usa, Donald Trump, ha inasprito i termini di un potenziale accordo quadro per porre fine alla guerra in Iran ed ha rinviato le modifiche a Teheran per una valutazione. Lo rende noto il New York Times.
Il presidente Usa, secondo il quotidiano, sarebbe frustrato dalla lentezza con cui l’Iran ha risposto alle proposte degli Stati Uniti. Un funzionario avrebbe affermato che le modifiche apportate da Trump, una nuova proposta più rigida, sarebbero finalizzate ad accelerare il processo, esercitando pressione sull’Iran affinchè accettasse il quadro di accordo già inviato alla Guida Suprema iraniana.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Crosetto “Per l’Ucraina è difficile entrare in Europa. La pace va difesa”

Crosetto “Per l’Ucraina è difficile entrare in Europa. La pace va difesa”

ROMA (ITALPRESS) – Se potesse cambiare una definizione sarebbe quella con cui spesso si parla di lui, il «ministro della Guerra». Perchè, Guido Crosetto, Fratelli d’Italia, il suo dicastero lo chiamerebbe «il ministero della difesa della Pace: pensare alla propria sicurezza, a come potersi difendere, a come costruire una deterrenza, è l’unico modo per far vivere noi e i nostri figli in pace. Peccato che alcuni, per interessi politici e immediati o per semplice demagogia, non lo riconoscano». E’ quanto spiega in una intervista al Corriere della Sera.
«Ci sono pezzi di opposizione ragionevoli e seri, ma in entrambi gli schieramenti c’è chi non capisce o non vuole capire – dichiara Crosetto -. Ma io vado avanti e faccio il mio mestiere, che è quello di ministro della Difesa. Capisco che ci sia chi ha obiezioni e sia chi deve gestire un’opinione pubblica cui è quasi impossibile spiegare quanto sia importante e doveroso avere capacità di difesa autonome. Ma se tutti i paesi del mondo le stanno rafforzando è possibile che siano tutti pazzi? Io sono il ministro della Difesa e dico quello che sarebbe giusto fare per costruire una Difesa seria, come lo fa – che so – quello della Sanità o della Scuola o di qualunque altro comparto su ciò che lo riguarda».
Con Giorgia Meloni, aggiunge, «non c’è mai stata una lite in anni su questi temi importanti per l’Italia, mai. Abbiamo parlato, normalmente e liberamente, come sempre facciamo con tutti gli alleati, e abbiamo definito una posizione. Che io rispetto e comprendo. Poi a me tocca continuare a dire ciò che serve per garantire la sicurezza degli italiani in un quadro completamente diverso da quello che c’era un tempo. Tutti sono consapevoli che abbiamo preso degli impegni pluriennali e può essere che ci siano tappe diversificate, ma quello che dovremo fare lo faremo». Per Crosetto, alla luce della grave situazione internazionale, bisogna procedere «insistendo sulla necessità di trovare, testardamente, spazi di diplomazia, dialogo, pace. Su Usa e Iran sembra si sia vicini ad una riapertura di Hormuz dopo un accordo a cui manca solo la firma di Trump. E noi italiani siamo pronti subito dopo i passaggi parlamentari: le navi sono già nel Golfo per un’opera di sminamento che sarà utile nell’immediato a liberare un tratto di mare vitale per i commerci e i traffici internazionali. Ma lo sarà anche perchè chi va direttamente a svolgere certe operazioni poi gode del ritorno di gratitudine di chi riceve aiuto». Per quanto riguarda il caso Romania «non è la prima volta che i droni russi sconfinano. E’ il nervosismo di Putin per quello che sta accadendo sul fronte ucraino: anzichè trovarsi in una situazione di vantaggio, ora è in difficoltà per gli attacchi alla propria produzione di petrolio e gas, colpiti dagli attacchi ucraini. Si è parlato, per anni, di quanto avrebbe resistito l’Ucraina alla Russia, ora invece sembra che sia la Russia ad essere in difficoltà di fronte alla crescita delle capacità dell’Ucraina». «Trump – spiega – ha preso atto che la Russia non voleva la pace. La trattativa è difficile perchè la Russia ha cambiato la propria Costituzione inglobando le 4 regioni ucraine contese e ha difficoltà sia a conquistarle che a fare marcia indietro. L’Ucraina, giustamente, non è disponibile a concedere i propri territori dopo anni di resistenza da soli, con migliaia e migliaia di morti. Perchè è vero che noi li abbiamo aiutati, ma a morire ci vanno loro».
«Ovviamente – aggiunge, bisogna arrivare ad una tregua. Poi, bisogna prepararsi a blindare la pace. La Russia potrebbe anche fermarsi per un pò, ma se non vede che dall’altra parte si è preparati, potrebbe tornare ad attaccare. Tanto più che gli Usa hanno detto che non potranno più farsi carico della sicurezza dell’Europa da soli. E infatti i paesi Nato si sono impegnati ad alzare, nel breve, fino al 3,5% del Pil le risorse per la difesa. Impegno che, al di là delle congiunture economiche del momento, secondo me sarebbe giusto e prudente rispettare. Per noi, non per loro». E alla domanda sull’eventuale ingresso dell’Ucraina nella Ue, risponde:
«Tutti sanno, compresi i tedeschi, che è molto difficile. Non solo politicamente, ma perchè se l’Ucraina entrasse in Europa, con la sua grandezza e il suo sistema economico, ci sarebbe immediatamente una crisi nel settore agricolo gravissima per molti paesi Ue che nessuno, neppure i tedeschi, può permettersi».
«Io ne ho parlato ai miei colleghi anche a Singapore ed avevo inviato a tutti una riflessione un mese fa: è sempre più urgente organizzare un grande sistema di difesa comune europeo che vada oltre gli attuali confini Ue a 27, che comprenda Gran Bretagna, Norvegia, Balcani e anche Ucraina – aggiunge -. D’altra parte, oggi loro hanno nettamente l’esercito più importante e forte. Non credo che a un sistema così qualcuno si potrebbe opporre perchè garantirebbe tutti. Ovviamente, a tregua e pace raggiunta. Questo sì che sarebbe davvero un sistema di deterrenza efficace».
Ed all’osservazione che la battaglia di Meloni però oggi in Europa non sembra essere quella sulla sicurezza, ma è quella per ottenere la flessibilità non solo sulle spese di Difesa ma anche sull’energia. I paesi frugali però si oppongono, commenta: «Meloni ha assolutamente ragione e penso che i cosiddetti “frugali” parlano dall’alto delle loro riserve di energia, di petrolio, di enormi fondi sovrani o di un approccio ideologico al bilancio. Io credo che all’Europa si debba chiedere ancora di più delle risorse: bisogna togliere regole, lacci, che ci rendono lenti, inefficienti, elefantiaci. C’è troppa burocrazia e troppo poco pragmatismo. In America, per non dire a Singapore, dalla decisione alla realizzazione dei progetti passano 6 mesi, in Europa non ti bastano neppure per capire con quale funzionario devi parlare… Questo uccide l’Europa come entità politica perchè chi lavora nel mondo la confronta e la sente lontana, sorda, lenta e nemica». La battaglia che si dovrebbe fare in questo ultimo anno di legislatura, «non è la difesa. L’emergenza prima è l’accelerazione della capacità produttiva del Paese e lo si fa rendendo più forte la parte produttiva nazionale ma anche attivando energie ed investimenti dall’estero. Bisogna fare ponti d’oro a chi vuole investire qui, a chi si trasferisce in Italia. E bisogna far ritornare i nostri cervelli. Nei paesi che funzionano meglio i migliori ricercatori in circolazione vengono pagati – a Singapore tutta la burocrazia statale e persino i ministri – quanto i migliori della finanza. Non può essere che i giovani, che guidano l’innovazione e le nuove tecnologie, espatrino perchè qui non ci sono le stesse opportunità di crescita e di guadagno. L’Italia avrebbe un’enorme capacità attrattiva, come luogo dove vivere bene. Dobbiamo assolutamente sfruttarla. E non parlo per la mia parte, lo dico per il Paese e per chiunque ci sarà dopo».
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

L’Arsenal si arrende ai rigori, la Champions è ancora del Psg

L’Arsenal si arrende ai rigori, la Champions è ancora del Psg

BUDAPEST (UNGHERIA) (ITALPRESS) – Il Paris Saint-Germain vince la sua seconda Champions League consecutiva: contro l’Arsenal i parigini vincono ai calci di rigore, decisivo l’errore di Gabriel che ha condannato i Gunners alla seconda sconfitta dopo quella del 2006.
Nessuna sorpresa in casa Psg, con Luis Enrique che ha confermato Dembelè come falso nueve e Kvaratskhelia sulla corsia mancina. Due le novità rispetto alla vigilia in casa Arsenal, Arteta ha lasciato in panchina Calafiori e Gyokeres, schierando rispettivamente Hincapie e Havertz, libero di muoversi sulla trequarti avversaria. I londinesi hanno cominciato alzando subito la pressione, il Psg ha palleggiato a ritmi bassi nella propria metà campo: al 6′ di gioco i Gunners sono passati in vantaggio su un rinvio di Marquinhos carambolato su Trossard, Havertz – lanciato in campo aperto -, ha sorpreso Safonov con una conclusione violenta sotto la traversa. La reazione dei parigini è arrivata al 13′ quando Fabian Ruiz, da posizione defilata, ha cercato di sorprendere Raya con un diagonale terminato ampiamente sul fondo. I campioni d’Europa in carica hanno palleggiato sul perimetro senza trovare il varco, gli inglesi hanno atteso cercando di sfruttare gli errori degli avversari. L’occasione più nitida del primo tempo è capitata a Fabian Ruiz: dopo una discesa di Nuno Mendes c’è stato un rimpallo di Hincapie, che ha favorito l’ex Napoli, ma il colpo di testa istintivo è terminato alto. Subito dopo ci ha provato Dembelè dai 25 metri, il risultato è stato praticamente identico. Nella ripresa il copione non è cambiato, Hakimi ha provato a sorprendere Raya su calcio di punizione, il portiere spagnolo ha bloccato senza problemi. Al 17′ Mosquera si è fatto superare da Kvaratskhelia, il georgiano è stato atterrato in area, per Siebert non ci sono stati dubbi: dal dischetto si è presentato Dembelè che ha spiazzato Raya pareggiando i conti. La squadra di Luis Enrique ha preso maggiore fiducia dopo l’1-1, al 32′ ancora Kvaratskhelia ha colpito il palo sfruttando una ripartenza, decisiva la deviazione di Lewis-Skelly. Ad un minuto dal termine Vitinha ha spaventato l’Arsenal con una conclusione a giro, la palla è uscita per questione di centimetri. Qualche istante più tardi Barcola, su un errore di Rice, ha tentato il colpo del 2-1, ma l’attaccante dei parigini non ha inquadrato lo specchio della porta. Nel primo tempo supplementare l’Arsenal ha tentato di costruire maggiori pericoli in fase offensiva senza però riuscire a trovare la soluzione per far male ai parigini: al 12′ proteste Gunners per un intervento di Nuno Mendes ai danni di Madueke sul quale però l’arbitro Siebert non ha ritenuto ci fossero gli estremi per il rigore. Nel secondo tempo pochissime occasioni per entrambe le squadre, Timber ha calciato ma ha colpito l’esterno della rete, Gyokeres ha sfoderato un tiro dal limite deviato però in corner. La gara si è decisa alla lotteria dei rigori: erano undici anni che una finale di Champions League non veniva decisa ai supplementari o dal dischetto. L’Arsenal ha sbagliato con Eze e Gabriel, decisivo l’errore da parte del brasiliano che ha calciato alto.
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(ITALPRESS).

Ponte sullo Stretto, Vannacci “Attirerà capitali e altre infrastrutture”

PALERMO (ITALPRESS) – “Siamo a favore di qualsiasi infrastruttura e questo vale anche per il ponte sullo Stretto: qualcuno dice che in Sicilia sarebbe più opportuno tappare le buche nelle strade, realizzare altre infrastrutture che sono carenti, ma sono discorsi che vanno avanti da trent’anni e oggi non abbiamo né il ponte né il resto”. Così il leader di Futuro nazionale Roberto Vannacci, a margine di un incontro elettorale a Palermo.

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Ucraina, Vannacci “La strategia dell’Ue non ha portato a nulla”

PALERMO (ITALPRESS) – “Ritengo che queste guerre non stiano giovando a nessuno: è interesse dell’Europa e dell’Italia farle finire. Mi sono sempre schierato contro quelli che invece, sia nel centrodestra che a sinistra, continuano a votare in Europa per la guerra a oltranza: sono quattro anni che andiamo avanti con questa strategia senza che abbia portato a nulla”. Così il leader di Futuro nazionale Roberto Vannacci, a margine di un incontro elettorale a Palermo, in merito alla guerra in Ucraina.
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Berrettini piega Comesana al quinto e accede agli ottavi del Roland Garros

Berrettini piega Comesana al quinto e accede agli ottavi del Roland Garros

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Matteo Berrettini accede agli ottavi di finale del Roland Garros 2026, secondo Slam stagionale in corso sulla terra battuta parigina. Il 30enne tennista romano, numero 105 del ranking mondiale, nei sedicesimi lotta e la spunta al quinto set contro il numero 102 del mondo, l’argentino Francisco Comesana: 7-6(3) 5-7 6-7(4) 6-4 7-6(13) in cinque ore 13 minuti di gioco il punteggio che premia Berrettini, protagonista di una prova solida sia dal punto fisico che tecnico. L’azzurro si aggiudica la ‘maratonà al quinto match-point (due per il sudamericano). Segnali incoraggianti, sopratutto in vista degli ottavi di finale che lo vedranno scendere in campo contro il vincente del match tra l’argentino Juan Manuel Cerundolo e lo spagnolo Martin Landaluce. “Sono molto felice di essere qui e sono grato al mio team – le parole a caldo di Berrettini – Sotto il sole siamo riusciti ad andare in fondo. Comesana ha giocato una grande partita, ha sbagliato forse due palline in cinque ore. Ho dovuto trovare il modo per vincere la partita che sembrava non finire mai, ora mi servirà del tempo per recuperare. Quando sono arrivato qui non mi aspettavo di arrivare fino agli ottavi, ma c’è tanto lavoro fisico e mentale dietro”.
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Seduta del Consiglio comunale di Squillace: via libera a variazioni di bilancio e nuovi interventi sulle scuole

Riunione del Consiglio comunale di Squillace, oggi pomeriggio, sotto la presidenza di Claudio Panaia, assenti i consiglieri dell’opposizione. L’unico presente in avvio di seduta, Pasquale Muccari, ha infatti lasciato l’aula dopo aver contestato la validità della riunione del giorno precedente, convocata in prima seduta e poi andata deserta. Muccari ha sostenuto che quella riunione «non sarebbe valida» poiché non sarebbe stata verbalizzata da un soggetto avente causa, in assenza del segretario comunale. Ha, inoltre, annunciato l’intenzione di procedere per l’invalidità della seduta, sia sul piano amministrativo che su quello penale, e di ricorrere alla Corte dei Conti per presunto danno erariale qualora le sue ragioni venissero riconosciute. Superata la fase iniziale, il Consiglio ha approvato una serie di provvedimenti di natura finanziaria e programmatoria, illustrati dal sindaco Enzo Zofrea. Innanzitutto la variazione al bilancio per l’adeguamento dei sistemi antincendio dell’edificio scolastico di Squillace centro, intervento per il quale il Comune ha ottenuto un finanziamento Pnrr di 50 mila euro. L’aggiornamento si è reso necessario per rispondere alle nuove esigenze di sicurezza degli ambienti scolastici. Poi l variazione al bilancio in seguito all’ottenimento di un contributo regionale destinato all’acquisto di vestiario per la Polizia locale. E quindi l’integrazione al programma triennale delle opere pubbliche con l’inserimento del progetto di ammodernamento ed efficientamento energetico della scuola dell’infanzia e primaria di Squillace centro, per un importo complessivo di 763 mila euro. L’intervento prevede l’installazione di pannelli fotovoltaici, nuovi impianti di climatizzazione, l’isolamento delle murature, infissi di ultima generazione e il rifacimento completo della facciata. Si tratta di un progetto, ha sottolineato Zofrea, che punta a migliorare sicurezza, comfort e sostenibilità dell’edificio, in linea con gli obiettivi di rigenerazione energetica degli immobili pubblici. Su relazione dell’assessore Natascia Mellace, infine, il Consiglio ha approvato lo schema di convenzione per l’adesione al Sistema bibliotecario territoriale “Prima Italia”, con contestuale approvazione dello statuto. Il Sistema, che vede la biblioteca Vincenziana come ente capofila, riunisce diverse biblioteche del territorio in una rete documentaria integrata nel Servizio Bibliotecario Nazionale. L’obiettivo è rafforzare la cooperazione culturale tra Comuni, scuole, università e realtà associative, ampliando l’accesso ai servizi bibliotecari e promuovendo la crescita culturale delle nuove generazioni. Un Consiglio comunale, dunque, che, tra tensioni politiche e atti amministrativi, ha tracciato nuove linee di intervento per scuole, servizi e cultura a Squillace.
Carmela Commodaro

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Vingegaard cala il pokerissimo e ipoteca la vittoria finale del Giro

Vingegaard cala il pokerissimo e ipoteca la vittoria finale del Giro

PIANCAVALLO (ITALPRESS) – Jonas Vingegaard padrone assoluto del Giro d’Italia 2026. Il campione della Visma-Lease a Bike trionfa anche nella ventesima e penultima tappa, la Gemona del Friuli 1976-2026 – Piancavallo di 200 chilometri, e blinda la maglia rosa. Il danese, autore di cinque successi in questa 109esima edizione della corsa Rcs, precede di oltre un minuto sul traguardo l’austriaco Felix Gall (Decathlon AG2R La Mondiale Team) e l’australiano Jai Hindley (Red Bull-Bora-Hansgrohe), rispettivamente secondo e terzo. “Sono un ciclista, mi piace vincere – sottolinea a caldo Vingegaard – Quando è stato possibile, ho cercato di farlo. Ho avuto una grande giornata e sono stato sostenuto dalla squadra. Dopo cinque vittorie di tappa, domani andrò a Roma per godermela”. Entrano nella top 10 di giornata anche Damiano Caruso (Bahrain Victorious) e Davide Piganzoli (Visma Lease a Bike), ottavo e decimo. Giulio Ciccone difende la maglia azzurra e vince la classifica dedicata agli scalatori. Domani ci sarà il gran finale con la ventunesima ed ultima frazione del Giro d’Italia 2026, la Roma-Roma di 131 chilometri.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).