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Soverato in lutto: addio a Gerardo Pagano, storico preside e ultimo sindaco democristiano

Soverato perde una delle sue figure più rappresentative e autorevoli. Si è spento Gerardo Pagano, ex primo cittadino della Perla dello Ionio e per decenni storico preside del Liceo Scientifico cittadino. Con la sua scomparsa, la comunità calabrese saluta non solo un uomo istituzionale, ma un autentico punto di riferimento culturale e umano che ha segnato la storia politica e scolastica del territorio.

Una vita tra istituzioni, scuola e comunità

Gerardo Pagano ha rappresentato il volto nobile della politica locale. Fautore di una visione amministrativa basata sul dialogo, l’ascolto e la centralità dei servizi al cittadino, è ricordato per essere stato l’ultimo sindaco di Soverato espresso dalla Democrazia Cristiana, guidando la città in una fase di profonda trasformazione sociale ed economica. Alla passione politica ha sempre affiancato la sua vocazione principale: l’insegnamento e la formazione delle giovani generazioni. Come preside dello storico Liceo Scientifico di Soverato (oggi inserito nell’Istituto d’Istruzione Superiore “Guarasci-Calabretta”), Pagano ha diretto l’istituto con rigore, lungimiranza e profonda umanità, contribuendo a formare intere generazioni di professionisti, studenti e cittadini.

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Sequestrati oltre 4 quintali di hashish a Roma, arrestato un 29enne

ROMA (ITALPRESS) – Trolley “in viaggio”, un mazzo di chiavi ed una serie di porte dietro le quali si nascondeva una filiera dello stoccaggio della droga per oltre 414 chili di hashish: è il bilancio dell’ultima operazione degli investigatori della VII Sezione della Squadra Antidroga della Squadra Mobile capitolina, che hanno arrestato a Guidonia Montecelio un ventinovenne di origini albanesi. La sostanza stupefacente sequestrata, una volta immessa sul mercato dello spaccio al dettaglio, avrebbe potuto generare profitti illeciti stimati in oltre 4 milioni di euro.

sat/mca3 (fonte video: Polizia di Stato)

Trump annuncia l’accordo sulla Groenlandia “Controlleremo la sua sicurezza”

Trump annuncia l’accordo sulla Groenlandia “Controlleremo la sua sicurezza”

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato sul social Truth di aver raggiunto un “ampio accordo” con la Danimarca e la Groenlandia che garantisce agli Usa “diritti militari permanenti” sull’isola artica.

“Sono lieto di annunciare che gli Stati Uniti d’America hanno stipulato un accordo con il Regno di Danimarca e la Groenlandia, il quale conferisce agli Usa il controllo permanente sulla sicurezza e su ogni altra esigenza in Groenlandia, rispondendo pienamente a tutte le nostre numerose preoccupazioni – scrive Trump -. Non vi sarà alcun costo per gli Stati Uniti! Su mia direttiva, abbiamo collaborato con i rappresentanti di Danimarca e Groenlandia per garantire che gli Stati Uniti abbiano per sempre la piena facoltà di intraprendere le azioni necessarie in Groenlandia per tutelare e difendere la sicurezza sia della Groenlandia stessa che degli Stati Uniti d’America. Inoltre, d’ora in avanti, nessun avversario degli Stati Uniti potrà mai stabilire una base o una presenza militare in Groenlandia, né effettuare investimenti sensibili nell’area, senza la nostra esplicita approvazione scritta”.

“Per oltre un secolo, i Presidenti hanno compreso l’importanza strategica della Groenlandia, ma nessuno di loro è riuscito a intervenire concretamente in merito – sottolinea il presidente Usa -. Sono orgoglioso di essere il Presidente che ha affrontato in modo definitivo e permanente questa questione di grande rilievo. Si tratta di un accordo a “durata illimitata”: non ha scadenza! Siamo profondamente onorati e fieri di quanto appena avvenuto; quanto concordato oggi sarà un patrimonio prezioso per il popolo americano. Avvieremo immediatamente il processo per stabilire una significativa presenza militare nell’area più idonea della Groenlandia – e ve ne sono molte – collaborando con la popolazione locale per lo sviluppo e la realizzazione del progetto. Questa soluzione rappresenta un grande successo per gli Stati Uniti d’America, la Danimarca, la Groenlandia e tutti i nostri alleati. Attendiamo con entusiasmo di collaborare con le meravigliose popolazioni di Danimarca e Groenlandia per costruire un futuro magnifico legato a questo vasto territorio di estrema importanza strategica – conclude Trump -. Ne garantiremo la massima tutela! È un sogno che si avvera per gli Stati Uniti d’America: un traguardo storico, speciale e di fondamentale importanza”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Confcom, con il caro-energia cresce l’inflazione e diminuiscono consumi e Pil

Confcom, con il caro-energia cresce l’inflazione e diminuiscono consumi e Pil

ROMA (ITALPRESS) – Elettricità in Italia più cara rispetto ai principali Paesi Ue fino a quasi 70 euro/MWh, a settembre il prezzo del gas sul mercato europeo TTF registra un aumento del 161,2% rispetto a settembre 2025. Per commercio, turismo e ristorazione oltre un miliardo di euro di maggiori di costi nel secondo semestre e nel 2027 si perderebbero circa 6,5 miliardi di euro di consumi. Sono questi i principali dati emersi da un’analisi delle dinamiche dei prezzi energetici realizzata da Confcommercio in collaborazione con il CER e dalle stime dell’Ufficio Studi Confcommercio sugli effetti del caro energia su inflazione, consumi e crescita. L’Italia paga l’elettricità molto più dei principali Paesi europei e il nuovo shock sui mercati internazionali dell’energia rischia di allargare ulteriormente questo divario con pesanti effetti sulle bollette di famiglie e imprese e sull’economia del nostro Paese. A settembre 2026, infatti, il PUN, ossia il prezzo all’ingrosso dell’elettricità, è arrivato a segnare un aumento del 73,3% sul valore medio del 2025, un incremento particolarmente elevato che si sovrappone a una situazione di grande criticità pregressa (i prezzi attuali sono infatti superiori del 271,1% a quelli pre-Covid).
Il maggior costo riguarda anche gli altri grandi paesi europei, ma in nessun caso gli aumenti hanno raggiunto l’intensità registrata in Italia dove il prezzo dell’elettricità è oggi superiore di 65,3 euro per MWh rispetto alla Germania, di 67,2 euro rispetto alla Spagna e di 69,4 euro rispetto alla Francia. Un vero e proprio “spread energetico”, che si è ampliato dopo la crisi russo-ucraina e che oggi torna in primo piano con la nuova impennata delle quotazioni internazionali.
A settembre, il prezzo del gas sul mercato europeo TTF registra un aumento del 161,2% rispetto a settembre 2025, mentre il petrolio segna un incremento del 55,7% dall’inizio del 2026 e un +62,6% rispetto a un anno fa. Ma il caro energia rischia di presentare un conto ancora più ampio all’economia italiana. Nello scenario energetico più sfavorevole, con il Brent stabilmente a 140 dollari nel 2027, l’inflazione aumenterebbe di 0,7 punti percentuali, mentre si perderebbero mezzo punto di consumi, 250 euro di consumi reali per famiglia, pari complessivamente, a circa 6,5 miliardi di euro, e tre decimi di PIL, riportando la crescita del Paese allo “zero virgola”. Per le imprese del commercio, del turismo e della ristorazione l’aggravio di costo, nel secondo semestre, è complessivamente superiore al miliardo di euro. La principale ragione dello svantaggio italiano – sempre secondo l’analisi Confcom-CER – sta nel mix energetico e, in particolare, nella maggiore dipendenza dal gas. Nel 2025, il 43,7% dell’elettricità italiana è stato generato da impianti alimentati a gas, contro il 18,2% della Spagna, il 17,6% della Germania e appena il 3,2% della Francia. Questo significa che quando aumenta il prezzo europeo del gas, il costo dell’elettricità cresce in Italia più che negli altri Paesi. In altre parole, lo shock è uguale per tutti, ma i suoi effetti sono asimmetrici: la maggiore dipendenza dal gas rende l’Italia più esposta alle oscillazioni dei mercati internazionali e determina costi più elevati per famiglie e imprese. Anche sul fronte delle rinnovabili, l’Italia sconta un gap: da queste fonti di energia deriva ormai il 50% dell’elettricità italiana, ma la quota resta inferiore al 56,9% della Spagna e al 56,3% della Germania.
A questa debolezza strutturale si aggiunge il meccanismo europeo di formazione del prezzo dell’elettricità, legato anche al costo dell’impianto necessario a soddisfare la domanda che, in Italia, è frequentemente alimentato a gas. Per questo, anche quando aumenta la produzione da fonti rinnovabili, il prezzo dell’elettricità continua a risentire delle quotazioni del gas. Infine, sul divario di prezzo con gli altri Paesi incidono anche oneri e imposte.
Infatti, nonostante il loro peso sulla bolletta italiana, a fine 2025, sia inferiore a quello dei principali partner europei, tra il 2021 e il 2025 questa componente è aumentata in Italia del 33,9%, mentre in Spagna e Germania è addirittura diminuita, rispettivamente dell’11,7% e del 22,6%. Questo significa che circa un terzo dell’aumento del prezzo finale dell’energia registrato in Italia è riconducibile proprio alla crescita di oneri e imposte, contribuendo così ad ampliare ulteriormente il divario con gli altri Paesi. L’impatto del rincaro del prezzo dell’energia – conclude l’analisi Confcom-CER – è particolarmente pesante per le imprese del commercio, del turismo e della ristorazione, che durante l’estate hanno dovuto aumentare i consumi elettrici anche per il maggiore utilizzo della climatizzazione. Nel terzo trimestre di quest’anno i consumi sono stimati in crescita del 15% rispetto al trimestre primaverile e, per effetto combinato di maggiori consumi e prezzi più elevati, nel secondo semestre 2026, per queste imprese si stima un aggravio complessivo di costo per le bollette elettriche superiore a un miliardo di euro: 494 milioni per i negozi, 207 milioni per i ristoranti, 164 milioni per gli alberghi, 111 milioni per i bar e 50 milioni per la GDO. La spesa energetica complessiva delle imprese del comparto potrebbe così arrivare fino a 2,9 miliardi di euro su base trimestrale, tornando sui livelli raggiunti solo con la crisi energetica del 2022 causata dallo scoppio del conflitto russo-ucraino.
“Il peggioramento della situazione internazionale e il continuo incremento dei costi dell’energia stanno mettendo in seria difficoltà le imprese e riducono la fiducia delle famiglie – afferma il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli – Bisogna evitare che questi aumenti si scarichino interamente sulle bollette, con misure immediate e interventi strutturali, a partire da incentivi fiscali per l’efficienza energetica e da un ulteriore intervento sugli oneri di sistema. Allo stesso tempo, bisogna accelerare sulle rinnovabili e sullo sviluppo del nucleare sostenibile, ridurre la dipendenza dal gas, potenziare reti e sistemi di accumulo e riformare il meccanismo di formazione del prezzo dell’elettricità. Importante anche favorire la diffusione tra le imprese di contratti di acquisto di energia in forma aggregata, al fine di garantire prezzi vantaggiosi e stabili nel lungo termine”. “Ma bisogna agire subito, altrimenti andremo incontro ad una nuova stagione inflazionistica che ridurrà drasticamente i consumi e la crescita del Paese”, conclude.

– foto tratta da studio Confcom –
(ITALPRESS).

Addio a Sandro Mazzola, bandiera della Grande Inter e della Nazionale

Addio a Sandro Mazzola, bandiera della Grande Inter e della Nazionale

ROMA (ITALPRESS) – Calcio italiano in lutto. E’ morto a Milano, all’età di 83 anni, Sandro Mazzola, bandiera della Grande Inter di Helenio Herrera e della Nazionale, con cui è stato campione d’Europa nel 1968 e vice-campione del mondo nel 1970. Considerato uno dei migliori calciatori italiani della storia, Mazzola, centrocampista di ruolo e figlio di Valentino, morto con il grande Torino nella tragedia di Superga, è stato inserito per nove volte tra i candidati alla vittoria del Pallone d’oro, arrivando a ricoprire nel 1971 la seconda posizione, subito dietro a Johan Cruijff. A livello individuale si laureò miglior marcatore nella Coppa dei Campioni 1963-1964 e nel campionato italiano nel 1965. Nel 2014 è entrato nella Hall of fame del calcio italiano e nel 2022 in quella dell’Inter. Mazzola, nato a Torino l’8 novembre 1942, ha legato il proprio nome proprio al club nerazzurro, per cui ha giocato dal 1961 al 1977 ben 570 partite, segnando 162 reti e vincendo 4 campionati nazionali, 2 Coppe dei Campioni e 2 Coppe Intercontinentali, capitano per 7 stagioni (dal 1970 al 1977) succedendo a Mario Corso. Con la Nazionale, dal 1963 al 1974, ha disputato il vittorioso campionato d’Europa 1968, primo successo dell’Italia nella competizione. Ha partecipato a tre edizioni dei Mondiali (Inghilterra 1966, Messico 1970 e Germania Ovest 1974). Celebre fu la rivalità con Gianni Rivera, giocatore simbolo del Milan e suo antagonista per un posto da titolare in azzurro, sebbene tra i due ci sia sempre stato un rapporto di stima reciproca. Terminata la carriera agonistica, Mazzola ha ricoperto diversi ruoli dirigenziali nel club nerazzurro, ultimo dei quali direttore sportivo dal 1995 al 1999. E’ stato dirigente anche nel Genoa e nel Torino ed ha anche svolto il ruolo di commentatore tecnico e opinionista per Rai Sport, comparendo in varie trasmissioni.
– Foto Image –
(ITALPRESS).

Con caro-energia cresce l’inflazione e si riducono consumi e Pil

ROMA (ITALPRESS) – L’Italia paga l’elettricità molto più dei principali Paesi europei, fino a quasi 70 euro Megawattore, e il nuovo shock sui mercati internazionali dell’energia rischia di allargare ulteriormente questo divario, con pesanti effetti sulle bollette di famiglie e imprese e sull’economia del nostro Paese. È quanto emerge da un’analisi delle dinamiche dei prezzi energetici realizzata da Confcommercio in collaborazione con il CER e dalle stime dell’Ufficio Studi Confcommercio sugli effetti del caro energia su inflazione, consumi e crescita. Si tratta di un vero e proprio “spread energetico”, che si è ampliato dopo la crisi russo-ucraina e che oggi torna in primo piano con la nuova impennata delle quotazioni internazionali.

fsc/gsl