Intervento dei Vigili del Fuoco del Comando di Catanzaro, Distaccamento di Soverato, per un incidente stradale verificatosi sulla Strada Statale 106, in prossimità dello svincolo di Pietragrande, nel territorio del comune di Stalettì. Nell’incidente sono rimaste coinvolte due autovetture, una Alfa Romeo 147 e una Ford Fiesta. A seguito dell’impatto, la prima vettura si è ribaltata sulla sede stradale. Quattro le persone rimaste ferite, affidate alle cure del personale sanitario del Suem 118 e successivamente trasferite presso una struttura ospedaliera per ulteriori controlli e accertamenti. L’intervento dei Vigili del Fuoco è valso alla gestione della situazione di emergenza, alla messa in sicurezza dell’area interessata dal sinistro e delle vetture coinvolte. Sul posto presenti i Carabinieri e la Polizia Locale per gli adempimenti di competenza, personale Anas per il ripristino delle condizioni di sicurezza della sede stradale e il soccorso stradale per il recupero dei mezzi incidentati. Nel tratto interessato dal sinistro, la circolazione è proseguita su un’unica corsia fino al termine delle operazioni di soccorso e messa in sicurezza
ORVIETO (TERNI) (ITALPRESS) – “A Roma Futuro Nazionale presenterà le sue liste, ricordo che oltre al sindaco, si dovranno eleggere i rappresentanti dei 15 municipi, avremo un bel da fare sul territorio per presentare una squadra molto coesa”. Lo ha detto Antonio Maria Rinaldi, responsabile del dipartimento economico di Futuro Nazionale e coordinatore romano, a margine della due giorni del partito, “Il futuro dell’Italia. Il sovranismo sociale per una vera identità europea”, a Orvieto. “Per quanto riguarda il candidato sindaco, c’è il nostro presidente, il generale Roberto Vannacci, che ha sul tavolo un paio di opzioni – ha aggiunto Rinaldi – e vedremo quale nome uscirà”.
Non chiamatelo intellettuale, ché anche lo era. Non chiamatelo Professore, ché anche lo era. Non chiamatelo Preside, ché anche lo era. Non chiamatelo Amministratore e Consigliere Comunale della sua città, quella che scelse giovanissimo per viverci e donare tanta parte di sé, ché anche lo era.
Non chiamatelo Sindaco, ché anche lo era della sua città, quella dalla quale non si separò mai effettivamente, anche quando gli affetti familiari lo portarono a Milano o da quelle parti. Non chiamatelo politico, se anche lo era, e di che livello di intelligenza e di attivismo! Non chiamatelo il democristiano, anche se questo egli era sin da giovanissimo, conservandosi tale anche quando la Democrazia Cristiana fu costretta a scomparire dalla scena politica.
Non chiamatelo neppure oratore intenso, anche se davvero lo era, per quella sua parola vibrante di cultura e di onestà. Perché si è onesti anche quando si usa la parola per aiutare il dialogo e la comprensione tra le persone, per contribuire a realizzare le decisioni più unitarie e maggiormente benefiche per gli interessi della gente.
In particolare, della povera gente, quella povera anche di rappresentanza in quanto povera di voti da scambiare, anche se ricca del consenso personale nel quale si depositano sofferenze e bisogni.
Chiamatelo solo uomo appassionato e innamorato.
Appassionato di ciò di cui si innamorava, ché la passione è il fuoco che accende l’amore e, come il vento, lo porta dove l’amore vuole andare, perché ne sente il dovere più che il bisogno per sé stesso.
La passione per gli studi. Ampi, articolati, diffusi, poliedrici, multidisciplinari erano i suoi. Ha sempre studiato di tutto, quasi quanto la filosofia, il latino, il greco, l’italiano.
E in quest’ambito della conoscenza studiava con passione e si innamorava di Dante Alighieri e della Divina Commedia, della quale conosceva tutto e alla quale donava il pensiero critico che egli si formava dentro quei versi, quei canti, quelle parti, unendole tutte e tre, pur tenendole distinte.
Perché l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso non erano soltanto la scala che avrebbe condotto al cospetto di Dio, portato per mano dalla sua Beatrice: erano anche gli spazi, indipendenti e dipendenti, nei quali l’uomo vive la sua sofferta umanità e le sue contraddizioni. E la sua più grande aspirazione, la vita infinita nella Pace.
Passione, amore per il sapere, che lui raggiungeva spaziandovi al suo interno attraverso quella curiosità che, per lui, non era soltanto di carattere intellettuale, ma era proprio insita nella sua persona: fuoco sempre acceso nella sua spiccata intelligenza.
Quella intelligenza straordinaria con la quale, e io posso documentarlo per averlo visto all’opera nelle riunioni del suo e mio partito negli anni belli della politica, che a Soverato, oltreché in Calabria, erano particolarmente vivaci.
Passione, la sua e quella degli altri ai quali si rapportava, che egli sapeva moderare o frenare quando avrebbero potuto disturbare il dibattito e la scelta democratica, trovando sempre, ma proprio sempre, un punto di equilibrio che lo portava a far valere le ragioni degli altri e anche le sue quand’erano contrastanti, arretrandole di un passo ma senza perdere la sostanza che le animava.
Passione per la politica in generale e amore, amore grande, per la democrazia. E passione, amore per la Costituzione, spirito autentico e intenso della democrazia, alito di libertà di cui la democrazia si sostanzia.
Passione e amore per la gente, che sollecitava con vigore anche intellettuale all’impegno politico e alla partecipazione, da qualsiasi parte ideale o ideologica essa volesse provenire.
Passione, amore per questa nostra terra, per le sofferenze che le venivano inflitte dai ladri delle sue ricchezze e dagli insipienti della politica. Passione, amore per questa terra che, nonostante la sua asciuttezza voluta e imposta, aveva straordinarie prospettive.
Quelle individuate e sostenute dai migliori uomini di questa terra, in particolare da quello che lui ha amato maggiormente e che ha seguito fedelmente come allievo, studiandone il pensiero e l’azione politica e proseguendola nella sua propria attività, quando un tragico destino quell’uomo straordinario se l’è portato via.
Quel gigante del pensiero e della politica, come egli lo definiva, si chiamava Tonino Guarasci, primo presidente della Giunta regionale.
Tanto amore e passione aveva per lui che gli fece intitolare l’edificio nuovo del Liceo Scientifico che presiedeva e ha presieduto fino al pensionamento, come ancora si usa dire dalle nostre parti.
Passione e amore incondizionati per Soverato e per quel suo maestro, diciamo, della città, che fu l’indimenticato e indimenticabile sindaco, che con la sua alta visione aveva trasformato un piccolo borgo diviso tra la marina dei pescatori e la sua parte antica, posta leggermente in alto: Tonino Calabretta.
Passione, amore per questa città che lui ha servito con dignità e onore da Consigliere Comunale, poi da assessore e, anche se brevemente, da Sindaco, costretto a un tempo breve di durata proprio perché la sua visione della città era troppo alta e troppo coraggiosa perché potesse essere compresa da la maggior parte chi faceva politica, mentre lo era esattamente per quei pochi, che temendo per i propri interessi, contrastarono quell’alta visione legata a quell’antica idea di quel primo Sindaco, che fu fermata troppo presto.
Passione e amore per due ambiti che la forza della sua cultura seppe tenere ben distinti, non lontani, non separati, ma distinti e autonomi: la fede nella sua chiesa e la laicità dell’azione politica.
La fede, usandola come ispirazione al buon agire in politica; la laicità, per conservare la forza straordinaria delle libere istituzioni democratiche.
Passione e amore che portarono quest’uomo semplice e umile, da allievo dei più grandi, a farsi Maestro grande per tutti noi.
Lo abbiamo ammirato e rispettato sempre, anche quando, con quasi timidezza e modestia, tornato da Milano, partecipava ai convegni di cultura ai quali veniva invitato.
Alcune volte l’ho visto seduto, quasi rannicchiato in quel suo corpo che si faceva sempre più esile e più piccolo, in una delle sedie in fondo alla sala.
Questo piccolo grande uomo, dall’intelletto robusto, dall’intelligenza coraggiosa, dalla cultura vasta, dalle grandi passioni e dall’amore immenso, si chiama Gerardo Pagano: il Professore, l’intellettuale, il politico, il Sindaco, l’innamorato della vita, delle persone, del mondo e di Soverato.
È morto poche ore fa a Milano.
E noi lo vedremo presto tornare nella sua Soverato, dove ha scelto di far riposare il suo corpo stanco e malato, ma dove vivranno per sempre le sue passioni e il suo amore.
La scomparsa del 𝗽𝗿𝗼𝗳. 𝗚𝗲𝗿𝗮𝗿𝗱𝗼 𝗣𝗮𝗴𝗮𝗻𝗼 lascia un profondo vuoto nella nostra comunità.
𝗚𝗶𝗮̀ 𝗦𝗶𝗻𝗱𝗮𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝗦𝗼𝘃𝗲𝗿𝗮𝘁𝗼, preside per oltre trent’anni del Liceo Scientifico “Antonio Guarasci” e presidente del Comitato locale della Società Dante Alighieri, ha dedicato la propria vita alle istituzioni, alla scuola e alla promozione della cultura.
Intere generazioni di studenti hanno trovato in lui una guida autorevole, mentre la città ha potuto contare sul suo impegno civile e sulla sua profonda passione per Soverato. Il suo contributo lascia un segno importante nella storia educativa, culturale e amministrativa della nostra comunità.
A nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera cittadinanza, esprimo la più sincera vicinanza alla famiglia e a tutti i suoi cari.
Soverato saluta con commozione, rispetto e gratitudine un uomo che ha dedicato una parte importante della propria vita al servizio della città.
PORTOFINO (GENOVA) (ITALPRESS) – “Lupi per me è un ottimo candidato sindaco, ma non ho mai espresso giudizi negativi sugli altri due. Uno lo conosco relativamente poco, ma me ne parlano tutti molto bene. L’altra, la Sardone, è una donna che conosco bene, che ha sicuramente una capacità di battaglia molto alta. Comunque vada siamo, con tutti e tre, in buone mani. Decidano bene a Roma”. Lo ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa durante l’evento “Portofino Talks”, parlando delle possibili candidature del centrodestra per le comunali di Milano.
MILANO (ITALPRESS) – “Domani la priorità è battere il Lecce. Siamo ancora in fase di costruzione, soprattutto in fase di possesso, domani abbiamo una bella opportunità per migliorare il nostro rendimento in campo”. Lo ha detto il tecnico del Milan, Ruben Amorim, alla vigilia della sfida di campionato al Meazza contro il Lecce. Domani sera i rossoneri scenderanno in campo anche per onorare i 100 anni festeggiati da San Siro: “E’ un onore far parte della storia di San Siro. Vogliamo vincere le partite e giocare bene per onorare lo stadio e i nostri tifosi”, ha assicurato il 41enne mister dei rossoneri, alla ricerca di un immediato riscatto dopo il ko interno all’esordio in Europa League contro il Benfica.
“Non possiamo cambiare il passato, ma la prossima gara sì. Parlo con la squadra sempre, non solo quando si perde: ci sono tante cose da migliorare. Vogliamo essere pronti per domani sera. Perchè il Milan non segna nel primo tempo? Credo sia solo un caso. Contro il Torino stavamo bene e contro il Venezia abbiamo avuto due chiare occasioni con Ramos. Nei primi 45 minuti le squadre sono molto organizzate e attente. Poi possiamo cambiare l’inerzia della partita con i cambi, ma comunque non possiamo concedere, soprattutto nel primo tempo. Dobbiamo controllare la partita un pò meglio”, ha ammesso l’allenatore portoghese. “L’incontro con Ibra? E’ stata solo la visita di una persona che lavora col club – ha poi svelato Amorim – Il contatto con Cardinale? Parliamo di cose del club, niente di speciale”. Infine, sulla possibilità di vedere insieme dall’inizio Pulisic, Moreira e Chukwueze: “Tutti possono giocare insieme. Siete a conoscenza di tante cose che succedono qui durante la settimana, ma altrettante non le sapete e io devo fare le mie scelte. Magari domani vedrete qualcuno di questi giocare insieme”, ha concluso l’ex coach di Sporting e Manchester United rivolgendosi ai cronisti presenti a Milanello.
PORTOFINO (GENOVA) (ITALPRESS) – “Credo che non appartenga solo a noi interisti Sandro Mazzola. Sandro Mazzola è la storia del calcio italiano, perché la famiglia Mazzola è la storia del calcio italiano”. Così Ignazio La Russa, presidente del Senato e tifoso interista, a margine dell’evento Portofino Talks. “Il padre gli morì a 6 anni nella tragedia di Superga – ha ricordato La Russa -. La grandezza di questo grande campione sta nel fatto che avere addosso quel peso terribile non lo ha frenato, anzi, in qualche modo lo ha rafforzato nelle sue capacità atletiche, tecniche e soprattutto umane, perché la grande forza di Sandro è stata quella di dare al calcio passione e amore, e così lo ricordiamo”, ha concluso.
PORTOFINO (GENOVA) (ITALPRESS) – “Questi sondaggi non è che li devo guardare tutti i giorni. Secondo me i sondaggi giusti saranno quelli del popolo italiano che si chiamano elezioni, non si chiamano sondaggi. E vedrete che in quella occasione il centrodestra non sarà secondo a nessuno”. Lo ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa a margine dell’evento Portofino Talks, commentando i sondaggi elettorali.
Acqua sotto la sabbia. Una squadra impegnata nell’esplorazione delle falde acquifere ha scoperto due grandi riserve idriche sotterranee lungo il margine meridionale e nel cuore del deserto del Taklimakan, nella Regione autonoma nord-occidentale cinese dello Xinjiang uiguro.
BARI (ITALPRESS) – “Fiera del Levante è la storia della città e della Regione, ma, per quello che abbiamo visto e per quello che hanno detto il ministro, il presidente della Regione e il sindaco, è anche la storia dell’Italia. Non a caso abbiamo detto che siamo al centro del Mediterraneo. Il lavoro che stiamo facendo, grazie alla coesione e alla visione comune dell’Ente Fiera e dei soci di Nuova Fiera del Levante, Camera di Commercio e BolognaFiere, oltre al supporto strategico di Comune e Regione, ci porterà a creare un’infrastruttura pronta e adeguata ad affrontare i tempi delle nuove fiere e le nuove sfide che il mercato ci propone. Il futuro è sempre positivo”. Lo ha affermato questa mattina a Bari il presidente di Nuova Fiera del Levante Gaetano Frulli a margine della cerimonia inaugurale dell’89esima edizione della Campionaria Generale Internazionale della Fiera del Levante. xa2/vbo/mca1