PORTOFINO (GENOVA) (ITALPRESS) – Dopo le Mauritius a fine 2025 e l’esordio della tratta Fiumicino-Houston, Ita Airways lancia nuove rotte per Santo Domingo “entro la fine dell’anno” e sta studiando “altre quattro destinazioni intercontinentali nel 2027”. Lo ha detto il presidente della compagnia, Sandro Pappalardo, a margine dell’evento Portofino Talks. “La connettività oggi risulta essere un asset strategico anche per la competitività del sistema Paese Italia, e quindi anche delle nostre società – ha spiegato -. Ci stiamo dedicando tantissimo all’intercontinentale per ovvi motivi, senza mai dimenticarci che poi siamo la compagnia di riferimento nazionale, e quindi abbiamo anche il dovere di collegare le nostre aree interne”. Sull’allarme lanciato dall’ad Eberhart a proposito dell’aumento dei biglietti a causa del caro carburanti: “La situazione geopolitica la conosciamo, il carburante ha avuto aumenti importanti – ha commentato Pappalardo -. Il costo del carburante è da attenzionare a livello compagnia, perché incide fortemente sul costo del volo e di conseguenza sul costo del biglietto. Stiamo cercando di mitigare il tutto, però inevitabilmente, come tutte le altre compagnie, potrebbe anche esserci qualche aumento”.
ORVIETO (TERNI) (ITALPRESS) – “Come Futuro Nazionale crediamo che oggi la remigrazione sia assolutamente necessaria per gestire il numero di immigrati, soprattutto irregolari, che sono nel nostro Paese. Noi abbiamo le idee molto chiare: chi delinque, chi non ha diritto a restare nel nostro Paese, non deve restare in Italia”. Lo ha detto Davide Bergamini, parlamentare di Futuro Nazionale, intervenendo a margine due giorni del partito “Il futuro dell’Italia. Il sovranismo sociale per una vera identità europea”. “Dobbiamo trovare delle politiche che permettano, immediatamente, rimpatri verso i Paesi di origine – ha aggiunto Bergamini – con accordi bilaterali con Paesi terzi, diciamo stop alle cittadinanze gratuite. Nel nostro Paese abbiamo circa il 9% della popolazione straniera e nelle carceri la popolazione straniera equivale al 33%, questo dato ci dice che molti stranieri che sono in Italia non riescono ad adeguarsi alle nostre leggi”.
BOLOGNA (ITALPRESS) – L’avventura di Raffaele Palladino sulla panchina del Bologna, al posto dell’esonerato Tedesco, comincia con un pareggio. La formazione rossoblù, infatti, non va oltre un 1-1 contro il Torino nel match del Dall’Ara, valevole per la quinta giornata della Serie A 2026/2027: al vantaggio di Bernardeschi risponde un gol di Kulenovic. La formazione ospite ha un buon approccio alla gara e prova subito a mettere pressione agli avversari. Al 14′, però, sono i rossoblù a trovare la rete del vantaggio con Federico Bernardeschi: Cambiaghi recupera palla su Fortini e va al cross, una deviazione favorisce l’ex Juventus che batte Perri da pochi metri. Quattro minuti dopo il portiere granata e Coco rischiano di combinare un pasticcio innescando Piccoli, che però commette fallo e vanifica una potenziale occasione da gol. I ritmi di gioco non sono altissimi, tanto che le due squadre preferiscono mantenere un atteggiamento cauto. Il Torino prova a tessere qualche trama di gioco, ma non riesce a trovare concretezza quando arriva a ridosso dell’area di rigore avversaria. Al termine dei 3′ di recupero, le due compagini vanno a riposo sul parziale di 1-0. In apertura di ripresa Mandragora prova a caricarsi i piemontesi sulle spalle e al 50′ tenta un tiro dalla distanza, che però viene disinnescato senza problemi da Skorupski. Il Bologna torna a farsi vedere dalle parti di Perri al 67′ con una conclusione di Bernardeschi che sfiora il secondo palo. I due allenatori effettuano la classica girandola di sostituzioni, che risulta determinante per il Torino. Al 77′, infatti, il neo-entrato Sandro Kulenovic salta De Silvestri e calcia verso la porta, infilando la sfera in fondo al sacco anche grazie ad un clamoroso errore di Skorupski. Per l’attaccante croato si tratta del primo gol in Serie A, il secondo con la maglia granata. Finale in crescendo per i ragazzi di Ignazio Abate, che vanno a caccia del gol del sorpasso, ma i padroni di casa resistono all’assalto e difendono l’1-1 fino al triplice fischio di Guida. In seguito a questo risultato il Torino sale a 4 punti in classifica, mentre il Bologna, che resta ancora a secco di vittorie, si porta a quota 2. Gli emiliani dopo la sosta saranno impegnati nella trasferta del Via del Mare contro il Lecce; i piemontesi, invece, ospiteranno l’Udinese all’Olimpico Grande Torino. – Foto Ipa Agency – (ITALPRESS).
UDINE (ITALPRESS) – Non smette di stupire il Cagliari di Pisacane. La formazione sarda sbanca anche il Bluenergy Stadium, battendo per 1-0 l’Udinese grazie alla rete di Maldini in avvio di ripresa. L’attaccante italiano risponde così sul campo dopo la difficile settimana vissuta per questioni extracalcistiche ma culminata con la convocazione in azzurro per i prossimi impegni di Nations League. Una sconfitta amara, invece, per i padroni di casa che non sono riusciti a capitalizzare la mole di gioco prodotta. Quattro vittorie su cinque incontri: con questo bilancio il Cagliari si affaccia alla lunga sosta nazionali. Match scoppiettante sin dai primi minuti con entrambe le squadre che hanno diverse occasioni per sbloccare il risultato. All’intervallo, però, è certamente l’Udinese quella con i maggiori rimpianti. La migliore chance per i bianconeri arriva al 25′, quando Davis ruba palla, salta Rodriguez e calcia a giro di sinistro con il pallone che sfiora il secondo palo. L’attaccante inglese sarà poi costretto al forfait al 38′, a seguito di un problema muscolare. Qualche minuto prima, dopo un liscio di Zaniolo, Vojvoda aveva calciato alto da dentro l’area di rigore, sprecando l’assist proveniente dalla corsia mancina di Kamara. Nel finale di frazione, invece, Caprile è riuscito a rimediare ad un suo errore in impostazione, parando con la gamba il tentativo di Gueye. In generale, l’Udinese fa la partita, mentre il Cagliari predilige il gioco in ripartenza: gli ospiti calciano, di fatto, solo dalla distanza con Mendy e Romano non trovando però lo specchio della porta. In apertura di secondo tempo Caprile tiene a galla gli ospiti, respingendo l’assedio dell’Udinese, grazie a tre grandi parate nell’arco di cinque minuti (due sue Gueye, una su Kabasele). I bianconeri sembrano in controllo, ma al 54′ ecco l’episodio che rimescola le carte in tavola. Da una punizione a proprio favore, i ragazzi di Runjaic si fanno gol da soli: sul retropassaggio errato di Kabasele, infatti, si avventa Maldini che scarta Okoye e sigla l’1-0. Reazione rabbiosa dell’Udinese che si riversa nuovamente in avanti, seppur con poca lucidità e tanta confusione. Sulla strada dei bianconeri, però, c’è un Caprile decisamente insuperabile che all’83’ si distende a mano aperta per evitare un clamoroso autogol di Winks. Con questa vittoria il Cagliari sale a 12 punti mentre l’Udinese rimane a quota 4, perdendo la terza partita di fila. – foto Ipa Agency – (ITALPRESS).
PECHINO (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina ha pubblicato ieri un piano quinquennale dedicato all’industria farmaceutica, fissando obiettivi tra cui il mantenimento all’avanguardia a livello mondiale della ricerca, dello sviluppo e dell’applicazione in campo biomedico entro il 2030. Una mossa che segnala la determinazione del Paese a trasformare l’innovazione farmaceutica in un punto di forza strategico. Il piano, pubblicato congiuntamente dal ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione e da altre nove autorità, punta a imprimere, tra il 2026 e il 2030, un importante salto di qualità alla competitività di base e all’influenza internazionale dell’industria farmaceutica cinese. L’obiettivo è conseguire, nello stesso periodo, progressi sistematici nelle tecnologie chiave dei settori strategici. In particolare, i farmaci “first-in-class” sviluppati in Cina dovrebbero rappresentare almeno il 25% del totale mondiale, mentre il numero di farmaci innovativi autorizzati all’immissione in commercio dovrebbe collocarsi tra i più elevati al mondo. Secondo il piano, il settore dei farmaci innovativi dovrebbe crescere a un tasso medio annuo di almeno il 20%. La Cina punta inoltre ad accelerare lo sviluppo del settore biomedico affinchè si affermi come industria pilastro a livello nazionale. Secondo il piano, entro il 2030 i ricavi complessivi delle imprese farmaceutiche che superano una determinata soglia, ovvero un fatturato annuo derivante dall’attività principale di almeno 20 milioni di yuan (circa 2,96 milioni di dollari), dovrebbero raggiungere almeno 3.500 miliardi di yuan. Il numero di aziende con ricavi annui superiori a 10 miliardi di yuan dovrebbe salire a 50. Almeno cinque farmaci cinesi dovrebbero inoltre registrare vendite annue globali superiori a un miliardo di dollari, secondo il piano. Il documento arriva in un momento cruciale in cui l’industria farmaceutica cinese sta passando rapidamente dal tradizionale ruolo di fornitore di principi attivi farmaceutici e di grande mercato di consumo a una nuova fase caratterizzata dall’esportazione di farmaci innovativi. Nella prima metà di quest’anno, in Cina sono stati approvati 38 farmaci innovativi, 31 dei quali, oltre l’80%, sviluppati a livello nazionale. Alla fine del 2025, la Cina contava 4.751 farmaci innovativi in fase di sviluppo, pari a un terzo del totale mondiale, collocandosi al primo posto a livello globale per numero di farmaci in fase di sviluppo. Anche il settore nel suo complesso ha mostrato una forte vitalità. Nella prima metà dell’anno, il valore aggiunto della produzione industriale delle imprese farmaceutiche cinesi con ricavi superiori alla soglia di 20 milioni di yuan è cresciuto del 6,4% su base annua. Inoltre, i farmaci innovativi cinesi hanno ampliato la loro presenza sui mercati internazionali. Il valore complessivo degli accordi di licenza all’estero relativi a farmaci innovativi cinesi ha superato quest’anno i 120 miliardi di dollari statunitensi, con un aumento del 36% su base annua.
SPIELBERG (AUSTRIA) (ITALPRESS) – Jorge Martin sfrutta la caduta di Pedro Acosta (Ktm) e si aggiudica la sprint race del Gran Premio d’Austria, quindicesimo appuntamento del Mondiale di MotoGp, sul circuito di Spielberg. Lo spagnolo dell’Aprilia – nuovo leader del Mondiale a 286 punti – è riuscito a precedere il connazionale Marc Marquez (Ducati), che ha chiuso al secondo posto a 1″026. Beffa enorme per Acosta che a tre giri dalla fine, dopo essere stato ampiamente in controllo, è stato vittima di una scivolata in curva 2. Terzo posto per Marco Bezzecchi (Aprilia), che anticipa Ai Ogura (Aprilia Trackhouse) e Alex Marquez (Ducati Gresini). Sesta posizione invece per Pecco Bagnaia (Ducati). Decimo Fabio Di Giannantonio (Ducati VR46). – foto Ipa Agency – (ITALPRESS).
NAPOLI (ITALPRESS) – “Le mie condoglianze alla famiglia Mazzola. Il mondo del calcio perde un grande uomo e un grande calciatore nella storia dell’Inter e della Nazionale italiana”. Inizia con il ricordo di Sandro Mazzola, deceduto nella notte a 83 anni, la conferenza stampa di Massimiliano Allegri. Il tecnico del Napoli ci teneva a rivolgere un pensiero a un’icona del calcio italiano, prima di parlare della sfida di domani in casa della Fiorentina.
“Al Franchi giocheremo una delle partite più importanti per il nostro cammino in campionato”, dice l’allenatore degli azzurri che vede una squadra in crescita e che fa il punto della situazione sull’infermeria. “Il gruppo sta bene, abbiamo perso Spinazzola per un affaticamento e rientrerà dopo la sosta. In compenso domani con noi ci sarà anche Anguissa che ha svolto la settimana di allenamento differenziato ma oggi ha lavorato col gruppo. De Bruyne sta bene e domani partirà dall’inizio – annuncia Allegri -. Stiamo crescendo di condizione, a Firenze chiuderemo il primo mini ciclo di questo campionato. Speriamo di chiuderlo bene per poi riprendere al meglio tra 21 giorni dopo la sosta con rientri importanti in rosa”. Fiducia nel gruppo e buone sensazioni. “La vittoria col Bologna ci ha fatto bene, anche per il morale. Avevamo fatto una buona prestazione anche con l’Arsenal, a mio avviso. Domani sarà una sfida molto intensa contro una squadra di ottima tecnica e velocità. Poi al Franchi è sempre difficile giocare per il clima caldo. Credo che domani sia una delle partite più importanti della nostra stagione”.
Allegri si sofferma su un ragazzo che si sta confermando dopo l’ottimo campionato dello scorso anno con il Catanzaro. “Nessuno forse si aspettava un impatto così positivo in due gare tra l’altro molto complicate come quello di Favasuli. Ma va lasciato sereno, la sua deve essere una crescita costante e graduale. E lo stesso discorso vale anche per Vergara. Sono dei giovani che devono migliorare in senso sia tecnico che fisico, la responsabilità non va messa su di loro ma sulla squadra che deve contribuire alla loro maturazione”. Al di là dei singoli, degli assenti e dei giocatori da recuperare, il concetto che davvero interessa a Massimiliano Allegri riguarda il collettivo. “In questo momento non abbiamo tutta la rosa a disposizione, ma ciò che conta è avere uno spirito di gruppo affinchè ogni elemento che sarà impiegato possa esprimersi al massimo in ogni momento della stagione”, conclude Allegri.
Intervento dei Vigili del Fuoco del Comando di Catanzaro, Distaccamento di Soverato, per un incidente stradale verificatosi sulla Strada Statale 106, in prossimità dello svincolo di Pietragrande, nel territorio del comune di Stalettì. Nell’incidente sono rimaste coinvolte due autovetture, una Alfa Romeo 147 e una Ford Fiesta. A seguito dell’impatto, la prima vettura si è ribaltata sulla sede stradale. Quattro le persone rimaste ferite, affidate alle cure del personale sanitario del Suem 118 e successivamente trasferite presso una struttura ospedaliera per ulteriori controlli e accertamenti. L’intervento dei Vigili del Fuoco è valso alla gestione della situazione di emergenza, alla messa in sicurezza dell’area interessata dal sinistro e delle vetture coinvolte. Sul posto presenti i Carabinieri e la Polizia Locale per gli adempimenti di competenza, personale Anas per il ripristino delle condizioni di sicurezza della sede stradale e il soccorso stradale per il recupero dei mezzi incidentati. Nel tratto interessato dal sinistro, la circolazione è proseguita su un’unica corsia fino al termine delle operazioni di soccorso e messa in sicurezza
ORVIETO (TERNI) (ITALPRESS) – “A Roma Futuro Nazionale presenterà le sue liste, ricordo che oltre al sindaco, si dovranno eleggere i rappresentanti dei 15 municipi, avremo un bel da fare sul territorio per presentare una squadra molto coesa”. Lo ha detto Antonio Maria Rinaldi, responsabile del dipartimento economico di Futuro Nazionale e coordinatore romano, a margine della due giorni del partito, “Il futuro dell’Italia. Il sovranismo sociale per una vera identità europea”, a Orvieto. “Per quanto riguarda il candidato sindaco, c’è il nostro presidente, il generale Roberto Vannacci, che ha sul tavolo un paio di opzioni – ha aggiunto Rinaldi – e vedremo quale nome uscirà”.
Non chiamatelo intellettuale, ché anche lo era. Non chiamatelo Professore, ché anche lo era. Non chiamatelo Preside, ché anche lo era. Non chiamatelo Amministratore e Consigliere Comunale della sua città, quella che scelse giovanissimo per viverci e donare tanta parte di sé, ché anche lo era.
Non chiamatelo Sindaco, ché anche lo era della sua città, quella dalla quale non si separò mai effettivamente, anche quando gli affetti familiari lo portarono a Milano o da quelle parti. Non chiamatelo politico, se anche lo era, e di che livello di intelligenza e di attivismo! Non chiamatelo il democristiano, anche se questo egli era sin da giovanissimo, conservandosi tale anche quando la Democrazia Cristiana fu costretta a scomparire dalla scena politica.
Non chiamatelo neppure oratore intenso, anche se davvero lo era, per quella sua parola vibrante di cultura e di onestà. Perché si è onesti anche quando si usa la parola per aiutare il dialogo e la comprensione tra le persone, per contribuire a realizzare le decisioni più unitarie e maggiormente benefiche per gli interessi della gente.
In particolare, della povera gente, quella povera anche di rappresentanza in quanto povera di voti da scambiare, anche se ricca del consenso personale nel quale si depositano sofferenze e bisogni.
Chiamatelo solo uomo appassionato e innamorato.
Appassionato di ciò di cui si innamorava, ché la passione è il fuoco che accende l’amore e, come il vento, lo porta dove l’amore vuole andare, perché ne sente il dovere più che il bisogno per sé stesso.
La passione per gli studi. Ampi, articolati, diffusi, poliedrici, multidisciplinari erano i suoi. Ha sempre studiato di tutto, quasi quanto la filosofia, il latino, il greco, l’italiano.
E in quest’ambito della conoscenza studiava con passione e si innamorava di Dante Alighieri e della Divina Commedia, della quale conosceva tutto e alla quale donava il pensiero critico che egli si formava dentro quei versi, quei canti, quelle parti, unendole tutte e tre, pur tenendole distinte.
Perché l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso non erano soltanto la scala che avrebbe condotto al cospetto di Dio, portato per mano dalla sua Beatrice: erano anche gli spazi, indipendenti e dipendenti, nei quali l’uomo vive la sua sofferta umanità e le sue contraddizioni. E la sua più grande aspirazione, la vita infinita nella Pace.
Passione, amore per il sapere, che lui raggiungeva spaziandovi al suo interno attraverso quella curiosità che, per lui, non era soltanto di carattere intellettuale, ma era proprio insita nella sua persona: fuoco sempre acceso nella sua spiccata intelligenza.
Quella intelligenza straordinaria con la quale, e io posso documentarlo per averlo visto all’opera nelle riunioni del suo e mio partito negli anni belli della politica, che a Soverato, oltreché in Calabria, erano particolarmente vivaci.
Passione, la sua e quella degli altri ai quali si rapportava, che egli sapeva moderare o frenare quando avrebbero potuto disturbare il dibattito e la scelta democratica, trovando sempre, ma proprio sempre, un punto di equilibrio che lo portava a far valere le ragioni degli altri e anche le sue quand’erano contrastanti, arretrandole di un passo ma senza perdere la sostanza che le animava.
Passione per la politica in generale e amore, amore grande, per la democrazia. E passione, amore per la Costituzione, spirito autentico e intenso della democrazia, alito di libertà di cui la democrazia si sostanzia.
Passione e amore per la gente, che sollecitava con vigore anche intellettuale all’impegno politico e alla partecipazione, da qualsiasi parte ideale o ideologica essa volesse provenire.
Passione, amore per questa nostra terra, per le sofferenze che le venivano inflitte dai ladri delle sue ricchezze e dagli insipienti della politica. Passione, amore per questa terra che, nonostante la sua asciuttezza voluta e imposta, aveva straordinarie prospettive.
Quelle individuate e sostenute dai migliori uomini di questa terra, in particolare da quello che lui ha amato maggiormente e che ha seguito fedelmente come allievo, studiandone il pensiero e l’azione politica e proseguendola nella sua propria attività, quando un tragico destino quell’uomo straordinario se l’è portato via.
Quel gigante del pensiero e della politica, come egli lo definiva, si chiamava Tonino Guarasci, primo presidente della Giunta regionale.
Tanto amore e passione aveva per lui che gli fece intitolare l’edificio nuovo del Liceo Scientifico che presiedeva e ha presieduto fino al pensionamento, come ancora si usa dire dalle nostre parti.
Passione e amore incondizionati per Soverato e per quel suo maestro, diciamo, della città, che fu l’indimenticato e indimenticabile sindaco, che con la sua alta visione aveva trasformato un piccolo borgo diviso tra la marina dei pescatori e la sua parte antica, posta leggermente in alto: Tonino Calabretta.
Passione, amore per questa città che lui ha servito con dignità e onore da Consigliere Comunale, poi da assessore e, anche se brevemente, da Sindaco, costretto a un tempo breve di durata proprio perché la sua visione della città era troppo alta e troppo coraggiosa perché potesse essere compresa da la maggior parte chi faceva politica, mentre lo era esattamente per quei pochi, che temendo per i propri interessi, contrastarono quell’alta visione legata a quell’antica idea di quel primo Sindaco, che fu fermata troppo presto.
Passione e amore per due ambiti che la forza della sua cultura seppe tenere ben distinti, non lontani, non separati, ma distinti e autonomi: la fede nella sua chiesa e la laicità dell’azione politica.
La fede, usandola come ispirazione al buon agire in politica; la laicità, per conservare la forza straordinaria delle libere istituzioni democratiche.
Passione e amore che portarono quest’uomo semplice e umile, da allievo dei più grandi, a farsi Maestro grande per tutti noi.
Lo abbiamo ammirato e rispettato sempre, anche quando, con quasi timidezza e modestia, tornato da Milano, partecipava ai convegni di cultura ai quali veniva invitato.
Alcune volte l’ho visto seduto, quasi rannicchiato in quel suo corpo che si faceva sempre più esile e più piccolo, in una delle sedie in fondo alla sala.
Questo piccolo grande uomo, dall’intelletto robusto, dall’intelligenza coraggiosa, dalla cultura vasta, dalle grandi passioni e dall’amore immenso, si chiama Gerardo Pagano: il Professore, l’intellettuale, il politico, il Sindaco, l’innamorato della vita, delle persone, del mondo e di Soverato.
È morto poche ore fa a Milano.
E noi lo vedremo presto tornare nella sua Soverato, dove ha scelto di far riposare il suo corpo stanco e malato, ma dove vivranno per sempre le sue passioni e il suo amore.