L’intelligenza artificiale può aiutare l’uomo, non sostituirlo
NAPOLI (ITALPRESS) – L’intelligenza artificiale è certamente un aiuto per l’uomo. Se usata male, i rischi sono enormi. Ne parla l’economista Gianni Lepre.fsc/azn
NAPOLI (ITALPRESS) – L’intelligenza artificiale è certamente un aiuto per l’uomo. Se usata male, i rischi sono enormi. Ne parla l’economista Gianni Lepre.
ROMA (ITALPRESS) – “Non dimenticheremo mai la notte del 24 agosto 2016. Alle 3.36 la prima, terribile, scossa della drammatica sequenza sismica che per mesi ha sconvolto il Centro Italia, distruggendo interi borghi e colpendo un pezzo vastissimo del nostro territorio nazionale. Oggi rendiamo omaggio alla memoria delle 299 vittime del terremoto e torniamo a stringerci ai loro cari, in questa giornata di ricordo e commemorazione”. Così, sui social, la premier Giorgia Meloni. “In questi dieci anni sono state tante le difficoltà. Troppi rinvii e false partenze hanno impedito che la ricostruzione potesse procedere rapidamente. Il Governo ha raccolto questa responsabilità e ha lavorato, con costanza e determinazione, affinchè potesse concretizzarsi un deciso cambio di passo. I dati testimoniano che la direzione è cambiata, sia per quanto riguarda i contributi concessi e già liquidati per la ricostruzione privata, sia per quello che concerne la ripresa degli investimenti per la ricostruzione pubblica, per troppo tempo rimasta bloccata”, aggiunge.
“In questo cammino – osserva Meloni – sono tornati a splendere anche alcuni dei simboli più significativi e identitari del territorio. Come la Basilica di San Benedetto a Norcia, quasi completamente distrutta dalla scossa del 30 ottobre 2016. Altrettanto incessante l’impegno per sostenere la ripresa economica e sociale, essenziale per garantire che i borghi e le città colpiti dal terremoto possano continuare ad essere vivi e vitali. Molto è stato fatto, ma altrettanto resta da fare. E, per questo, non abbiamo intenzione di fermarci. Dando ancor più forza e continuità a quel grande lavoro di squadra che, in questi anni, ha visto protagonisti tutti i livelli istituzionali nazionali e locali, insieme al tessuto economico, sociale e produttivo e ha permesso di raggiungere risultati inizialmente impensabili.
L’obiettivo rimane comune e condiviso: vincere la sfida della rinascita dell’Appennino centrale”, conclude la premier.
(ITALPRESS).
-Foto: Palazzo Chigi-
ROMA (ITALPRESS) – “La notte del 24 agosto di dieci anni addietro, il violento terremoto che ebbe epicentro tra Accumoli e Arquata del Tronto, nel cuore dell’Appennino centrale, colpì numerosi comuni tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, a cui seguirono ulteriori sequenze sismiche fino agli inizi del 2017. Con il suo bilancio di 299 morti, 365 feriti e più di 40.000 sfollati, quel terremoto – delle cui devastazioni Amatrice è divenuta simbolo – costituisce una pagina drammatica della storia della Repubblica e funge da monito costante sulla necessità continua di potenziare i meccanismi di prevenzione e intervento da attuare al verificarsi dei fenomeni sismici a cui è soggetto il nostro territorio”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
“I volontari accorsi da tutta Italia, il loro prezioso e generoso operato, insieme alla prontezza degli interventi delle Autorità di primo soccorso sono stati veicolo di aiuti e assistenza, portando anche un segnale di speranza e di ripartenza con cui si è dato inizio a un processo di ricostruzione. Così come in occasione delle altre catastrofi naturali che si sono registrate nel nostro territorio, lo spirito di solidarietà che unisce il popolo italiano si è rivelato un efficace strumento di resilienza e contenimento dinanzi a calamità di così ampia portata e violenza”, aggiunge.
“Il risanamento è un percorso, non privo di complessità, che richiede l’impegno di essere ultimato nel più breve tempo possibile ed è un richiamo alla responsabilità collettiva di ripristinare quella normalità che è stata spezzata nei territori colpiti da questa tragedia. In questo giorno di memoria, mi unisco al dolore di coloro che hanno subito la perdita di familiari ed esprimo la mia vicinanza ai feriti e a quanti si sono ritrovati improvvisamente in condizioni di grande difficoltà”, conclude il capo dello Stato.
(ITALPRESS).
-Foto: Quirinale-

Cecè’ Barretta a Soverato : il lungomare Giovanni Paolo II si è infiammato al ritmo di una musica semplice, genuina ma di alta qualità! Il Frontman di Rocca di Neto ha fatto ballare una marea di persone in una notte di fine agosto che sicuramente sarà ricordata come una delle perle più belle dell’estate soveratese.
Il Sindaco Daniele Vacca, il vice Sindaco Lele amoruso ed il promoter Teo Sinopoli, della Xenia, hanno colpito nel segno : Cecè Barretta con due ore piene di musica ha travolto ed emozionato il numerosissimo pubblico accorso.
Dopo i trentamila del Jova Party a Germaneto anche i diecimila del Cece’ Barretta Show di Soverato hanno confermato il successo di un tipo di musica ritmica, etnica e fortemente connotata territorialmente.
Un evento i cui protagonisti sono stati i tantissimi appassionati di un menestrello che si è costruito da solo il proprio successo, dimostrando sul palco splendida poliedricità, ottima cifra tecnica e grande presenza scenica.
Cecè Barretta non ha tradito le aspettative e la penultima domenica di agosto è diventata una sorta di ” Woodstock de noantri” coinvolgente e terribilmente trascinante.
La Calabria straordinaria si è mostrata in tutta la sua bellezza in un concerto che ha strappato applausi a scena aperta, illuminato dalla luna e baciato dallo sciabordio delle onde.
La musica vera, la musica popolare, la musica che non ti fa stare mai fermo ha fatto tappa nella Perla dello Jonio e Cecè Barretta si è confermato artista di pregio e testimone verace della calabresita’ di qualità.
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Alle ore 19:57 del 23 agosto, i Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Catanzaro, Distaccamento di Chiaravalle Centrale, sono intervenuti sulla SP 171/2, al km 21,350, nel territorio comunale di Chiaravalle Centrale, per un incidente stradale che ha coinvolto una Fiat Panda Cross.
Per cause in corso di accertamento, il conducente ha perso il controllo del veicolo che, dopo aver sfondato il guardrail, è precipitato in una scarpata per un dislivello di oltre 15 metri.
Il conducente, che ha riportato lievi traumi ma visibilmente provato è stato affidato alle cure del personale sanitario del 118 e successivamente trasferito presso una struttura ospedaliera per gli accertamenti e le valutazioni del caso.
Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri della Stazione di Chiaravalle Centrale, per gli adempimenti di competenza.
L’intervento dei Vigili del Fuoco è stato finalizzato al soccorso e alla messa in sicurezza dell’area e del veicolo incidentato
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TORINO (ITALPRESS) – L’esordio in campionato sorride al Milan, vittorioso per 2-1 nella tana del Torino. Sono il giovanissimo Cissè e Rabiot a mettere la firma sui tre punti per i rossoneri, maturati nella ripresa prima del gol della bandiera di Adams. La prima fiammata del match arriva alla mezz’ora ed è per gli ospiti. Chukwueze entra in area dalla destra e ci prova con il mancino sul primo palo, ma Mascardi respinge con i piedi. Gli uomini di Amorim si rendono maggiormente pericolosi, con i loro avversari che faticano a uscire palla al piede da dietro, ma senza creare ulteriori grattacapi a Mascardi. Il primo tempo si chiude a reti inviolate. All’8′ della ripresa, Fitz-Jim scodella una palla sul secondo palo sulla quale Coco interviene di testa, ma Simeone arriva con un attimo di ritardo in spaccata senza riuscire a sfruttare la torre del suo compagno di squadra. Pochi minuti dopo, fanno il loro ingresso in campo Rabiot e Modric. Al quarto d’ora, Vlasic colpisce il pallone con il braccio fermando un cross dalla sinistra di Estupiñan, ma l’arbitro non assegna il rigore e non viene richiamato al Var. Sul fronte opposto, Gila è decisivo al 18′ quando ferma in scivolata un destro a botta sicura di Simeone.
Passato lo spavento, i sette volte campioni d’Europa sbloccano il risultato al 20′. Musah allarga per Rabiot, il quale mette al centro un pallone per Cissè, che stoppa di coscia e trafigge Mascardi con un destro nell’angolino lontano che vale l’1-0. Il raddoppio si concretizza tre minuti dopo. Chukwueze pennella un bel cross tagliato dalla destra sul quale è Rabiot ad arrivare prima di tutti e a trovare la deviazione vincente a pochi passi da Mascardi. I granata costruiscono una buona occasione al 29′, quando il neo entrato Njie anticipa Gila, entra in area e calcia con il destro, ma la palla si stampa sul palo esterno. Al 34′, Fitz-Jim scodella una palla invitante al centro per Comuzzo, che però spara alto da buona posizione. I padroni di casa sfiorano il gol al 39′ quando uno scatenato Njie se ne va sulla sinistra e mette una palla al bacio d’esterno per il neo entrato Aboukhlal, il quale sciupa tutto impattando male con il mancino e graziando così Maignan. In pieno recupero, la squadra di Abate firma la rete della bandiera grazie a una spettacolare girata di destro di Adams, abile a sfruttare un piazzato dalla sinistra di Gineitis. Il risultato non cambierà più. Può quindi sorridere il Milan, che tornerà in campo venerdì a San Siro contro il Venezia.
– foto Ipa Agency –
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BERGAMO (ITALPRESS) – Una vittoria sofferta, con sprazzi di bel gioco e diversi meccanismi ancora da registrare. Buona la prima per la nuova Atalanta di Maurizio Sarri che batte 2-1 il Sassuolo all’esordio in campionato: in gol Raspadori e Krstovic, inutile la rete del momentaneo pari di Odenthal. Nel prossimo turno ci sarà un’altra gara casalinga contro il Bologna, ma prima gli orobici saranno impegnati nel ritorno del playoff di Conference League contro l’Hapoel Tel-Aviv (0-0 all’andata). Il Sassuolo esordirà davanti al proprio pubblico sabato 29 agosto, alle 18.30 è in programma il match contro il Torino.
Recuperato Scalvini nell’ultimo allenamento utile, Sarri ha confermato il 4-3-3 schierando Pasalic in mediana al posto di Samardzic e Zappacosta sulla destra (out Bellanova). In panchina Samardzic e il nuovo acquisto Elmas. Aquilani ha risposto con uno schieramento speculare, con Bowie unico riferimento offensivo supportato da Volpato e Laurentiè.
L’Atalanta ha giocato con maggiore convinzione rispetto alla sfida di Conference, alla prima vera occasione i bergamaschi sono passati in vantaggio sull’asse Gaetano-Raspadori, imparabile la conclusione terminata sotto la traversa di Muric. Il Sassuolo ha risposto con lo stesso Laurentiè, al 25′ Zappacosta ha scheggiato la traversa dopo un affondo sulla corsia destra. Nel quarto d’ora finale i neroverdi sono cresciuti in fase di palleggio sfiorando il pari in diverse occasioni: decisiva la parata di Carnesecchi sull’inserimento di Adzic, Bowie sugli sviluppi di un corner non è riuscito a ribadire il pallone in rete.
Nella ripresa il Sassuolo ha iniziato con un piglio differente, al 10′ è arrivato il gol del pareggio sugli sviluppi di una rimessa laterale: Kossounou ha sfiorato il pallone servendo involontariamente l’assist a Odenthal, che solo nell’area piccola ha siglato la rete dell’1-1. Al quarto d’ora sono arrivati tre cambi per i padroni di casa: in cinque minuti Krstovic, dopo aver vinto un duello con Macchioni, ha segnato la rete del nuovo vantaggio bergamasco. In pieno recupero ci ha provato Cinquegrano, ma la conclusione è terminata sul fondo. Festa per i bargamschi al triplice fischio.
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VENEZIA (ITALPRESS) – Il Lecce inaugura la nuova stagione con un grande colpo in trasferta. I ragazzi di Eusebio Di Francesco espugnano 0-2 il “Penzo” di Venezia nel match valevole per la prima giornata di Serie A 2026/2027: a decidere la contesa sono i gol di Gorter e di Tiago Gabriel.
I padroni di casa partono con il piede sull’acceleratore e, dopo soli 8′, si fanno vedere dalle parti di Falcone con una conclusione di Hainaut, che termina di poco sul fondo. La squadra arancioneroverde mantiene il pallino del gioco e al 16′ trova la rete del vantaggio con Correia, che però viene annullata dopo una revisione Var: l’ex Valencia tocca il pallone con il braccio di calciare verso la porta. Nonostante il pericolo scampato, il Lecce continua a far notevole fatica, prestando il fianco agli avversari. Al 22′ Falcone è chiamato al grande intervento su Yeboah che, si vede negare il gol del vantaggio. 10′ più tardi è ancora il Venezia a rendersi pericoloso con Busio, la cui conclusione dalla distanza finisce di un soffio alla destra di Falcone. Primo tempo di sofferenza per i ragazzi di Eusebio Di Francesco che, però, al 37′ sfiorano l’1-0 con Coulibaly, che si gira in area e calcia colpendo un clamoroso palo. Al termine dei 3′ di recupero, si va a riposo sul parziale di 0-0.
In apertura di ripresa i giallorossi trovano subito la rete del vantaggio con un tiro dalla distanza di Olaf Gorter che, complice una deviazione, sorprende Stankovic firmando l’1-0. La compagine veneta è costretta a cambiare completamente registro e prova ad affidarsi alle sostituzioni di mister Giovanni Stroppa, ma non ha più la stessa fluidità di manovra della prima frazione. La prima vera occasione del secondo tempo per il Venezia arriva soltanto al 72′, quando Falcone salva tutto su un colpo di testa di Franjic. 3′ dopo Basic agguanta il pareggio, ma la sua rete viene subito annullata per fuorigioco. Gli ospiti difendono in maniera ordinata e al momento giusto chiudono i giochi: all’80’ il neo-entrato Tiago Gabriel svetta su tutti e devia in porta un ottimo cross di Veiga. Dopo aver fallito due incredibili chance il tris con Stulic, i salentini erigono un muro invalicabile e blindano il 2-0 che vale un prezioso successo. Arrivano, dunque, i primi tre punti della stagione per il Lecce, mentre il Venezia deve leccarsi le ferite e resta a zero. Venerdì i veneti torneranno in campo per affrontare il Milan nella trasferta del Meazza; i pugliesi, invece, lunedì 31 agosto ospiteranno la Roma al Via del Mare.
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FROSINONE (ITALPRESS) – La Juventus soffre ma vince di misura all’esordio in campionato contro il Frosinone di Massimiliano Alvini. Per la squadra di Luciano Spalletti decisiva la rete nel primo tempo di Bremer, a fronte però di tante occasioni non sfruttate. Inizio di gara intenso, con entrambe le squadre pronte a ripartire con velocità. La prima chance ce l’ha la Juventus al quarto d’ora, con il cross dalla destra di Douglas Luiz per il colpo di testa di Bremer, fuori di poco. Bianconeri vicini al gol, così come al 19′, quando sugli sviluppi di corner Kolo Muani si ritrova il pallone sui piedi a centimetri dalla rete, mancando però la coordinazione e calciando alto. La squadra di Spalletti resta pericolosa sulle palle inattive ed è da calcio d’angolo che al 22′ passa in vantaggio: dalla bandierina Douglas Luiz libera Conceicao che crossa con il tempo giusto per la testata vincente di Bremer. Nel finale di primo tempo torna avanti il Frosinone, con il tiro di Bracaglia respinto da Vicario sui piedi di Kvernadze, che calcia poi largo. Brivido per la Juventus, che va però vicina allo 0-2 poco più tardi, con Palmisani che respinge sul palo il destro di Kalulu e poi anche la successiva ribattuta di Yildiz.
Nella ripresa la Juventus trova nuovi spazi ma manca di lucidità al 52′, con Celik che serve in area Conceicao, che col sinistro manda ancora alto. Altra occasione per i bianconeri, alla quale risponde il Frosinone, con Fini che dalla destra si accentra e calcia, attento Vicario. Qualche rischio per Locatelli e compagni, con il Frosinone che alza il proprio baricentro. Spalletti interviene con gli ingressi di Boga e Zhegrova per aumentare la lucidità offensiva dei suoi. Cambi effettuati però anche dai gialloblu, con Hasa, Masini e Zerbin a intensificare le azioni del Frosinone che nel recupero – poco dopo l’uscita per infortunio di Vicario per Perin – colpisce la traversa su corner con Calvani. Ultimo episodio della gara che si chiude con il successo bianconero.
– foto Ipa Agency –
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RIMINI (ITALPRESS) – I danni prodotti dall’uso precoce e incontrollato degli strumenti digitali sono ormai al centro della ricerca scientifica, dell’iniziativa legislativa e delle preoccupazioni delle famiglie. Ma il limite non è necessariamente il contrario della libertà: può offrire a bambini, adolescenti e genitori la possibilità di scegliere quando e come entrare negli ambienti digitali, senza subire da soli la pressione sociale e commer-ciale delle piattaforme. E’ la prospettiva emersa dall’incontro ‘Smartphone: limitare per liberare?’, trasmesso in differita sui canali digitali di IlSussidiario Tv. Sono intervenuti Antonio Affinita, direttore generale del MOIGE; Stefania Garassini, docente di Content Management e Digital Journalism all’Università Cattolica del Sacro Cuore, membro del consiglio di amministrazione della Fondazione Patti Digitali e autrice del volume Smartphone; Giada Ragone, professoressa di Diritto costituzionale e pubblico all’Università degli Studi di Milano. Ha introdotto Lorenza Violini, professoressa di Diritto costituzionale nella stessa università. Il dialogo ha richiamato le responsabilità di adulti, scuole, legislatore e piattaforme nella tutela dei minori. La conclusione condivisa è che nessuna misura isolata è sufficiente: servono limiti praticabili, gradualità, formazione e alleanze che impediscano alle famiglie di affrontare da sole una trasformazione tanto rapida.
Stefania Garassini ha aperto il confronto richiamando il processo in corso a Oakland contro Meta, accusata di aver continuato a proporre i propri prodotti pur conoscendone rischi e danni. Uno di loro ha dichiarato di essere stato ‘la cavia inconsapevole di un enorme esperimento socialè nel quale l’infanzia era stata ridotta a tempo di visione venduto agli inserzionisti: ‘Per questa azienda noi non eravamo bambini, eravamo datì. Per Garassini questa testimonianza mostra perchè contrapporre divieto e libertà rischia di essere fuorviante. Un adolescente oggi non è realmente libero di non essere sui social: la vita dei coetanei si svolge anche lì e l’assenza alimenta la paura di essere escluso. Eppure quei mondi sono vissuti come difficili. In un sondaggio del New York Times, il 47 per cento dei teenager si è detto favorevole alla chiusura di TikTok. Il limite d’età può quindi consentire di uscire insieme dalla pressione, non perchè ogni social sia cattivo, ma per decidere quando e come utilizzarlo. Like, visualizzazioni e follower collegano il giudizio sociale all’autostima e la gestione del tempo può scivolare nella dipendenza. ‘C’è bisogno di un limite proprio per riscoprire la libertà’, ha sintetizzato Garassini, indicando nella gradualità il criterio per avvicinarsi allo smartphone quando si possiedono strumenti più maturi di consapevolezza e scelta.
Le ricerche raccolte dalla Società Italiana di Pediatria confermano, secondo Garassini, diversi effetti nega-tivi dell’esposizione precoce agli schermi. Sul linguaggio, guardare uno schermo al posto di un adulto che parla riduce le occasioni di imparare parole nuove: il bambino apprende dalla persona che si rivolge a lui. Sul piano dell’attenzione, uno smartphone saturo di stimoli arriva in un cervello che sta ancora imparando a con-centrarsi e può compromettere la capacità di mantenere un’attenzione continuativa. Sono documentati anche l’impatto sul sonno e l’aumento della miopia. Un ulteriore rischio riguarda la regolazione emotiva. Usare il telefono per calmare un bambino è efficace nell’immediato, ma gli impedisce di elaborare noia e frustrazione e di sviluppare strategie personali per affrontarle. «Non usare mai lo smartphone come ciuccio», è la racco-mandazione richiamata dai pediatri. Consegnare presto un dispositivo connesso significa inoltre introdurre il minore in uno spazio pensato da adulti e per adulti, accelerando la corrosione dell’infanzia e inducendo bisogni commerciali estranei alla sua età. Garassini ha citato le “Sephora kids”, bambine che chiedono prodotti di skincare anzichè giochi, e la perdita dello stupore osservata da un’insegnante quando i bambini conoscono già attraverso le immagini online ciò che i compagni hanno fatto nel fine settimana. Il rischio è creare risposte a domande non ancora nate, comprimendo un tempo nel quale problemi e scoperte dovrebbero avere ancora forme proprie dell’infanzia.
La difficoltà educativa emerge con chiarezza dalla distanza tra ciò che i genitori ritengono giusto e ciò che riescono concretamente a fare. Una ricerca svolta su circa seimila genitori di scuole primarie e secondarie milanesi ha mostrato che la maggioranza considera ideale consegnare lo smartphone dopo i tredici o quattordici anni, mentre nella realtà il dispositivo arriva prevalentemente a undici anni. La Fondazione Patti Digitali nasce per superare questa solitudine: gruppi di genitori di una classe, di una scuola o di un territorio concordano regole e un’età condivisa, indicata nei tredici anni anche dalle raccomandazioni pediatriche. ‘Le regole non sono in opposizione all’educazionè, ha affermato Garassini: offrono un quadro nel quale recuperare la libertà di educare. Il “no” allo smartphone precoce deve però aprire molti “sì”: esperienze alternative, utilizzo condi-viso della tecnologia, dispositivi più facilmente controllabili come computer e console, momenti di preparazione all’autonomia. Il patto non è una petizione, ma l’inizio di un impegno comune che può estendersi dalla famiglia alla scuola e al territorio. Garassini ha invitato anche a valorizzare ciò che di positivo esiste nel digi-tale, accompagnando con curiosità le passioni dei figli. La frase di don Bosco – ‘Vorrei che gli educatori amassero ciò che piace ai ragazzi, affinchè i ragazzi amino ciò che piace agli educatorì – indica un rapporto nel quale protezione e condivisione rendono possibile il discernimento.
Giada Ragone ha descritto un quadro normativo in rapido movimento. Dopo l’Australia, che nel 2024 ha introdotto una soglia minima di sedici anni per l’accesso ad alcune piattaforme, Francia, Regno Unito, Dani-marca, Grecia e Italia hanno avviato discussioni legislative; nello stesso tempo diverse corti hanno sanzionato piattaforme considerate incuranti degli effetti sui minori. La regolazione deve però conciliare beni differenti: sicurezza e salute, autodeterminazione e libertà di espressione, privacy, responsabilità dei genitori e obblighi delle aziende. Anche la verifica dell’età deve essere efficace senza trasformarsi in identificazione e sorve-glianza generalizzate. Il disegno di legge 1136 prevede verifica dell’età, intervento dei genitori sotto i quindici anni, sanzioni e tutele per baby influencer e gamer. Ragone ha richiamato la decisione del Conseil Constitu-tionnel francese del 14 agosto, che ha giudicato sproporzionato un divieto generalizzato sotto i quindici anni, privo di distinzioni per piattaforma, rischio, maturità e intervento familiare. Resta inoltre il paradosso della privacy: per proteggere i minori si rischia di raccogliere documenti, fotografie e ulteriori dati sensibili anche degli adulti. ‘Non si può cedere all’illusione che la sola legge sia risolutivà, ha osservato. Se per crescere un bambino serve un villaggio, prepararlo ad abitare lo spazio digitale richiede ancora di più un’alleanza tra po-litica, famiglie e istituzioni educative.
Antonio Affinita ha raccontato le segnalazioni ricevute dal MOIGE: dipendenze dalle quali i ragazzi non riescono a liberarsi, sofferenze familiari e casi drammatici. La morte di una dodicenne perseguitata online ha spinto l’associazione a cambiare strategia e a promuovere, insieme ad altre realtà familiari, la prima class action inibitoria europea contro Meta e TikTok. La decisione del tribunale di Milano è attesa il 19 novembre. L’azione si concentra su tre richieste. La prima è impedire alle piattaforme di trattenere utenti al di sotto dell’età minima prevista: Affinita ha indicato in tre milioni e mezzo i bambini italiani sotto i quattordici anni presenti sui social. La seconda è eliminare gli algoritmi predatori, progettati attraverso tecniche persuasive per creare attaccamento e dipendenza dopaminergica, sfruttando un cervello ancora in crescita. La terza è introdurre av-visi chiari sul rischio di dipendenza. Secondo Affinita, le piattaforme possiedono strumenti sufficienti per riconoscere l’età probabile degli utenti: dopo poche ore di navigazione accumulano informazioni molto detta-gliate, mentre attribuire tutto a dati anagrafici falsi non risolve la responsabilità. L’esperienza australiana mostra, nella sua lettura, che l’efficacia dipende dal rispetto delle norme e dalla forza delle sanzioni. Le piatta-forme hanno risorse superiori a quelle di molti Stati, ma «la forza delle mamme e dei papà è più forte di tutti i potentati economici e finanziari». L’iniziativa giudiziaria non sostituisce la formazione condotta da oltre vent’anni con scuole e genitori: la integra con la richiesta che chi offre un servizio ai minori garantisca un prodotto sicuro.
Il legislatore deve fissare responsabilità e limiti proporzionati, le piattaforme devono verificare i rischi e modificare tecnologie che alimentano dipendenza, scuole e territori devono sostenere gli adulti. Ma nessuna legge può sostituire il rapporto educativo. Ragone ha ricordato che i futuri cittadini abitano già lo spazio digi-tale, nel quale opportunità di partecipazione convivono con polarizzazione, tribalizzazione e gruppi omologati dai like. Occorre quindi insegnare a riconoscere manipolazioni, difendere la propria dignità e rispettare chi pensa diversamente. Violini ha richiamato esperienze territoriali nelle quali esercizi commerciali lungo il per-corso casa-scuola consentono ai ragazzi di telefonare in caso di necessità, riducendo l’argomento della sicu-rezza spesso usato per anticipare lo smartphone. Affinita ha invitato a non scoraggiarsi, a coinvolgere le scuole nei progetti formativi e a chiedere una legge realmente efficace. Garassini ha proposto di partire dall’esempio degli adulti e da alleanze capaci di reggere la pressione sociale. Limitare per liberare significa allora rinviare l’accesso quando è precoce, preparare gradualmente all’autonomia, offrire alternative reali e continuare a in-teressarsi a ciò che i ragazzi incontrano online. Non è una battaglia contro il digitale, ma contro la rinuncia a educare. Genitori, insegnanti, istituzioni e associazioni possono costruire un ambiente nel quale la tecnologia torni a essere uno strumento scelto e non una presenza obbligata, restituendo ai minori tempo, relazioni e possibilità di crescere.
– foto ufficio stampa Meeting di Rimini –
(ITALPRESS).