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La Ferrari Luce presentata a Mattarella al Quirinale

ROMA (ITALPRESS) – E’ stata presentata al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Palazzo del Quirinale, la nuova Ferrari Luce ad alimentazione elettrica. Erano presenti John Elkann, Presidente di Ferrari Spa, Piero Ferrari, Vice Presidente di Ferrari Spa e Benedetto Vigna,
Amministratore Delegato di Ferrari Spa.

sat/gtr
(Fonte video: Quirinale)

Cina, pale eoliche da 107 metri “Made in China” salpano da Fuzhou verso l’Europa

Delle pale per turbine eoliche offshore da 107 metri, prodotte in Cina, sono salpate da Fuzhou alla volta dell’Europa. Realizzate nello stabilimento di GE Vernova nel Fujian, queste pale giganti sono progettate per turbine eoliche offshore di nuova generazione da 12-16 MW. La crescente industria eolica offshore della provincia sta diventando un importante polo di esportazione per il mercato globale delle energie rinnovabili. (XINHUA/ITALPRESS)

mec/lcr/mca2
(Fonte video: Xinhua)

Meloni “Chiediamo che l’Europa faccia meno e lo faccia meglio”

ROMA (ITALPRESS) – “Noi chiediamo che l’Europa faccia meno e lo faccia meglio, chiediamo un’applicazione del principio di sussidiarietà, che significa: l’Europa si occupi di quello che gli stati non possono fare da soli e non di quello che gli stati fanno meglio da soli, chiediamo priorità sensate e velocità nelle decisioni, perché siamo in un tempo in cui la velocità di reazione è fondamentale”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo all’assemblea di Confindustria. “Serve un cambio di passo sulla competitività, la semplificazione deve essere il nostro mantra”, ha aggiunto.

xc3/ads/mca1

(Fonte video: Youtube Palazzo Chigi)

Imprese, Qonto potenzia la propria offerta con la remunerazione del conto business

Imprese, Qonto potenzia la propria offerta con la remunerazione del conto business

MILANO (ITALPRESS) – Qonto, soluzione di gestione finanziaria per PMI e liberi professionisti, prosegue nel suo percorso a sostegno degli imprenditori italiani e lancia la remunerazione del conto aziendale. Dopo Francia, Spagna e Paesi Bassi, anche in Italia professionisti e aziende clienti di Qonto possono ottenere una ricompensa sul proprio conto semplicemente utilizzando i servizi di pagamento.
La remunerazione del conto, spiega una nota, “si inserisce in un’offerta finanziaria in continua espansione, che include prodotti di credito pensati per le esigenze delle PMI, e premia i clienti semplicemente per il loro utilizzo dei servizi di pagamento. La nuova soluzione punta a rispondere a quella che rappresenta un’esigenza prioritaria per le aziende europee: secondo un sondaggio condotto negli scorsi mesi, infatti, la remunerazione dei conti resta un fattore chiave nella scelta dei servizi finanziari aziendali. Dopo il lancio della carta di credito e il fido, anche questa soluzione nasce dall’ascolto diretto delle esigenze di chi usa il conto ogni giorno per gestire il proprio business, confermando la traiettoria di Qonto verso un’offerta finanziaria sempre più completa per le PMI europee”.
Il lancio risponde a una forte domanda di mercato: un sondaggio Qonto condotto con Appinio in Francia, Germania, Italia e Spagna nel 2025 ha mostrato un forte interesse delle imprese europee per la remunerazione dei conti. Alla domanda se ricevere una remunerazione (ad esempio un tasso del 2%) sul proprio conto aziendale influenzerebbe la scelta del fornitore bancario, l’88% delle PMI ha risposto che rappresenterebbe una motivazione principale per scegliere o cambiare operatore.
“La remunerazione dei conti è da sempre la funzionalità più richiesta dai nostri clienti e le evidenze di mercato confermano quanto sia centrale per le PMI e professionisti in tutta l’Unione Europea – ha detto Lorenzo Pireddu, Managing Director Sud Europa di Qonto -. Oggi siamo orgogliosi di offrire una ricompensa fino al 2%, con promozione per i nuovi clienti al 4%, direttamente disponibile sui conti aziendali, senza la necessità di un conto separato. Il conto business diventa così ancora più centrale nella gestione operativa quotidiana: la naturale operatività del conto dà diritto alla remunerazione, basta il piano giusto per attivarla, e accompagna concretamente la crescita del business, in modo semplice e immediato”.
Beneficiare della nuova soluzione è semplice: i clienti di Qonto possono attivare la funzionalità in pochi clic e ricevere la remunerazione sul loro conto principale ogni mese in automatico, effettuando almeno 5 transazioni mensili da 1 euro o più.
Inoltre, spiega ancora la nota, non è necessario aprire un conto separato in quanto la remunerazione viene calcolata direttamente sul saldo del conto principale e dei sotto-conti Qonto. Il saldo resta sempre accessibile e operativo – senza blocco di liquidità – e i guadagni, stimabili grazie a dati storici e analisi predittive, sono direttamente disponibili per spese quotidiane o impreviste. La remunerazione varia per tipologia di piano: i tassi annui equivalenti (AER) variano dall’1% al 2%, con massimali compresi tra 50.000 euro e 200.000 euro, a seconda del piano tariffario del cliente.
In occasione del lancio, i nuovi clienti con piani idonei possono beneficiare di un tasso promozionale eccezionale del 4% per i primi due mesi. La remunerazione viene calcolata ogni giorno sul saldo e accreditata in un unico pagamento mensile, il 2 del mese.

– news in collaborazione con Qonto –
– foto ufficio stamp Qonto –

(ITALPRESS).

Meloni “L’Europa faccia meno e lo faccia meglio”

Meloni “L’Europa faccia meno e lo faccia meglio”

ROMA (ITALPRESS) – “Noi chiediamo che l’Europa faccia meno e lo faccia meglio, chiediamo un’applicazione del principio di sussidiarietà, che significa: l’Europa si occupi di quello che gli stati non possono fare da soli e non di quello che gli stati fanno meglio da soli, chiediamo priorità sensate e velocità nelle decisioni, perchè siamo in un tempo in cui la velocità di reazione è fondamentale”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo all’assemblea di Confindustria. “Serve un cambio di passo sulla competitività, la semplificazione deve essere il nostro mantra”, ha aggiunto.
“Noi oggi viviamo nell’epoca delle policrisi, che creano una spirale che impatta, con una forza estrema sull’intero ecosistema globale, nella policrisi instabilità e incertezza non sono una eccezione, diventano la regola. La principale, enorme, fragilità che ci riguarda da vicino. E’ l’attuale configurazione dell’Ue, un gigante burocratico che troppo spesso ha sacrificato competitività, crescita, visione strategica sugli approcci ideologici e tecnocratici, contribuendo a spingere il continente verso un declino economico e geopolitico”, ha sottolineato.
La premier ha parlato di un’Europa “inarrestabile, nella sua capacità di moltiplicare le regole, in ogni aspetto della sua vita comune”. Per la premier “noi non siamo più l’anello debole d’Europa, siamo una nazione credibile, autorevole, che nel mondo viene guardata con rispetto sempre maggiore, e che sta crescendo nei domini nuovi, quelli a più alto contenuto tecnologico, dall’economia dello spazio alla scienza della vita”, ha concluso.
(ITALPRESS).
-Foto: Palazzo Chigi-

Power Talks: il potere della comunicazione – Puntata del 26/5/2026

ROMA (ITALPRESS) – In occasione del Forum del Turismo del Tigullio, nella nuova puntata di Power Talks – Il potere della comunicazione, format editoriale nato dalla collaborazione tra Italpress e Philia Associates, Jessica Nicolini ha riunito alcune delle principali figure istituzionali e del mondo dell’informazione per riflettere sul rapporto tra politica, infrastrutture, media e trasformazione digitale.
Con gli interventi di Gaspare Borsellino, direttore responsabile dell’agenzia di stampa Italpress, Edoardo Rixi, vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, e Marco Bucci, presidente della Regione Liguria, il confronto si è concentrato su uno dei temi più centrali del presente: come cambia la comunicazione nell’era dei social, dell’intelligenza artificiale e delle grandi trasformazioni infrastrutturali.
Dalle piattaforme social al ruolo del body language, fino alla necessità di raccontare le grandi opere e la trasformazione del Paese, emerge una visione chiara:
la comunicazione più efficace resta quella capace di creare connessione reale con le persone.
Anche in uno scenario dominato dalla velocità digitale.
In questo contesto, immagini, presenza diretta e autenticità continuano ad avere un peso decisivo. Perché la tecnologia accelera i messaggi. Ma è ancora il fattore umano a renderli credibili.
abr/azn

Mafia nel Nord Salento, blitz dei Carabinieri con 30 arresti

Mafia nel Nord Salento, blitz dei Carabinieri con 30 arresti

LECCE (ITALPRESS) – Tagli sulla pelle per disegnare una croce, bacio sulle labbra tra i presenti, spumante e pasticcini per festeggiare l’ingresso nel clan. Un ritorno ai vecchi rituali della Sacra Corona Unita è quello scoperto dai Carabinieri del Comando Provinciale di Lecce, che all’alba hanno travolto l’articolazione mafiosa attiva nel Nord Salento con l’operazione “Core”. Più di 200 militari, supportati dai Cacciatori “Puglia” e dagli elicotteri, hanno eseguito 30 misure cautelari (27 in carcere e 3 ai domiciliari) emesse dal Gip su richiesta della Dda di Lecce, in un’inchiesta che vede indagate in totale 52 persone.
Le accuse sono pesantissime: associazione mafiosa, tentato omicidio, traffico di droga, estorsioni, incendi e porto d’armi, tutto aggravato dal metodo mafioso. L’indagine, condotta dal Nucleo Investigativo tra il 2022 e il 2024, ha smantellato il clan che controllava i comuni di Trepuzzi, Squinzano, Campi Salentina e Torchiarolo, gestendo in parallelo un enorme traffico di cocaina, hashish e marijuana.
Le microspie degli investigatori hanno filmato tre veri e propri “summit” mafiosi, tenuti in una masseria diroccata e in un’abitazione del centro storico di Lecce. Qui avvenivano le affiliazioni: ai nuovi membri veniva incisa una croce sulla spalla, sul petto o sull’addome, suggellata dal bacio in bocca con i sodali e, a volte, dal dono di una catenina con un crocifisso. Un legame di sangue fortissimo, che si estendeva anche alle armi, battezzate con nomi di donna come “Giulia”, “Patrizia” e “Gisella”.
L’indagine era partita dopo il drammatico tentato omicidio di un pregiudicato, avvenuto a Squinzano il 28 dicembre 2022 in un distributore di benzina. L’uomo, che era insieme alla compagna e ai tre figli minorenni, era stato ferito a un piede da una scarica di proiettili ed era riuscito a salvarsi nascondendosi dietro la cassa automatica: i sicari avevano fatto fuoco con un Kalashnikov AK-47, poi sequestrato dai militari insieme a pistole con matricola abrasa e chili di droga.
Tra gli aneddoti emersi, anche la paranoia dei boss: nel giugno 2023, vedendo troppe gazzelle in giro a Lecce, molti affiliati fuggirono convinti che fosse in corso una retata, senza capire che i Carabinieri stavano solo sfilando per la festa annuale dell’Arma.

– Foto: ufficio stampa Carabinieri –

(ITALPRESS).

Studio LUISS-Prisma, il gioco illegale vale 29,8 miliardi

Studio LUISS-Prisma, il gioco illegale vale 29,8 miliardi

ROMA (ITALPRESS) – Il mercato illegale del gioco in Italia continua a rappresentare una minaccia concreta non solo per l’erario, ma anche per la tutela dei consumatori e per la tenuta complessiva del sistema concessorio. E’ il quadro emerso nel corso dell’incontro “Misurare l’invisibile. Il mercato del gioco non regolato in Italia”, con la partecipazione di Renato Loiero, Consigliere Economico Presidenza del Consiglio dei Ministri, e Marco Osnato, Presidente Commissione Finanze, Camera dei Deputati.
Nell’occasione sono stati presentati i risultati delle ricerche LUISS e Prisma dedicate alla misurazione del mercato del gioco non regolato in Italia, all’interno di un confronto che ha coinvolto mondo accademico, istituzioni, autorità di controllo e operatori.
“Il percorso della delega fiscale ha rafforzato il sistema concessorio dello Stato, puntando su regole più chiare, maggiore trasparenza, digitalizzazione e qualificazione degli operatori – ha sottolineato Osnato -. La priorità è la tutela del consumatore, insieme alla difesa della legalità e delle entrate pubbliche. Una volta definito questo perimetro, il contrasto all’illegalità deve essere sempre più efficace e coinvolgere in modo coordinato istituzioni, autorità di controllo e forze investigative”.
Dalle analisi è emerso che l’Italia mantiene un tasso di canalizzazione del 92% della spesa effettiva nel mercato del gioco legale, uno dei livelli più elevati al mondo. Un dato che conferma la solidità del sistema concessorio italiano e il ruolo svolto, nel tempo, da un quadro normativo, tecnologico e operativo che ha consentito di indirizzare la grande maggioranza della domanda verso il circuito regolamentato. Proprio questo risultato, tuttavia, rende ancora più evidente il rischio rappresentato dalla quota residua che continua a sfuggire ai controlli.
Secondo i report LUISS-Prisma, nel 2024 la raccolta complessiva del settore ha raggiunto i 187,2 miliardi di euro, ma 29,8 miliardi risultano sottratti al circuito regolamentato e intercettati dal mercato illegale. Si tratta di una quota rilevante, pari al 16% del totale, che descrive in modo netto la dimensione economica del fenomeno e la sua capacità di incidere sugli equilibri del comparto.
Il punto centrale emerso dall’incontro è che il gioco illegale non produce un solo effetto negativo, ma agisce su più livelli. Da un lato espone i consumatori a un’offerta priva di garanzie, senza tracciabilità, senza limiti, senza meccanismi affidabili di autoesclusione o di contenimento dei comportamenti problematici. Dall’altro determina un impatto diretto sulle entrate pubbliche, sottraendo risorse fiscali e alimentando circuiti opachi che spesso si intersecano con l’economia criminale. Infine, indebolisce il sistema legale, perchè limita la competitività degli operatori autorizzati e mette sotto pressione il perimetro concessorio, che costituisce il principale presidio di legalità, trasparenza e tutela.
La ricerca ha evidenziato come oltre l’85% del volume illegale sia oggi generato da piattaforme digitali offshore, capaci di operare fuori da licenze, obblighi fiscali, regole antiriciclaggio e standard di protezione del consumatore. In questo segmento rientrano anche crypto casino, bot Telegram e altri strumenti digitali che consentono accesso anonimo, assenza di limiti di deposito e completa opacità dei flussi. Il vantaggio competitivo dell’illegale si fonda proprio su questa asimmetria: payout più elevati, bonus aggressivi e totale assenza di vincoli, a fronte di un mercato regolato tenuto invece a rispettare regole, controlli e obblighi stringenti.
Uno dei messaggi più netti emersi nel confronto riguarda la protezione del giocatore. Solo il circuito regolamentato è infatti in grado di offrire strumenti concreti di tutela, dalla tracciabilità dei pagamenti ai limiti di deposito, dai sistemi di identificazione fino ai meccanismi di autoesclusione e ai collegamenti con servizi di supporto. Quando il giocatore migra verso il sommerso, queste garanzie vengono meno. La convenienza apparente dell’offerta illegale si traduce così in un aumento dei rischi reali per chi gioca.
Dal lavoro presentato a Roma emerge con chiarezza anche un altro punto: il contrasto al mercato illegale non può essere separato dalla capacità del settore legale di restare competitivo. Un’offerta regolamentata deve poter continuare a investire in innovazione tecnologica, sistemi antifrode, strumenti di identificazione precoce dei comportamenti problematici e misure di tutela avanzata. Se il circuito autorizzato viene progressivamente indebolito da condizioni non sostenibili, si crea un effetto paradossale: il giocatore si sposta dove non esistono regole, e il sistema perde contemporaneamente efficacia, controllo e capacità di protezione.
“Il gioco legale non è soltanto un settore regolato, ma uno strumento di tutela – ha sottolineato Mauro D’Attis, Vicepresidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie -. Significa offrire ai cittadini un perimetro controllato, trasparente e sottoposto alle regole dello Stato, sottraendo spazio all’illegalità. Il gioco illegale, soprattutto sul web, alimenta circuiti opachi che possono intrecciarsi con criminalità organizzata, riciclaggio e altri traffici illeciti, oltre a produrre un danno fiscale rilevante. Per questo servono sia strumenti repressivi, affidati alla rete istituzionale e investigativa, sia un’azione di prevenzione fondata su norme coerenti e sul rafforzamento del sistema legale, perchè allontanare il giocatore dai canali illegali significa proteggere insieme la persona e lo Stato”.
“Il contrasto al gioco illegale richiede oggi strumenti sempre più efficaci, capacità di analisi, cooperazione tra istituzioni e un costante aggiornamento delle misure di intervento – ha spiegato Mario Lollobrigida, direttore Giochi Adm – Il fenomeno presenta caratteristiche diverse tra fisico e digitale, ma in entrambi i casi il punto centrale resta la tutela del giocatore e la difesa di un perimetro di legalità che protegge anche lo Stato. Il circuito legale garantisce identificazione dell’utente, limiti di spesa, autoesclusione, tracciabilità dei flussi e strumenti di prevenzione dei comportamenti a rischio: presidi che nei canali non autorizzati semplicemente non esistono. Per questo il rafforzamento dell’azione di contrasto, sul piano operativo, normativo e della cooperazione tra autorità, resta una priorità essenziale”.
L’incontro ha posto il tema del gioco illegale dentro una cornice più ampia di politica pubblica. Difendere il sistema concessorio non significa tutelare un interesse di parte, ma preservare uno strumento che, nel tempo, ha consentito di governare il settore del gioco pubblico, tenere alta la canalizzazione, garantire entrate pubbliche e costruire un perimetro di controlli a protezione della collettività. In questa prospettiva, il contrasto all’illegalità e il mantenimento di un mercato legale economicamente vitale sono apparsi come due facce della stessa strategia.
Gli studi presentati hanno offerto una base quantitativa e metodologica per leggere il fenomeno, attraverso un’analisi econometrica costruita su dataset regionali 2015-2024 e modelli multivariati validati per robustezza.
Le conclusioni convergono su un punto: il sistema italiano funziona, ma va protetto. Ogni intervento normativo che incida sul settore dovrebbe quindi essere valutato anche per il suo impatto sulla canalizzazione, sulla capacità competitiva del gioco legale e, di conseguenza, sulla concreta possibilità di tenere i giocatori lontani dall’illegale. Sono significativi i dati emersi: il tasso di canalizzazione è del 92%; la raccolta complessiva è di 187,2 miliardi di euro, mentre la raccolta illegale stimata di 29,8 miliardi di euro. Il gettito erariale dal mercato legale ammonta a 10,5 miliardi di euro, con un danno erariale complessivo attribuito al mercato illegale di 1,4 miliardi di euro annui.
“Il mercato illegale altera profondamente la concorrenza, perchè gli operatori autorizzati sostengono costi, obblighi di compliance, investimenti tecnologici e fiscalità che il sommerso semplicemente non ha – ha evidenziato Markus Buechele, CEO Novomatic Italia – Se il comparto legale perde competitività, il rischio è spostare una parte della domanda verso offerte prive di regole, di tutele e di controlli. Per questo legalità, fiscalità, antiriciclaggio rappresentano le comuni direttrici, mentre innovazione e protezione del giocatore devono costituire la garanzia per l’utente”.
L’incontro “Misurare l’invisibile. Il mercato del gioco non regolato in Italia”, organizzato da Novomatic Italia, si è tenuto a Roma, presso La Lanterna, e ha riunito esponenti del mondo accademico, delle istituzioni, delle autorità di controllo e
del settore.
La tavola rotonda conclusiva, moderata da Massimo Maria Amorosini di Fortune Italia, è stata dedicata al rapporto tra mercato illegale e sistema regolato, sono intervenuti Markus Buechele, CEO di Novomatic Italia, Michele Esposito, Generale di Brigata e Comandante del Nucleo Speciale Tutela Entrate e Repressione Frodi Fiscali della Guardia di Finanza, Mario Lollobrigida, Direttore Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ed Ettore Rosato, componente della IV Commissione Difesa della Camera dei Deputati.

– Foto ufficio stampa Diessecom –

(ITALPRESS).

Ostriche, alla Spezia focus su strategie condivise per la filiera

LA SPEZIA (ITALPRESS) – Una strategia e un marchio comune per promuovere le ostriche italiane, non più solo prodotto di lusso ma anche motore d’eccellenza dell’economia nazionale, della pesca e dell’acquacoltura. È quanto emerso in occasione del convegno “Il Futuro dell’ostrica italiana: identità, filiera e riconoscimento di qualità” organizzato dal Gal Fish Liguria nell’ambito dell’Italian Oyster Fest a La Spezia.

mgg/azn