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Tg Economia – 19/3/2026

ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Carburanti, il governo taglia le accise
– La Bce mantiene ancora invariati i tassi d’interesse
– Indagine sul lavoro domestico, tanto amato ma poco tutelato
– Rinnovi contrattuali, novità sulla tassazione
sat/abr/azn

Tg News – 19/3/2026

ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Londra annuncia piano a 6 per riapertura stretto Hormuz
– Mattarella dalla Spagna “Ue sappia dire no ai conflitti”
– Giorgetti “La guerra è uno stress test impegnativo per i conti pubblici”
– Codacons, alla pompa prezzi non risentono ancora dei tagli
– La Bce mantiene invariati i tassi d’interesse
– Escort Firenze, parla la guardia giurata omicida
– Congedo, un padre su tre ancora non lo sa
– Polizia e Fastweb+Vodafone, un podcast contro la violenza di genere online
– Previsioni 3B Meteo 20 Marzo
mrv

Fumarola “Serve un patto per il Paese, recuperare spirito della concertazione”

ROMA (ITALPRESS) – “Noi siamo preoccupati per le ricadute negative che possono derivare e che si sono già manifestate rispetto ai conflitti in atto. Ci deve essere una responsabilità condivisa, abbiamo bisogno di avere una attenzione particolare per le questioni che riguardano gli aspetti internazionali: multilateralismo, diritto internazionale esigibile, una comunità internazionale coesa, un’Europa protagonista, ma allo stesso tempo nel nostro Paese abbiamo bisogno di affrontare non solo le ricadute che nell’immediato si stanno manifestando ma anche le prospettive. A giugno il Pnrr completerà i suoi effetti, dobbiamo avere una visione che possa tenere insieme le esigenze di tutti e mettere intorno ad un tavolo i soggetti responsabili e riformisti per individuare quale strategia”. Così la segretaria generale della Cisl, Daniela, Fumarola, intervistata da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress. “Questo è il nostro ‘patto’, la necessità di incontrarsi e focalizzare l’attenzione su alcune priorità: lavoro, salari, produttività, innovazione, salute e sicurezza, ma non solo, è necessario mettere insieme una serie di elementi che consentano al Paese di guardare oltre. Meloni si è mostrata disponibile già al nostro congresso. Aspettiamo di aprire questo cantiere della responsabilità recuperando anche” lo spirito della concertazione, “la capacità di mettersi insieme e individuare delle risposte”.

sat/azn

Scherma, a Riccione il sogno azzurro dei giovanissimi campioni d’Italia

RICCIONE (ITALPRESS) – Quattro giovanissimi campioni d’Italia Under 14 sono scesi in pedana a Riccione insieme alla Nazionale azzurra campione del mondo. È la magia di “Un Giorno da Campione”, il progetto di FederScherma e Kinder Joy of Moving che permette ai vincitori del Gran Premio Giovanissimi di vivere un’esperienza unica accanto agli atleti degli Assoluti. La terza tappa dell’edizione 2026, dedicata alla sciabola maschile, si è svolta al Play Hall, storica sede del Trofeo “Renzo Nostini”, trasformata per l’occasione in un punto d’incontro tra presente e futuro della scherma italiana. Protagonisti Stefano Esibini, Mattia Giannicola, Valerio Imbastari e Federico Sciullo, i quattro campioni italiani Under 14, accolti dai campioni del mondo di Tbilisi 2025. In pedana e fuori, il confronto con gli azzurri Luca Curatoli, Michele Gallo, Pietro Torre e Matteo Neri, insieme a Cosimo Bertini, Dario Cavaliere, Leonardo Dreossi e Mattia Rea, ha rappresentato un momento di crescita tecnica e umana. Una giornata speciale, tra allenamenti, consigli e sorrisi, che ha permesso ai più giovani di vivere da vicino il sogno azzurro, immaginando il loro futuro nella scherma di alto livello.

gm/gtr
(Fonte video: Federscherma)

Acquacoltura e pesca, più trasparenza e informazione per valorizzare Made in Italy

Acquacoltura e pesca, più trasparenza e informazione per valorizzare Made in Italy

ROMA (ITALPRESS) – Più trasparenza e informazione per valorizzare il prodotto ittico italiano: è la richiesta unanime emersa al vertice organizzato dall’API (Associazione Piscicoltori Italiani) nella sede di Confagricoltura a Roma con i principali rappresentanti dei comparti acquacoltura e pesca e delle istituzioni.
Oltre al presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, il presidente dell’API Matteo Leonardi, il presidente dell’OP del Pesce Claudio Pedroni, i produttori Alessandro Puglisi Cosentino (Acqua Azzurra – avannotteria), Giancarlo Ravagnan (Agroittica Lombarda – storionicoltura), il direttore di Federpesca Francesca Biondo e il direttore generale di Confagricoltura, Roberto Caponi. Il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, ha evidenziato come il ruolo del ministero si sia evoluto da “controllore” ad alleato nel percorso di crescita del settore. Opinione condivisa da tutti gli stakeholder.
L’Italia vanta il primato per qualità e sicurezza anche nel comparto ittico, un valore aggiunto riconosciuto a livello internazionale, ma che non basta a far crescere il settore: nonostante l’Italia abbia un consumo di pesce più elevato rispetto ad altri Stati europei – circa 31 Kg pro capite all’anno – soltanto il 14% arriva dalla produzione nazionale. Il resto è importato. Pesano, per spigole e orate, l’esiguo numero di concessioni demaniali marittime: solo 19 su oltre 8.000 km di costa. Solo la Turchia, uno dei nostri principali competitor, ne ha 540. Siamo primi produttori di caviale da storione in Europa, con 67 tonnellate, e secondi al mondo dopo la Cina, che ha avuto una crescita molto veloce in breve tempo, fino ad occupare il 54% del mercato mondiale. Il comparto dell’avannotteria di spigole e orate è cresciuto molto, ma l’Italia assorbe solo il 10% della produzione (pari a 200 milioni di avannotti/anno). Se ci fossero più allevamenti, potremmo avere maggiore presenza di pesce italiano sulle tavole. Sul fronte pesca, invece, si è registrata una diminuzione della produzione, sia per la contrazione della flotta italiana, sia per difficoltà strutturali e aumento di costi che incidono fortemente sul comparto. Per invertire la tendenza, è necessario intervenire su più fronti: le proposte condivise dai rappresentanti di pesca e acquacoltura sono di garantire maggiori informazioni al consumatore con la trasparenza dell’origine del prodotto nel canale Ho.Re.Ca, dove viene consumato circa il 60% del pesce. Parallelamente, a fronte di una richiesta che si è rivelata crescente, occorre aumentare il numero di concessioni a mare per l’allevamento di pesce in Italia. La spietata concorrenza dall’estero rischia altrimenti di soffocare tutti gli investimenti realizzati finora in un settore che è emblema della cucina italiana nel mondo.
“Il settore dell’acquacoltura in Italia ha un fatturato che supera o sfiora, dipende dall’anno, circa 400 milioni di euro e si occupa di varie produzioni, quindi d’acqua dolce, acqua salata, con varie caratteristiche e tante peculiarità. Un prodotto poco conosciuto dal grande pubblico è il caviale: siamo leader in Europa e secondi al mondo nella produzione. Siamo leader in Europa per la produzione di trota di acqua dolce, che è forse la forma più tradizionale di acquacoltura, e abbiamo delle eccellenze nella produzione anche a mare con branzini, orate e alcune nuove specie che si stanno presentando per avere una maggiore differenziazione e adattamento ai cambiamenti climatici, che ci chiedono di essere un pò più resilienti e poter allevare le specie che più si adattano a questi cambiamenti”, spiega Matteo Leonardi, presidente di API, l’associazione dei piscicoltori italiani che riunisce più del 90% delle aziende che producono pesce in Italia.
“Siamo un settore giovane e abbiamo tante potenzialità, ma anche tante anche difficoltà su vari aspetti – prosegue -, perchè il clima ci sta mettendo seriamente alla prova: lo misuriamo anno dopo anno in maniera sempre più violenta e con declinazioni diverse. Abbiamo alcune problematiche legate a difficoltà di attuazione, magari per avere nuove licenze e poter espandere la produzione, soprattutto a mare”, sottolinea Leonardi, che evidenzia anche “difficoltà nel riconoscimento del prodotto: il consumatore ancora vede il pesce allevato come di seconda scelta, quando invece abbiamo dei controlli che sono molto superiori al pescato”. Per il presidente di API serve anche “maggiore trasparenza. Stiamo cercando di portare avanti con forza la tracciabilità, non solo sui banchi del pesce, ma anche per la ristorazione: più del 50% del prodotto del pesce in Italia viene consumato fuori casa e quando si va in un ristorante non si sa che pesce si sta mangiando. Speriamo di riuscire ad avere presto una legge che ci permetta di avere quest’ultimo miglio anche per la tracciabilità”.
La pesca e l’acquacoltura sono “una delle eccellenze poco conosciute del sistema produttivo del Paese” e “un settore importante che, insieme ad API, vogliamo rappresentare e far crescere”, sottolinea il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, per il quale “il rinnovo delle concessioni che sta aspettando da troppo tempo”. E’ necessario “un piano di interventi per un settore che dà grandi soddisfazioni: dobbiamo far sì che i nostri imprenditori possano continuare a crescere”.
“Da una parte serve un importante piano di comunicazione, dall’altra un piano di intervento per rafforzare il sistema della produzione del sistema ittico – prosegue Giansanti -. Da tempo in Confagricoltura stiamo aprendo una fase di studio e di attenzione al settore acqua, non solamente intesa come acqua di irrigazione, ma anche di produzione di sale fino ad arrivare agli allevamenti. Credo che oggi più che mai ci sia la necessità di affrontare in maniera ampia gli aspetti legati al cambiamento delle abitudini alimentari (e l’aumento del consumo di prodotti pescati ovviamente va in quella direzione)” con l’obiettivo di “far crescere il sistema produttivo”.
“Abbiamo sviluppato in questi anni di governo un’azione sinergica per mettere in sicurezza la filiera” dell’acquacoltura “che è molto importante dal punto di vista economico, ma soprattutto per la tutela della salute degli italiani”, sottolinea il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato. “Si tratta di una filiera molto proattiva che collabora con il Ministero, che finalmente non viene più visto come “censore” nei confronti degli imprenditori – prosegue -, ma come amico che vuole mettere in sicurezza la filiera stessa e soprattutto vuole tutelare la salute degli italiani”.
“Lo stiamo facendo puntualmente. Un dato su tutti: l’abbattimento del consumo degli antibiotici del 50%, così come voluto dalla strategia Farm to Fork dell’Unione Europea. Siamo primi in Europa, abbiamo già raggiunto il 46% di abbattimento e questo lo si deve a questa sinergia assolutamente positiva, che ci porta a prendere decisioni insieme, nell’interesse comune”. Per il futuro, “i passi da affrontare sono tantissimi. In un contesto geopolitico difficile come quello nel quale ci troviamo, il dialogo fra il mondo dell’acquacoltura e il Ministero della Salute che presidia il controllo alimentare è fondamentale”, sottolinea. “La tracciabilità sicuramente è uno dei temi centrali: immaginare che possano essere consumati pesci rispetto ai quali non c’è certezza di tracciamento è un tema da affrontare immediatamente. Il Ministero e le sue diramazioni – come i carabinieri del NAS – saranno proattivi nell’andare a colpire senza alcuna remora chi oggi mette in tavola prodotti non tracciati e di dubbia provenienza extra europea”, conclude Gemmato.

– Foto ufficio stampa Confagricoltura –

(ITALPRESS).

Referendum, l’avvocatura unita per il Sì “Un voto per un giudice davvero terzo”

Referendum, l’avvocatura unita per il Sì “Un voto per un giudice davvero terzo”

ROMA (ITALPRESS) – In vista dell’apertura delle urne per domenica e lunedì, l’Organismo Congressuale Forense (OCF) ribadisce con determinazione il proprio sostegno alla riforma per la separazione delle carriere. Una posizione che l’Avvocatura esprime con voce ferma e compatta attraverso il Coordinamento per il Sì, che unisce OCF a UNCC, UCPI, AIGA, ANAI, Movimento Forense e UIF in una battaglia comune nell’interesse dei cittadini.
“Domenica e lunedì i cittadini sono chiamati a compiere un passo decisivo per l’effettiva attuazione dell’Articolo 111 della Costituzione – afferma il Coordinatore dell’OCF, Fedele Moretti -. Votare SI’ alla separazione delle carriere non intacca in alcun modo l’indipendenza della magistratura, che resta un valore fondamentale e preservato, ma serve a garantire quella terzietà del giudice che è la prima garanzia per ogni cittadino. E’ necessario che il magistrato giudicante sia pienamente affrancato, anche sul piano professionale e ordinamentale, dalla parte requirente: solo spezzando questa catena potremo assicurare un equilibrio processuale autentico e migliorare, nel tempo, la qualità e l’imparzialità delle decisioni. La parità tra accusa e difesa deve cessare di essere un principio teorico per diventare realtà quotidiana nelle nostre aule di giustizia. Con questa riforma, il pubblico ministero opererà sullo stesso piano della difesa davanti a un giudice equidistante. Parallelamente, riteniamo che l’introduzione del sorteggio per il CSM sia una misura necessaria per restituire dignità all’alta amministrazione della magistratura, superando le logiche del correntismo che ne hanno offuscato l’autorevolezza, con effetti benefici sugli avanzamenti di carriera e sulla assegnazione di incarichi direttivi e semidirettivi, che avverranno solo per merito. Il nostro è un invito a un voto di consapevolezza per una giustizia più moderna, equilibrata e vicina ai valori costituzionali”.
L’Organismo Congressuale Forense invita pertanto tutti i cittadini “a partecipare alla consultazione di domenica e lunedì, sostenendo una riforma che l’Avvocatura ritiene indispensabile”.

– Foto ufficio stampa OCF –

(ITALPRESS).

Regeneron rafforza la presenza in Italia e inaugura la nuova sede a Milano

Regeneron rafforza la presenza in Italia e inaugura la nuova sede a Milano

MILANO (ITALPRESS) – Regeneron, azienda attiva nel campo delle biotecnologie che produce trattamenti innovativi per persone affette da malattie gravi, rafforza il proprio posizionamento in Italia con l’apertura dei nuovi uffici a Milano, confermando il Paese come uno dei mercati prioritari nell’ambito della strategia di espansione internazionale dell’azienda, avviata nel 2021.
Fondata nel 1988 dai medici-scienziati Leonard Schleifer e George Yancopoulos, ancora oggi alla guida dell’azienda, Regeneron ha costruito nel corso di oltre 35 anni un modello di business distintivo nel panorama biotech globale, basato su una lunga storia di innovazione, un rigoroso approccio scientifico e una strategia che mette il paziente sempre al centro. Il risultato è che la maggior parte dei farmaci (quasi il 100%), approvati e in sviluppo, sono realizzati internamente nei laboratori dell’azienda e milioni di persone in tutto il mondo sono trattate con un farmaco Regeneron, un traguardo che testimonia l’impatto reale delle innovazioni dell’azienda. Inoltre, i farmaci di Regeneron sono ora disponibili in oltre 100 paesi e in 50 di questi sono in corso studi clinici, a riprova dell’impegno dell’azienda verso l’eccellenza nella ricerca globale e la scienza inclusiva.
Approdata in Italia nel 2023, oggi Regeneron conta circa 120 dipendenti nelle due business unit di onco-ematologia e immunologia, più di 30 studi clinici attivi e importanti collaborazioni con istituzioni accademiche. I nuovi uffici confermano e consolidano la sua presenza nel sistema economico e sanitario italiano e la volontà di proseguire nel suo costante impegno per avvicinare la scienza ai pazienti.
“L’apertura della nostra nuova sede a Milano rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di espansione globale di Regeneron e conferma la centralità dell’Italia nella nostra visione strategica”, dichiara Andrea Musilli, Country Manager Oncology & Hematology e Site Head di Regeneron in Italia. “Questo si riflette anche nella continua crescita del team italiano capace di guadagnarsi la fiducia e la credibilità di tutti gli stakeholder a cui ci rivolgiamo, siano essi rappresentanti della comunità scientifica o delle istituzioni”.
La nuova sede milanese, situata strategicamente in un edificio moderno e sostenibile, fungerà da hub centrale per le operazioni italiane. Il contesto in cui si colloca, in un’area strategicamente riqualificata come quella della Stazione Centrale posiziona Regeneron al centro di un dinamico ecosistema internazionale e innovativo, che sosterrà l’ulteriore crescita dell’organico prevista per i prossimi anni.
“L’inaugurazione della nuova sede a Milano rappresenta un segnale di rilievo per il territorio. La presenza e il consolidamento di un’azienda leader nel settore biofarmaceutico in Regione Lombardia confermano il valore strategico degli investimenti in ricerca e innovazione, generando sviluppo, occupazione ad alto valore aggiunto e crescita economica a beneficio della comunità e del sistema Paese”, commenta il Consigliere Marco Alparone, Vice Presidente e Assessore al Bilancio e Finanza, Regione Lombardia.
Con uno dei tassi di reinvestimento in ricerca e sviluppo più elevati del settore (nel 2025, ha destinato circa 30% del proprio fatturato, pari a 5,9 miliardi di dollari) Regeneron offre un esempio efficace di strategia nell’ambito delle biotecnologie a lungo termine, crescita aziendale guidata dall’innovazione e impatto sul mercato globale. La sua capacità di tradurre costantemente la scienza in medicina ha portato allo sviluppo di 14 farmaci realizzati internamente, di cui 9 approvati a livello nazionale – e Regeneron ne commercializza 2 per trattamenti oncologici e immunologici. Questo grazie un portafoglio tecnologico proprietario capace di accelerare lo sviluppo di trattamenti innovativi, tra cui la piattaforma VelociSuite, e il Regeneron Genetics Center (RGC) che, con più di 3 milioni di esomi sequenziati, costituisce una delle più grandi e diversificate iniziative di sequenziamento genetico al mondo.
“L’ingresso in Italia di un player internazionale riconosciuto è sempre un segnale positivo per il nostro sistema sanitario. Rappresenta un’opportunità per accelerare l’innovazione, valorizzando e armonizzando il rapporto tra pubblico e privato, con l’obiettivo di garantire un accesso alle cure equo ed omogeneo su tutto il territorio, requisito essenziale per dare risposte concrete ai pazienti e ai loro bisogni insoddisfatti” dichiara Gian Antonio Girelli, Membro XII Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati.
“Scienza e persone guidano la nostra cultura aziendale, il nostro “ingrediente speciale” che ispira tutte le nostre attività sia all’interno che all’esterno”, afferma Elisabetta Bramani, Country Manager Immunology di Regeneron in Italia. L’innovazione in Regeneron non è fine a sè stessa ma serve a trasformare la scienza in medicina offrendo risposte concrete ai bisogni terapeutici ancora insoddisfatti di chi convive con malattie gravi, tenendo il paziente sempre al centro”.
L’innovazione, si legge in una nota, “fa parte del DNA di Regeneron, alimentata da una cultura che si fonda su due pilastri fondamentali: la scienza e le persone. Il costante impegno a “fare bene, facendo del bene” si riflette nell’applicare la scienza per migliorare la vita delle persone, promuovere una cultura di integrità ed eccellenza e costruire comunità sostenibili”.
Durante tutto l’anno, Regeneron incoraggia e sostiene i propri dipendenti a impegnarsi nel sociale attraverso programmi di volontariato, attività pro bono e donazioni. L’azienda è inoltre inclusa nell’indice Dow Jones Sustainability World.
Regeneron destina oltre il 90% dei propri investimenti a impatto sociale al sostegno dell’educazione STEM a livello locale, nazionale e internazionale, affermandosi come una delle aziende che maggiormente sostiene il settore nel mondo. In Italia supporta la Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche (FAST) e, tra le iniziative di punta figura il Regeneron ISEF (International Science and Engineering Fair), il più prestigioso concorso scientifico internazionale per giovani talenti. Dal 2020, le partnership STEM di Regeneron hanno supportato oltre 4 milioni di studenti in tutto il mondo.
-foto ufficio stampa Regeneron –
(ITALPRESS).

“Fucino Libri” al via con l’Ambasciatore Vento

“Fucino Libri” al via con l’Ambasciatore Vento

ROMA (ITALPRESS) – Banca del Fucino lancia il progetto Fucino Libri, una serie di appuntamenti periodici di approfondimento con autori e scrittori su temi di attualità, geopolitica e macroeconomia. Protagonista del primo incontro è stato “Il XX secolo non è finito. Transizioni e Ambiguità”, scritto dal diplomatico e Ambasciatore Sergio Vento.
Nel testo vengono approfondite tutte le crisi del Ventesimo Secolo, evidenziando come queste si siano puntualmente riproposte, dal Baltico al mar Nero, dal Vicino Oriente al Golfo, dai vari scacchieri africani all’Indo-Pacifico. Si tratta di una raccolta di esperienze e testimonianze che esaminano l’erosione della governance, indispensabile ad un sistema multipolare di relazioni internazionali. L’incontro ha inoltre rappresentato l’occasione per approfondire alcune delle principali crisi geopolitiche contemporanee e le loro implicazioni per l’Europa e per il sistema internazionale.
“E’ un manuale contro l’amnesia – il commento dell’autore, Sergio Vento -. Quell’amnesia, purtroppo, che continua a imperversare quando si cerca di interpretare in maniera frettolosa degli eventi del paranormale internazionale. Nel libro mi concentro su quelle che sono state le evoluzionidal 1990-91 ad oggi, dalla fine della Guerra Fredda, dove sono stati adottati degli indirizzi basati su falsi convincimenti. Il convincimento che la fine della guerra fredda sarebbe bastata a seppellire per sempre tutti i confronti, gli antagonismi di quell’arco di crisi europeo, che va dal Baltico al Mar Nero al Mediterraneo orientale; il convincimento è che la rinnovazione della Germania avrebbe portato ad una forte integrazione anche politica, oltre che finanziaria e monetaria dell’Europa; infine, il convincimento che saremmo andati verso un mondo unipolare dominato dalla potenza finanziaria e tecnologica degli Stati Uniti e credendo che la Cina potesse essere facilmente integrata attraverso la partecipazione all’Organizzazione Mondiale del Commercio come fabbrica del mondo di prodotti a basso costo”.
“Quella a cui diamo il via con questo incontro è un’iniziativa importante, a cui la nostra banca attribuisce un rilievo strategico, perchè si inserisce nella nostra politica di sostegno alle attività culturali, che rappresentano una ricchezza del nostro territorio e della nostra attività professionale – ha detto il Presidente di Banca del Fucino, Mauro Masi -. Noi crediamo che investire in cultura abbia anche un valore di rilievo economico per la nostra azienda, quindi continueremo a farlo con grande convinzione e con risultati molto importanti”.
“Siamo molto felici di poter inaugurare una serie di appuntamenti che speriamo possano avere luogo con regolarità e attirare lo stesso interesse di questo primo incontro – il commento del responsabile Direzione Comunicazione, Studi e Innovazione Digitale di Banca del Fucino, Vladimiro Giacchè -. Inauguriamo questo tipo di appuntamenti con un testo veramente molto importante dell’ambasciatore Sergio Vento, che è un libro straordinario, un libro di storia, di memorie personali e soprattutto ci insegna che quello che succede oggi, in realtà ha delle radici molto profonde”.
-foto mec/Italpress –
(ITALPRESS).

Tg Sport – 19/3/2026

ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Champions, notte amara per l’Atalanta: il Bayern vince 4 -1
– Champions, sorteggiati i quarti: sarà Bayern-Real Madrid e derby spagnolo
– Inter, assalto a Vicario per il dopo Sommer e rebus Calhanoglu
– Serie B: corre il Frosinone, crolla la Samp
– Tennis, Sinner scalda i motori a Miami “Felice di esserci, sento il tifo degli italiani”
– Nba: Doncic trascina i Lakers a Houston, Boston batte Golden State
– Rubati gli snowboard al campione Perathoner
/gtr

Michael Tsur “Non c’è stata molta negoziazione a Gaza nonostante le opportunità”

MILANO (ITALPRESS) – Non c’è stata molta negoziazione a Gaza, dove ci sono state diverse opportunità di negoziare, ma queste non sono state prese in considerazione e la situazione è degenerata. A dirlo, in un’intervista all’Agenzia di Stampa Italpress, è Michael Tsur, uno dei più famosi negoziatori al mondo, già membro della squadra di negoziazione ostaggi dell’Idf (l’esercito israeliano), protagonista del libro “Il Negoziatore” (Paesi Edizioni) del giornalista Frediano Finucci.

trl/gsl