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Tg Sport – 20/3/2026

ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Europa League, il Bologna vola ai quarti: Roma ko ai supplementari
– Conference League, la Fiorentina non sbaglia: Rakow battuto
– Juventus e Inter scatenate su Bernardo Silva e Vicario
– Sinner al debutto a Miami, bene Cocciaretto e Berrettini
– Pogacar e il sogno Giro-Tour-Vuelta: domani la Milano-Sanremo
– Scherma, a Riccione il sogno azzurro dei giovanissimi campioni d’Italia
/gtr

A Palermo l’installazione di Fondazione Barilla contro lo spreco alimentare

PALERMO (ITALPRESS) – “Si tratta di un’installazione artistica che riprende il libro del risparmio pubblicato l’anno scorso da Fondazione Barilla è un libro nato, grazie a una collaborazione con l’Università di Bologna, che ci ha restituito una ricerca secondo cui una famiglia italiana spreca in media oltre 100 kg di cibo all’anno”. Lo ha detto Nicola Corradi, Responsabile relazioni esterne Fondazione Barilla, a margine della presentazione del Grand Tour del Libro del Risparmio di Fondazione Barilla a Palermo.

xd6/fsc/mca1

Una nuova frontiera nella cura dell’emofilia A e B

MILANO (ITALPRESS) – In Italia, secondo l’ultimo rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità sulle Coagulopatie Congenite, si stimano circa 5.000 persone affette da emofilia. Le forme più diffuse sono l’emofilia A, che interessa più di 4.000 pazienti, e l’emofilia B, con circa 900 casi. Con la pubblicazione della determina AIFA in Gazzetta Ufficiale, marstacimab, sviluppato da Pfizer, è disponibile in Italia in regime di rimborsabilità. Il farmaco, somministrabile per via sottocutanea, una volta alla settimana, mediante penna preriempita, a dosaggio fisso, è indicato per la profilassi di routine degli episodi di sanguinamento in pazienti con emofilia A e B severa
f28/mgg/gtr

America Week – Episodio 58

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Donald Trump sulla guerra con
l’Iran cambia tono ogni giorno: promette che finirà presto, esclude le truppe di terra, poi lascia aperta la porta a nuove escalation, mentre il Pentagono prepara una richiesta da 200 miliardi di dollari per sostenere operazioni chissà ancora per quanto. Intanto il conflitto ha già colpito infrastrutture energetiche cruciali in Iran e nel Golfo, ha rimesso in tensione lo Stretto di Hormuz e ha fatto impennare il prezzo del petrolio, con effetti immediati sui mercati globali.
Anne Applebaum, su The Atlantic, ha colto il nodo essenziale. “Donald Trump non pensa in modo strategico. Non pensa storicamente, né geograficamente, né razionalmente. Non collega le azioni che compie oggi agli eventi che accadranno tra settimane”. E ancora: “Non considera le conseguenze più ampie delle sue decisioni. Non si assume responsabilità quando queste decisioni vanno male. Agisce per impulso. E quando cambia idea, nega quello
che aveva detto prima”. Prima una guerra senza strategia, poi sorpresa per le conseguenze. Prima gli alleati tenuti all’oscuro, poi accusati di non aiutare.
Per mesi, scrive Applebaum, molti leader hanno cercato di convincersi che dietro Trump ci fosse comunque un piano, un’ideologia, una logica, un tentativo di dare un senso a decisioni che senso non avevano.

sat/azn

Salute Magazine – 20/3/2026

ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Farmaci anti-obesità, il nodo dei costi
– Dal World Obesity Day nuove strategie di cura
– Investing for Life Health Summit, più investimenti e accesso equo a cure
– “Io prevengo”, nelle piazze lombarde il truck della salute di Lilly
sat/gtr

Un nuovo orizzonte nella cura dell’emofilia A e B

Un nuovo orizzonte nella cura dell’emofilia A e B

MILANO (ITALPRESS) – Con la pubblicazione della determina AIFA in Gazzetta Ufficiale, marstacimab (nome commerciale Hympavzi) è ufficialmente disponibile in Italia in regime di rimborsabilità. Il farmaco, somministrabile per via sottocutanea, una volta alla settimana, mediante penna preriempita, a dosaggio fisso, è indicato per la profilassi di routine degli episodi di sanguinamento in pazienti con emofilia A e B severa senza inibitori di età pari o superiore a 12 anni e di peso pari o superiore a 35 kg.
Secondo l’ultimo rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità sulle Coagulopatie Congenite, in Italia si stimano circa 5.000 persone affette da emofilia. Le forme più diffuse sono l’emofilia A, che interessa più di 4.000 pazienti, e l’emofilia B, con circa 900 casi. Entrambe sono causate dalla carenza di specifici fattori della coagulazione: rispettivamente il fattore VIII (FVIII) e il fattore IX (FIX), proteine fondamentali per il corretto funzionamento del processo di coagulazione, il meccanismo naturale che consente di arrestare le emorragie. Le opzioni terapeutiche standard per l’emofilia A e B si fondano sulla sostituzione dei fattori della coagulazione, che prevede la somministrazione endovenosa dei fattori carenti (FVIII e FIX) al fine di prevenire o controllare gli episodi emorragici.
In questo contesto, marstacimab, sviluppato da Pfizer, rappresenta una nuova opzione nel panorama terapeutico per pazienti con emofilia A e B severa senza inibitori; il primo trattamento approvato non sostitutivo con meccanismo riequilibrante dell’emostasi, che agisce sul dominio Kunitz 2 del Tissue Factor Pathway Inhibitor (TFPI), una proteina che normalmente limita il processo di coagulazione. Attraverso l’inibizione di questo meccanismo di regolazione, il farmaco contribuisce a ristabilire l’equilibrio del sistema di coagulazione, riducendo i sanguinamenti senza sostituire direttamente i fattori carenti.
Nonostante i progressi ottenuti negli ultimi decenni nella gestione dell’emofilia permangono bisogni terapeutici ancora insoddisfatti. «Nella pratica clinica dell’emofilia una delle principali sfide resta il controllo dei sanguinamenti – spiega Maria Elisa Mancuso, Referente Centro Malattie Emorragiche presso IRCCS Humanitas Research Hospital e Professoressa a Contratto presso Humanitas University – che rappresentano un rischio concreto per molti pazienti e possono determinare, nel tempo, complicanze articolari e un impatto significativo sulla qualità di vita. A questo si aggiunge il peso delle infusioni endovenose, necessarie per molte terapie. In questo contesto si inserisce marstacimab che, attraverso il suo meccanismo non sostitutivo anti-TFPI, contribuisce a ristabilire l’equilibrio emostatico e a ridurre gli episodi emorragici. Inoltre, la somministrazione sottocutanea e il dosaggio fisso semplificano la profilassi, favorendo autonomia e aderenza alla terapia».
L’indicazione della nuova terapia è supportata dai risultati dello studio di Fase 3 BASIS: marstacimab ha ridotto il tasso annualizzato dei sanguinamenti (ABR) trattati del 36% rispetto alla profilassi di routine nei pazienti con emofilia A o B senza inibitori, dimostrando la non inferiorità e superiorità statistica rispetto alla terapia profilattica di routine a base di fattori, con un profilo di sicurezza favorevole. Nello studio di estensione a lungo termine (OLE), attualmente in corso, i dati ad interim mostrano che l’efficacia è risultata coerente nel tempo, con un ulteriore mantenimento di bassi tassi di sanguinamenti trattati.
«L’impegno di Pfizer nella ricerca sull’emofilia, iniziato oltre quarant’anni fa, ha portato all’introduzione di trattamenti che negli anni ’90 hanno rivoluzionato la vita dei pazienti», dichiara Barbara Capaccetti, Direttore Medico di Pfizer in Italia. «Oggi, con marstacimab compiamo un ulteriore passo avanti, offrendo una terapia innovativa basata su un solido razionale scientifico che semplifica la gestione della malattia e migliora concretamente la qualità di vita delle persone con emofilia A e B. Accanto al progresso scientifico resta per noi fondamentale collaborare con la comunità scientifica, con le associazioni dei pazienti e le istituzioni affinchè l’innovazione si traduca in opportunità concrete di cura, capaci di rispondere anche alle necessità quotidiane delle persone con emofilia».
Oltre agli aspetti clinici della patologia, l’emofilia incide profondamente sulla qualità di vita del paziente, evidenziando la necessità di garantire non solo un adeguato supporto clinico, ma anche percorsi di presa in carico complessivi. «La gestione della malattia può ancora oggi comportare limitazioni nella vita quotidiana delle persone, in grado di incidere sull’autonomia, le relazioni sociali e la possibilità di guardare con piena serenità al proprio futuro», dichiara Cristina Cassone, Presidente della Federazione delle Associazioni Emofilici (FedEmo) e portavoce della comunità dei pazienti. «Affinchè nessun paziente si trovi senza supporto o in condizione di svantaggio, la Federazione si impegna ogni giorno a promuovere una maggiore consapevolezza sulla malattia e a collaborare con istituzioni e professionisti per garantire percorsi di cura sempre più adeguati e un accesso equo alle terapie. Allo stesso tempo, investire nella formazione continua degli specialisti e dei professionisti sanitari è fondamentale per garantire una presa in carico sempre più adeguata e attenta ai bisogni reali delle persone».
Vivere con l’emofilia significa spesso confrontarsi con un’attenzione continua nella gestione della quotidianità, impattando così anche la condizione psicologica e l’equilibrio emotivo del paziente e, a volte, dell’intera famiglia: «L’emofilia condiziona ogni aspetto della vita del paziente e dei suoi familiari, dalle attività scolastiche e lavorative fino alla pratica sportiva e alla vita sociale», racconta Andrea Buzzi, Presidente di Fondazione Paracelso. «Come chiunque conviva con una malattia cronica, la persona con emofilia ha bisogno, accanto alle cure mediche e agli indispensabili farmaci salvavita, di un’attenzione costante per quelli che potremmo definire i bisogni extraclinici, dal supporto psicosociale, in primo luogo ai genitori, per favorire l’accettazione della malattia, ai programmi di sensibilizzazione e aumento di conoscenza e visibilità dell’emofilia presso l’opinione pubblica».
-foto ufficio stampa Pfizer –
(ITALPRESS).

Il podcast Science Calling tra scienza e divulgazione al Senato

ROMA (ITALPRESS) – La Sala Zuccari del Senato della Repubblica ha ospitato a Roma l’evento istituzionale “Science Calling: la scienza per tutti in un podcast”, promosso su iniziativa della Vicepresidente del Senato Mariolina Castellone. L’incontro ha riunito rappresentanti di istituzioni, mondo della ricerca, settore privato ed esperti clinici per una riflessione sul ruolo della divulgazione scientifica. Al centro dell’iniziativa, realizzata con il contributo non condizionante di Bayer Italia, argenx Italia e Ostuka Pharmaceuticals Italia, il progetto editoriale Science Calling, podcast dedicato alla ricerca scientifica condotto da Myrta Merlino e prodotto e post-prodotto da Edulia, dal Sapere Treccani, disponibile sulle principali piattaforme di streaming.
f04/mgg/gtr

Centro Sicurezza di Orbassano, 50 anni di test per auto più sicure

ROMA (ITALPRESS) – Il Centro Sicurezza di Orbassano, alle porte di Torino, celebra i suoi primi cinquant’anni di attività. A visitare la struttura è stato anche Emanuele Cappellano, Chief Operating Officer Enlarged Europe di Stellantis. Nato nel 1976, il centro è oggi uno dei poli più avanzati al mondo per lo studio e lo sviluppo della sicurezza automobilistica. L’impianto si estende su una superficie di circa 110 mila metri quadrati ed è dotato di quattro piste di prova con quattro punti di impatto per crash test, affiancati da laboratori e attrezzature per prove statiche e dinamiche. Qui vengono analizzati diversi scenari critici, dall’impatto con i pedoni alla resistenza del tetto fino al comportamento del veicolo in caso di ribaltamento, simulando sia le condizioni previste dalle normative internazionali sia quelle del traffico reale. Tra le tecnologie più avanzate spicca un sistema computerizzato con tredici telecamere mobili puntate sul punto di impatto, capace di realizzare riprese ad altissima velocità anche del sottoscocca dei veicoli e con telecamere installate a bordo. L’integrazione tra test fisici e simulazioni digitali permette di ricreare virtualmente quasi ogni scenario di incidente e di certificare i modelli secondo oltre 175 standard internazionali di sicurezza, contribuendo allo sviluppo di veicoli sempre più sicuri.

BYD Atto 2 DM-i: arriva il SUV ibrido con autonomia fino a 1.000 km

ROMA (ITALPRESS) – BYD presenta Atto 2 DM-i, nuovo SUV compatto nel segmento“C”, lungo poco più di 4,3 metri. Il nuovo modello adotta un sistema ibrido “Dual Mode” che combina motore elettrico e motore termico: secondo i dati del costruttore può viaggiare in modalità elettrica fino a 90 chilometri. Sono previste due versioni: Active, con autonomia complessiva dichiarata fino a 930 chilometri, e Boost, fino a 1.000 chilometri con una ricarica e un pieno. Il sistema gestisce in automatico l’alternanza tra funzionamento elettrico e ibrido. Sul fronte dei consumi, BYD indica una percorrenza fino a 20 km con un litro di carburante. La vettura raggiunge i 100 km/h in circa 7,5 secondi. Di serie è prevista l’assistenza alla guida e il sistema infotainment; sulla versione Boost è disponibile anche la funzione Vehicle-to-Load, che permette di alimentare dispositivi esterni. La versione Active è proposta a 23.900 euro, la Boost a 26.500 euro. BYD presenta Atto 2 DM-i, nuovo SUV compatto nel segmento“C”, lungo poco più di 4,3 metri. Il nuovo modello adotta un sistema ibrido “Dual Mode” che combina motore elettrico e motore termico: secondo i dati del costruttore può viaggiare in modalità elettrica fino a 90 chilometri. Sono previste due versioni: Active, con autonomia complessiva dichiarata fino a 930 chilometri, e Boost, fino a 1.000 chilometri con una ricarica e un pieno. Il sistema gestisce in automatico l’alternanza tra funzionamento elettrico e ibrido. Sul fronte dei consumi, BYD indica una percorrenza fino a 20 km con un litro di carburante. La vettura raggiunge i 100 km/h in circa 7,5 secondi. Di serie è prevista l’assistenza alla guida e il sistema infotainment; sulla versione Boost è disponibile anche la funzione Vehicle-to-Load, che permette di alimentare dispositivi esterni. La versione Active è proposta a 23.900 euro, la Boost a 26.500 euro.
tvi/mrv