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Venti nazioni al Trofeo Lido Filippi di beach sprint, prima tappa a Mondello

Venti nazioni al Trofeo Lido Filippi di beach sprint, prima tappa a Mondello

ROMA (ITALPRESS) – Ritorna, anche nel 2026, l’appuntamento con il Trofeo Lido Filippi, il circuito nazionale e internazionale di Beach Sprint promosso dalla Federazione Italiana Canottaggio con il contributo del cantiere Filippi Boats. Prima tappa da domani a domenica a Mondello, seguita da Fano (17-19 aprile), Bacoli (8-10 maggio) e Marina di Castagneto (5-7 giugno). L’evento, a partire dal 2025, assume una rilevanza crescente in ragione dell’inserimento del beach sprint nel programma delle Olimpiadi di Los Angeles. La stima nelle quattro tappe prevede la presenza complessiva di 1500 atleti in arrivo da una ventina di nazioni. I club italiani si sfideranno per conquistare il prestigioso “Filippi Trophy”, assegnato al club che totalizzerà il maggior punteggio dopo tutte e quattro le tappe. E’ caccia aperta al Rowing Club Peloro, vincitore nel 2025. Nella tappa finale di Marina di Castagneto, gli atleti meglio classificati si divideranno il montepremi totale di ventimila euro. “Il Beach Sprint è in fase di crescita in Italia e l’impegno della nostra Federazione sarà sempre più forte sia in fase agonistica che promozionale – afferma Rossano Galtarossa, presidente della Federazione Italiana Canottaggio – Ringraziamo tutti i COL per l’impegno e soprattutto il nostro partner Filippi Boats per la vicinanza quotidiana nelle attività federali e, in particolare, per lo straordinario sostegno fornito nell’organizzazione di questo circuito nazionale e internazionale”. “Desidero in primo luogo evidenziare lo sforzo prodotto dai Comitati Organizzatori Locali, sotto l’egida della FIC, per rendere l’edizione 2026 del Trofeo Filippi, in memoria di mio padre Lido, ancora più avvincente e competitiva – sono parole di David Filippi, responsabile del cantiere Filippi Boats – La prima tappa di Mondello già testimonia un trend di crescita, con una partecipazione destinata ad aumentare nelle tappe successive grazie alla presenza di altre nazioni europee come la Germania, l’Olanda, il Portogallo, la Romania a cui si aggiungeranno Cina, Australia e Stati Uniti. La volontà condivisa con la FIC di passare da un evento nazionale a internazionale è premiata dai fatti”. Singolo maschile, singolo femminile, doppio maschile, doppio femminile, quattro di coppia con timoniere misto. Queste le specialità di un programma aperto ad atleti di ogni età e abilità: Under 19, Under 23, Universitari, Senior e Master. Tra gli iscritti alla prima prova di Mondello, si evidenziano i nomi di punta del Beach Sprint azzurro. Da notare le presenze in singolo e nel doppio misto di Federico Ceccarino (Fiamme Gialle-CC Napoli) e Federica Cesarini (Fiamme Oro-Gavirate), ovvero il doppio Mix titolare alle ultime World Rowing Beach Sprint Finals in Turchia, così come di Ilaria Bavazzano (CS Urania) e Maria Elena Zerboni (CC Saturnia), entrambe azzurre lo scorso anno ad Antalya nel quattro di coppia mix con timoniere. Presenti, sempre dalla spedizione azzurra ai Mondiali 2025, anche Lucio Fugazzotto (Fiamme Gialle-Peloro Rowing) e Andrea Sciavicco Fasano (Peloro Rowing), entrambi bronzo lo scorso anno – il primo in singolo, il secondo nel doppio maschile – con Fugazzotto che debutta tra i Senior. Da non sottovalutare poi anche le presenze di altri atleti e atlete in luce negli anni scorsi con la divisa della Nazionale, come Silvia Tripi (CC Napoli, medagliata alle World Rowing Beach Sprint Finals di Genova nel 2024 nel doppio Mix con Ceccarino), Alice Ramella (SC Santo Stefano), Silvia Messina (Peloro Rowing), Michelangelo Quaranta (CC Barion), Lucio Cozzolino (CC Irno), Gabriele Loconsole (CUS Bari) e Federico Garibaldi (SC Santo Stefano), così come la partecipazione di atleti che hanno scritto pagine importanti di storia remiera azzurra nel flat rowing come Stefano Oppo (Carabinieri, bronzo a Tokyo 2020 e argento a Parigi 2024 nel doppio Pesi Leggeri), Pietro Willy Ruta (Fiamme Oro, bronzo olimpico 2020 proprio con Oppo) e Martino Goretti (due partecipazioni olimpiche sulle spalle, in gara con i colori degli svizzeri del RC Erlenbach, da lui allenati). Dall’estero, piombano su Mondello e sul Trofeo Filippi i grandi specialisti del beach sprint in medaglia nel 2025 ai Mondiali della specialità sulle barche che saranno protagoniste all’Olimpiade americana del 2028, ovvero i singoli maschile e femminile e il doppio misto. Dal francese Mathis Nottelet allo spagnolo Ander Martin, rispettivamente medaglia d’oro e di bronzo alle World Rowing Beach Sprint Finals 2025 nel singolo maschile, passando per l’austriaca Magdalena Lobnig, bronzo nel singolo femminile ad Antalya ma anche ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020, sempre nel singolo femminile. Presenti anche entrambi i campioni mondiali del doppio misto della Lituania, Dominykas Jancionis e Martyna Kazlauskaite. Venendo invece al podio iridato 2025 del quattro di coppia con timoniere misto – specialità non olimpica – presenti tre quinti dell’armo spagnolo vicecampione mondiale, ovvero Maria Angeles Macian Martinez, Maialen Mielgo Rodero e Miguel Salas Cordoba. Sempre dalla Spagna, Adrian Miramon Quiroga, plurimedagliato iridato sia nel beach sprint che nel coastal rowing. Dopo la tappa di Mondello, organizzata dalla Canottieri Mondello in collaborazione con il Club Roggero di Lauria e il Comitato Regionale Sicilia, il Trofeo Filippi vedrà protagoniste Fano (organizzazione Club Nautico Fanese “Geremia Viviani”), Bacoli (organizzazione SC Nesis in collaborazione con il Comitato Regionale Campania) e Marina Castagneto Carducci (organizzazione Circolo Nautico Donoratico e Filippi Boats). I campionati italiani di beach sprint saranno ospitati da Barletta (organizzazione LNI Barletta) nel week end dal 17 al 19 luglio.
– Foto Pagliaricci/Canottaggio.org –
(ITALPRESS).

Anvur, nel 2024/25 sistema universitario al suo massimo storico con 2 mln iscritti

Anvur, nel 2024/25 sistema universitario al suo massimo storico con 2 mln iscritti

ROMA (ITALPRESS) – Il sistema universitario italiano raggiunge nel 2024/25 i 2.050.112 iscritti, il massimo storico assoluto, con 100 atenei, 413.943 laureati, 65.617 docenti e proventi complessivi per 19,5 miliardi di euro. La crescita complessiva rispetto al 2018/19 è di 296.000 iscritti (+16,9%), ma il dato che più caratterizza questo periodo è la sua composizione: il 63,7% di tale incremento ha riguardato le università telematiche, che in sei anni sono passate dal 6,8% al 15% della popolazione studentesca totale. E’ quanto emerge dal Rapporto 2026 sul sistema della formazione superiore e della ricerca pubblicato questa mattina da Anvur. Giunto alla sua 5^ edizione, il Rapporto offre una rappresentazione aggiornata e dettagliata delle università, delle istituzioni AFAM e degli enti pubblici di ricerca, delineando il quadro nazionale, il posizionamento internazionale e l’evoluzione del sistema dal periodo pre-pandemico a oggi.
L’aumento degli iscritti si distribuisce in modo disomogeneo sul territorio nazionale. Nel Nord l’80% degli atenei registra un incremento delle iscrizioni, al Centro 2 atenei su 3, mentre nel Mezzogiorno quasi 1 ateneo su 2 (48%) evidenzia una contrazione, con una forte riduzione nell’area economico-giuridica. In questo quadro, la crescita delle telematiche (+158,6% in sei anni) si caratterizza con la presenza di quasi 4 studenti telematici su 5 che avrebbero un’alternativa in presenza entro 60 minuti, segno che la scelta del canale telematico risponde più a esigenze personali di costo, lavoro e accessibilità che a una reale carenza di offerta sul territorio.
Sul piano geografico, inoltre, i dati sulla permanenza nell’area di residenza sono rivelatori: nel Mezzogiorno quasi 1 studente magistrale su 2 studia lontano da casa, contro tassi di permanenza superiori al 70% nel Centro-Nord. Il sistema si configura pertanto come un rilevante fattore di mobilità territoriale, con flussi in uscita più intensi dalle regioni meridionali.
Le università in Italia sono presenti in ben 274 comuni nel 50% dei quali (127 sedi) con un numero di iscritti inferiore a 500 studenti. Molte delle sedi di piccole dimensioni ospitano corsi delle professioni sanitarie ma va evidenziato che nel 50% delle sedi universitari si concentrano solo l’1% degli studenti (circa 17.000).
Il Rapporto evidenzia un incremento significativo della presenza di studenti con diploma estero, raddoppiati in sei anni da 52.493 a 111.566 e pari al 5,4% degli iscritti complessivi. L’incidenza risulta più elevata nelle università non statali (8,5%) rispetto a quelle statali (6,0%), mentre nelle telematiche è marginale (1,1%). I principali Paesi di provenienza sono Iran (12,7%), Turchia (7,7%) e Cina (6,4%), seguiti da India, Tunisia e Pakistan.
Permangono tuttavia marcate differenze nella distribuzione territoriale: nel Nord-Ovest si concentra il 36,3% degli studenti con diploma estero, nel Centro il 28,3% , nel Nord-Est il 22,5%, mentre il Mezzogiorno – considerando Sud e Isole – solo il 9,9%.
I tassi di abbandono e la progressione di carriera nelle università. Il sistema cresce, ma trattiene meno di quanto sembri. Nella coorte 2018/19, a sei anni dall’iscrizione, il 62,7% degli iscritti ai corsi di laurea triennale ha conseguito il titolo, mentre il 26,4% ha interrotto gli studi. Una dispersione che i numeri aggregati sugli iscritti tendono a non evidenziare.
I trend per tipo di ateneo vanno in direzioni opposte. Nelle università statali il tasso di abbandono tra primo e secondo anno alle lauree triennali si attesta al 13,3%, mentre nelle non statali scende al 6,4%. Nelle telematiche, al contrario, sale al 18,8% (era il 13,7% nel 2018/19) – il valore più alto del sistema, in crescita costante – indicando come una quota rilevante di chi si iscrive non passi al secondo anno. La perdita di studenti si concentra infatti nelle fasi iniziali del percorso, suggerendo l’esigenza di rafforzare le attività di orientamento e la capacità di intercettare precocemente le fragilità in ingresso.
Il Rapporto approfondisce il tema del rapporto tra laureati e docenti: nelle telematiche nelle quali si registrano 69,2 laureati per docente, a fronte di 5,1 nelle statali. Le telematiche al loro interno sono comunque molto diverse (il dato oscilla tra un minimo di 10,2 e un massimo di 121,8). Sul versante dei requisiti di docenza, il rapporto segnala che 6 università telematiche su 11 non soddisfano i requisiti minimi a fronte del 100% di conformità delle università statali. Una differenza strutturale che rimanda al ‘tema della scalabilità’: lo stesso titolo di studio viene conseguito in condizioni molto diverse.
Il personale docente universitario è cresciuto del +20,9% tra il 2018 e il 2025, passando da 54.261 a 65.617 unità e con una ricomposizione strutturale che vede il peso relativo dei professori ordinari e associati crescere di 9,1 punti. Nonostante questo incremento, il sistema accademico italiano si conferma il più anziano d’Europa: il 55,4% dei docenti ha almeno 50 anni, mentre solo l’1% ha meno di 30 anni, a fronte del 22,6% registrato in Germania. L’età media di ingresso nella qualifica di professore ordinario nel 2025 si attesta a 51,7 anni.
Sul fronte del genere emergono dinamiche contrastanti. Le donne rappresentano la maggioranza tra immatricolate (55,7%), iscritte (56,8%) e laureate (57,7%), ma risultano ancora sottorappresentate nelle posizioni apicali, con il 29% dei professori ordinari e il 24,5% dei rettori. Il divario tende ad ampliarsi lungo le progressioni di carriera, sebbene rispetto al 2018 si osservino promettenti segnali di avanzamento nei livelli più elevati.
Il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) ha superato strutturalmente la soglia dei 9 miliardi di euro, raggiungendo nel 2025 i 9,368 miliardi (+27,6% dal 2018), Tuttavia, l’erosione inflazionistica registrata negli ultimi 7 anni riduce la crescita in termini reali al +7,3%.
La distribuzione geografica del FFO mostra un effetto divergente: il costo standard e la quota premiale risultano più favorevoli agli atenei del Nord (+33,4% Nord-Ovest, +32,2% Nord-Est), mentre le Isole registrano un incremento più contenuto (+15,9%). Sul versante del diritto allo studio, la copertura degli idonei alle borse ha raggiunto il 97,7%, grazie anche alle risorse PNRR che hanno portato il fondo a quasi 882 milioni nel 2024.
L’AFAM: 94.000 iscritti e i primi dottorati. Le istituzioni dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica contano nel 2024/25 93.539 iscritti (+17,5% in 4 anni). La componente internazionale risulta significativa, con quasi uno studente su sei di cittadinanza straniera, di cui il 50% proveniente dalla Cina. Il primo ciclo di dottorati AFAM ha preso avvio con 476 iscritti e 62 corsi, ma il settore attende ancora un riordino normativo compiuto, a cominciare dall’abilitazione artistica nazionale.
I 14 enti pubblici di ricerca (EPR) contano circa 10.500 ricercatori, fortemente concentrati nel CNR (62,6%). Tra il 2023 e il 2024 il personale a tempo determinato raddoppia, indicando una pressione sul sistema post-PNRR che potrà essere alleggerita con i percorsi di stabilizzazione.
Il 57,5% dei ricercatori di ruolo ha almeno 50 anni e solo l’8,4% meno di 40, evidenziando la necessità di rafforzare il ricambio generazionale attraverso un ingresso di giovani ricercatori. In crescita anche i finanziamenti statali, con il FOE che raggiunge 1,486 miliardi di euro nel 2025 e segna un +17,6% rispetto al 2018.
Nel confronto internazionale, l’Italia registra la seconda crescita in Europa per numero di iscritti alla formazione terziaria tra il 2019 e il 2023 (+14,4%), ma la quota di laureati tra i 25 e i 34 anni si attesta al 31,6%, ancora significativamente inferiore alla media OCSE (48,4%). La distribuzione dei laureati per livello del titolo conseguito fa emergere che il divario si concentra soprattutto nei percorsi triennali (13,5% contro il 26,1% OCSE), mentre nelle lauree magistrali (17,4%) l’Italia supera il livello OCSE (16,1%).
Sul fronte dei NEET (18-24 anni), si osserva una riduzione di 9,6 punti percentuali tra il 2021 e il 2024, il miglior risultato in Europa. Positivo anche il dato relativo alle laureate STEM, pari al 40,3%, superiore di circa 5 punti alla media UE. Nella ricerca, l’Italia migliora la propria quota di finanziamenti in Horizon Europe (dal 9,2% al 9,4%), ma a un ritmo inferiore rispetto a Germania e Francia, che crescono con maggiore intensità, rispettivamente dal 16,4% al 17,3% e dall’11,9% al 12,4%. Il sistema italiano, quindi, partecipa di più, ma rischia di perdere terreno nella competizione internazionale per le risorse destinate alla ricerca d’eccellenza.
‘Il rapporto che abbiamo presentato oggi è ricco di spunti di riflessione, ma è anche l’occasione per proporre una rappresentazione compiuta del sistema universitario e della ricerca – ha commentato Antonio Felice Uricchio, presidente Anvur -. I dati sono confortanti: crescono i numeri di iscritti, laureati e docenti, resta il rammarico di denotare diseguaglianze territoriali che si amplificano con l’esigenza di trovare strumenti di sostegno per le aree più debolì.
‘E’ un’edizione molto ricca quella di quest’anno con focus tematici interessanti: ci troviamo di fronte a una stagione di rilancio del sistema universitario, soprattutto in termini di iscritti, con una geografia del sistema modificata – le parole di Daniele Livon, direttore generale Anvur -. La sfida per il futuro sarà capire quale modello di università adottare, tenendo conto che restiamo indietro rispetto ad altri Paesi europei per numero di laureati nella fascia giovanile. Toccheremo anche il sistema Afam, che ha visto grandi novità negli ultimi anni come il nuovo dottorato di ricerca, lanciato dal Pnrr. Il sistema di enti di ricerca è cresciuto in termini di numeri e di risultati, ma è un sistema alle prese con un periodo di stabilizzazione con 4 su 14 che raccolgono il 90% di ricercatorì.

– foto ufficio stampa Anvur –
(ITALPRESS).

Schifani “Abbiamo riportato a casa 30 palazzi della Regione”

PALERMO (ITALPRESS) – “A chi si lamenta sempre, voglio dire una cosa semplice: io guardo i fatti. Dopo 19 anni, abbiamo riportato a casa 30 palazzi della Regione. Immobili che in passato erano stati venduti e poi riaffittati, con un costo di circa 17 milioni di euro all’anno. Soldi dei cittadini. In totale, questa operazione, rivelatasi poco felice, è costata centinaia di milioni”. Lo dice il presidente della Regione Siciliana intervenendo con un video su YouTube per commentare il riacquisto, da parte della Regione, degli immobili che ospitano uffici dell’amministrazione. “Noi – aggiunge Schifani – abbiamo deciso di cambiare strada. Grazie alla solidità dei conti, abbiamo investito 68 milioni per riacquistare questi immobili e tornare finalmente proprietari. Questo significa meno sprechi, più controllo pubblico e un risparmio concreto già nei prossimi anni. Mentre qualcuno continua a criticare, noi lavoriamo per sistemare quello che non funzionava. Meno parole, più risultati”. vbo/mca3
(fonte video: Regione Siciliana)

Palermo, Lagalla “Sei aule per la scuola dell’infanzia all’Istituto Cruillas”

PALERMO (ITALPRESS) – “Vengono restituite sei classi che erano state inibite per lungo tempo e che nell’arco di 4-5 mesi sono state ripristinate e restituite ad uso della scuola materna. Mi sembra un segnale importante nell’ambito dei tanti interventi che si stanno facendo per recuperare spazi scolastici in città ed è un segnale importante oltre che per la città, specificamente per questo quartiere e per questa zona della città”. Così Roberto Lagalla, sindaco di Palermo, all’Istituto comprensivo Cruillas di via Salerno per l’inaugurazione della nuova ala del plesso. “Anticipare l’età di scolarizzazione dei bambini è fondamentale, perché fidelizzandoli alla scuola sin da piccoli si riduce prospetticamente il rischio dell’abbandono e il rischio del rifiuto scolastico. E quindi credo che sia una giornata importante non tanto e non solo per l’amministrazione, quanto per i bambini e le loro famiglie”, aggiunge. vbo/mca3
(Fonte video: Comune di Palermo)

BAT Italia lancia filiera tabacchicola digitale Made in Italy con AI e satelliti

BAT Italia lancia filiera tabacchicola digitale Made in Italy con AI e satelliti

NAPOLI (ITALPRESS) – Nasce in Italia la prima filiera tabacchicola completamente integrata, digitale e monitorata attraverso dati satellitari e Intelligenza Artificiale. E’ questo l’obiettivo del Memorandum d’Intesa triennale (2026-2028) siglato oggi a Napoli da BAT Italia, Confagricoltura, New Tab (Veneto) e PROTAB Italia (Campania).
L’accordo – siglato a Palazzo San Teodoro durante l’evento dal titolo: “Filiera del tabacco 4.0: integrazione e digitalizzazione per un futuro più sostenibile”, patrocinato del Comune di Napoli, dalla Federazione degli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali della Campania e in collaborazione con Agronetwork – segna un’evoluzione significativa per il comparto, introducendo un modello di filiera sempre più connesso, tracciabile e data-driven in cui tutte le fasi, dalla pianificazione agricola alla produzione, sono integrate in un unico ecosistema digitale. Il Memorandum comprende oltre 6000 operatori agricoli lungo l’intera catena del valore e si inserisce nel solco dell’intesa programmatica triennale annunciata nel settembre 2025 da BAT Italia con il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, che prevede l’acquisto annuale fino a 15.000 tonnellate di tabacco italiano. Con questo nuovo accordo, BAT Italia ribadisce concretamente il proprio impegno nei confronti della filiera, garantendo l’acquisto del tabacco nazionale attraverso i due operatori del settore New Tab e PROTAB Italia, assicurando così continuità e sostegno economico alle 400 piccole e medie imprese coinvolte.
L’intesa non riguarda soltanto le quantità di prodotto, ma rappresenta un passo deciso nella strategia di lungo periodo di BAT in Italia: rafforzare gli investimenti nella filiera tabacchicola, promuovere modelli produttivi più avanzati e abilitare una trasformazione tecnologica diffusa.
Grazie all’accordo, la filiera coinvolta evolve verso un modello pienamente integrato, in cui: la programmazione produttiva è condivisa tra tutti gli attori; i dati sono raccolti e analizzati in tempo reale; la tracciabilità è garantita lungo l’intera filiera. Fulcro tecnologico del Memorandum è WePlant, il progetto sviluppato dalla start-up JustOnEarth in collaborazione con BAT Italia. Grazie all’integrazione di Intelligenza Artificiale e dati satellitari, WePlant trasforma la gestione dei campi in un modello avanzato di agricoltura di precisione, consentendo: pianificazione colturale evoluta; ottimizzazione dell’uso di acqua e fertilizzanti; monitoraggio continuo delle performance produttive e ambientali.
Elemento distintivo è il Quaderno Digitale di Campagna, che semplifica gli adempimenti per le aziende agricole e garantisce una tracciabilità completa lungo tutta la filiera, fondamentale per audit e rendicontazione ESG.
Il sistema consente inoltre significativi risparmi operativi, posizionando la filiera tabacchicola italiana come caso d’avanguardia nella transizione ecologica e digitale dell’agricoltura.
“Con la firma di questo Memorandum, puntiamo a riaffermare il nostro ruolo di partner strategico per l’agricoltura italiana, ponendo l’innovazione digitale al servizio di un modello industriale riconosciuto come una delle eccellenze del nostro Paese” – ha dichiarato Simone Masè, Presidente e Amministratore Delegato di BAT Italia. – “Attraverso WePlant mettiamo a disposizione dei coltivatori strumenti innovativi per rendere più efficienti i processi e garantire una tracciabilità che valorizzi il contributo di ogni operatore del settore. Progetti come questo rappresentano la concreta espressione del nostro purpose A Better Tomorrow, fondato su programmazione, innovazione e una visione di lungo periodo”.
“In un momento in cui l’Europa sta rivedendo la tassazione dei prodotti del tabacco (TED) e la Direttiva sui Prodotti del Tabacco (TPD), l’Italia può portare a Bruxelles un contributo unico, forte dell’esperienza concreta di una filiera d’eccellenza. Le decisioni dei prossimi mesi saranno decisive: per questo è fondamentale lavorare insieme per un quadro normativo armonizzato e sostenibile per territori, imprese e consumatori” – ha dichiarato Andrea Di Paolo, VicePresidente di BAT Italia.
L’evoluzione della filiera tabacchicola si inserisce in un percorso che vede le istituzioni nazionali e le rappresentanze agricole impegnate nella costruzione di un modello più integrato, innovativo e sostenibile: “L’accordo sottoscritto tra Masaf e BAT Italia, lo scorso 9 settembre a Trieste, ha sancito un’intesa programmatica finalizzata al sostegno della tabacchicoltura italiana e alla promozione di percorsi di innovazione, sostenibilità e valorizzazione delle produzioni agricole nazionali, garantendo una fornitura fino a 15mila tonnellate di tabacco” – ha dichiarato Patrizio Giacomo La Pietra, Sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura. – “Oggi facciamo un altro importante passo nel percorso di valorizzazione della filiera, il cui rafforzamento in termini di integrazione, trasparenza e sostenibilità, è stato l’obiettivo dichiarato del ministero fin dal giorno in cui io e il ministro Lollobrigida ci siamo insediati. L’accordo odierno è in continuità con il Memorandum sottoscritto a settembre e consolida la collaborazione tra Masaf e BAT Italia. Tracciabilità del tabacco, il rigoroso rispetto dei parametri legali e sociali, la cura della sostenibilità ambientale nel processo produttivo, l’impulso a innovare sia sul piano scientifico, sia dal punto di vista delle tecnologie adottate vedi ad esempio il processo di digitalizzazione, sono le chiavi della crescita competitiva e qualitativa del settore a cui ambiamo e che siamo convinti di poter conseguire rinsaldando la collaborazione tra istituzioni pubbliche e private, nell’interesse generale del mondo agricolo e in particolare del settore tabacchicolo, di cui l’Italia è leader”.
Il Memorandum valorizza, inoltre, il ruolo di Confagricoltura che, attraverso la sua piattaforma proprietaria Hubfarm, punterà a creare possibili sinergie con WePlant per definire un modello di gestione sostenibile e integrato.
“Il tabacco è un’eccellenza italiana: siamo il principale produttore in Europa e, grazie agli elevati standard di sicurezza e tracciabilità che caratterizzano la nostra filiera, rappresentiamo una best practice internazionale nel contrasto al mercato illegale. Abbiamo le carte in regola per essere competitivi a livello globale. Per questo, auspichiamo maggior sostegno dall’Unione in termini di fiscalità e spinta all’innovazione, per rispondere alla pressione derivante da Paesi extra-UE dai quali è necessario pretendere reciprocità nella tutela dell’ambiente e del lavoro equo” – ha dichiarato Massimiliano Giansanti, Presidente di Confagricoltura. – “Siamo orgogliosi di prendere parte a questo progetto e di condividere con partner di tale rilievo la centralità dell’intelligenza artificiale e degli strumenti più avanzati per la crescita della filiera”.
Il progetto WePlant rappresenta il fil rouge operativo che unisce le due organizzazioni produttrici di tabacco firmatarie del Memorandum, New Tab in Veneto e PROTAB Italia in Campania. Entrambe sono impegnate nel promuovere attivamente l’adozione delle nuove tecnologie all’interno della loro base associativa, integrandole strategicamente nella programmazione annuale delle superfici e nel servizio di assistenza tecnica.
“La firma di questo Memorandum rappresenta un passo decisivo per rafforzare la governance della filiera tabacchicola” – ha commentato Emanuele Torresani, Presidente di New Tab. – “Per New Tab è l’occasione di consolidare, insieme ai partner, un modello produttivo più efficiente e trasparente, basato su una programmazione condivisa e su una gestione dei dati più evoluta. Con WePlant possiamo mettere a disposizione degli operatori agricoli strumenti che semplificano le attività quotidiane e migliorano le performance complessive, rendendo la filiera più competitiva, sostenibile e pronta ad affrontare le sfide del mercato”.
Analogamente, in Campania, PROTAB Italia vede nell’accordo un volano per l’efficienza del settore tabacchicolo regionale. “L’integrazione della tecnologia satellitare e del quaderno di campagna nella routine gestionale delle nostre aziende agricole associate è un passo decisivo”, ha affermato Vincenzo Argo, Presidente di PROTAB Italia. “Attraverso WePlant e il supporto tecnico costante, stiamo portando la tabacchicoltura campana verso un modello 4.0, dove la conformità agli standard internazionali e la qualità del raccolto sono garantite da una gestione dei dati granulare e scientifica, a beneficio della redditività dei nostri agricoltori e della tutela dell’ambientè.
-foto ufficio stampa BAT Italia-
(ITALPRESS).

Webuild, nuove opportunità dal piano di infrastrutture dell’Australia

Webuild, nuove opportunità dal piano di infrastrutture dell’Australia

MILANO (ITALPRESS) – L’Australia ha definito le sue priorità infrastrutturali per sostenere la crescita della popolazione e dell’economia, pubblicando la nuova Infrastructure Priority List che individua 68 proposte ad alta priorità nei settori trasporti, acqua, energia pulita e logistica. In questo scenario, Webuild emerge come uno dei protagonisti già attivi nei progetti più strategici del Paese, e si conferma in una posizione competitiva per cogliere le opportunità del prossimo decennio.
Con una pipeline infrastrutturale nazionale che ha raggiunto i 242 miliardi di dollari australiani fino al 2029, il mercato australiano continua a offrire prospettive di crescita considerevoli.
Tra le opere già inserite nella lista e oggi in costruzione spiccano il Suburban Rail Loop (SRL) e il North East Link (NEL), entrambi nello Stato di Victoria. Il primo è destinato a rivoluzionare la mobilità di Melbourne con una linea ferroviaria circolare il cui tratto orientale è realizzato dalla joint venture Terra Verde guidata da Webuild. Il secondo è il più grande progetto stradale dello Stato, dove Webuild partecipa alla realizzazione dei tunnel gemelli che diventeranno i più lunghi del Victoria.
L’Infrastructure Priority List include anche proposte per future infrastrutture strategiche, come una linea ferroviaria ad alta velocità fra Brisbane, Sydney, Canberra e Melbourne. Un progetto sostenuto dal governo federale e per il quale Webuild vanta una comprovata esperienza maturata in Europa, con opere quali Napoli-Bari, il Terzo Valico dei Giovi, il Tunnel di Base del Brennero e la tratta transfrontaliera Torino-Lione.
Un altro ambito particolarmente rilevante per l’Australia è quello idrico. Essendo il continente abitato più arido al mondo, il Paese necessita di infrastrutture idriche resilienti, indipendenti dal clima e capaci di rispondere alla crescita demografica. In questo settore Webuild dispone delle competenze della controllata Fisia Italimpianti, che ha già realizzato impianti di livello mondiale come la desalinizzazione Jebel Ali M a Dubai e il sistema di trattamento delle acque reflue di Riachuelo a Buenos Aires. Tale know-how può rappresentare una risorsa decisiva per i futuri investimenti australiani in desalinizzazione, riuso delle acque e ammodernamento degli impianti.
L’Australia è oggi il secondo mercato al mondo per Webuild, con il 12% del portafoglio ordini e il 30% dei ricavi annuali. Un risultato reso possibile da una presenza consolidata nel Paese e dalla capacità di affrontare progetti complessi che spaziano dalle grandi infrastrutture di trasporto alle opere idriche, fino alle strutture sociali come l’ospedale Women and Babies Hospital di Perth.

– foto ufficio stampa Webuild –
(ITALPRESS).

Eurodeputati fissano le condizioni per ridurre i dazi sui prodotti Usa

Eurodeputati fissano le condizioni per ridurre i dazi sui prodotti Usa

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Gli eurodeputati hanno approvato la loro posizione relativa a due proposte legislative che attuano gli aspetti tariffari dell’accordo commerciale Ue-Usa di Turnberry. Secondo quanto riferisce una nota del Parlamento europeo, i testi, se concordati con i governi dell’Ue, elimineranno la maggior parte dei dazi sui beni industriali statunitensi e garantiranno un accesso preferenziale al mercato per un’ampia gamma di prodotti ittici e agricoli Usa, in linea con gli impegni assunti nell’estate 2025 tra l’Ue e gli Stati Uniti. Secondo una nota del Parlamento europeo, i due atti legislativi sono stati approvati nel seguente modo: l’adeguamento dei dazi doganali e apertura di contingenti tariffari per l’importazione di alcuni beni originari degli Stati Uniti è stato approvato con 417 voti a favore e 154 contrari, a fronte di 71 astensioni; la non applicazione dei dazi doganali sulle importazioni di alcuni beni è stata approvata con 437 voti a favore e 144 contrari, a fronte di 60 astensioni. I deputati hanno rafforzato la clausola di sospensione proposta, che consentirebbe di sospendere le preferenze tariffarie con gli Stati Uniti secondo una serie di condizioni. Ad esempio, la Commissione potrebbe proporre la sospensione totale o parziale delle preferenze commerciali se gli Stati Uniti imponessero dazi aggiuntivi superiori al limite concordato del 15%, o nuovi tipi di dazi sui beni provenienti dall’Ue.
La clausola potrebbe essere attivata anche se gli Stati Uniti, ad esempio, decidessero di compromettere gli obiettivi dell’accordo, discriminare gli operatori economici dell’Ue, minacciare l’integrità territoriale degli Stati membri o le loro politiche estere e di difesa, oppure ricorrere a coercizione economica. I deputati hanno poi introdotto una “clausola di entrata in vigore” (sunrise clause), che prevede che le nuove preferenze commerciali entrino in vigore solo se gli Stati Uniti rispettano i loro impegni. Tali impegni includono la riduzione da parte degli Stati Uniti dei dazi sui prodotti dell’Ue con contenuto di acciaio e alluminio inferiore al 50%, fino a un massimo del 15%. Inoltre, per i prodotti dell’Ue con contenuto di acciaio e alluminio superiore al 50%, qualora gli Stati Uniti non riducano i loro dazi a un massimo del 15%, le preferenze tariffarie dell’Ue per le esportazioni statunitensi di acciaio, alluminio e prodotti derivati cesserebbero di applicarsi sei mesi dopo l’entrata in vigore del regolamento.
I deputati hanno inoltre concordato una data di scadenza per il regolamento principale, fissata al 31 marzo 2028. Tale termine potrà essere prorogato solo mediante una nuova proposta legislativa, da presentare a seguito di una valutazione d’impatto approfondita sugli effetti del regolamento. La Commissione sarà incaricata di monitorare l’impatto delle nuove norme e potrà sospendere temporaneamente i nuovi dazi qualora le importazioni dagli Stati Uniti raggiungano livelli tali da causare gravi danni all’industria dell’Ue, ad esempio in caso di un aumento del 10% delle importazioni di un determinato gruppo di prodotti.
(ITALPRESS).
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Via libera del Parlamento Ue alle prime norme anticorruzione

Via libera del Parlamento Ue alle prime norme anticorruzione

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva un quadro armonizzato a livello Ue di diritto penale che mira a prevenire e contrastare la corruzione nell’Unione. Secondo quanto riferisce un comunicato dell’Eurocamera, la direttiva, concordata provvisoriamente con il Consiglio nel dicembre 2025 e adottata con 581 voti a favore, 21 contrari e 42 astensioni, stabilisce a livello Ue le fattispecie di corruzione che devono essere qualificate come reati dai paesi membri, tra cui corruzione nel settore pubblico e in quello privato, appropriazione indebita, ostruzione della giustizia, traffico di influenze, esercizio illecito di funzioni, arricchimento illecito legato alla corruzione, occultamento e corruzione nel settore privato, e ne armonizza le sanzioni. Il nuovo quadro mira a colmare le lacune nell’applicazione delle norme, in particolare nei casi transfrontalieri, modernizzando le regole, allineando le definizioni giuridiche e introducendo livelli comuni di sanzioni. La direttiva stabilisce, a livello Ue, solo i livelli massimi delle pene. I paesi membri potranno dunque adottare norme più severe e adattarle ai propri sistemi giuridici.
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Renault Symbioz amplia la gamma con il nuovo motore GPL Eco-G 120

Renault Symbioz amplia la gamma con il nuovo motore GPL Eco-G 120

ROMA (ITALPRESS) – Renault arricchisce l’offerta della Symbioz con l’introduzione del nuovo motore Eco-G 120 a GPL, una soluzione bi-fuel benzina/GPL che punta a coniugare efficienza, autonomia e costi di gestione ridotti. Con questa novità, il modello si distingue nel segmento C come una delle poche proposte a offrire questa tecnologia, sempre più apprezzata da chi cerca un’alternativa concreta ai carburanti tradizionali senza rinunciare a versatilità e prestazioni. Il nuovo propulsore deriva dal noto turbo benzina TCe 115 a tre cilindri da 1,2 litri, evoluto per funzionare in modalità bi-fuel grazie a un sistema sviluppato e integrato direttamente in fabbrica. Questo approccio consente di garantire livelli di affidabilità e robustezza equivalenti a quelli delle motorizzazioni benzina, beneficiando al contempo dell’esperienza maturata dal gruppo Renault in oltre 15 anni di sviluppo della tecnologia GPL, condivisa anche con il marchio Dacia. Il risultato è un motore capace di offrire un buon equilibrio tra prestazioni, fluidità di marcia ed efficienza energetica. Uno dei principali punti di forza della Symbioz Eco-G 120 è rappresentato dall’autonomia complessiva, che può raggiungere fino a 1.400 km grazie alla presenza di due serbatoi distinti: 48 litri per la benzina e 50 litri per il GPL. Il serbatoio del gas è installato al posto della ruota di scorta, senza penalizzare la capacità del bagagliaio nè interferire con il serbatoio principale. Questa configurazione garantisce grande flessibilità di utilizzo e consente di affrontare lunghi viaggi riducendo la frequenza dei rifornimenti. Dal punto di vista ambientale, l’utilizzo del GPL consente una riduzione media delle emissioni di CO2 di circa il 10% rispetto alle equivalenti motorizzazioni a benzina. I valori dichiarati partono da 116 g/km di CO2, con consumi di 7,2 l/100 km a GPL e 5,9 l/100 km a benzina. Numeri che si traducono in un vantaggio concreto anche in termini di costo totale di esercizio (TCO), aspetto particolarmente rilevante per clienti privati e flotte aziendali.
Disponibile esclusivamente con trasmissione manuale a sei rapporti, la nuova motorizzazione amplia la gamma Symbioz rendendola ancora più completa e accessibile. Il modello è proposto a partire da 25.900 euro nell’allestimento Evolution, con formule di finanziamento a partire da 109 euro al mese. Gli ordini per la versione Eco-G 120 sono aperti dal 10 marzo, mentre le prime consegne sono previste nel secondo trimestre del 2026. Con questa introduzione, Renault rafforza il ruolo di Symbioz come vettura compatta pensata per le famiglie, capace di rispondere alle esigenze di mobilità quotidiana con un mix equilibrato di tecnologia, efficienza e praticità.

foto: ufficio stampa Renault Group Italia

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