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Referendum, Palamara “Serve riforma per spezzare il potere delle correnti”

Referendum, Palamara “Serve riforma per spezzare il potere delle correnti”

ROMA (ITALPRESS) – “Se al referendum dovesse vincere il no il sistema resterebbe bloccato. La vittoria del sì darebbe al Paese una svolta riformatrice quasi fondamentale”. Lo dice l’ex magistrato Luca Palamara, autore insieme ad Alessandro Sallusti del libro “Il sistema colpisce ancora. Come salvare la magistratura italiana dal vizio delle correnti e dalle mani dei politici” (Rizzoli), intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress. “La vittoria del no – aggiunge – secondo me avrebbe un grande risalto non solo dal punto di vista referendario ma proprio politico”.
“Io continuo a parlare – prosegue – perchè la società civile vuole capire, vuole comprendere, farsi un’idea, costruirsi un’opinione. E’ evidente che, se si propone un racconto distorto – come è accaduto il 30 maggio 2019 all’interno della magistratura – si genera una percezione alterata dei fatti. In quel caso fu diffusa una narrazione legata a una parte dell’informazione che aveva bisogno di titolare “corruzione al CSM”, salvo poi scoprire che non c’era alcuna corruzione”.
Palamara sottolinea che “si dice spesso che la nostra è “la Costituzione più bella del mondo” e che non si dovrebbe mai toccare. Si tratterebbe di adeguare la Costituzione a una realtà mutata, armonizzando le norme. C’è chi non vuole che si intervenga, anche perchè nessuno rinuncia volentieri ai propri privilegi: questo è un dato”.
“Sono convinto – aggiunge – che, in caso di vittoria del “sì”, il Paese potrebbe avere una magistratura depurata da quel tasso di politicizzazione che, a un certo punto, ha preso piede. E’ un tema che ho vissuto personalmente e che ho raccontato anche alla luce di altre vicende, da quella di Tortora in poi.
Sono temi che, in qualche modo, risentono anche della vicenda che mi ha riguardato, soprattutto per quanto concerne la questione del sorteggio, che è quella più urticante per il fronte del “no”. Al di là dei singoli contenuti della riforma, oggi gli italiani saranno chiamati a votare su una questione di fondo: la giustizia deve essere cambiata e riformata per dare al Paese magistrati più liberi e meno politicizzati, oppure deve rimanere bloccata com’è oggi?. Si evocano spauracchi: “La magistratura dipenderà dalla politica”, “Sarete assoggettati al controllo politico”, “I magistrati non faranno più indagini”. Ma sono, appunto, spauracchi. Il tema di fondo è un altro”.
“Si pone il problema del predominio, dello strapotere delle correnti – aggiunge Palamara – che in qualche modo richiama ciò che avviene in politica con i partiti. Molti magistrati non vogliono più riconoscersi in questo meccanismo, perchè poi, quando si arriva al Consiglio Superiore della Magistratura, si crea una sorta di vincolo di appartenenza. Spezzarlo può dare al Paese magistrati più liberi e contribuire a rinnovare la classe dirigente. Questo è il tema di fondo”.
“Se parliamo del contenuto, però – prosegue – oggi fuori non si discute di questo. Il referendum è diventato politico: pro o contro Giorgia Meloni, pro o contro il governo di centrodestra. Anche molte trasmissioni televisive finiscono per concentrarsi su questo, più che sul merito della riforma”.
-foto Italpress-
(ITALPRESS).

Libri, Cusenza “Racconto l’altro Garibaldi, figura modernissima”

Libri, Cusenza “Racconto l’altro Garibaldi, figura modernissima”

ROMA (ITALPRESS) – “Garibaldi è una figura modernissima, davvero un padre della patria, a prescindere dalle idee politiche, che ha ancora molto da insegnarci”. A parlare è Virman Cusenza, autore del libro “L’altro Garibaldi. I “diari” di Caprera” (Mondadori), intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress.
“Garibaldi in realtà – spiega Cusenza – non è stato in esilio a Caprera come erroneamente si pensa. Abitava a Caprera da 26 anni, quindi neanche un giorno di esilio. Praticamente tutta la sua carriera militare e politica si è svolta prevalentemente da Caprera. Abitava qui perchè voleva un luogo suo, un luogo dell’anima, ma anche un luogo in cui poter essere agricoltore. Dal 1870 in poi si professa agricoltore perchè era fortemente attratto dalla natura. Al di là poi della sua fede laica credeva comunque in Dio. Sono tutte sfaccettature di un personaggio di cui ho voluto raccontare l’altra faccia della medaglia”.
I diari “sono stati la scoperta più importante che ho fatto – aggiunge -. Due anni fa sono rimasto folgorato da una visita a Caprera, quando mi sono accorto che dietro la casa c’era una grande ambizione. Era la casa di una persona che aveva l’ambizione di costruire qualcosa di grande, simile – fatte le debite proporzioni – alle imprese militari e politiche che aveva compiuto. Mi sono imbattuto in un documento pressochè inedito: i diari agricoli, che vanno dal 1864 al 1876, anche se se ne è conservata solo una parte.
E’ una lettura emozionante, perchè capisci che l’uomo era molto più complesso. E soprattutto che non avremmo avuto il Garibaldi generale, militare e politico se non fosse stato anche un uomo così ricco interiormente e così completo”.
“Ho cercato di fare un libro facile per il lettore – aggiunge – riservando solo alla postfazione una parte più politica. Volevo che fosse la conseguenza logica di ciò che avevo raccontato prima: quello che lui faceva nella vita quotidiana, privata, e il tipo di costruzione di pensiero che ne derivava.
Viene fuori il ritratto di un grandissimo italiano, uno che sapeva unire destra e sinistra. Aveva un DNA preciso: quello di un rivoluzionario, socialista umanitario ma repubblicano lealista”.
Garibaldi “è stato però anche strumentalizzato dalla politica, ma la verità è che lui è in grado di unire perchè ha valori riconosciuti da tutte le parti. Aveva capito il “midollo” dell’italiano, le sue vere esigenze. Aveva una connessione con il popolo che, diciamolo francamente, in questo Paese hanno avuto solo Benito Mussolini e Silvio Berlusconi. Eppure si è sempre tenuto lontano dal potere e dal denaro, e questo è un grande merito.
Probabilmente oggi sarebbe stato il fondatore di un partito democratico all’americana: riformista, con venature patriottiche importanti. Teoricamente più nell’area democratica, ma con tratti trasversali che avrebbero potuto renderlo un personaggio super votato”.
-foto Italpress-
(ITALPRESS).

Nasce “Il gusto che ispira”, primo Manifesto gastronomico dedicato al caffè

MILANO (ITALPRESS) – Nespresso, in occasione del suo 40° anniversario, guarda al futuro del caffè celebrando la propria storia e presenta “Il Gusto che ispira”, il primo Manifesto gastronomico dedicato al caffè firmato insieme all’Accademia Gualtiero Marchesi. Un atto di visione condiviso per ampliare il modo di vivere e interpretare il caffè, partendo dal gesto più tradizionale per esplorare infinite possibilità, accompagnando l’evoluzione dell’esperienza e della cultura gastronomica contemporanea. Il progetto congiunto prevede il coinvolgimento di Nespresso nel Corso di Perfezionamento Universitario in Fondamenti di Scienze Culinarie e Innovazione Alimentare organizzato da Accademia Gualtiero Marchesi e Università Statale di Milano, per un approfondimento sull’universo caffè, mentre in Accademia si sta studiando l’inserimento di un corso dedicato al caffè all’interno del programma formativo. Il Manifesto diventa fonte di ispirazione anche per il nuovo Flagship Nespresso a Milano, dove i suoi principi saranno tradotti in ricette, pairing a base caffè, workshop esperienziali ed eventi esclusivi. Ma non solo: in tutte le Boutique Nespresso in Italia, il Manifesto si tradurrà in esperienza attraverso ricette ispirate ai suoi principi, attraverso le quali il caffè diventerà occasione di scoperta e dialogo con il gusto.
f12/mgg/gtr

Referendum, Palamara “Serve riforma giustizia, società civile vuole capire”

ROMA (ITALPRESS) – “Se al referendum dovesse vincere il no il sistema resterebbe bloccato. La vittoria del sì darebbe al Paese una svolta riformatrice quasi fondamentale”. Lo dice l’ex magistrato Luca Palamara, autore insieme ad Alessandro Sallusti del libro “Il sistema colpisce ancora. Come salvare la magistratura italiana dal vizio delle correnti e dalle mani dei politici” (Rizzoli), intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress. “La vittoria del no – aggiunge – secondo me avrebbe un grande risalto non solo dal punto di vista referendario ma proprio politico”. “Io continuo a parlare – prosegue – perché la società civile vuole capire, vuole comprendere, farsi un’idea, costruirsi un’opinione”.
mgg/azn

Buonfiglio “Organizzazione sta funzionando, presenti in 10 discipline”

MILANO (ITALPRESS) – “Cosa portiamo a casa? Tutto. L’Italia è un grande Paese, non da oggi ovviamente, ma da sempre. Siamo riusciti a mettere in mostra quello che sappiamo fare bene: l’ospitalità, l’accoglienza, l’organizzazione. A volte ci sottovalutiamo da soli e invece come sempre stiamo dimostrando di essere accoglienti nel vero senso della parola, in maniera affettuosa. E sto riportando le parole che ci dicono gli stranieri, non le mie, quindi c’è molta soddisfazione”. Lo ha detto il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, a Casa Italia a Milano a margine della firma del protocollo d’intesa col Consorzio Nazionale Imballaggi. “Gli Usa ci hanno superato e siamo ora terzi nel medagliere? Quattro anni fa eravamo undicesimi-dodicesimi, oggi stiamo combattendo con Norvegia e Stati Uniti e qualcun altro che è dietro. Non solo. La Norvegia ha vinto cinque ori con un solo atleta (Klaebo, ndr), noi siamo presenti in ben 10 discipline”.

f12/glb/mca1

Libri, Cusenza “Racconto l’altro Garibaldi. è una figura modernissima”

ROMA (ITALPRESS) – “Garibaldi è una figura modernissima, davvero un padre della patria che ha ancora molto da insegnarci”. A parlare è Virman Cusenza, autore del libro “L’altro Garibaldi. I “diari” di Caprera” (Mondadori), intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress. “Garibaldi in realtà – spiega Cusenza – non è stato in esilio a Caprera come erroneamente si pensa. Praticamente tutta la sua carriera militare e politica si è svolta prevalentemente da Caprera. Abitava qui perché voleva un luogo suo, un luogo dell’anima, ma anche un luogo in cui poter essere agricoltore. Sono tutte sfaccettature di un personaggio di cui ho voluto raccontare l’altra faccia della medaglia”.
mgg/mrv

Duolly, con l’intelligenza artificiale viaggiare diventa più facile e piacevole

MILANO (ITALPRESS) – Una tavola rotonda dedicata all’impatto dell’Intelligenza Artificiale nel settore turistico, con un focus sulle applicazioni digitali e sull’evoluzione dell’esperienza dei viaggiatori, ha animato la prima giornata della BIT – Borsa Internazionale del Turismo di Milano. L’incontro – promosso dall’azienda Fiven, presente per la prima volta alla fiera con uno stand dedicato – ha rappresentato un momento di confronto tra rappresentanti istituzionali ed esperti del settore. Nel corso della tavola rotonda è stata presentata anche l’esperienza di Duolly, soluzione Plug & Play di Fiven: un sistema di Intelligenza Artificiale conversazionale, sviluppato in Italia, che consente di trasformare portali e piattaforme digitali in veri e propri GPT di dialogo.
f28/fsc/gtr
(Video in collaborazione con Fiven)