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Milano-Cortina, Buonfiglio “Notte prima degli esami, ma abbiamo studiato”

MILANO (ITALPRESS) – “Mi aspetto un’Olimpiade italiana dove daremo il meglio nell’ospitalità, ma anche nella capacità organizzativa. Nonostante potrebbe venire fuori qualche ostacolo, siamo capaci di risolverlo immediatamente”. Lo ha dichiarato il presidente del Coni Luciano Buonfiglio in attesa di ricevere la torcia olimpica a Milano, a Sant’Ambrogio. “Le località dove ospiteremo i Giochi sono località fantastiche, per cui produrremo anche un contributo al turismo internazionale. Ci vedranno due miliardi e ottocento milioni di telespettatori. E’ la notte prima degli esami, ma abbiamo studiato e quindi sicuramente portiamo a casa una bella maturità”.

pia/glb/mca3

Terna, 40 nuovi operatori per i Lavori Sotto Tensione

ROMA (ITALPRESS) – Entrano in servizio a Terna 40 nuovi operatori per Lavori Sotto Tensione (LST). Si tratta di tecnici altamente specializzati in grado di operare – unici in Italia – su impianti in alta e altissima tensione in servizio, cioè su elettrodotti che continuano a trasmettere energia elettrica. Il Gruppo guidato da Giuseppina Di Foggia è infatti il solo autorizzato dal Ministero a eseguire lavori sotto tensione. La cerimonia di “investitura” di questi veri e propri stuntmen dell’alta tensione ha avuto luogo a Roma, in occasione del “Celebration Day LST 2026”
mgg/gsl

Milano-Cortina, Pisani in videocollegamento dal Viminale con le sale operative

ROMA (ITALPRESS) – Il capo della polizia Vittorio Pisani si è videocollegato, dalla sala gestione grandi eventi del Viminale, con le sale operative interforze di Milano, Bolzano, Trento, Venezia, Verona, Belluno, Sondrio, Varese, la sala operativa internazionale della direzione centrale polizia criminale e il main operation center di Milano, preposte al monitoraggio, gestione e scambio informativo tra i vari attori istituzionali coinvolti nella gestione della sicurezza delle Olimpiadi di Milano-Cortina. In collegamento anche i questori delle otto province interessate dall’evento.
col3/mca3 (Fonte video: Polizia di Stato)

Terna, entrano in servizio 40 nuovi operatori per Lavori Sotto Tensione

Terna, entrano in servizio 40 nuovi operatori per Lavori Sotto Tensione

ROMA (ITALPRESS) – Entrano in servizio a Terna 40 nuovi operatori per Lavori Sotto Tensione (LST). Si tratta di tecnici altamente specializzati in grado di operare – unici in Italia – su impianti in alta e altissima tensione in servizio, cioè su elettrodotti che continuano a trasmettere energia elettrica. Il gestore della rete di trasmissione nazionale è infatti il solo autorizzato dal Ministero a eseguire lavori sotto tensione.
La cerimonia di “investitura” di questi veri e propri stuntmen dell’alta tensione ha avuto luogo a Roma, presso la sede del Gruppo guidato da Giuseppina Di Foggia, in occasione del “Celebration Day LST 2026”.
Con l’ingresso in servizio dei nuovi 40 operatori, il numero totale sale, per la prima volta, oltre i 200, realizzando un vero e proprio record per Terna in questo settore di eccellenza che ha il suo centro di formazione a Viverone, in provincia di Biella.
I 40 operatori LST provengono dalla quasi totalità del territorio nazionale e permettono quindi, al gestore della rete elettrica di trasmissione nazionale, di incrementare il numero di tecnici specializzati presenti in tutte le regioni italiane, diminuendo anche l’età media (in genere compresa tra i 25 e i 35 anni).
Il numero 40, che rappresenta quello dei tecnici che nel 2025 hanno completato la formazione come operatori LST, si collega poi a un altro “40”, ugualmente importante da celebrare, che corrisponde a quello degli anni trascorsi dalla prima volta che questa complessa attività è stata eseguita in Italia: il primo lavoro sotto tensione è avvenuto infatti nel lontano giugno del 1986.
Tra i vari tipi di interventi di manutenzione svolti da Terna, i lavori sotto tensione rappresentano un’attività altamente qualificata che consente di eseguire particolari azioni sull’infrastruttura elettrica mantenendo gli impianti in servizio. E’ una tecnica che Terna adotta da anni per garantire la sicurezza, la continuità, la qualità e la massima efficienza della rete elettrica di trasmissione nazionale. Grazie a metodologie avanzate, alla formazione professionale di eccellenza dedicata alle sue risorse e all’utilizzo di attrezzature e strumenti ad hoc, Terna realizza una media di 1.800 interventi l’anno, con picchi anche di 3.000, su oltre 75 mila km di rete, realizzando un beneficio economico annuale per il sistema Paese stimato tra i 60 e i 90 milioni di euro.
In questi anni Terna ha acquisito un livello di expertise tra i più accreditati in Europa e figura tra i leader mondiali nel settore per competenza e professionalità. L’azienda, inoltre, è tra le poche società in Europa a essersi dotata di un centro di addestramento specifico per i lavori sotto tensione e tra le prime al mondo ad aver istituito un proprio laboratorio accreditato secondo la IEC/ISO 17025 (lo standard internazionale per i laboratori di prova e taratura), per eseguire le prove di verifica sulle attrezzature e sui Personal Protective Equipment utilizzate durante le attività.
In particolare, la sede Terna di Viverone (Biella) in Piemonte, ospita uno dei tre laboratori elettrici (gli altri due sono a Civitavecchia, nel Comune di Roma, e a Frattamaggiore, nel Comune di Napoli) e un campo di addestramento per la formazione – in piena sicurezza, in ambiente controllato e con procedure collaudate da anni di esperienza. Un centro unico in Italia, tecnologicamente avanzato, una vera e propria scuola di elevata formazione: i tecnici di Terna sono, infatti, gli unici in Italia che possono lavorare in modalità sotto tensione, con specifica autorizzazione ministeriale, su linee elettriche ad alta e altissima tensione.
Gli operatori sotto tensione sono gli stuntmen della rete elettrica nazionale ma, contrariamente alle apparenze, la loro non è una vita spericolata perchè sono formati per gestire e controllare l’attività in sicurezza. Si tratta di una squadra di oltre 200 operatori che svolgono la loro attività sotto tensione, vale a dire lungo i fili o sopra i grandi sostegni che trasportano l’elettricità ad alta e altissima tensione della rete nazionale di trasmissione gestita da Terna. Lavorano senza interrompere il flusso di energia, senza che vi siano quindi interruzioni di corrente, per prevenire i guasti e assicurare la migliore qualità di erogazione del servizio. Non potrebbero farlo senza una rigorosa attività di formazione che consente loro di muoversi con agilità e in sicurezza anche a 60 metri da terra, l’equivalente di un grattacielo di 20 piani.
Nel centro di Viverone l’addestramento avviene su un’infrastruttura che simula gli interventi che i futuri operatori eseguiranno concretamente. Si tratta di un luogo con una lunga storia: all’origine, nei primi del ‘900, era una centrale idroelettrica di pompaggio. Il centro è incorniciato dalle montagne e, intorno al vecchio bacino di monte – il lago di Bertignano – si trova il campo scuola, dove gli operatori sotto tensione si addestrano e si arrampicano a grandi altezze sotto la guida del personale docente. I docenti, prima di poter insegnare i lavori sotto tensione, seguono un percorso di certificazione delle conoscenze tecniche da trasferire, completato dall’acquisizione delle competenze didattiche necessarie e sostengono un esame finale per ottenere la certificazione secondo la norma IEC/ISO 17034.
Quando operano sui sostegni, gli operatori indossano abbigliamento arancione per rendere più visibili i movimenti, così come gli elementi isolanti da loro utilizzati. E’ fondamentale, ad esempio, mantenere una distanza di alcuni metri da un conduttore da 380 kV e per questo si utilizzano aste in fibra di vetro riempite di schiuma poliuretanica, ognuna delle quali viene sottoposta a verifica annuale in laboratori certificati.
I lavori sotto tensione non servono a risolvere i guasti, ma a prevenirli con un’attività di manutenzione volta ad assicurare il perfetto stato della rete ed evitare così i disservizi per gli utenti. Gli utenti sono le grandi centrali di generazione che immettono elettricità in rete, l’intera rete di distribuzione che la porta nelle case e verso le imprese e le grandi industrie collegate direttamente in alta tensione.
-foto ufficio stampa Terna –
(ITALPRESS).

Nasce BankGPT, il primo modello AI specializzato per il banking europeo

Nasce BankGPT, il primo modello AI specializzato per il banking europeo

ROMA (ITALPRESS) – Il settore bancario necessita di soluzioni di intelligenza artificiale che proteggano i dati sensibili dei clienti e che rispettino le norme del settore. Finora però i modelli generalisti non sono addestrati in modo specifico sulla terminologia bancaria o sugli standard regolamentati e i controlli richiesti dagli istituti finanziari, rischiando, nei progetti di sviluppo software del settore, di non considerare correttamente le norme specifiche, esporre informazioni riservate e compromettere la riservatezza dei dati.
Un’azienda italiana, FairMind, ha sviluppato BankGPT, un modello AI addestrato in modo specifico per rispondere alle esigenze del settore bancario, offrendo alle istituzioni finanziarie il pieno controllo sui dati sensibili. BankGPT è il primo Small Language Model integrato nella piattaforma proprietaria FairMind Studio, specializzato per il settore ed è stato finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma EuroHPC Joint Undertaking.
Il lancio di BankGPT, “conferma la capacità italiana ed europea di creare soluzioni innovative per il sistema bancario, dimostrando che possiamo competere globalmente attraverso modelli specializzati che garantiscono controllo totale sui dati, conformità normativa e accuratezza elevata. In settori altamente regolamentati come il banking, la disponibilità di competenze verticali certificate dall’UE ci posiziona come partner strategico per le istituzioni finanziarie che cercano soluzioni AI sicure ed efficaci” afferma in una nota Alexio Cassani, CEO e co-founder di FairMind.
“La vera sovranità tecnologica non si costruisce solo con modelli proprietari, ma attraverso piattaforme che garantiscono governance, sicurezza e controllo totale sui processi aziendali. FairMind Studio rappresenta questa visione: un ecosistema dove l’AI specializzata diventa strumento strategico per la competitività del banking europeo”, evidenzia ancora Cassani.
Il progetto è stato sviluppato in partnership con Crèdit Agricole Group Solutions per l’addestramento e finanziato dall’EuroHPC Joint Undertaking attraverso il programma FFplus. L’infrastruttura computazionale ad alta prestazione è stata fornita da CINECA, hosting entity per conto del Ministero dell’Università e della Ricerca del supercomputer Leonardo, con il supporto tecnico del National Competence Centre for HPC (NCC Italy).
FairMind è parte della rete Le Village by Crèdit Agricole Milano: un ecosistema aperto che sostiene la crescita delle startup e accompagna le aziende nel loro percorso di innovazione.
“Il progetto rappresenta una tappa fondamentale per la startup italiana con visione globale, che ha superato decine di competitor europei nella selezione del Digital Europe Programme – si legge in una nota -. Il successo dell’esecuzione ha permesso a FairMind di ottenere la possibilità di candidarsi alla prossima edizione 2026 del programma FFplus, consolidando il ruolo dell’azienda nell’ecosistema AI europeo”.
-foto ufficio stampa FairMind-
(ITALPRESS).

Alleanza Assicurazioni guida la trasformazione e punta sull’insurbanking

Alleanza Assicurazioni guida la trasformazione e punta sull’insurbanking

GENOVA (ITALPRESS) – Alla Convention 2026 “Next To The Future” Alleanza Assicurazioni, storica compagnia del gruppo Generali, presenta le linee strategiche del nuovo anno all’insegna di “Next”: la trasformazione industriale che punta sull’evoluzione della consulenza professionale per rafforzare la leadership in protezione, previdenza, risparmio e investimento.
La compagnia torna ai Magazzini del Cotone a Genova, città dove è stata fondata nel 1898 da Evan Mackenzie insieme ad altri compagni d’impresa. Davanti a una platea di mille persone tra manager, consulenti e personale di sede e oltre 9 mila collegate da 28 sale cinematografiche italiane, l’amministratore delegato Davide Passero ha tracciato la roadmap per il 2026 e ripercorso i risultati dell’anno passato. Nel 2025 Alleanza ha consolidato la propria performance. I Premi Vita complessivi sono pari a 11,2 miliardi, e la Raccolta Netta supera 1 miliardo grazie al contributo positivo di tutti i canali distributivi (Rete diretta, BGVita, Bancassurance). La Nuova Produzione si attesta a oltre 7 miliardi, trainata dalla Rete diretta agenziale (oltre 3,4 miliardi, con una crescita vicina all’8% nell’anno). Nell’assicurazione Danni, la Raccolta Premi in crescita dell’11% a oltre 240 milioni, con un forte sviluppo nel comparto Salute.
Il 2026 per Alleanza segna un passaggio cruciale, attraverso l’innovazione del modello di business per abilitare “Next”, la trasformazione industriale della Compagnia con il consolidamento della partnership di insurbanking con Banca Generali. L’accordo ha consentito ad Alleanza di ampliare l’offerta per i clienti integrando servizi bancari (Conto Unico) e soluzioni assicurative (Stile Unico) in un’unica piattaforma di consulenza patrimoniale. L’evoluzione della consulenza professionale della Rete è uno dei cardini del nuovo corso, con una trasformazione del paradigma di relazione e connessione con il cliente. Oggi sono già 2.900 i consulenti “Private Advisor” (abilitati all’iscrizione all’albo dei consulenti finanziari), presenti in 800 punti operativi nel Paese, che hanno davanti a sè la sfida di fronteggiare i rinnovati bisogni delle famiglie anche nell’ottica di protezione del risparmio. Grazie al percorso formativo dedicato e al contributo del digitale che accresce il valore del servizio, la Rete di Alleanza diventa ancora più distintiva e competitiva, attraendo sempre più talenti con l’obiettivo di superare i 4.000 Private Advisor entro il 2030.
Giancarlo Fancel, Country Manager & CEO di Generali Italia, ha dichiarato: «Alleanza è un asset strategico per il Gruppo Generali, capace di interpretare con visione e concretezza le trasformazioni del mercato. La spinta verso l’insurbanking, l’evoluzione digitale e la valorizzazione delle competenze della Rete sono scelte che rafforzano l’impegno di Generali ad essere partner di vita per famiglie e imprese. In un contesto di sfide globali, investire in innovazione e formazione significa garantire stabilità e crescita sostenibile creando valore per il Paese e per le comunità in cui operiamo. Questo è il nostro impegno: essere sempre al fianco dei clienti con soluzioni che coniughino protezione, risparmio e previdenza».
Davide Passero, CEO di Alleanza Assicurazioni e Country Chief Marketing & Product Officer di Generali Italia, ha commentato: «Il 2026 rappresenta un anno decisivo: con “Next” stiamo compiendo una trasformazione industriale che unisce competenze e innovazione per realizzare un nuovo modello di relazione e connessione. Vogliamo diventare “una buona abitudine quotidiana” per i nostri clienti, grazie alla loro frequenza d’uso di Conto Unico (il nuovo conto corrente esclusivo, sviluppato in collaborazione con Banca Generali). Ciò ci consentirà di rafforzare l’immagine del nostro marchio e mettere al centro il nostro Private Advisor, in grado di offrire una consulenza patrimoniale completa, fondata su protezione, responsabilità e visione di lungo periodo, nell’ottica di proteggersi prima per investire meglio».
Alleanza oggi è la quarta Compagnia del Paese nella graduatoria premi Ania 2025 (che ha visto il consolidamento al primo posto in classifica di Generali Italia) e ha più che quadruplicato l’indice di soddisfazione (Net Promoter Score) dei 2 milioni di clienti, passando dai 7 punti del 2014 agli attuali 29. Risultati accompagnati dalla scalata al terzo posto tra le compagnie Vita e dall’ingresso nella classifica top 10 del settore dell’assicurazione Salute (Infortuni e Malattia). Alleanza è leader nella previdenza integrativa, con oltre 750 mila aderenti privati e oltre 100mila aziende servite, e da quest’anno punta a integrare l’offerta alle imprese con servizi di welfare aziendale per i dipendenti.
Generali ha accelerato la sua spinta tecnologica: solo in Italia ha investito negli ultimi 4 anni oltre 400 milioni in innovazione. E grazie a questa scelta strategica, con i suoi 10mila consulenti presenti su tutto il territorio nazionale, Alleanza è stato il primo network completamente digitalizzato d’Europa, con oltre il 90% delle polizze full digital, e ha introdotto un modello di Data Driven Company e nel corso del 2025 ha integrato l’intelligenza artificiale in processi e strumenti (Ally) a supporto della Rete per rendere la consulenza più efficace, veloce e personalizzata.
La compagnia conferma la propria vocazione sociale attraverso il Piano Nazionale di Educazione Finanziaria e Assicurativa, che dal 2020 ha coinvolto 500.000 persone con oltre 10.000 eventi educativi su tutto il territorio. Il Programma Nazionale di Educazione Finanziaria e Assicurativa ha inoltre raggiunto 100 milioni di contatti sui canali social, grazie alla diffusione di contenuti educativi dedicati. Si rinnova anche l’impegno per la promozione dell’educazione finanziaria nelle scuole con una presenza in oltre 250 istituti e percorsi formativi realizzati in collaborazione con AIEF – Associazione Italiana degli Educatori Finanziari.
-foto ufficio stampa Generali –
(ITALPRESS).

Confindustria Romania, Andrea Allocco eletto nuovo presidente

Confindustria Romania, Andrea Allocco eletto nuovo presidente

BUCAREST (ROMANIA) (ITALPRESS) – Confindustria Romania ha eletto il suo nuovo presidente per il triennio 2026-2029.
La guida dell’Associazione passa ad Andrea Allocco, già protagonista negli ultimi tre anni della vita associativa come consigliere presidenziale e chiamato a raccogliere l’importante eredità dei sei anni di mandato di Giulio Bertola, fondatore dell’Associazione nel 2003 e figura di riferimento internazionale del sistema Confindustria.
Ingegnere e general manager di Technology Reply in Romania, Allocco fa parte del Gruppo Reply, realtà italiana di primo piano nel settore digitale con circa 3 miliardi di euro di fatturato e circa 17.000 dipendenti a livello globale.
Il contributo associativo è iniziato vari anni addietro in Romania, e si è trattato di un percorso di affiancamento costante che ha garantito continuità, profonda conoscenza delle dinamiche associative e una visione chiara sul ruolo strategico di Confindustria Romania nel contesto economico romeno ed europeo.
“Confindustria Romania deve essere sempre di più un luogo dove le imprese non solo si rappresentano, ma lavorano insieme. Continuità non significa immobilismo: significa partire da basi solide per alzare l’asticella, rafforzare il Sistema Italia, investire su innovazione, competenze e giovani e contribuire in modo concreto allo sviluppo industriale della Romania. Il nostro obiettivo è chiaro: rendere le imprese italiane protagoniste, non spettatrici, della trasformazione economica europea”, dichiara Andrea Allocco, presidente di Confindustria Romania, eletto il 3 febbraio dall’Assemblea.
La squadra di presidenza per il triennio 2026-2029 è composta da: vice presidente Vicario – Toni Pera (Isopan est – Manni Group/Marcegaglia); vice presidente – Ernesto Ferlenghi (presidente Confindustria Centro Asia e Caucaso); vice presidente – Carmen Petcu (Dè Longhi Romania); vice presidente – Davide Meda (Pirelli Romania); vice presidente – Luca Meuli (Secol Romania); consiglieri: Alessandro Romei (Ansaldo Nucleare); Antonio Patanè (FSP Global); Matteo Baruzzi (Opere Publice); Giovanni di Folco (Techno Engineering & Associates); Piersante Savini (Savini Due); Giovanni Musso (Irem general contractor); Roberto Falato (Crowe Romania); Francesco Caputo (Prysmian Cabluri si Sisteme); Gianluca Zanellato (direttore Centro di Eccelenza Leonardo da Vinci); Pio Cesare (Cesare Consulting); Jola Dima (Intesa SanPaolo Bank); Dragos Bostan (Unicredit Romania).
Il mandato del nuovo presidente si fonda su alcuni pilastri strategici “chiari e integrati”.
Confindustria Romania rafforzerà il proprio ruolo di piattaforma operativa del Sistema Italia, promuovendo una collaborazione concreta e continuativa tra istituzioni, imprese, mondo finanziario, università e associazioni. Un’azione orientata a risultati misurabili, nel pieno rispetto dell’identità confindustriale e dell’indipendenza operativa.
Il progetto “Vino Acasa”, già riconosciuto a livello internazionale, continuerà a essere sviluppato come strumento strategico di dialogo con la diaspora romena, con un’estensione dedicata anche alle giovani generazioni in Romania, affrontando in modo strutturato il tema della manodopera e del rientro dei talenti.
Con il programma Porte del Futuro, Confindustria Romania accompagnerà le imprese nell’adozione concreta delle tecnologie che stanno trasformando l’industria: dall’intelligenza artificiale all’automazione, dalla cyber security ai nuovi materiali. L’obiettivo è trasformare l’innovazione in vantaggio competitivo reale, riducendo rischi e creando nuove opportunità di business.
La crescita dell’Associazione passerà dal rafforzamento dei Giovani Imprenditori e dell’Imprenditoria Femminile, valorizzando competenze, leadership e inclusione come fattori chiave di sviluppo del sistema industriale. Le start up saranno al centro delle nostre iniziative per generare innovazione e supportare i Giovani Imprenditori.
Energia, infrastrutture, agroindustria, sanità ed education saranno affrontati con un approccio industriale e di sistema, orientato alla sostenibilità, alla sicurezza degli approvvigionamenti, allo sviluppo delle competenze e alla modernizzazione del Paese.

– Foto Confindustria Romania –

(ITALPRESS).

Tumori, via libera al pembrolizumab per 3 nuove indicazioni terapeutiche

Tumori, via libera al pembrolizumab per 3 nuove indicazioni terapeutiche

ROMA (ITALPRESS) – Negli ultimi 10 anni, in Italia, i decessi per cancro sono diminuiti del 9%. Un risultato importante, a cui hanno contribuito le campagne di prevenzione, l’adesione agli screening e l’innovazione terapeutica rappresentata anche dall’immunoncologia, che oggi fa segnare un ulteriore cambio di paradigma. L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato la rimborsabilità di pembrolizumab in 3 nuove indicazioni, che si aggiungono alle attuali 25. Cambia così la pratica clinica in due neoplasie ginecologiche: nel tumore della cervice uterina, dove il rischio di morte è stato ridotto del 43% nelle pazienti in stadio III-IVA secondo la classificazione FIGO 2014, e nel carcinoma dell’endometrio, in cui il rischio di progressione della malattia è diminuito del 66%. A cui si aggiunge il carcinoma uroteliale non resecabile o metastatico, dove il rischio di morte è stato ridotto del 49% e la sopravvivenza globale mediana è più che raddoppiata rispetto alla chemioterapia.
AIFA, inoltre, ha riconosciuto l’importante requisito di innovatività terapeutica ai due nuovi regimi basati sull’immunoterapia con pembrolizumab nei tumori dell’endometrio e dell’urotelio. Questi passi avanti nel trattamento delle tre neoplasie sono approfonditi oggi a Roma, in una conferenza stampa promossa da MSD.
Nel 2024, in Italia, sono state stimate quasi 2.400 nuove diagnosi di tumore della cervice uterina. Nella quasi totalità dei casi, questa neoplasia è causata dall’infezione da Papillomavirus umano (HPV), che si trasmette soprattutto per via sessuale. AIFA ha approvato la rimborsabilità di pembrolizumab, in associazione a chemioradioterapia (radioterapia a fasci esterni seguita da brachiterapia), nel trattamento del carcinoma della cervice localmente avanzato in stadio III-IVA (secondo la classificazione FIGO 2014) in pazienti che non hanno ricevuto una precedente terapia definitiva.
“Per la prima volta in 25 anni, cambia la pratica clinica nel tumore della cervice uterina localmente avanzato ad alto rischio, in cui lo standard di cura finora è stato rappresentato dalla sola chemioradioterapia concomitante – afferma Domenica Lorusso, Responsabile del Centro di Ginecologia Oncologica di Humanitas San Pio X e Professore Ordinario di Ostetricia e Ginecologia di Humanitas University -. La combinazione di pembrolizumab con la chemioradioterapia concomitante esclusiva aumenta, in modo statisticamente significativo e clinicamente rilevante, la sopravvivenza globale”.
In particolare, nello studio KEYNOTE-A18, pubblicato su “The Lancet”, l’associazione ha ridotto il rischio di morte del 33% rispetto alla sola chemioradioterapia concomitante e il tasso di sopravvivenza globale a 36 mesi è risultato dell’82,6% per l’associazione rispetto al 74,8% della sola chemioradioterapia in tutta la popolazione. Inoltre, nel setting di pazienti in stadio III-IVA secondo la classificazione FIGO 2014 l’associazione ha ridotto il rischio sia di progressione che di morte del 43% rispetto alla sola chemioradioterapia. “Si tratta di un setting potenzialmente curativo – sottolinea la Professoressa Lorusso, che è Principal Investigator dello studio KEYNOTE-A18 -. Per questo, l’aggiunta dell’immunoterapia con pembrolizumab alla chemioradioterapia consentirà di portare a una potenziale guarigione un maggior numero di pazienti. Con questo approccio, è possibile sommare i benefici a lungo termine dell’immunoterapia con l’efficacia immediata della chemioradioterapia che hanno già dimostrato in altre patologie un effetto di reciproco potenziamento quando somministrate insieme”.
Passi avanti anche in un’altra neoplasia ginecologica, il tumore dell’endometrio, che ha fatto registrare in Italia circa 8.650 nuove diagnosi nel 2024. AIFA ha approvato la rimborsabilità di pembrolizumab, in associazione alla chemioterapia (carboplatino e paclitaxel), nel trattamento di prima linea di pazienti affette da carcinoma dell’endometrio primario avanzato o ricorrente con deficit del sistema di mismatch repair (dMMR) e che sono candidate a terapia sistemica. Nello studio KEYNOTE-868, pembrolizumab più carboplatino e paclitaxel seguito da pembrolizumab in monoterapia ha ridotto il rischio di progressione di malattia o di morte del 66% nelle pazienti con deficit di riparazione dei mismatch, rispetto a placebo con chemioterapia (carboplatino e paclitaxel) seguito dal solo placebo. “Il carcinoma dell’endometrio è uno dei tumori femminili più frequenti ed è l’unica, tra le neoplasie ginecologiche, con incidenza e mortalità in aumento – afferma la Professoressa Lorusso -. Purtroppo, la sopravvivenza mediana per le pazienti con malattia ricorrente o avanzata non supera i 36 mesi. La caratterizzazione molecolare è cruciale e ha un impatto sulla scelta terapeutica. Circa il 30% delle pazienti presenta un tumore con deficit del mismatch repair, cioè un malfunzionamento del meccanismo di riparazione del DNA. L’aggiunta di pembrolizumab alla chemioterapia rappresenta una nuova opzione terapeutica di prima linea per le donne con carcinoma endometriale primario avanzato o ricorrente con deficit del sistema di mismatch repair, dimostrando un miglioramento davvero significativo della sopravvivenza libera da progressione. Si tratta di un risultato straordinario”.
Dopo decenni, cambia anche il trattamento di prima linea del carcinoma uroteliale non resecabile o metastatico, grazie all’approvazione da parte di AIFA della rimborsabilità di pembrolizumab, in associazione a enfortumab vedotin, un anticorpo farmaco-coniugato.
Nello studio KEYNOTE-A39, pubblicato sul “New England Journal of Medicine”, la nuova associazione è stata confrontata con la chemioterapia a base di platino, considerata per decenni standard di cura, dimostrando un beneficio significativo e clinicamente rilevante sia in termini di sopravvivenza libera da progressione sia di sopravvivenza globale. A un successivo follow up mediano di 29,1 mesi, l’associazione ha continuato a dimostrare la sua efficacia, riducendo il rischio di morte del 49%, con un incremento della sopravvivenza globale mediana più che raddoppiato rispetto alla chemioterapia. La durata mediana della risposta è stata di 23,3 mesi per l’associazione e di 7 mesi per la chemioterapia.
Nel 2024, in Italia, sono stati stimati circa 31.000 nuovi casi di tumori della vescica, di cui oltre il 90% è costituito da carcinomi uroteliali. “Fin dagli anni 80 gli schemi di chemioterapia a base di platino hanno rappresentato lo standard di cura del carcinoma uroteliale non resecabile o metastatico – spiega Roberto Iacovelli, Professore Associato di Oncologia Medica all’Università Cattolica del Sacro Cuore – Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma -. La nuova associazione, per la prima volta, ha migliorato la sopravvivenza e il controllo di malattia. Siamo di fronte a una vera rivoluzione della cura e a un’innovazione decisiva per i pazienti, sia per i risultati ottenuti sia per la natura dei trattamenti”. “Pembrolizumab aveva già dimostrato di essere efficace come terapia di seconda linea nel tumore uroteliale – continua il Professore Iacovelli -. In prima linea, l’associazione pembrolizumab più enfortumab vedotin è caratterizzata da una sinergia nel controllo della malattia a tutto vantaggio dei pazienti. La malattia viene così contrastata su due fronti. Uno è costituito dal sistema immunitario che viene riattivato contro il tumore grazie a pembrolizumab, l’altro è la maggiore selettività nell’aggressione delle cellule malate, grazie all’anticorpo farmaco-coniugato, che costituisce una forma di chemioterapia più evoluta. In questo modo, si ottiene un controllo più duraturo e profondo della neoplasia. La sopravvivenza globale mediana è più che raddoppiata e l’efficacia della terapia nel ridurre significativamente l’estensione della malattia è possibile in una percentuale rilevante dei pazienti, ovvero il 67% rispetto al 44% della chemioterapia. Poichè questi risultati hanno cambiato la storia naturale della malattia, cambierà anche la pratica clinica attuale superando il vecchio standard chemioterapico. Inoltre, la decisione di AIFA è in linea con le linee guida della Società Europea di Oncologia Medica, che raccomandano tale associazione come trattamento di prima linea da preferire nei pazienti con tumore uroteliale avanzato”.
“L’immunoterapia di MSD con pembrolizumab ha segnato un salto quantico in oncologia, un reale cambiamento di paradigma che ha aperto strade un tempo inimmaginabili – conclude Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratrice Delegata MSD Italia -. Il triplice ampliamento di indicazione da parte di AIFA testimonia il continuo valore dell’immunoterapia nel trasformare la pratica clinica, offrendo nuove prospettive terapeutiche ai pazienti oncologici. Un risultato che nasce da una visione di lungo periodo e da un impegno costante e senza eguali nella Ricerca, sostenuto da uno dei programmi di sviluppo clinico più ampi in oncologia: una pipeline diversificata che include oltre 25 meccanismi innovativi e più di 30 tipi di tumore. E’ questa fiducia nella Scienza, insieme alla capacità di guardare lontano, a consentirci di immaginare un futuro nel quale continuare a offrire, a un numero sempre maggiore di Persone, più tempo e più Vita”.

– foto mec/Italpress –

(ITALPRESS).