ROMA (ITALPRESS) – L’Unione europea ha siglato ufficialmente oggi in Paraguay l’accordo con i Paesi del Mercosur. Una firma che arriva dopo trattative durate un quarto di secolo, come ha evidenziato anche il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. Costa ha parlato di “un sogno comune” che si realizza per i Paesi dell’Ue, Paraguay, Argentina, Brasil e Uruguay. Nasce così la più grande zona di libero scambio del mondo, un mercato fatto da settecento milioni di consumatori. Un accordo che secondo Costa però è anche “un messaggio chiaro per il mondo, per la difesa del commercio libero, basato su regole, multilateralismo, diritto internazionale”. “Abbiamo davanti a noi un accordo più chiaro possibile, vantaggioso per tutti. Con aziende su entrambe le sponde dell’Atlantico che competono ad armi pari. Con l’eliminazione di miliardi di dazi. Questo significa alto valore. Crescita reale, posti di lavoro”. Così il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen commenta la firma in Paraguay dell’accordo con i Paesi del Mercosur. “Ci sono voluti 25 anni – ha ricordato Von der Leyen -. L’accordo UE-Mercosur è il risultato di una generazione. A beneficio delle generazioni future. Lunga vita all’amicizia tra i nostri popoli e i nostri continenti”.
ROMA (ITALPRESS) – È arrivato oggi pomeriggio all’aeroporto internazionale di Roma- Fiumicino, scortato dagli uomini della Gendarmeria turca, Luciano Camporesi, sfuggito il 5 dicembre 2018 all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa a suo carico nell’ambito dell’inchiesta “Pollino – European ‘ndrangheta connection”, coordinata dalla Procura Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo e dalla Procura Distrettuale di Reggio Calabria nel contesto di una squadra investigativa comune finalizzata a contrastare le proiezioni della ‘ndrangheta in Europa nord occidentale e Sud America. Ad attenderlo, presso lo scalo aereo italiano, la Polizia di Stato di Reggio Calabria.
COSENZA (ITALPRESS) – I Finanzieri della Tenenza di Cetraro e della Compagnia di Paola hanno individuato un casolare utilizzato per il taglio e il confezionamento di sostanze stupefacenti. All’interno dell’immobile sono stati sequestrati 5 panetti di cocaina per circa 5,5 kg, 750 grammi di marijuana, strumenti per il taglio e confezionamento e oltre 100 mila euro in contanti suddivisi in più “mazzette” sottovuoto. Adiacente al casolare è stata rinvenuta un’auto con doppio-fondo per il trasporto della droga. Secondo le stime, il valore della cocaina supererebbe il milione di euro. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Paola, hanno portato all’arresto in flagranza di cinque persone.
“Un ricordo che naviga sulle sponde dello Ionio, fino ad approdare sulle coste calabre. Io Ulisse, tu Re Italo. Poche parole, tanto vento. Resta quell’inquadratura che ci ritrae in vesti d’altri tempi, con il tuo sguardo rivolto dritto all’anima. Ci siamo visti poche volte, Franco, eppure è come se ci dovessimo conoscere dai tempi antichi, legati dallo stesso destino che unì Ulisse e Italo su queste sponde”, così Francesco Stanizzi ricorda Franco Primiero venuto a mancare nei giorni scorsi a Magisano. Incontrato per la prima e unica volta sul set del film “Figli del Minotauro” di Eugenio Attanasio. Entrambi attori sulle mitologiche rive del Mar Jonio, precisamente a Caminia di Stalettì, davanti alla Grotta di San Gregorio. “Ed ecco la scena – racconta il giovane attore di Figli del Minotauro Francesco Stanizzi – io con la mia barca tocco la riva dopo un lungo viaggio dalla Grecia, prendo l’elmo di bronzo, metto i piedi sulla sabbia e mi avvicino a lui, Franco Primiero, Re Italo, che è seduto davanti al fuoco. Ci guardiamo! Il primo incontro fra un greco e un autoctono. E quel lungo sguardo dice tutto, anche il futuro. Che diventa storia. Scena che apre il film-documentario, basilare, tanto da essere ripetuta non so se quindici o venti volte per la maniacale poetica precisione del regista Attanasio, coadiuvato dai formidabili Salvatore Paravati e Nicola Carvello. Franco e io sulla spiaggia negli abiti della costumista d’eccezione Stefania Frustaci. Nel vento che sferza la costa. Franco e io protagonisti della storia. E davvero la sua presenza era regale, per me in quel momento non era cinema, non era recitazione. Mi sentivo veramente al cospetto di un Re fiero – aggiunge Francesco Stanizzi – consapevole di essere padrone della terra in cui ero appena approdato eppure aperto allo straniero, a me, giunto dal mare. Il primo greco approdato nella terra che diventerà Magna Graecia. Faro culturale del mondo. Fuori dalle scene cinematografiche, fuori dal set, ho rivisto poco Franco Primiero ma ogni altra volta, per me, è sempre stato un incontro regale: davanti alla sua statura, i suoi occhi profondi e al contempo sorridenti, la sua barba, i suoi modi, i suoi gesti. E forse anche io per lui sono sempre rimasto quel primo navigante greco – sono ancora le parole commesse di Francesco Stanizzi – giunto sulle rive joniche, giovane arrivato da una raffinata civiltà che lascia intuire fin da subito gli impulsi verso un futuro mirato a raggiungere apici culturali mai raggiunti prima nella storia. Ora Franco Primiero non è più ma Re Italo è lì, vivo, sugli schermi, premiato nelle più importanti rassegne cinematografiche al mondo. Prima di lui – conclude l’attore Francesco Stanizzi – Re Italo era una leggenda, ora Franco Primiero gli ha dato un volto, ormai entrato nella storia”. Ma ecco qui di seguito anche il ricordo del regista Eugenio Attanasio: “Ciao Franco. In una fredda giornata d’inverno ci lascia Franco Primiero. In altri anni, di questo periodo saremmo stati di ritorno da ciaspolate silane tra il Colle del Telegrafo e la Valle del Capitano, che erano i suoi percorsi d’elezione, sia d’inverno che d’estate. Insieme abbiamo realizzato cammini tra la Sila piccola, la Sila Grande e la Sila Greca, dieci anni prima di Checco Zalone, raccogliendo anche testimonianze filmate nelle quali la sua figura troneggiava: nell’ultimo Figli del Minotauro prestava la sua figura ieratica alle sembianze del Re Italo, allevatore dell’Istmo delle Calabrie. La nostra amicizia era nata camminando con il gruppo Uisp/ Calabriando insieme a Caterina, Riccardo, Walter, Carmelo, Felice, Pino e Franco e tanti altri ed era proseguita perché coltivavamo interessi comuni nel segno dell’escursionismo e della ricerca “micologica”. Andare a funghi era la nostra passione ed amavamo simpaticamente sfidarci, quando era il tempo, a chi ne raccoglieva di più. Lui che era un generoso li regalava, così come gli asparagi, senza farli mancare mai a nessuno. Sempre pronto ad imbarcarsi in escursioni esplorative non lesinava mai la sua partecipazione, che era sempre preziosa per conoscenza ed esperienza della montagna; la sua lunga barba bianca gli conferiva un aspetto carismatico, facendolo notare immediatamente. Era e resterà per noi come una specie di Nume tutelare della Sila e dell’ambiente, che amava tanto e che si prodigava a far rispettare, dialogando con tutti e facendosi apprezzare per le innumerevoli qualità umane. Insieme avevamo creato un gioco di collaborazioni cinematografiche per le quali volta per volta era diventato il monaco Efrem il fondatore di Rossano, San Bartolomeo da Simeri, Re Italo e così via, assecondandomi nei miei lavori documentari nei quali era diventato il nostro principale attore feticcio. L’amico Guglielmo lo chiamava Dersù come il protagonista del film di Kurosawa “Il piccolo uomo delle grandi pianure”, per la capacità di rappresentare uno spirito dei boschi, l’anima buona di queste nostre montagne che lo vedevano vagare sempre in compagnia, promuovendo luoghi del cuore come la Grotta Rosa di Magisano. Riuscivo a trascinarlo anche in camminate impegnative nelle quali ogni tanto perdevamo l’orientamento, ritrovandoci soli spesso in mezzo al bosco anche con la luce calante, ma era solo per poco, perché si riusciva sempre a tornare alle macchine, stanchi, affaticati, ma con tanto da raccontare. A Natale poi si trasformava in un babbo Natale da Oscar che faceva impazzire i bambini. Caro Franco – chiude Attanasio – non possiamo accompagnarti in questo tuo ultimo cammino, ma grazie per tutti gli altri che abbiamo fatto insieme, per le belle cose che ci hai insegnato, da idealista e appassionato, da escursionista anarchico con l’aspetto di monaco eremita. Il tuo spirito resterà sempre con noi”.
PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Il consumo totale di elettricità della Cina lo scorso anno ha superato per la prima volta i 10 trilioni di kilowattora. Lo ha annunciato l’Amministrazione Nazionale per l’Energia (NEA). Secondo i dati della NEA, l’incremento su base annua è stato del 5%.
La Cina è il primo Paese a superare questa soglia, con un consumo complessivo più del doppio rispetto a quello degli Stati Uniti e superiore al consumo combinato di UE, Russia, India e Giappone, ha affermato la NEA.
(ITALPRESS).
– Foto Xinhua –
UDINE (ITALPRESS) – Un’Inter inarrestabile espugna anche il Bluenergy Stadium e consolida il primo posto in classifica. Gli uomini di Cristian Chivu superano 1-0 l’Udinese nel match valido per la ventunesima giornata di Serie A 2025/2026, conquistando così il nono risultato utile consecutivo in campionato: decide un gol di Lautaro Martinez. La capolista parte subito con il piede sull’acceleratore, rendendosi pericolosa dopo appena 4′ con una conclusione del capitano, che viene bloccata da Okoye. Un minuto più tardi Dimarco tenta un bel tiro al volo, che sfiora di poco il palo. La squadra nerazzurra continua a fare la partita gestendo il possesso palla e al 20′ trova il giusto varco per passare in vantaggio: Esposito agisce da centroboa e serve Lautaro Martinez, che salta un avversario e batte Okoye, realizzando il suo undicesimo gol in campionato. I padroni di casa fanno fatica a reagire, così l’Inter prova ad approfittarne al 29′ con un’altra conclusione di Dimarco, che questa volta viene disinnescata dal portiere avversario. Dopo oltre mezz’ora di difficoltà, l’Udinese si fa vedere dalle parti di Sommer al 34′ con Piotrowski, che impegna lo svizzero con un tiro troppo centrale. Nel finale di primo tempo lo stesso centrocampista polacco è costretto ad abbandonare il terreno di gioco per un infortunio che appare abbastanza serio; al suo posto entra Miller. Al termine dei 2′ di recupero, si va a riposo sul parziale di 0-1. I ragazzi di Chivu riprendono da dove avevano lasciato e al 53′ vanno vicini al raddoppio con Mkhitaryan: Kristensen perde palla, Esposito la recupera e serve l’armeno, il cui tiro viene respinto da Okoye. Al 61′ Dimarco realizza il 2-0 su assist dell’attivissimo Esposito, ma la rete viene annullata per il fuorigioco dell’ex Spezia. Dimarco ci riprova direttamente su calcio di punizione al 70′, ma colpisce la barriera e innesca un pericoloso contropiede di Davis, che viene arginato dal provvidenziale intervento di Carlos Augusto. Gli uomini di Runjaic tentano l’assalto finale, ma al 90′ sono ancora gli ospiti a sfiorare la rete con Bonny che, sul più bello, manca l’impatto con la sfera. I nerazzurri amministrano il vantaggio fino al triplice fischio, che sancisce la loro ottava vittoria nelle ultime nove partite. In virtù di questo successo l’Inter consolida il primo posto in classica volando a 49 punti, mentre l’Udinese resta ferma a quota 26. – Foto Image – (ITALPRESS).
PALERMO (ITALPRESS) – “È giusto che un partito così forte, in Sicilia come in Italia, possa esprimere i propri organi statutari con un’elezione diretta: il nostro segretario nazionale ha raccolto il nostro parere, dopodiché al congresso saranno gli elettori a decidere”. Così l’eurodeputato di Forza Italia ed ex assessore regionale all’Economia Marco Falcone a margine del convegno ‘Da 30 anni protagonisti al servizio del paese’, organizzato dal partito al teatro Politeama di Palermo. “Non c’è alcun tipo di ostracismo nei confronti di Caruso, ma solo una dialettica interna che guarda a un principio irrinunciabile: la coesione del partito”, ha aggiunto.
PALERMO (ITALPRESS) – “Io sarò il segretario del partito fino all’ultimo giorno in cui eserciterò questo ruolo. Lo farò nell’interesse del partito, non personale”. Lo sottolinea il segretario regionale di Forza Italia in Sicilia Marcello Caruso a margine del convegno ‘Da 30 anni protagonisti al servizio del paese’, organizzato dal partito al teatro Politeama a Palermo. “Chiunque è libero di esprimere le proprie opinioni, forse anche in maniera un po’ più corretta, ma noi abbiamo deciso a livello nazionale che il nostro deve essere un partito democratico in cui è il congresso a scegliere la propria classe dirigente. È in quella sede che si faranno le proposte, è in quella sede che si trova la base del nostro partito: quest’anno, come Forza Italia, abbiamo fatto ben 50mila iscritti e questo è un segno di grande forza e presenza sul territorio. Ognuno è libero di fare le sue proposte: io faccio il segretario e non dirò mai una parola fuori posto, perché il ruolo di chi ha questa responsabilità è tenere unito il partito”, ha concluso.
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TARVISIO (ITALPRESS) – Non è mai troppo tardi. Prima vittoria in carriera in Coppa del Mondo per Nicol Delago, che si prende la discesa di Tarvisio. La 30enne di Bressanone, scesa con il pettorale numero 3, taglia il traguardo con il tempo di 1’46″28 spuntandola di 0″20 sulla tedesca Kira Weidle-Winkelmann. Completa il podio la 41enne statunitense Lindsey Vonn, terza a 0″26. “Ero nervosa questa mattina, ho cercato di attaccare e di sciare bene – confessa Nicol – Amo questa pista e tutte le sue curve, penso di aver fatto la gara perfetta, forse nella parte centrale non sono stata velocissima ma poi nel finale sono andata forte anche grazie al pettorale. Devo ancora realizzare quanto è successo”. In quarta piazza c’è l’austriaca Nina Ortlieb (+0″42), mentre in quinta, più staccata, Emma Aicher (+0″80). La tedesca precede l’azzurra Laura Pirovano, che condivide la sesta posizione con la statunitense Breezy Johnson (+0″85). “Sono abbastanza contenta, perchè viste le condizioni generali sapevo che avrei fatto fatica. E’ un pò frustante arrivare in fondo sapendo di avere fatto il meglio ma senza trovare il risultato”, sottolinea Pirovano, che precede la slovena Ilka Stuhec, la norvegese Marte Monsen e la terza azzurra in top ten Nadia Delago, sorella di Nicol, decima a 1″15. Appena fuori dalle prime dieci ecco Sofia Goggia. La bergamasca va in difficoltà nei tratti in piano e non va oltre l’11esimo posto a 1″35 dalla vetta. “Sicuramente nelle ultime due tappe ho fatto più fatica in discesa libera. Sono consapevole di quanto forte possa sciare e le gare di St.Mortiz e Val d’Isere ne sono la conferma, anche se non ho vinto. Tra Zauchensee e Tarvisio ho fatto fatica a trovare i giusti tempismi e a sentirmi libera, ma ci stanno degli alti e bassi. Oggi va così ma sono molto contenta per Nicol, anche per i tanti momenti che abbiamo vissuto assieme”, sottolinea la Goggia. Quattro in totale le azzurre a punti con Elena Curtoni 23esima a 2″99. Fuori dalla top 30, invece, Roberta Melesi (33^), Sara Thaler (36^) e Sara Allemand (42^). La Coppa del Mondo di sci alpino resta a Tarvisio per il superG di domenica, con partenza alle ore 11.15. – foto Ipa Agency – (ITALPRESS).
L’AQUILA (ITALPRESS) – “Il ruolo di Capitale della Cultura non è esclusivo delle istituzioni, riguarda la collettività, la comunità, L’Aquila, la provincia, la Regione. E’ un’opportunità e una occasione di crescita nella conoscenza e nell’incontro. Un augurio a tutti gli aquilani e i giovani affinchè possano trarre stimoli e valori da porre a frutto per il futuro delle loro comunità. La cultura è motore e collante delle civiltà”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia inaugurale di L’Aquila 2026 Capitale italiana della Cultura. “L’immenso valore della cultura risalta ancor di più in questo periodo storico in un mondo dove sono molteplici i motivi di preoccupazione, guerre, volontà di dominio sugli altri, strategie predatorie che pensavamo archiviate dal Novecento sono riapparse con il loro carico di morte e devastazione. La cultura è strumento principe di convivenza, dialogo, di impegno e ricerca comune e dunque di pace”, ha aggiunto. Per il capo dello Stato “la nostra responsabilità è consentire di svilupparsi, di farsi strada, di seminare e lasciare traccia. Investire in cultura vuol dire investire nella comunità, nello sviluppo della coscienza civile, vuol dire investire in democrazia”. Inoltre, ha sottolineato, “cultura è il rifiuto di ogni forza ostile che cerchi di comprimere l’umanesimo. Dobbiamo saper attingere e ispirarci alle nostre radici. L’Aquila, capitale del perdono, è dunque ‘capitale di pace e riconciliazionè, così disse Papa Francesco durante la sua visita nell’agosto 2022. C’è tanto bisogno di questo seme nel mondo in cui ci troviamo, un seme che può rendere ancora più preziosa e affascinante l’anno di Capitale della Cultura italiana che questa città impersona e interpreta”, ha concluso Mattarella. (ITALPRESS). -Foto: Quirinale-