Forte appello di Don Roberto Corapi: «Serve una responsabilità educativa condivisa per fermare il dolore dei giovani»

«Dinanzi ai tragici episodi di giovani che arrivano a togliersi la vita per gelosia non possiamo più limitarci allo sconcerto o alla cronaca». Con queste parole, don Roberto Corapi, cappellano dell’Università Magna Graecia di Catanzaro e parroco di Amaroni, lancia un appello forte e urgente dopo i recenti fatti che hanno coinvolto adolescenti e giovani, riportando al centro dell’attenzione una fragilità diffusa che attraversa le nuove generazioni. Nella sua riflessione, il sacerdote parla apertamente di una “crisi educativa profonda e diffusa”, un fenomeno che, sottolinea, non può essere affrontato delegando la responsabilità a un’unica istituzione. Famiglia, scuola e Chiesa, insieme alla società nel suo complesso, sono chiamate a interrogarsi e a collaborare per ricostruire un tessuto educativo capace di sostenere i ragazzi in un tempo segnato da solitudini, silenzi e incomprensioni. Secondo don Corapi, alla radice dei comportamenti estremi si trovano spesso isolamento emotivo, incapacità di riconoscere il valore della propria vita e di quella altrui e una crescente confusione tra amore e possesso, dinamiche che possono trasformare le relazioni affettive in terreno di fragilità e sofferenza. Nel suo messaggio, il cappellano richiama innanzitutto il ruolo della famiglia, definita “prima scuola di umanità”. È qui, afferma don Roberto, che si impara il rispetto, il dialogo, la responsabilità verso sé stessi e verso gli altri. Una missione che oggi appare più complessa, ma che resta imprescindibile. Analogo è il richiamo alla scuola, che non può limitarsi a trasmettere nozioni: deve diventare luogo di crescita personale, di confronto e di apprendimento nella gestione dei conflitti. Un ambiente capace di accogliere e accompagnare, non solo di valutare. Alla Chiesa, infine, don Corapi attribuisce il compito di rimanere un punto di ascolto e di vicinanza, uno spazio in cui i giovani possano trovare sostegno, orientamento e una presenza che non giudica ma accompagna. «Educare è faticoso, richiede tempo, presenza e coerenza – afferma don Roberto – ma è l’unica strada possibile se non vogliamo continuare a piangere giovani vite spezzate». Un monito che suona come un invito a non arrendersi di fronte alla complessità del presente, ma a investire energie e responsabilità nel costruire relazioni autentiche e percorsi educativi solidi. Il cappellano dell’Università di Catanzaro conclude con un appello alla comunità tutta: non voltarsi dall’altra parte, non lasciare soli i ragazzi, ma costruire insieme una responsabilità collettiva capace di restituire speranza e futuro alle nuove generazioni.
Carmela Commodaro
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ROMA (ITALPRESS) – La cronobiologia è la disciplina scientifica che studia il fattore tempo nei sistemi biologici. Analizzando come le funzioni dell’organismo seguano ritmi regolari e prevedibili. I ritmi più noti sono quelli circadiani, che si ripetono ogni 24 ore circa e regolano tantissimi processi fisiologici fondamentali. Questi ritmi influenzano funzioni come il ciclo sonno-veglia, la secrezione degli ormoni, il metabolismo e la temperatura del corpo. Il fulcro di questo sistema è un orologio biologico centrale, che si trova nell’ipotalamo, nel cervello, che agisce come un direttore d’orchestra, coordinando gli orologi periferici presenti in quasi tutti i tessuti del corpo umano. “È una disciplina relativamente giovane”, nata a partire “dagli anni Cinquanta del secolo scorso. Cronos e bios, tempo e vita: tutto parte dal fatto che la Terra ruota sul proprio asse in circa 24 ore – da cui la parola circadiano – e tutti gli organismi viventi sulla Terra, non solo l’uomo, si devono abituare a una parte illuminata e a una parte buia”. Così Roberto Manfredini, specialista in Endocrinologia, medicina interna e cardiologia e professore ordinario di medicina interna all’Università di Ferrara, a Medicina Top, format tv dell’agenzia di stampa Italpress.
REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – La Polizia di Stato sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di nove persone, indagate per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Bologna su richiesta della Dda. Arresti e perquisizioni sono in corso nelle province di Reggio Emilia, Bergamo, Brescia e Savona, nonché in Francia, Spagna e Albania, grazie al coordinamento con le autorità di polizia straniere.

STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – Sulla Groenlandia il ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel corso di un punto stampa al Parlamento europeo, ha ribadito come la questione è “un problema che si risolve a livello Nato e Unione europea. Il destino della Groenlandia è nelle mani del popolo groenlandese e della Danimarca”. L’obiettivo principale resta il dialogo con l’Italia a svolgere un ruolo di mediazione. “Vogliamo trattare a testa alta e abbiamo dimostrato durante tutta la trattativa precedente sui dazi che si può fare ottenendo dei buoni risultati e dicendosi chiaramente quali sono gli obiettivi dell’uno e dell’altro per trovare un accordo. Nessuna arrendevolezza, ma un tentativo di evitare ogni escalation perché gli interessi dell’Occidente sono