ROMA (ITALPRESS) – Avremo “un incontro nei prossimi giorni con Anas e con Ferrovie, perché occorrerà rivedere anche la collocazione del sedime ferroviario e del sedime stradale. Le mareggiate torneranno, questo ormai lo abbiamo scoperto, sono arrivate già a casa nostra, e quindi non possiamo immaginare che un sedime ferroviario possa essere collocato a cinque metri dal mare. Non possiamo più farlo, almeno in molte parti”. Così il ministro per la Protezione civile e per le politiche del mare, Nello Musumeci, uscendo da Palazzo Chigi dopo il Consiglio dei
Ministri che ha deliberato lo stato di emergenza per il maltempo dei giorni scorsi in Calabria, Sicilia e Sardegna.
ROMA (ITALPRESS) – Nel 2025 si è registrato un rilevante aumento del turismo in tutta Italia. È quanto emerge dai dati della piattaforma “Alloggiati Web” del Ministero dell’Interno, che consente alle strutture ricettive, alberghiere ed extra-alberghiere di comunicare alle questure competenti le generalità delle persone alloggiate entro 24 ore dal loro arrivo. Gli arrivi nel Bel Paese sono cresciuti complessivamente del 7%, passando da 173 milioni nel 2024 a oltre 185 milioni nell’anno appena trascorso. La crescita del flusso ha interessato sia le strutture alberghiere, che hanno registrato circa tre milioni di arrivi in più, sia le strutture extra-alberghiere, che hanno segnato un incremento ancora più marcato. Nel quadro della crescita complessiva dell’industria turistica italiana, un contributo rilevante arriva dai piccoli Comuni, che lo scorso anno sono cresciuti del 7% nelle presenze, contribuendo a circa il 20% dei pernottamenti complessivi. In particolare, la crescita più intensa delle realtà minori si concentra nei mesi di spalla: ad esempio, aprile registra un aumento delle presenze superiore al 26%, segno che i piccoli Comuni dimostrano una maggiore capacità di intercettare domanda fuori stagione.
sat/azn
ROMA (ITALPRESS) – Nel 2024, ultimo anno per cui sono disponibili dati completi, l’età media dei lavoratori dipendenti del settore privato in Italia ha quasi raggiunto i 42 anni. Si tratta di un aumento di circa quattro anni rispetto al 2008, quando era poco sotto i 38. Oggi, inoltre, un lavoratore su tre ha più di 50 anni. È quanto emerge da un’analisi dell’Ufficio Studi della Cgia. Negli ultimi 16 anni l’età media di operai e impiegati è cresciuta in modo costante e significativo. Solo a partire dal 2020 si osserva una sostanziale stabilizzazione, che però non ha invertito la tendenza strutturale all’invecchiamento della forza lavoro. L’analisi per fasce d’età evidenzia un quadro netto: il segmento considerato più centrale e strategico, quello tra i 25 e i 44 anni, è anche quello che ha registrato la riduzione percentuale più marcata. Al contrario, sono aumentate soprattutto le classi di età più elevate, in particolare gli over 50, con una crescita del 154% tra i 55 e i 59 anni e addirittura del 372% tra i 60 e i 64 anni. Il fenomeno è legato innanzitutto all’invecchiamento generale della popolazione, ma va interpretato anche alla luce delle riforme previdenziali che, nel corso degli anni, hanno progressivamente allungato la durata della vita lavorativa degli italiani.
sat/azn
ROMA (ITALPRESS) – A dicembre l’inflazione nell’eurozona si riduce più del previsto. Eurostat corregge al ribasso le stime preliminari diffuse a inizio mese: rispetto a novembre il costo della vita è sceso di 0,2 punti percentuali anziché 0,1 punti, dal 2,1% all’1,9%. Rispetto ai dati forniti dall’istituto di statistica europeo a inizio mese, si registra una variazione verso l’alto del costo dei generi alimentari, in aumento rispetto a novembre, ma inferiore a quanto indicato nelle stime preliminari. Invariato invece il calcolo dell’inflazione per la voce dei servizi, in lieve calo rispetto al mese precedente, così come per i beni industriali non energetici. Più marcata la flessione per l’energia, con una diminuzione decisamente più accentuata rispetto a novembre. Non cambia nulla per quanto riguarda le principali economie dell’eurozona. È confermato un netto calo dell’inflazione in Germania, una lieve diminuzione in Spagna e in Francia.
sat/azn
ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Inflazione, Eurostat corregge al ribasso il dato sull’inflazione
– Lavoratori sempre più anziani, l’età media sale a 42 anni
– Cresce il turismo, i piccoli Comuni guidano la destagionalizzazione
– Donazioni di immobili, ecco cosa cambia con il Ddl Semplificazioni
azn
ROMA – Il governo Meloni ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale nei territori della Sicilia, Sardegna e Calabria colpiti dal violento maltempo dei giorni scorsi. La proposta è stata avanzata e illustrata dal ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci nella seduta di oggi pomeriggio del Consiglio dei ministri, alla presenza anche dei presidenti delle Regioni Sicilia, Sardegna e Calabria. Lo stato di emergenza può durare 12 mesi, prorogabile per altri 12, come prevede il Codice di Protezione civile. Per fare fronte ai primissimi interventi previsti dall’art. 25 lettere a,B,c del Codice di protezione civile, è stata deliberata la somma complessiva di 100 milioni di euro, a valere sul Fondo per le emergenze nazionali. Nei prossimi giorni il governo adotterà un nuovo provvedimento interministeriale, per consentire il ripristino e la ricostruzione delle infrastrutture danneggiate, non appena sarà definita la ricognizione dettagliata dei danni da parte delle Regioni. La attività di ricostruzione sarà coordinata dai rispettivi presidenti di Regione, nominati oggi commissari delegati con ampi poteri di deroga.
LE PAROLE DEL MINISTRO MUSUMECI
“Il presidente della Regione diventa commissario delegato del governo, agisce in deroga rispetto ad alcune norme ordinarie e dispone delle risorse messe a disposizione, che in questo momento sono 100 milioni per le tre Regioni che servono essenzialmente per far fronte alle prime spese sostenute dai Comuni, cioè la rimozione di detriti e il ripristino della funzionalità di alcuni servizi essenziali. Non appena dalle Regioni arriverà un quadro dettagliato dei danni, potremo procedere all’ulteriore stanziamento che invece servirà alla ricostruzione”. Così il ministro per la Protezione civile e per le politiche del mare, Nello Musumeci, uscendo da Palazzo Chigi dopo il Consiglio dei Ministri che ha deliberato lo stato di emergenza per il maltempo dei giorni scorsi in Calabria, Sicilia e Sardegna. “Quindi aspettiamo questo lavoro che sarà affidato essenzialmente ai tecnici delle tre regioni e verrà adottato un provvedimento interministeriale, perché su questo tema della ricostruzione interverranno più ministeri: le Infrastrutture, l’Agricoltura, l’Interno, il Lavoro, il Ministero delle Imprese, la Coesione, le Politiche del mare e il Turismo”.“È probabile che in alcune aree siano state danneggiate cubature non previste o abusive all’inizio e successivamente sanate. Ma è chiaro che questo è un compito che riguarda i sindaci, innanzitutto, e poi i presidenti di Regione, che in alcuni casi dovranno disciplinare la pianificazione urbanistica”, ha ammonito. “Con questa mareggiata abbiamo imparato che tante cose fatte nel passato con leggerezza e superficialità, non possono più essere tollerate né da questo governo né, mi auguro, da quelli che arriveranno dopo”.
ROMA (ITALPRESS) – “E’ appena terminato il Consiglio dei Ministri che ha stanziato 100 milioni in tutto per le tre regioni come prime spese urgenti. Si parte, questi 33 milioni si aggiungono ai nostri 72 milioni, abbiamo 100 milioni di disponibilità. Oggi ho già riunito la cabina di regia, si va avanti velocissimamente, non possiamo deludere le richieste che ci arrivano da tutta la Sicilia. Velocità, velocità, velocità, questo è il mio impegno”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, in un video sui propri social al termine del Consiglio dei ministri sull’emergenza maltempo. vbo/gsl/mca1
(Fonte video: Pagina Facebook Regione Siciliana)
ROMA (ITALPRESS) – ROMA (ITALPRESS) – “Sono stati stanziati 100 milioni per le tre Regioni per le prime spese; quindi, alla Sicilia toccheranno circa 33 milioni che si aggiungeranno ai 72 milioni che la Regione ha già stanziato con fondi propri. Da questo momento la Regione avrà 100 milioni di risorse per spese correnti e investimenti”. Così il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, al termine del Consiglio dei Ministri che ha dichiarato lo stato di emergenza per le zone colpite dal ciclone Harry. “È solo l’inizio, poi interverrà l’ordinanza per le deroghe e anche altri decreti che stanzieranno somme attraverso fondi di altri Ministeri. È solo l’inizio – ribadisce Schifani -, un segnale che dà il governo di solidarietà alle disgrazie subite dalle tre regioni”.
ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Polemica su agenti Ice, Trump invia lo zar dei confini in Minnesota
– Procura Roma invia investigatori a Crans-Montana
– Aperto fascicolo per istigazione suicidio dei genitori di Carlomagno
– Niscemi, si allarga il fronte della frana, evacuate 1000 persone
– Israele, trovati i resti dell’ultimo ostaggio a Gaza
– Mosca: “Rinunciando al gas russo Ue rinuncia alla libertà”
– Confindustria “Economia quasi ferma, tensioni gonfiano l’oro”
– Milano-Cortina, Fontana “Agenti ICE solo a protezione Vance e Rubio”
– Previsioni 3B Meteo 27 Gennaio
gsl
ROMA (ITALPRESS) – Il governo Meloni ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale nei territori della Sicilia, Sardegna e Calabria colpiti dal violento maltempo dei giorni scorsi. La proposta è stata avanzata e illustrata dal ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci nella seduta di oggi pomeriggio del Consiglio dei ministri, alla presenza anche dei presidenti delle Regioni Sicilia, Sardegna e Calabria. Lo stato di emergenza può durare 12 mesi, prorogabile per altri 12, come prevede il Codice di Protezione civile. Per fare fronte ai primissimi interventi previsti dall’art. 25 lettere a,B,c del Codice di protezione civile, è stata deliberata la somma complessiva di 100 milioni di euro, a valere sul Fondo per le emergenze nazionali. Nei prossimi giorni il governo adotterà un nuovo provvedimento interministeriale, per consentire il ripristino e la ricostruzione delle infrastrutture danneggiate, non appena sarà definita la ricognizione dettagliata dei danni da parte delle Regioni. La attività di ricostruzione sarà coordinata dai rispettivi presidenti di Regione, nominati oggi commissari delegati con ampi poteri di deroga.