BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “L’energia è da moltissimi anni uno dei temi i più importanti a livello geopolitico, e globale. Per questo bisogna creare delle piattaforme importanti di comunicazione, soprattutto per informare la cittadinanza, le imprese, mettere a confronto aziende istituzioni e cittadini. Questo è l’obiettivo del Festival dell’Energia”. Così Alessandro Beulcke, presidente del Festival dell’Energia, a margine dell’incontro “Road to Festival dell’Energia”, che si svolto al Parlamento europeo, a Bruxelles. L’appuntamento è la prima tappa di un percorso di avvicinamento alla 14ª edizione del festival, che si terrà a Lecce dal 28 al 30 maggio 2026, dal titolo “Energia e libertà. L’Europa alla prova del futuro”.
PALERMO (ITALPRESS) – La Polizia di Stato ha arrestato due cittadini stranieri di 26 e 37 anni, ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina a carattere transnazionale e di sequestro di persona a scopo di estorsione. I provvedimenti restrittivi sono stati eseguiti a Imperia e Milano dai poliziotti del Servizio Centrale Operativo di Roma, della SISCO di Palermo e delle Squadre Mobili di Agrigento e Palermo, con il supporto delle Squadre Mobili di Imperia e Milano, su disposizione della Procura distrettuale di Palermo – Direzione Distrettuale Antimafia. Le misure cautelari, emesse dal G.I.P. presso il Tribunale di Palermo, giungono al termine di una complessa attività d’indagine avviata a seguito dello sbarco di migranti avvenuto a Lampedusa il 25 agosto 2022.
Dalle numerose testimonianze raccolte tra i migranti sbarcati è emerso che gli indagati, giunti illegalmente in Italia con la medesima traversata, avrebbero avuto un ruolo attivo all’interno dell’organizzazione criminale che gestiva il viaggio clandestino verso le coste italiane. In particolare, uno dei due arrestati avrebbe ricoperto il ruolo di carceriere designato in un campo di detenzione situato in Libia, nell’area di Zuwara. Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo si sarebbe reso responsabile di gravi violenze fisiche e psicologiche nei confronti dei migranti detenuti, finalizzate sia al mantenimento dell’ordine all’interno della cosiddetta “safe house” sia all’estorsione di somme di denaro alle famiglie delle vittime. I pagamenti sarebbero stati richiesti per accelerare le procedure di imbarco verso il territorio italiano. Gli arrestati sono un cittadino senegalese e uno egiziano. Un terzo soggetto, anch’egli destinatario della stessa ordinanza di custodia cautelare in carcere e attualmente presumibilmente all’estero, è ricercato in ambito internazionale.
MILANO (ITALPRESS) – Italpress scende in pista per i prossimi Giochi Olimpici di Milano Cortina con una copertura informativa dedicata, pensata per raccontare uno degli eventi sportivi più rilevanti a livello internazionale con tempestività, attenzione e qualità di analisi. L’agenzia seguirà l’evento planetario con 7 inviati, affiancati da alcuni collaboratori freelance e da un desk dedicato composto da 4 giornalisti, operativo quotidianamente per garantire una produzione continua di notizie, servizi, interviste, approfondimenti e contenuti multimediali. Un impegno editoriale importante, volto a seguire non solo le competizioni sportive, ma anche il contesto, i protagonisti, le storie e il dietro le quinte dei Giochi. Con l’inizio delle Olimpiadi, l’offerta informativa sarà ulteriormente rafforzata da un Tg olimpico quotidiano interamente dedicato ai Giochi, pensato per offrire un racconto puntuale delle gare, dei risultati e dei momenti più significativi della manifestazione. Il notiziario accompagnerà il pubblico giorno dopo giorno, con aggiornamenti costanti e attenzione anche agli aspetti sociali, economici e culturali dell’evento. Accanto alla produzione giornalistica tradizionale ed a quella multimediale, verrà inoltre lanciata sul sito www.italpress.com una sezione speciale interamente dedicata a Milano Cortina, costantemente aggiornata, che raccoglierà tutte le notizie, le interviste, i video e i contenuti di approfondimento legati all’evento olimpico. “I Giochi Olimpici di Milano Cortina rappresentano un appuntamento storico per il Paese e per il mondo dello sport”, dichiara Gaspare Borsellino, direttore e fondatore di Italpress. “Per questo abbiamo scelto di investire risorse, competenze e professionalità, con l’obiettivo di offrire un’informazione completa, affidabile e di qualità, capace di valorizzare un evento di portata internazionale. Abbiamo costruito un progetto editoriale solido e articolato, che unisce la presenza sul territorio, il lavoro del desk centrale e una forte produzione multimediale. Vogliamo raccontare i Giochi in tutte le loro sfaccettature, con uno sguardo attento non solo allo sport, ma anche alle storie e ai valori che l’Olimpiade porta con sè”. Con questo impegno, Italpress conferma il proprio ruolo di primo piano nel panorama dell’informazione nazionale e internazionale e in particolare nello sport, rinnovando la propria vocazione a raccontare i grandi eventi. – foto Italpress – (ITALPRESS).
MELBOURNE (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – Un infortunio nega a Lorenzo Musetti le semifinali degli Australian Open. Dopo aver vinto i primi due set 6-4 6-3 contro Novak Djokovic, che a Melbourne ha conquistato 10 dei suoi 24 Slam, l’azzurro si è fermato per un problema alla coscia che ha richiesto l’intervento del fisioterapista. Musetti, visibilmente limitato nei movimenti, è tornato a giocare, ma ha scelto di ritirarsi poco dopo, sotto 3-1 nel terzo. In semifinale va così Djokovic, che sfiderà il vincente della sfida tra Jannik Sinner e Ben Shelton. “Mi dispiace per Lorenzo, oggi è stato il giocatore migliore in campo e io ero pronto per andare a casa – riconosce il serbo – Nello sport succede, è successo anche a me in passato. Spero abbia una rapida guarigione. E’ stato molto sfortunato, avrebbe dovuto essere il vincitore oggi”. L’ex numero uno del mondo non sembrava in grado di ribaltare il match. “Quando attacchi Musetti non sai mai cosa aspettarti, può arrivare uno slice o un passante, o può giocare con una palla alta sul mio colpo debole. Ho provato a fare del mio meglio, avevo delle vesciche ma niente di grave. Sono stato semplicemente fortunato”, ha ammesso ancora Nole. Fra le donne si ferma ai quarti di finale il cammino della testa di serie numero 2, Iga Swiatek. La polacca è stata battuta 7-5 6-1 dalla kazaka, numero 5 al mondo, Elena Rybakina che in semifinale dovrà vedersela contro Jessica Pegula, sesta favorita del tabellone. La statunitense si è imposta in due set, 6-2 7-6(1), contro la connazionale Amanda Anisimova (n.4 Wta). Si completa quindi il quadro delle migliori quattro con Aryna Sabalenka ed Elina Svitolina pronte a contendersi il pass per l’ultimo atto nell’altra semifinale. – foto Ipa Agency – (ITALPRESS).
CATANIA (ITALPRESS) – Vasta operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura Distrettuale di Catania e condotta, in Italia ed in Europa, contro il cybercrime in particolare la pirateria audiovisiva. Perquisizioni e sequestri, eseguiti da personale della Polizia Postale, in collaborazione con Eurojust, Europol ed Interpol ed il supporto della rete operativa @ON, nei confronti di decine di appartenenti ad un sodalizio criminale di carattere transnazionale che gestiva una attività internazionale dello streaming illegale con profitti per milioni di euro al mese.
L’esempio virtuoso dei Verrino che hanno addirittura trasferito l’azienda fondata negli anni Sessanta da Milano a Catanzaro
Un esempio illuminante di come anche in Calabria si possa fare grande impresa, nonostante tutte le ben note difficoltà. “E se si aggiunge che l’azienda nata nel profondo nord, a Milano, si è poi trasferita per scelta nel profondo sud, a Catanzaro, questo dà ancora maggiore valore all’esempio straordinario, che lascia ben sperare per il futuro del meridione d’Italia”, chiosa il fondatore e presidente del Premio Mar Jonio Luigi Stanizzi. Ma l’aspetto più intrigante, è che a dare rilievo alla notizia è proprio un giornale di Milano, YouTrade, che dedica ben sei pagine al giovanissimo Christian Verrino. Il servizio di Veronica Monaco parte appunto da Milano per arrivare a Catanzaro: la storia della Calabroparati si snoda in un viaggio attraverso la Penisola. Dal primo colorificio aperto da Luigi Verrino nel capoluogo lombardo negli anni Sessanta, l’azienda è tornata dieci anni dopo nella terra d’origine del suo fondatore. Passata al figlio Claudio negli anni Ottanta, che al colorificio ha affiancato la commercializzazione di materiali per l’edilizia, Calabroparati è oggi guidata dalla terza generazione. Classe 2002, Christian Verrino da quattro anni ha preso le redini dell’azienda di famiglia per traghettarla nel futuro, con tanti nuovi progetti nel cassetto, tra cui l’apertura di un nuovo showroom e di una piattaforma e-commerce. Domanda. Quali sono state le principali tappe della vostra storia aziendale? Risposta. Fondata da mio nonno Luigi, Calabroparati è nata a Milano negli anni Sessanta come piccolo colorificio e rivendita di carta da parati. All’epoca le latte di colore si pesavano ancora con la bilancia. Negli anni Settanta mio nonno ha scelto di tornare in Calabria, dove ha deciso di proseguire l’attività intravedendo grosse possibilità di cre-scita. Inizialmente si è stabilito a Catanzaro, per poi aprire negli anni Ottanta sulla statale SS280, in Viale Lucrezia Della Valle. Più o meno nello stesso periodo mio padre Claudio, che aiutava il nonno in azienda da quando aveva 15 anni, è subentrato come titolare, iniziando ad aggiungere altri prodotti e affiancando l’edilizia al colore e alla carta da parati. Da subito è stato inserito il cartongesso, perché affine al mondo del colore, e successivamente il materiale pesante. Nel frattempo, Calabroparati è cresciuta molto anche sul fronte del colorificio. Nel 2002 l’azienda si è definitivamente trasferita poco più a sud, in viale Magna Grecia 60, sempre a Catanzaro. Infine, tra il 2020 e 2021 sono entrato in azienda come titolare. D. Quando lei è entrato in azienda, ha portato idee nuove? R. Il punto vendita era molto più piccolo. Abbiamo ampliato gli spazi e allargato la sala mostra per esporre meglio i prodotti. Questo è stato possibile grazie all’acquisto di un secondo magazzino di 500 metri quadrati nelle vicinanze, adibito a deposito per materiali isolanti. Nel punto vendita teniamo invece il materiale pesante, mentre nello showroom abbiamo rivestimenti, porte, laminati, parquet, profili e accessori per il cartongesso, finestre su richiesta. D. Attualmente quanto pesa il colore nella vostra ri-vendita? R. Circa il 20%. Il resto del fatturato si divide equamente
tra cartongesso e materiale edile. D. Chi sono le vostre aziende partner per il colore? R. Lavoriamo molto con Duco, che abbiamo contribuito a far crescere nella zona di Catanzaro. Poi, abbiamo prodotti di Mapei, Linvea e Area51. Come decorativi trattiamo Giorgio Graesan, e da poco abbiamo inserito anche le loro carte da parati. D. Quanti tintometri avete? R. Quattro, uno per ogni marchio: Duco, Linea, Mapci, Area51. C’è il cliente più legato a un brand o chi si trova particolarmente bene con un certo prodotto: cerchiamo di accontentare tutte le fasce di pubblico. D. Come si compone la vostra clientela? R. Lavoriamo molto con imprese di costruzioni, architetti e ingegneri, che compongono circa il 60% della nostra clientela. Il restante 40% è composto da clienti privati. Accontentiamo tutti, da chi deve fare piccoli lavori a casa ai grandi cantieri. D. Il superbonus 110% ha spinto il vostro business, soprattutto per quanto riguarda i colori in facciata? R. Durante il superbonus abbiamo lavorato molto con intonachini, quarzi per esterno e cappotti. C’era una grande richiesta di poliuretano, lana di roccia, polistire- ne, polistirolo. Da quando è finito il bonus, la richiesta è calata più del 50%. D. Come sta cambiando il mercato? R. Continuiamo a operare molto sia all’interno che all’esterno, ma l’era dei cappotti è finita. Non c’è più la richiesta di una volta, oggi limitata al polistirolo. D. Parlando di colori per interno, quali sono i più richiesti?
R. I colori sul tortora, i grigi-verde e l’azzurro mare. D. Trai vostri partner c’è anche Polyglass: che rapporto vi lega a questa azienda? R. Lavoriamo bene con le guaine a rotolo per l’involucro. Polyglass è un’azienda che si differenzia per la qualità dei suoi prodotti e il rappresentante è sempre molto propo-sitivo. C’è un buon rapporto di partnership anche per quanto riguarda la formazione. D. Quanto tempo dedicate alla formazione del personale interno e quante iniziative organizzate coinvolgendo invece i clienti? R. Internamente abbiamo dipendenti con 20-30 anni di esperienza, quindi già molto formati. Ovviamente il mercato è sempre in evoluzione e sui nuovi prodotti c’è sempre da imparare. Quando le aziende ci invitano a partecipare a qualche corso, rispondiamo sempre positivamente per cercare di stare al passo. Con i clienti organizziamo almeno due-tre open house al mese durante la bella stagione, e siamo sempre aperti a nuove iniziative. D. I vostri clienti vi chiedono prodotti sostenibili o bio? R. No, non c’è ancora la cultura. Chiedono maggiormente prodotti con certificati Cam per il Pnrr. D. Quanta parte del vostro business è legata al Pnrr? R. Il 30-35%. Ultimamente siamo coinvolti in diversi cantieri, soprattutto in scuole e ospedali. D. Trattate anche prodotti per il consolidamento strut-turale? R. Qualche prodotto su ordinazione. Le richieste comunque sono in crescita e non trascuriamo in futuro di inserire questa tipologia di prodotti in rivendita. D. Fate parte di un gruppo o di un consorzio? R. No, per adesso non ne sentiamo la necessità. D. Com’è andato il 2024 e che cosa si aspetta dal 2025: R. Il 2024 si è chiuso in linea con l’anno precedente. Nel 2025 mi aspetto di migliorare ancora di più. Vogliamo essere un punto di riferimento per il territorio e stiamo crescendo molto sul cartongesso e le finiture per interno ed esterno. Da poco abbiamo anche aggiunto anche i corrugati per fognature e cavidotti. D. Che cosa le dà lo spunto per migliorare e ideare nuovi progetti? R. Lo spirito imprenditoriale di mio nonno, che ancora mi dà suggerimenti e consigli, e la perseveranza ed esperienza di mio padre, che ancora lavora in azienda. Da lui ho tanto da imparare e questo mi porta a cercare di migliorare sempre di più. D. Quali sono i vostri prossimi progetti? R. Abbiamo in progetto di acquistare un nuovo capanno-ne, vicino al punto vendita, per realizzare uno showroom in modo da inserire più prodotti, focalizzandoci comunque sempre su porte, laminati, piastrelle e rivestimenti. Vorremmo inoltre investire nella pubblicità online e aprire un e-commerce dedicato ai prodotti che trattiamo, esclusi i materiali pesanti.
Più di 11.000 visualizzazioni in soli 30 giorni. È un traguardo davvero strepitoso per la videopoesia «Il cuore e le pietre» di Vincenzo Ursini, un testo che il poeta di Petrizzi aveva scritto alla fine degli anni ʼ70 e che ha riproposto di recente partecipando a prestigiosi concorsi letterari vincendone diversi, tra i quali la 55esima edizione del premio Pietro Borgognoni di Pistoia e la IV edizione del premio La Casa Rossa di Cesena. Apparso poco prima di Natale su FB come videopoesia, il testo di Ursini, arricchito di penetranti immagini e recitato con singolare finezza emozionale, ha ottenuto in pochissimo tempo questo ambito risultato letterario. «Il cuore e le pietre» di Vincenzo Ursini, una delle più autorevoli, autentiche e ricercate voci poetiche del secondo novecento, – scrive la professoressa Francesca Misasi – è una poesia che nasce «ab imo pectore» (Lucrezio) dal profondo del cuore ed in cui parola ed emozione hanno raggiunto note così alte da toccare lʼanima e la ragione. Una poesia di rilevante attualità, che ha sfidato e sfida il tempo, un componimento originale, unico, che rifugge dall’ovvio, dai modelli dominanti e da qualsiasi formalismo preimpostato o indotto. Un piccolo gioiello di rara e ritrovata coscienza linguistica, dote rarissima di questi tempi, che scolpisce, attraverso unʼinteriorità rivelata, una sovraesposizione emotiva che fa sentire il lettore, attraversato da un’irrefrenabile commozione, parte della narrazione. Si coglie, nel testo, che trasmuta in fragranza di memoria, quella ricerca interiore che diventa espressione di unʼanima ancorata ai ricordi, alla lotta tra sentimento e ribellione, tra solitudine e angoscia, legata a un passato ancora vivo ma abitato da velati stati di coscienza, e dal quale emerge il legame fondamentale e tormentato col padre e il senso di smarrimento per averlo troppo presto perduto. Affiora nella lirica, infatti, con grande dignità comunicativa, sapienza del cuore e radicale onestà, un affetto sofferto, malcelato, frutto probabilmente di una contrapposizione generazionale ma che il poeta solo col tempo, ha saputo trasformare in rimpianto, in conforto in poesia, in quel verso di riconciliazione e grande serenità interiore che recita “rancore più non sento per la morte. Nei suoi versi, infatti, lʼamore filiale, alla stregua di P. Neruda, (amore-perdita) si dilata, si riconosce come sentimento profondo legato alla quotidianità, ai ricordi che diventano, nel tempo, quella forza vitale che dona senso alla vita. Non a caso il Nostro, con affascinante e ricercata nitidezza espressiva, fa rivivere la figura paterna tra gli orrori, le macerie e le sofferenze di un periodo complesso e doloroso della nostra storia. Un periodo processato e stigmatizzato nella lirica, in un concentrato di versi lucidi, penetranti che svelano e decodificano, parola per parola, la paura, il terrore, la sofferenza e dove la scenografia d’insieme, diventa personaggio chiave della tragicità del dramma vissuto. Versi inimitabili in cui il dolore non è il dolore dostoevskiano che diventa strumento di purificazione e coscienza, ma è dolore esistenziale, quello che arriva a distruggere l’amore sacro per la vita. Una poesia che si può accostare, per l’intensità simbolica ed espressiva di versi lancinanti come «aveva unghie di fuoco/…» e «…donne appese come capre alle forche dei pioppi lungo il fiume./ », alla valenza figurativa e surreale della Guernica di Picasso diventando, come il dipinto, strumento potente e silenzioso dell’Arte quale memoria collettiva e monito contro la violenza e la sopraffazione. «Il cuore e le pietre» non è solo una lirica ineffabile, o il flusso emotivo di un ricordo ma una poesia universale, una cosmogonia lirica dʼincommensurabile valore poetico che riflette e si accosta, in modo autentico e personale, alle voci più pure e autorevoli del firmamento poetico internazionale. Si coglie, infatti, nello scorrere fluido dei versi, l’eco della tenerezza delicata e aulica del Pascoli, della malinconica eleganza del Leopardi (Quieta disperazione), della discrezione formale, del pudore, del sentimento e dell’austera meditazione del Montale nonché il richiamo al verso sobrio, cristallino e malinconico de «La vita fugge» del Petrarca! Una poesia articolata e sublimata dalle emozioni del poeta che diventa, come per W. Whitman, (Varie sfaccettature delle emozioni), ʼenergia puraʼ esperienza totale ed espressione vitale dei sentimenti. Una lirica di nostalgia e luce, percezione e memoria, dove la raffinatezza della forma si fonde con la tensione comunicativa aprendo varchi di senso e di significati, scoprendo in poche, mirate e illuminanti immagini, conflitti e realtà irrisolti. Ursini, che conosce molto bene lʼarte del comporre, ha saputo cogliere e deflemmare, attraverso una struttura lineare e vibrante, come pochi riescono a fare, il senso autentico della realtà e i sentimenti in modo personale e istintivo ma anche logico e concettuale. È riuscito a trarre dal dolore, un canto consolatorio e necessario emulsionando, nel contempo, coscienza civile e poesia. Importante altresì, sottolineare la magistrale finezza compositiva del Nostro, nellʼaver saputo legare il tempo passato, al tempo della sua giovinezza e al presente senza per questo, creare vuoti o fratture al fluire limpido o al ritmo costante dei versi, facendo emergere, nel contempo, che dalla realtà vissuta dal padre quando «…la fame /dormiva sulla pancia del gatto…/ » e quando «Tu / portavi dentro baratri improvvisi…» e da quella della sua gioventù di «… e noi viviamo ergastoli infiniti.» nulla sia cambiato veramente. Pochi, toccanti e icastici versi che spiegano, più di mille argomentazioni, la cruda negatività della realtà di quel tempo. È una poesia «Il cuore e le pietre», che si sgrana come un ʺrosario dell’esistenzaʺ, una cromia di sentimenti che attraversano le anguste geometrie dell’animo umano e dove si sente il profumo del pane caldo di famiglia e dove «… il mare ha brividi di azzurro/ e l’estate è una stella cadorina,/…» Versi d’incanto che seducono come i riflessi notturni e ammalianti della luna sull’acqua. Un altro straordinario elemento chiave di questa eloquente lirica, è l’uso della parola che, incisiva, tagliente, levigata, scarnificata dal superfluo ma intrisa d’interiorità e nutrita di un sentimento autentico, diventa, nel contesto, veicolo di valori, coniugazione di verità e lirismo emozionale. Vincenzo Ursini usa nel testo, la purezza e la ricchezza semantica della parola per costruire, plasmare e raffigurare la narrazione dell’animo umano. Dal punto di vista strutturale inoltre, lʼuso della parola si lega, con elegante rilevanza, al richiamo delle potenti ed illuminate metafore elaborando un codice lirico florido ed espressivo di particolare sensibilità. Anche il linguaggio, forbito e aduso alla ricercatezza, – conclude Francesca Misasi – si distingue per lʼeleganza dello stile e recupera, nella parola, il senso vero della tradizione oltre ad assumere quel valore etico che richiama la grande poesia del ‘900. «Il cuore e le pietre» rappresenta, per la poesia, una pietra miliare, un esempio di dignità comunicativa, di coscienza linguistica e di senso estetico ed evocativo, elementi fondamentali per un’ispirata progettualità poetica. Una lirica magistrale la cui potenza suggestiva conferma, qualora ce ne fosse bisogno, il grande e inestimabile carisma di Vincenzo Ursini! «Il cuore e le pietre» é una poesia d’ineguagliabile bellezza, un concentrato di emozioni che vanno dritte al cuore, una lirica che misura tutta la grandezza e lʼumiltà di chi lʼha composta.
Vallefiorita diventa protagonista nel panorama della bellezza nazionale grazie al talento di Elvira Ceravolo, hair stylist affermata, che insieme al fratello Rocco farà parte del team ufficiale di parrucchieri alle selezioni regionali di Miss Italia Calabria 2026. Un traguardo prestigioso che conferma la crescita professionale dei due artisti dell’acconciatura. Miss Italia, storica manifestazione nata nel 1939, rappresenta ancora oggi uno dei concorsi di bellezza più seguiti e riconosciuti del Paese. Nel corso degli anni ha lanciato figure diventate icone dello spettacolo, del cinema e della moda. La macchina organizzativa del concorso è nota per la sua attenzione ai dettagli e per la selezione rigorosa dei professionisti che lavorano nel backstage, dai make-up artist agli hairstylist, fino ai fotografi e ai tecnici di scena. In questo contesto, la presenza di Elvira e Rocco assume un valore ancora più significativo. Elvira, già giudice regionale nel 2025, ha superato anche quest’anno le selezioni dedicate agli hairstylist, un percorso che richiede competenze tecniche, creatività e capacità di lavorare sotto pressione. Le selezioni avvengono attraverso i partner ufficiali della manifestazione. Nel suo caso, il prestigioso marchio Framesi, multinazionale italiana che da oltre 75 anni sostiene e forma gli acconciatori professionisti. Framesi ha il compito di individuare i talenti più preparati per il backstage, con l’obiettivo di valorizzare la bellezza autentica delle concorrenti e mantenere un alto standard qualitativo durante tutte le fasi del concorso. La filosofia del brand si sposa perfettamente con le tendenze previste per l’edizione 2026; un ritorno alla naturalezza elegante, con acconciature curate ma dall’aspetto autentico. Le linee guida per gli hairstylist della selezione regionale calabrese prevedono onde morbide e luminose, capelli sciolti dall’effetto naturale, styling lisci e raffinati, attenzione alla salute e alla brillantezza del capello. Un’estetica che punta a esaltare la personalità delle ragazze, senza eccessi, in linea con la nuova immagine di Miss Italia, sempre più orientata alla valorizzazione della donna nella sua unicità. Elvira e Rocco Ceravolo porteranno nel backstage tutta la loro esperienza, la loro passione e la loro professionalità, contribuendo a un evento che continua a rappresentare un simbolo della cultura estetica italiana. Per Vallefiorita, un motivo di orgoglio; per i due hairstylist, un nuovo passo in un percorso costruito con dedizione e talento. Carmela Commodaro
FIRENZE (ITALPRESS) – Sarà il Como di Cesc Fabregas a sfidare il Napoli il 10 febbraio nei quarti di finale di Coppa Italia. A decidere la sfida del Franchi contro la Fiorentina, dopo il vantaggio iniziale dei viola con Piccoli e il pareggio di Sergi Roberto, sono state le reti dei subentrati Nico Paz prima e Morata poi. Per i lariani è un successo meritato anche se Ranieri e compagni, alla prima davanti al neo presidente Giuseppe Commisso, hanno comunque tenuto dignitosamente il campo per almeno un tempo. L’impegno contro un avversario di ben altro livello regala ai padroni di casa una leggerezza di testa che consente ai viola di partire molto bene. Non è un caso che già al 7′ gli uomini di Vanoli vadano in vantaggio con Piccoli che, anticipando Ramon, sfrutta alla perfezione un cross da destra di Harrison. Il tecnico gigliato scende un vasto turnover per affrontare i lariani, rinunciando agli acciaccati Dodo e Mandragora, oltre a Lamptey e soprattutto Kean, e portando con sè in panchina fra gli altri De Gea, Gosens, Fagioli e Gudmundsson. Esordio dal 1′ per il classe 2006 Luis Balbo.
Ci mette un pò ad aggiustarsi il Como, ma dopo una bella conclusione di Fazzini al termine di un’azione di contropiede, gli ospiti pareggiano. Douvikas, poco prima di essere sostituito per un infortunio da Nico Paz, centra un palo di testa su calcio d’angolo, sulla palla il più lesto è Sergi Roberto che fa 1-1 (19′). La partita è divertente e giocata su buoni ritmi, anche se con poche occasioni da rete nel resto della prima frazione. Il Como nella ripresa si riversa fin da subito nella metà campo gigliata e dopo una conclusione ciccata da Da Cunha successiva a un errore di Piccoli, Nico Paz sfrutta un disimpegno corto di Fortini e sorprende Christensen (60′) firmando l’1-2. A metà secondo tempo Vanoli manda in campo contemporaneamente Fagioli, Gosens e Gudmundsson cercando di dare freschezza alla sua squadra, con Fabregas che risponde con Addai e Perrone. L’inerzia della gara però non cambia e Butez di fatto rimane inoperoso, anzi gli ospiti fanno il tris con Morata che interrompe un lungo digiuno. Al triplice fischio finale è festa per il Como che in Coppa Italia raggiunge un traguardo che mancava da 40 anni. Da domani, invece, la Fiorentina tornerà a concentrarsi sulla salvezza.
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GUANGZHOU (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La provincia del Guangdong, il cuore manifatturiero della Cina, ha visto la creazione di 36.000 nuove imprese a finanziamento estero nel 2025 – con un aumento del 38,7% – mentre il capitale estero in uso effettivo ha raggiunto 112,66 miliardi di yuan (16,13 miliardi di dollari), in crescita dell’11,3%, come riportato dalla sessione annuale dell’Assemblea popolare provinciale del Guangdong tenutasi lunedì.
Lo scorso anno, una serie di importanti progetti con investimenti stranieri ha subito un forte slancio. Il progetto del sito BASF (Guangdong) BASF Zhanjiang Verbund, il progetto ExxonMobil Huizhou Ethylene e il progetto CNOOC Shell Huizhou fase III dell’etilene hanno attirato complessivamente oltre 120 miliardi di yuan di investimenti. Nel 2025, la provincia ha registrato 38 nuovi importanti progetti a capitale estero con investimenti effettivi superiori a 100 milioni di dollari ciascuno, in aumento del 40,7%.
Illustrando il suo piano per il 2026, il rapporto sul lavoro del governo provinciale del Guangdong ha proposto l’introduzione accelerata di investimenti high-tech e in tecnologie avanzate che rappresentano le tendenze di sviluppo future.
Gli sforzi si concentreranno sull’attrarre più multinazionali leader e fondi patrimoniali sovrani a investire nel Guangdong, incoraggiare il reinvestimento delle imprese estere all’interno della Cina ed espandere la produzione localizzata. La provincia si allineerà in modo proattivo alle regole economiche e commerciali internazionali di alto standard, approfondirà le riforme per rafforzare la Zona pilota di libero scambio del Guangdong e rafforzerà il coordinamento con il Porto di libero scambio di Hainan.
Il rapporto sul lavoro del governo ha inoltre sottolineato la promozione di sistemi di servizi ad alto standard e di livello mondiale in tutte le città della provincia, nonchè lo sviluppo di servizi completi e sull’intera catena che coprano le procedure di ingresso-uscita, l’alloggio, la ristorazione, i trasporti, il turismo, i consumi e l’assistenza sanitaria. Le misure includeranno quelle per migliorare la segnaletica multilingue e le opzioni di pagamento convenienti per creare un contesto più internazionale. (ITALPRESS). -Foto Xinhua-