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Mondiali Canoa, Tacchini “Affaticato, ma domani è un altro giorno”

MILANO (ITALPRESS) – “La gara? Sono cambiate le condizioni, mi sono sentito un po’ affaticato a un certo punto della gara, è quello che non mi fa uscire così soddisfatto, ma l’importante è mettere la punta davanti nel finale, domani è un altro giorno”. Lo ha dichiarato Carlo Tacchini dopo aver raggiunto la finale insieme a Gabriele Casadei nel C2 500 ai Mondiali di canoa all’Idroscalo di Milano, distanza in cui i due hanno vinto l’argento a Parigi 2024.

pia/gm/mca2

Sequestro del depuratore consortile, richiesta di chiarezza da parte dei consiglieri comunali di Satriano

In seguito al sequestro del depuratore consortile che serve i comuni di Satriano, San Sostene, Soverato e Davoli, si evidenzia con forte preoccupazione l’assenza di comunicazioni ufficiali da parte dell’Amministrazione comunale di Satriano. Una vicenda di tale rilevanza, che impatta direttamente sull’ambiente, sulla salute pubblica e sull’economia turistica del territorio, non può essere ignorata né sottovalutata. I consiglieri comunali Basile, Corasaniti, Drosi, preso atto del silenzio istituzionale e preoccupati della vicenda hanno provveduto a inviare PEC ufficiale indirizzata al Sindaco, alla Giunta e al Responsabile dell’Ufficio Tecnico, contenente la richiesta di chiarimenti e di tutta la documentazione riguardante il sequestro. Inoltre, anche il consigliere Maida ha svolto la medesima attività recandosi personalmente presso gli uffici comunali. Infatti, nella giornata di ieri, numerosi cittadini hanno segnalato – anche tramite social – la presenza di chiazze di liquami e sporcizia in mare, fenomeno che desta allarme e indignazione, soprattutto in piena stagione balneare. Le segnalazioni sono state accompagnate da immagini e testimonianze che confermano il deterioramento delle condizioni marine lungo il litorale. ornando alla richiesta di informazioni inviata via PEC dagli scriventi consiglieri, è da sottolineare come la risposta sia stata totalmente evasiva e priva di anche minimi contenuti informativi utili a comprendere la portata del problema e le eventuali misure adottate. Alla luce di quanto sopra, i sottoscritti consiglieri comunali sollecitano l’Amministrazione comunale di Satriano a fornire puntuali e trasparenti informazioni alla cittadinanza e agli organi consiliari. È dovere delle istituzioni garantire la tutela della salute pubblica, la salvaguardia ambientale e la continuità delle attività turistiche, che rappresentano un pilastro economico per l’intero comprensorio.
La comunità ha diritto di sapere. Il silenzio non è una risposta.

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Nato, Cavo Dragone “Più aiuti militari a Kiev e spero nuove sanzioni alla Russia”

Nato, Cavo Dragone “Più aiuti militari a Kiev e spero nuove sanzioni alla Russia”

ROMA (ITALPRESS) – “Gli ucraini si dimostrano ottimi combattenti. Un esercito che deve restare dalla nostra parte, un modello per l’Europa. Il nostro pieno sostegno per l’Ucraina non è mai cambiato e non muterà sino a che non ci sarà una pace giusta e duratura”.
In una intervista rilasciata al Corriere della Sera, l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato, ha ribadito con fermezza la linea dell’Alleanza a sostegno di Kiev. Sul futuro degli aiuti, l’ammiraglio ha confermato che l’impegno Nato non solo continuerà, ma sarà rafforzato:
«Intendiamo proseguire gli aiuti militari e anche aumentarli. Ormai è chiaro che gli ucraini cercano il dialogo, ma i russi sono riluttanti e fanno melina per prendere tempo. Spero che vengano inasprite le sanzioni mirate a fare crescere la tensione interna contro Putin. La nostra speranza è permettere all’Ucraina di negoziare da una posizione forte”.
Durante la conferenza del 20 agosto con i vertici militari di 32 Paesi Nato e della “Coalizione dei Volenterosi”, sono stati fatti passi avanti concreti sul coordinamento degli aiuti. Cavo Dragone ha illustrato la nascita del PURL (Prioritized Ukrainian Requirement List), uno strumento che permette di raccogliere le esigenze militari indicate da Kiev, validate dal comando Nato in Europa e soddisfatte rapidamente grazie a un meccanismo di finanziamento condiviso.
“Ad oggi la formula PURL ha inviato armi per un valore di un miliardo e mezzo di dollari», ha spiegato, ricordando che i tre pacchetti già attivati sono stati finanziati da Paesi Bassi, Danimarca, Finlandia, Svezia e Germania. Le forniture riguardano principalmente «materiale di difesa aerea contro missili e droni, oltre a munizioni di vario calibro», considerate priorità assolute per Kiev. Nel complesso, secondo l’ammiraglio, «i Paesi Nato hanno dato il 99% degli aiuti militari complessivi. Nel 2024 il loro valore ha toccato i 50 miliardi di dollari. Dal primo gennaio 2025 siamo già a 33 miliardi, ma per la fine dell’anno saremo in linea col dato precedente».
Sul fronte delle prospettive di pace, Cavo Dragone ha chiarito che «questi temi sono parte della politica internazionale e del negoziato con Mosca», ma che in sede Nato «non abbiamo assolutamente parlato di contingenti di terra». La possibilità di future missioni di sicurezza in Ucraina, inclusa la presenza di forze alleate, resta quindi una questione ancora tutta da definire a livello politico.
Quanto alle parole del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, secondo cui Mosca dovrebbe essere coinvolta nelle garanzie di sicurezza, l’ammiraglio ha commentato: «La frase di Lavrov rientra nel gioco delle parti. Invece capisco benissimo gli ucraini. Siamo ancora molto lontani da qualsiasi accordo. Occorre trattare e servirebbe un cessate il fuoco presto per negoziare».

– Foto: Ipa Agency –

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Bronzo per Raffaeli nell’All Around ai Mondiali di ritmica

Bronzo per Raffaeli nell’All Around ai Mondiali di ritmica

ROMA (ITALPRESS) – La Germania festeggia il trionfo di Darja Varfolomeev che mantiene il titolo di campionessa del mondo nell’All Around, vinto nel 2023 a Valencia, con 121.900 punti, davanti alla bulgara Stiliana Nikolova (119.300). Per l’Italia poi il Campionato del mondo di ginnastica ritmica, in scena a Rio de Janeiro, si è tinto di bronzo: Sofia Raffaeli ha conquistato il terzo gradino del podio nell’All Around con 117.950 punti (CE 30.550 – PA 29.100 – CV 29.000 – NA 29.300).
Ka vicecampionessa mondiale di Valencia 2023 e bronzo olimpico a Parigi 2024 ha confermato il suo status di fuoriclasse. La marchigiana ha aperto la gara con un cerchio da 30.550 punti, il miglior punteggio assoluto di specialità, a testimonianza di una padronanza tecnica che rimane un marchio di fabbrica. Qualche incertezza negli esercizi successivi – palla, clavette e nastro – non le ha permesso di insidiare fino in fondo le prime due, ma l’agente delle Fiamme Oro della Polizia di Stato ha saputo mantenere il sangue freddo e difendere con decisione la posizione sul podio.
La sua costanza nell’ultimo quadriennio – oro mondiale a Sofia in Bulgaria, argento iridato in Spagna, bronzo olimpico a Parigi e ora bronzo mondiale oggi in Brasile – la consacra come uno dei riferimenti assoluti della ginnastica ritmica internazionale. “Sono molto soddisfatta di questa finale. Ho conquistato la medaglia di bronzo e ne vado molto fiera. Tutto questo non era possibile senza tutte le persone che mi hanno seguito da dopo l’Olimpiade fino ad ora. Ci sono tantissime persone che mi hanno sostenuto, mi hanno aiutato in questo percorso bellissimo. Questa medaglia la dedico soprattutto alla mia famiglia, alla Ginnastica Fabriano, che mi ha sempre sostenuto, alla Federazione, la mia casas, che in questo periodo mi ha aiutato tanto e mi ha dato l’opportunità di gareggiare per l’Italia a questo Mondiale pazzesco, e infine alle Fiamme Oro, che mi seguono sempre”, ha detto l’azzurra. Una Raffaeli strepitosa ha comunque scavalcato la campionessa europea di Tallinn, Taisiia Onofriichuk, di quattro anni più giovane, oggi ai piedi del podio carioca con il complessivo di 117.400.
Questo risultato premia la scelta coraggiosa della Federazione – e in particolare del presidente Andrea Facci, DTN ad interim della sezione – di mandare Raffaeli all’Accademia di Desio dopo il quarto posto continentale in Estonia, per preparare al meglio gli appuntamenti più importanti della stagione. In due mesi l’azzurra ha vinto la Coppa del Mondo a Milano ed è riuscita a rimanere sul podio mondiale, dal quale non scende dal 2022.
Se Raffaeli ha confermato la solidità dell’Italia, l’altra azzurra in gara, Tara Dragas, ha scritto una pagina tutta nuova della sua carriera. Alla sua prima finale mondiale, la diciottenne di San Daniele del Friuli ha chiuso al 13° posto con 109.850 punti (CE 27.900 – PA 28.250 – CV 25.700 – NA 28.000).
– foto Ipa Agency –
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Fenomeno del c.d. binge drinking: proseguono i controlli della Questura sui luoghi della movida catanzarese

Continuano i controlli di polizia amministrativa predisposti dal Questore di Catanzaro nei confronti dei pubblici esercizi, con particolare riferimento ai locali di pubblico spettacolo ubicati sulla costa ionica catanzarese.

Obiettivo principale, nell’ottica della prevenzione, è garantire la movida in sicurezza, finalizzando i controlli a tutela dell’ordine pubblico e soprattutto dei soggetti vulnerabili, spesso vittime di intossicazione causata dalla smodata assunzione di superalcolici. È il fenomeno del c.d. “binge drinking”, ormai diffuso anche tra i giovanissimi frequentatori di locali notturni, che li espone a rischi per la loro e altrui incolumità. Fenomeni sociali, quindi, da attenzionare e contrastare, ragion per cui durante l’intero mese di agosto sono stati organizzati mirati servizi nei confronti dei numerosi esercizi pubblici ubicati tra Catanzaro e Soverato e che hanno visto, in un caso, persino la chiusura del locale.

fotoNella notte tra mercoledì e giovedì scorso, personale della Squadra di Polizia Amministrativa della Divisione di P.A.S. ha effettuato un controllo in una nota discoteca ubicata nel quartiere marinaro del comune di Catanzaro, punto di riferimento della movida non solo catanzarese ma anche per i numerosi giovani che giungono dalle altre province calabresi per partecipare agli eventi organizzati. In quella occasione è stata appurata la somministrazione di bevande alcoliche a minori di anni 18.

Per gli illeciti accertati, al titolare del locale è stata contestata la sanzione amministrativa pecuniaria prevista dall’art. 14 Ter della Legge 30 marzo 2001 n. 125, nonché la violazione dell’art. 689 C.P., proprio perché somministrava alcolici a minori di anni 18 e addirittura con età inferiore ai 16 anni.

La Questura invita ancora una volta i gestori delle attività di pubblico spettacolo al rispetto della normativa, sottolineando che il reiterarsi delle irregolarità constatate può comportare la sospensione e quindi la revoca della Licenza.

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San Vito Ionio, Sonati Vicinu nel segno della memoria e della comunità

Dal ricordo di Sharo Gambino alle voci della tradizione, fino al cantautorato al femminile: giornate intense di cultura e musica

Si è conclusa a San Vito sullo Ionio la IX edizione del Festival Sonati Vicinu, manifestazione che ancora una volta ha saputo distinguersi per qualità, intensità e capacità di intrecciare riflessione e spettacolo. Il festival si è aperto con l’omaggio a Sharo Gambino, figura centrale della cultura calabrese, in un dialogo tra Francesco Denaro, Francesco Pungitore e Sergio Gambino. Una serata che ha superato la dimensione commemorativa per trasformarsi in un viaggio collettivo nella memoria, arricchito dalle poesie in vernacolo recitate con forza evocativa e capace di restituire la vitalità di un intellettuale libero e rigoroso. La musica ha poi preso il testimone con lo show di Adriano Sangineto e la sua Arpa Creativa, che ha stupito il pubblico con improvvisazioni, ritmi e melodie inedite, rivelando lo strumento in tutta la sua versatilità. Il secondo giorno ha aperto un dibattito di grande spessore con Danilo Gatto e l’antropologo Paolo Apolito su “Cosa rimane del tarantismo?”, riflessione che ha legato riti antichi e pratiche contemporanee, dalle trance dei culti popolari alle nuove forme urbane. In serata, le sonorità arcaiche e potenti dei Sandalucì hanno trasportato la piazza dalle Murge al Gargano, con canti e tradizioni riscoperte dalle ultime voci popolari. Il terzo giorno ha portato la storia al centro, con il confronto su “Casalinuovo. Storia di due fratelli e non solo”, in cui Federico Sinopoli, Aldo Casalinuovo e Francesco Pungitore hanno raccontato la vicenda di Giuseppe e Vito Casalinuovo, simbolo di un Novecento fatto di scelte coraggiose e ideali contrapposti. A chiudere il festival, la voce intensa e intima di Angelica Perri, in duo con Diego Soda, che con il suo cantautorato al femminile ha intrecciato autobiografia, ironia e introspezione, regalando al pubblico un gran finale carico di suggestione. Quattro giornate che hanno unito generazioni e sensibilità diverse, trasformando piazza Purgatorio in un laboratorio di comunità e pensiero condiviso. Sonati Vicinu si conferma così non solo un festival musicale, ma un progetto culturale capace di creare dialogo, custodire la memoria e rilanciare, con passione e visione, la centralità della cultura nei piccoli centri della Calabria. “Il vero successo di Sonati Vicinu – sottolinea Francesco Denaro, direttore artistico del festival – non è soltanto la qualità degli ospiti o la varietà del programma, ma la capacità di costruire uno spazio in cui la comunità si riconosce. Portare in piazza temi come il tarantismo, la storia dei Casalinuovo o il ricordo di Sharo Gambino significa produrre pensiero critico, intrecciare memoria e futuro, restituire dignità al nostro territorio. Non è intrattenimento, è dire che qui, oggi, la cultura può ancora unire e aprire strade nuove”.

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Buona la prima per il Cesena in Serie B, Pescara battuto 3-1

Buona la prima per il Cesena in Serie B, Pescara battuto 3-1

PESCARA (ITALPRESS) – L’Open Day della 94^ edizione del campionato di B termina con la vittoria strameritata del Cesena, che batte 3-1 in trasferta il Pescara. Per i romagnoli reti del neo acquisto Blesa, attaccante spagnolo, Shpendi e Bisoli, per il Pescara gol del momentaneo 1-1 firmato dall’ex bresciano Olzer. Gran primo tempo dei romagnoli che costruiscono occasioni a ripetizione. Dopo 5′ già due chance: prima Frabotta e poi Shpendi impegnano Desplanches. Il Pescara replica con una punizione fuori misura di Olzer, ma è l’undici di Mignani a creare i pericoli maggiori. Poco dopo il 20′ di nuovo Shpendi va vicino al gol con un colpo di tacco intercettato da Oliveri che salva la porta biancazzurra. Al 28′ addirittura tripla occasione per gli ospiti: doppia parata di Deplanches su Ciervo e Shpendi, poi di nuovo quest’ultimo sulla respinta si trova di fronte il portierone dell’Under 21 di proprietà del Palermo che gli nega la gioia del gol. Al 31′ arriva inevitabile il vantaggio del Cesena grazie a Blesa, che spinge a porta vuota il pallone servito da Berti. Passano 4′ e il Pescara pareggia con una fiammata di Olzer: sinistro potente dal limite che non lascia scampo a Klinsmann. Nella ripresa il Cesena si riporta subito avanti con il gol di Shpendi, abile a finalizzare il contropiede corto dei bianconeri causato da un errore in uscita degli adriatici. Al 19′ tris dei romagnoli con Bisoli, il centrocampista sfrutta un regalo di Desplanches, che fino a quel momento era stato il migliore in campo, e chiude il match. Il Cesena, già pronto per un torneo ambizioso, dimostra una superiorità a tratti imbarazzanti, mentre il Pescara ha bisogno di rinforzi se vuole sperare nella salvezza. Prima del fischio d’inizio va in scena la cerimonia inaugurale della Serie B. Musica e intrattenimento, in campo sventolano le bandiere delle 20 venti società che partecipano al torneo 2025/2026 e giocatori accompagnati a centrocampo da bambini vestiti con i kit dei 20 club cadetti. A seguire l’inno nazionale cantato dal tenore pescarese Piero Mazzocchetti (3° al Festival di Sanremo 2007) e il lancio del brano inedito e dedicato scritto ed eseguito da Eros Cristiani, pianista, autore e compositore, che accompagnerà gli eventi del campionato. Spettacolo sugli spalti con con oltre 11mila spettatori, tra i quali il neo ct dell’Under 21 Silvio Baldini, artefice nella scorsa stagione della promozione in B del Pescara.
– Foto Ipa Agency –
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Sinner pronto per lo US Open “Sto bene, ripreso quasi del tutto”

Sinner pronto per lo US Open “Sto bene, ripreso quasi del tutto”

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Sono molto felice di essere tornato qui. Fisicamente mi sento bene. Mi sono ripreso quasi del tutto, non al 100% ancora, ma puntiamo a esserlo tra qualche giorno”. Lo ha detto Jannik Sinner in conferenza stampa in vista dell’esordio allo US Open, soffermandosi sulle sue condizioni dopo il virus che lo ha debilitato prima della finale di Cincinnati contro Alcaraz. “Avere delle rivalità è bellissimo. E’ positivo per lo sport, ma anche da un punto di vista personale, perchè, ad esempio, quando sei stanco in allenamento, cerchi di simulare certe situazioni che potrebbero verificarsi in partita – ha aggiunto Sinner, che debutterà contro Vit Kopriva -. Al momento, io e Carlos ci stiamo dividendo i trofei più importanti, ma allo stesso tempo, le cose possono cambiare. Non si sa mai. Ci sono grandi giocatori là fuori, e arrivare in finale è comunque un percorso molto difficile. Ma, come dico sempre, dobbiamo continuare a migliorare perchè altrimenti gli altri giocatori ci raggiungeranno. Dal mio punto di vista, è positivo. Mi rende solo un tennista migliore per il futuro”, ha aggiunto. A Flushing Meadows, il numero 1 al mondo potrebbe diventare il primo giocatore a trionfare per due anni di fila allo US Open dal 2008, l’anno in cui Roger Federer conquistò il suo quinto trionfo consecutivo. “Siamo verso la fine della stagione, quindi alcuni giocatori sono stanchi, altri si sentono in modo diverso. Tante cose possono cambiare – le sue parole sull’alternanza di campioni nell’albo d’oro – Qui sento che cambia molto anche se giochi di giorno o di notte. Ci sono tanti piccoli dettagli che rendono questo Slam diverso. Ad esempio, anche solo il fatto che dormiamo in città e ci mettiamo un’ora per arrivare qui. Piccole cose, ma se non le gestisci bene, poi è difficile giocare il tuo miglior tennis. Sicuramente è un torneo molto duro da giocare”, ha aggiunto Sinner.
– Foto Ipa Agency –
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Il 46^ Meeting di Rimini si apre nel segno delle “madri per la pace”

Il 46^ Meeting di Rimini si apre nel segno delle “madri per la pace”

RIMINI (ITALPRESS) – Chi sono Layla el-Sheik, Elana Kaminka, suor Azezet Habtezghi Kidane? Cosa accomuna le loro vite e quali le affinità con il tema del Meeting? La 46esima edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli si è aperta con un incontro al femminile di straordinaria intensità: Madri per la pace. Sul palco tre donne unite dall’esperienza del dolore e dalla scelta coraggiosa di trasformarlo in un impegno di riconciliazione: Laila, madre musulmana di Betlemme che ha perso un figlio piccolo nella seconda Intifada; Elana, israeliana, madre di Yannai soldato ucciso il 7 ottobre del 2003; suor Azezet, missionaria comboniana da anni attiva in Terra Santa e prima in Sudan e Etiopia. Intervistate da Alessandra Buzzetti, corrispondente di TV2000, hanno fatto una narrazione lucida e ricca di spunti di riflessione.
Il presidente della Fondazione Meeting, Bernard Scholz, nel saluto iniziale ha sottolineato come l’edizione di quest’anno intenda testimoniare la possibilità di costruire “mattoni nuovi” anche nei deserti della guerra, della solitudine e dell’indifferenza. Ha ricordato che “la costruzione di un luogo di pace e di bellezza non è frutto di automatismo, ma nasce dall’impegno di ciascuno”. Il titolo scelto, “Nei luoghi deserti costruiremo mattoni nuovi”, è stato interpretato come invito alla speranza.
L’incontro è stato arricchito dalla lettura del messaggio inviato da Papa Leone XIV al vescovo di Rimini, monsignor Niccolò Anselmi. Il Pontefice ha esortato i presenti a trasformare i deserti della storia in giardini di speranza, incoraggiando la Chiesa a farsi casa della pace e laboratorio di riconciliazione. Ha ricordato che “la pace non è un’utopia spirituale, ma una via umile, fatta di gesti quotidiani che intrecciano pazienza e coraggio, ascolto e azione”. Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rivolto il suo saluto affermando l’importanza sociale che il Meeting, da sempre, ricopre.
Elana Kaminka, madre di quattro figli, ha perso il primogenito Yanai, giovane ufficiale di 21 anni, ucciso il 7 ottobre 2023 durante l’attacco di Hamas. Prima di morire, il figlio aveva salvato numerosi commilitoni e civili. “Yannai era mio figlio, ma anche un maestro – ha raccontato -. Credeva che il primo compito di un leader fosse amare le persone affidate alla sua responsabilità”. Dopo la tragedia, Elana ha scelto di unirsi al Parent Circle, associazione che riunisce genitori israeliani e palestinesi.
Laila Al Shaikh, madre di cinque figli, ha raccontato la perdita del piccolo Qusay, morto a soli sei mesi durante la seconda intifada a causa di un ritardo imposto da un check point. «Per anni non ho parlato con i miei figli di quella ferita – ha spiegato -. Non volevo che crescessero con il desiderio di vendetta”. Dopo sedici anni ha trovato il coraggio di unirsi al Parent Circle: “La prima volta che ho visto israeliani e palestinesi ridere insieme, ho capito che l’altro non è un nemico, ma un essere umano”.
La testimonianza di suor Aziza, comboniana eritrea, ha portato lo sguardo sulle comunità più vulnerabili: i beduini della Cisgiordania, i profughi, i più poveri dei poveri. “Abbiamo imparato – ha raccontato – che l’incontro con l’altro nasce dall’ascolto e dal riconoscimento della sua dignità”. Nella sua missione ha lavorato con ebrei, musulmani e cristiani, costruendo spazi di dialogo e convivenza. “Quando si vede il volto dell’altro, si vede il volto di Dio. Solo così è possibile il perdono”.
Tutte e tre le protagoniste hanno testimoniato come il perdono non sia un atto immediato nè scontato, ma un cammino personale e comunitario. Laila ha raccontato l’incontro con un ex soldato israeliano che anni prima aveva impedito a una madre palestinese di raggiungere l’ospedale: “Per me è stato come rivivere la morte di mio figlio. Ma il suo coraggio nel confessare la verità mi ha spinta a perdonarlo”. Elana ha sottolineato che «non possiamo vivere di generalizzazioni: chi ha compiuto il massacro del 7 Ottobre.
L’incontro si è concluso con un appello rivolto soprattutto ai giovani, troppo spesso travolti dall’odio e dalla propaganda. “Abbiamo aspettato per 77 anni i leader politici – ha detto Layla -. Ora tocca a noi madri mostrare ai nostri figli che la violenza non porta alla pace». Elana ha raccontato la scelta del secondogenito di servire nell’esercito come paramedico: «Ha deciso che il suo compito sarà salvare vite, non toglierle. E’ questo l’esempio che vogliamo dare”.
Il Meeting ha voluto aprirsi con questo incontro perchè la pace non è solo questione diplomatica, ma esperienza quotidiana che nasce dal basso. Le tre donne, con coraggio e determinazione, hanno mostrato che dai deserti del dolore possono nascere oasi di riconciliazione. Un messaggio che travalica i confini della Terra Santa e parla a tutti i popoli, chiamati a costruire con “mattoni nuovi” una civiltà fondata sul dialogo, sulla giustizia e sull’amore reciproco.

– Foto Meeting di Rimini 2025 –

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Draghi “Dall’Ucraina a Gaza, Ue marginale e spettatrice”

Draghi “Dall’Ucraina a Gaza, Ue marginale e spettatrice”

RIMINI (ITALPRESS) – “Per anni l’Ue ha creduto che la dimensione economica con 450 milioni di consumatori portasse con sè potere geopolitico e nelle relazioni commerciali. Quest’anno sarà ricordato come l’anno in cui questa illusione è evaporata. Abbiamo dovuto rassegnarci ai dazi Usa, siamo stati spinti dallo stesso alleato ad aumentare la spesa militare, decisione che forse avremmo dovuto prendere ma non in queste forme e modi”. Così Mario Draghi, intervenendo al 46° Meeting di Rimini. “L’Ue – ha aggiunto – ha avuto un ruolo marginale per i negoziati per la pace in Ucraina. L’Ue è stata spettatrice anche quando siti nucleari iraniani venivano bombardati e il massacro di Gaza si intensificava”.
Secondo l’ex premier “l’Europa deve trasformarsi da spettatore, o da comprimario, in attore protagonista, deve mutare anche la sua organizzazione politica che è inseparabile dalla sua capacità di raggiungere i suoi obiettivi economici e strategici e le riforme in campo economico restano necessarie”.
“L’Europa è la migliore opportunità per un futuro di pace e sicurezza. E una democrazia, siete voi, siamo noi, sono gli europei che decidono le sue priorità”, le parole di Draghi, ricordando che “in passato ho parlato di “debito buono e debito cattivo. Oggi però in alcuni settori il debito buono non è possibile a livello nazionale perchè investimenti fatti in isolamento non possono aumentare la produttività. Solo forme di
debito comune possono sostenere progetti europei di grande ampiezza che sforzi frammentati e insufficienti non riuscirebbero ad ampliare. Questo vale per la difesa, per l’energia, per le tecnologie dirompenti”.
C’è stata una “sveglia molto brutale che ci ha dato Trump, le relazioni con gli Usa hanno cambiato tutto. La prima cosa da fare è: stringiamoci tutti insieme. Ma c’è una situazione politica, sociale e psicologica che fa sperare bene circa una diversa forma di organizzazione politica, bisogna imparare ad andare d’accordo. Rigidità e passività creano inazione, è un pò quello che abbiamo visto negli ultimi 10-15 anni, l’inazione è il peggior nemico dell’Europa”.
“Non è sorprendente che lo scetticismo nei confronti dell’Europa abbia raggiunto nuovi picchi – sottolinea l’ex premier -. E’ importante chiedersi quale sia veramente l’oggetto di questo scetticismo, a mio avviso non è nei confronti dei valori su cui era stata fondata, credo riguardi la capacità dell’Ue di difendere questi valori. In parte questo è comprensibile, i modelli di organizzazione emergono anche per risolvere problemi del loro tempo e, quando questi cambiano, questa deve cambiare”.

– foto Ipa Agency –

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