San Vito Ionio, Sonati Vicinu nel segno della memoria e della comunità
Dal ricordo di Sharo Gambino alle voci della tradizione, fino al cantautorato al femminile: giornate intense di cultura e musica

Si è conclusa a San Vito sullo Ionio la IX edizione del Festival Sonati Vicinu, manifestazione che ancora una volta ha saputo distinguersi per qualità, intensità e capacità di intrecciare riflessione e spettacolo. Il festival si è aperto con l’omaggio a Sharo Gambino, figura centrale della cultura calabrese, in un dialogo tra Francesco Denaro, Francesco Pungitore e Sergio Gambino. Una serata che ha superato la dimensione commemorativa per trasformarsi in un viaggio collettivo nella memoria, arricchito dalle poesie in vernacolo recitate con forza evocativa e capace di restituire la vitalità di un intellettuale libero e rigoroso. La musica ha poi preso il testimone con lo show di Adriano Sangineto e la sua Arpa Creativa, che ha stupito il pubblico con improvvisazioni, ritmi e melodie inedite, rivelando lo strumento in tutta la sua versatilità. Il secondo giorno ha aperto un dibattito di grande spessore con Danilo Gatto e l’antropologo Paolo Apolito su “Cosa rimane del tarantismo?”, riflessione che ha legato riti antichi e pratiche contemporanee, dalle trance dei culti popolari alle nuove forme urbane. In serata, le sonorità arcaiche e potenti dei Sandalucì hanno trasportato la piazza dalle Murge al Gargano, con canti e tradizioni riscoperte dalle ultime voci popolari. Il terzo giorno ha portato la storia al centro, con il confronto su “Casalinuovo. Storia di due fratelli e non solo”, in cui Federico Sinopoli, Aldo Casalinuovo e Francesco Pungitore hanno raccontato la vicenda di Giuseppe e Vito Casalinuovo, simbolo di un Novecento fatto di scelte coraggiose e ideali contrapposti. A chiudere il festival, la voce intensa e intima di Angelica Perri, in duo con Diego Soda, che con il suo cantautorato al femminile ha intrecciato autobiografia, ironia e introspezione, regalando al pubblico un gran finale carico di suggestione. Quattro giornate che hanno unito generazioni e sensibilità diverse, trasformando piazza Purgatorio in un laboratorio di comunità e pensiero condiviso. Sonati Vicinu si conferma così non solo un festival musicale, ma un progetto culturale capace di creare dialogo, custodire la memoria e rilanciare, con passione e visione, la centralità della cultura nei piccoli centri della Calabria. “Il vero successo di Sonati Vicinu – sottolinea Francesco Denaro, direttore artistico del festival – non è soltanto la qualità degli ospiti o la varietà del programma, ma la capacità di costruire uno spazio in cui la comunità si riconosce. Portare in piazza temi come il tarantismo, la storia dei Casalinuovo o il ricordo di Sharo Gambino significa produrre pensiero critico, intrecciare memoria e futuro, restituire dignità al nostro territorio. Non è intrattenimento, è dire che qui, oggi, la cultura può ancora unire e aprire strade nuove”.
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