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Cubbit, la risposta europea alle big tech

ROMA (ITALPRESS) – Il Digital Innovation Channel è un canale web tematico in formato video podcast ideato e prodotto da Micromegas Comunicazione nei propri studi di Roma in vista del Digital Innovation Forum – ComoLake 2025 che si svolgerà a Cernobbio dal 14 al 17 ottobre. Nel percorso di avvicinamento all’evento, il canale conterrà interviste ai partner, ai relatori e a esperti sulle tematiche di maggiore attualità su innovazione e trasformazione digitale del Paese. Ospite della nona puntata Alessandro Cillario, Co-founder e Co-CEO di Cubbit, intervistato dalla giornalista Claudia Conte.
azn/abr

Il Centro Antiviolenza “Attivamente Coinvolte”: condannato dal Tribunale di Catanzaro per violenza sessuale sulla moglie. Anche nel matrimonio è Sempre Violenza

Catanzaro, – Attivamente Coinvolte APS, il centro antiviolenza regionale attivo in Calabria con tre sportelli, accoglie con profonda soddisfazione la sentenza pronunciata il 14 luglio 2025 dal Tribunale di Catanzaro, che condanna un marito per maltrattamenti e violenza sessuale aggravata ai danni della moglie. Questa decisione rappresenta un passo fondamentale nella lotta contro la violenza di genere e smantella un tabù ancora troppo radicato nella nostra società: quello secondo cui la violenza sessuale, se consumata all’interno del vincolo matrimoniale, avrebbe un valore negativo inferiore. La vicenda ha visto protagonista la signora R.I., assistita dall’avvocata Anna Merante del Foro di Catanzaro e tra le avvocate di “Attivamente Coinvolte”; la donna si è rivolta al centro antiviolenza dopo anni di soprusi e violenze. L’imputato, il signor I. G. C., è stato condannato alla pena di anni 7 e mesi 8 di reclusione per aver costretto la moglie a subire ripetuti rapporti sessuali contro la sua volontà, spesso anche più volte al giorno ed alla presenza del figlio minore, oltre a sottoporla a continui maltrattamenti fisici e psicologici, nonché per minacce di morte e lesioni gravissime in caso di mancato consenso ai rapporti sessuali. La sentenza ha, inoltre, evidenziato come l’uomo avesse instaurato un vero e proprio regime di controllo e terrore, fatto di pedinamenti, controllo del telefono, imposizioni sull’abbigliamento e sul trucco. “Questa sentenza è un monito chiaro e forte: la violenza sessuale è tale sempre, a prescindere dal contesto in cui si manifesta,” dichiara avv. Stefania Figliuzzi, Presidente di Attivamente Coinvolte APS. “Non esiste un ‘diritto’ del marito a disporre del corpo della moglie. Il consenso è l’elemento imprescindibile di ogni rapporto sessuale. La coartazione, la minaccia, la sopraffazione annullano qualsiasi possibilità di consenso e configurano, senza ombra di dubbio, il reato di violenza sessuale”. “ La sentenza, continua la Presidente Figliuzzi, ribadisce che il matrimonio non è un’esenzione dall’applicazione della legge e che la violenza non ha attenuanti, nemmeno tra le mura domestiche”. Attivamente Coinvolte APS continua a essere al fianco delle donne vittime di violenza, offrendo supporto legale e psicologico e mettendo in campo azioni concrete per aiutarle a uscire da situazioni di abuso e a ricostruire le proprie vite. “Invitiamo tutte le donne che vivono situazioni simili a non avere paura e a cercare aiuto.” conclude il comunicato. “La giustizia, come dimostra questo caso, è dalla loro parte. Noi siamo qui per sostenerle in ogni passo del loro percorso verso la libertà e la dignità.”

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Squillace, l’ulivo secolare entra nell’elenco degli alberi monumentali

L’ulivo secolare presente nel giardino di una famiglia di Squillace è stato di recente inserito nell’elenco degli alberi monumentali. Lo ha deciso il Dipartimento Ambiente della Regione Calabria, che con un suo decreto ha provveduto ad aggiornare l’elenco degli alberi monumentali regionali. Adesso c’è anche l’Olea europea (questo il nome scientifico) adiacente all’abitazione della famiglia Gagliardi-Merenda, nel centro storico della città. Dopo la ricognizione degli alberi monumentali della Calabria, il Dipartimento regionale Ambiente ha svolto le attività previste dalla legge, sulla base dei criteri di monumentalità richiesti: l’età, le dimensioni, il valore ecologico, il valore storico-culturale-religioso e il valore paesaggistico. La commissione ha dato esito positivo valutando la pianta per l’età, le dimensioni, la forma e il portamento e il valore ecologico. Naturalmente dovrà essere ora il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali a disporre l’inserimento di questa pianta nell’elenco nazionale. Questo ulivo è alto 5 metri ed ha una circonferenza di 5 metri e probabilmente dieci secoli d’età. Se è così, sarebbe l’albero più antico della provincia di Catanzaro. Si trova nell’area in cui vi sono zone di interesse archeologico relativamente al convento dei Cappuccini e a quello dell’Osservanza. Ed è probabile che i monaci di quell’epoca abbiano apportato un innesto di albero maschio su uno esistente, visto che produce olive di due diverse qualità. L’albero è stato curato e studiato nei dettaglia dall’agronomo Thomas Patrizio Vatrano, specializzato nella difesa e nella coltivazione di specie del Mediterraneo con particolare riferimento all’ulivo. Secondo l’esperto botanico Carmine Lupia, inoltre, l’ulivo dei Gagliardi-Merenda è un vero e proprio ecosistema vivente che convive bene con le intemperie e le malattie.
Carmela Commodaro

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LEGGE REGIONALE N. 34/2025 CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE IN CALABRIA: UN’OCCASIONE MANCATA

La nuova Legge Regionale n. 34/2025, che aggiorna la normativa del 2007 (Legge n. 20/2007), rappresenta, purtroppo, un’occasione persa per la Calabria. Non bastano aggiornamenti di facciata: manca un vero investimento e una strategia a lungo termine per rafforzare e sostenere i servizi antiviolenza, indispensabili per garantire concretezza e continuità nel contrasto alla violenza di genere. Le criticità principali sono evidenti e gravi: • Finanziamenti insufficienti: i fondi regionali destinati ai servizi antiviolenza non sono stati potenziati, mettendo a rischio la stabilità e la qualità della rete esistente, già fragilissima. • Assenza di programmazione strutturata: la legge non introduce alcuna pianificazione triennale né prevede un coordinamento reale e stabile tra Centri Antiviolenza (CAV) e Case Rifugio. Il continuo ricorso a progetti annuali lascia i servizi in balia di una precarietà che ne compromette l’efficacia e la continuità. Questi limiti si inseriscono in un contesto allarmante: tra il 2018 e il 2022 in Calabria si sono verificati 16 femminicidi, con particolare incidenza nella provincia di Cosenza; nel 2024 sono attivi solo 13 CAV e 7 Case Rifugio, numeri ben lontani dagli standard internazionali di protezione e assistenza. Senza un impegno serio e strutturale, questa legge rischia di essere un vuoto simbolo, incapace di garantire alle donne calabresi sviluppo, continuità e coordinamento che i servizi antiviolenza meritano e di cui il nostro territorio ha urgente bisogno. È indispensabile agire subito per: • Incrementare e vincolare definitivamente i finanziamenti ai servizi antiviolenza. • Introdurre una programmazione pluriennale e integrata. • Rafforzare il coinvolgimento delle reti territoriali e delle associazioni impegnate sul campo. La Calabria deve guardare al futuro con coraggio e concretezza: la tutela e i diritti delle donne non possono più attendere. Il coordinamento regionale delle donne di Alleanza Verdi Sinistra Calabria si impegna a promuovere un confronto attivo con tutte le realtà locali per costruire insieme una proposta più efficace e condivisa. Alessia Alboresi, Maria Pia Funaro, Raffaella Cosentino, Iolanda Magliari, Elisa Romano, Elisabetta Treccozzi.

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Valditara “Divieto di smartphone alle superiori per tutelare ragazzi”

ROMA (ITALPRESS) – “Da settembre vieteremo l’uso del cellulare per gli studenti delle scuole superiori: vogliamo proteggere la salute e il percorso formativo dei ragazzi. Tutti gli studi dimostrano i danni dell’abuso del cellulare in età precoce su fantasia, capacità di concentrazione e memoria: è evidente che dobbiamo suggerire percorsi didattici che siano più efficaci e che tutelino la salute dei giovani”. Così il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’agenzia Italpress. Di contro, ha sottolineato, il latino, “è una straordinaria palestra di logica: in una società come quella attuale” serve a “potenziare il ragionamento. Pensiamo poi al potenziamento della grammatica e della sintassi” che “devono essere necessariamente rispettate nell’imparare la nostra lingua, pensiamo all’importanza del riassunto” che “ci serve per fare chiarezza”, alle poesie a memoria con cui “immagazziniamo un patrimonio di sensibilità incredibile”, ha aggiunto.

sat/azn

Nella notte attacchi russi su Kiev, 6 morti e più di 50 feriti

KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – Massicci attacchi missilistici russi sull’Ucraina. Sono state colpite le regioni di
Dnipro, Poltava, Sumy, Mykolaiv e Kiev. “La capitale è stata il bersaglio principale dei massicci bombardamenti. Ci sono ingenti danni alle infrastrutture residenziali – riferisce su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky -. In una delle zone residenziali di un grattacielo, l’intero ingresso è stato distrutto. Si contano sei vittime, tra cui un bambino di sei anni. Le mie condoglianze a tutti i familiari e amici. Decine di persone sono rimaste ferite e tutte stanno ricevendo l’assistenza necessaria”. “Terroristi russi”, scrive il presidente ucraino, che prosegue: “Hanno lanciato più di 300 droni e 8 missili. Stiamo facendo tutto il possibile per per proteggere la nostra popolazione”, sottolinea
il presidente ucraino. “Oggi il mondo ha assistito ancora una volta alla risposta della Russia al nostro desiderio di pace”, spiega Zelensky.

sat/gsl (Fonte video: Ministry of Internal Affairs of Ukraine)

Marche, Conte “Non ci sono ragioni per un passo indietro di Ricci”

Marche, Conte “Non ci sono ragioni per un passo indietro di Ricci”

ROMA (ITALPRESS) – “Non ci sono ragioni allo stato per quello che oggi sappiamo per chiedere un passo indietro a Ricci”. Lo afferma il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte nel corso di una conferenza stampa a Roma in riferimento al candidato del campo progressista per le elezioni regionali nelle Marche.
“Sarebbe come fare di tutta l’erba un fascio, rinunciare a valutare e discernere caso per caso per concludere se il singolo amministratore sia onesto o disonesto”, aggiunge.
“Chiederemo a Ricci, anche negli affidamenti diretti, una pubblicazione preventiva degli appalti sul sito della regione, per garantire la massima trasparenza e un codice etico che possa prevenire conflitti di interessi. Anche per contrastare norme che sono state introdotte da questo governo”, spiega Conte.
“Ho molto apprezzato le parole di Conte sulle Marche e concordo con lui nel rafforzare in Regione i presidi di legalità, di trasparenza e di controllo su affidamenti diretti, nomine e consulenze. Ringrazio il Movimento 5 Stelle, ora riprendiamo la campagna elettorale e cambiamo le Marche insieme”, commenta Matteo Ricci, europarlamentare PD e candidato alla presidenza della Regione Marche.
“Bene che anche il M5S abbia confermato il supporto a Ricci, adesso andiamo a vincere insieme nelle Marche”, commenta la segretaria del Pd Elly Schlein.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Tajani “Lista russofobi inaccettabile, non ci facciamo intimidire”

Tajani “Lista russofobi inaccettabile, non ci facciamo intimidire”

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo convocato ieri alla Farnesina l’ambasciatore russo, abbiamo manifestato profondo sconcerto per questa lista di proscrizione dei russofobi, accuse prive di ogni fondamento. E’ inaccettabile, è un’offesa a tutto il popolo italiano. Non ci facciamo intimidire da una lista del Ministero russo”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di un punto stampa presso l’Unità di Crisi della Farnesina.
“Difendere il diritto internazionale non significa essere russofobi – osserva -, dire che è inaccettabile che si invade un Paese nulla ha a che fare con il sentimento italiano nei confronti della Russia. Noi abbiamo sempre difeso l’Ucraina ma mai una volta abbiamo detto che siamo in guerra con la Russia. Respingiamo al mittente le accuse che ci vengono fatte”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Sanità, Salutequità “Gravi ritardi nelle Relazioni al Parlamento”

Sanità, Salutequità “Gravi ritardi nelle Relazioni al Parlamento”

ROMA (ITALPRESS) – Dovrebbero essere il fondamento conoscitivo della programmazione sanitaria. Monitorano gli effetti di norme, indicano le priorità emergenti, aiutano a evitare che le scelte siano solo frutto di mode o pressioni esterne, e il loro valore è massimo se sono tempestive e discusse davvero nelle sedi istituzionali. “Si tratta di informazioni, dati ed evidenze contenute nelle molteplici relazioni, rapporti e piattaforme che devono essere curate e pubblicate, per legge, dal Ministero della Salute o dai suoi Enti vigilati. Ma rischiano di diventare adempimenti formali, burocratici, distanti dalla realtà e realizzati in ritardo rispetto alle tempistiche previste dalle norme. Rappresentano invece preziose informazioni rivolte all’organo rappresentativo dello Stato, il Parlamento, che propone e approva le Leggi e che controlla l’operato di Governo – afferma Salutequità in una nota -. E per farlo, è intuitivo, c’è necessità di disporre di informazioni costanti ed aggiornate per monitorare l’implementazione delle leggi emanate. Non solo: interessano i cittadini in ottica di trasparenza ed accountability. Non è un caso che per leggi ritenute importanti, lo stesso Parlamento abbia previsto che il Ministro della Salute -con una periodicità definita- invii aggiornamenti sull’avanzamento dell’implementazione dei contenuti delle norme stesse”.
L’Osservatorio Salutequità, in vista della pausa estiva, ha messo in fila le tempistiche di relazioni/rapporti al Parlamento che mancano all’appello e da quanto tempo, selezionandone alcuni che intercettano aspetti generali del SSN; organizzazione, accessibilità, equità ed umanizzazione; patologie e procedure, “consapevoli che nell’ultimo quadrimestre del 2025, ci sono appuntamenti importanti per operare scelte, a partire dalla cruciale legge di Bilancio e che i dati forniti potrebbero essere utili”.
“In pole position – spiega Salutequità -, con oltre 7 anni di buco informativo per Parlamento (e cittadini), proprio mentre le Camere discutono la legge sul fine vita, c’è la Relazione sullo stato di implementazione della legge 38/2010 “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore”. L’ultima è stata trasmessa a gennaio 2019 (la norma prevede la trasmissione annuale entro il 31 dicembre) ed è riferita al 2015-2017. Eppure, si tratta di un tema centrale per l’umanizzazione delle cure, l’attenzione alla qualità di vita del paziente e dei suoi familiari, la dignità della vita e del fine della vita. Grazie a questo lavoro dovremmo disporre di un quadro chiaro delle evidenze sulla prescrizione e utilizzazione dei farmaci, in particolare quelli analgesici oppiacei; sulle attività di ricerca; sullo stato di implementazione e sviluppo delle reti di cure palliative, comprese quelle pediatriche, e di terapia del dolore in termini di funzionamento, prestazioni, esiti, aspetti economici”.
“Segue poi la Relazione sullo stato sanitario del Paese, i cui dati si riferiscono al quinquennio 2017- 2021 ed il buco informativo è di circa 3 anni – prosegue Salutequità -. Anche in questo caso la funzione è nevralgica: rappresentare lo strumento di valutazione dell’attuazione del Piano Sanitario Nazionale; illustrare le condizioni di salute della popolazione; descrivere risorse impiegate e attività svolte dal Servizio Sanitario Nazionale; esporre i risultati conseguiti rispetto agli obiettivi fissati dal Piano Sanitario Nazionale; riferire i risultati conseguiti dalle Regioni in riferimento all’attuazione dei Piani Sanitari Regionali; fornire indicazioni per l’elaborazione delle politiche sanitarie e la programmazione degli interventi. La pubblicazione della Relazione sullo stato sanitario del Paese, oltre ad essere prevista dalla Legge istitutiva del SSN la L. 833/78 e dal D.lgs. 502/92 e successive modificazioni, sarebbe particolarmente utile, vista la previsione contenuta nell’Atto di indirizzo del Ministro della Salute per l’anno 2025 di voler approvare il nuovo Piano Sanitario Nazionale 2025-2027”.
L’Osservatorio evidenzia inoltre che “ci sono innovazioni importanti nel SSN che impattano sulla qualità ed appropriatezza delle cure, come la medicina di genere e la procreazione medicalmente assistita divenuta LEA. La Relazione sulla legge 40/2004 (Procreazione Medicalmente Assistita), ad esempio, trasmessa a gennaio 2025, presenta i dati relativi al 2022. Vale la pena ricordare che dal 1° gennaio 2025 la Procreazione Medicalmente Assistita, grazie al decreto tariffe, finalmente è divenuta un diritto esigibile in tutto il Paese. Mantenendo il ritmo delle attuali relazioni, rischiamo di avere informazioni sugli effetti delle novità intercorse a partire dal 2027/2028 con un ritardo di 2/3 anni”.
Infine, parlando di equità e personalizzazione delle cure, “non si può trascurare l’importanza della restituzione al Parlamento sull’andamento delle attività relative alla medicina di genere – a seguito del Piano approvato nel 2019 – che come previsto dalla norma si occupa di “divulgazione, formazione e indicazione di pratiche sanitarie che nella ricerca, nella prevenzione, nella diagnosi e nella cura tengano conto delle differenze derivanti dal genere, al fine di garantire la qualità e l’appropriatezza delle prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale in modo omogeneo sul territorio nazionale”. L’ultima relazione è stata trasmessa alle Camere a dicembre 2024 ed i dati sono relativi al 2020-2021″.
I dati più recenti di cui dispone il Parlamento per monitorare gli effetti delle leggi approvate si fermano al 2023 in diversi ambiti o patologie e sono stati trasmessi tra il 2024 (diabete) ed il 2025 (celiachia).
Nel caso dell’Intramoenia, la relazione annuale è stata rilasciata da qualche giorno e si riferisce al 2023. “E’ importante sottolineare che si riferisce a due temi caldi – prosegue Salutequità -: liste d’attesa e politiche del personale sanitario medico. Dovrebbe infatti restituire informazioni non solo sulle disposizioni contrattuali regionali e aziendali, spazi istituzionali per l’esercizio dell’intramoenia e proventi, ma anche sulla riduzione delle liste di attesa in relazione all’attivazione dell’attività libero professionale, il rapporto fra attività istituzionale e attività libero professionale; le iniziative ed i correttivi necessari per eliminare le disfunzioni ed assicurare il corretto equilibrio fra attività istituzionale e libero professionale. I dati offerti oggi, quindi, non fotografano la dinamica alimentata dalle misure di contenimento e governo delle liste d’attesa messe in campo dal Governo. Nè le informazioni sembrano integrarsi con la piattaforma sulle liste d’attesa”.
“Se vogliamo garantire una legislazione che affronti, per tempo e bene, il diritto alla salute e il buon funzionamento del Servizio Sanitario Nazionale – dichiara Tonino Aceti, presidente di Salutequità – è indispensabile poter contare sulla produzione e pubblicazione tempestiva di dati, informazioni ed evidenze. Tutto questo è fondamentale per garantire politiche pubbliche e una legislazione di qualità, a partire dall’annunciato nuovo Piano Sanitario Nazionale e dalla prossima Legge di Bilancio, ma anche per realizzare in pratica trasparenza e accountability del nostro Servizio Sanitario Pubblico”.

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(ITALPRESS).