Un’iniziativa a sostegno delle eccellenze agroalimentari del territorio: una settimana di offerte per promuovere qualità e lavoro
Una Calabria autentica, fatta di sapori intensi, tradizioni antiche e orgoglio contadino. È questa la visione che Giovanni Sgrò, promotore del progetto culturale Naturium, porta avanti con passione e concretezza, trasformandola oggi in una nuova iniziativa a sostegno del tessuto produttivo locale. In sinergia con gli Urban Market di Montepaone Lido e Satriano Marina, prende il via dal 4 agosto la “Settimana del Gusto Calabrese”, una campagna che unisce promozione, cultura del cibo e impegno per il territorio.
L’invito è semplice ma potente: scegliere prodotti calabresi di qualità, preferire le eccellenze agroalimentari che raccontano una storia di terra, lavoro e identità. Dai salumi ai formaggi, dal riso alle conserve, passando per frutta, vino, passate artigianali, pasta tradizionale, latte di mandorla, tonno, caffè e molto altro: ogni acquisto diventa un gesto di sostegno concreto all’economia locale. “Fare la spesa – sottolinea Giovanni Sgrò – può essere un atto di responsabilità verso la nostra terra. Sostenere i produttori calabresi significa non solo portare in tavola la qualità, ma anche creare occupazione, valorizzare il lavoro artigianale e custodire le nostre radici”. Durante la settimana promozionale, i clienti troveranno offerte esclusive su decine di prodotti, accuratamente selezionati per rappresentare il meglio del gusto calabrese. Non solo convenienza, dunque, ma anche un richiamo forte all’identità e all’orgoglio di appartenenza. Un piccolo gesto, come scegliere un prodotto locale, può avere un grande impatto. È questa la filosofia che guida l’iniziativa: un’economia più giusta, una spesa più consapevole, una Calabria che riparte dalla sua forza più autentica: il territorio.
Al centro due focus su Prevenzione primaria e secondaria: screening, diagnosi precoce e stili di vita
Soverato, Buona la prima per il Magna Graecia Salute, il nuovo progetto tematico che ha debuttato nell’ambito del Magna Graecia Film Festival a Soverato e dedicato alla divulgazione scientifico sanitaria, a cura del medico oncologo Francesco Cognetti. Composto da due appuntamenti, il 28 e il 30 luglio, sul palco di Rai Radio 2 situato sul lungomare di Soverato, il panel ha ospitato illustri ospiti della comunità scientifica e medica affrontando i temi della prevenzione primaria e secondaria. Nel primo appuntamento si è parlato di prevenzione secondaria, ovvero diagnosi precoce e screening oncologici e cardiovascolari. I dati preoccupano: nel 2022 solo il 4,8% del fondo sanitario era destinato alla prevenzione, percentuale scesa al 4,5% nel 2023, rendendo l’Italia il fanalino di coda tra i Paesi del G7. «Gli screening oncologici – mammografia, Pap test, test HPV, colonscopia – presentano enormi disomogeneità territoriali», ha rilevato Francesco Cognetti, che ha ricordato il mancato varo di un emendamento per anticipare lo screening mammografico a 45 anni. «Il tumore al collo dell’utero potrebbe essere eliminato se ci fosse maggiore adesione ai programmi di vaccinazione e screening: l’Europa ci chiede il 90% entro la fine di quest’anno, noi siamo fermi ancora al 35-50%». Ciro Indolfi, cardiologo, ha sottolineato che le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte in Italia: «Il 50% dei pazienti colpiti da infarto muore prima di arrivare in ospedale. Pressione, ECG e colesterolo dovrebbero essere test obbligatori. Serve un piano strategico nazionale per la prevenzione cardiovascolare, come già avviene per l’oncologia». Francesco Abbonante, chirurgo e senologo responsabile della Breast Unit, ha invece illustrato i risultati ottenuti grazie alla nuova realtà: “Diagnosticare precocemente significa aumentare le possibilità di guarigione. Noi abbiamo creato una rete tra gli ospedali di Catanzaro, Lamezia Terme e Crotone, coprendo tutta l’area centrale della Calabria. I dati dicono che nessuna donna ha avuto ricadute nei 5 anni dalla malattia. Il nostro obiettivo è inoltre azzerare l’emigrazione sanitaria, che rappresenta un’onta per questa terra, oltre che un trauma per le pazienti. Ha affermato, rivolgendo un invito a tutte le donne calabresi di sottoporsi agli screening Presente anche Pierfrancesco Tassone, ordinario di oncologia medica, che ha spiegato come la ricerca traslazionale consenta di avvicinare il laboratorio al letto del paziente: «Lo sviluppo di un farmaco richiede circa 20 anni. Solo il 12% arriva sul mercato. Serve integrare ricerca accademica e industria per accelerare l’innovazione». Il presidente di AIFA, Robert Nisticò, ha infine affrontato il tema della sostenibilità del sistema: «L’Italia approva l’80% dei nuovi farmaci europei, ma i costi sono altissimi. Dobbiamo valutare i farmaci anche per la loro sicurezza e puntare sull’intelligenza artificiale per ridurre tempi e costi, sempre mettendo al centro il paziente». Il secondo incontro ha messo al centro la prevenzione primaria, ovvero la promozione di stili di vita sani per evitare l’insorgenza di patologie croniche, oncologiche e cardiovascolari. «Il 40% dei tumori e un’altissima percentuale di infarti e ictus si potrebbero evitare semplicemente cambiando abitudini», ha spiegato Cognetti. «Fumo, alcol, sedentarietà, alimentazione scorretta sono responsabili della maggior parte delle malattie croniche». Ciro Indolfi ha ribadito: «La longevità non dipende solo dai geni – che pesano per il 25% – ma dai nostri comportamenti. I “magnifici 7” (attività fisica, dieta sana, controllo dei lipidi, pressione arteriosa, glicemia, peso e abolizione del fumo) possono allungare la vita fino a 9 anni». Un focus psicologico è emerso dall’intervento di Francesca Cuzzocrea che ha evidenziato l’importanza dell’ascolto: «Prevenzione significa anche educare i giovani a riconoscere i segnali fisici e mentali. Noi adulti dobbiamo essere esempio», mentre per Valeria Verrastro «bullismo, dipendenze, violenza: prevenire significa costruire relazioni, ascolto, dialogo. I ragazzi devono sentirsi protagonisti, non soggetti passivi». Sul fronte biologico, Roberto Iuliano ha parlato del microbiota come «un nuovo organo» fondamentale per la salute dalla nascita alla vecchiaia. «Gli ultracentenari hanno una flora batterica simile a quella dei neonati. Le madri possono condizionare positivamente lo sviluppo immunitario del figlio sin dall’inizio». Tra gli ospiti dell’incontro, anche il Magnifico Rettore dell’UMG, Giovanni Cuda che ha evidenziato il ruolo delle università nella formazione di medici capaci di comunicare, promuovere il rispetto dell’ambiente e il concetto di salute circolare: «L’uomo è ciò che mangia, ma anche ciò che respira. Le interazioni tra salute umana, animale e ambientale sono centrali nei nuovi percorsi accademici One Health». «La prevenzione non è un costo, è un investimento» – questo il messaggio emerso con forza da entrambi gli incontri. Ciascuno può e deve fare la propria parte: dai cittadini, ai medici, alle istituzioni, per un futuro di salute più equo, consapevole e sostenibile. Il Magna Graecia Salute, esperimento alla sua prima edizione, fortemente voluto dal direttore artistico Gianvito Casadonte, ha registrato un’ampia partecipazione di pubblico, riuscendo ad avvicinare la cittadinanza ai grandi temi della sanità pubblica e trasmettere messaggi fondamentali sul valore della prevenzione.
CAGLIARI (ITALPRESS) – “Quella delle morti sul lavoro è una strage non si vuole fermare. Ognuno deve assumersi la propria responsabilità. Il Governo ha aperto un tavolo, sicuramente un fatto positivo. Adesso servono i fatti concreti, servono le decisioni, serve intervenire sugli appalti a cascata e sulle gare al massimo ribasso. Serve decidere di utilizzare le risorse e ognuno deve assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Noi ovviamente lo stiamo facendo e auspichiamo che al più presto o facciano anche gli altri. Non è più tollerabile questa strage quotidiana di persone che lasciano la vita solo perché vanno a lavorare”. Così il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, oggi a Cagliari per il Consiglio confederale della Uil Sardegna che ha eletto la nuova segretaria regionale Fulvia Murru. E proprio a proposito della nuova segretaria sarda ha commentato: “Un’organizzazione che continua a crescere e si adegua ai cambiamenti dei tempi. Una nuova segretaria generale per svolgere nuove funzioni e raggiungere nuovi obiettivi in un territorio complicato. Ci sono tante crisi industriali che attraversano questa terra ed è necessario trovare un modello di sviluppo che dia soddisfazione a chi rimane qui”.
ROMA (ITALPRESS) – “La trattativa sui dazi è ancora aperta, però ha visto già dei risultati che possono essere considerati un bicchiere mezzo pieno. Qualcuno voleva svuotarlo, aprire una guerra commerciale con gli Stati Uniti”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, a margine della presentazione della nuova campagna nazionale di comunicazione per la filiera della pasta.
xc3/ads/mca3
La Polizia di Stato ha eseguito in tutta Italia 22 perquisizioni delegate dalle Procure della Repubblica presso i Tribunali per i Minorenni territorialmente competenti nei confronti di giovani, tra i 13 e i 17 anni, emersi in contesti estremisti di matrice suprematista, accelerazionista, antagonista e jihadista – coordinate dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione.
L’attività di prevenzione e le acquisizioni d’intelligence, condivise in sede di Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo, riscontrate dagli sviluppi investigativi di indagini svolte nei confronti di minori perquisiti o tratti in arresto o evidenziatisi in contesti estremisti, hanno fatto emergere un progressivo innalzamento del coinvolgimento di minorenni in contesti di devianza e criminalità minorile in ambiti di eversione e terrorismo interno ed internazionale.
Al riguardo, riveste un ruolo determinante in molti percorsi di radicalizzazione dei più giovani il web, in ragione della facile accessibilità, della velocità e della riservatezza nello scambio di messaggi, che ne fanno un vettore essenziale per la divulgazione di contenuti ai fini dell’indottrinamento, del proselitismo in chiave radicale e dell’addestramento.
In tale quadro, a completamento dell’attività di prevenzione e contrasto già svolta, in numerose realtà del territorio nazionale, le DIGOS delle Questure interessate in stretta sinergia con gli omologhi Uffici distrettuali, con l’ausilio in taluni ambiti territoriali di personale delle Sezioni Operative per la Sicurezza Cibernetica, coordinate dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, nella mattinata odierna, hanno eseguito 22 perquisizioni delegate dalle Procure della Repubblica presso i Tribunali per i Minorenni territorialmente competenti nei confronti di giovani, tra i 13 e i 17 anni, emersi in contesti estremisti di matrice suprematista, accelerazionista, antagonista e jihadista.
Nell’ambito delle attività nei confronti di estremisti di destra, su delega della Procura dei Minori di Cagliari, sono stati perquisiti due minori di anni 15 residenti in provincia di Oristano, un minore di anni 13 residente in provincia di Cosenza, un 17enne residente nella provincia di Messina e un 15enne residente nel padovano. I predetti sono emersi dagli sviluppi di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Cagliari a carico di un 14enne già perquisito lo scorso 11 aprilead Oristano dalla locale Squadra Mobile per aver pubblicato sul suo profilo Facebook fotografie con il volto travisato mentre impugna armi da taglio e da sparo. Nella circostanza, il minore aveva consegnato di sua spontanea volontà, oltre a una bandiera con la croce celtica, un fucile a pompa giocattolo, privo di tappo rosso, con impresse numerose scritte e simboli riconducibili alla galassia suprematista, nonché i nomi dei noti attentatori Anders BREIVIK, Stephans BALLIET, Alexandre BISSONNETTE e Patrik CRUSIUS.
Inoltre, su delega della Procura dei Minori di Cagliari, è stato perquisito un 17enne residente nella provincia di Sassari, emerso dallo sviluppo investigativo inerentead un’indagine, avviata nel 2023, coordinata dalla Procura della Repubblica di Cagliari a carico di un 19ennetratto in arresto il 6 settembre 2024 dalla DIGOS di Cagliari per arruolamento con finalità di terrorismo commesso per finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale e religioso e propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa.
Su delega delle Procure dei Minorenni di Torino e Brescia, si sono svolte analoghe attività nei confronti di due minori di anni 17, residenti nelle province di Mantova e Cremona, e uno di anni 15 residente a Bergamo e presente per la stagione estiva in provincia di Matera, emersi da un’indagine a carico di un 14enneperquisito il 6 febbraio 2025 dalle DIGOS di Torino e di Alessandria, per propaganda e istigazione a delinquere per aver pubblicato on line contenuti di natura nazista e antisemita.
Su delega della Procura dei Minori di Taranto, è stato altresì perquisito un 15enne residente nella provincia tarantina, indagato per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa e per porto illegale di armi in luogo pubblico, il quale nel corso di una convesrazione in chat, con altro minorenne indagato dalla Procura dei Minori di Venezia, aveva affermato di essere stato in passato membro dell’associazione suprematista “The Base” e di dedicarsi alla fabbricazione di ordigni artigianali.
Alle predette attività si aggiungono la perquisizione svolta in provincia di Milano, su delega della Procura minorile meneghina, nei confronti di un 16enne, autore di messaggi pubblicati su canali Telegram riconducibili alla destra suprematista e neonazista, l’attività nei confronti di due minori di anni 14 e 17, residenti in provincia di Arezzo e di un 15enne residente in provincia di Firenze, emersi all’attenzione delle DIGOS toscane a seguito di approfondimenti svolti su diversi episodi di imbrattamento compiuti lo scorso mese di marzo a San Giovani Valdarno (AR) che hanno permesso di evidenziare condotte dei tre soggetti, connotate dal tenore discriminatorio e antisemita, contro l’ideologia “antifascista” e verso tutti coloro che non si identificano nella razza bianca.
Infine, sempre in ambito di contrasto all’estremismo di destra, su delega della locale Procura dei Minorenni, analoga attività si è svolta a carico di due minori di anni 16, residenti nel capoluogo ligure, emersi dal monitoraggio della locale Digos dei canali social, per aver effettuato attività di propaganda fascista in varie località della provincia allo scopo di raccogliere proseliti per le attività del movimento.
Sul fronte del contrasto all’antagonismo di piazza, su delega della Procura dei Minori felsinea, sono stati perquisiti due 17enni, nel capoluogo emiliano, evidenziatisi in occasione di una manifestazione non preavvisata svoltasi a Bologna, lo scorso gennaio, per protestare nei confronti delle forze dell’ordine intervenute nel noto inseguimento conclusosi con il decesso del 19enne Rami Elgaml a Milano. I due giovani, durante l’iniziativa, avevano danneggiato con armi improprie telecamere, vetrine di esercizi commerciali e banche presenti sul percorso del corteo.
Nel contesto delle attività di contrasto alla minaccia jihadista, su delega della Procura dei Minori di Bologna, è stata eseguita una perquisizione di un 17enne, residente in provincia di Ravenna, emerso a seguito di accertamenti sviluppati su indirizzi IP, acquisiti in ambito di collaborazione internazionale, che hanno registrato connessioni con spazi web riconducibili alla propaganda jihadista tra cui l’“Al-Raud Media Archive”, spazio riconducibile all’Islamic State dove è consultabile materiale jihadista proveniente dai canali mediatici del Califfato quali la rivista Al Naba, la fondazione mediatica Al-Furqan e la radio Al-Bayan. Dagli approfondimenti svolti sono emerse centinaia di connessioni dall’utenza in uso al giovane, emerso altresì per aver condiviso in gruppi WhatsApp contenuti propagandisti di medesimo tenore.
Nel medesimo contesto, la Digos di Catanzaro ha svolto analoga attività nei confronti di un 17enne, residente nella provincia catanzarese, emerso quale partecipante ad un gruppo WhatsApp – di cui ha fatto parte un altro minore tratto in arresto lo scorso anno per addestramento con finalità di terrorismo – all’interno del quale sono stati condivisi contenuti correlati all’estremismo islamico e all’ideologia nazifascista.
Infine, su delega della Procura minorile di Firenze, sono stati perquisiti due minori di 14 e 16 anni residenti in provincia di Livorno, responsabili di aver realizzato e portato in luogo pubblico nonché di aver esploso un ordigno esplosivo all’esterno di una scuola superiore, durante l’orario delle lezioni, lo scorso fine maggio, identificati a seguito degli approfondimenti svolti dalla Digos di Livorno, attività finalizzata anche all’individuazione della matrice politica, eversiva o discriminatoria dell’atto.
All’esito delle attività sono stati rinvenuti e sequestrati i dispositivi telefonici e informatici in uso agli indagati che verranno successivamente analizzati. All’interno degli stessi, al momento, le preview hanno comunque permesso di rilevare la presenza di numerose chat d’area estremista (sia di matrice jihadista sia suprematista) con contenuti d’interesse quali immagini di guerriglieri armati e armi da fuoco.
Inoltre sono stati raccolti riscontri alle ipotesi investigative come il rinvenimento presso il domicilio dell’indagato di Portoferraio (LI) di componenti per la realizzazione di molotov e di un bilancino per la pesa di polvere da sparo.
All’interno delle abitazioni sono stati trovati manuali e documenti di matrice suprematista e nazionalsocialista, alcune riproduzioni di armi da sparo prive di tappo rosso, giacche militari da combattimento, passamontagna anche di tipo militare, materiale per l’addestramento soft air e una divisa delle SS.
Relativamente al fenomeno della devianza minorile, le predette attività hanno confermato il trend emerso dalle indagini già svolte, nei recenti anni, sul territorio nazionale, avviate anche grazie ai contributi d’intelligence hanno dimostrato infatti come in particolare i social network, dove i giovani homegrown consumano propaganda ed intessono rapporti con soggetti di analogo orientamento, si confermano il terreno d’elezione per la radicalizzazione on line.
Proprio per il ruolo rivestito dall’ambiente virtuale si riscontra, più che in passato, una forte inclinazione alla ricerca di contenuti di matrice antisemita e confessionale da parte di individui di giovane età, spesso associata a preoccupanti fascinazioni per ambienti estremisti e terroristici caratterizzati dal comune denominatore dell’esaltazione della violenza quale metodo di lotta e di autoaffermazione.
Interessante, in proposito, l’analisi del fenomeno dalla quale si evince che il processo di radicalizzazione – dalla prima esposizione a materiale terroristico, alla pianificazione ed esecuzione dell’attacco – avviene con tempinotevolmente ridotti. Il tempo medio di radicalizzazione è passato dai 16 mesi del 2002 ai 10 mesi circa del 2015 fino ad un arco temporale attualmente di sole alcune settimane, tanto che tutte le nuove indagini hanno imposto un repentino e mirato intervento di disruption in ragione della riscontrata capacità e volontà di attivazione degli indagati nell’attuazione di azioni controindicate.
Anche il trend registrato a livello europeo indica i giovani – anche infra quattordicenni – come soggetti maggiormente esposti al rischio di radicalizzazione spesso violenta. In particolare, si sono registrate crescenti capacità di “anonimizzazione” degli utenti in rete, la costante presenza di soggetti minorenni e la riconducibilità di condotte delittuose a condizioni di solitudine, disagio socio-economico e disturbi mentali. A titolo esemplificativo, nel 2024 in Europa, circa due terzi degli arresti di soggetti legati all’ISIS hanno coinvolto adolescenti mentre in Gran Bretagna un sospettato per terrorismo su cinque è classificato come minorenne.
Sintomatici della concretezza della minaccia proveniente dall’attivismo dei giovani, gli attacchi compiuti lo scorso anno da minori in taluni Paesi europei, tra cui l’accoltellamento di un ebreo ortodosso a Zurigo (Svizzera), il 2 marzo 2024, da parte di un 15enne svizzero e i colpi d’arma da fuoco sparati, il 10 ottobre 2024, da un 13enne a Goteborg (Svezia) contro un’azienda israeliana del settore della Difesa, nonché le esplosioni mediante lancio di granate nei pressi dell’Ambasciata israeliana di Copenaghen (Danimarca), il 2 ottobre 2024, ad opera di cittadini svedesi tra i 15 e i 20 anni legati alla gang svedese Foxtrot. Nell’anno in corso si è registrato l’accoltellamento, il 19 maggio 2025 a Boras (Svezia), di una donna da parte di un 14enne legato all’organizzazione di estrema destra 764.
Con specifico riferimento al territorio nazionale, le investigazioni degli ultimi anni hanno registrato un incremento della presenza di soggetti minorenni, impegnati nella diffusione sul web di contenuti estremisti e violenti: da gennaio del 2023 ad oggi, sono 12 i minori sottoposti a misura cautelare/precautelare (2023: 1; 2024: 5; prima metà del 2025:6) ed altri 107 oggetto di approfondimenti investigativi, quali perquisizioni personali, domiciliari e informatiche (2023: 9; 2024: 46; prima metà del 2025: 52).
Tra le caratteristiche rilevate si segnalano:
– profili psicologici caratterizzati da difficoltà relazionali e vulnerabilità psicologica, non di rado determinata da esperienze personali negative a livello familiare, sociale e/o scolastico, che porta fisiologicamente a maturare sentimenti di rivalsa verso gli ambienti esterni vissuti;
– vita sociale marginalizzata, rispetto alla quale l’ambiente virtuale costituisce un perfetto surrogato funzionale alla costruzione di un’identità fittizia e al sentirsi parte di una comunità alternativa;
– un’età giovanissima unita ad una grande capacità di utilizzo di linguaggi digitali contemporanei (utilizzo di meme ad esempio);
– utilizzo primario della lingua inglese;
– fascinazione per la violenza e propensione verso le armi da fuoco alcune delle quali fabbricate con stampanti 3D;
– utilizzo dell’iconografia e del simbolismo e glorificazione delle reciproche figure di riferimento;
– utilizzo di piattaforme di gioco online, dove si è evidenziata in alcuni casi la diffusione di narrative estremiste violente e dove persiste il rischio di replicare nella realtà quanto sperimentato online.
Le acquisizioni informative e i riscontri investigativi hanno evidenziato il particolare fascino che l’ecosistema digitale del c.d. “White Jihad” esercita sulla componente giovanile, intendendolo come unfenomeno di ibridazione ideologica che vede una convergenza tra l’ideologia radicale islamica e il suprematismo bianco o la più ampia sfera ideologica dell’estrema destra.
L’attività di “web monitoring”ha consentito di individuare numerose chat nelle quali si rileva la presenza di giovanissimi, dove vengono condivisi contenuti neonazisti ed antisemiti, associati a filmati, messaggi e post di straordinaria violenza, inerenti ad uccisioni brutali in particolare di matrice jihadista.
Al riguardo, l’Italia, per il tramite della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, è intervenuta nel dibattito in corso con la Commissione europea relativo all’aggiornamento dell’Agenda europea antiterrorismo, evidenziando la necessità di includere la radicalizzazione online, con riferimento specifico alle giovani generazioni, tra le future priorità di azione a livello unionale. L’Unione Europea, infatti, può rappresentare un idoneo vettore attraverso il quale varare iniziative comuni per individuare nuove soluzioni operative e rilanciare il dialogo con i providers di servizi internet per mitigare l’impatto della propaganda estremista violenta sui minori maggiormente vulnerabili a questo tipo di narrativa.
ROMA (ITALPRESS) – E’ morta a Roma, all’età di 94 anni, Adriana Asti, grande attrice di teatro e cinema.
Apparsa giovanissima nel cortometraggio di Dino Risi Buio in sala (1948), esordisce a teatro nel 1951. Lavora con i più grandi, da Strehler a Visconti, da Bertolucci a Ronconi.
Al cinema interpreta inoltre il ruolo della prostituta Amore in Accattone (1961) di Pier Paolo Pasolini e quello dell’affascinante zia del protagonista in Prima della rivoluzione (1964) di Bernardo Bertolucci. Successivamente recita ne Il fantasma della libertà (1974), di Luis Bunuel; Un cuore semplice (1977) e Tosca e altre due (2003), entrambi di Giorgio Ferrara, fratello di Giuliano e suo secondo marito; La meglio gioventù (2003, con cui vinse il suo terzo Nastro d’argento e il Ciak d’oro) e Quando sei nato non puoi più nasconderti (2005), entrambi di Marco Tullio Giordana; L’ultimo Pulcinella (2008) di Maurizio Scaparro.
A teatro recita in Trovarsi di Luigi Pirandello (1981), Santa Giovanna di George Bernard Shaw (1984), Giorni felici di Samuel Beckett (1985), La locandiera di Carlo Goldoni (1986) e Tre uomini per Amalia del suo psicanalista Cesare Musatti (1988).
ROMA (ITALPRESS) – Il sistema del commercio internazionale, per come lo abbiamo conosciuto negli ultimi trent’anni, sta attraversando profondi cambiamenti. L’Italia, da sempre Paese di manifattura e di commercio, è stata capace di trarre beneficio dall’espansione dei traffici internazionali cominciata negli anni ’90. Oggi però la crescente indisponibilità statunitense a ricoprire il ruolo di “compratore di ultima istanza”, unita all’emergere di nuovi competitor sulla scena internazionale, configurano un importante cambiamento di scenario. In questo contesto si colloca la nuova ricerca dell’Ufficio studi della Banca del Fucino, intitolata Oltre il giardino. 25 anni di export italiano extra-europeo. Lo studio, predisposto da Vladimiro Giacchè e Michele Tonoletti, fornisce una panoramica dei cambiamenti dell’export italiano tra l’inizio del nuovo millennio e oggi, tanto sul piano della geografia delle destinazioni quanto su quello della struttura merceologica. Dalla ricerca emerge come negli ultimi 25 anni la quota di export italiano diretta verso l’Area Euro si sia ridotta di ben 6 punti percentuali – dal 45 al 39% circa del totale – sebbene il mercato europeo rimanga tutt’oggi la principale destinazione dei prodotti italiani (67,2% nel 2020-24, a fronte del 70,1% nel 2000-04). Lo spazio perso dall’Europa è stato occupato da tre Paesi in particolare: Cina (+1,5%), Stati Uniti (+1,1%) e, in misura minore, India (+0,4%). Il peso della Cina e dell’India sul totale dell’export italiano è rimasto tuttavia molto modesto, rispettivamente al 2,9% e allo 0,8% nella media del quinquennio 2019-24. Gli Stati Uniti, al contrario, hanno conservato e rafforzato la propria posizione di primo mercato extraeuropeo di destinazione delle esportazioni italiane, fino a pesare per più dell11% del totale esportato nel triennio 2022-24. La ricerca di Banca del Fucino identifica in questa accresciuta dipendenza dal mercato Usa uno dei principali fattori di rischio per la tenuta futura dell’export italiano, un rischio che sembra ora concretizzarsi con l’imposizione di dazi al 15% da parte dell’attuale amministrazione degli Stati Uniti su gran parte dell’export europeo. La rischiosità è legata anche ai cambiamenti che la composizione merceologica dell’export italiano ha visto negli ultimi 25 anni. L’emergere del settore farmaceutico – una novità per il sistema produttivo italiano – è sicuramente il principale mutamento che si è registrato. La quota del farmaceutico è infatti passata dal 3,5 all’8,0% del totale esportato tra l’inizio e la fine del periodo di osservazione; un vero e proprio balzo, alle cui proporzioni si avvicina solamente la crescita registrato dal settore alimentare, passato dal 5,6 al 9,3%. In questa evoluzione gli Stati Uniti hanno giocato un ruolo di massimo rilievo, assorbendo quote rilevanti dell’export italiano proprio in questi comparti. Se sui prodotti farmaceutici non vi è chiarezza circa l’applicazione dei dazi al 15% stabiliti negli accordi tra Usa e Ue di fine luglio, i prodotti alimentari, invece, rientrano certamente nel perimetro delle merci colpite dai dazi, ed è lecito attendersi un danno significativo per questo settore. La ricerca evidenzia poi come, al netto di un arretramento del settore tessile – dal 15,3 al 10,9% – i comparti tradizionali del Made in Italy – moda, arredamento, alimentari e meccanica – abbiano dimostrato notevole resilienza, riscontrando spesso grande successo nei mercati extraeuropei. Ciò testimonia la perdurante forza del brand Made in Italy nel mondo, oltre alla capacità delle imprese della meccanica di mantenersi competitive nel mercato mondiale dei macchinari e dei beni strumentali per l’industria. Ad oggi quello della meccanica – con più del 16% del totale – costituisce in effetti il nostro più importante comparto di esportazione. Farmaceutico, beni di consumo e meccanica – conclude la ricerca – sono tre settori nei quali l’Italia ha dimostrato di detenere un’ottima capacità di competizione sui mercati internazionali. In prospettiva, nuovi mercati a cui guardare per l’export italiano non mancano. La Cina e l’India, anche solo per la loro dimensione, costituiscono i due mercati di destinazione dal più alto potenziale: nel caso dell’India, il nostro export si concentra primariamente sui macchinari – già oggi più del 40% del totale esportato verso questo Paese – e su altri prodotti destinati all’industria; anche nel caso della Cina la componente dei macchinari riveste un ruolo molto rilevante – circa il 30% dell’export totale – ma anche i prodotti di consumo del Made in Italy hanno registrato performance più che positive. Conferme dell’apprezzamento internazionale per il brand Made in Italy arrivano anche dalle economie avanzate dell’Asia, come il Giappone e le Tigri Asiatiche; nei Paesi dell’Associazione delle Nazioni del Sud Est Asiatico (Asean), invece, negli ultimi cinque anni sono stati i prodotti di elettronica a registrare tassi di crescita particolarmente elevati, in media dell’11,8% annuo per la categoria “Computer, apparecchi elettrici e ottici”, un caso piuttosto unico nella vasta e variegata geografia dell’export italiano. La ricerca dedica alcune sezioni anche al cosiddetto “estero vicino” – il Medio Oriente e l’Africa. Le monarchie del Golfo da anni dimostrano particolare apprezzamento per i prodotti del Made in Italy, anche se i macchinari rimangono la categoria principale di export verso quest’area, con circa un quarto del totale esportato verso l’area mediorientale. L’Africa rimane invece ancora in gran parte un’incognita, specialmente per quanto riguarda la parte sub-sahariana del continente: il piano Mattei è sicuramente un ottimo passo nella direzione di un buon posizionamento presso una delle regioni più importanti per il futuro. -foto ufficio stampa Banca del Fucino – (ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo convocato ieri alla Farnesina l’ambasciatore russo, abbiamo manifestato profondo sconcerto per questa lista di proscrizione dei russofobi. È inaccettabile, è un’offesa a tutto il popolo italiano. Non ci facciamo intimidire da una lista del ministero russo”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di un punto stampa presso l’Unità di Crisi della Farnesina.
xb1/sat/mca3
ROMA (ITALPRESS) – “In Parlamento si può sempre migliorare tutto, la proposta porta la prima firma del presidente del Consiglio e che io ho sostenuto convintamente. Il dibattito parlamentare serve a questo. Siamo favorevoli anche a modificare in meglio un testo legislativo ma che deve mantenere la sua impalcatura”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di un punto stampa presso l’Unità di Crisi della Farnesina, parlando della riforma dello Ius sanguinis.
ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo nominato un inviato speciale del governo per affrontare la questione degli italiani detenuti in Venezuela, sta per partire, vediamo quali risultati si possono ottenere”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di un punto presso l’Unità di Crisi della Farnesina parando del caso di Alberto Trentini. “Sono 2.500 gli italiani detenuti nel mondo e li seguiamo tutti”, assicura.