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Google sbarca in Calabria: Emanuele Pozzi all’ITS Cadmo Academy

Google sbarca in Calabria. Emanuele Pozzi, Digital Transformation Manager presso Google for Education, si è recato all’ITS Cadmo Academy di Lamezia Terme. Ad accoglierlo, a Palazzo Rambaldi, il presidente della Fondazione ITS Cadmo Academy, prof. Pasqualino Serra, docenti e numerosi studenti impegnati nei corsi di studio quotidiani. Pozzi ha preso visione delle aule, tra cui anche l’aula Google, e delle avanzate apparecchiature informatiche e tecnologiche esistenti. Il colosso informatico Google è, infatti, partner dell’ITS Cadmo Accademy. Rivolgendosi agli studenti, Pozzi ha detto: “Il mondo cambia. Il mondo digitale è fatto di servizi, competizione, conoscenza. Google for Education è quella divisione che si occupa della parte digitale nell’istruzione. Istruzione e imprese si stanno incontrando, all’interno dell’universo Google, in maniera sempre più importante”. Ed ha aggiunto: “Gli ITS forniscono un’alta formazione per l’inserimento nel mondo del lavoro. Per tali ragioni il ministero dell’istruzione e del merito ha attenzionato gli ITS. Google sta avendo, sempre di più, un ruolo di protagonista attivo sia nel campo dell’educazione che nelle piccole e medie imprese e nelle grandi aziende”. Da qui si è andati alla scoperta del mondo Google. Al riguardo, il Digital Transformation Manager presso Google for Education ha precisato: “Google non è più visto come il motore di ricerca: Google è servizi, sviluppo e tanto altro. Conoscere Google – ha detto Pozzi rivolgendosi agli studenti – arricchisce il curriculum ed è spendibile nel mondo del lavoro. Padroneggiare il mondo del cloud, in tutte le sue forme, significa avere futuro professionale nel mondo dell’informatica. L’importante – ha concluso – è avere un portafoglio di competenze che sia il più vasto possibile”. Sulla stessa linea il presidente Pasqualino Serra. “La nostra – ha detto il presidente dell’ITS Cadmo Academy – è una nuova realtà formativa che ha l’obiettivo di fornire opportunità di crescita e di lavoro ai ragazzi, mettendo in campo quello che l’innovazione propone. I nostri corsi biennali post diploma, presenti a Lamezia Terme, Castrolibero e Soverato, puntano, attraverso l’alta formazione, a costruire un futuro migliore per i nostri giovani e la nostra terra”.

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Lollobrigida “Agricoltura principale traino dell’economia del Paese”

ROMA (ITALPRESS) – Il rilancio del comparto in Europa, con l’Italia nuovamente al centro, è solo il primo passo verso un futuro che si prospetta di alto livello: adesso per il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’Agenzia Italpress, l’obiettivo fondamentale è tenere alte le sinergie con le istituzioni sia continentali sia soprattutto extracontinentali, con una preoccupazione che non manca sul fronte dei dazi americani.
“I risultati che stiamo raggiungendo spero possano essere eguagliati o superati da chi verrà dopo di me – sottolinea Lollobrigida, – Oggi l’agricoltura italiana è tornata al primo posto come valore aggiunto in Europa, abbiamo superato Francia e Germania e non accadeva da anni: parliamo di un ambito che è leader tra i settori strategici e principale traino dell’economia del paese. Il reddito degli agricoltori cresce in termini assoluti più che in ogni altra parte d’Europa eccetto il Portogallo”.
xd8/mgg/mrv

Dazi, Lollobrigida “Errato chiudere mercati ad alleato strategico”

Dazi, Lollobrigida “Errato chiudere mercati ad alleato strategico”

ROMA (ITALPRESS) – Il rilancio del comparto in Europa, con l’Italia nuovamente al centro, è solo il primo passo verso un futuro che si prospetta di alto livello: adesso per il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’Agenzia Italpress, l’obiettivo fondamentale è tenere alte le sinergie con le istituzioni sia continentali sia soprattutto extracontinentali, con una preoccupazione che non manca sul fronte dei dazi americani.

“I risultati che stiamo raggiungendo spero possano essere eguagliati o superati da chi verrà dopo di me – sottolinea Lollobrigida, – Oggi l’agricoltura italiana è tornata al primo posto come valore aggiunto in Europa, abbiamo superato Francia e Germania e non accadeva da anni: parliamo di un ambito che è leader tra i settori strategici e principale traino dell’economia del paese. Il reddito degli agricoltori cresce in termini assoluti più che in ogni altra parte d’Europa eccetto il Portogallo”.

Alcuni settori, aggiunge il ministro, “stanno raggiungendo record mai visti finora: oggi il vino tocca cifre mai raggiunte e lo stesso vale per l’olio, su cui siamo l’unico paese europeo dove il valore cresce anzichè calare. L’inversione di tendenza per la centralità del settore primario non è ancora pienamente compiuta: ancora dobbiamo compiere una transizione corretta, che metta i ragazzi appassionati di quest’attività in condizione di poterla svolgere. In più il reddito degli agricoltori è ancora troppo basso per diventare attrattivo, ma ci sono esperienze molto positive che dimostrano che la strada intrapresa è quella giusta”.

Lollobrigida si sofferma poi su “Agricoltura è”, il forum che andrà in scena a Roma dal 24 al 26 marzo: “Sarà un grande momento di confronto. Con il commissario europeo Kadis abbiamo innestato un nuovo modo di trattare sulla pesca, con zero tagli nel 2025: negli ultimi decenni, con il decremento della possibilità di pescare, si stava arrivando alla desertificazione di alcuni porti. Alla pesca sono collegati tanti fenomeni, come gli indotti del turismo e del mare: a Kadis dimostreremo ciò che l’Italia sa fare in questo settore, per portare avanti il confronto e rimettere al centro la politica rispetto alle burocrazie”.

Il ministro parla anche del rapporto con Hansen, neo commissario europeo all’Agricoltura, con il quale “abbiamo trovato tanti punti in comune con quelli sostenuti dall’Italia in due anni e mezzo. Timmermans aveva messo l’agricoltura in contrasto con l’ambiente, mentre ora l’Europa è un luogo verso cui i cittadini possono guardare con maggiore fiducia, a patto che si dimostri all’altezza. La Cee metteva l’agricoltura al centro in termini di sicurezza alimentare, noi la riportiamo a Roma con un villaggio che per tre giorni vedrà tutte le più autorevoli figure istituzionali europee”.

Per Lollobrigida l’Europa deve adottare un principio di “semplicità nell’occuparsi di grandi temi, su cui finora è stata quasi assente e ha solo ingrossato la propria burocrazia, che per sopravvivere è diventata autoreferenziale: si è arrivati al paradosso di mettere l’agricoltore in contrasto con la terra, ma questa follia con il governo Meloni è cambiata. Ora l’Europa guarda al Green Deal con più attenzione e un meccanismo di praticità. L’Italia è in concorrenza con chi non rispetta i diritti dei lavoratori e dell’ambiente: in alcune aree, in cui le regole europee vengono disattese, i prezzi sono più bassi dei nostri e si rischia di desertificare l’ambiente produttivo. Per aiutare i nostri imprenditori dobbiamo metterli in condizione di essere garantiti nelle loro attività. I costi di produzione in alcune nazioni sono talmente bassi che senza tariffe aggiuntive si rischia di devastare il mercato: i nostri agricoltori, ad esempio, non reggono le produzioni cinesi”.

Sul fronte dei dazi voluti da Trump, afferma il ministro, “a nostro avviso le tariffe sui prodotti italiani potrebbero indebolire quello che lui vuole fare. Auspichiamo che da questo punto di vista ci siano approfondimenti, ma l’Italia sta contribuendo a far comprendere che la chiusura dei mercati nei confronti di un alleato strategico sarebbe un indebolimento: conto comunque che l’impatto dei dazi sia minore di quello che viene diffuso in maniera allarmistica. Il problema più grande non è legato alle tariffe, ma al fatto che l’Europa criminalizza alcuni prodotti cardine del nostro sistema produttivo, mentre i nostri produttori vanno messi in condizione di lavorare al meglio: le nostre produzioni hanno un costo più alto perchè imponiamo più regole, l’Europa balla da sola e deve essere messa in condizione di difendere se stessa soprattutto quando deve trattare con altri”.

Infine, nel manifestare il proprio apprezzamento per i complimenti da parte della rivista Politico, Lollobrigida ribadisce come “la vera differenza con il passato è che io in Europa non salto una riunione sull’agricoltura, difendo gli interessi del mio paese e rappresento la nazione più forte in questo settore. I nostri colleghi dei governi precedenti dimenticavano che l’Europa non va da nessuna parte senza l’Italia: in due anni e mezzo abbiamo capovolto la concezione dell’agricoltura che Timmermans aveva imposto per cinque anni devastando il sistema. L’obiettivo per i prossimi sei mesi è garantire i fondi europei per l’agricoltura senza sovrapporli ad altri investimenti, mentre a livello nazionale ci sono leggi da rivedere e sanzioni da aumentare e irrigidire per chi imbroglia; infine voglio mettere in campo un sistema di risorse di cui a vedere i risultati non siamo noi, ma i nostri figli tra 20-30 anni”.

IL VIDEO CON LE SUE PAROLE

-foto Italpress-

(ITALPRESS).

Una ricerca, per le italiane il parrucchiere è il vero influencer

Una ricerca, per le italiane il parrucchiere è il vero influencer

ROMA (ITALPRESS) – 4 donne italiane su 10 vanno regolarmente dal parrucchiere e 1 su 10 almeno ogni due settimane. Ci vanno per necessità pratiche oppure per prepararsi a eventi speciali. Nel 2024, la frequenza con cui si sono recate in salone è rimasta sostanzialmente stabile rispetto al passato, ma tra coloro che dichiarano di averla aumentata (11% del campione), una su due lo fa perchè desidera prendersi maggior cura di sè. Il 33% delle italiane invece si reca molto di rado dal parrucchiere, solo un paio di volte all’anno o anche meno. Il 15% del campione che dichiara di aver diminuito le visite in salone lo fa per motivi economici, ma emergono altri fenomeni interessanti, come un trend in crescita della cura dei capelli a casa (citata dal 46% delle intervistate, e non correlata a ragioni economiche). Chi non va o va pochissimo in salone afferma di “non sentirne l’esigenza”. Tra queste, anche le più giovani.
Sono alcuni dati che emergono da una ricerca Key-Stone, condotta a febbraio 2025 su un campione di quasi 1.000 intervistate, con l’obiettivo di fotografare nel dettaglio la relazione tra le donne italiane e i saloni di parrucchieri.
La spesa media di una donna per una visita dal parrucchiere è di 51 euro con picchi di oltre 70 euro nel 20% del campione. Sono soprattutto donne tra i 30 e i 39 anni, per lo più residenti nel Nord Italia, che magari vanno dal parrucchiere con una frequenza inferiore alla media (per mancanza di tempo) ma con uno scontrino medio più alto e ottima disponibilità economica generale.
Certo è che, indipendentemente da età, fasce di reddito o appartenenza geografica, il parrucchiere emerge come un solido punto di riferimento, il principale nelle scelte di stile delle donne. I dati rivelano infatti che il 39% delle donne, soprattutto quelle di età matura, lo considera la principale fonte di ispirazione per il proprio look. Mentre i social network sono citati dal 20% delle intervistate, in particolar modo donne tra i 20 e i 39 anni, come fonte di ispirazione per tagli e look. Molto meno gli influencer, che incidono sulle scelte solo nel 6% dei casi (in particolare le giovanissime). A sorpresa, le riviste cartacee e online giocano invece ancora un forte ascendente per la scelta del look, citate come fonte di ispirazione dal 18% delle intervistate.
Una volta uscite dal salone, tre quarti delle intervistate si specchia appena può e dove riesce, anche nelle vetrine. I selfie per i social sono scattati solo nel 3% dei casi.
Il parrucchiere emerge dalla ricerca come un professionista affidabile e un vero “influencer” per le proprie clienti. Questa fiducia è da ricercarsi, con ogni probabilità, nell’alto livello di soddisfazione che le donne italiane esprimono nei confronti del parrucchiere: a 3 donne su 4 non è mai (o raramente) capitato di uscire dal parrucchiere insoddisfatte.
Il sondaggio è stato realizzato con metodologia CAWI nel mese di febbraio su un campione di 996 donne italiane. Il documento completo riguardante il sondaggio è disponibile sul sito www.agcom.it

– foto ufficio stampa Master Communication –
(ITALPRESS).

Le regioni del Centro e del Nord-Est trainano l’export italiano

ROMA (ITALPRESS) – Le Regioni del Centro e quelle del Nord Est hanno trainato l’export italiano nel quarto trimestre del 2024. Lo rileva l’Istat, sottolineando che le esportazioni nelle due macroaree sono cresciute rispettivamente dell’1,7 e dello 0,9 per cento, con la Toscana ad aver fornito l’impulso positivo maggiore. Rispetto al 2023, però, si registra una lieve diminuzione dell’export nazionale: -0,4%, sintesi di dinamiche territoriali differenziate: la contrazione è più ampia per le Isole e il Sud, più contenuta per il Nord mentre si rileva una forte crescita per il Centro, +4%. Nel complesso del 2024, le flessioni più ampie delle esportazioni riguardano Basilicata, Marche e Liguria, mentre le regioni più dinamiche sono state, oltre alla Toscana, la Valle d’Aosta, la Calabria, il Lazio e il Molise.
I contributi negativi più ampi all’export derivano dal calo delle vendite delle Marche verso la Cina, della Liguria verso gli Stati Uniti, della Toscana verso la Svizzera, del Piemonte verso Germania e paesi OPEC e della Campania verso gli Usa.
Le province che più hanno sostenuto le vendite nazionali sui mercati esteri sono Arezzo, Firenze, Latina, Lodi e Monza Brianza.
gsl

Rc auto, premi in aumento

ROMA (ITALPRESS) – I prezzi dei premi per le assicurazioni Rc auto sono aumentati in media del 12% tra gennaio 2021 e luglio 2024. E’ quanto emerge dal Quaderno Ivass, Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, nel quale si sottolinea che il dato è legato all’impennata dell’inflazione.
Nel periodo 2014-2021 il premio medio della garanzia Rc Auto si era ridotto del 25%. Gli aumenti sono stati eterogenei in funzione delle caratteristiche degli assicurati e della presenza o meno di garanzie accessorie: l’incremento è maggiore per il Centro Italia +15%, segue il Nord mentre la variazione è minore al Sud.
Il premio medio degli assicurati in prima classe del bonus-malus è cresciuto del 13%, mentre l’aumento risulta superiore per gli altri assicurati; i più giovani sono stati maggiormente penalizzati dai rincari Rc auto, con un incremento del 23% per gli under-25 a fronte del +12% per gli over-60.
L’aumento dei premi Rc Auto ha interessato anche gli altri Paesi europei che, come l’Italia, negli ultimi anni hanno risentito dell’aumento dell’inflazione.
gsl

L’Ue risponde ai dazi Usa

ROMA (ITALPRESS) – In risposta all’entrata in vigore dei dazi Usa sulle importazioni di acciaio e alluminio, l’Unione europea ha annunciato una serie di contromosse, definite dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen “forti ma proporzionate”. In una nota, la Commissione ha fatto sapere di “deplorare la decisione degli Stati Uniti di imporre tali tariffe, ritenendole ingiustificate, dirompenti per il commercio transatlantico e dannose per le imprese e i consumatori, in quanto spesso si traducono in un aumento dei prezzi”. Le contromisure si applicheranno alle esportazioni di merci americane per un valore fino a 26 miliardi, che corrispondono alla portata economica delle tariffe imposte dagli Usa. Von der Leyen ha sottolineato che sono in gioco “i posti di lavoro. I prezzi saliranno in Europa e negli Stati Uniti. L’Unione europea deve agire per proteggere i consumatori e le aziende”.
gsl

Lavoro, Conte “Da Inps monitoraggio sul rispetto parità di genere”

ROMA (ITALPRESS) – “È un momento di riflessione sulle politiche volte a garantire la parità di genere e a combattere ogni forma di discriminazione sui posti di lavoro”. Lo ha detto Giuseppe Conte, direttore centrale risorse umane dell’INPS a margine del convegno Diversity, pari opportunità e lavoro – Diritti e nuove sfide. “Da anni l’Istituto crede in queste politiche e adotta misure concrete a sostegno di esse”, mettendo in atto “un monitoraggio attento e concreto sul rispetto della parità, per esempio a partire dalle retribuzioni, per garantire che vengano attuati i principi che proclamiamo”.
xl5/mgg/mca1

Naddeo “Contratti collettivi prevedono parità, ma serve monitorare”

ROMA (ITALPRESS) – “Le differenze retributive di genere sono un dibattito aperto. Per quanto riguarda la pubblica amministrazione non c’è lo stesso divario che c’è nel settore privato. Anche se nella pubblica amministrazione si soffre molto per quanto riguarda una diversità dei ruoli che le donne hanno al suo interno e che influisce sulla retribuzione”. Lo ha detto Antonio Naddeo, presidente dell’Aran, intervenuto al convegno dell’INPS Diversity, pari opportunità e lavoro – Diritti e nuove sfide. “I contratti collettivi garantiscono la stessa retribuzione per le stesse mansioni, poi bisogna vedere come vengono valutate le performance all’interno delle amministrazioni. I contratti collettivi devono prevedere delle regole e indirizzare le amministrazioni a mantenere un monitoraggio sulle differenze retributive per cercare un equilibrio”.
xl5/mca3/mgg

Lavoro, Fava “Dare risposte concrete per la parità di genere”

ROMA (ITALPRESS) – “È fondamentale affrontare questa tematica, importante e attuale, con efficacia e pragmaticità”. Lo ha dichiarato il Presidente dell’INPS, Gabriele Fava in occasione del convegno Diversity, pari opportunità e lavoro – Diritti e nuove sfide. “Come arrivare sempre più alla parità di genere? Ci sono gli strumenti, ne cito uno a cui tengo particolarmente: i nidi condominiali”, e cioè, “le forme di assistenza pratiche che servono alla famiglia e poi al datore di lavoro”.
xl5/mgg/mca1