La regione Sardegna verso temperature sempre più calde
ROMA (ITALPRESS) – Nei prossimi decenni, il clima in Sardegna sarà caratterizzato da un aumento della temperatura e da una diminuzione delle precipitazioni, oltre ad un contemporaneo aumento di fenomeni di pioggia estreme, che pongono la regione a rischio siccità e eventi distruttivi. A scattare questa fotografia è il Centro Studi per il Cambiamento Climatico, che recentemente pubblicato il Report climatico della Regione Sardegna, promosso da Greenway Group Srl ed Ecogest Spa. Per la sua posizione al centro del Mar Mediterraneo, la Sardegna è una delle regioni critiche, ad alto rischio climatico. Le proiezioni degli indicatori per il futuro mostrano un generale aumento della temperatura media, con un incremento fino a 1,6°C nel 2050. Lo scenario che si prefigura nei prossimi 25/30 anni mostra una riduzione generale dei periodi con giorni molto freddi, cioè con temperature massime e minime inferiori a 0°C e crescita dei periodi con giorni ad alta temperatura, caratterizzati da ondate di calore e notti tropicali, in aumento di circa 17 giorni, con variazioni maggiori lungo la costa orientale dell’isola. Il report segue una serie di altri studi a carattere regionale che hanno evidenziato come sull’isola oltre 6.000 km2 di territorio sono a rischio di possibili frane. Anche il rischio alluvionale è alto con circa 823 km2 di territorio che rientrano nello scenario di elevata probabilità. Infine, un ultimo motivo di allarme nella regione è legato ai cambiamenti climatici ed è l’aumento degli incendi e delle aree forestali a rischio. La situazione nella regione è considerata sempre più grave, poiché l’aumento delle temperature oltre le soglie stagionali, e la prolungata mancanza di precipitazioni, hanno messo in crisi le aziende agricole e zootecniche.mgg/mrv







SANREMO (ITALPRESS) -Serena Brancale, in sala stampa a Sanremo, reinterpreta “Anema e core” in chiave neomelodica.
ROMA (ITALPRESS) – Le associazioni di categoria e i sindacati hanno siglato l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro di settore elettrico per il triennio 2025-2027. L’intesa coinvolge circa 60 mila addetti in quasi 130 aziende, e sarà sottoposta al voto nelle assemblee nei posti di lavoro per l’approvazione definitiva. L’aumento complessivo nel triennio è di 312 euro, sulla produttività saranno destinati 15 euro erogati per 14 mensilità, per ogni anno di vigenza del contratto. Come nei passati rinnovi contrattuali è confermato il modello di verifica dell’inflazione: in presenza di aumenti oltre le previsioni ISTAT, le quote di produttività saranno consolidate nelle quote minime. Previsti aumenti anche per il welfare contrattuale.
ROMA (ITALPRESS) – Un piano da 200 miliardi di euro per competere con Stati Uniti e Cina nel settore dell’intelligenza artificiale. A lanciarlo la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, all’AI Summit Action di Parigi. InvestAI (Invest ei ai), questo il nome del Piano, prevede che una parte della somma verrà utilizzata per la costruzione di quattro AI Gigafactories.
ROMA (ITALPRESS) – Gli investimenti delle imprese in Italia hanno segnato un aumento del 9,4% rispetto ai livelli pre-Covid, trainati in particolare dal supporto del settore pubblico. Un risultato che evidenzia la resilienza e la fiducia delle aziende nel rafforzare le proprie attività. È quanto emerge dalla nuova indagine sugli Investimenti del Gruppo BEI, che ha analizzato le strategie di circa 13.000 imprese in tutta l’Unione Europea e negli Stati Uniti. Le aziende italiane, secondo la Banca europea degli investimenti, hanno adottato tecnologie digitali avanzate, come big data, droni, piattaforme e intelligenza artificiale, in percentuale simile alla media europea, il 71% rispetto al 74%. Fra i vari settori, quello delle costruzioni risulta essere uno dei meno digitalizzati. Sempre secondo Bei, gli investimenti per contrastare il cambiamento climatico sono in aumento, seppur inferiori alle media UE. Bene il ricorso alle rinnovabili, meno diffuse altre strategie di mitigazione ambientale. E ancora, le imprese italiane finanziano la maggior parte degli investimenti con risorse proprie, mentre il ricorso ai finanziamenti esterni resta stabile e sopra la media UE: 52% contro 42%.
ROMA (ITALPRESS) – “La Manifattura Italiana del Tabacco è il marchio più storico d’Italia e uno dei più storici d’Europa, il welfare della donna nasce proprio in questo grandissimo compendio industriale alla fine dell’Ottocento”. Lo ha detto Salvatore La Mantia, Ceo di Manifattura Italiana del Tabacco, a margine dell’evento “Oltre le differenze: un’alleanza per trasformare il futuro” in Senato, promosso da Global Women in PR Italia, con il patrocinio di Inclusione Donna.