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Gli spagnoli sempre più innamorati dell’Italia

ROMA (ITALPRESS) – Il turismo spagnolo in Italia è una componente significativa del settore, grazie alla vicinanza geografica, ai legami culturali e alle affinità linguistiche tra i due Paesi. Nei primi 9 mesi del 2024 gli spagnoli che hanno visitato il Belpaese risultano in aumento del 16% rispetto allo stesso periodo del 2023. E’ quanto reso noto da Enit nel corso della manifestazione fieristica FITUR a Madrid. Crescono anche il numero delle notti trascorse e la spesa sostenuta. La Spagna è il sesto mercato in entrata per l’Italia, con una durata media del soggiorno in Italia di 5 notti per i turisti spagnoli. Per l’ad di Enit Ivana Jelinic “Fitur rappresenta una manifestazione di primo piano a livello internazionale dove l’Italia ha la possibilità di mettere in mostra le numerose offerte che propone. Un evento strategico, che consente di far conoscere territori e peculiarita’ della penisola”. Alla manifestazione hanno partecipato 156 Paesi, 9.500 aziende e 153.000 professionisti.
gsl

Sberna “Istituzioni europee devono sostenere i territori”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “È importante che, come parlamentari europei, nelle rispettive commissioni in cui siamo impegnati, sosteniamo lo sviluppo dei territori. E’ fondamentale fare sistema e quello di oggi rappresenta un momento concreto che dimostra che quando si comincia a lavorare seriamente sui temi concreti, le istituzioni sanno essere unite”. Lo ha affermato la Vicepresidente del del Parlamento Europeo , Antonella Sberna, che ha incontrato questa mattina presso gli uffici della Regione Lazio a Bruxelles una delegazione della Regione guidata dal presidente Francesco Rocca, con la vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico, Roberta Angelilli e l’assessore al Bilancio, alle Politiche Agricole e alla Programmazione economica Giancarlo Righini.

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Un piano d’azione contro il granchio blu

ROMA (ITALPRESS) – Nuove misure per combattere l’avanzata del granchio blu sono contenute nel Piano di intervento per il contenimento di questa specie, presentato al ministero dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste. Con un finanziamento complessivo di 10 milioni di euro – stanziati nel DL Agricoltura – per il biennio 2025-2026, l’obiettivo è quello di tutelare la biodiversità degli habitat colpiti, contenere e contrastare la proliferazione della specie invasiva, prevenire ulteriori danni economici e promuovere la ripresa delle attività di allevamento e pesca. Tra le principali misure si segnalano il contenimento e lo smaltimento del granchio blu, la protezione delle strutture di acquacoltura, la valorizzazione delle biomasse attraverso utilizzi alternativi e il sostegno economico alle imprese del settore. Le risorse stanziate per la realizzazione del piano straordinario, si sommano agli oltre 44 milioni di euro stanziati dal Ministero negli ultimi anni. Il Piano vede la collaborazione di ISPRA, Consiglio Nazionale delle Ricerche , CREA, Capitanerie di Porto ed Enti territoriali delle regioni più colpite dall’emergenza.
gsl

Cresce la ricchezza delle famiglie italiane

ROMA (ITALPRESS) – Nel 2023 la ricchezza netta delle famiglie italiane è stata pari a 11.286 miliardi di euro, in crescita del 4,5% rispetto all’anno precedente ma inferiore di oltre 7 punti percentuali a confronto con il 2021 a causa dell’inflazione. E’ quanto emerge dalle stime elaborate da Banca d’Italia e Istat sulla ricchezza dei settori istituzionali nel nostro Paese. Le attività non finanziarie sono aumentate, trainate dalla componente delle abitazioni, generata principalmente dall’andamento positivo dei prezzi. Il valore degli immobili non residenziali è rimasto stabile. In salita anche le attività finanziarie, specie per il forte aumento delle detenzioni di titoli di debito, azioni e altri conti attivi. Nel confronto internazionale, il rapporto tra la ricchezza netta e il reddito lordo disponibile delle famiglie è rimasto stabile in Italia, Canada e Germania, mentre è fortemente diminuito per il secondo anno consecutivo in Francia e Regno Unito. Sempre nel 2023, evidenzia l’Istat, il reddito disponibile delle famiglie per abitante del Mezzogiorno, 17,1 mila euro annui, si conferma il più basso del Paese: la distanza da quello del Centro-nord supera il 30%.
gsl

Dazi, Pallini “Ue lavori a relazioni commerciali più sane con gli Usa”

ROMA (ITALPRESS) – Sui dazi “attualmente la situazione non è chiara. Chiediamo all’Unione Europea di rallentare il proprio processo decisionale per dare il tempo all’amministrazione Trump di insediarsi e lavorare insieme a delle relazioni commerciali più sane”: lo ha detto la presidente di Federvini, Micaela Pallini, a margine di una conferenza stampa a Roma.

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Chiaravalle Centrale, “Ufficio Postale chiuso senza alternative”.L’opposizione accusa il sindaco di “supina accondiscendenza”

Mentre in altri comuni oggetto di lavori il servizio prosegue in strutture temporanee, a Chiaravalle i cittadini dovranno rivolgersi a San Vito sullo Ionio. La minoranza chiede un consiglio comunale urgente per chiedere spiegazioni al primo cittadino Domenico Donato.

Mentre in diversi comuni calabresi i lavori del progetto Polis di Poste Italiane non hanno inficiato la continuità dei servizi, attraverso sedi temporanee, a Chiaravalle Centrale la situazione ha preso una piega diversa. I consiglieri comunali di opposizione Vito Maida, Claudio Foti e Giuseppe Antonio Rauti tornano a lanciare dure critiche al sindaco Domenico Donato, accusandolo di aver gestito con “superficialità” la chiusura dell’ufficio postale locale, senza attivarsi per trovare soluzioni alternative a tutela dei cittadini. “L’esempio virtuoso arriva in queste ore da Bagnara Calabra, dove l’amministrazione comunale, in accordo con Poste Italiane, ha ubicato il servizio in un container per ospitare temporaneamente l’ufficio postale” scrivono. A Chiaravalle Centrale, invece, “la decisione di chiudere l’ufficio postale per i lavori del progetto Polis – senza prevedere una sede sostitutiva – costringerà i cittadini a rivolgersi all’ufficio di San Vito sullo Ionio”. Una scelta che ha scatenato le proteste della minoranza: “Mentre altri sindaci negoziano soluzioni, qui si è subìto passivamente il dettame di Poste Italiane”, attaccano dall’opposizione. “Il sindaco Donato non ha minimamente considerato i disagi per anziani e famiglie, specie chi non ha mezzi propri per spostarsi”, l’affondo di Maida, Foti e Rauti. I tre consiglieri ribadiscono con forza la richiesta di convocare un consiglio comunale, in cui il primo cittadino sia chiamato a rendere conto delle sue scelte. “Non è accettabile che una decisione così impattante sia stata gestita senza trasparenza. Chiediamo di sapere perché non si sia seguito l’esempio di comuni come Bagnara, dove si è trovato un equilibrio tra innovazione e diritti dei cittadini”, concludono.

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DeepSeek: la rivoluzione low-cost dell’AI che sta cambiando (e destabilizzando) il futuro tecnologico

Mentre la startup cinese fa tremare i mercati, l’Europa fatica a entrare nella partita. E il nodo è culturale, non solo economico.

di Francesco Pungitore (giornalista esperto di AI)

L’alba di una nuova era (e di un nuovo conflitto)
Negli ultimi mesi, il settore dell’intelligenza artificiale ha vissuto un’accelerazione senza precedenti, segnata da due protagonisti apparentemente invincibili: OpenAI, con il lancio di ChatGPT-o1, un modello capace di ragionamenti complessi e dialoghi sempre più simili a quelli umani, e Nvidia, che ha continuato a dominare il mercato hardware con chip progettati per sostenere modelli di AI sempre più voraci di potenza computazionale. Insieme, sembravano aver tracciato la strada maestra verso l’Intelligenza Artificiale Generale (AGI), l’ambizioso traguardo di macchine in grado di apprendere e agire come un essere umano.

Ma come spesso accade nella storia della tecnologia, l’innovazione più dirompente è arrivata da dove meno ci si aspettava.

DeepSeek: il terremoto low-cost made in China

A sconvolgere gli equilibri è stata DeepSeek, startup cinese fondata meno di due anni fa, che ha lanciato un modello di intelligenza artificiale open-source, gratuito e – secondo molti test indipendenti – altrettanto potente di ChatGPT-o1. La differenza? Costi operativi dieci volte inferiori e un’efficienza che sfida il dogma secondo cui l’AI avanzata richieda necessariamente supercomputer e budget miliardari.

DeepSeek utilizza un approccio ibrido, combinando l’elaborazione del linguaggio naturale con una ricerca contestuale in tempo reale. La doppia funzione DeepThink + Search permette di ottenere risposte più accurate con un consumo di energia drasticamente ridotto. Risultato: l’app ha superato ChatGPT nelle classifiche degli store globali in 72 ore, diventando virale in Asia, Europa e Stati Uniti.

Effetto domino sui mercati (e sui server)

L’ascesa di DeepSeek ha avuto ripercussioni immediate. Nvidia ha visto crollare le proprie azioni del 7,3% in due giorni, mentre Microsoft – principale investitore di OpenAI – ha registrato una perdita di 54 miliardi di dollari in capitalizzazione. «Il mercato teme che il modello a costi stratosferici di Big Tech sia insostenibile», commenta Rachel Zhou, analista di Morgan Stanley.

Ma non mancano le ombre: da tre giorni, i server di DeepSeek sono soggetti a interruzioni frequenti, con la società che parla di «attacchi hacker mirati». Un dettaglio che alimenta sospetti su possibili guerre sotterranee tra competitor.

Il rebus Europa: accademia sì, innovazione no

La vera domanda, però, risuona a Occidente: perché un’innovazione come DeepSeek non nasce in Europa? Il continente vanta centri di ricerca d’eccellenza, come il Politecnico di Losanna o il Max Planck Institute, e un PIL combinato superiore a quello cinese. Eppure, secondo un rapporto dell’Osservatorio AI UE, solo il 12% delle startup europee nel settore raggiunge la fase di scaling.

Il problema non è la mancanza di cervelli, ma di ecosistema. Mentre in Cina lo Stato finanzia aggressivamente e in Silicon Valley i venture capital scommettono sul rischio, in Europa prevale la paura di fallire. E senza fallimenti, non c’è innovazione radicale.

La corsa è solo all’inizio

DeepSeek ha dimostrato che la partita per il futuro dell’AI è ancora aperta. Ma mentre Stati Uniti e Cina corrono, l’Europa rischia di restare intrappolata in un circolo vizioso: regole stringenti che limitano l’accesso ai dati, finanziamenti frammentati e una cultura che premia la prudenza. E il mondo, come sempre, non aspetta.

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Chiaravalle, la minoranza accusa il sindaco Donato: “Democrazia negata, il Consiglio Comunale è fantasma”

Vito Maida, Claudio Foti e Giuseppe Antonio Rauti scrivono al Prefetto: “Quattro richieste di convocazione ignorate dal 2024 a oggi. Cosa teme il primo cittadino?”

Chiaravalle Centrale – “Grave e perdurante violazione dei principi democratici”. Con queste parole durissime, i consiglieri comunali di minoranza Vito Maida, Claudio Foti e Giuseppe Antonio Rauti hanno formalizzato una lettera al Prefetto di Catanzaro, Castrese De Rosa, denunciando il blocco delle convocazioni del Consiglio Comunale da parte del sindaco Domenico Donato. Quattro le richieste ufficiali presentate tra il 5 novembre 2024 e il 21 gennaio 2025, tutte finite nel nulla. Nella missiva, i tre esponenti di minoranza non usano mezzi termini: «Il Sindaco, in evidente violazione delle norme che regolano la convocazione del Consiglio Comunale, stabilisce arbitrariamente le sedute esclusivamente in base alle proprie necessità, ignorando le richieste di convocazione avanzate dalla minoranza». Un atto definito «inaccettabile», che «comporta un grave danno alla democrazia», impedendo ai rappresentanti eletti di «svolgere il proprio mandato e intervenire su temi di interesse pubblico». Le date delle richieste respinte fanno scalpore: 5 novembre 20248 gennaio 2025, e due solleciti il 21 gennaio 2025. Tutte senza risposta. «Non è più possibile perdere tempo – scrivono – l’amministrazione si trincera dietro la non produzione di atti e documenti da parte degli uffici, ma sono scuse pretestuose». Se la lettera al Prefetto è un atto di accusa formale, tra le righe emerge una questione politica esplosiva: «Perché Domenico Donato non convoca il Consiglio? Cosa teme il primo cittadino? Che la minoranza porti alla luce criticità scomode? Che si discuta di temi imbarazzanti per la maggioranza? O che emerga un dissenso finora silenziato?». I tre consiglieri non esitano a sollevare il velo: «Chiediamo un intervento urgente per ripristinare le regole. Il silenzio del sindaco è un segnale preoccupante: c’è forse il tentativo di evitare il confronto democratico?». La minoranza chiede ora un incontro con il Prefetto per presentare documenti e dettagli, ma soprattutto per rompere un muro di opacità«Confidiamo nella Sua sensibilità – concludono – la democrazia non può aspettare».

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Lazio, Righini “Più flessibilità su utilizzo Fondi di coesione Ue”

ROMA (ITALPRESS) – “Chiediamo alla Commissione europea maggiore flessibilità nell’utilizzo degli strumenti di coesione. Viviamo un’epoca complessa e abbiamo la necessità che” i fondi “siano improntati ad una maggiore flessibilità per poter fronteggiare queste emergenze che insorgono in fase di esecuzione della programmazione. Abbiamo posto l’attenzione sui temi della sostenibilità ambientale, il rischio di spopolamento delle aree interne e la tutela della risorsa idrica. Maggiore flessibilità nell’individuazione, all’interno della programmazione degli obiettivi, pur restando nelle grandi macroaree poter spostare le risorse in base alle esigenze che possono nascere”. Così l’assessore al Bilancio e alle Politiche agricole della Regione Lazio, Giancarlo Righini, nel corso di un punto stampa a Bruxelles. “La Regione ha le sue caratteristiche e peculiarità, ha il più alto debito italiano: 22,7 miliardi alla data di partenza dell’amministrazione Rocca, oggi siamo a 21,3 e alla fine del 2027 scenderemo sotto i 20 miliardi. Questo ha delle conseguenze, noi non possiamo contrarre nuovo debito quindi gli investimenti in infrastrutture della nostra Regione passano attraverso i Fondi di coesione”, spiega. (ITALPRESS)

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