ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Sicurezza e salute dei lavoratori, i rischi psico-sociali da non sottovalutare
– Il Governo vara il decreto Primo Maggio da 934 milioni
– Inps, nel 2025 rilasciate 11 milioni di attestazioni ISEE
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Il Primo Maggio, giorno dedicato al lavoro e alla dignità dell’uomo, qui da noi si trasforma in cammino, memoria e fede. La tradizionale discesa da Squillace Paese al Santuario non è soltanto un gesto che si ripete nel tempo, ma un legame vivo che unisce generazioni nel segno della devozione.
Quest’anno, questo cammino si arricchisce di un significato ancora più profondo: ricorrono i cinquant’anni dal restauro della chiesa e dall’arrivo della nuova statua, dono generoso delle famiglie Mungo Agazio e Mercurio Giuseppe. Il restauro, avviato su iniziativa di don Domenico Cirillo, rappresenta un segno concreto dell’amore e dell’impegno di una comunità che, guidata da una fede salda, ha saputo rinnovare e custodire il proprio Santuario.
A questa opera si è data continuità nel tempo grazie alla presenza e al servizio di Don Emidio Commodaro e, successivamente, con l’arrivo di Padre Piero Puglisi, che hanno contribuito a far crescere il Santuario non solo nella sua struttura, ma soprattutto nella vita spirituale della comunità, rendendolo sempre più punto di riferimento per i fedeli.
A questo cammino si unisce anche la comunità di Squillace Lido, che insieme a Squillace centro si muove in pellegrinaggio verso il Santuario: un segno forte di unità, che testimonia come, pur nelle diverse realtà, siamo un unico popolo che si ritrova ai piedi della Madonna.
Ogni passo verso il Santuario racconta una storia, ogni sguardo custodisce un ricordo, ogni preghiera rinnova una promessa. In quel restauro, in quel dono e nel cammino che continua ancora oggi, c’è il lavoro di tante mani, ma soprattutto il cuore di un popolo che non ha mai smesso di credere.
Scendere insieme significa ritrovarsi, riconoscersi parte di una storia più grande, rendere grazie per ciò che abbiamo ricevuto e affidarci con fiducia al futuro. Come il lavoro, anche la fede si costruisce giorno dopo giorno, con gesti semplici ma autentici.
Inoltre, questo Primo Maggio segna anche l’inizio del mese mariano: un tempo speciale che affidiamo con devozione alla Madonna, perché accompagni il cammino della nostra comunità.
E così, tra memoria e devozione, il Primo Maggio diventa per tutti noi una testimonianza viva: quella di una comunità unita, che continua il suo cammino, custodendo il passato e guardando con speranza a ciò che verrà.
Passo dopo passo, tra memoria e speranza, il nostro cammino continua: custodito dalla fede di ieri, illuminato dall’amore di oggi. Carlo Mauro
Si è chiuso con un bilancio estremamente positivo lo screening visivo gratuito rivolto ai bambini dell’Istituto Comprensivo di Squillace Centro e Lido, iniziativa che ha registrato una partecipazione ampia e attenta da parte delle famiglie. “Occhio ai bambini”, progetto dedicato alla prevenzione oculistica in età scolare, è stato promosso dalla Fondazione Iaps Italia, in collaborazione con il Comune di Squillace, rappresentato dall’assessore alla Sanità Tommaso Cristofaro, dall’assessore alle Politiche sociali Francesca Caristo e dalla consigliera delegata all’Istruzione Daniela Lioi. Fondamentale il contributo organizzativo dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Catanzaro, che ha messo a disposizione professionalità e competenze. Lo screening ha coinvolto numerosi alunni, sottoposti a controlli visivi semplici, rapidi e non invasivi, utili per individuare precocemente eventuali difficoltà o disturbi della vista. Un gesto di attenzione che va ben oltre l’aspetto sanitario: la vista è infatti uno dei pilastri del percorso di apprendimento, e intercettare un problema in tempo può evitare ricadute su rendimento scolastico, socialità e benessere generale. La prevenzione in età pediatrica rappresenta uno degli strumenti più efficaci per garantire ai bambini un corretto sviluppo. Disturbi come ambliopia, difetti di refrazione o problemi di coordinazione oculare, se riconosciuti precocemente, possono essere trattati con successo, riducendo il rischio di difficoltà future. Investire in controlli regolari significa quindi investire nella crescita armoniosa dei più piccoli. L’assessore Cristofaro, anche vicesindaco di Squillace, ha sottolineato come l’amministrazione comunale consideri la salute dei cittadini, soprattutto dei bambini, una priorità assoluta. «Investire nella prevenzione significa costruire basi solide per il futuro della nostra comunità», ha detto Cristofaro, evidenziando l’importanza di accompagnare i più giovani in un percorso di crescita sano e sereno. Il successo dell’iniziativa è frutto di una collaborazione virtuosa tra enti, professionisti, scuola e famiglie. Un ringraziamento sentito va alla Fondazione Iaps Italia, all’Uici di Catanzaro, all’Istituto Comprensivo, ai docenti e ai genitori che hanno aderito con entusiasmo, comprendendo il valore di un gesto semplice ma fondamentale. In un contesto in cui i bambini trascorrono sempre più tempo davanti a schermi e dispositivi digitali, iniziative come questa assumono un significato ancora più importante. Educare alla prevenzione, sensibilizzare le famiglie e offrire controlli gratuiti significa prendersi cura del domani, perché la salute visiva è un patrimonio prezioso che va tutelato fin dai primi anni di vita. Carmela Commodaro
È vero, per la prima volta ci sarà un solo simbolo sulla scheda elettorale.
Il nostro, quello del “sole che sorge”, è stato escluso dalla competizione elettorale per vizi nella presentazione della lista. Questa è assolutamente una nostra responsabilità che non può essere addossata a nessun altro e della quale chiediamo scusa a tutti i cittadini, soprattutto ai tantissimi che avevano visto nella nostra coalizione, dopo dieci anni, una reale e solida opportunità di cambiamento democratico. È a loro che va principalmente il nostro pensiero ed il nostro infinito ringraziamento per gli attestati di incondizionata stima ed affetto. Premesso tutto questo, veramente sgomenti ed attoniti ci lasciano i contenuti apparsi in queste ore sui social da parte del candidato a sindaco della lista avversaria, nei quali, in maniera sprezzante ed altezzosa, si preoccupa unicamente di marcare la propria precisione e capacità nel collazionare la necessaria documentazione, adombrando incompetenze ed incapacità altrui, senza neppure una parola di circostanza sul vulnus democratico che il nostro involontario incidente ha inevitabilmente provocato. Ancora più grave è che, sia pure con formule allusive, si sia voluto insinuare negli onesti cittadini di Montepaone il dubbio che si sia trattato di una scelta orientata da calcolo elettorale, da volontà di provocare il caos o da altro occulto utilitarismo. Si tratta di illazioni ingiuste, offensive e del tutto infondate, che respingiamo con fermezza, anche perché rivolte a persone che, per storia personale, professionale, amministrativa e politica, hanno sempre agito alla luce del sole, con serietà e nel rispetto delle istituzioni. L’obiettivo dichiarato era e resta fieramente quello di essere alternativi e diversi dall’attuale compagine amministrativa. Questo era, è e rimarrà l’unico nostro obiettivo presente e futuro da perseguire nelle forme e nei modi che la legge ci consentirà. Se non potremo farlo dai banchi del consiglio comunale, lo faremo per le strade del nostro Comune, denunciando ogni forma di degenerazione nell’amministrazione della cosa pubblica e lottando strenuamente contro ogni latente forma di rivalsa o prevaricazione. Il mancato accenno da parte della più alta Istituzione comunale al patrimonio valoriale messo in campo dai tanti giovani e dalle tante donne che con entusiasmo hanno aderito alla sfida di cambiamento e rinnovamento è la cifra del rispetto che si ha della comunità tutta, al netto di ogni slogan, di ogni facile proclama e prescindendo dall’orientamento politico di tutti i cittadini.
Nulla di tutto questo, purtroppo.
Noi, invece, che abbiamo come unico scopo il rispetto ed il bene di tutti i nostri concittadini, indipendentemente dall’appartenenza e dal tifo, con senso di enorme responsabilità invitiamo anche i nostri moltissimi sostenitori a recarsi alle urne e facilitare il raggiungimento del quorum necessario a scongiurare il commissariamento dell’ente. Per fortuna Montepaone, nonostante l’innegabile sviluppo intervenuto, è ancora una piccola comunità nella quale ognuno ha la dignità ed il prestigio che merita e nella quale tutti conoscono tutti. È su questo convincimento che sono sicuro si potrà ricostruire una visione ed un futuro migliore per la nostra comunità.
PONTEDERA (PISA) (ITALPRESS) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è recato, alla vigilia della Festa del Lavoro, allo stabilimento Piaggio di Pontedera (Pisa), “uno dei simboli della creatività e dell’operosità italiana”, come sottolinea il Quirinale. La scelta di celebrare il 1° maggio nei luoghi rappresentativi del lavoro in Italia, rinnovata anche quest’anno, si inserisce in una consuetudine ormai consolidata, avviata dallo stesso Presidente a Reggio Emilia nel 2023 e proseguita a Cosenza nel 2024 e a Latina nel 2025.
MONTREAL (CANADA) (ITALPRESS) – “Il 2025 è stato l’anno migliore degli ultimi cinque anni per i prodotti italiani autentici importati in Canada, per un valore di circa 9 miliardi di euro, +40% negli ultimi 4 anni. L’Ontario è primo con circa il 50% di questo valore, il Quebec il secondo con il 40%, il resto tra Alberta e British Columbia. Tutti i i settori crescono e l’agroalimentare concorre a questi risultati con circa 3 miliardi di euro di valore”. Lo ha detto Carlo Angelo Bocchi, direttore uffici ICE in Canada, a margine del taglio del nastro della partecipazione italiana al Sial Canada 2026.
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ROMA (ITALPRESS) – Il decreto Primo Maggio rappresenta, per CIFA Italia, un passaggio significativo nella costruzione di un sistema del lavoro più equo, trasparente e competitivo. La scelta del Governo e del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone, di affrontare il tema salariale attraverso il rafforzamento della contrattazione collettiva viene accolta con favore dal Presidente di CIFA Italia, Andrea Cafà, che la definisce “una risposta equilibrata, moderna e coerente con la tradizione italiana delle relazioni industriali”. “Con questo provvedimento – afferma Cafà – si mette finalmente un punto fermo su un tema centrale per il Paese. Il dibattito sul salario minimo viene ricondotto dentro una prospettiva più ampia e più aderente alla realtà produttiva italiana: quella del salario giusto. Non una soglia astratta e uguale per tutti, ma un trattamento economico complessivo capace di tenere insieme dignità del lavoro, qualità della contrattazione, specificità dei settori produttivi e sostenibilità delle imprese”. Secondo CIFA Italia, il valore del decreto sta proprio nella scelta di non indebolire la contrattazione collettiva, ma di rafforzarla. Il salario giusto, infatti, viene costruito a partire dai contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, valorizzando il ruolo delle parti sociali nella definizione di trattamenti economici adeguati alla quantità e alla qualità del lavoro prestato. “Il Ministro Calderone – prosegue Cafà – ha scelto una strada che riconosce centralità alla contrattazione collettiva di qualità. E’ una scelta che produce benefici sia per i lavoratori sia per le imprese, perchè consente di promuovere organizzazioni aziendali più virtuose, più responsabili e più orientate alla crescita. Un buon contratto collettivo non è soltanto uno strumento retributivo: è anche un modello di welfare, bilateralità, formazione, sicurezza, produttività e partecipazione”. Il decreto, nella lettura di CIFA Italia, offre anche una risposta concreta al fenomeno del dumping salariale e contrattuale. Collegare incentivi, benefici e verifiche al rispetto di trattamenti economici complessivi adeguati significa premiare le imprese corrette e valorizzare chi opera nel mercato nel rispetto delle regole. “Il provvedimento – sottolinea Cafà – consente di distinguere con maggiore chiarezza la contrattazione seria da quella utilizzata in modo improprio per comprimere il costo del lavoro e alterare la concorrenza. In questo senso, rappresenta un passo importante per tutelare i lavoratori e, allo stesso tempo, per proteggere le imprese sane dalla concorrenza sleale”. Particolarmente rilevante, per CIFA Italia, è anche il riconoscimento del pluralismo contrattuale. Il decreto assegna ai contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente e comparativamente rappresentative il ruolo di parametro di riferimento, ma non chiude lo spazio ai contratti meno applicati che siano in grado di garantire trattamenti economici complessivi equivalenti. “Questo è un punto di grande equilibrio istituzionale – evidenzia Cafà – perchè riconosce il valore dei CCNL leader, ma allo stesso tempo conferma che anche contratti meno diffusi possono avere piena dignità quando assicurano livelli di tutela equivalenti. E’ una scelta che valorizza il pluralismo, riconosce il ruolo delle minoranze contrattuali qualificate e consente al sistema delle relazioni industriali di continuare a evolvere nel rispetto della libertà negoziale”. In questa prospettiva, il ruolo del CNEL viene considerato da CIFA Italia particolarmente importante. L’archivio nazionale dei contratti, il monitoraggio dei trattamenti economici e la raccolta ordinata delle informazioni contrattuali possono diventare strumenti decisivi per rafforzare la trasparenza del sistema. “Il CNEL – afferma Cafà – può offrire un contributo istituzionale essenziale. Attraverso il proprio archivio e le attività di monitoraggio, potrà mettere a disposizione di imprese, consulenti, stazioni appaltanti, pubbliche amministrazioni e organi di controllo un quadro chiaro, ordinato e accessibile della contrattazione collettiva. E’ un lavoro prezioso, perchè la trasparenza dei riferimenti contrattuali aiuta le imprese ad applicare correttamente le regole, sostiene le stazioni appaltanti nelle valutazioni e contribuisce a prevenire incertezze interpretative”. Per CIFA Italia, dunque, il decreto Primo Maggio apre una fase nuova: una fase nella quale il contrasto al dumping può procedere insieme alla valorizzazione della buona contrattazione, della libertà sindacale e della responsabilità delle parti sociali. “Il salario giusto – conclude Cafà – non è una misura contro le imprese, ma una scelta a favore delle imprese di qualità. E’ una garanzia per i lavoratori, ma anche uno strumento di competitività per il sistema produttivo. Quando la contrattazione collettiva è seria, equilibrata e innovativa, il lavoro diventa più tutelato e l’impresa diventa più forte. E’ questa la direzione giusta per costruire relazioni industriali moderne, inclusive e responsabili”. “Nel giorno del Primo Maggio – aggiunge il Presidente di CIFA Italia – rivolgiamo un augurio sincero ai lavoratori, agli imprenditori, alle parti sociali, alle istituzioni e a tutte le comunità produttive del Paese. Il lavoro e l’impresa crescono insieme quando sono fondati su qualità, dignità, responsabilità e partecipazione. Buon Primo Maggio a tutti”. -foto ufficio stampa CIFA- (ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – L’assemblea di Inwit (Infrastrutture Wireless Italiane), riunita oggi sotto la presidenza di Oscar Cicchetti, ha approvato il Bilancio d’esercizio 2025 che evidenzia un utile netto di esercizio pari a 362,6 milioni di euro e ha preso atto del Bilancio Consolidato di Gruppo 2025 che si è chiuso con un risultato netto consolidato di 360,8 milioni di euro. L’Assemblea ha altresì deliberato la distribuzione di un dividendo per l’esercizio 2025, al lordo delle ritenute di legge applicabili, di euro 0,5543 – in crescita del 7,5% rispetto all’anno precedente – per ciascuna delle azioni ordinarie in circolazione alla data di stacco cedola, con esclusione delle azioni proprie in portafoglio. Il dividendo verrà posto in pagamento dal 20 maggio prossimo, con stacco cedola il 18 maggio (in conformità al calendario di Borsa Italiana) e record date (ossia la data di legittimazione al pagamento del dividendo stesso) il 19 maggio. L’Assemblea di Inwit, inoltre, ha approvato il Piano di incentivazione azionaria di lungo termine 2026-2030 e ha nominato il consigliere di amministrazione Paolo Favaro (già nominato per cooptazione nella riunione del Consiglio di Amministrazione del 22 settembre 2025) sino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2027 “attribuendo allo stesso il medesimo compenso di ciascun consigliere non esecutivo nel rispetto dell’ammontare complessivo determinato dall’Assemblea dei soci del 15 aprile 2025”. L’Assemblea di Inwit, in sede straordinaria, ha quindi approvato l’annullamento di 27.895.167 azioni proprie senza riduzione del capitale sociale e la conseguente modifica dell’art. 5 dello statuto sociale. Le deliberazioni avranno efficacia dalla data di iscrizione presso il Registro delle Imprese. “I risultati economici ed operativi confermano le capacità industriale di Inwit, anche nell’attuale contesto di mercato altamente sfidante e contrassegnato da elevata conflittualità e turbolenza – afferma Diego Galli, Direttore Generale di Inwit -. Il modello di business, fondato sulla condivisione delle infrastrutture, si conferma un motore capace di creare valore a beneficio di tutta la filiera e dell’ecosistema delle infrastrutture digitali. La rete infrastrutturale di Inwit è il risultato di 40 anni di investimenti e lavoro di ottimizzazione da parte di Telecom, Vodafone e Inwit; rete strategica, capillare, connessa, sicura e disponibile a condizioni di accesso competitive. Riusciamo a garantire la massima efficienza ai nostri clienti, anche grazie alla condivisione delle infrastrutture, all’ottimizzazione del costo del capitale e all’elevata specializzazione industriale, salvaguardando l’ambiente”. Secondo Oscar Cicchetti, Presidente di Inwit “l’industria delle telecomunicazioni europea resta in una situazione di crisi strutturale le cui motivazioni sono evidenti: drenaggio di valore da parte delle Big Tech, mercato iper-frammentato ed altamente competitivo, prezzi bassi, insufficienti investimenti in reti di nuova generazione. Tutto ciò si traduce in un evidente ritardo nello sviluppo di infrastrutture, reti e servizi e nella conseguente perdita di competitività rispetto a Paesi che invece cavalcano l’innovazione digitale. L’Italia è uno dei Paesi Europei in cui tali criticità sono più marcate: prezzi dei servizi tra i più bassi d’Europa, limitata generazione di cassa e basso livello di investimenti dei principali operatori. Allo scenario complessivo che, per quanto già detto, è sicuramente problematico si sono aggiunte alcune difficoltà nella relazione con i nostri clienti principali. Abbiamo però contezza di alcuni elementi chiave che ci rendono fiduciosi sulle prospettive future”. “Il primo – spiega – è sicuramente la qualità dei nostri asset e la capacità di generare valore per l’intera filiera massimizzando la condivisione delle infrastrutture e l’efficienza gestionale. Un ulteriore elemento di ottimismo è dato dalla capacità dell’Azienda di esportare il modello di neutral host su altre infrastrutture digitali, come dimostrato nella crescita sulle coperture indoor”. In conclusione, “è lecito prevedere un nuovo ciclo di investimenti nel potenziamento e nella modernizzazione delle reti mobili in cui sarà necessario ottimizzare capex ed opex, ridurre i consumi di energia e consumare meno territorio”.
ROMA (ITALPRESS) – “Il dialogo sociale non deve mai interrompersi. Le fabbriche, con la loro inventiva, con l’orgoglio operaio di prodotti eseguiti alla perfezione, hanno offerto, in questi ottant’anni della vita della Repubblica, una lezione. Oggi sono – siamo – a confronto con la sfida dell’Intelligenza Artificiale”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante le celebrazioni per la Festa del Lavoro a Pontedera, dove ha visitato la Piaggio. “Ebbene proprio a un territorio e a realtà come queste credo si possa applicare una riflessione di Carlo Cattaneo che, nel cuore della rivoluzione industriale di quel tempo, nel 1845, nel suo “Industria e morale” affermava che le rivelazioni della scienza si vanno collegando per molteplici fila alle fatiche dell’officina, elevandole ad alta dignità – ha proseguito il capo dello Stato -. E fu la cultura politecnica a unire umanesimo e scienza, dando vita a quella che venne definita “civiltà delle macchine”, con la persona al centro di questi processi. E’ oggi una nuova frontiera con cui dobbiamo misurarci, nella riaffermazione dei valori che ispirano la nostra comunità. Alle confederazioni Cgil, Cisl e Uil che domani celebrano insieme il Primo maggio con il motto “Lavoro dignitoso” rivolgo l’augurio più intenso”. “L’organizzazione sindacale, la sua libertà, e anche la sua capacità di trovare momenti ampi e importanti di unità, è parte insostituibile della vita democratica. Rivolgo un saluto a tutti i sindacati che rappresentano i lavoratori e i loro interessi. Un saluto speciale ai giovani che si ritroveranno a Roma – come ormai è consuetudine – nel concertone di piazza San Giovanni – ha detto ancora Mattarella -. Buona festa del lavoro, ancora una volta, anche a chi il lavoro lo sta cercando, a chi lo difende, a chi cerca di superare le barriere del lavoro povero e precario”. “Due giorni fa, la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro ha riproposto alla attenzione delle opinioni pubbliche una piaga che non accenna a sanarsi – ha sottolineato il presidente -. Un richiamo che, in verità, giunge dalle dolenti note di ogni giorno. Le cronache ci restituiscono, pressochè quotidianamente, notizie di lavoratrici e di lavoratori che perdono la vita o rimangono infortunati, nello svolgimento delle loro attività. La sicurezza sul lavoro resta un impegno, un dovere, che non consente rinunce o distinguo. Tra luoghi di lavoro e in itinere sono oltre mille le vite spezzate ogni anno”. “Nel ricordarle, rinnovando la vicinanza alle famiglie delle vittime, ribadiamo che si tratta di un tributo inaccettabile – ha proseguito Mattarella -. La lotta alle incurie, all’illegalità, alle imprudenze deve coinvolgere tutti. Imprenditori, lavoratori, istituzioni, società. Sono le cronache a intimarci che ciò facciamo non è ancora abbastanza per tutelare la salute di chi lavora. Deve migliorare l’organizzazione, il rispetto delle regole, la cultura della sicurezza comune. Le imprese italiane che fanno dell’innovazione e della qualità il cuore del loro impegno sono tante. E costituiscono un traino. A rafforzare il modello contribuisce la cura degli ambienti e delle relazioni umane, la partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese, la sintonia con le comunità e i territori che fa crescere efficienza e competitività delle aziende”. “Le fabbriche, i lavoratori, le organizzazioni sindacali, sono state in primo piano nella costruzione – dopo la guerra – della nuova Italia, nello sviluppo dei diritti, nel welfare, nella civiltà. Un Paese forte, in cui vige l’eguaglianza dei cittadini, vive di coesione sociale. La coesione sociale richiede che il lavoro e la tutela dei lavoratori siano effettive, contro ogni illegalità e sfruttamento che rappresentano una minaccia alla stessa convivenza”, ha sottolineato il capo dello Stato.
MONTREAL (CANADA) (ITALPRESS) – “Le aziende italiane del food che espongono qui hanno la capacità di attrarre buyer di qualità. Parliamo probabilmente della seconda maggiore presenza qui dopo il Canada. Sono molto felice di quello che ho visto e penso che ci sia una crescita e un miglioramento della presenza italiana in Canada”. Lo ha detto Rodolphe Lameyse, CEO Food & Beverage Division Comexposium, a margine del taglio del nastro della partecipazione dell’Italia al SIAL Canada 2026, uno degli appuntamenti più rilevanti dell’anno per il comparto agroalimentare a livello internazionale. abr/gsl/