RAGUSA (ITALPRESS) – Un trattamento non invasivo, privo di effetti collaterali gravi, capace di agire direttamente sui circuiti cerebrali legati alla dipendenza, in particolare cocaina e gioco d’azzardo: è la stimolazione magnetica transcranica ripetitiva, una tecnologia già riconosciuta a livello internazionale e adottata in Sicilia dall’Asp di Ragusa. Ne parla il direttore dell’Unità Operativa Complessa Dipendenze Patologiche dell’Azienda Sanitaria, Giuseppe Mustile.
fsc/azn
ROMA (ITALPRESS) – Con una produzione che nel 2024 ha raggiunto mercati esteri nel 58% dei casi, l’Italia si conferma leader mondiale della pasta. Circa 80 milioni di porzioni di pasta italiana sono finite sulle tavole di quasi 200 Paesi e nel mondo, i consumi globali sfiorano i 4 milioni di tonnellate. Gli italiani sono i più grandi consumatori, con oltre 23 chili annui pro capite, ma sono anche i consumatori – che più di tutti – producendola nei pastifici o preparandola nelle cucine dei ristoranti di 5 continenti, la fanno conoscere al resto del mondo. Secondo un’elaborazione di Unione Italiana Food su dati Istat, nel 2024 parliamo di oltre 2.420.345 tonnellate (+9,1% rispetto al 2023) per un valore di 4.020 milioni di euro (+4,8% rispetto al 2023). Della pasta esportata nel 2024, circa 1,5 mln di tonnellate è destinato ai paesi dell’UE mentre 898.815 tonnellate finiscono in Paesi terzi. Lo scorso anno, l’export nei Paesi Ue ha occupato il 62,9% del totale, leggermente in calo rispetto al 64,8% registrato nel 2023, mentre il restante 37,1% riguarda i Paesi non UE, America, Asia, Africa, Oceania. I Paesi più ricettivi si confermano Germania (467.183 tonnellate), Stati Uniti (302.177 tonnellate), Regno Unito (283.478 tonnellate), Francia (278.511 tonnellate), e Giappone (69.589 tonnellate). “Oggi quasi il 60% dei pacchi di pasta prodotti in Italia viene esportato – spiega Margherita Mastromauro, Presidente dei Pastai Italiani di Unione Italiana Food – e se la pasta italiana gode all’estero di tanto successo e ha un percepito estremamente positivo è merito del saper fare centenario dei pastai italiani. La crescita nei mercati internazionali dimostra come la pasta italiana rappresenti un prodotto in grado di rispondere alle esigenze dei consumatori più attenti, grazie a un equilibrio tra tradizione e innovazione”.
abr/gtr/col
ROMA (ITALPRESS) – Il trend dei consumi di olio d’oliva in Europa e dall’Europa verso il resto del mondo è in forte aumento. I dati ufficiali della Commissione Europea, indicano che l’export complessivo dall’Europa è salito a 265 mila tonnellate (ottobre 2024-febbraio 2025) molto vicino al dato medio degli ultimi 5 anni di 298 mila tonnellate.
Il recupero dell’export è iniziato da dicembre 2024, fino al boom registrato a febbraio 2025, con un export di 65 mila tonnellate contro le 58 mila tonnellate della media degli ultimi cinque anni nello stesso mese.
Guardando ai dati dei fornitori, la Spagna domina con il 53% totale dell’export, seguita dall’italia con il 33%. Al terzo posto, il Portogallo con il 9%. Quarta, la Grecia con il 4%. Per quel che riguarda le destinazioni, gli Stati Uniti continuano a rappresentare uno sbocco di riferimento per Spagna e Italia. Dinamica molto simile anche in Giappone (5400 contro 5100 tonnellate) mentre l’Italia si aggiudica il maggior export in Canada. Fuori dalle sette destinazioni prevalenti mondiali, pero’ l’Italia fatica, esportando solo 19 mila tonnellate contro le 57 mila della Spagna. Sul fronte del mercato interno europeo, si nota una ripresa netta dei consumi giunti a 349 mila tonnellate (ottobre 2024 – gennaio 2025) contro le 359 mila dello stesso periodo degli ultimi cinque anni.
abr/gtr
ROMA (ITALPRESS) – In questo numero di Agrifood Magazine, prodotto dall’Italpress in collaborazione con TeleAmbiente:
– Consumi ed export di olio di oliva sopra le aspettative
– Italia leader mondiale della pasta
– Cresce l’export delle conserve di pomodoro
– L’Oleificio Zucchi rinnova il legame con la sagra del pesce di Camogli
abr/gtr
CITTA’ DEL VATICANO (ITALPRESS) – “La Chiesa non si stancherà di ripetere: tacciano le armi. Vorrei ringraziare Dio per quanti nel silenzio, nella preghiera, nell’offerta cuciono trame di pace, e i cristiani – orientali e latini – che, specialmente in Medio Oriente, perseverano e resistono nelle loro terre, più forti della tentazione di abbandonarle”. Lo ha detto Papa Leone XIV nell’udienza alle Chiese Orientali.
ROMA (ITALPRESS) – A poco più di sette settimane dal calcio d’inizio degli europei di calcio femminile, un italiano su quattro (25%) sta già pianificando un viaggio in Svizzera per seguire le Azzurre, e quasi la metà (47%) vorrebbe vedere la squadra giocare dal vivo quest’estate.
Eppure, nonostante il 72% degli italiani si dichiari appassionato o comunque interessato al calcio, oltre la metà (52%) non ha mai assistito a una partita internazionale dal vivo, nè in Italia nè all’estero. Secondo una nuova ricerca di Booking.com, gli impegni lavorativi e la distanza (entrambi al 29%) rappresentano gli ostacoli principali, mentre quasi 6 italiani su 10 (56%) indicano il costo del viaggio come la barriera più grande.
Per aiutare più tifosi a raggiungere la Svizzera, Booking.com propone un cashback del 50% su hotel, appartamenti e case vacanza durante il torneo, con il codice promo dedicato “Footy50” (utilizzabile a partire dal 20 maggio 2025). Un’iniziativa che arriva in un momento di grande passione calcistica, con il 54% degli italiani che vorrebbe viaggiare di più per vivere eventi sportivi dal vivo come UEFA Women’s EURO.
L’estate calcistica si è già accesa nei motori di ricerca: i dati Booking.com mostrano aumenti record nelle ricerche verso le città che ospiteranno le prime tre partite dell’Italia, con Sion a +3744%, Ginevra a +94% e Berna a +363%.
Con ancora biglietti disponibili, più della metà (52%) dei tifosi – e persino un quarto (24%) di chi non si definisce fan del calcio – afferma che risparmiare sull’alloggio li renderebbe più propensi a viaggiare per assistere a un match internazionale, contribuendo ad allargare la platea e l’entusiasmo intorno all’evento. Oltre un terzo (39%) sarebbe felice di assistere a qualsiasi partita di UEFA Women’s EURO 2025, anche senza la partecipazione dell’Italia.
“Solo il 9% degli italiani ha avuto finora l’opportunità di assistere a una partita internazionale all’estero. La nostra ricerca dimostra che la passione è forte, ma spesso impegni e costi rappresentano un ostacolo – afferma Alessandro Callari, Regional Manager Italia di Booking.com -. In qualità di partner ufficiale per l’alloggio di UEFA Women’s EURO 2025, siamo orgogliosi di aiutare tante persone a vivere una partita dal vivo, offrendo il cashback del 50% per soggiorni in Svizzera a luglio. Speriamo così di incoraggiare più persone a partecipare, ispirando una nuova generazione di tifosi”.
L’arrivo di tifosi in Svizzera si farà sentire sia nelle città ospitanti che nei dintorni: oltre un quarto (28%) intende soggiornare in un villaggio locale o in mezzo alla natura svizzera, mentre un terzo (30%) considera l’opportunità di visitare un luogo nuovo come l’aspetto più interessante dell’esperienza live.
Il 52% dei partecipanti si dice motivato semplicemente dal desiderio di respirare l’atmosfera del torneo, con viaggi in compagnia di amici (36%), partner (34%) o figli (14%). E quasi 1 uomo su 10 (7%) sarebbe disposto a partire da solo per vivere l’emozione del match.
– News in collaborazione con Booking.com –
– Foto IPA Agency –
Da oltre dieci anni la Cineteca della Calabria, con sede a Catanzaro dove opera con l’Amministrazione Comunale come Casa del Cinema, presenta al Salone internazionale del libro di Torino le novità editoriali, a dimostrazione di una grande vitalità, che ha portato questa istituzione a realizzare lavori importanti su temi e figure del cinema in Calabria. Basta citare Elio Ruffo: Tempo di Cinema; Tony Gaudio cinematographer / Una storia ritrovata; Vittorio De Seta Lettere dal Sud; Francesco Misiano: Cinema e rivoluzione, solo per ricordare quache titolo. Viene proposta una Calabria cinematografica positiva con la sua rappresentanza di autori, registi, direttori della fotografia, produttori e sceneggiatori che hanno lasciato un’impronta nella storia del cinema che non tutti conoscono. Questa la “Missio” della Cineteca della Calabria, presieduta da Eugenio Attanasio, che ha fatto scoprire personaggi e figure inedite del cinema internazionale come Francesco Misiano, Tony Gaudio, Nicholas Musuraca, che ha avviato grandi progetti di recupero e ristampa di pellicole che conserva nei propri archivi. “Fra i tanti meriti del Presidente della Cineteca Attanasio – ha più volte evidenziato nelle più prestigiose manifestazioni culturali il giornalista professionista Luigi Stanizzi – c’è quello, impagabile, di avere fatto scoprire e conoscere grandi personalità della nostra terra anche a noi stessi calabresi”. Si rinnova quindi anche quest’anno nello stand della Regione Calabria, la presenza della Cineteca presso il padiglione Oval, con ben due pubblicazioni. L’avventura del cinematografo con Corrado Alvaro / Cineromanzi 1936/1950, una elegante pubblicazione che raccoglie una serie di cineromanzi tratti da film ai quali collaborò lo scrittore di San Luca, che ebbe una intensa carriera di sceneggiatore e critico cinematografico. L’evento rappresenta un’importante occasione per riscoprire e valorizzare la figura dello scrittore di San Luca e il suo importante contributo nel mondo del cinema italiano, in un periodo molto fiorente grazie agli interventi voluti dal regime. Lungi dall’essere esaustiva sulla complessa e variegata attività di Alvaro come sceneggiatore, dal primo film L’angelo ferito passando per quelli più celebri Casta Diva, Noi Vivi, Caccia Tragica, Riso Amaro, sono ben ventisette i film scritti da Alvaro che hanno contribuito alla storia del cinema italiano. La matrice letteraria è evidente nell’Alvaro che opera sul versante cinematografico, non solo quando crea personalmente i soggetti e le sceneggiature cinematografiche, ma anche quando rielabora in tutto o in parte testi letterari di altri autori che, si badi bene, sono intellettuali di levatura internazionale:Terra di nessuno, sceneggiatura di Alvaro e Stefano Landi è tratto da due distinte novelle di Pirandello, Dove Romolo edificò e Requiem aeternam dona eis domine; Noi vivi e Addio Kira dal romanzo di Ayn Rand; Carmela per la regia di Flavio Calzavara dall’omonima novella di Edmondo De Amicis; Una donna tra due mondi di Goffredo Alessandrini è ricavato da un romanzo di Ludwig von Wohl; Resurrezione del 1944 per la regia di Flavio Calzavara è una riduzione cinematografica del romanzo di Leone Tolstoj, il diario di una donna amata per regia del tedesco Kosterlitz si richiama a Maupassant; Storia di una capinera realizzato da Gennaro Righelli è strutturato su un soggetto tratto dal noto romanzo di Giovanni Verga; L’albero di Adamo di Mario Bonnard, è realizzato da un soggetto tratto dalla commedia il successo di Alfredo Testoni; Una notte dopo l’opera viene chiamato come sceneggiatore assieme all’altro calabrese, Raul Maria De Angelis; in Solitudine, di Livio Pavanelli, lavora in collaborazione. Per altri film invece la partecipazione di Alvaro è proprio come soggettista originale, e sono Febbre di Primo Zeglio e Donne senza nome di Géza von Radványi. Casta Diva di Carmine Gallone, invece, appartiene al cosiddetto filone operistico e si richiama alla celebre romanza della norma di Vincenzo Bellini e alle vicende sentimentali del compositore catanese. L’Alvaro sceneggiatore con la sua attività dimostra di partecipare intensamente a quel cinema di nuove tendenze propugnato in Italia da Emilio Cecchi e, difatti, le sceneggiature del tempo, affidate a letterati di grande levatura, si presentano assai più accurate e ricche di fini notazioni psicologiche; il paesaggio sino ad allora trascurato conquista un ruolo di rilievo e si afferma un nuovo linguaggio nello spettacolo cinematografico. La seconda è l’edizione in DVD de Il Bacio di Mary Pickford musicato da Marcello Capra. Il film di montaggio racconta la visita a Mosca di Douglas Faibankd junio e Mary Pickford nel 1926 per lanciare le industrie cinematografiche Mezrabpom delle quali era presidente Francesco Misiano, uomo del dialogo Usa-Urss e grande animatore internazionale. URSS, periodo liberista della Nep (1921-26). L’evento, segue la presentazione del volume Francesco Misiano Cinema e rivoluzione svoltosi a New York, in occasione delle iniziative per i 140 anni dalla nascita di Francesco Misiano, presso la Cuny in Novembre e caratterizza l’impegno dell’istituzione calabrese nel valorizzare questa grande figura del cinema internazionale nativa di Ardore. Un aspirante cascatore, maschera di cinema a tempo perso, s’innamora di una bella spettatrice. La giovane emancipata non lo corrisponde, a causa di un’altra passione. È afflitta da “americanite”, sorta di psicosi innescata dai serial americani. Il’inskij quindi si sottopone a indicibili prove per essere all’altezza dei modelli stranieri. Al suo primo ingaggio come controfigura, riceve fortunosamente il bacio di Mary Pickford (realmente in visita a Mosca durante le riprese). Così assurge a semidio dell’establishment cinematografico. Ma se ne pentirà repentinamente, per gettare la maschera e, infine, riconciliarsi con i sani valori di una società comunista senza divi, né manie. Esperto nella regia di film a episodi, Komarov realizza una delle tante commedie finanziate dal Soccorso Operaio Internazionale (Mežrabpom-film). Il film ironizza sulle maschere di genere, per liquidarle (Robin Hood, Tarzan, Zorro, Harry Pill). In modo bizzarro, si coniuga la fiction alla cronaca, secondo una prassi in voga sin dai tempi dei montaggi misti degli agitkà (1918-22). Si sfrutta da un lato il girato in studio, dall’altro le riprese ‘dal vero’ della missione russa.
ROMA (ITALPRESS) – Ogni anno circa 100.000 mammiferi e un milione di uccelli marini muoiono a causa dell’intrappolamento all’interno delle reti da pesca abbandonate o dopo aver ingerito i frammenti che esse rilasciano in mare. L’86% dei rifiuti marini rinvenuti sui fondali è riconducibile ad attività di pesca, con una netta prevalenza di lenze, cime e reti abbandonate, perse o dismesse (dati Ispra). Le reti fantasma rappresentano, quindi, una delle forme più insidiose di inquinamento marino. Per questo ISPRA, soggetto attuatore del progetto PNRR MER, ha affidato agli operatori economici Fondazione Marevivo, Castalia Consorzio Stabile e CoNISMa, Consorzio nazionale interuniversitario per le scienze del mare, nell’operazione “GhostNets”, il recupero di reti e attrezzi da pesca abbandonati o persi accidentalmente in mare. Una preziosa collaborazione che mette insieme competenze scientifiche, tecniche, operative ed esperienza, al servizio di questa importante operazione di salvaguardia degli ecosistemi marini. Lo scopo finale è quello di consentire la ricolonizzazione delle aree, liberandole dai rifiuti che soffocano i fondali ed eliminare una minaccia costante e prolungata per la flora e la fauna marine. L’attività, partita a inizio anno con le operazioni in Sicilia orientale, ha portato alla rimozione di circa 3 tonnellate di reti fantasma dalle aree di Siracusa, Avola e Milazzo, consentendo la bonifica di oltre 52.000 metri quadrati di fondali marini. Questo intervento è realizzato nell’ambito del PNRR MER, Marine Ecosystem Restoration, il più grande progetto sul mare all’interno del “Piano nazionale di Ripresa e Resilienza”, che vede il MASE, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, in qualità di amministrazione titolare e ISPRA soggetto unico attuatore. Il progetto prevede ben 37 linee di attività, da realizzarsi entro il 30 giugno 2026, su tutto il territorio nazionale articolati su tre pilastri: il ripristino e la protezione dei fondali marini, il rafforzamento dei sistemi osservativi marini e costieri e la mappatura degli habitat costieri e marini d’interesse conservazionistico. “GhostNets”, in particolare, prevede il ripristino di 20 aree nei mari italiani in cui sia stata rilevata la presenza di attrezzi da pesca e/o di acquacoltura abbandonati o dispersi. ISPRA è l’architetto scientifico-organizzativo dell’intera filiera “mappatura – recupero – riciclo” delle reti fantasma, assicurando che le operazioni siano efficaci, sicure e utili a generare conoscenza e nuove politiche per la tutela permanente dei nostri mari. “Tra i rifiuti marini le reti abbandonate rappresentano una delle minacce più pericolose per l’ecosistema, poichè si depositano sui fondali diventando trappole mortali per molte specie viventi che rimangono intrappolate. Il loro deterioramento in minuscoli frammenti genera, inoltre, il rilascio di microplastiche che vengono ingerite dagli animali e finiscono, di conseguenza, nella catena alimentare. E’ per questo che da trent’anni Marevivo promuove attività di recupero di rifiuti antropici e strumenti da pesca, collaborando fattivamente con le forze dell’ordine e con diversi partner scientifici. Solo negli ultimi anni abbiamo recuperato oltre 14.000 metri di reti abbandonate”, dichiara Raffella Giugni, Segretario Generale Marevivo. “Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti nella prima fase delle operazioni lungo il litorale siciliano, dove Castalia ha avuto un ruolo chiave nella pianificazione e nel recupero delle reti fantasma, impiegando tecnologie avanzate e personale specializzato. Grazie alla consorziata Mare Pulito, è stato varato un pontone dedicato che continuerà le attività lungo il Mar Tirreno fino, probabilmente, alla costa toscana. Abbiamo, inoltre, garantito una gestione sostenibile dei rifiuti: le reti recuperate sono state conferite all’impianto autorizzato Labromare di Livorno per il successivo riutilizzo e la valorizzazione, con una percentuale del 100%”, fa sapere Stefano Chianese, Project Manager Castalia del Progetto “GhostNets”. “Il coinvolgimento di diverse Unità Locali di Ricerca del CoNISMa, secondo le competenze richieste, garantisce un approccio scientifico olistico alle diverse fasi del progetto – dichiara Annibale Cutrona direttore CONISMa. – Dalla survey iniziale, effettuata utilizzando strumentazione ad altissima risoluzione e metodologie avanzate come sonde e ROV per caratterizzare l’area e individuare gli attrezzi abbandonati, alla pianificazione delle operazioni di rimozione, fino al recupero delle reti fantasma, ogni attività è svolta sotto la supervisione degli esperti che assicurano che l’intero intervento avvenga nel rispetto dell’equilibrio ecologico dell’area e delle normative sulla protezione delle specie marine”. “Queste campagne di recupero sono un grande passo avanti per la tutela dei nostri mari – spiegano i ricercatori di ISPRA – ma rimane fondamentale promuovere una maggiore consapevolezza tra gli operatori del settore e continuare a investire in tecnologie e politiche di prevenzione”. Le reti recuperate, già sottoposte ad attenta analisi da parte dei biologi marini per liberare e restituire al mare eventuali organismi impigliati tra le loro maglie, verranno destinate a smaltimento o riciclo in funzione delle loro caratteristiche. Le attività proseguiranno in altre 15 aree italiane, due delle quali – Mar Piccolo di Taranto e Parco Sommerso di Gaiola – saranno oggetto di casi studio per analizzare l’impatto degli strumenti da pesca rimossi e valutare la capacità di recupero degli habitat presenti sui fondali. -foto ufficio stampa Marevivo- (ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – “L’impegno del governo è stato tempestive ed efficace, indirizzando commissione Europea e amministrazione americana sulla giusta strada del negoziato, che, a nostro avviso, deve essere svolto con consapevolezza e responsabilità fino in fondo , con l’obiettivo di unire, e non certo dividere l’occidente, le due metà d’Europa, quella cresciuta nel nostro continente e quella cresciuta nella nuova terra delle Americhe, unire e non dividere l’Atlantico, questa è la nostra bussola”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso, nel corso dell’informativa in Senato sulle conseguenze dell’introduzione di dazi.
“Sempre e comunque abbiamo sostenuto che era necessario agire e non reagire – ha aggiunto -. Abbiamo sostenuto la necessità di evitare reazioni di pancia, peggio reazioni animate da pregiudizi storici e ideologici, mentre qualcuno persino sollecitava il boicottaggio dei prodotti americani, o, addirittura, di cogliere l’occasione per rompere con gli Stati Uniti per saldare un’alleanza con la Cina. Un grave, irrimediabile errore per la nostra Europa”.
“Abbiamo agito con coerenza e pervicacia, affermando, nelle sedi europee, in tutte le sedi e nelle relazioni bilaterali, che occorreva evitare di innescare una spirale di ritorsione che avrebbero alimentato una guerra commerciale dannosa per tutti , e forse irreversibile – ha sottolineato Urso -. Le nostre valutazioni hanno poi trovato conferma nelle analisi previsionali della Banca Centrale Europea, secondo cui le misure daziarie americane, così come inizialmente annunciate, avrebbero avuto se si fossero realizzate, un impatto negativo dello 0,3 sulla crescita europea ma ha aggiunto, la Bce, che eventuali contromisure, già annunciate dalla commissione europea, avrebbero aggravato l’impatto negativo sulla crescita del continente europeo, ad almeno lo 0,5%. Ci saremo fatti male da soli se avessimo seguito chi voleva, da subito, reagire con altre misure innescando un’escalation difficile da fermare”.
Il ministro Urso ha ricordato che “altre analisi hanno, ulteriormente, indicato un aumento dell’impatto negativo portandolo ad almeno l’1%, e in qualche caso prevedendo un forte impatto inflattivo accompagnato anche da una grave recessione economica. Per questo abbiamo, con assiduità, lavorato per indirizzare il negoziato sulla strada giusta e particolarmente incisiva è stata la missione bilaterale del premier Meloni a Washington. Ora siamo nella fase negoziale, nella quale è necessario fornire il massimo supporto alla commissione, in uno spirito propositivo e coeso, nella convinzione che dobbiamo perseguire un risultato positivo, come quello appena raggiunto, per esempio, dalla Gran Bretagna”.
MILANO (ITALPRESS) – Muoversi più sostenibili per terra e per aria, abbattendo la CO2, è già oggi possibile. Pochi lo sanno ma l’evoluzione dei biocarburanti, iniziata negli anni duemila, ora permette sia alle automobili sia agli aerei bassissime emissioni di CO2, ma anche zero zolfo e aromatici. In più, grazie a un alto cetano, si ha una combustione migliore che permette una durata superiore dei motori. Non è biodiesel ma HVO: un prodotto già presente in oltre 1300 stazioni di servizio in Italia, perfettamente adatto alle auto a gasolio che trovano così una ulteriore spinta propulsiva. Le auto a gasolio ai già bassi valori di consumo e conseguente emissioni, usando il bio carburante HVO raggiungono livelli di CO2 infinitesimali, così da surclassare addirittura gli ambiziosi traguardi green dell’Europa, riportando anche l’Europa in una posizione di primato tecnologico. Per un presente e un domani migliore, il carburante HVO è stato messo a punto in Italia da Eni e la raffinazione è già su più continenti, anche negli USA. Non si parla di prodotti pilota come gli e.fuel bensì di un prodotto industrializzato pronto a soddisfare già un terzo della quota di consumo dell’aviazione europea e che crescerà in modo esponenziale da qui al 2030. Si ricorda che HVO si ricava da olio esausto, grassi animali di scarto, coltivazioni di oli vegetali, ricino, canola coltivati in terreni degradati non in competizione con il cibo, residui di semi di gomma… da tantissime fonti e quindi molto duttile anche nella produzione. Per farlo conoscere è in corso il Tour D’Europe che si concluderà a Bruxelles il prossimo giugno per sensibilizzare la Commissione Europea con evidenze e dati di qualità. Nella puntata 53 di Focus ESG dedicata alla dimensione E della sostenibilità, la professoressa Monica Billio dell’Università Ca’ Foscari Venezia, l’ingegnere di Eni Raffaella Lucarno e il dottor Luca Gastaldo Sales Manager Connected Services Bosch Mobility, con il giornalista Marco Marelli, entrano nel merito non trascurando l’importanza di scelte data-driven così da far percepire soprattutto ai legislatori europei l’alto valore aggiunto di questa rivoluzionaria fonte energetica dalle molteplici potenzialità con risvolti positivi anche sulla reindustrializzazione europea sfiancata negli ultimi anni da scelte più soggettive che oggettive.
fsc/gsl