«Squillace al centro del mondo. Oltre 30 influencer internazionali, con una community totale di oltre 40 milioni di follower, hanno vissuto un’esperienza indimenticabile nel cuore di Squillace. Hanno esplorato il borgo, scoperto la nostra ceramica, gustato i sapori autentici della Calabria. E lo hanno raccontato sui loro canali, portando le immagini, le emozioni e la bellezza di Squillace in tutto il mondo. Un risultato straordinario per la nostra città, che si conferma ambasciatrice di cultura, tradizione e ospitalità. Grazie al Calabria Food Fest, ai promotori, ai cittadini e a tutti coloro che stanno rendendo possibile questo sogno. Squillace c’è. E brilla». Lo afferma il sindaco di Squillace Enzo Zofrea, che insieme alla sua amministrazione ha partecipato al primo dei due eventi del Calabria Food Fest, nella splendida cornice del castello normanno, su iniziativa di Sognare Insieme Viaggi nell’ambito del progetto Le Montagne del Sole, finanziato dal Ministero del Turismo attraverso il bando Montagna Italia, con capofila il Gal Serre Calabresi, il sostegno di Italea, il patrocinio della Fondazione Calabria Film Commission, il supporto della Regione Calabria, dipartimenti Turismo e Ambiente, e Agricoltura, di Arsac, Istituto alberghiero di Soverato, I Giardini di Hera. L’evento rientra nell’ambito del progetto “Le Montagne del Sole”, finanziato dal Ministero del Turismo a valere sul Bando Montagna. Tanti i partner dell’evento che si articola nel territorio di competenza del Gal Serre Calabresi. Un progetto sull’enogastronomia calabrese, ma con un palinsesto ricco di eventi, showcooking, degustazioni e incontri. Vi è stata già la partecipazione di vip, attori, celebrità del mondo food, chef, food influencer con milioni di follower sui social. L’obiettivo è la promozione del territorio racchiuso tra il golfo di Squillace e le Serre. Molto seguito il talk con la partecipazione, fra gli altri, del sindaco Enzo Zofrea, del direttore del Gal Carolina Scicchitano, di Renato Daniele, dirigente dell’Istituto alberghiero soveratese, di Giovanni Maria De Vita, responsabile del programma Italea, di Fulvia M. Caligiuri direttrice Arsac e di Angela Donato di Sognare Insieme Viaggi. Poi tutti a gustare il favoloso menù dell’associazione dei cuochi della provincia di Catanzaro e i prodotti tipi del territorio proposti da diverse aziende calabresi. Carmela Commodaro
ROMA (ITALPRESS) – Di solito in questo periodo dell’anno i calciatori sono sparsi per il mondo in vacanza, per ricaricare le batterie in attesa di ricominciare. Chi è al Mondiale per Club, invece, si trova immerso in un torneo ufficiale nel quale ogni partita è una partita vera, da affrontare però con una stagione nelle gambe e, specialmente nel caso dell’Inter, nella testa. Al debutto contro il Monterrey lo si è visto chiaramente, la stanchezza fisica e mentale c’è e Cristian Chivu, alla vigilia della gara contro i giapponesi dell’Urawa, non l’ha nascosto. “Veniamo da nove mesi di battaglie, cerchiamo di trovare le energie giuste per affrontare una squadra ordinata e pulita. Col Monterrey abbiamo fatto una partita seria, cercando di fare del nostro meglio. Abbiamo tirato fuori la nostra miglior versione di questo momento, abbiamo aggiunto la reazione e l’orgoglio. Non si può fare tanto al momento, prima del Monterrey avevamo fatto solo due allenamenti al completo, poi dopo la partita abbiamo concesso 48 ore per riprendersi. Questo non è un ritiro estivo dove provi novità, si possono fare richieste e provare cose che tra l’altro hanno già fatto in precedenza”, ha detto il neo allenatore dei nerazzurri.
Ci sono cose da correggere (“Vorrei vedere del cinismo. Abbiamo sbagliato situazioni che potevano facilitare l’andatura della partita”) ed errori da non ripetere (“Magari nella manovra siamo stati un po’ leziosi, potevamo far meglio. Sono cose di cui abbiamo parlato e su cui abbiamo lavorato, per cui mi aspetto miglioramenti da questo punto di vista”), pur partendo dalle basi della scorsa stagione, nonostante già nella prima gara si siano viste alcune novità come il cambio di sistema di gioco a centrocampo e l’utilizzo del trequartista: “A volte il centrocampo può essere a due, altre volte a quattro o a tre. Perchè quelli sotto la punta io li considero centrocampisti che invadono l’area con più facilità. Rimaniamo sulle cose fatte per non perdere certezze, ma parliamo di giocatori evoluti che sanno fare determinate cose e capiscono al volo le nostre richieste”.
Il tutto con l’idea di avere una squadra padrona del gioco, come in passato l’Inter ha dimostrato di saper fare: “Tutti gli allenatori vorrebbero una squadra dominante perchè bisogna tirar fuori tecnica, personalità, voglia di tenere in mano il pallino del gioco e delle situazioni sia quando si attacca in verticale che quando si gioca in accerchiamento. Penso sia l’obiettivo di tutti gli allenatori. Anche noi lo vorremo fare in un futuro breve, magari già da domani, quando avremo a disposizione più tempo per fare un altro tipo di lavoro”.
Idee chiare che Chivu cerca di trasmettere ai suoi dal primo giorno, con una squadra che sta cercando di voltare pagina e di applicare le nuove richieste dell’allenatore.
Rinnovato a Cardinale, centro noto per la lunga tradizione nella produzione e nella lavorazione del latte, il rito della tosatura delle pecore nell’azienda agricola Mazza. Fra tradizione e modernità, rasare le pecore è un rito quasi magico che permette di capire valori e tradizioni della cultura pastorale; rappresenta un momento particolarmente importante, un rito laico che si ripete e rinnova ogni anno. Alle operazioni partecipano molte persone legate al pastore da rapporti di comparaggio, un aiuto prezioso che permette di svolgere il lavoro in tempi brevi, avvalendosi di mani esperte, che sottolinea la socialità del rito. All’evento di quest’anno ha voluto assistere Eugenio Attanasio, regista del fortunato film-documentario “Figli del Minotauro”, che ha raccomandato al giornalista Francesco Stanizzi, responsabile della Comunicazione della Cineteca della Calabria, di diffondere a tappeto queste pratiche antiche, per evitare che con il passare del tempo se ne perda memoria. La tosatura è necessaria e importante perché nella stagione estiva, il vello divenuto ormai troppo lungo, potrebbe anche essere d’intralcio per l’animale, poiché impigliandosi nei cespugli, potrebbe riempirsi di spine causando pericolose ferite. Se un tempo il metodo tradizionale prevedeva l’uso di cesoie o forbici da tosatura, oggi si impiegano anche i rasoi elettrici, per accelerare il lavoro di taglio e ridurre al minimo i rischi di ferite e lesioni per l’animale. Nicola Mazza, succeduto al padre prematuramente scomparso nella conduzione dell’azienda di famiglia, guida le operazioni della tosatura con particolare attenzione. Con occhio attento ed esperto segue gli uomini addetti al lavoro mentre rimuovono il vello, mentre affilano e oliano gli arnesi per il taglio. Fondamentale il ruolo delle donne; un tempo provvedevano alla preziosa raccolta della lana utilizzata per preparare il corredo della sposa, la lana era infatti utilizzata sia per riempire cuscini e materassi, sia, dopo un’attenta lavorazione di lavaggio, asciugatura, cardatura e pettinatura, per essere utilizzata per la realizzazione di indumenti e biancheria per la casa. Oggi aiutano i pastori ad organizzare la lunga giornata e provvedono alla preparazione del pranzo, da consumare tutti insieme alla fine della giornata. La zampogna suggella la fine del lavoro, anticipando il pranzo che vede la partecipazione di amici, compari e famigli dei Mazza che, da generazioni, portano avanti questo lavoro che oggi ci sembra epico. Purtroppo, quell’utilizzo della lana come risorsa di una comunità contadina oggi è tramontato e questi cumuli diventano un rifiuto da smaltire, nella società consumistica odierna. Consola però sapere che ci sono ancora giovani pastori appassionati, come Nicola Mazza e la sua famiglia, che credono nell’allevamento e producono un ottimo formaggio, scegliendo una vita dura ma sana.
MILANO (ITALPRESS) – Fegato grasso e protesi d’anca: sono i temi della cinquantanovesima puntata di Medicina Top. Marco Klinger intervista Mario Mondelli, specialista in Malattie dell’Apparato Digerente e in Allergologia e Immunologia Clinica; Alessandro Massé, direttore della Prima Clinica Ortopedica e Traumatologica della Città della Salute e della Scienza di Torino. In questo numero anche un’intervista a Daniela Javarone, madrina di City Angels.
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Una data storica quella di oggi, le società sportive dilettantistiche A.S.D. S. NICOLA CHIARAVALLE e A.S.D. CITTA DI SOVERATO si sono fuse in un’unica nuova società sportiva. L’unione, dei Presidenti Pasquale Fera e Raffaele Mancini (in foto)e degli altri Dirigenti, nasce dal forte credo in un progetto ambizioso e di lungo periodo: la volontà del gruppo dirigenziale è quella di creare un solido e serio punto di riferimento nel mondo del calcio dilettantistico. La squadra disputerà il campionato di promozione calabrese e avrà come obiettivo in un programma biennale di raggiungere il massimo campionato regionale. Una sinergia tra due realtà sane e solide che permetterà di affrontare gli impegni gestionali e gli effetti della nuova riforma dello sport che già influiscono e influiranno ancora di più nella vita delle nostre società sportive. Avremo maggiore forza anche grazie a più strutture sportive che ci permetterà di programmare meglio allenamenti e partite ufficiali. Dal punto di vista tecnico lavoreremo per la crescita della SCUOLA CALCIO e del SETTORE GIOVANILE che dovrà essere il fondamento principale della prima squadra nell’ottica di un obiettivo di crescita del senso di appartenenza a questa società. Nella giornata di martedi è prevista la conferenza stampa di presentazione.
Il gruppo di opposizione della cittadina crotonese: “La comunità merita un’amministrazione seria, competente e trasparente; eventi pensati per tutti, non per pochi; rispetto per commercianti, associazioni e cittadini”
MESORACA (KR) – 20 GIUGNO 2025 – «La terza edizione del Vergari Day (sarebbe la seconda, tre anni dall’istituzione), nata per valorizzare la Riserva Naturale della cittadina del Crotonese e rilanciare cultura, territorio ed economia locale, si è trasformata nell’ennesima occasione mancata. Un fallimento che parla chiaro e che affonda le radici nella superficialità e nell’autoreferenzialità di chi oggi governa Mesoraca. Un evento che doveva unire la comunità, coinvolgere associazioni, cittadini, commercianti, e far crescere l’identità del nostro paese, è stato invece gestito in modo improvvisato e autoreferenziale, senza visione, senza progettualità, senza partecipazione vera». È quanto afferma il gruppo consiliare di oppoisizione “Oltre con Noi, Mesoraca”. Un grande successo… nella fantasia di chi l’ha organizzato Il gruppo aggiunge: «A rendere tutto più paradossale, una narrazione distorta da parte di alcune testate e televisioni locali, che hanno mostrato una realtà alternativa: partecipazione che non c’è stata, entusiasmo che nessuno ha visto, risultati che non esistono. Un racconto che insulta l’intelligenza dei cittadini, sempre più delusi ma anche più consapevoli. Il caos interno alla maggioranza, le ripicche, le dichiarazioni sconclusionate davanti alle telecamere, l’arte dello scaricabarile,completano il quadro. Un teatrino politico che ha trasformato un’occasione pubblica in una passerella privata». Le associazioni vanno sostenute tutte, non solo quelle vicine alla maggioranza. “Oltre con Noi, Mesoraca” evidenzia ancora: «Mesoraca è sempre stata un paese ricco di associazioni vive, competenti, capaci di generare cultura, inclusione e visibilità. Un tessuto associativo che ha dato lustro al nostro territorio, spesso anticipando i tempi con progetti innovativi e un impegno civico autentico. Purtroppo oggi non è più così. Chi governa ha scelto di ignorare o escludere realtà storiche e meritevoli, coinvolgendo solo chi è “politicamente allineato”. Un errore gravissimo, che ha impoverito il dibattito pubblico, spento l’entusiasmo, e soffocato la partecipazione vera. E l’insuccesso del Vergari Day 2025 ne è la prova più evidente. Un evento che, se fosse stato costruito con e per la comunità, avrebbe potuto diventare un momento alto di identità collettiva. Invece, è stato chiuso, autoreferenziale, vuoto. Senza il contributo delle tante associazioni capaci di animare il territorio, è mancata l’anima, è mancata la gente, è mancato tutto. La cultura e il volontariato non servono a rafforzare il potere. Servono a far crescere una comunità. È tempo di cambiare approccio.Di valorizzare tutte le energie, senza filtri politici o favoritismi. Solo così Mesoraca potrà tornare a credere nei suoi eventi. E in sé stessa». Commercianti dimenticati, delusi e penalizzati Gli oppositori comunali mesoraca sottolineano, inoltre, che «i commercianti avevano investito tempo, risorse e aspettative in un evento promesso come “grande occasione per tre giorni”. Invece si sono ritrovati con una sola mezza giornata scarsa di “evento”, senza flusso, senza coinvolgimento, senza ritorni. Il risultato? Merce invenduta, spese inutili, rabbia e frustrazione. Una totale mancanza di rispetto verso il vero motore economico locale, trattato con superficialità e scaricato a cose fatte». La cultura a Mesoraca è diventata cosa per pochi E ancora, “Oltre con Noi, Mesoraca”, attacca: «Da sei anni, chi amministra Mesoraca ha ridotto la cultura a una questione privata, riservata a una ristretta cerchia di amici e sostenitori. Un’élite selezionata direttamente dal potere, coinvolta sempre e solo negli stessi eventi, con le stesse dinamiche, nella più totale chiusura verso le realtà esterne e indipendenti. Questo non è fare cultura pubblica. È un modo di agire che esclude, divide e priva la comunità di occasioni vere di confronto e crescita. E il Vergari Day 2025 ha confermato questa deriva. All’interno di un evento che avrebbe dovuto celebrare la Riserva Naturale e il patrimonio collettivo, si è pensato bene di inserire la presentazione di un libro personale, scritto da un politico nazionale per raccontare la propria storia partitica. Un contenuto del tutto fuori contesto. Una scelta sbagliata per modalità, per tempi, per linguaggio. Una location – il Convento – che avrebbe meritato ben altro contenuto, più rispettoso del luogo e del senso dell’evento. Questa non è cultura. Non è apertura. Non è pluralità. È autocelebrazione. È strumentalizzazione. È propaganda mascherata da evento istituzionale. Noi crediamo che la cultura debba tornare ad essere partecipazione, inclusione, libertà di pensiero. Non un palco per pochi, ma un bene per tutti». Un assessore alla Riserva… assente L’opposizione ritiene altresì «gravissimo il comportamento dell’assessore con delega alla Riserva Naturale, figura chiave per un evento che avrebbe dovuto celebrarla. E invece? Nessun intervento, nessuna presenza istituzionale, nessuna assunzione di responsabilità. Solo una presenza fantasma, mimetizzata nel poco pubblico presente. Un pessimo “padrone di casa”, nel momento più importante per il ruolo che ricopre. Come se non bastasse, anche gli atti formali sono stati gestiti male. Il Sindaco ha ordinato la chiusura di una strada per ospitare l’evento, che però si è svolto da tutt’altra parte. Qualunque sia stato il motivo dello spostamento, nessuna rettifica dell’ordinanza è stata pubblicata. Una leggerezza grave, che dimostra quanto la gestione del Comune sia approssimativa anche nei documenti ufficiali». Una sala consiliare vuota. Un paese che si allontana. “Oltre con Noi, Mesoraca” passa alle conclusioni: «L’immagine della sala vuota, nonostante gli inviti pubblici ad amministratori regionali e provinciali, è lo specchio più onesto di questa edizione del Vergari Day. La fiducia è finita. Quando la gente si allontana, chi governa dovrebbe interrogarsi – e forse farsi da parte. E quando a voltare le spalle sono anche le istituzioni regionali e provinciali, è chiaro che questa amministrazione ha perso ogni credibilità politica. Mesoraca merita: Una cultura vera, aperta e inclusiva; un’amministrazione seria, competente e trasparente; eventi pensati per tutti, non per pochi; rispetto per commercianti, associazioni e cittadini».
ROMA (ITALPRESS) – Il teatro Rossini di Roma ha fatto da cornice alla 12esima edizione del “D Club”. Un’iniziativa ideata dal Dipartimento Interregionale in collaborazione con Corriere dello Sport e Tuttosport, pensata per dare voce ai veri esperti del Campionato Serie D: i tifosi, che ogni settimana vivono con passione le emozioni del calcio della propria città. Cinquantadue nominativi in lizza nelle sei categorie e dieci giorni di voting on-line da parte dei lettori dei quotidiani hanno determinato i vincitori di una manifestazione che nelle varie forme, prima Top 11 e da dodici anni D Club, da quasi venti stagioni coinvolge gli appassionati del campionato D’Italia. I più votati del Campionato 2024/2025, un’edizione record con più di 30.000 preferenze espresse sui siti web dei due giornali sono stati; Giovanni Stellato portiere del Cassino, Riccardo Capiluppi Difensore del Lentigione, Stefano Tuzza centrocampista del Bra, Leonardo Abreu attaccante del Cassino, l’under Lorenzo Lischetti del Gozano e Fabio Nisticò allenatore del Bra. Premio speciale per Federico Baschirotto partito dalla Serie D fino a diventare un giocatore icona della Serie A per umiltà e abnegazione; Antonino Barillà che dopo una carriera nella massima Serie è tornato in D per l’amore della maglia della Reggina; l’allenatore della Sambenedettese Ottavio Palladini autore di quattro promozioni con i rossoblù, l’ultima nella stagione appena conclusa; il Presidente Luigi Pinalli da più di vent’anni patron del Fiorenzuola; gli allenatori Domenico Gargiulo e Angelo Carrano due vere e proprie istituzioni del calcio pugliese e campano, pluridecorati e vincenti in Serie D.
ROMA (ITALPRESS) – E’ stato adottato oggi in Consiglio dei Ministri il Piano di Azione Nazionale per il Miglioramento della Qualità dell’Aria, strumento strategico per il contrasto all’inquinamento atmosferico e per l’adeguamento dell’Italia agli obblighi ambientali previsti dalla normativa europea.
Il Piano è frutto del lavoro della Cabina di Regia istituita presso la Presidenza del Consiglio e di un percorso condiviso con Regioni e Ministeri competenti.
“E’ un piano ambizioso ma realistico – dichiara il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto PichettoFratin – che punta a conciliare tutela della salute, sostenibilità ambientale e compatibilità economico-finanziaria. Una risposta concreta alle sfide europee e un segnale chiaro ai cittadini e alle imprese: migliorare la qualità dell’aria è un impegno comune e non più rinviabile”.
Con una dotazione complessiva di circa 2,4 miliardi di euro – di cui 1,7 miliardi stanziati dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – il Piano prevede interventi in quattro ambiti principali: dalla promozione di tecniche a minore impatto emissivo in agricoltura agli investimenti per la mobilità sostenibile; dalla promozione di impianti più efficienti nel riscaldamento civile fino a campagne di comunicazione mirate rivolte ai cittadini.
Tra le misure più significative sono previsti due programmi del MASE, per 800 milioni di euro destinati ai Comuni per progetti su casa-scuola, casa-lavoro, trasporto pubblico locale e sharing mobility; uno sconto sugli oneri di sistema elettrici per incentivare il cold ironing nei porti, riducendo le emissioni delle navi in sosta; il rafforzamento dei controlli sull’utilizzo di impianti domestici obsoleti a biomassa.
“Il Piano, che stabilisce responsabilità precise per ogni misura, prevede infine un sistema strutturato di monitoraggio con una cooperazione tra amministrazioni centrali, regionali e locali per una nuova governance della qualità dell’aria, fondata su integrazione, responsabilità e partecipazione”, spiega in una nota il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
ROMA (ITALPRESS) – “Garantire sicurezza significa avere il coraggio di pensare anche all’impensabile. Ogni giorno. E’ una responsabilità gravosa, ma essenziale, che riguarda ciascuno di noi. Sicurezza non è solo assenza di guerra o difesa dai pericoli esterni. E’ coesione sociale, fiducia nelle Istituzioni, leadership capace e lungimirante. E’ stabilità. Il mondo è cambiato, ma temo che molti non se ne siano accorti. Anche la Nato deve adeguarsi a questo cambiamento, evolvere per continuare garantire pace e mutua difesa: e deve farlo iniziando a parlare con il sud del mondo”.
Così il ministro della Difesa, GuidoCrosetto, intervenendo a un convegno all’Università degli Studi di Padova. “Siamo passati da un mondo in cui contavano i valori a un mondo in cui conta il valore economico. Siamo passati dall’epoca delle grandi democrazie, delle conquiste sociali, all’epoca delle grandi potenze e non ce ne siamo accorti. In questo cambiamento noi abbiamo un dovere: che è quello di presidiare le conquiste di migliaia di anni che ci hanno portato a codificare un diritto internazionale”.
“Oggi il potere si misura con nuovi strumenti: chi guida la tecnologia guida il mondo. La sicurezza – ha aggiunto – passa dal controllo delle risorse strategiche, dalle catene di approvvigionamento. Siamo nel cuore di una rivoluzione: il Digital Order, che sta riscrivendo gli equilibri globali, i modelli di sviluppo, perfino la nostra idea di sovranità. L’Europa non può permettersi di restare alla finestra. Servono visione, volontà e investimenti concreti in ricerca e innovazione. Le minacce oggi hanno nuove forme. L’intelligenza artificiale e il quantum computing sono sempre più strumenti di potere. Proprio per questo servono menti preparate, risorse e visione. Preservare il nostro patrimonio di idee, conoscenza, cultura, valori, identità è oggi – più che mai – una missione di sicurezza nazionale”, ha concluso Crosetto.
TORINO (ITALPRESS) – Una giornata di sensibilizzazione ambientale e azione concreta, volta a promuovere la cultura della sostenibilità e del rispetto per il territorio. E’ lo scopo dell’iniziativa “Insieme per un Po pulito”, durante la quale gruppi di volontari hanno solcato il fiume per un’operazione di pulizia, con cui sono stati raccolti più di 50 chili di rifiuti. L’evento è nato dalla collaborazione tra Suzuki, Città di Torino e Federazione Italiana Canottaggio e con l’aiuto di Torino Spazio Pubblico. “È nel dna di Suzuki cercare di migliorare la vita dei propri clienti e anche dei potenziali clienti. Lo facciamo oggi sulle acque del Po, acque che sono un ambiente tutto sommato fragile che ha bisogno di cura”, ha spiegato Massimo Nalli, presidente e Ceo di Suzuki Italia.
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