Energia, Pichetto “Strategie del governo volte ad abbattere i prezzi”
ROMA (ITALPRESS) – “Per contenere l’impatto dei prezzi dell’energia su famiglie e imprese il governo ha adottato, sin dal suo insediamento una strategia volta ad adottare misure strutturali orientate all’abbattimento dei prezzi energetici: con specifico riferimento al settore gas, abbiamo diversificato le fonti e le rotte di approvvigionamento, quale strumento essenziale per garantire sicurezza, stabilità dei prezzi e indipendenza energetica, nel pieno rispetto del quadro vincolante finalizzato all’abbandono graduale delle importazioni di gas naturale russo, sulla base delle decisioni assunte in sede europea”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, nel corso del question time alla Camera. “Il governo si è perciò attivato per potenziare le infrastrutture di importazione, rigassificazione e trasporto e ridurre il differenziale di prezzo tra i principali hub europei e quello nazionale, anche al fine di sostenere la competitività delle imprese a elevato consumo energetico”, ha aggiunto.
“Anche nell’ultimo decreto Bollette siamo intervenuti per ridurre il differenziale di prezzo Psv-Ttf, rafforzare la gas release e l’approvvigionamento di biometano per il settore hard to abate. Parallelamente, per il settore elettrico sono stati previsti interventi per la riduzione strutturale della componente Asos delle bollette e la sterilizzazione di alcuni costi legati alla produzione termoelettrica. Da ultimo, il governo sta lavorando per sfruttare pienamente la flessibilità di bilancio concessa dalla Commissione europea per investimenti in ambito energetico, al fine di proseguire nell’attuazione di una strategia energetica integrata che persegua simultaneamente la riduzione strutturale dei prezzi dell’energia, il sostegno alla competitività delle imprese, la tutela delle famiglie, la sicurezza degli approvvigionamenti e il rafforzamento dell’autonomia energetica nazionale”, ha concluso Pichetto.
– foto: Ipa Agency –
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ROMA (ITALPRESS) – Frena il trasporto di merci sulle vie navigabili interne dell’Unione europea. Secondo Eurostat, nel 2025 il traffico è diminuito del 3% rispetto all’anno precedente, fermandosi a 118 miliardi di tonnellate-chilometro: 3,7 miliardi in meno rispetto al 2024. Il settore non è ancora tornato ai livelli della seconda metà dello scorso decennio. Dopo la stabilità registrata tra il 2015 e il 2017, era arrivato un forte calo nel 2018. La ripresa degli anni successivi è stata solo parziale: nel 2023 il traffico era sceso a 116,4 miliardi, per poi risalire a 121,6 miliardi nel 2024. A dominare il trasporto fluviale europeo sono Germania e Paesi Bassi. Insieme concentrano quasi il 72% del totale, con oltre 42 miliardi di tonnellate-chilometro ciascuno. Più della metà delle merci viaggia su rotte internazionali: il 54,7% del totale. Il traffico nazionale pesa per il 24,9%, mentre il restante 20,4% riguarda il transito attraverso diversi Paesi. Le merci più trasportate sono i minerali metalliferi, seguiti dal coke e dai prodotti petroliferi raffinati. Il calo più forte riguarda invece i prodotti agricoli, diminuiti di quasi il 20%. In controtendenza carbone e petrolio greggio, cresciuti di oltre il 21%.
ROMA (ITALPRESS) – “Un eventuale emendamento che inserisca il tema delle preferenze può essere esaminato in maniera positiva, ma noi vogliamo che prima del deposito dell’emendamento ci sia un confronto tra le forze di centrodestra con l’obiettivo di trovare un accordo”. Così il segretario nazionale di Forza Italia, vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della presentazione della quarta edizione di “Azzurra Libertà” in programma dall’11 al 13 settembre a Montesilvano.
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ROMA (ITALPRESS) – Il turismo scolastico si conferma uno dei segmenti più dinamici del comparto travel, ma cambiano le priorità delle scuole nella scelta di destinazioni e operatori. Secondo l’indagine sulle scelte dei docenti per il turismo scolastico e la didattica 2026, realizzata da Didatour con il Centro Studi de La Fabbrica, nel 2025-2026 il 99% degli istituti italiani ha organizzato almeno un viaggio o un’uscita didattica. Napoli resta la meta italiana più richiesta, davanti a Roma e Milano, mentre Torino è tra le destinazioni in maggiore crescita. All’estero guidano Spagna, Francia e Germania. Per la scelta della destinazione non basta più proporre una meta attrattiva: a fare la differenza sono il valore educativo dell’esperienza, la sicurezza, la trasparenza dei costi e la semplicità organizzativa. Il viaggio d’istruzione è sempre più considerato parte integrante del percorso formativo, grazie a laboratori, attività esperienziali e percorsi interdisciplinari. Le esigenze variano anche in base all’età degli studenti: uscite giornaliere per infanzia e primaria, soggiorni di più giorni e crescente interesse per l’estero nelle scuole superiori. Oltre il 60% degli istituti sceglie viaggi di una o due notti, con budget medi entro i 300 euro per studente e sistemazioni in hotel tre stelle.
ROMA (ITALPRESS) – L’Italia si conferma tra i principali Paesi europei per patrimonio apistico, con oltre 1,5 milioni di alveari e una produzione nazionale di miele stimata in circa 44 mila tonnellate. Un settore strategico per l’agricoltura e per la tutela degli ecosistemi, ma che deve fare i conti con una sostenibilità economica ancora fragile.
ROMA (ITALPRESS) – La pasta non è più soltanto quella di grano duro. Integrale, multicereali, senza glutine, di legumi, mais o riso, fino alle versioni arricchite con proteine e vitamine: il piatto simbolo della tradizione italiana si evolve per rispondere ai nuovi gusti e alle esigenze dei consumatori. Secondo Unione Italiana Food, lo scorso anno in Italia sono state consumate oltre un milione e 700 mila tonnellate di pasta. E cresce il segmento delle cosiddette “altre paste”, che nel 2025 ha raggiunto un valore al dettaglio di 247 milioni di euro. Tra i comparti più dinamici c’è quello della pasta senza glutine, che ha superato le 18 mila tonnellate vendute, con una crescita del 5,6% nei consumi e del 7,7% a valore. In aumento anche la pasta integrale, di farro, kamut e legumi, che complessivamente ha raggiunto oltre 51mila tonnellate. Una trasformazione sostenuta dalla ricerca e dall’innovazione: secondo Unione Italiana Food, i produttori destinano mediamente il 10% del fatturato alla ricerca e sviluppo, per un investimento complessivo di circa 500 milioni di euro. Così, accanto alla tradizione, la pasta guarda al futuro, intercettando le tendenze legate a salute, sostenibilità e personalizzazione, senza rinunciare al gusto e alla versatilità che l’hanno resa famosa in tutto il mondo.
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ROMA (ITALPRESS) – In questo numero di Agrifood Magazine, prodotto dall’Italpress in collaborazione con TeleAmbiente: