Nonostante in città sabato 7 marzo vi fossero concomitanti eventi, è stato molto partecipato l’incontro informativo sulla riforma costituzionale della magistratura, organizzato dall’Ande (associazione nazionale donne elettrici) e dal Circolo Città di Catanzaro 1871. Sala gremita con una platea di qualità e, finalmente, anche volti giovani. L’incontro, iniziato con l’introduzione di Roberta Porcelli, presidente di Ande Catanzaro, e terminato con la relazione di Paola Gualtieri, presidente del Circolo cittadino, ha goduto delle esposizioni dell’avvocato Enzo Ioppoli, già presidente della Camera penale di Catanzaro, per le ragioni del sì; e del prof. Andrea Lollo, ordinario di Diritto costituzionale all’Umg di Catanzaro, per coloro che ritengono non debba essere approvata la riforma. Acceso il dibattito, molti gli interventi del pubblico. Fra gli altri, molto interessanti le considerazioni del dottor Antonio Saraco, magistrato in Cassazione, degli avvocati Alfredo Gualtieri, Virgilio Conte, Jole Le Pera, della giornalista Giulia Zampina, del docente universitario Rocco Savino, del dottor Rocca. L’evento, dal titolo “Referendum sulla riforma costituzionale della magistratura: separazione delle carriere e riorganizzazione del Csm – Le ragioni del Sì e le ragioni del No”, è stato moderato dal giornalista Luigi Stanizzi. Quando l’offerta è di qualità la città risponde, e questo è molto positivo.
La vera notizia della XXIV giornata del Girone “B” della Promozione calabrese è la frenata delle due di testa. La Deliese ha pareggiato, in casa, con l’ottimo Melito mentre il Gioiosa Jonica è stato sconfitto per 0 – 1 sul terreno dello Sporting Polistena. Ad approfittare del rallentamento, il San Nicola Chiaravalle Soverato che ha vinto per 4 -1 in casa con il Capo Vaticano, inserendosi nella scia delle prime due in classifica. Ardore e Pro Pellaro hanno pareggiato, 1 – 1, mantenendo le piazze utili per accedere, quando siamo quasi alla fine della regular season, ai play – off. Prezioso il successo della Pino Donato Taverna per 2 – 0 sul Taurianova, che ha risucchiato la squadra ospite verso il basso della graduatoria. Rotonda vittoria del Val Gallico, 50 goal segnati e miglior attacco del torneo, su un Pizzo che sembrerebbe ormai rassegnato. Nella stessa situazione il fanalino di coda Bianco che è uscito sconfitto per 2- 4 dalla trasferta sul campo del coriaceo Atletico Maida. Da sottolineare l’ennesimo risultato positivo dell’Africo che, vincendo per 2 – 0 con la Bovalinese 1911, ha quasi completato la propria sorprendente rincorsa verso la salvezza e la zona tranquilla della graduatoria. Il titolo di miglior difesa resta appannaggio della Deliese: 9 goal subiti in ventiquattro incontri giocati. La XXVI giornata, quella di metà marzo, proporrà, negli anticipi del sabato, la trasferta della Pino Donato Taverna in casa del Bianco: match, forse, dall’esito scontato, e l’incontro, importante per la zona salvezza, tra Melito ed Africo. Ancora una chance casalinga di rimonta per il Pizzo, che accoglierà l’Ardore mentre la corsa verso la vetta del San Nicola Chiaravalle Soverato affronterà l’ostacolo Taurianova. Domenica 15 la Bovalinese 1911 incrocerà lo Sporting Polistena, compagine ostica e ben organizzata. La capolista Deliese renderà visita al Capo Vaticano, cercando punti utili al raggiungimento della promozione diretta. In casa propria il Gioiosa Jonica non potrà commettere errori, anche se il Val Gallico è una vera e propria macchina da goal. Chiuderà il turno un interessante Pro Pellaro – Atletico Maida: spettacolo assicurato per gli amanti del bel calcio.
25 reti complessive, 5 vittorie casalinghe e due pareggi, questo il tabellino della XXII giornata del Girone “C” della prima categoria calabrese. Pareggio con goal, ben sei, nell’anticipo di sabato tra Sant’Onofrio Calcio e Palermiti Girifalco: un 3 -3 pirotecnico. Anche Città di Guardavalle – Città di Siderno è finita in pareggio, 1 – 1, relegando gli ospiti fuori dalla zona play – off. Sono terminate con lo stesso punteggio, 2 – 0, Caraffa – Stella Mileto e Nuova Ada – Locri Next Gen, tutte partite riguardanti il centro della graduatoria. Importante il successo della Polisportiva Spilinga sul Laureana 2021. I padroni di casa sono così entrati di slancio tra le prime cinque in graduatoria: complimenti per l’impegno e per la cifra tecnica mostrata in campo. E mentre, a causa del ritiro del Siderno 1911, il Bivongi Pazzano 1968 ha rispettato un turno di stop, Roccella e Real Montepaone hanno regolato, entrambe per 5 – 1, la Seles Gioiosa, fanalino di coda e il Prasar, attualmente al terzultimo posto. Continua la corsa entusiasmante della coppia di testa, due formazioni di pregio che stanno onorando alla grande il torneo. Il prossimo turno, per la precisione il XXIII, si aprirà con la trasferta del Roccella in casa del Bivongi Pazzano 1968: esame importante su un campo dove è difficile raggranellare punti. Città di Siderno – Sant’Onofrio Calcio sarà un match dove conteranno sia i valori tecnici che quelli agonistici, entrambi elementi fondamentali del gioco del calcio. Anche il Real Montepaone sarà in viaggio: il Laureana 2021 cercherà la partita perfetta al cospetto di una corazzata. Punti pesanti quelli in palio sia tra Locri Next Gen e Polisportiva Spilinga che tra Palermiti Girifalco e Nuova Ada. Partita da tripla tra Prasar e Caraffa, con la squadra di casa che cercherà di far valere il fattore campo. A Mileto il Città di Guardavalle vorrà mostrare un’altra prestazione dagli elevati contenuti tattici e tecnici. Riposo per la Seles Gioiosa, visto il triste ritiro del Siderno 1911.
Un viaggio tra memoria storica e tutela dell’ambiente. Si è svolta sabato 7 marzo la seconda Passeggiata Narrante, un tassello fondamentale del progetto “Mare Narrante”. L’iniziativa, finanziata dal PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027 del Settore Cultura del Comune di Catanzaro, vede come capofila la Fondazione Città Solidale insieme a una fitta rete di partner (Oikos APS, Centro Cittadino per i Servizi Sociali, Officine Buone, odv Spazio Aperto, Cooperativa tra Cielo e Terra, Circolo parrocchiale di Squillace Lido e il P.T.P Grimaldi Pacioli Petrucci Ferraris Maresca). La mattinata si è aperta con un momento di profonda riflessione dedicato al territorio. I giovani partecipanti hanno dialogato con il signor Mazzei, referente della Protezione Civile Comunale, che ha sottolineato l’importanza vitale del rispetto dell’ecosistema marino. Un momento particolare è stato dedicato alla prevenzione e alla gestione delle emergenze, ricordando eventi straordinari come il Ciclone Harry per sensibilizzare i ragazzi sulla tutela delle vite umane e della costa. Il percorso è proseguito verso l’Istituto Pacioli, da anni trasformato in un vero e proprio polo culturale per la zona marina di Catanzaro. Grazie alla disponibilità della dirigente, la prof.ssa Elisabetta Zaccone, e all’impegno costante della prof.ssa Spaccaferro, l’istituto non è solo un luogo di istruzione, ma il custode della Tonnina e del Museo del Mare, parte integrante della rete museale comunale. In un clima di grande accoglienza, i docenti coordinati dalla prof.ssa Spaccaferro hanno illustrato ai presenti la storia della Tonnina e della Ledoga, supportati da video e foto d’epoca che hanno fatto rivivere il passato industriale e identitario del quartiere. Il momento più emozionante della giornata è coinciso con la tappa finale. Grazie all’autorizzazione concessa dalla Provincia di Catanzaro, i ragazzi hanno potuto accedere all’area della Tonnina. Toccare da vicino quelle mura ha significato entrare in contatto diretto con 100 anni di storia, riscoprendo un patrimonio che appartiene a tutta la comunità. L’iniziativa ha confermato l’obiettivo primario di “Mare Narrante”: la rivalorizzazione del quartiere marinaro attraverso il coinvolgimento attivo dei cittadini. Una mattinata all’insegna dell’inclusione e della cultura, capace di connettere il passato, il presente e il futuro di Catanzaro Lido. Carmela Commodaro
Nell’auditorium dell’Istituto “Raffaele Lombardi Satriani” di Mesoraca, gli alunni delle classi quinte del Liceo delle Scienze umane, coordinati dalle docenti Marzia D’Ambrosio e Daniela Miletta, hanno presentato l’incontro formativo dal titolo “Pier Paolo Pasolini: Scomodo e necessario. Troppo libero per essere ignorato”, iniziativa prontamente accolta dalla dirigente scolastica professoressa Antonella Parisi. La giornata formativa ha preso il via proprio con l’intervento della dirigente, che ha aperto i lavori introducendo la complessa e affascinante figura di Pier Paolo Pasolini. Nel suo discorso introduttivo, ha sottolineato l’importanza di riscoprire il pensiero pasoliniano, non solo come momento di approfondimento letterario, ma come stimolo etico e civile per le nuove generazioni. L’incontro non è stato ospitato in uno spazio trasformato, per l’occasione, in un suggestivo set narrativo. Grazie al prezioso contributo della professoressa di storia dell’arte, Francesca Carvelli, l’ambiente è diventato parte integrante del racconto: una scenografia curata nei minimi dettagli ha riprodotto la scrivania di Pasolini, con la sua macchina da scrivere e quegli oggetti quotidiani che ne evocano l’intimità e il rigore intellettuale. A illuminare simbolicamente la scena, sono stati collocati dei barattoli di lucciole, richiamo potente a una delle metafore più celebri dell’autore. Durante l’incontro si è dato vita ad un dibattito sul poliedrico intellettuale, scaturito da un percorso formativo di approfondimento intorno alla figura di Pasolini. Numerosi sono stati gli spunti di riflessione, portati avanti con estrema puntualità dai liceali. Sono intervenuti: la professoressa Eloisa Tesoriere, che ha ripercorso il legame viscerale tra Pier Paolo Pasolini e la terra calabra, una vera e propria affinità elettiva con il Sud, ma non ha omesso di affrontare le pagine più delicate di questo rapporto: la nota incomprensione con la città di Cutro. Attraverso un’analisi puntuale di quegli eventi, la professoressa Tesoriere ha spiegato come quel ‘disguido’ storico non abbia scalfito l’importanza che Pasolini ha rivestito per la Calabria, anzi, ne abbia sottolineato il ruolo di intellettuale capace di leggere le contraddizioni di un territorio, che amava profondamente e che considerava una delle ultime roccaforti di autenticità. Nel corso del suo intervento, la professoressa di lettere Daniela Miletta ha offerto una disamina profonda sulla statura di Pasolini come letterato a tutto tondo, capace di spaziare con maestria tra generi diversi. La docente si è soffermata in particolare sulla sua identità di ‘poeta delle figure’, evidenziando come la sua scrittura non fosse mai puramente estetica, ma sempre intrisa di un realismo carnale e simbolico. La professoressa Miletta ha fatto il ritratto di un intellettuale provocatore, sottolineando come la sua provocazione non fosse fine a se stessa, ma uno strumento letterario per scuotere le coscienze. Analizzando la sua produzione, è emersa la figura di un autore che ha saputo usare la parola come un’arma di verità, capace di leggere i mutamenti della società italiana con una lucidità quasi profetica. Un focus particolare è stato dedicato alla sua capacità di elevare il quotidiano e il marginale a dignità letteraria, rendendolo un punto di riferimento imprescindibile per lo studio della letteratura del Novecento. La professoressa di storia e filosofia, Marzia D’Ambrosio, ha guidato gli studenti in un viaggio attraverso le radici ideologiche del pensiero pasoliniano. Partendo dai cardini delle sue discipline, la docente ha illustrato il complesso rapporto tra Pasolini e il Marxismo, mettendo in luce le divergenze sostanziali che separano il poeta dal filosofo di Treviri. La professoressa D’Ambrosio ha spiegato come, mentre per Marx il proletariato era il soggetto storico e organizzato, protagonista cosciente della lotta di classe, per Pasolini l’attenzione si spostava sul sottoproletariato: quella massa di ‘ultimi’, spesso ai margini della storia ufficiale, che il poeta vedeva come gli unici ancora dotati di una vitalità e purezza, non ancora codificata dal capitalismo. Questo percorso filosofico ha permesso ai ragazzi di inquadrare Pasolini non solo come artista, ma come un pensatore politico che ha saputo reinterpretare le categorie del Novecento con una sensibilità profetica. L’avvocato Eugenio Attanasio, regista e presidente della Cineteca della Calabria, il cui contributo di alto spessore ha illuminato il versante cinematografico dell’autore, ha esplorato la cinematografia pasoliniana, partendo dall’esordio folgorante di ‘Accattone’, per poi soffermarsi sul legame indissolubile tra il regista e il paesaggio calabrese. Il momento più significativo della sua relazione è stato il richiamo a ‘Il Vangelo secondo Matteo’, capolavoro in cui la Calabria non è solo sfondo, ma protagonista spirituale e materica. Attanasio ha raccontato come Pasolini avesse trovato nelle pietre e nei volti della nostra regione (e in particolare del Crotonese) la verità arcaica e sacra, necessaria per la sua narrazione evangelica. Attraverso il racconto di aneddoti e scelte registiche, il presidente della Cineteca ha trasmesso agli studenti la forza di un cinema che si fa testimonianza e impegno, sottolineando come la Calabria sia stata per Pasolini una ‘scoperta’ fondamentale, capace di influenzare profondamente il suo linguaggio estetico e poetico. A rendere ancora più vivo il racconto della vita del poeta è stato il giornalista Luigi Stanizzi, che ha arricchito l’incontro con una serie di preziosi aneddoti legati alle frequentazioni calabresi di Pasolini. Stanizzi ha rievocato il legame profondo e quasi fraterno con Ninetto Davoli, compagno di vita e di set, che spesso accompagnava il regista nelle sue incursioni nel Sud Italia alla ricerca di quella ‘verità’ umana che Pasolini tanto amava. Particolarmente affascinante è stato il riferimento al leggendario incontro tra Pasolini e Totò: Stanizzi ha descritto come queste figure, apparentemente distanti, si siano intrecciate nella storia del nostro cinema e come la Calabria sia stata, spesso, lo scenario silenzioso di queste grandi amicizie intellettuali. Grazie al suo racconto, gli studenti hanno potuto percepire un Pasolini più umano, lontano dal mito distante dei libri di testo, immergendosi nella realtà di un uomo che viveva il territorio e le sue relazioni con autentica passione. Il giornalista professionista Luigi Stanizzi ha, infine, suggerito di rappresentare questo prezioso evento su Pasolini prodotto dalla scuola, anche con proiezioni di video, a beneficio degli abitanti di Mesoraca e di altre città, oltre che in altri istituti scolastici. Protagonisti attivi del dibattito sono stati, infatti, gli alunni e le alunne delle classi quinte del liceo, convinti che Pier Paolo Pasolini si annoveri tra gli autori e i poeti che meritano di vivere nella memoria delle generazioni future. Partendo dall’analisi di numerosi prodotti del genio dell’autore quali articoli di giornale, saggi, film, romanzi, versi, hanno toccato i punti che li hanno particolarmente colpiti e che di più li hanno stimolati a riflettere. Le ragazze e i ragazzi hanno evidenziato la grande attualità della visione di Pasolini, riflettendo oltre che sulla sua figura di intellettuale e poeta, anche sul suo ruolo di osservatore attento dei cambiamenti dei costumi e della società dei suoi tempi, con le implicazioni antropologiche e sociali delle sue osservazioni. Non si è trattato di un semplice esercizio di memoria storica, ma di un vero e proprio corpo a corpo con il pensiero pasoliniano. Tutti gli studenti hanno saputo isolare i nervi scoperti della sua produzione, rintracciando in opere diverse un filo conduttore che parla ancora prepotentemente al presente. Nello specifico, l’analisi si è articolata attorno a questi nuclei tematici fondamentali: L’aspetto letterario dell’opera di Pasolini; Il mistero intorno alla morte di Pier Paolo Pasolini; Il romanzo “Ragazzi di vita”; L’intellettuale scomodo; Il Pci ai giovani; I fatti di Valle Giulia; L’omologazione culturale; Fascismo degli antifascisti e il Vuoto del potere in Italia; Premio letterario di Crotone a Pasolini; Commento della poesia “Supplica a mia madre”; “Salò” e il caso Epstein, connessioni e riflessioni critiche. Ciò che è emerso con maggiore forza da questo incontro non è stata solo la precisione accademica, ma la passione civile con cui i ragazzi hanno abitato le parole di Pasolini. In un’epoca spesso accusata di superficialità, gli studenti del liceo hanno dimostrato una maturità rara, affrontando la complessità del poeta con un impegno che è andato ben oltre il dovere scolastico. C’è stata serietà nell’ascolto e coraggio nel confronto: i giovani hanno saputo raccogliere l’eredità di un intellettuale che chiedeva di ‘gettare il proprio corpo nella lotta’, traducendola in un’analisi lucida e partecipe. È la prova che Pasolini, a centoquattro anni dalla nascita, continua a trovare nei ragazzi gli interlocutori più attenti, capaci di trasformare la sua ‘disperata vitalità’ in una nuova forma di consapevolezza critica.
“Portare l’esperienza della Locride in un contesto internazionale come questo, significa dimostrare che anche i territori più complessi possono costruire percorsi di crescita fondati sulla qualità, sulla legalità e sulla valorizzazione di prodotti identitari”, è quanto dichiarato dal presidente della Confederazione Produttori Agricoli Calabria (Copagri) Francesco Macrì, rientrando dalla Colombia, precisamente da Cartagena, dove ha partecipato alla seconda Conferenza Internazionale sulla Riforma Agraria e lo Sviluppo Rurale (ICARRD+20). “Le politiche di sviluppo rurale – ha aggiunto il numero uno della Copagri della Calabria – devono continuare a sostenere modelli partecipativi come quello dei Gruppi di azione locale, capaci di generare sviluppo dal basso e di rafforzare il legame tra comunità, imprese agricole e istituzioni”. Molto apprezzate le relazioni tenute a Cartagena dal barone Francesco Macrì, che è anche presidente del Gal Terre Locridee. Insieme al direttore Guido Mignolli e al componente del Consiglio di amministrazione Ettore Lacopo, ha esportato il prestigio raggiunto in Calabria: un’importante occasione di confronto a livello internazionale che ha portato l’esperienza della Locride nel dibattito globale su agricoltura, legalità e sviluppo territoriale. Dopo la sessione inaugurale, si sono svolti diversi momenti istituzionali dedicati al tema dello sviluppo locale in agricoltura, declinato in diversi ambiti. Il presidente Macrì, insieme al presidente del Gal Montagna Vicentina, Agostino Bonomi e al rappresentante del Cisp Luigi Grando, ha partecipato a un incontro ristretto con la Ministra dell’Agricoltura, Martha Carvajalino, nel quale si è discusso delle politiche e delle strategie per favorire lo sviluppo delle aree rurali. In seguito, nello spazio pubblico dedicato alla cooperazione tra Italia e Colombia, il presidente della Copagri e del Gal Francesco Macrì ha raccontato l’esperienza della Locride, come esempio di territorio che ha scelto di puntare sulla qualità e sull’identità dei prodotti locali quali strumenti di sviluppo sociale ed economico. Il direttore Guido Mignolli è intervenuto in un talk dedicato ai prodotti certificati, confrontandosi con rappresentanti del mondo agricolo colombiano e italiano, sul ruolo delle Denominazioni di origine e delle Certificazioni di qualità nello sviluppo rurale e nella valorizzazione delle produzioni locali. Al centro del suo intervento il valore delle certificazioni, non solo come marchi commerciali, ma come veri e propri presidi di legalità e coesione sociale, in aree caratterizzate da fragilità economiche e sociali. «Le certificazioni di qualità – ha affermato il direttore del Gal Mignolli – rappresentano uno strumento strategico, perché collegano la tutela delle produzioni locali alla capacità dei territori di organizzarsi e progettare il proprio futuro. Dietro ogni denominazione c’è un lavoro di progettazione territoriale che coinvolge istituzioni, produttori e cittadini, costruendo percorsi di sviluppo duraturi e riconoscibili anche sui mercati internazionali». Guido Mignolli e il consigliere Ettore Lacopo, in uno spazio condiviso con altri Gal italiani, illustrando le principali azioni promosse dal Gal Terre Locridee nel comparto agricolo e rurale, hanno presentato il Gal evidenziandone il ruolo nel sostenere i piccoli produttori, favorire l’accesso ai mercati e progettare e promuovere un modello di sviluppo integrato, capace di unire qualità dei prodotti, turismo e valorizzazione territoriale. «Questi momenti di confronto internazionale – ha sottolineato il consigliere Lacopo – rappresentano un’occasione preziosa per costruire relazioni e aprire nuove prospettive di cooperazione tra territori. L’esperienza italiana dei Gal e quella dei territori rurali colombiani possono dialogare su molti fronti, creando opportunità di scambio e progetti comuni capaci di rafforzare entrambe le realtà”. Nell’ambito dell’evento è stato allestito uno stand dedicato alla cooperazione tra Italia e Colombia, con uno spazio riservato al Gal Terre Locridee, dove sono stati esposti e presentati alcuni prodotti tipici del territorio. Durante momenti di degustazione sono stati valorizzati, tra gli altri, il maiale nero d’Aspromonte, vini DOC e IGT, formaggi, sottoli e specialità provenienti anche dai territori di altri Gal calabresi, appartenenti alle aree del vibonese, del reggino e del catanzarese. Il Gal Terre Locridee ha inoltre presentato le proprie pubblicazioni istituzionali, alla presenza della Ministra dell’Agricoltura colombiana e dell’Ambasciatore d’Italia in Colombia, Giancarlo Maria Curcio, che sono stati omaggiati con i libri al centro dell’incontro. Nella Conferenza, dunque, il modello “Leader” e l’esperienza dei Gal sono emersi come esempi virtuosi di sviluppo territoriale generato dal basso, attraverso l’azione congiunta di produttori e comunità locali. La partecipazione alla conferenza di Cartagena conferma il ruolo della Calabria e della Locride, come territorio attivo nei processi di confronto internazionale sulle politiche rurali e sulle strategie di sviluppo sostenibile. Parole di soddisfazione sono state esternate dal presidente Copagri e del Gal Francesco Macrì per i risultati conseguiti in questa prestigiosa kermesse internazionale.
Oggi, 8 marzo 2026, la Calabria e il mondo intero si tingono di giallo mimosa, ma il profumo dei fiori quest’anno porta con sé un messaggio più profondo. In un’epoca di rapidi cambiamenti tecnologici e sociali, la Giornata Internazionale della Donna smette di essere una semplice ricorrenza celebrativa per confermarsi come un momento cruciale di riflessione sui diritti, sulla parità e sul futuro.
Il ruolo della donna nella società contemporanea
Nel 2026, il dibattito non riguarda più solo l’accesso al mondo del lavoro, ma la qualità di tale accesso. Vediamo sempre più donne protagoniste nella scienza, nella politica e nell’innovazione digitale, settori che fino a pochi decenni fa sembravano preclusi. Tuttavia, le sfide restano aperte: dal superamento del divario salariale alla conciliazione tra vita privata e professionale, un tema che tocca da vicino anche le famiglie del nostro comprensorio.
Tra tradizione e futuro
A Soverato e nei centri del basso Ionio, la festa si celebra con un mix di eventi culturali, mostre d’arte e incontri nelle piazze. È l’occasione per onorare le donne che hanno fatto la storia della nostra terra — madri, lavoratrici, instancabili pilastri della comunità — e per dare voce alle giovani generazioni che chiedono un mondo più equo e sicuro.
Non è solo una “festa”, ma un impegno collettivo: quello di educare al rispetto ogni giorno dell’anno, affinché l’otto marzo diventi il simbolo di un traguardo raggiunto e non solo una data sul calendario.
Gli auguri della Redazione
In questa giornata speciale, vogliamo dedicare un pensiero a tutte le nostre telespettatrici e alle donne che, con coraggio e determinazione, rendono unico il nostro territorio.
Auguri di cuore a tutte le donne dalla redazione di Soverato Uno TV. > Che questa giornata sia per voi fonte di ispirazione, gioia e meritato riconoscimento.
Non si ferma l’ondata di incidenti stradali causati dalla fauna selvatica in Calabria. L’ultimo episodio, in ordine di tempo, si è verificato di notte sulla strada statale 106, nel territorio comunale di Squillace, dove una giovane automobilista ha vissuto momenti di autentico terrore. Protagonista della vicenda una studentessa universitaria di 22 anni. La giovane si trovava alla guida della sua Fiat 500 quando all’improvviso un grosso cinghiale ha invaso la carreggiata. Nonostante il disperato tentativo di frenata per evitare l’ostacolo, l’impatto frontale è stato inevitabile e violento. L’ungulato è morto sul colpo a causa del forte urto, mentre la parte anteriore della vettura è uscita completamente distrutta dallo scontro. Fortunatamente la 22enne è uscita dall’abitacolo fisicamente illesa, ma in evidente stato di shock. Profondamente scossa dall’accaduto, la giovane è stata assistita dai carabinieri dell’aliquota Radiomobile, intervenuti tempestivamente sul posto per effettuare i rilievi di rito e gestire la sicurezza della viabilità. Quello di Squillace non è che l’ultimo di una lunga scia di incidenti che vedono coinvolti gli ungulati sulle arterie calabresi. La presenza massiccia di cinghiali a ridosso delle strade extraurbane rappresenta ormai un pericolo pubblico costante. L’episodio riaccende prepotentemente il dibattito sulla sicurezza stradale e sulla necessità di interventi urgenti per il contenimento della fauna selvatica, a tutela degli automobilisti, dei residenti e dell’incolumità pubblica. Carmela Commodaro
In vista delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio è nata la coalizione caratterizzata dal profilo civico denominata “Insieme per Satriano”, con candidato a Sindaco Michele Drosi. Hanno dato vita all’alleanza civica il Partito Democratico, la Lega, Noi Moderati, il movimento “Viviamo Satriano”, i consiglieri di minoranza Vittoria Corasaniti e Fortunato Drosi, ex amministratori comunali, rappresentanti del mondo associativo sociale e culturale e tanti cittadini che hanno a cuore le sorti e le prospettive di Satriano. “Insieme per Satriano” nasce per proporre a tutti i cittadini elettori una possibile e credibile alternativa di governo all’attuale maggioranza che, nel corso di questi anni, ha consegnato Satriano all’oblio, all’emarginazione, all’immobilismo, all’assenza di dialogo e confronto. E’ emersa con grande evidenza, infatti, una preoccupante incapacità nella gestione di tante opere pubbliche , con ritardi davvero insopportabili che ne impediscono il loro completamento, e nella cura attenta del territorio. Per non parlare di alcune scelte decisamente sbagliate, compiute al di fuori di una programmazione condivisa con la comunità locale. A fronte di tutto questo, le forze che hanno dato vita all’alleanza civica “Insieme per Satriano”, hanno chiesto a Michele Drosi di mettere a disposizione la sua esperienza amministrativa e politica con l’obiettivo di unire le diverse sensibilità e costruire un percorso di rinnovamento e pacificazione. Al suo fianco scenderà in campo una squadra di uomini e donne capaci e competenti, dotati di passione politica e di spirito di servizio, con un programma in grado di affrontare i problemi quotidiani e le nuove sfide per ridare slancio e sviluppo alla Marina e al Centro Storico del paese. L’alleanza civica “Insieme per Satriano”, pone al centro della propria azione il confronto e il dialogo con i cittadini per determinare una nuova stagione politico-amministrativa nell’interesse di tutta la comunità. Per parlare di tutto questo, nei prossimi giorni, verrà convocata una conferenza stampa.
La primavera a Squillace profuma di terra e storia. Il borgo antico si trasforma in un cantiere creativo a cielo aperto grazie a “Botteghe Aperte”, l’iniziativa promossa dall’amministrazione comunale che invita cittadini e turisti a riscoprire l’arte della ceramica. L’evento rientra nel progetto “Cassiodoro e la Cultura della Restanza”, un viaggio culturale curato dall’assessorato al Turismo guidato da Natascia Mellace, per valorizzare l’identità profonda del territorio attraverso le sue eccellenze artigiane. Nelle suggestive botteghe del centro storico i partecipanti non saranno semplici spettatori. Attraverso attività pratiche di modellazione e decorazione chiunque potrà cimentarsi con l’argilla, realizzando manufatti ispirati ai simboli e ai testi della tradizione di Cassiodoro. È un’occasione unica per osservare i maestri ceramisti all’opera e apprendere i segreti di un sapere antico che si tramanda da generazioni. «A Squillace – sottolinea il sindaco Enzo Zofrea – la ceramica diventa racconto di storia e identità. Con Botteghe Aperte valorizziamo l’arte locale intrecciandola con l’eredità culturale di Cassiodoro. È un’esperienza viva tra creatività e memoria». L’iniziativa è aperta a tutti e permette di immergersi nell’anima autentica di Squillace. Le attività sono disponibili su prenotazione nelle cinque botteghe aderenti: Decoart, Ideart, La Terracotta, Ceramiche Mellace e Il Tornio. «Grazie a questa iniziativa si potrà vivere un’autentica esperienza culturale e scoprire la storia e l’anima di Squillace», afferma con entusiasmo l’assessore Natascia Mellace. I laboratori rientrano nell’Avviso pubblico “Sostegno e promozione turistica e culturale – Linea 2 Progetti culturali” (annualità 2025), finanziato dalla Regione Calabria nell’ambito del Programma Operativo Complementare 2014–2020. Un investimento che conferma l’importanza di Squillace come polo d’eccellenza dell’artigianato artistico calabrese. Carmela Commodaro