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DIECI POSTI LETTO CANCELLATI PRESSO L’OSPEDALE DI SOVERATO: ALECCI PRESENTA INTERROGAZIONE

Il Capogruppo Pd: “chi si opera qui dovrà andare a Lamezia per la riabilitazione. Inaccettabile! Questo importante Ospedale invece di essere potenziato, viene indebolito. Non può essere solo una questione di numeri e tabelle, è una questione di umanità”.

Dieci posti letto cancellati con un colpo di spugna presso l’Ospedale di Soverato e trasferiti all’Ospedale di Lamezia Terme. Ancora una volta alle parole e agli annunci trionfalistici del Presidente e Commissario ad acta per la Sanità Roberto Occhiuto non seguono i fatti. Mi sono recato personalmente presso il nosocomio della cittadina ionica per verificare la situazione e ho potuto effettivamente appurare come questi posti letto per la riabilitazione siano stati eliminati. Nonostante la qualità del personale medico e sanitario presente in questo Ospedale e il gran numero di interventi che qui vengono effettuati, chi, ad esempio, oggi dovesse sottoporsi ad un intervento per una protesi all’anca è costretto, poi, a recarsi a Lamezia terme per la riabilitazione, tra grandi disagi per il paziente e le famiglie.

In questo modo, una struttura ospedaliera fondamentale che serve un grande bacino territoriale, praticamente tutto il basso ionio catanzarese e le aree interne, anziché essere potenziato, vinee indebolito. Una situazione non accettabile che cercheremo di contrastare in tutti i modi. Ho già presentato una interrogazione in consiglio regionale per chiedere quali siano le motivazioni di tale spostamento e chiedere di ripristinare i posti letto presso questo Ospedale. Non è solo una questione sanitaria, è una questione di umanità. Chi governa questi processi non dovrebbe operare solo tramite numeri e tabelle, ma dovrebbe fare di tutto per aiutare e stare vicino a chi soffre, a chi affronta degli interventi, garantendo le migliori prestazioni nel modo più semplice e vicino possibile. Sono posti letto fondamentali per questo territorio e per queste comunità e mi auguro che attraverso la nostra battaglia si possa riuscire a farli assegnare nuovamente all’Ospedale di Soverato.

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LE ARTISTE CANCELLATE TORNANO A PARLARE LA BIBLIOTECA DI FILADELFIA RISCRIVE LA STORIA DELL’ARTE AL FEMMINILE

Da Artemisia Gentileschi a Vivian Maier, 18 biografie riscoperte nell’evento “Trame di Libertà”
tra cultura, memoria e diritti delle donne

FILADELFIA – Si è conclusa con uno straordinario successo di partecipazione l’evento “Trame di Libertà”, tenutosi presso la Biblioteca Comunale di Filadelfia in occasione della Giornata Internazionale della Donna. Una sala gremita ha accolto con grande entusiasmo la riscoperta di 18 artiste straordinarie, le cui biografie sono state per troppo tempo oscurate dalla narrazione ufficiale della storia dell’arte.
L’iniziativa, nata dalla sinergia tra l’Amministrazione comunale, l’Assessorato alla Cultura, la Commissione Pari opportunità e la Biblioteca, ha offerto al pubblico un punto di vista inedito sul contributo femminile alla storia dell’arte. Dalle pioniere rinascimentali come Artemisia Gentileschi, passando per le “luci del Settecento” come Clara Peeters e Plautilla Bricci, fino alle visionarie dell’astrattismo come Hilma af Klint e alle ribelli del Novecento come Vivian Maier, il racconto si è snodato attraverso quattro “trame” narrative che hanno messo in luce il genio, la tenacia e la capacità di rottura di queste donne.
«Vedere una sala così viva e partecipe è la prova di quanto sia profondo il bisogno di cultura e di giustizia storica nella nostra comunità», ha sottolineato l’Assessore alla Cultura Veronica Gugliotta, che ha curato l’evento con il fondamentale supporto di Mariarosa Anello (Istituzione Biblioteca) e Liliana Campisano (Commissione Pari Opportunità).
A sottolineare il valore dell’iniziativa anche il sindaco di Filadelfia Anna Bartucca: «Eventi come questo dimostrano quanto la cultura possa essere uno strumento di consapevolezza e crescita civile. Restituire visibilità alle artiste dimenticate significa anche restituire dignità a una parte della nostra storia troppo a lungo rimasta ai margini. La grande partecipazione dei cittadini è un segnale forte: la nostra comunità ha voglia di conoscere, di riflettere e di costruire una memoria più giusta e inclusiva».
Il momento più partecipato della giornata è stato il “Tè Artistico”, durante il quale i presenti sono stati invitati a trasformare dei ventagli – storicamente simboli di riserbo e discrezione – in veri e propri manifesti di libertà, decorandoli e reinterpretandoli ispirandosi alle artiste raccontate durante l’incontro.
L’evento ha voluto essere una scintilla per una nuova volontà di approfondimento, offrendo ai cittadini non soltanto un momento celebrativo, ma un percorso critico capace di collegare il passato ai diritti del presente. L’attenzione rivolta alle 18 artiste non si esaurisce con la giornata dello scorso 8 Marzo, ma rimane come un invito permanente a riscoprire, tra le pagine della storia, le voci di chi ha lottato — spesso controvento — per affermare la propria identità creativa e i propri diritti.

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Vallefiorita, storia e tradizioni per la Festa di San Giuseppe

Il 19 marzo, Vallefiorita rinnova il suo legame con la storia e la fede celebrando la Festa di San Giuseppe in Piazza Matteotti. L’evento non è solo un omaggio alla figura del papà, ma un viaggio nelle radici profonde della comunità locale. La celebrazione si inserisce nel solco delle antiche usanze calabresi che vedono in San Giuseppe il protettore degli umili e della famiglia. In passato, queste giornate erano scandite da riti comunitari che univano sacro e profano, come la tavola condivisa con la scelta della pasta e ceci che richiama l’antica tradizione calabrese in cui i legumi, simbolo di fertilità e sostentamento, venivano offerti ai meno abbienti come segno di devozione al Santo, il padre che pensa a tutti. E poi le zeppole, fritte come vuole la consuetudine, che ricordano la leggenda secondo cui San Giuseppe, durante la fuga in Egitto, si fece venditore di frittelle per mantenere la Sacra Famiglia. All’evento ci sarà la partecipazione di Andrea Bressi, cantastorie del terzo millennio e attento ricercatore della tradizione orale calabrese, che permetterà di rivivere i canti e i racconti che un tempo animavano le piazze, mantenendo vivo il patrimonio linguistico e culturale del territorio. L’organizzazione, curata dalla Pro Loco di Vallefiorita con il patrocinio del Comune e la collaborazione della Parrocchia San Sergio e Soci, prevede alle ore 18.30 la Santa Messa e la benedizione dei papà; e a seguire la degustazione di pasta e ceci, vino e zeppole, con spettacolo e racconti a cura del cantastorie Andrea Bressi. Un’occasione preziosa per i cittadini e i visitatori di ritrovarsi attorno ai valori della solidarietà e dell’appartenenza.
Carmela Commodaro

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Petrizzi, prendono il via i laboratori di Echo del Sud: il borgo diventa un laboratorio narrante permanente

Prendono ufficialmente il via a Petrizzi i laboratori di Echo del Sud, il progetto di rigenerazione culturale che trasforma il borgo in un laboratorio narrante permanente, mettendo al centro i giovani come autori, interpreti e costruttori di nuove visioni del territorio. Il progetto è promosso da Makros, con la direzione artistica di Miriam Santopolo, in collaborazione con associazione Arpa e associazione Amica Sofia, all’interno di una rete territoriale ampia e in continua espansione. Un’iniziativa che intreccia storytelling immersivo, musica tradizionale, patrimonio sonoro e filosofia dialogica, e che ha ottenuto il sostegno della Fondazione Vincenzo Casillo, risultando vincitrice del Premio Buoncampo 2025, riconoscimento dedicato ai progetti capaci di generare valore culturale e sociale nelle comunità. Echo del Sud nasce con un obiettivo preciso: trasformare scuole, borghi e comunità in spazi di sperimentazione creativa, dove ragazze e ragazzi non siano semplici destinatari di attività culturali, ma veri autori e progettisti di un percorso condiviso. Un cambio di prospettiva che mette al centro l’immaginazione, la memoria e la capacità dei giovani di reinterpretare i luoghi attraverso linguaggi contemporanei. Nei prossimi mesi gli studenti delle scuole partner saranno coinvolti in tre percorsi laboratoriali complementari. Guidato da Antonio Pasquale, il laboratorio invita gli studenti a ripensare i borghi attraverso strumenti digitali, progettazione creativa e lavoro collaborativo. L’obiettivo è immaginare nuovi modi di raccontare e valorizzare il territorio, con uno sguardo che unisce innovazione e radici. Condotto da Miriam Santopolo, questo laboratorio di lettura espressiva accompagna i ragazzi alla scoperta della forza narrativa della voce: ritmo, pause, intensità diventano strumenti per trasformare la lettura in un’esperienza viva, condivisa e profondamente partecipata. Sempre sotto la guida di Santopolo, il laboratorio di scrittura creativa offre uno spazio di esplorazione dell’immaginazione, dove i giovani possono sperimentare linguaggi, inventare personaggi e costruire racconti capaci di intrecciare memoria, territorio e fantasia. Entrambi i laboratori dedicati alla parola non saranno semplici attività formative: i testi, le suggestioni e le interpretazioni nate durante gli incontri diventeranno parte integrante del percorso esperienziale di Echo del Sud, contribuendo alla creazione di materiali narrativi che daranno voce ai luoghi e alle visioni dei partecipanti. I percorsi coinvolgeranno gli studenti dell’ITT Malafarina di Soverato, dell’IIS Ferrari, dell’IC Corrado Alvaro di Chiaravalle C.le e dell’IC Mario Squillace di Montepaone. Le scuole rappresentano il cuore operativo del progetto e saranno protagoniste del festival Mojamu, momento conclusivo di restituzione pubblica in cui idee, storie e progetti prenderanno forma in un racconto collettivo aperto alla comunità. Il Premio Buoncampo della Fondazione Vincenzo Casillo sancisce il valore di un progetto che guarda al Sud come luogo di sperimentazione culturale avanzata, capace di generare modelli, visioni e comunità durature. Echo del Sud non si limita a raccontare il territorio: lo reinventa attraverso lo sguardo dei giovani, trasformando Petrizzi in un laboratorio permanente di creatività e futuro.
Carmela Commodaro

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Squillace, scontro sulla Provinciale 53: quattro feriti

Un incidente stradale si è verificato nel primo pomeriggio di oggi, 10 marzo, sulla strada provinciale 53, nei pressi dello svincolo della Statale 106 Jonica (Var A) in direzione Squillace. Il bilancio è di quattro persone ferite, trasportate in ospedale. Il sinistro ha visto coinvolte due autovetture, una Peugeot e un’Audi A3. L’impatto tra i due mezzi è avvenuto in un tratto di collegamento importante tra la viabilità statale e quella provinciale. Sul luogo dell’incidente è intervenuto tempestivamente il personale del Suem 118, che ha prestato le prime cure sul posto prima di disporre il trasferimento dei coinvolti in ospedale. Per quanto rigurada le persone coinvolte, si tratta di due donne residenti a Squillace e di una coppia di anziani non della zona. Secondo le prime informazioni, i feriti avrebbero riportato diverse contusioni e alcune fratture. Le forze dell’ordine, rappresentate dai Carabinieri e dalla Polizia Stradale, sono giunte immediatamente sul posto per effettuare i rilievi necessari alla ricostruzione della dinamica e per gestire la viabilità.
Carmela Commodaro

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Petilia Policastro, il prestigioso studente Amedeo Nicolazzi conquista il primo posto alla finale di area dei Giochi Matematici del Mediterraneo

Grande soddisfazione a Petilia Policastro per gli esiti dei giochi matematici, che hanno qualificato al massimo livello un valoroso studente della città Presilana. Amedeo Nicolazzi, dell’Istituto comprensivo “Dante Alighieri-Marconi” di Petilia Policastro, infatti, si è qualificato al primo posto alla finale di area dei Giochi Matematici del Mediterraneo dell’Accademia Italiana per la Promozione della Matematica “Alfredo Guido”, che si sono svolti presso l’Istituto “Don Maraziti” di Marcellinara, dov’erano presenti alunni delle province di Crotone e Catanzaro.  La conquista del  gradino più alto del podio su 35 finalisti, nella categoria S1 (prima media) ha permesso ad Amedeo Nicolazzi  di qualificarsi per la finale nazionale, che si terrà a Palermo il 3 maggio 2026, portando così in alto il nome di Petilia Policastro e della Calabria anche nella fase conclusiva della competizione, dove si sfideranno 80 alunni provenienti da tutte le regioni d’Italia e alcuni dal resto del mondo. Naturalmente, grande soddisfazione per il prestigioso riconoscimento anche fra i felici famigliari del giovanissimo Amedeo Nicolazzi, predestinato a un futuro di alti livelli professionali.

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Amaroni, l’8 marzo nel segno di Franca Rame: un omaggio civile, intenso e consapevole

Nel centenario della nascita di Dario Fo, l’8 marzo del Comune di Amaroni si è trasformato in un tributo a una donna che ha segnato il teatro e l’impegno civile del Novecento: Franca Rame, artista che ha fatto del palcoscenico un luogo di denuncia sociale e di emancipazione femminile. Una sala consiliare gremita e attenta ha accolto una celebrazione lontana dalle ritualità formali, capace di restituire la forza di una figura che ha dato voce alle casalinghe, alle donne sottomesse, a tutte coloro che subivano una subordinazione di genere spesso taciuta. L’incontro ha ripercorso la vita e l’opera di un’attrice che ha portato in scena un teatro civile, popolare e militante, più vicino all’attivismo del dissenso che alle etichette. Per la Rame, la comunicazione era un mezzo per favorire l’emancipazione, e testi come “Tutta casa, letto e chiesa” restano pietre miliari nella rappresentazione satirica e grottesca della condizione femminile, della sessualità e della vita domestica. Non è mancato il riferimento al suo impegno politico e sociale, come l’esperienza di “Soccorso Rosso”, l’organizzazione per i diritti dei detenuti politici, e la sua attività nelle istituzioni: eletta senatrice nel 2006, Rame si distinse per posizioni critiche e coerenti, fino alle dimissioni irrevocabili dopo soli 19 mesi, in dissenso con uno stile politico che non le apparteneva. Tra i momenti più suggestivi, la lettura di “Ricacciamo il demonio ne lo suo enferno”, un testo che propone una genesi alternativa, un diverso rapporto tra Adamo ed Eva, dove emergono l’umanità, la comprensione e l’umorismo della figura femminile. Una narrazione che restituisce centralità alla donna, ribaltando stereotipi antichi. Di forte impatto il ricordo della violenza subita da Franca Rame, da lei denunciata prima nel monologo “Lo stupro” e poi pubblicamente. Un passaggio doloroso, che ha trovato eco nella lettura dell’inedito di Patrizia Fulciniti, “Nella tua lingua il mio sangue”: un testo che attribuisce alla donna, e non a Cristo, la nascita del giullare. Un’operazione di giustizia narrativa che trasforma la vittima nell’origine stessa dell’arte popolare delle giullarate, ribaltando il paradigma della sofferenza subita in una nuova forma di potere creativo. Dalle letture è emerso il ritratto di una donna consapevole, animata da un forte impegno civile, capace di unire passione, sentimento e ironia. Particolarmente toccante il testo in cui Rame immagina il proprio congedo dalla vita terrena, restituendo ancora una volta la sua capacità di guardare all’esistenza con lucidità e tenerezza. La manifestazione, organizzata dall’amministrazione comunale di Amaroni, ha voluto essere un omaggio alle donne depurato da ogni retorica: non un giorno di tregua rispetto ai restanti 364 di lotta, ma un momento evocativo e consapevole, capace di ricordare che la disparità persiste e che molti diritti restano ancora da conquistare. Grazie al contributo di Stefania Anastasio, Patrizia Fulciniti, Anna Maria e Teresa Murgida, Gianni Paone e Micaela Papa, dell’associazione Terra di Mezzo, e al supporto della “Fondazione Fo Rame” per l’uso dei loghi del centenario, l’evento si è trasformato in una celebrazione intensa e partecipata. La serata si è chiusa con un richiamo al drammatico scenario internazionale: un pensiero dedicato alle 165 bambine uccise in Iran e allo strazio delle loro madri. Un gesto che ha ampliato il senso della ricorrenza, ricordando che la lotta per i diritti delle donne non conosce confini.
Carmela Commodaro

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‘Ndrangheta: Operazione “Libeccio” 19 misure cautelari

Nelle prime ore dell’odierna mattinata, a Crotone e a Isola di Capo Rizzuto (KR), nonché presso le strutture carcerarie di Tolmezzo (UD), Spoleto (PG), Cassino (FR), Napoli Secondigliano e Catanzaro Siano, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Crotone, del Reparto Anticrimine di Catanzaro del Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri e della Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Crotone, supportati da quelli dei Comandi Provinciali di Cosenza e di Catanzaro, nonché del Nucleo Cinofili, dell’8° Nucleo Elicotteri e dello Squadrone Eliportato “Cacciatori” di Vibo Valentia, hanno dato esecuzione a:
a. un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. Distrettuale presso il Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 19 persone (18 in carcere e 1 agli Arresti Domiciliari), delle quali 5 (cinque), già ristrette per altre cause, indagate, a vario titolo, per “associazione di tipo mafioso”, “estorsione”, “rapina impropria”, “accesso indebito ai dispositivi, idonei alla comunicazione, da parte dei soggetti detenuti” e “dei reati nella materia delle sostanze stupefacenti, anche in forma associativa”, questi ultimi aggravati dal cosiddetto “metodo” o dalle “finalità mafiose”;
b. 19 (diciannove) Decreti di Perquisizione, con le contestuali notifiche delle informative di garanzia e sui diritti ai suddetti indagati, a vario titolo, per le ipotesi delittuose, sopra menzionate.
Le indagini, sviluppate, dal gennaio del 2024 al luglio del 2025, mediante delle attività di osservazione, pedinamento e controllo, nonché intercettive telefoniche, ambientali e con i captatori “virus” informatici, supportate, altresì, dalle dichiarazioni, rese da 11 (undici) Collaboratori di Giustizia:
a. si affiancano alle risultanze delle investigazioni “BLIZZARD – FOLGORE” e “BLACK FLOWER”, eseguite nei confronti degli appartenenti alle Cosche della ‘Ndrangheta isolitane;
b. hanno permesso di far luce sulle ulteriori dinamiche criminali della consorteria della ‘Ndrangheta, conosciuta come Locale di Isola di Capo Rizzuto, e, in particolare, delle Cosche “ARENA”, “MANFREDI” e NICOSCIA”, documentando:
− la loro spiccata resilienza e la capacità di ricompattarsi, dopo i duri colpi, subiti, nel 2025 e all’inizio del corrente anno, mantenendo la loro operatività con le modalità, già riscontrate nelle pregresse investigazioni;
− i loro attuali organigrammi, ove sono inseriti i cosiddetti elementi “veterani” e diverse “nuove leve” del panorama associativo locale, che hanno potuto avvalersi, altresì, dei familiari o dei conviventi degli altri soggetti, già detenuti, poiché coinvolti nelle precedenti operazioni di polizia;
− gravi indizi di colpevolezza relativamente a dei gravi eventi criminosi, quali le 5 (cinque) estorsioni, aggravate dal metodo mafioso, commesse ai danni di un notissimo Circo itinerante, presente a Isola di Capo Rizzuto per una decina di giorni, nel giugno del 2024, di un esercizio della panificazione e di un supermercato, affiliato a una notissima catena internazionale, nonché a un’impresa edile del luogo e a un’azienda della provincia di Messina, che forniva il nolo dei mezzi a freddo a una società della provincia di Salerno, attiva nel territorio isolitano nella progettazione e nella realizzazione degli impianti elettrici, alla quale sono stati danneggiati diversi veicoli, con un danno, stimato in circa 500.000,00 (cinquecentomila/00) Euro;
‒ l’esistenza di una “bacinella”, alla quale attingere per sostenere economicamente le famiglie dei detenuti e corrispondere le relative spese legali, alimentata dalla fiorente e acclarata attività:

  • dell’approvvigionamento sia dell’hashish che dell’eroina, tramite i verificati canali napoletani, di Reggio Calabria e albanesi, questi ultimi attestati nella periferia milanese e documentati con il sequestro di 1,100 kg di eroina, effettuato dai Carabinieri della Compagnia di Scandicci (FI), l’8 ottobre 2024, su richiesta degli operanti;
  • del conseguente smercio delle citate sostanze nell’intera provincia di Crotone, soprattutto nei periodi estivi e delle feste sia natalizie che pasquali.
    Il relativo procedimento penale pende nella fase investigativa.
    I provvedimenti, adottati in fase investigativa e/o dibattimentale, non implicano alcuna responsabilità dei soggetti, sottoposti alle indagini, ovvero imputati, e che le informazioni sul procedimento penale in corso sono fornite in modo da chiarire la fase in cui il procedimento pende e da assicurare, in ogni caso, il diritto delle persone sottoposte alle indagini e degli imputati a non essere indicati come colpevoli fino a quando la colpevolezza non è stata accertata con una sentenza o con un decreto penale di condanna, irrevocabili.

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CADIC: BENE AUMENTARE GLI AIUTI MA SERVONO PIÙ FONDI PER I C.A.V.

Il Coordinamento dei Centri Antiviolenza regionale teme di non poter far fronte alle richieste delle vittime. In data 2 Marzo 2026, in occasione della Convocazione del Tavolo di Lavoro regionale Antiviolenza presso la Regione Calabria – Dipartimento per l’Inclusione Sociale, la Sussidiarietà e il Welfare – in merito all’approvazione del Piano Triennale degli interventi sulla violenza di genere, il Coordinamento regionale Antiviolenza “C.A.D.I.C.” (composto da 9 Centri antiviolenza e 4 Case rifugio in Calabria) ha chiesto, con grande determinazione, maggiori ed adeguate coperture finanziarie per il sostegno finanziario dei Centri Antiviolenza, ciò al fine di una imprescindibile ed effettiva attuazione degli interventi e azioni previste. Durante l’audizione, l’Assessora Pasqualina Straface ha manifestato la difficoltà ad aumentare le risorse disponibili e a garantire il livello di competenze finora raggiunto dalle strutture riconosciute e regolarmente autorizzate, stante l’obiettivo invece di rafforzare le altre azioni correlate ma secondarie a sostegno delle donne sopravvissute vittime di violenza e discriminazioni di genere. Il C.A.D.I.C. pur esprimendo l’apprezzamento per il lavoro finora svolto dell’Assessora, che ha operato su due distinti testi normativi per la copertura finanziaria, quali il D.P.C.M. del 29.12.2025 e la legge regionale n.34/2025, resta a disposizione per altri momenti di confronto se ritenuti utili. L’auspicio è che le risorse finanziare a disposizione per i prossimi tre anni possano condurre ad un concreto e adeguato sostegno finanziario per la sostenibilità dei centri antiviolenza(CAV), che rappresentano il primo livello di accesso e di sostegno concreto per tutte le donne e minori vittime delle violenze di genere.

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Cardaemort: il viaggio oscuro e autentico di Francesco Bronti, giovane talento del metal italiano

A soli 24 anni, Francesco Bronti sta tracciando un percorso artistico che sorprende per maturità, visione e profondità emotiva. Musicista polistrumentista originario di Savona e ormai figura attiva nella scena musicale di Catanzaro, Francesco ha dato vita a Cardaemort, un progetto solista di progressive melodic death metal che unisce tecnica, introspezione e atmosfere oscure. Dopo le prime esperienze con i Disgust Young e numerosi live nel circuito locale, nel 2022 Francesco sente l’esigenza di intraprendere una strada più intima e indipendente. La scelta del progetto solista nasce dal desiderio di creare musica che fosse davvero sua, libera da compromessi e capace di raccontare emozioni, paure e visioni personali. Autodidatta per la maggior parte degli strumenti, ha comunque affinato tecnica e teoria grazie al supporto di mentori e familiari, costruendo un approccio multidisciplinare alla composizione che oggi rappresenta uno dei tratti distintivi di Cardaemort. Il 17 aprile 2024 esce “The Whispering House”, il primo album ufficiale di Cardaemort. Un lavoro che si muove tra introspezione e suggestioni urbane, dove le leggende di Catanzaro diventano metafore di inquietudini interiori e la città stessa si trasforma in un luogo narrativo. Ogni brano nasce quasi sempre da chitarre e batteria, strumenti con cui Francesco costruisce l’ossatura emotiva dei pezzi. I testi arrivano solo alla fine, come un sigillo che cattura l’essenza più autentica delle sensazioni provate durante la composizione. Il risultato è un disco che alterna aggressività e malinconia, tecnica e atmosfera, offrendo un viaggio sonoro che parla di crescita, vulnerabilità e ricerca di sé. Pur essendo un progetto solista, Cardaemort vive anche sul palco grazie alla collaborazione con musicisti locali che affiancano Francesco nei live. Questa dimensione collettiva permette ai brani di assumere nuove forme, più fisiche e immediate. L’artista, intanto, continua a sperimentare in studio: dopo l’album d’esordio, ha pubblicato EP e sta lavorando a un secondo disco dedicato al tema della sofferenza, un concept più cupo e introspettivo che promette un ulteriore salto evolutivo. Cardaemort non è solo un progetto musicale, ma è il simbolo di un percorso artistico costruito con pazienza, dedizione e una passione che non teme confini geografici o stilistici. Dalla Liguria alla Calabria, dai primi palchi ai lavori in studio, Francesco Bronti continua a esplorare nuove sonorità e a collaborare con la scena locale, portando la sua musica oltre i limiti del territorio. In un panorama metal spesso dominato da produzioni omologate, Cardaemort si distingue per autenticità, coraggio e una sorprendente maturità compositiva. Un nome da tenere d’occhio, perché il viaggio è appena iniziato.
Carmela Commodaro

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