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Apertura della Visita Pastorale dell’Arcivescovo Maniago: una celebrazione per tutta la Chiesa diocesana

L’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro–Squillace si prepara a vivere un momento di particolare grazia e comunione ecclesiale, cioè l’apertura ufficiale della Visita Pastorale dell’Arcivescovo, mons. Claudio Maniago, che avrà luogo domenica 26 aprile, alle ore 17.00. La celebrazione inaugurale si terrà nella Basilica dell’Immacolata, a Catanzaro. Qualora le condizioni lo richiedessero, la liturgia si svolgerà all’aperto, per favorire una partecipazione più ampia e sicura. L’Arcivescovo Maniago visiterà, nei mesi successivi, tutte le comunità dell’Arcidiocesi, incontrando fedeli, sacerdoti, religiosi, religiose e realtà laicali. La Visita Pastorale rappresenta un tempo privilegiato di ascolto, discernimento e rinnovamento spirituale, in cui il Pastore si fa vicino al suo popolo per condividere speranze, fatiche e prospettive future. Per questo momento inaugurale sono invitate tutte le comunità parrocchiali, accompagnate dai loro parroci, insieme alle comunità religiose e alle aggregazioni laicali presenti sul territorio. Durante la celebrazione, ad ogni parrocchia verrà consegnata una lampada, simbolo della presenza del pastore e della luce del Vangelo che guida il cammino della Chiesa. La lampada rimarrà accesa per tutta la durata della Visita Pastorale, come segno di preghiera, vigilanza e comunione tra le diverse comunità dell’Arcidiocesi. Per favorire la più ampia partecipazione possibile, tutte le celebrazioni eucaristiche serali di domenica 26 aprile nelle parrocchie saranno sospese. L’invito è quello di convergere a Catanzaro per vivere insieme questo evento diocesano. In origine, la celebrazione era prevista a Squillace, ma poi è stato deciso lo spostamento della liturgia inaugurale nella Basilica dell’Immacolata a Catanzaro. La Visita Pastorale è un tempo di grazia che interpella ogni battezzato. L’Arcidiocesi invita tutti i fedeli a partecipare con gioia e senso di appartenenza, accogliendo l’Arcivescovo Maniago e accompagnando con la preghiera il suo ministero.
Carmela Commodaro

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Naturium al FIBO 2026 di Colonia: Giovanni Sgrò tra le novità Panatta e il nuovo volto del fitness mondiale

Il fondatore del progetto culturale e della Flex Gym rientra dalla più importante fiera europea del settore: “Quindici macchine rivoluzionarie provate con Hany Rambod, il coach dei Mr. Olympia. E un mercato ormai globale, dove Asia ed Europa si contendono la scena”

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Quattro giorni a Colonia, in Germania, per respirare il futuro del fitness mondiale. Giovanni Sgrò, fondatore del progetto culturale Naturium e dell’annessa Flex Gym di Soverato, è rientrato in Calabria dopo la sua presenza al FIBO 2026, la più importante fiera internazionale dedicata a fitness, benessere, salute e nutrizione, in scena dal 16 al 19 aprile al Centro Espositivo di Colonia. Un appuntamento che riunisce ogni anno migliaia di espositori e centinaia di migliaia di visitatori da oltre cento Paesi, confermandosi come l’hub globale delle tendenze e delle tecnologie del settore.

Un mercato sempre più globale: Asia ed Europa si contendono il fitness

Tornato in Italia con un taccuino ricco di spunti, Sgrò traccia un bilancio lucido dello stato dell’industria. “La fiera si conferma interessantissima — racconta — e fotografa un mondo in cui l’Oriente, in particolare Cina e India, è ormai la fabbrica del pianeta. Molte aziende europee e italiane si appoggiano a grandi manifatture cinesi per la produzione, ma negli ultimi quindici anni quegli stessi stabilimenti hanno iniziato a sviluppare marchi propri, capitalizzando competenze costruttive e biomeccaniche di altissimo livello”. Un’evoluzione che, osserva il fondatore di Naturium, ridisegna la geografia del comparto: “Non sono più Paesi emergenti, sono player fondamentali. L’industria e la creatività europee non possono ormai fare a meno di queste filiere. E lo si vede dal FIBO: presenze dal Giappone al Brasile, con numerose aziende indiane e coreane in forte crescita, accanto ai marchi tedeschi, italiani e americani che continuano a innovare”.

Quindici macchine nuove: l’onda Panatta sorprende Colonia

Tra le tappe più significative della visita, quella allo stand Panatta, storico partner della Flex Gym. Il marchio marchigiano — riferimento globale del bodybuilding di alta gamma — ha presentato a Colonia quindici nuove macchine, descritte da Sgrò come “completamente rivoluzionarie”. Attrezzature frutto di uno studio approfondito della biomeccanica, sviluppate anche grazie al contributo dei più grandi preparatori mondiali. “Abbiamo avuto il privilegio di provarle insieme a Hany Rambod, il coach più titolato della storia del bodybuilding — racconta Sgrò —. È l’ideatore del sistema FST-7 e ha guidato leggende come Phil Heath, Jay Cutler, Chris Bumstead e Hadi Choopan, per un totale di oltre venticinque titoli Mr. Olympia. Testare con lui le nuove macchine significa confrontarsi con la più alta espressione della scienza dell’allenamento applicata all’ingegneria italiana”. Nelle foto scattate durante la visita, Sgrò posa accanto a Rudy Panatta e allo stesso Rambod presso lo stand aziendale. “Siamo stati accolti con il calore di sempre da Rudy — aggiunge —. Ormai ci considerano parte di una famiglia che ha riportato in Calabria il meglio del made in Italy del fitness. Il nostro centro è attrezzato in gran parte con macchinari Panatta, e siamo certi che questo marchio continuerà a dominare la scena del bodybuilding mondiale”.

Tecnologia, biomeccanica e il ritorno del ferro

Uno dei fili rossi emersi a Colonia è proprio la convivenza tra digitalizzazione e classicità. “Molta tecnologia è entrata nelle macchine — osserva Sgrò — ma tornano in auge anche gli attrezzi fondamentali, costruiti con una cura biomeccanica straordinaria. Panatta è l’esempio più evidente di questa filosofia: attrezzature che seguono i movimenti naturali del corpo, riducendo i rischi e massimizzando la connessione mente-muscolo”.

La visione di Naturium: salute, prevenzione e benessere integrale

Al di là delle novità di prodotto, il FIBO ha confermato una tendenza di fondo che Sgrò segue da anni con Naturium: la crescente consapevolezza dell’attività fisica come strumento di prevenzione sanitaria e longevità. “Oggi si è capita l’importanza dell’allenamento muscolare per il metabolismo, per l’equilibrio ormonale, per la salute complessiva — riflette —. Il fitness offre a costi accessibili ciò che la sanità farebbe fatica a garantire: prevenzione, tono psicofisico, qualità della vita”. Un messaggio che per Sgrò va oltre la palestra. “Naturium è sempre attenta a ciò che è utile al corpo e alla mente, perché tutto parte da un sistema integrato di benessere. La salute fisica nasce dalla mente: è da lì che comincia ogni vera pratica di cura di sé”. Due giorni pieni in fiera, “faticosi ma fondamentali” — sottolinea — per portare a Soverato e in Calabria il meglio dell’innovazione internazionale. Perché anche da noi, ribadisce Sgrò, “si può fare cultura del benessere con gli stessi standard di Colonia, New York o Tokyo”.

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Gasperina, grande attesa per la mostra fotografica “Orchidee della Calabria”

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Grande attesa per la mostra fotografica “Orchidee della Calabria”, che verrà inaugurata 22 aprile alle ore 18,00, presso Palazzo Manni, nel cuore del centro storico di Gasperina dove, domenica 26 aprile e 3 maggio, con raduno alle ore 9:00 prenderà il via la seconda edizione del Festival delle Orchidee, tra Gasperina, Palermiti e Montauro. Una articolata iniziativa organizzata in collaborazione con Italia Nostra Sezione Paolo Orsi Soverato – Guardavalle, l’Associazione Il Sotterraneo APS Pro Gasperina di Gasperina e l’Associazione Pietra Elisa di Palermiti, patrocinato dai comuni di Gasperina e Palermiti. L’appuntamento unisce natura, cultura e comunità, invitando a riscoprire le peculiarità storiche, naturalistiche, paesaggistiche e la bellezza autentica del territorio.  il Festival si propone come un’esperienza immersiva tra i sentieri che collegano Gasperina, Palermiti e Montauro, alla scoperta delle orchidee spontanee e delle meraviglie naturalistiche locali, un invito a  osservare un patrimonio naturale straordinario fatto di colori, profumi e biodiversità. Il percorso escursionistico, di circa 1,5 km con un dislivello di 70 metri, è di difficoltà medio-bassa e accessibile a tutti. Un’occasione per vivere la natura in modo consapevole, tra scorci panoramici sull’istmo e testimonianze di un passato ancora vivo nel paesaggio. Dopo il successo dello scorso anno, l’edizione 2026  si arricchisce della mostra fotografica “Orchidee della Calabria”: un viaggio visivo tra orchidee e insetti che animano il territorio, pensato per coinvolgere non solo i visitatori, ma anche la comunità locale, offrendo la possibilità di partecipare anche a chi non prenderà parte all’escursione sul Colle Paladino. La mostra vedrà la partecipazione dei sindaci Gregorio Gallello di Gasperina e Domenico Emanuele di Palermiti, di Pino Liberti, Coordinatore Sezione Calabria meridionale G.I.R.O.S., e dei fotografi naturalisti Luigi Torino, Nicola Romeo Arena ed Ernesto Sestito.
“Questa iniziativa nasce dal desiderio di valorizzare ciò che ci appartiene profondamente – spiegano gli organizzatori – perché conoscere la bellezza del nostro territorio è il primo passo per proteggerla e custodirla insieme.”
Gli organizzatori invitano tutti a partecipare muniti di scarpe comode e spirito di scoperta: non serve andare lontano per trovare la meraviglia, basta imparare a riconoscerla vicino a casa.

Rosanna Paravati

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La Tod System di Davoli ha incontrato gli studenti sulla tecnologia del futuro: Robotica e innovazione all’ITT Malafarina

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All’ITT Malafarina, presso la sala conferenze, la Tod System di Davoli ha incontrato gli studenti sulla tecnologia del futuro: Robotica e innovazione. Un incontro interessante, dove gli studenti hanno potuto dialogare con i professionisti della Tod System, realtà d’avanguardia nel settore dell’automazione. L’evento, coordinato con passione dal professor Franco Babbo,, ha trasformato l’aula in un laboratorio di innovazione pura. “L’obiettivo – ha chiarito Babbo – è quello di dimostrare ai ragazzi che il talento e le competenze tecniche possono trovare terreno fertile proprio qui, in Calabria, in un’azienda giovane, dinamica e competitiva”.Infatti, il messaggio forte e chiaro emerso durante l’incontro, salutato dal Dirigente Scolastico Vincenzo Gallelli, è stato che, a volte, l’eccellenza abita a pochi chilometri di distanza, non è necessario guardare alla Silicon Valley o ai poli tecnologici del Nord Italia per toccare con mano il futuro della robotica. La giornata non si è limitata a una semplice lezione frontale. Dopo una serie di slide di approfondimento, sono state effettuate alcune dimostrazioni pratiche con piccoli e grandi robot collaborativi, macchine di ultima generazione capaci di interagire in sicurezza con l’uomo. Il team della Tod System ha offerto una panoramica completa dei diversi settori che compongono un’azienda di robotica, mostrando come discipline diverse debbano integrarsi per dare vita a un prodotto finito. Sono intervenuti gli ingegneri: Francesca Federica Donadio, Divisione R&S, Phd in Ingegneria Biomedica, la quale ha affascinato la platea con il tema della Robotic Vision, spiegando come i robot “vedono” il mondo. Paola Cuzzola, Divisione R&S, che è entrata nel cuore della Robotica Collaborativa, il nuovo standard dell’industria 4.0. Francesca Nanci, Divisione R&S, che ha approfondito la Computer Vision, fondamentale per l’analisi dei dati visivi. Vittorio Gualtieri,Divisione Robotica, ha illustrato i segreti della progettazione meccanica e della stampa 3D, il ponte tra idea e realtà fisica. Hanno inoltre contribuito alla riuscita dell’evento: Mattia Alfarano, IT Specialist, e Cristina Nifosì, Design Grafico e Social Media Manager. L’incontro si è concluso con una sessione di domande, con gli studenti attenti e incuriositi non solo dalle specifiche tecniche dei robot, ma anche dal percorso di studi necessario per entrare a far parte di un team così giovane e specializzato. E’ stata una giornata interessante che ha lasciato il segno e dimostrato che il domani può essere costruito restando esattamente dove si è nati.
Rosanna Paravati

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Catanzaro messa in scena di “Tibi e Tascia”, tra i protagonisti, il giovanissimo Giuseppe Procopio

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Grande emozione al teatro Hercules di Catanzaro per la messa in scena di “Tibi e Tascia”, opera tratta dal celebre romanzo di Saverio Strati. Tra i protagonisti, il giovanissimo Giuseppe Procopio,giovane talento calabrese che ha dato volto e voce al personaggio di Tibi, conquistando il pubblico con la sua intensa interpretazione. Lo spettacolo, prodotto dal Teatro di Calabria “Aroldo Tieri” e diretto artisticamente da Francesco Mazza, porta sul palco una storia di disuguaglianze, discriminazioni, povertà, sogni e desideri di riscatto, uno spaccato della Calabria degli anni ’30, raccontato attraverso gli occhi di due bambini: Tibi e Tascia. il piccolo Giuseppe ha saputo incarnare perfettamente il sogno di riscatto del suo personaggio, un bambino con il desiderio di studiare e costruirsi un futuro migliore. L’interpretazione di Giuseppe Procopio emerge come uno dei momenti più significativi della rappresentazione, nonostante la giovane età, di appena dodici anni, ha dimostrato grande sensibilità artistica e maturità scenica. Il suo Tibi è apparso credibile, capace di trasmettere emozioni profonde e di rendere attuale una storia radicata nella tradizione calabrese. Il pubblico ha accolto la sua performance con lunghi applausi, riconoscendo il valore del lavoro svolto insieme agli altri giovani attori del cast. Lo spettacolo, oltre a valorizzare i giovani talenti del territorio, rappresenta un importante progetto culturale che coinvolge bambini e ragazzi, offrendo loro l’opportunità di avvicinarsi al teatro e, in questo caso, alla letteratura. Giuseppe Procopio frequenta la prima classe della Secondaria di Primo Grado della Scuola Don Bosco di Soverato. Lo scorso mese di dicembre ha esordito come scrittore con il suo primo libro “La Nave Smarrita”,un romanzo avventuroso e di fantasia, tre storie messe insieme in 25 pagine, arricchito con immagini colorate e una pagina in cui il piccolo autore si presenta, raccontando la sua vita ricolma dall’amore di Mamma Stefania, papà Pietro e la sorella Bianca.
Rosanna Paravati

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Final Four di coppa Calabria Union volley Soverato vola in finale

Union Volley Soverato – Volley Cosenza 3 – 1.
25- 21; 25 – 11; 23 – 25; 25 – 14

Spalti gremiti, tifo alle stelle : non poteva avere miglior cornice la Final Four di Coppa Calabria FIPAV 2026 Serie D femminile. Il palazzetto di Soverato ha ospitato alle 17.30 la prima semifinale tra Union Volley e Volley Cosenza.
Le ragazze di Coach Scarfone, partite con il freno a mano tirato, hanno affrontato le ospiti cosentine mettendo in campo una prestazione tutta tecnica e cuore. Anche la Volley Cosenza ha onorato la grande kermesse sportiva targata Fipav impegnandosi al massimo e dimostrando tutto il proprio valore.
In attesa della seconda semifinale, Volley Rogliano – Spes Praia Volley, le prime due formazioni si sono affrontate senza paura e con grande spirito sportivo.
Primo set giocato punto a punto, con notevole lucidità tattica ed ottimi fondamentali. Sul 15 pari la Union Volley ha ingranato la marcia con un allungo veemente, trascinata dal suo Capitano Malena. Il ritorno delle ospiti, galvanizzate da alcuni cambi indovinati, non è bastato e la conclusione è stata 25 – 21 in favore delle Padrone di casa. Nel secondo set una ricezione quasi perfetta e degli attacchi in banda velenosi, hanno portato la Union sul 17 – 7. Il parziale si è poi concluso con un netto 25 – 11. Inizio terzo set favorevole alle cosentine, 4- 9, concentrate e decise, con le cavallucce marine meno precise nella correlazione muro/difesa. Ci ha pensato poi Boom-Boom Murru a riagganciare le avversarie sul 19 pari. Cosenza non ha mollato ed il finale, sconsigliato ai cardiopatici, 23 – 25, ha permesso alle ospiti di restare in gara. Quarto parziale al calor bianco: la Union Volley ha cercato l’accelerazione, portandosi sul 18 – 12; la squadra si è compattata e, nonostante la valida resistenza della Volley Cosenza, ha portato a casa il IV set : 25 – 14 e gioco, partita, incontro per Soverato!
Una semifinale avvincente che prelude ad una domenica, 19 aprile, spettacolare : la Volley di buon livello è sempre gradevole ed appassionante e lo spettacolo è comunque assicurato.

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Girifalco celebra i 10 anni del SAI L’Approdo: accoglienza, integrazione e diritti umani al centro dell’evento

Lo scorso 16 aprile il SAI L’Approdo di Girifalco, gestito dalla Fondazione Città Solidale, ha festeggiato il suo decennale di attività con una giornata ricca di riflessioni, testimonianze e impegni concreti sul tema delle migrazioni e dell’integrazione. La mattinata è stata dedicata alle nuove generazioni. L’équipe di Città Solidale ed Enzo Infantino, referente di ResQ Calabria, hanno incontrato gli studenti del Liceo Majorana e dell’Istituto Comprensivo Scopelliti di Girifalco-Cortale. L’incontro, focalizzato su migrazioni e diritti umani, ha visto una grande partecipazione dei ragazzi, che hanno animato il dibattito con numerose domande. Infantino si è detto «molto soddisfatto» della collaborazione e della curiosità dimostrata dagli studenti. Nel pomeriggio, nell’aula consiliare del Comune di Girifalco, si è svolto il panel istituzionale “Il valore del Sistema Accoglienza e Integrazione a 10 anni dall’esperienza del SAI L’Approdo”, moderato dalla giornalista Eleonora Camilli. All’evento hanno preso parte, tra gli altri, il parroco don Antonio De Gori e una rappresentanza dell’Arma dei Carabinieri. Il sindaco di Girifalco Pietrantonio Cristofaro ha aperto i lavori esprimendo grande soddisfazione per la scelta compiuta dieci anni fa: «Girifalco in questi anni si è arricchita di tante cose, soprattutto di accoglienza vissuta e di due scuole in più, nonostante gli ostacoli di chi aveva creato barricate all’apertura del SAI. Oggi posso dire che la scelta fatta è una sfida che abbiamo vinto». L’ingegnere Orlando Pisano, responsabile del progetto per il Comune, ha sottolineato come tutti gli uffici comunali abbiano partecipato con entusiasmo a un percorso «interessante e importante», centrato sul rispetto della dignità umana. Il presidente di Fondazione Città Solidale, padre Piero Puglisi, ha ripercorso la storia del progetto: «Ci sono stati due anni di preparazione prima dell’apertura, poi abbiamo iniziato con grande coraggio. In questi 10 anni abbiamo raccolto consensi e riconoscimenti grazie alla collaborazione con il Comune di Girifalco». Padre Puglisi ha ricordato che Città Solidale ha aperto altre dieci strutture di accoglienza (sei per minori e quattro per adulti) senza mai registrare problematiche significative, tanto che molti sindaci chiedono di ampliare i progetti perché «le famiglie sono una risorsa per il Comune». L’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace mons. Claudio Maniago ha definito la scelta di Girifalco «molto importante e coraggiosa». «Fondazione Città Solidale – ha aggiunto – esprime il desiderio della Chiesa di stare dalla parte dei poveri e delle persone in difficoltà, senza distinzione di razza, nazionalità o religione. La politica dovrebbe essere questa: cercare il bene comune, come ha fatto il sindaco. Girifalco ha una lunga storia di accoglienza e guai a perderla». Molto toccante è stata la testimonianza della scrittrice tunisina Bouattour Wafa, docente di inglese. Ha raccontato le persecuzioni subite in Tunisia per i suoi libri di poesie, la decisione di lasciare il Paese con i tre figli per garantire loro un futuro migliore, il viaggio in barca fino a Reggio Calabria e l’arrivo a Girifalco: «Qui ho trovato accoglienza, generosità e integrazione». Il coordinatore del SAI L’Approdo Massimo Olivadoti ha presentato i numeri di dieci anni di attività: 463 ospiti complessivi, di cui 123 uomini, 25 donne e 15 minori; 46 insediamenti abitativi; oltre 100 inserimenti lavorativi e 120 beneficiari di percorsi di Cpa con tirocini formativi. «È stato più di un servizio – ha detto – è stato un incontro tra culture, storie e speranza». In collegamento telefonico, il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, delegato nazionale Anci per l’immigrazione, ha auspicato lo spostamento di risorse dai CAS ai SAI, soprattutto per i minori non accompagnati, e un maggiore raccordo tra politiche europee e territori locali. La dottoressa Lucia Iuzzolini, di Cittalia-Fondazione Anci, ha illustrato la nuova direttiva europea in materia di accoglienza, con particolare attenzione alle categorie vulnerabili. Il presidente di ICS Gianfranco Schiavone ha invece messo in guardia sui rischi della riforma europea: «Lo scenario in arrivo non è roseo. Si va verso una chiusura e verso grandi centri con scarsa inclusione». Il presidente di ResQ Luciano Scalettari ha portato l’esperienza dell’organizzazione umanitaria nata nel 2019, che opera con equipaggi di terra lungo la rotta balcanica e in Calabria. L’evento si è concluso con un momento altamente simbolico: la firma dell’accordo di collaborazione tra Fondazione Città Solidale e ResQ – People saving people e la costituzione dell’Equipaggio di Terra di Girifalco. Si tratta di un gruppo operativo territoriale che collaborerà con ResQ per attività di sensibilizzazione, informazione e supporto logistico.
A tutti i relatori è stata donata la riproduzione di una piccola barca, simbolo del viaggio, dell’accoglienza e della speranza che ha caratterizzato questi dieci anni di impegno.
Carmela Commodaro

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L’Illustrissimo Morzello degustato al ristorante Magna Grecia della Calabroparati di CatanzaroL’antica Congrega fondata dall’ex sindaco di Catanzaro Cesare Mulé

L’Antica Congrega del Morzello, fondata nel 2003 da un manipolo di amici veri sotto l’egida dell’ex sindaco storico di Catanzaro Prof. Cesare Mulè, ha fatto irruzione “a sorpresa” nel Magna Grecia Restaurant, in viale Magna Grecia di Catanzaro, Piatto Principe della tradizione catanzarese: Sua Maestà il Morzello. La delegazione composta dal Gran Ciambellano Uberto Falvo, dal Cavaliere del Morzello Luigi Stanizzi e dal membro esterno, cooptato per meriti conquistati sul campo, il fondatore storico della Calabroparati, l’artista e grande chef per diletto, lo straordinario Luigi Verrino, che ha il merito di avere segnalato esclusivamente il locale, ha decretato con giudizio unanime e insindacabile sulla qualità del Morzello servito: “Eccellentissimo”. Al giudizio generoso della rinomata, prestigiosa, autentica, incorruttibile Commissione, ha contribuito la gentilezza,  disponibilità e simpatia dei titolari, in particolare il numero uno il rinomato chef Antonello Nicoletta, che comunque sono stati retribuiti regolarmente come da menu, con carta di credito, per non condizionare – è bene precisarlo – i membri della Suprema Commissione dell’Antica Illustrissima Congrega del Morzello. Nella libera degustazione, rigorosamente retribuita come di dovere: il Cavaliere del Morzello Luigi Stanizzi ha deliberatamente osservato che per il Suo Pregevolissimo gusto avrebbe gradito un po’ più di origano e un sugo meno ristretto; il Gran Ciambellano Umberto Falvo, noto pittore, in partenza per una città della Calabria, a Galatro precisamente, con l’artista Luigi Verrino per una mostra di grande rilievo, lo ha trovato anche lui un po’ troppo ristretto il sugo, tutto qui – peccato veniale. La giuria infatti corroborata dal membro esterno Verrino ha certificato epicamente che il piatto storico è stato “Cucinato con cuore e passione per la gloria della tradizione”. Con il passare degli anni la ricetta originaria per forza di cose è stata modificata – come ha osservato Falvo – anche per le difficoltà legate al reperimento delle materie prime, delle varie parti del vitello. Quindi una tradizione un po’ tradita un po’ da tutti quelli che oggigiorno si cimentano nella preparazione di Sua Maestà il Morzello. Parole di gratitudine sono state esternate dal mitico e sempre generoso Luigi Verrino, che ha promosso e caldeggiato l’evento. La sala di degustazione peraltro è resa più gradevole dal suo buon gusto di raffinato arredatore e dalle sue opere d’arte esposte. Sua Maestà il Morzello è stata in ogni caso onorata. Apprezzato anche dalla Dottoressa Raffaella Sinopoli, che ha assaggiato due forchettate di morzello portato a casa a ulteriore prova di degustazione certificata. Le prossime performance di valutazione dei membri superstiti dell’Antica Congregazione del Morzello, fondata dall’indimenticabile Cesare Mulè, si terranno nelle sedi più opportune, qualora i titolari volessero sottoporre a degustazione-valutazione Sua Maestà anche il Morzello di Baccalà. Inutile dire che la scintillante presenza e operosità performante dell’Illustrissima Prestigiosissima Commissione di Degustazione e Valutazione dell’Illustrissimo Morzello, nel Ristorante Magna Grecia di Catanzaro (che lo prepara ogni giovedì), attiguo all’azienda storica Calabroparati fondata a Milano nel 1962 e trasferita a Catanzaro nel 1976, ingrandita dal figlio Claudio Verrino e portata avanti dal giovanissimo rampante Cristian Verrino, ha suscitato viva curiosità e interesse fra i raffinati e preziosi presenti, fra cui una tavolata di bellissime ragazze catanzaresi degustatrici di morzello. Chi volesse fare parte della Commissione di Degustazione e Valutazione può iscriversi mandando la sua adesione a comunicati@alice.it  Nessun fine di lucro, solo promozione gratuita dell’Illustrissimo Morzello Catanzarese, pietanza unica al mondo che si può degustare in una sola città: CATANZARO!!! Prossimo appuntamento programmato, la valutazione del Morzello catanzarese preparato a Catanzaro Lido da una macelleria storica segnalata da Antonio Sciarrone, operatore economico, pioniere della valorizzazione di Bellavista, già apprezzato funzionario della Camera di Commercio di Catanzaro. E infine, un’altra prestigiosa segnalazione di eguale importanza di Angela Nicoletta, che vive in Valle d’Aosta ma che ogni anno viene a Catanzaro a innaffiare le sue radici. Complice sempre il Morzello, e non solo.

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Il presidente Copagri Calabria Francesco Macrì sul danneggiamento a San Ferdinando

“Come se non bastasse la congiuntura globale negativa, che ha messo in ginocchio l’intero comparto agricolo, in particolare nel Reggino, ora dobbiamo fare i conti anche con questi barbari danneggiamenti che, in pratica, rischiano di portare al tracollo definitivo delle aziende agricole”, esordisce così con amarezza ma anche con determinazione il presidente della Confederazione Produttori Agricoli della Calabria (Copagri), Francesco Macrì, appena appresa la notizia dell’assurdo danneggiamento, ad opera di ignoti, del casello di San Ferdinando, che governa l’impianto irriguo Vena del comprensorio consortile di Reggio Ovest, Rosarno. “Perdite ingenti – spiega il Presidente Macrì – e gravissimi disagi per gli agricoltori che non possono irrigare i terreni, in un periodo così delicato per le produzioni. Solidarietà e doveroso sostegno quindi – conclude il barone Francesco Macrì che è anche presidente del Gal Terre Locride – ai produttori agricoli e al commissario straordinario del Consorzio di bonifica della Calabria, Giacomo Giovinazzo, che ha denunciato questo nuovo gravissimo danneggiamento, dopo quello di fine marzo scorso”. Ora, si rischia di compromettere irrimediabilmente l’intera stagione irrigua mentre sono in corso le indagini per identificare i responsabili. Massimo impegno per l’immediato ripristino del sistema irriguo.

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FIDAPA SOVERATO AL MUSEO DI TAVERNA: IMMERSIONE NELL’ARTE DI DREI E GUERRIERI.

Un’immersione totale nella bellezza dell’arte classica e contemporanea: questa la visita al Museo Civico di Taverna organizzata nei giorni scorsi dalla Fidapa di Soverato (CZ), presieduta da Vittoria Lazzaro, come occasione di condivisione culturale e conviviale tra socie in un contesto storico-artistico di altissimo livello. Il percorso di visita è iniziato dalle sale espositive con le monumentali opere dei pittori sei-settecenteschi, da Gregorio e Mattia Preti a Giovan Battista Spinelli a Giovanni e Antonio Sarnelli. Accanto a queste opere, anche dipinti, sculture e tessuti di ignoti artisti e artieri di ambito romano, napoletano e meridionale. Ma uno degli attuali pezzi forti delle collezioni, che al Museo ha ridato smalto e spinta attrattiva dall’Italia e dall’estero, è la donazione dei Maestri Lia Drei e Francesco Guerrieri, protagonisti di un sodalizio artistico e sentimentale durato quasi cinquant’anni. “La coppia, nota per una sperimentazione congiunta tra le più riuscite in Italia, si propose di indagare le strutture della percezione e della forma – ha spiegato nel suo colto e appassionato intervento Concetta Guerrieri, socia Fidapa, avvocato e amministratrice dell’archivio storico-artistico Drei Guerrieri – creando un universo iconico dalle sfaccettature variopinte nell’ambito dell’Arte Programmata di tipo gestaltico”. Storicizzati dai più grandi critici d’arte del ‘900, invitati a esporre in tutto il mondo presenti in vari musei sia all’estero che in Italia (Gnam di Roma, Macro, Palazzo delle Esposizioni, Museo di Umbro Apollonio, Museo di Cagliari, MuseoMaggi900 Pieve di Cento al Mart di Trento e Rovereto al Centre Pompidou e al Moma di New York), negli anni ’80 i due artisti decisero, come ha raccontato Concetta Guerrieri, di uscire di scena vivendo l’arte in maniera riservata, in opposizione a un mercato dell’arte “che si proiettava verso scelte sempre più speculative”. Per chi voglia conoscere meglio l’opera di questi immensi artisti, che hanno rifiutato le logiche di mercato in nome della Cultura, e il lavoro di promozione e divulgazione di Concetta Guerrieri, si possono visitare il sito www.archivioguerrieridrei.com e la pagina facebook Francesco Guerrieri e Lia Drei. La Fidapa di Soverato ha avuto modo di vedere anche le opere polimateriche di noti maestri italiani del ‘900, tra i quali: Ercole Drei (padre di Lia), Francesco Guerrieri e Lia Drei, Mimmo Rotella, Angelo Savelli, Mirella Bentivoglio, Concetto Pozzati, Aldo Turchiaro, Vasco Bendini, Luciano Caruso, Giuseppe Gallo, Francesco Correggia, Alberto Mingotti, Pino Chimenti e tanti altri affermati artisti presenti nel percorso espositivo del M.A.C.A.T. Museo d’Arte Contemporanea all’Aperto di Taverna. Prezioso il contributo alla giornata del direttore del Museo (che ha sede nell’ex convento dei Domenicani fondato nel 1465 e annesso alla chiesa monumentale di San Domenico), nonché suo fondatore, professor Giuseppe Valentino, sin dalla sua apertura a far data dal 1992. Guerrieri ha ricordato che un’opera di Ercole Drei , donata al museo nel 2002 , “La danzatrice con il cerchio” del 1913 è stata fortemente voluta dalla Fondazione Klimt per una grande mostra dedicata all’artista viennese nel 2022 a Roma, a Palazzo Braschi. Le opere di Drei e Guerrieri sono state anche protagoniste lo scorso anno di un importante incontro con gli studenti del liceo classico Don Bosco di Soverato, sempre a opera di Concetta Guerrieri e della Fidapa Soverato. In quell’occasione, alla presenza del critico d’arte Cinzia Folcarelli, gli studenti sono stati coinvolti in una riflessione in prima persona sulle opere esposte nel salone Don Pilla della scuola, opere che si prestano a interpretazioni matematiche, filosofiche e psicologiche. Interpretazioni che le ragazze e i ragazzi intervenuti, traducendole nel loro linguaggio e negli strumenti di comunicazione visiva a disposizione, hanno mostrato di aver colto pienamente. Attualmente Lia Drei e Francesco Guerrieri sono in mostra a Palazzo Buonaccorsi di Macerata, fino al prossimo 3 maggio.

Teresa Pittelli

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