Dalle ore 19:30 di ieri, squadre dei Vigili del Fuoco del Comando di Catanzaro, con personale della sede centrale, del Distaccamento di Lamezia Terme, del Distaccamento Volontario di Martirano Lombardo e delle squadre boschive VVF, supportate da autobotti per il rifornimento idrico, sono impegnate nel comune di Gizzeria, in contrada Destro, per un vasto incendio di bosco. Nel corso dell’intera notte le squadre operative hanno lavorato senza sosta per contenere l’avanzata delle fiamme ed evitare che il fronte di incendio si propagasse verso le abitazioni presenti nell’area, riuscendo a salvaguardare gli immobili maggiormente esposti al rischio. Dalla mattinata odierna sono operative anche due squadre di Calabria Verde a supporto delle operazioni di spegnimento. Dalle prime luci dell’alba sono inoltre presenti sul posto i Direttori delle Operazioni di Spegnimento (DOS) dei Vigili del Fuoco e di Calabria Verde, impegnati nel coordinamento delle attività a terra e dei mezzi aerei. Considerata la vastità dell’area interessata e la presenza di più fronti di fuoco, è stato disposto l’impiego di cinque Canadair della flotta aerea dello Stato, provenienti dalle basi di Lamezia Terme, Trapani e Bari, nonché dell’elicottero della flotta aerea regionale. Le operazioni di spegnimento sono tuttora in corso. L’obiettivo prioritario resta il completo contenimento dell’incendio, la tutela della pubblica e privata incolumità e la successiva bonifica delle aree percorse dal fuoco.
SOVERATO – Con la solenne celebrazione eucaristica all’aperto lungo Corso Umberto I, presieduta dal Direttore della comunità salesiana locale, si sono aperti ufficialmente a Soverato i festeggiamenti in onore di Maria Santissima di Porto Salvo, patrona dei marinai e figura centrale della devozione cittadina. La scelta di celebrare la messa nel cuore pulsante della città ha richiamato centinaia di fedeli, cittadini e turisti, che si sono stretti attorno alla statua della Vergine in un momento di profonda raccoglimento e comunità. Nell’omelia, il direttore dei salesiani ha sottolineato il valore dell’accoglienza, della speranza e del legame indissolubile tra la comunità soveratese e la sua protettrice, «porto sicuro» nei momenti di tempesta personale e sociale. La liturgia sul Corso Umberto I segna l’avvio di un ricco programma che nei prossimi giorni alternerà momenti spirituali e appuntamenti civili. La festa di Maria SS. di Porto Salvo rappresenta ogni anno non solo un pilastro della tradizione religiosa locale, ma anche il momento clou dell’estate soveratese, capace di unire fede, identità e attrazione turistica della Perla dello Ionio.
“Cuntami” parte con il piede giusto: una piazza ritrovata, l’arte di Anthony Aiello e una comunità che torna ad ascoltarsi Una piazza gremita, un pubblico attento e partecipe, il sindaco Roberto Giorla, gran parte dell’Amministrazione comunale e il parroco don Alessandro Nicastro presenti a condividere il primo appuntamento di Cuntami, il nuovo percorso culturale che ha inaugurato il proprio cammino con un ospite d’eccezione: l’artista e restauratore Anthony Aiello. A condurre la serata è stato Domenico Marcella, che ha saputo costruire un dialogo intenso e spontaneo, accompagnando l’ospite attraverso i momenti più significativi della sua vita e della sua formazione, con domande capaci di far emergere non soltanto il professionista, ma soprattutto l’uomo. L’incontro si è aperto con un episodio tanto curioso quanto emblematico. Quando Anthony Aiello era ancora un bambino e si trovava tra le braccia della madre, una signora gli prese la mano e, quasi leggendo nel suo destino, disse che un giorno sarebbe diventato un artista. Una frase rimasta impressa nella memoria e che il tempo ha finito per trasformare in realtà. Da quel ricordo ha preso forma il racconto di una vocazione nata nell’infanzia: i primi disegni, gli eroi dei fumetti, il bisogno quasi naturale di comunicare attraverso le immagini e la consapevolezza, maturata negli anni, che quella passione sarebbe diventata una scelta di vita. Il pubblico ha ripercorso insieme ad Aiello le tappe della sua formazione, dalla pittura agli studi di restauro presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, fino all’importante esperienza nei cantieri del Vaticano, dove ha lavorato all’interno della squadra del maestro restauratore Giuseppe Mantella, prendendo parte al recupero di opere di straordinario valore artistico e storico. Tra i momenti più autentici della conversazione, Anthony Aiello ha raccontato anche una scelta coraggiosa che ha segnato la sua esistenza. «A un certo punto della mia vita mi sono ritrovato con il posto fisso, l’ambito posto fisso. Ma non era per me. Ero sempre nervoso. Quel lavoro non poteva essere la mia vita.» Così ha deciso di lasciare quella sicurezza per dedicarsi completamente all’arte, dimostrando come le passioni, quando diventano vocazione, abbiano la forza di cambiare il corso di una vita. Il dialogo si è poi spostato su una riflessione più ampia sul nostro tempo. Oggi siamo sommersi da immagini che scorrono velocemente sugli schermi dei social, mentre l’arte ci chiede l’esatto contrario: fermarci, osservare, contemplare. Perché la bellezza non è qualcosa da consumare in pochi secondi, ma un’esperienza che richiede tempo, attenzione e disponibilità all’ascolto. Ed è proprio ciò che è accaduto durante la serata. La piazza è rimasta in silenzio, assorta, quasi sospesa tra il racconto dell’artista e la forza evocativa del luogo. Non è stato un dettaglio: la piazza che ha ospitato “Cuntami” appartiene alla memoria più profonda del paese. Un tempo era il cuore della vita quotidiana; oggi molte delle abitazioni che la circondano sono chiuse o disabitate. Eppure i balconi continuano a custodire fiori e piante, come se quelle case attendessero ancora il ritorno di chi le ha vissute. Per una sera quel luogo è tornato a riempirsi di persone, di voci e di relazioni. Non c’era soltanto chi aveva scelto di partecipare al primo appuntamento di “Cuntami”: c’era anche chi ritrovava la piazza dell’infanzia, quella dei nonni, delle estati trascorse all’aperto, dei giochi e degli incontri. Per qualche ora il tempo è sembrato ricucire passato e presente, restituendo a quello spazio la sua funzione più autentica: essere il cuore della comunità. Perché i luoghi diventano comunità soltanto quando le persone scelgono di viverli. La bellezza, in fondo, non è un punto di arrivo. È una scelta. Una scelta che si rinnova ogni volta che decidiamo di dedicare tempo alla cultura, all’ascolto e alle persone. Grazie a Domenico Marcella per aver immaginato questo percorso e aver guidato con sensibilità il dialogo, grazie ad Anthony Aiello per aver condiviso la propria esperienza di vita e d’arte e grazie, soprattutto, al pubblico che con la sua presenza ha dato significato a questo primo appuntamento. Perché senza chi racconta le storie la cultura non nasce, ma senza chi le ascolta la cultura non vive.
Le squadre dei Vigili del Fuoco del Comando di Catanzaro – Distaccamento di Lamezia Terme, con il supporto di un’autobotte per il rifornimento idrico, sono intervenute nel comune di Lamezia Terme, in località Villaggio Kennedy, a seguito di un incendio sviluppatosi all’interno di un appartamento. Il rogo ha interessato un alloggio ubicato al piano terra rialzato di un edificio di tre piani fuori terra. L’abitazione, occupata da un’anziana donna, presumibilmente affetta da disposofobia, ha riportato danni ingenti nei locali cucina, lavanderia e balcone mentre nei rimanenti locali danni causati dal fumo denso scaturito dalla combustione. La residente è riuscita ad abbandonare tempestivamente l’appartamento prima che l’incendio si propagasse, senza riportare conseguenze. Nel corso delle operazioni di soccorso, i Vigili del Fuoco hanno tratto in salvo un cane di piccola taglia rimasto intrappolato all’interno dell’abitazione e hanno provveduto a mettere in sicurezza due bombole di GPL rinvenute in prossimità dell’area interessata dal rogo, scongiurando ulteriori condizioni di pericolo. L’intervento si è concluso con la completa estinzione delle fiamme, le operazioni di bonifica e la messa in sicurezza dell’intera area. A causa dei gravi danni riportati, l’appartamento è stato dichiarato temporaneamente inagibile, in via precauzionale, in attesa degli ulteriori accertamenti tecnici da parte del personale dell’Ufficio Tecnico comunale. Sul posto sono intervenuti anche il personale sanitario del SUEM 118, che ha prestato assistenza alla donna verificandone le condizioni di salute, la Polizia di Stato per gli adempimenti di competenza e personale veterinario, al quale è stato affidato il cane tratto in salvo per i necessari accertamenti sanitari. Sono in corso gli accertamenti finalizzati a determinare le cause che hanno originato l’incendio.
Le due sigle sindacali chiamano in causa Occhiuto, Azienda Zero, Prefettura e Ministero della Salute: contestati il recupero retroattivo delle somme per vestizione e svestizione, il blocco degli istituti contrattuali e la gestione amministrativa dell’Azienda ospedaliera universitaria di Catanzaro
CATANZARO – «Revoca immediata delle missive relative al recupero somme per la vestizione e svestizione e le dimissioni del commissario straordinario e direttore amministrativo dell’Azienda ospedaliera universitaria di Catanzaro “R. Dulbecco”». Lo chiedono Fials e Nursind provinciali di Catanzaro al governatore della Regione Calabria Roberto Occhiuto, al Commissario di Azienda Zero Gandolfo Miserendino, al sottosegretario alla Sanità Marcello Gemmato e al prefetto di Catanzaro Clemente di Nuzzo. Le considerazioni di Fials e Nursind, che restano in ogni caso a disposizione per eventuali convocazioni e documentazioni correlate, poggiono su di «prioritario appello al presidente Occhiuto» e su alcune prmesse significative. Le due sigle sindacali fanno riferimento, in primo luogo, «alla grave sospensione economica del pagamento della “Vestizione e Svestizione” scaturente da precedenti accordi sindacali migliorativi ai sensi dell’articolo 43 commi 11 e 12 del Contratto collettivo nazionale di lavoro 2019/2021, dell’articolo 27 commi 12 e 13 del Contratto collettivo nazionale di lavoro 2022/2024 e dell’art. 24 commi 13 e 14 Ipotesi Contratto collettivo nazionale di lavoro 2025/2027 che, “fatti salvi gli accordi di miglior favore in essere”, corrisposta regolarmente fino allo scorso mese di febbraio 2026 e sospesa unilateralmente da marzo 2026 senza nessun accordo sindacale quando, invece e in precedenza, si era avanzata richiesta di estenderla e equipararla a tutti i dipendente della Dulbecco per i quali non era stata attivata». I due sindacati, inoltre, fanno «addirttura» leva «sulla richiesta da parte dell’Azienda “Dulbecco” di un recupero somme relative a vestizione e svestizione inviate ai dipendenti lo scorso tramite 31 luglio tramite Pec facendo decorre il recupero da datazioni retroattive antecedenti alla nascita dell’Azienda stessa, risultante legalmente costituita il 27aprile 2023 (date recupero dal 01/01/2022: è legislativamente possibile?)». Ma vi è di più. Fials e Nursind prendono atto dello stato dell’arte sull’applicazione di alcuni istituti contrattuali. «In relazione ai Dep (Differenziali economici di Professionalità) – insistono – partiti i procedimenti nel Dicembre 2025, a tutt’oggi non si ha contezza di quando saranno definiti (si perderà una risposta importante per tutti i lavoratori anche ai fini pensionistici?) ; sui Buoni Pasto siamo stati costretti a rivolgerci al Giudice del lavoro e solo nei primi mesi dell’anno 2026 simo stati edotti che si può procedere ad eventuali conciliazioni. E se si brancola nel buio sull’attivazione delle progressioni verticali, per gli Incarichi di Funzione risultano emanate diverse deliberazioni in autotutela, per cui si rende necessario verificare se l’avviso sia conforme agli accordi sul regolamento sottoscritto con noi». Da qui, dunque, la necessità di rivolgersi alle istituzioni preposte con l’intento di chiedere la revoca immediata delle missive relative al recupero somme per la vestizione e svestizione e le dimissioni del commissario straordinario e direttore amministrativo dell’Azienda ospedaliera universitaria di Catanzaro “R. Dulbecco”.
Un nuovo e importante tassello si aggiunge al percorso di crescita del Comune di Stalettì. Nell’ambito dell’Accordo di Programma per la realizzazione di Opere Pubbliche nella Regione Calabria, l’amministrazione cittadina ha ottenuto un finanziamento complessivo di 150mila euro. Si tratta di risorse decisive, interamente destinate al completamento di due infrastrutture strategiche per la vita sociale e culturale del territorio. La ripartizione dei fondi permetterà di intervenire in maniera incisiva su due presidi fondamentali per la collettività: Palestra Comunale (100.000 euro), la quota maggioritaria del contributo consentirà di portare a termine i lavori della struttura sportiva, restituendo ai giovani, alle associazioni e a tutti i cittadini uno spazio moderno, sicuro e attrezzato per la pratica motoria e l’aggregazione. Teatro Comunale (50.000 euro), i restanti cinquantamila euro saranno impiegati per ultimare l’opera, garantendo alla comunità uno spazio culturale polifunzionale dedicato alla prosa, alla musica e agli eventi dal vivo. Due interventi complementari che puntano a rigenerare la rete degli spazi pubblici, offrendo alle nuove generazioni e alle famiglie luoghi idonei in cui coltivare passioni, talento e socialità. L’Amministrazione Comunale ha espresso profonda soddisfazione per il risultato raggiunto, rivolgendo un sentito ringraziamento al Vice Presidente della Giunta Regionale della Calabria Filippo Mancuso per la costante attenzione dimostrata nei confronti del territorio e per il supporto concreto profuso a sostegno delle iniziative di sviluppo locale. Questo finanziamento rappresenta un ulteriore passo in avanti che conferma la capacità programmatiche dell’amministrazione nel reperire risorse sovracomunali e trasformarle in cantieri ed interventi tangibili. Il lavoro prosegue a ritmo serrato con l’obiettivo di consegnare alla cittadinanza una Stalettì sempre più moderna, efficiente e attenta ai bisogni reali della sua comunità. Carmela Commodaro
Nell’incantevole scenario dell’Arena sul mare di Soverato, il Regista Franco Procopio ha rivisitato, con sapienza e consapevolezza, Le Troiane di Euripide. In collaborazione con il Comune di Soverato e la ProSoverato, la scuola Spazio Scenico ha ammaliato, nella prima serata, quasi mille spettatori. La Voce delle Donne sconfitte, il dramma della guerra, una scenografia, targata Pino Procopio, affascinante, tanta professionalità ed entusiasmo tra attori e comparse : Soverato ha vissuto una notte possente e di grande contenuto ed impatto artistico. Sotto lo sguardo protettivo dell’imponente cavallo, dominatore della scena, gesti, parole, movimenti e sentimenti hanno riempito il palcoscenico creando una splendida e magica sinergia tra cielo, pubblico ed attori. Una serata indimenticabile, da bissare il giorno successivo, dove, per una volta, il mare della Perla dello Jonio, lo sfondo della Baia dell’Ippocampo, sono stati superati, in bellezza ed armonia, da una tragedia diretta ed interpretata con grande maestria, dal teatro di qualità e dalla creatività sopraffina di attori, tecnici e regista. Un adattamento moderno di un grande classico sempre attuale come lo sono i temi della guerra e della voglia di Pace. Franco Procopio ha vinto la sua scommessa ed ha portato, per due sere consecutive, il teatro di qualità nel cuore di Soverato. La risposta del pubblico, numeroso ed entusiasta, ha premiato un’iniziativa che solo un visionario avrebbe potuto immaginare, intraprendere e portare felicemente a compimento.
“Cari amici, sono davvero molto contento di ritornare in Calabria.” Comincia così il messaggio che Ambrogio Sparagna ha voluto rivolgere al pubblico di Armonie d’Arte Festival alla vigilia di “Olio, Pane e Vino Sound – Canti e danze lungo rotte mediterranee”, la grande produzione originale che martedì 4 agosto trasformerà il Parco Archeologico Nazionale di Scolacium in una festa del Mediterraneo fatta di musica, sapori, danze e condivisione. Per uno dei più importanti musicisti, ricercatori ed etnomusicologi italiani non si tratta di un semplice concerto. È, piuttosto, un ritorno in una terra che considera parte della propria storia umana e artistica. “Non mi capita spesso di tornare in Calabria e devo dire che questo mi dispiace, perché sono profondamente legato a questa terra. Qui ho svolto le mie ricerche già negli anni Ottanta. Insieme a Diego Carpitella abbiamo contribuito anche alla riscoperta della lira calabrese. Sono tanti i momenti della mia vita che mi riportano qui.” Un legame nato dallo studio delle tradizioni popolari e rimasto intatto negli anni. “Oggi vedo una Calabria in cui stanno accadendo cose bellissime nella riscoperta della musica popolare. Credo sia uno dei territori più fertili sotto questo profilo. Per questo trovo importante che un festival come Armonie d’Arte, arrivato alla sua ventiseiesima edizione, abbia deciso di dedicare un progetto speciale proprio alla musica popolare.” Secondo Sparagna, la forza della musica tradizionale sta nella sua capacità di costruire ponti, partendo da radici comuni che attraversano tutto il Mediterraneo. “È una musica che unisce. Una musica che riesce a mettere insieme culture diverse partendo da radici che sono profondamente comuni, soprattutto nell’area mediterranea. Modi di cantare, strumenti, tradizioni differenti dialogano naturalmente tra loro.” Ed è proprio questo il cuore dello spettacolo che salirà sul palco di Scolacium. Accanto a Sparagna e all’Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica di Roma ci saranno infatti due straordinari ospiti internazionali: il tunisino Ziad Trabelsi, virtuoso dell’oud e interprete della tradizione musicale araba, e il greco Theodoro Melissinopoulos, custode del repertorio dei canti bizantini. “Avremo repertori in lingua araba grazie a Ziad Trabelsi e momenti dedicati alla tradizione bizantina con il nostro amico Theodoro Melissinopoulos. In Calabria queste tradizioni sono ancora presenti e vive. Faremo anche un piccolo omaggio a Theodorakis, simbolo di questa possibilità che la musica ha sempre avuto: unire le culture.” Per Sparagna questo concerto assume oggi un significato ancora più profondo. “Viviamo un tempo in cui ovunque si accendono focolai di guerra e aumentano le difficoltà. Noi possiamo dare un piccolo contributo perché la musica continui ad essere la linfa con cui le comunità affrontano la complessità della vita.” Da questa convinzione nasce anche il titolo dello spettacolo. “Olio, Pane e Vino Sound è un titolo semplice che abbiamo costruito insieme alla direttrice artistica Chiara Giordano. Sono tre simboli che appartengono a tutta la civiltà mediterranea e raccontano ciò che davvero ci unisce.” Tre elementi essenziali che diventano il filo conduttore di un’intera esperienza immersiva. L’evento prenderà infatti il via già alle 20.00, con una cena ispirata alle antiche ricette romane e medievali, curata da Il Piatto Giusto Lab&Store con la firma della chef Valentina Amato, servita nella terrazza panoramica del Parco Archeologico. Il pacchetto comprende anche il posto di primo settore per il concerto. Chi non prenderà parte alla cena riceverà comunque, all’ingresso in platea, una degustazione dedicata proprio ai tre simboli dell’evento: olio extravergine, pane e vino, grazie alla collaborazione con Podere d’Ippolito, Il Piatto Giusto Lab&Store, Cantine Russo & Longo, insieme al caffè Guglielmo e agli amari Pikrò. Poi, alle 22.00, sarà il momento della grande festa musicale. Per Sparagna la musica popolare continua infatti ad insegnare qualcosa di prezioso. “Bisogna conservare una certa leggerezza. Quella leggerezza che il suono di un organetto, quello di una zampogna, una melodia distesa e tutta la cultura popolare calabrese riescono ancora a trasmettere. È una musica che ci restituisce gioia e voglia di vivere.” E, sorridendo, conclude con un invito che suona quasi come una promessa. “Vi aspetto davvero. Non mancate. È l’unica volta che torno qui dopo tanto tempo e sarà una grande occasione per ritrovarci insieme, il 4 agosto, al Parco Archeologico di Scolacium.” Un invito che si intreccia perfettamente con la visione che anima da ventisei anni Armonie d’Arte Festival. Come sottolinea la direttrice artistica Chiara Giordano: «”Olio, Pane e Vino Sound” nasce per ricordare che il Mediterraneo è prima di tutto un luogo di incontro. Attraverso la musica di Ambrogio Sparagna e degli artisti provenienti da Italia, Grecia e Tunisia vogliamo restituire la voce di una civiltà condivisa, in cui cultura, convivialità e memoria diventano un unico racconto. È questo il senso più autentico del nostro tema, “Approdi”.» “Olio, Pane e Vino Sound” è una nuova produzione originale di Armonie d’Arte Festival, pensata come un format destinato a crescere negli anni: un percorso che intreccia spettacolo, patrimonio archeologico, ricerca antropologica, tradizioni gastronomiche e partecipazione del pubblico, nel segno di quelle “Nuove Rotte Mediterranee” che costituiscono la visione permanente del Festival e del tema 2026, “Approdi”. Tutte le informazioni, i biglietti e le modalità di prenotazione della cena sono disponibili sul sito del Festival www.armoniedarte.com e sui canali social dedicati.
Il progetto Naturium sostiene la prima assoluta nazionale in programma anche domani nell’Anfiteatro del Lungomare Europa. «Franco e Pino hanno il coraggio di osare e una straordinaria capacità di trasformare i limiti in bellezza»
Due serate di teatro, suggestione e bellezza per una sfida culturale destinata a lasciare un segno nella storia recente di Soverato. Oggi e domani, lunedì 3 e martedì 4 agosto, alle ore 21.30, l’Anfiteatro del Lungomare Europa ospiterà la prima assoluta nazionale di “Le Troiane – Le voci delle vinte”, adattamento ispirato alla celebre tragedia di Euripide. A poche ore del debutto arriva l’in bocca al lupo di Giovanni Sgrò, esponente del progetto Naturium, rivolto in particolare ai fratelli Franco e Pino Procopio, rispettivamente regista e scenografo dell’opera, protagonisti di un progetto artistico e organizzativo particolarmente ambizioso. «È importante riconoscere la capacità dei fratelli Procopio di lavorare, spesso troppo sottotraccia, alla realizzazione di iniziative che rimangono nella memoria e nella storia culturale di Soverato», sottolinea Sgrò. «Lo avevano già dimostrato con i Giochi di Eutimo, organizzati per diversi anni, e oggi tornano a farlo con una produzione ancora più complessa e coraggiosa». Al centro dello spettacolo c’è il dramma delle donne sconfitte dopo la caduta di Troia: voci che attraversano i secoli e che continuano a interrogare il presente sui temi della guerra, della violenza, della perdita e della dignità umana. La regia di Franco Procopio si accompagna a un imponente progetto scenografico curato dal fratello Pino, capace di realizzare strutture e manufatti di notevoli dimensioni senza rinunciare alla forza simbolica dell’opera. Elemento centrale dell’allestimento sarà infatti un monumentale cavallo di Troia, alto circa nove metri, costruito per dominare lo spazio scenico dell’anfiteatro e trasformare il lungomare soveratese in una grande arena teatrale. Un’opera che, secondo Sgrò, «non ha nulla da invidiare alle scenografie delle più importanti rappresentazioni ospitate nei teatri greci». La produzione coinvolge un vasto gruppo di attori, figuranti, coristi, tecnici e collaboratori provenienti da Soverato e dal comprensorio. Un lavoro collettivo che dimostra non soltanto la qualità artistica della compagnia Spazioscenico, ma anche una significativa capacità organizzativa. «Franco e Pino Procopio sono due personalità di grande spessore», osserva ancora Giovanni Sgrò. «Hanno la capacità di guardare oltre, di non avere paura di osare e, nello stesso tempo, di confrontarsi con le difficoltà economiche che inevitabilmente accompagnano produzioni di questa portata. Quando mancano risorse adeguate, spesso si è costretti a ridimensionare le idee. Loro, invece, riescono a trasformare le limitazioni in creatività e in soluzioni sceniche di grande impatto». Naturium ha scelto di sostenere l’iniziativa, offrendo il proprio contributo alla sua realizzazione. «Abbiamo dato una mano, ma siamo consapevoli che si tratta di poca cosa rispetto a ciò che una produzione di questo livello meriterebbe», precisa Sgrò. «Progetti culturali così importanti avrebbero bisogno di una programmazione più ampia, di maggiori risorse e di un sostegno capace di accompagnarli anche fuori dai confini regionali». L’auspicio è infatti che “Le Troiane – Le voci delle vinte” possa rappresentare soltanto l’inizio di un percorso e che lo spettacolo possa essere successivamente proposto in altre città italiane. «Iniziative come questa portano luce sulla nostra terra», conclude Giovanni Sgrò. «Dimostrano che anche a Soverato e nel suo comprensorio è possibile realizzare produzioni teatrali ambiziose, capaci di coinvolgere il territorio e di parlare a un pubblico nazionale. Ai fratelli Procopio, agli attori e a tutte le persone impegnate in questa straordinaria avventura va il più sincero in bocca al lupo del progetto Naturium».
Il sindaco di Squillace, Enzo Zofrea, lo afferma con chiarezza: mettersi in regola non è solo un dovere, ma un gesto concreto di responsabilità verso la comunità. Nell’ultima seduta, il Consiglio comunale ha approvato l’adesione alla definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione nel periodo 2000‑2023, la cosiddetta rottamazione quinquies, uno strumento che offre ai cittadini e alle imprese la possibilità di regolarizzare la propria posizione debitoria nei casi previsti dalla legge. Il sindaco Zofrea tiene a precisare un punto che ritiene fondamentale: la rottamazione quinquies non cancella il debito. Non è un condono, né un premio per chi non ha pagato. Le somme dovute a titolo di capitale restano infatti da versare. La legge consente esclusivamente di eliminare interessi, sanzioni e oneri accessori, così da favorire chi oggi vuole mettersi in regola e chiudere pendenze rimaste aperte negli anni. «Questa misura – sottolinea il sindaco – non vuole creare disparità, ma offrire un’opportunità a chi, per difficoltà economiche o vicende personali, non è riuscito ad adempiere ai propri obblighi». Zofrea ricorda che le entrate comunali sono la base su cui si regge la vita quotidiana della città. Grazie ai tributi versati è possibile garantire i servizi essenziali, mantenere le strade, curare il verde pubblico, sostenere le scuole, assicurare la pulizia del territorio, investire nelle opere pubbliche, rispondere ai bisogni dei cittadini. Quando qualcuno non paga, il peso ricade sull’intera collettività, perché il Comune dispone di meno risorse e diventa più difficile migliorare i servizi o programmare interventi necessari. L’obiettivo dell’amministrazione è di aiutare i contribuenti a chiudere le proprie pendenze in modo sostenibile e di rafforzare la capacità del Comune di recuperare risorse preziose da reinvestire nella comunità. La rottamazione quinquies diventa così uno strumento per ripartire, per sanare situazioni rimaste in sospeso e per consolidare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. «Una Squillace più forte, più efficiente e con servizi migliori – afferma Zofrea – si costruisce anche così: con il rispetto delle regole e con il contributo responsabile di ciascuno di noi». Mettersi in regola significa partecipare alla crescita della città, riconoscere il valore della comunità e contribuire a un futuro più solido per tutti. Carmela Commodaro