“La Calabria è una terra a cui sono profondamente legato. Qui la musica popolare è ancora viva e può insegnarci a costruire pace”: Ambrogio Sparagna racconta “Olio, Pane e Vino Sound”, il grande appuntamento del 4 agosto a Scolacium.




“Cari amici, sono davvero molto contento di ritornare in Calabria.” Comincia così il messaggio che Ambrogio Sparagna ha voluto rivolgere al pubblico di Armonie d’Arte Festival alla vigilia di “Olio, Pane e Vino Sound – Canti e danze lungo rotte mediterranee”, la grande produzione originale che martedì 4 agosto trasformerà il Parco Archeologico Nazionale di Scolacium in una festa del Mediterraneo fatta di musica, sapori, danze e condivisione. Per uno dei più importanti musicisti, ricercatori ed etnomusicologi italiani non si tratta di un semplice concerto. È, piuttosto, un ritorno in una terra che considera parte della propria storia umana e artistica. “Non mi capita spesso di tornare in Calabria e devo dire che questo mi dispiace, perché sono profondamente legato a questa terra. Qui ho svolto le mie ricerche già negli anni Ottanta. Insieme a Diego Carpitella abbiamo contribuito anche alla riscoperta della lira calabrese. Sono tanti i momenti della mia vita che mi riportano qui.” Un legame nato dallo studio delle tradizioni popolari e rimasto intatto negli anni. “Oggi vedo una Calabria in cui stanno accadendo cose bellissime nella riscoperta della musica popolare. Credo sia uno dei territori più fertili sotto questo profilo. Per questo trovo importante che un festival come Armonie d’Arte, arrivato alla sua ventiseiesima edizione, abbia deciso di dedicare un progetto speciale proprio alla musica popolare.” Secondo Sparagna, la forza della musica tradizionale sta nella sua capacità di costruire ponti, partendo da radici comuni che attraversano tutto il Mediterraneo. “È una musica che unisce. Una musica che riesce a mettere insieme culture diverse partendo da radici che sono profondamente comuni, soprattutto nell’area mediterranea. Modi di cantare, strumenti, tradizioni differenti dialogano naturalmente tra loro.” Ed è proprio questo il cuore dello spettacolo che salirà sul palco di Scolacium. Accanto a Sparagna e all’Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica di Roma ci saranno infatti due straordinari ospiti internazionali: il tunisino Ziad Trabelsi, virtuoso dell’oud e interprete della tradizione musicale araba, e il greco Theodoro Melissinopoulos, custode del repertorio dei canti bizantini. “Avremo repertori in lingua araba grazie a Ziad Trabelsi e momenti dedicati alla tradizione bizantina con il nostro amico Theodoro Melissinopoulos. In Calabria queste tradizioni sono ancora presenti e vive. Faremo anche un piccolo omaggio a Theodorakis, simbolo di questa possibilità che la musica ha sempre avuto: unire le culture.” Per Sparagna questo concerto assume oggi un significato ancora più profondo. “Viviamo un tempo in cui ovunque si accendono focolai di guerra e aumentano le difficoltà. Noi possiamo dare un piccolo contributo perché la musica continui ad essere la linfa con cui le comunità affrontano la complessità della vita.” Da questa convinzione nasce anche il titolo dello spettacolo. “Olio, Pane e Vino Sound è un titolo semplice che abbiamo costruito insieme alla direttrice artistica Chiara Giordano. Sono tre simboli che appartengono a tutta la civiltà mediterranea e raccontano ciò che davvero ci unisce.” Tre elementi essenziali che diventano il filo conduttore di un’intera esperienza immersiva. L’evento prenderà infatti il via già alle 20.00, con una cena ispirata alle antiche ricette romane e medievali, curata da Il Piatto Giusto Lab&Store con la firma della chef Valentina Amato, servita nella terrazza panoramica del Parco Archeologico. Il pacchetto comprende anche il posto di primo settore per il concerto. Chi non prenderà parte alla cena riceverà comunque, all’ingresso in platea, una degustazione dedicata proprio ai tre simboli dell’evento: olio extravergine, pane e vino, grazie alla collaborazione con Podere d’Ippolito, Il Piatto Giusto Lab&Store, Cantine Russo & Longo, insieme al caffè Guglielmo e agli amari Pikrò. Poi, alle 22.00, sarà il momento della grande festa musicale. Per Sparagna la musica popolare continua infatti ad insegnare qualcosa di prezioso. “Bisogna conservare una certa leggerezza. Quella leggerezza che il suono di un organetto, quello di una zampogna, una melodia distesa e tutta la cultura popolare calabrese riescono ancora a trasmettere. È una musica che ci restituisce gioia e voglia di vivere.” E, sorridendo, conclude con un invito che suona quasi come una promessa. “Vi aspetto davvero. Non mancate. È l’unica volta che torno qui dopo tanto tempo e sarà una grande occasione per ritrovarci insieme, il 4 agosto, al Parco Archeologico di Scolacium.” Un invito che si intreccia perfettamente con la visione che anima da ventisei anni Armonie d’Arte Festival. Come sottolinea la direttrice artistica Chiara Giordano: «”Olio, Pane e Vino Sound” nasce per ricordare che il Mediterraneo è prima di tutto un luogo di incontro. Attraverso la musica di Ambrogio Sparagna e degli artisti provenienti da Italia, Grecia e Tunisia vogliamo restituire la voce di una civiltà condivisa, in cui cultura, convivialità e memoria diventano un unico racconto. È questo il senso più autentico del nostro tema, “Approdi”.» “Olio, Pane e Vino Sound” è una nuova produzione originale di Armonie d’Arte Festival, pensata come un format destinato a crescere negli anni: un percorso che intreccia spettacolo, patrimonio archeologico, ricerca antropologica, tradizioni gastronomiche e partecipazione del pubblico, nel segno di quelle “Nuove Rotte Mediterranee” che costituiscono la visione permanente del Festival e del tema 2026, “Approdi”. Tutte le informazioni, i biglietti e le modalità di prenotazione della cena sono disponibili sul sito del Festival www.armoniedarte.com e sui canali social dedicati.
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