L’amministrazione comunale di Borgia informa la cittadinanza di essere stata avvisata dalle Forze dell’Ordine riguardo a un tentativo di truffa telefonica ai danni di una persona anziana residente sul territorio comunale. A renderlo noto è il sindaco Elisabeth Sacco, che ha sottolineato come, fortunatamente, grazie alla prontezza e alla lucidità della persona contattata, il raggiro non sia andato a buon fine. Secondo quanto riferito, il modus operandi rientra nelle tipiche truffe telefoniche rivolte soprattutto agli anziani: interlocutori sconosciuti che, con pretesti diversi, cercano di ottenere denaro, informazioni personali o dati sensibili, spesso facendo leva sulla paura o sull’urgenza. Il sindaco Sacco invita la popolazione, in particolare le persone anziane e le loro famiglie, a mantenere alta la guardia di fronte a telefonate sospette. «È fondamentale – sottolinea – non lasciarsi ingannare da chi, con varie scuse, tenta di carpire fiducia e informazioni. La prevenzione è il primo strumento di tutela». L’amministrazione ricorda alcune semplici ma essenziali regole di comportamento: non fornire mai dati personali o bancari al telefono; non effettuare pagamenti, ricariche o trasferimenti di denaro su richiesta di sconosciuti; interrompere immediatamente la conversazione se la telefonata appare dubbia; contattare un familiare o una persona di fiducia per verificare la veridicità di quanto riferito; segnalare subito l’accaduto alle Forze dell’Ordine, anche in caso di semplice sospetto. Sacco rivolge, inoltre, un appello a tutta la cittadinanza affinché queste informazioni vengano condivise con parenti, amici e conoscenti, soprattutto con le persone più fragili. «La circolazione delle informazioni – afferma – è fondamentale per evitare che qualcuno cada nella trappola. La prudenza può davvero fare la differenza». Il Comune rinnova, quindi, il proprio impegno nel promuovere la sicurezza dei cittadini e nel collaborare con le Forze dell’Ordine per contrastare ogni forma di truffa e raggiro sul territorio. Carmela Commodaro
Ad Amaroni la sala consiliare del Comune si è trasformata in uno spazio di ascolto, confronto e responsabilità collettiva grazie all’evento “Ti Sbullu!”, promosso dalla Pro loco con il patrocinio del Comune di Amaroni e del Garante regionale per la tutela delle vittime di reato. Un incontro sentito che ha messo al centro i ragazzi e il loro ruolo decisivo nella costruzione di una comunità più consapevole e rispettosa. A dare avvio ai lavori è stata Laura Conte, presidente della Pro loco, che ha sottolineato come l’iniziativa non sia “solo un convegno, ma una promessa: non lasciare solo nessuno”. Conte ha spiegato che Amaroni, insieme ai ragazzi della scuola media, è pronta a partecipare al progetto regionale “Ti Sbullu!” con l’obiettivo di lanciare un segnale forte e chiaro: il bullismo si combatte insieme, con responsabilità e partecipazione. Il progetto regionale, infatti, mira a “sbullare” i bulli dalla società e dalle scuole, invitando gli studenti a riflettere sul peso dei propri comportamenti. Anche un atteggiamento apparentemente neutro può contribuire, direttamente o indirettamente, alla realizzazione di atti di bullismo. Il sindaco Gino Ruggiero ha portato i saluti istituzionali, definendo il bullismo “uno dei fenomeni più diffusi e ricorrenti tra i giovani”, un problema che richiede attenzione costante e strumenti adeguati. Nel corso dell’incontro è stato presentato il concorso regionale “Ti Sbullu!”, alla presenza del Garante regionale per la tutela delle vittime di reato, l’avvocato Antonio Lomonaco. Le sue parole hanno lasciato il segno. «C’è un momento, durante certi incontri – ha detto – in cui capisci che non stai parlando ai ragazzi, ma con loro. “Ti Sbullu!” non è solo un concorso, ma un modo per trasformare il silenzio in voce, l’indifferenza in scelta, il disagio in consapevolezza. Il cambiamento non fa rumore all’inizio. Poi, all’improvviso, si sente ovunque». La psicologa Giorgia Riey ha definito la giornata “intensa, fatta di confronto, ascolto e condivisione”, ricordando ai giovani che “il cambiamento parte da voi”. Un messaggio diretto, che richiama alla responsabilità personale e alla forza delle scelte quotidiane. Il consigliere regionale Enzo Bruno ha evidenziato come l’iniziativa rappresenti un’occasione concreta per parlare ai ragazzi e costruire consapevolezza. Ha, inoltre, riconosciuto il valore del lavoro sociale portato avanti da Amaroni, esempio di integrazione e partecipazione. Il vicepresidente della Provincia Francesco Fragomele ha ribadito l’importanza del rispetto, dell’empatia e del coraggio di dire no alla violenza: solo una rete solida tra istituzioni, scuola e comunità può garantire un ambiente sano e inclusivo. All’evento ha partecipato anche Pietro Gualtieri, presidente della Protezione civile di Amaroni, mentre il presidente dell’associazione “Era” Francesco Ruggiero e il parroco don Roberto Corapi, cappellano dell’Università di Catanzaro, hanno inviato significativi messaggi. Don Corapi, in particolare, ha ricordato che il bullismo “non è soltanto un comportamento sbagliato, ma una ferita profonda che colpisce la dignità della persona, crea solitudine, paura e silenzi difficili da spezzare”. Dietro ogni gesto di prevaricazione, ha aggiunto, c’è una fragilità non ascoltata; dietro ogni vittima, un bisogno urgente di essere riconosciuta e difesa. Per questo, come comunità educativa, civile e cristiana, non si può restare indifferenti. “Ti Sbullu!” ad Amaroni non è stato solo un incontro, ma un punto di partenza. Una chiamata alla responsabilità collettiva, un invito a costruire una comunità che non volti lo sguardo altrove. Perché il cambiamento, come ricordato durante l’iniziativa, nasce spesso in silenzio, ma quando cresce diventa una voce che nessuno può ignorare. Carmela Commodaro
Corsa contro il tempo per una lista “fantasma” che agita la vigilia elettorale: tra timori e sospetti, gli avversari sperano sia solo un bluff
MONTEPAONE – Mancano poche ore alla presentazione delle liste per la prossima tornata elettorale di maggio. A Montepaone, nel Catanzarese, a pochi chilometri da Soverato, tutto si è svolto secondo copione annunciato, con la lista del Sindaco uscente, Mario Migliarese, pronta e nota già da diverso tempo e l’annunciata lista di “Montepaone col sole”, ormai vicina a completare i ranghi senza particolari sorprese. Nelle ultime ore, però, voci sempre più insistenti stanno agitando la scena politica. Si parla, con insistenza, della formazione di una terza lista intenzionata a partecipare alle elezioni. Obiettivo dichiaratodi entrare in consiglio comunale. I promotori, su cui nomi ancora nulla è trapelato, sarebbero impegnati in una corsa contro il tempo per completare la lista e depositarla entro il termine. Gli altri candidati osservano con curiosità e velata preoccupazione queste inaspettate manovre dell’ultimo minuto.Per molti di loro la speranza, non dichiarata, è che sia solo un bluff.
Il sito originario della città vibonese protagonista a Barcellona: nuove letture sulla ceramica dipinta aprono scenari su produzione, identità e reti culturali nel Mezzogiorno medievale
FILADELFIA (VV) – 23 APRILE 2026 – Il sito archeologico di Castelmonardo, il primo e originario nucleo abitativo di Filadelfia, nel Vibonese, si conferma un caso di studio di crescente rilevanza nel panorama della ricerca archeologica internazionale grazie alla sua presenza al 4th MERC Postgraduate and Early Career Conference in Archaeology, svoltasi a Barcellona dal 13 al 16 aprile 2026. L’iniziativa, che riunisce studiosi provenienti da università e centri di ricerca europei e internazionali, rappresenta un’importante occasione di confronto metodologico e teorico sui temi dell’archeologia medievale e post-medievale. Nel corso della giornata del 13 aprile la Dott.ssa Assunta Campi ha presentato il contributo dal titolo “Beyond Typology: Band-Painted Pottery from the Fortified Site of Castelmonardo (Calabria, Italy). L’intervento si inserisce all’interno di un più ampio dibattito internazionale volto a superare approcci puramente classificatori nello studio della cultura materiale, proponendo nuove chiavi interpretative fondate sull’integrazione di dati tipologici, tecnologici e contestuali. La ricerca ha preso in esame la ceramica dipinta a bande rinvenuta nel sito di Castelmonardo, affrontandone lo studio attraverso un approccio multidisciplinare che combina analisi tipologica, osservazioni tecnologiche e riflessioni di carattere antropologico. Il corpus analizzato, composto prevalentemente da forme chiuse decorate con dipinture in rosso-bruno a motivi geometrici, si distingue per una marcata omogeneità tecnologica, elemento che suggerisce una produzione riconducibile a officine locali e a tradizioni artigianali consolidate e trasmesse nel tempo. Particolare rilievo assume l’interpretazione proposta per l’apparato decorativo, che viene analizzato non solo come espressione estetica, ma come dispositivo funzionale e simbolico, capace di riflettere pratiche d’uso, modalità di consumo e processi di costruzione dell’identità materiale all’interno della comunità insediata. In questa prospettiva, la ceramica dipinta a bande si configura come un indicatore privilegiato per indagare le dinamiche socio-economiche e culturali di un contesto fortificato medievale, contribuendo ad ampliare il quadro interpretativo delle produzioni ceramiche dell’Italia meridionale. L’interesse del contributo risiede inoltre nella sua capacità di inserirsi in un dibattito scientifico di respiro internazionale, offrendo dati e interpretazioni utili al confronto con altri contesti europei caratterizzati da produzioni ceramiche analoghe. In tal senso, Castelmonardo emerge come un laboratorio privilegiato per lo studio delle interazioni tra produzione artigianale, pratiche sociali e identità culturale nel Medioevo, confermando la centralità del sito nel quadro delle ricerche sull’archeologia dei contesti fortificati. Lo studio, attualmente in fase preliminare, è destinato a svilupparsi ulteriormente grazie alla prossima campagna di scavo promossa dall’Università di Siena in collaborazione con il Comune di Filadelfia, l’ Istituzione Comunale Castelmonardo e la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia, che consentirà di ampliare il corpus dei materiali, affinare il quadro cronologico e approfondire gli aspetti tecnologici e decorativi della produzione. L’integrazione futura dei dati stratigrafici, archeometrici e contestuali permetterà di consolidare le ipotesi avanzate e di definire con maggiore precisione il ruolo di Castelmonardo all’interno delle reti produttive e dei circuiti di consumo dell’Italia medievale. La direzione scientifica della ricerca è del Prof. Carlo Citter e la Dott.ssa Assunta Campi, Dottore di Ricerca in Archeologia ed Antropologa Forense, responsabile di scavo guiderà il team di ricerca e la comunicazione col pubblico. La presentazione in un contesto scientifico internazionale di alto livello rappresenta un significativo riconoscimento per la qualità della ricerca in corso e contribuisce a rafforzare la visibilità di Castelmonardo nel panorama degli studi archeologici europei, confermandone il valore come caso studio di riferimento per l’analisi della cultura materiale e delle dinamiche insediative medievali. La sindaca di Filadelfia Anna Bartucca e il presidente dell’Istituzione Castelmonrado Pino Serrain hanno espresso grande soddisfazione per il riconoscimento internazionale attribuito al sito di Castelmonardo, antico centro distrutto dal terremoto, oggi oggetto di rinnovato interesse scientifico. «Questo importante traguardo – hanno dichiarato – segna un punto di svolta per Castelmonardo. La collaborazione con il mondo accademico, con la soprintendenza ai beni cultura e con le università coinvolte ci consente di guardare al futuro con fiducia, nella convinzione che il sito potrà finalmente ottenere la visibilità e l’attenzione che merita, sia sotto il profilo della ricerca storica sia sotto quello della valorizzazione archeologica. Nel corso del convegno è emersa con forza la rilevanza storica e archeologica dell’area, che rappresenta una testimonianza preziosa della memoria e dell’identità del territorio». L’Amministrazione comunale ha inoltre ribadito l’impegno a sostenere ogni iniziativa volta alla tutela e alla promozione del sito, affinché esso diventi un punto di riferimento per studiosi, visitatori e per l’intera comunità.
In data odierna, intorno alle ore 11, una squadra del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Catanzaro – distaccamento di Lamezia Terme – è intervenuta in via Salvatore Miceli, nel Comune di Lamezia Terme (CZ), a seguito di una deflagrazione che ha interessato una caldaia installata sul balcone di un appartamento posto al primo piano di un fabbricato civile articolato su quattro livelli fuori terra. All’atto dell’arrivo sul posto, risultavano già presenti personale della Polizia di Stato, militari dell’Arma dei Carabinieri di Lamezia Terme e operatori del servizio sanitario 118, questi ultimi intenti a prestare le prime cure a un minore occupante l’abitazione, il quale riportava lievi lesioni. Il personale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ha provveduto alle operazioni di spegnimento e alla successiva messa in sicurezza dei luoghi. In via precauzionale, è stata disposta l’interdizione all’uso della stanza adiacente e del balcone su cui era installato l’impianto termico interessato dall’evento. L’evento non ha determinato compromissioni agli elementi strutturali portanti dell’edificio, pur avendo causato il distacco di porzioni di muratura relativa alla tamponatura esterna. Sono in corso gli accertamenti finalizzati alla determinazione delle cause della deflagrazione.
Tantissimi sport sul lungomare piu’ bello della Calabria. Spazi coperti allestiti lungo tutto il lungomare accoglieranno un’ampia panoramica di discipline: spinning, fitness, pilates, danza sportiva, danza accademica, arti marziali, karatè, danza aerea, pugilato e molto altro. Il pubblico potrà cimentarsi dal vivo sotto la guida di insegnanti qualificati, con prove pratiche e gratuite. Vieni a provare tante discipline sportive con LEZIONI APERTE In più: 1) Campionato Nazionale Corsa su strada 2) Camminata / Marcia per persone con disabilità (500 metri) 2) Rassegna di Danze accademiche e sportive 3) Torneo di Scacchi 4) Spinning 5) Cicloturismo Convegni e tavole rotonde su: 1) Antiaging
L’assessore al Turismo, Lavoro, sviluppo economico, Fiere nazionali e internazionali della Regione Calabria, Giovanni Calabrese, ha inviato una comunicazione ufficiale a tutti i sindaci calabresi per rafforzare le attività di promozione turistica regionale, sottoscritta anche dal dirigente generale del dipartimento Turismo, Cultura e identità territoriale, Roberto Cosentino. Al centro dell’iniziativa, l’invito rivolto ai Comuni a registrarsi gratuitamente all’Area operatori del portale ufficiale Calabria Straordinaria, piattaforma digitale dedicata alla valorizzazione del patrimonio turistico calabrese. La registrazione consentirà agli enti locali di pubblicare e promuovere eventi, punti di interesse, come chiese, musei e monumenti, contribuendo in maniera attiva alla costruzione di un’offerta turistica integrata e aggiornata. “Calabria Straordinaria – scrive Calabrese – non è un semplice sito web, ma una piattaforma interattiva progettata per offrire informazioni dettagliate su attrazioni, eventi, itinerari e luoghi da scoprire. Grazie alla struttura multilingua e alla gestione dinamica dei contenuti, rappresenta uno strumento strategico per promuovere la Calabria a livello nazionale e internazionale. L’iniziativa si inserisce in una più ampia strategia regionale volta a rafforzare la visibilità del territorio e a favorire una promozione coordinata, innovativa e accessibile della destinazione Calabria”. La procedura di adesione è semplice e prevede: l’inserimento dei dati dell’Ente e del referente responsabile; la compilazione delle informazioni di base del profilo; il caricamento di un documento di riconoscimento e della documentazione necessaria per la validazione, inclusa eventuale delega. Nella missiva è inoltre specificato che l’operazione non deve essere necessariamente svolta dal sindaco ma è possibile delegare un referente incaricato, allegando la delega firmata tra i documenti richiesti. Per agevolare ulteriormente i Comuni, la Regione offre un servizio di supporto diretto: la redazione della piattaforma può occuparsi del caricamento dei contenuti, previa trasmissione via e-mail della locandina dell’evento e di eventuali informazioni descrittive. Resta comunque necessaria la registrazione dell’Ente sulla piattaforma. Infine, nel quadro di una collaborazione istituzionale sempre più efficace, l’assessore Calabrese invita inoltre i Comuni a inserire il link del portale Calabria Straordinaria nella homepage dei propri siti istituzionali. Per assistenza tecnica sono disponibili i seguenti contatti: Email: info@calabriadigitalhub.it E telefono: +39 351 3479207
L’Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace, S.E. Mons. Claudio Maniago, profondamente addolorato per la tragedia che ha colpito la comunità cittadina, affida alla misericordia di Dio Anna e i due piccoli che hanno perso la vita in circostanze tanto drammatiche. In queste ore di smarrimento e di dolore, il pensiero dell’Arcivescovo va anche alla bambina sopravvissuta, che lotta per la vita, perché il Signore le doni forza, speranza e sostegno attraverso le cure dei medici e la vicinanza di quanti le vogliono bene. Mons. Maniago, infine, esprime la sua vicinanza paterna al marito, ai familiari e a tutta la comunità, invitando tutti a unirsi nel silenzio e nella preghiera. È un tempo in cui affidare al Signore il dolore che ci attraversa e stringersi gli uni agli altri nella speranza. “Davanti a una tragedia così grande – afferma l’Arcivescovo – non possiamo restare indifferenti. Siamo chiamati a custodire chi soffre, a riconoscere il dolore nascosto che abita tante vite e a costruire comunità capaci di ascolto, vicinanza e amore”.
“L’immane tragedia di Catanzaro ci lascia attoniti e profondamente scossi. Un dolore immenso attraversa tutta la Calabria, ferita da una vicenda così drammatica e difficile anche solo da immaginare, da comprendere. La nostra comunità oggi è in lutto: ci stringiamo con sincera partecipazione nel ricordo delle vittime e rivolgiamo, a nome dell’intera Giunta regionale, il più sentito cordoglio ai familiari. Il nostro pensiero, la nostra preghiera, va anche alla piccola ricoverata, affinché possa trovare la forza di superare questo momento terribile”.
Vincenzo Ursini, ha attesto più di tre anni prima di dare alle stampe la sua opera prima di narrativa, “La Ritornanza”. «Ma questa attesa non è stata vana – dice lo scrittore di Petrizzi – perché il romanzo, a poco più di un mese dalla pubblicazione, è già in ristampa ed è acquistabile in edizione cartacea, sia attraverso le librerie online che su Amazon / amazon.it/dp/B0GT9KGMJ4». Già noto negli ambienti letterari italiani per aver pubblicato diversi volumi di liriche, con alcuni dei quali ha vinto, nel corso degli anni, decine di prestigiosi concorsi letterari, Ursini ha affidato questo suo romanzo alla “Nuova Accademia dei Bronzi”, «rifiutando – sottolinea – due importanti proposte editoriali ricevute da note case editrici». Tanti e tutti positivi i commenti espressi da critici e lettori. «La Ritornanza – scrive Francesca Misasi, poetessa e critica letteraria – è un romanzo in cui la potenza della parola, saggia e scartavetrata da qualsivoglia orpello, diventa carne e sangue laddove attraversa temi e riflessioni a valenza universale creando un profondo intreccio tra psicologia, spiritualità e filosofia di vita oltre a scandagliare, con lucidità, la complessità delle esperienze e delle interazioni umane. L’interessante storia del protagonista, che cammina tra le stanze della memoria abitandole con garbo, si configura, in senso metaforico, come un’introspezione, un viaggio dentro se stesso, in cui confrontarsi con le proprie emozioni, il proprio passato, l’inquietudine che ha attraversato la sua esistenza, dopo essersi allontanato dal suo paese natale per realizzarsi. Ma, attraverso le sue stesse parole: “Io a Milano lavoro, non vivo” emerge il vero motivo della sua fuga dal Nord con la consapevolezza che, nella vita di ogni persona, esistono momenti che segnano il percorso dell’identità, frammenti di un passato che s’intrecciano col presente e costruiscono il senso di sé, il senso di appartenenza e la connessione con il proprio passato, la terra, la famiglia e con l’anima stessa». Ed è in questa Ritornanza che il protagonista (professore universitario) s’interroga per riscoprire la memoria, quella dei luoghi non solo fisici ma affettivi e spirituali che lo hanno generato. Trattenere i luoghi, le persone che hanno popolato la sua infanzia, significa, per lui, ricercare il senso ontologico dell’esserci. Solo la propria terra è la custode d’amore mentre ogni altro luogo, diventa il fulcro del disconoscimento delle proprie radici. «Ed è proprio in questa consapevolezza, in questo peregrinare tra i meandri della memoria, – prosegue Francesca Misasi – che i ricordi ricostruiscono quel mosaico di emozioni, di legami affettivi, di odori e sapori che hanno segnato l’esistenza del protagonista e definito la sua identità. Lo stesso valore dei ricordi, la stessa emotività di chi si confronta col proprio passato e il richiamo ancestrale della propria terra nativa, si ritrovano, per certi aspetti, anche nel romanzo “La Luna e i falò” di Cesare Pavese. Ma quando il “bastardo” Anguilla torna nel suo paese natale, scopre che nulla è cambiato e nonostante ripercorra il passato attraverso i luoghi e le persone della sua infanzia, non riesce a trovare un senso stabile nelle sue radici imbattendosi nella difficoltà di sentirsi davvero appartenente ad un luogo. La memoria felice per Anguilla viene superata dagli orrori e dai tradimenti che trasfigurano sia il passato che il presente e il ritorno, per lui, non diventa altro che una nuova partenza». Per il Professore, invece, il ritorno, alimentato dalla memoria e dal ripercorrere visivamente ed emozionalmente il suo passato attraverso i ricordi, è motivo di rinascita, di catarsi, è l’aver trovato, finalmente, la quadratura del cerchio. Un romanzo profondo, toccante, dove tutto ha un senso logico e in cui ogni tassello della memoria si ricompone, offrendo un affascinante quadro d’insieme dove la memoria e l’identità s’intrecciano con la forza simbolica della propria terra. Pagine straordinarie abitate con il cuore, le parole e i gesti quotidiani di una gente umile, che sfrangia saggezza e povertà ma che riempie gli occhi e il cuore d’icastica purezza. Un libro di riconosciuta importanza letteraria dove la semplicità e la caratura di una solida cifra stilistica amplificano l’eco emozionale dove abita il tempo della memoria. I ricordi, ben strutturati e raccolti in episodi, poggiano su un fraseggio vibrante, lirico che freme tra i souvenir, come un vecchio carillon che non ci si stanca mai di ascoltare. «L’autore sfiora, nella narrazione, con la colta competenza che lo distingue, – conclude Misasi – le atmosfere del Verga laddove, anche lo scrittore siciliano, attraverso le scene di vita quotidiana e l’uso di espressioni dialettali e popolari, esplora e riflette la realtà sociale del tempo. E, scavando nel profondo, si ritrovano ancora, nella Ritornanza, alcuni temi cari al Pasolini, come il rapporto del protagonista con la madre, il voler cogliere, con attenzione filologica, il senso concreto, le persone e le voci della vita collettiva di un borgo per appropriarsi del loro valore ed entrare e partecipare con piacere in quel mondo che ama. Altro punto d’incontro, l’uso del dialetto che, per entrambi gli autori, riesce ad assorbire la realtà che lo circonda restituendone l’anima. E se Corrado Alvaro in “Gente in Aspromonte” descrive la vita dei pastori mettendo in luce le ingiustizie sociali, Vincenzo Ursini, con la stessa grazia compositiva e attraverso la memoria del protagonista, coglie e mette in luce i sentimenti, la laboriosità e, soprattutto la grande dignità dei calabresi. Su tutto il romanzo, inoltre, aleggia il cuore e la voce dell’autore, sempre presenti in ogni pagina ma mai ingombranti, mai pesanti; un autore, Ursini, che ha saputo dosare, con magistrale e superbo equilibrio, il ritmo di ogni narrazione al fine di trasportare il lettore in quell’atmosfera rarefatta ma calda del passato, dove poter cogliere non solo l’intensità emotiva dei personaggi e delle loro azioni ma anche e soprattutto il loro rapporto con la Fede e la spiritualità». Un romanzo ineguagliabile, che diventa non solo patrimonio culturale da preservare ma anche strumento imprescindibile per comprendere, attraverso il passato, le anguste geometrie del mondo contemporaneo.