Amaroni, “Ti Sbullu!”: una comunità unita contro bullismo e cyberbullismo

Ad Amaroni la sala consiliare del Comune si è trasformata in uno spazio di ascolto, confronto e responsabilità collettiva grazie all’evento “Ti Sbullu!”, promosso dalla Pro loco con il patrocinio del Comune di Amaroni e del Garante regionale per la tutela delle vittime di reato. Un incontro sentito che ha messo al centro i ragazzi e il loro ruolo decisivo nella costruzione di una comunità più consapevole e rispettosa. A dare avvio ai lavori è stata Laura Conte, presidente della Pro loco, che ha sottolineato come l’iniziativa non sia “solo un convegno, ma una promessa: non lasciare solo nessuno”. Conte ha spiegato che Amaroni, insieme ai ragazzi della scuola media, è pronta a partecipare al progetto regionale “Ti Sbullu!” con l’obiettivo di lanciare un segnale forte e chiaro: il bullismo si combatte insieme, con responsabilità e partecipazione. Il progetto regionale, infatti, mira a “sbullare” i bulli dalla società e dalle scuole, invitando gli studenti a riflettere sul peso dei propri comportamenti. Anche un atteggiamento apparentemente neutro può contribuire, direttamente o indirettamente, alla realizzazione di atti di bullismo. Il sindaco Gino Ruggiero ha portato i saluti istituzionali, definendo il bullismo “uno dei fenomeni più diffusi e ricorrenti tra i giovani”, un problema che richiede attenzione costante e strumenti adeguati. Nel corso dell’incontro è stato presentato il concorso regionale “Ti Sbullu!”, alla presenza del Garante regionale per la tutela delle vittime di reato, l’avvocato Antonio Lomonaco. Le sue parole hanno lasciato il segno. «C’è un momento, durante certi incontri – ha detto – in cui capisci che non stai parlando ai ragazzi, ma con loro. “Ti Sbullu!” non è solo un concorso, ma un modo per trasformare il silenzio in voce, l’indifferenza in scelta, il disagio in consapevolezza. Il cambiamento non fa rumore all’inizio. Poi, all’improvviso, si sente ovunque». La psicologa Giorgia Riey ha definito la giornata “intensa, fatta di confronto, ascolto e condivisione”, ricordando ai giovani che “il cambiamento parte da voi”. Un messaggio diretto, che richiama alla responsabilità personale e alla forza delle scelte quotidiane. Il consigliere regionale Enzo Bruno ha evidenziato come l’iniziativa rappresenti un’occasione concreta per parlare ai ragazzi e costruire consapevolezza. Ha, inoltre, riconosciuto il valore del lavoro sociale portato avanti da Amaroni, esempio di integrazione e partecipazione. Il vicepresidente della Provincia Francesco Fragomele ha ribadito l’importanza del rispetto, dell’empatia e del coraggio di dire no alla violenza: solo una rete solida tra istituzioni, scuola e comunità può garantire un ambiente sano e inclusivo. All’evento ha partecipato anche Pietro Gualtieri, presidente della Protezione civile di Amaroni, mentre il presidente dell’associazione “Era” Francesco Ruggiero e il parroco don Roberto Corapi, cappellano dell’Università di Catanzaro, hanno inviato significativi messaggi. Don Corapi, in particolare, ha ricordato che il bullismo “non è soltanto un comportamento sbagliato, ma una ferita profonda che colpisce la dignità della persona, crea solitudine, paura e silenzi difficili da spezzare”. Dietro ogni gesto di prevaricazione, ha aggiunto, c’è una fragilità non ascoltata; dietro ogni vittima, un bisogno urgente di essere riconosciuta e difesa. Per questo, come comunità educativa, civile e cristiana, non si può restare indifferenti. “Ti Sbullu!” ad Amaroni non è stato solo un incontro, ma un punto di partenza. Una chiamata alla responsabilità collettiva, un invito a costruire una comunità che non volti lo sguardo altrove. Perché il cambiamento, come ricordato durante l’iniziativa, nasce spesso in silenzio, ma quando cresce diventa una voce che nessuno può ignorare.
Carmela Commodaro
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