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Squillace, centro sportivo “Cassiodoro Sporting Center” in vendita

L’amministrazione provinciale di Catanzaro, in esecuzione della delibera consiliare del 26 marzo scorso e della determinazione dirigenziale del 05 maggio, ha indetto un’asta pubblica per la cessione in proprietà del complesso immobiliare sito in via Delle Magnolie a Squillace Lido. La Provincia di Catanzaro ha quindi avviato un passaggio decisivo per il futuro del Cassiodoro Sporting Center. La struttura sportiva di Squillace Lido è ufficialmente in vendita tramite asta pubblica, nell’ambito del Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari dell’ente. Un’operazione che punta a trasformare un complesso rimasto per anni sottoutilizzato in una risorsa capace di generare sviluppo, servizi e nuove opportunità per il territorio. Realizzato circa trent’anni fa dalla Provincia di Catanzaro, il centro sorge in una posizione strategica, a pochi metri da Copanello e dalla statale ionica, su un’area di circa 20.000 metri quadrati. Per lungo tempo si è temuto che la struttura restasse un’incompiuta, ma oggi l’Ente punta a rilanciarla attraverso l’ingresso di investitori privati. Il complesso comprende la piscina coperta da 25 metri, sette corsie e circa 700 posti a sedere, campi da tennis e calcetto, campo polivalente per pallavolo e pallacanestro, tribune, spogliatoi e spazi di servizio. Una dotazione che, se adeguatamente riqualificata, potrebbe restituire alla comunità un polo sportivo moderno e competitivo, con potenzialità anche turistiche e ricettive. La Provincia ha fissato il prezzo a base d’asta in 900mila euro. L’asta seguirà il sistema delle offerte segrete, nel rispetto dei principi di trasparenza, parità di trattamento ed evidenza pubblica. È inoltre prevista la possibilità di esercitare il diritto di prelazione, secondo quanto stabilito nel bando. L’ufficio tecnico della Provincia sottolinea che l’operazione mira ad attirare investitori in grado di restituire piena funzionalità a un’infrastruttura di grande valore, contribuendo allo sviluppo economico e sociale dell’area. Il rilancio del Cassiodoro Sporting Center potrebbe infatti generare nuova occupazione, incremento dell’offerta sportiva, attrattività turistica,servizi per residenti e visitatori. Un tassello importante nella strategia di valorizzazione del patrimonio pubblico. Gli interessati possono consultare avviso pubblico, disciplinare di gara e documentazione tecnica sul sito istituzionale della Provincia di Catanzaro e sull’Albo Pretorio online.
Carmela Commodaro

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Festa di Sant’Agazio a Squillace: la città rinnova la sua fede attorno al patrono

La comunità di Squillace ha vissuto oggi, 7 maggio, uno dei momenti più intensi e identitari del suo calendario religioso: la solenne festa in onore di Sant’Agazio, patrono della città e compatrono dell’arcidiocesi di Catanzaro‑Squillace. Una celebrazione che, come ogni anno, ha unito fede, tradizione e partecipazione civile, confermando il forte legame tra il santo martire e la comunità locale. La solenne concelebrazione eucaristica si è svolta nella basilica cattedrale, dove si trova la monumentale cappella che custodisce le sacre reliquie del santo. A presiedere il rito è stato l’arcivescovo metropolita mons. Claudio Maniago, affiancato da numerosi sacerdoti diocesani, religiosi e religiose. Presenti anche le autorità civili e militari, insieme a molti amministratori comunali del comprensorio, segno della dimensione comunitaria e territoriale della festa. Come da tradizione, si è rinnovato il gesto dell’offerta del cero votivo da parte del sindaco Enzo Zofrea, accompagnato dai membri della Giunta municipale, un atto simbolico che esprime l’affidamento della città alla protezione del suo patrono e il desiderio di custodire un’eredità spirituale che attraversa i secoli. Nell’omelia mons. Maniago ha offerto una riflessione profonda sul ruolo del santo nella vita della comunità e sul significato della testimonianza cristiana oggi. «Vogliamo sentire Sant’Agazio – ha ricordato – più vicino a noi. Per mandato preciso del Signore accompagna la nostra comunità nel suo cammino di fede». L’arcivescovo ha invitato i fedeli a vivere la devozione non come semplice memoria, ma come cammino di rigenerazione, capace di portare frutti buoni nella vita personale e comunitaria. «Attraverso il santo patrono – ha sottolineato – si impara ad ascoltare la Parola, a condividerla, a crescere come comunità cristiana matura e responsabile». Richiamando l’immagine evangelica del seme che muore per portare frutto, mons. Maniago ha ricordato che «la vita è un seme che deve morire per dare frutti. E Gesù è il primo seme che ha cambiato le sorti dell’umanità». Il riferimento alla figura di Sant’Agazio, giovane soldato che scelse Cristo pur sapendo di rischiare la vita, è diventato un invito a non lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà del presente. «Sant’Agazio – ha affermato mons. Maniago – ci chiede di saper guardare avanti. Per lui il Signore è diventato il tutto. Oggi ci dice di fidarci di Gesù Cristo, di portare frutti buoni per noi e per gli altri, frutti che servano a costruire una società nuova». La festa di Sant’Agazio non è soltanto un appuntamento liturgico, ma un momento importante che rinsalda il senso di appartenenza della comunità squillacese. La partecipazione delle istituzioni, delle realtà ecclesiali e dei cittadini testimonia come la figura del santo continui a essere un punto di riferimento spirituale e culturale. In un tempo segnato da incertezze e tensioni globali, la celebrazione ha offerto un messaggio di speranza e responsabilità, perché la fede, quando vissuta con autenticità, diventa forza generativa, capace di trasformare la vita personale e contribuire al bene comune.
Carmela Commodaro

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Ingannano una 92enne, ai domiciliari per truffa del finto incidente un 43enne

La Polizia di Stato di Catanzaro ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Gip presso il Tribunale di Catanzaro, su richiesta della locale Procura, nei confronti di un uomo di 43 anni residente nella provincia di Napoli, ritenuto gravemente indiziato del reato di truffa aggravata in concorso, ai danni di un’anziana di 92 anni, perpetrata mediante il noto raggiro del cosiddetto “finto incidente stradale”. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro, hanno permesso di ricostruire nel dettaglio la dinamica del fatto, avvenuto nel mese di marzo 2026. In particolare, la vittima veniva contattata telefonicamente da soggetti che, fingendosi un familiare e successivamente appartenenti alle Forze dell’ordine, prospettavano un grave incidente stradale e la necessità urgente di denaro per evitare conseguenze giudiziarie. Attraverso tale artificio, la persona offesa veniva indotta a consegnare somme di denaro e oggetti preziosi per un valore complessivo rilevante. Gli accertamenti svolti dal personale della Squadra Volante di Catanzaro, anche mediante l’analisi dei sistemi di videosorveglianza e riscontri investigativi, hanno consentito di individuare il soggetto ritenuto responsabile della fase esecutiva della truffa, ossia colui che si presentava presso l’abitazione della vittima per la riscossione del denaro. L’esecuzione del provvedimento è stata effettuata con la collaborazione della Squadra Mobile di Napoli, competente per territorio, che ha operato congiuntamente alla Questura di Catanzaro per rintracciare il destinatario della misura. Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per l’indagato vige la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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Sequestrati oltre 40mila confezioni di cosmetici nel Soveratese, a giudizio 3 rappresentanti legali

Nei giorni scorsi si è conclusa un’articolata indagine condotta dai Finanzieri del Comando Provinciale di Catanzaro volta al contrasto della produzione e commercializzazione di prodotti cosmetici pericolosi e che ha determinato il rinvio a giudizio di 3 rappresentanti legali di attività commerciali operanti nel settore per il reato previsto e sanzionato dall’art. 3 del D. Lgs. 4 dicembre 2015, n. 204 che punisce “chiunque produce, detiene per il commercio o pone in commercio prodotti cosmetici che, nelle normali condizioni d’uso normali o ragionevolmente prevedibili, possono essere dannosi per la salute umana”. L’operazione trae origine da una serie di controlli delle Fiamme Gialle della Compagnia di Soverato presso alcune attività commerciali ove sono stati rinvenuti e sequestrati circa 1300 prodotti cosmetici esposti per la vendita, contenenti una fragranza sintetica tossica per la salute umana, il Butylphenyl Methylpropional,
meglio nota con il nome “Lilial”, utilizzata per la preparazione di prodotti per la cura e l’igiene della
persona, vietata dal 1 marzo 2022 in quanto considerata cancerogena. I campioni dei cosmetici sequestrati che contenevano indicato in etichetta il “Lilial” sono stati, successivamente, sottoposti a specifiche analisi chimiche che hanno confermato la presenza della sostanza vietata.
Pertanto, sulla base delle evidenze riscontrate i finanzieri, al fine di disarticolare le filiere di
approvvigionamento, hanno esaminato la documentazione commerciale delle attività commerciali
ispezionate ed hanno così individuato 5 società produttrici e fornitrici dei cosmetici incriminati aventi sede in Piemonte, Lombardia, Veneto e Campania.
Le successive perquisizioni, condotte contestualmente sul territorio nazionale presso le sedi, i depositi e i magazzini delle società coinvolte, hanno permesso di effettuare il sequestro di ulteriori 40.000 confezioni di cosmetici, tra profumi, creme e prodotti per l’igiene della persona, contenenti la sostanza tossica unitamente al materiale utilizzato per la produzione e il confezionamento dei prodotti.
Infine, le evidenze emerse nel corso delle indagini sono state inserite nella banca dati RAPEX, il “Sistema comunitario di informazione rapida sui prodotti non alimentari”, strumento essenziale per proteggere i consumatori europei dai prodotti pericolosi, che consente agli Stati membri dell’UE di scambiarsi informazioni su prodotti che presentano rischi per la salute e la sicurezza, permettendo azioni correttive quale il ritiro del prodotto incriminato dal mercato. Si evidenzia che i rovvedimenti adottati in fase investigativa e/o dibattimentale non implicano alcuna responsabilità dei soggetti sottoposti ad indagini ovvero imputati e che le informazioni sul procedimento
penale in corso sono fornite in modo da chiarire la fase in cui il procedimento pende e da assicurare, in ogni caso, il diritto della persona sottoposta ad indagini e dell’imputato a non essere indicati come colpevoli fino a quando la colpevolezza non è stata accertata con sentenza o decreto penale di condanna irrevocabili.

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ASP Catanzaro: sulla radiologia di Chiaravalle nessuna criticità, istallata una nuova strumentazione per la densitometria ossea (MOC)

Chiaravalle – “Il nuovo modello operativo prevede infatti che, unitamente al referto, al paziente venga consegnato un collegamento/link di accesso al sistema RIS-PACS, attraverso il quale sarà possibile consultare le immagini diagnostiche in modalità digitale. Tale modalità consentirà al paziente, ove necessario, di richiedere consulti specialistici anche presso strutture esterne, su tutto il territorio nazionale, semplicemente fornendo il link di collegamento alle immagini”. Questo è uno dei passaggi della lettera l’Ufficio tecnico dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro ha inviato alla Direzione strategica a margine di un video postato dal Consigliere Regionale Ernesto Alecci e relativo alla Casa della salute di Chiaravalle. La scelta di diffondere le risultanze della comunicazione interna deriva dalla precisa volontà di rassicurare l’utenza in ordine al funzionamento di una risorsa diagnostica fortemente voluta dalla stessa Azienda e dal territorio, non solo della provincia di Catanzaro. In sostanza, la radiologia della Casa della Salute di Chiaravalle è interessata da un percorso di digitalizzazione che passa attraverso la già avvenuta acquisizione di supporti digitali (cd workstation)– attualmente in fase di collaudo – l’implementazione dei sistemi di gestione e tutela dei dati sanitari e la formazione del personale. “Allo stato attuale, il processo operativo in essere presso la struttura prevede che il paziente effettui l’esame radiologico mediante apparecchiatura dedicata; successivamente, lo specialista procede alla refertazione dell’immagine e alla produzione della relativa documentazione diagnostica, che viene consegnata al paziente unitamente alla stampa tradizionale su supporto radiografico/pellicola. Tale modalità è transitoria, in quanto presso l’Azienda è in corso di progressiva implementazione il nuovo sistema RIS-PACS, finanziato nell’ambito degli interventi PNRR, finalizzato alla digitalizzazione del processo di acquisizione, archiviazione, refertazione e consultazione delle immagini diagnostiche” prosegue la nota.

Ancora “con la piena messa a regime del sistema RIS-PACS, non sarà più necessario procedere alla produzione sistematica di CD né di pellicole radiografiche tradizionali, trattandosi di supporti ormai progressivamente superati nell’ambito dei moderni processi di diagnostica digitale;……. il percorso di digitalizzazione richiede adeguata formazione del personale e sistemi di tutela dei dati sanitari dei pazienti. La scelta di superare progressivamente i supporti fisici tradizionali — CD e pellicole — risponde sia all’evoluzione tecnologica dei sistemi informatici, considerato che i personal computer di nuova generazione sono sempre più frequentemente privi di lettori CD/DVD integrati, sia all’esigenza di garantire maggiore sicurezza, conservazione, tracciabilità e disponibilità delle immagini diagnostiche mediante infrastrutture digitali dedicate. Pertanto, le criticità segnalate devono essere correttamente inquadrate nella fase di transizione tra il modello tradizionale, ancora parzialmente fondato su stampa e supporti fisici, e il nuovo modello integralmente digitale, in corso di attivazione attraverso il sistema RIS-PACS”. La nota segnala anche che “si ritiene opportuno rappresentare che l’Azienda sta procedendo al completamento dell’infrastruttura RIS-PACS secondo il cronoprogramma operativo previsto e che, una volta ultimata la fase di consegna e configurazione dei server, il sistema consentirà il superamento delle attuali modalità di gestione analogica, assicurando un servizio più moderno, sicuro e coerente con gli standard di digitalizzazione della diagnostica per immagini”. L’Azienda conclude informando che il servizio di radiologia è operativo ed ha erogato, nel primo trimestre 2026, 747 prestazioni; inoltre, per la densitometria ossea, è stata sostituita la vecchia apparecchiatura con una nuova acquistata nell’ambito del progetto PNRR “grandi apparecchiature”, ed è  operativa dallo scorso 26 marzo.

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Interviste SottoTraccia di Davide Mercurio. La 44.ma è con Carla M. Carioti

Nel panorama musicale calabrese, e in particolare in quello catanzarese, il nome di Carla Maria Carioti è ormai sinonimo di solidità, competenza e continua evoluzione. Cantante e vocal coach con oltre venticinque anni di esperienza, ha costruito un percorso che intreccia ricerca artistica, studio rigoroso e una visione etica della musica come strumento di crescita personale e collettiva. «Tutto è sempre partito dal gospel», racconta Carla. Ed è proprio da quel crocevia di linguaggi, scale blues, dissonanze jazz, inflessioni soul, funk e R&B, che ha tratto la linfa per costruire una vocalità duttile e profondamente consapevole. Dal blues conserva il calore, la fisicità, la dimensione “carnale” della voce; dal jazz ha assorbito eleganza, pulizia, brillantezza. Il risultato è una voce capace di attraversare registri e colori diversi con naturalezza, perché, come ama dire, «la voce è come un elastico: puoi spingerla dove vuoi, se sai come farlo». Accanto alla carriera artistica, Carla ha sviluppato una forte vocazione per la didattica, diventando una delle poche vocal coach calabresi certificate di livello avanzato nel metodo Natural Mix Singing. Un approccio che definisce “scientifico”, basato sull’allenamento della memoria muscolare e sulla costruzione di una voce equilibrata lungo tutta l’estensione. «Non è magia – precisa – ma un lavoro mirato che permette a ogni cantante di trovare la propria voce, unica e funzionale». Pur sostenendo con convinzione questo metodo, Carla rifiuta ogni forma di rigidità: per lei l’insegnamento richiede apertura mentale, aggiornamento costante e rispetto per ogni percorso valido. La tecnica è uno strumento, non un recinto. Uno degli aspetti più delicati e qualificanti della sua attività è il lavoro sul recupero delle voci patologiche, svolto in collaborazione con foniatri e logopedisti. Qui emerge con forza la sua idea di voce come indicatore di benessere: «Una bella voce è prima di tutto una voce sana». Per questo insiste sull’importanza della prevenzione e della formazione specifica dei docenti: chi insegna canto ha una responsabilità enorme, perché tutela non solo il talento degli allievi, ma la loro salute. Oltre all’insegnamento, Carla continua a esibirsi con progetti come la Shany Live Band, che rende omaggio alla musica italiana e alle grandi figure femminili. Per lei il palco non è mai solo esibizione: «La musica non è solo virtuosismo. Se non hai nulla da dire, resti solo un bel rumore». Da questa convinzione nasce anche la scelta, talvolta contestata, di inserire nei concerti un monologo contro la violenza sulle donne. Una scelta che rivendica con orgoglio: «Se questo è essere fuori luogo, allora sono felice di esserlo». Il suo impegno verso le nuove generazioni prende forma nella White One Voice Gospel Academy, un progetto nato per offrire opportunità in un territorio che spesso ne è privo. Ispirata dalle sue esperienze giovanili in un coro gospel internazionale, Carla ha voluto creare uno spazio di crescita artistica guidato da professionisti italiani e stranieri. Concerti, festival e masterclass diventano così occasioni per formare non solo cantanti, ma artisti consapevoli, dotati di gusto, personalità e visione. Conciliare attività artistica e didattica non è una fatica, ma un’identità. «Non sono una cantante che non è riuscita a emergere e per questo insegna», afferma con fermezza. L’insegnamento è sempre stato il suo obiettivo, fin da bambina, quando immaginava di dirigere un coro. Oggi continua a studiare con la stessa passione, puntando ai livelli più alti di certificazione nel Natural Mix Singing e alla formazione di nuovi insegnanti. Nonostante l’esperienza, l’emozione del palco resta intatta: «Ogni volta è come la prima». Ma è nella sala prove che avviene la magia più profonda: lavorare su una nuova voce significa entrare nel vissuto delle persone. «La voce ti dice dove sei stato, dove sei e dove stai andando», spiega. Per lei la voce è uno strumento che porta “oltre”. E “oltre”, come ama ricordare, «è un posto bellissimo».
Carmela Commodaro

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Squillace, Festival di Comunità “Sballando, incontriamo un amico”: una serata che accende il cuore

Il 5 giugno, dalle ore 18.30 alle 23, piazza Duomo a Squillace diventerà il centro pulsante di un’esperienza capace di lasciare il segno. Il Festival di Comunità “Sballando, incontriamo un amico” nasce dalla collaborazione di diverse associazioni impegnate nel sociale, con il contributo del Comune di Squillace e il patrocinio del Comune di Soverato e dell’Arcidiocesi metropolitana di Catanzaro-Squillace, con la partecipazione dei giovani della Consulta Giovanile di Squillace. Una rete che si unisce per proporre molto più di un evento: un incontro che fa vibrare il cuore, uno spazio dove sentirsi accolti, ascoltati, riconosciuti. La serata è pensata come un viaggio: musica, testimonianze, parole vere, momenti di ascolto e spazi per essere se stessi. Un’occasione per fermarsi, respirare e incontrare Qualcuno che cambia tutto, come sottolineano gli organizzatori. Un invito a vivere, non solo a partecipare. L’apertura sarà affidata al Dj set, che darà il ritmo a un programma ricco e dinamico: live music, talk, storie che fanno volare e un’area interamente pensata dai giovani per i giovani, perché siano protagonisti e non semplici spettatori. Tra i momenti più attesi, l’intervento di Gianpiero Ghidini della Fondazione Ema PesciolinoRosso ETS, con la testimonianza “Lasciami volare”. Un racconto che negli anni ha aiutato ragazzi e famiglie a riflettere, comprendere, scegliere la vita. Una parola che arriva dritta, che scuote e apre spiragli. Il palco accoglierà poi il concerto di Januaria, seguito dal Drop the Talk “Realtà VS Illusioni”, un momento pensato per guardare in faccia ciò che siamo e ciò che rischiamo di diventare. A seguire, l’energia di Chrystal Next Gen Flow, la voce e la presenza di Miraya, e un nuovo Dj set firmato Giordano Bruno, per chiudere la serata con un ritmo che unisce e libera. Attorno, gli stand creativi offriranno attività, laboratori, spazi di confronto e momenti di ascolto. Piccoli angoli dove ritrovare se stessi, dove una parola può diventare un ponte e un gesto può aprire un mondo. “Sballando, incontriamo un amico” non è un semplice festival, ma è anche un invito a guardarsi dentro e intorno, a scoprire che la comunità è un luogo vivo, che accoglie e sostiene. È uno spazio per sentire, capire, riconoscersi. Una serata che promette emozioni vere, incontri che restano, e quel “bello” che quando arriva non si dimentica. Il 5 giugno, piazza Duomo non sarà solo una piazza: sarà un abbraccio collettivo. Tutto da vivere.
Carmela Commodaro

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GdiF COSENZA: SEQUESTRATO UN COMPLESSO TURISTICO E TERRENI PER UN DANNO ERARIALE DI OLTRE 30 MILIONI DI EURO. INVITI A DEDURRE PER SEI SOGGETTI E UNA SOCIETÀ

 Finanzieri del Comando Provinciale Cosenza, su delega della Procura Regionale della Corte dei Conti per la Calabria di Catanzaro, hanno eseguito un decreto di sequestro conservativo su sette immobili, ed altrettante porzioni di terreni, nei confronti di una società impegnata nella gestione di un complesso turistico in provincia di Cosenza, per un danno erariale di oltre 30 milioni di euro. Alle sei persone indiziate di aver procurato il danno alle casse dello Stato, nonché all’impresa interessata, sono stati notificati, inoltre, i relativi inviti a dedurre emessi dalla Procura Regionale, per la produzione di eventuali memorie difensive e documenti. Le investigazioni, delegate ai militari del Gruppo Sibari dal Procuratore Regionale f.f. della Corte dei Conti Calabria, dott. Giovanni Di Pietro, sono state svolte mediante specifici approfondimenti economico-patrimoniali, nonché analitica disamina di dati, atti e documenti acquisiti, tra l’altro, dall’Agenzia Nazionale per lo sviluppo Invitalia S.p.A., controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. In tale contesto, si constatava che la società cosentina, mediante operazioni societarie ed artifizi contabili, aveva deliberato un fittizio aumento di capitale sociale per accedere ad un finanziamento pubblico, gestito all’epoca dal Ministero dello Sviluppo Economico ed erogato, di fatto, da Invitalia S.p.A.. Successivamente, le risorse finanziarie venivano utilizzate, tra l’altro, per realizzare il polo turistico multifunzionale, dotato di centro benessere e sala-congressi. Gli accertamenti svolti dai finanzieri, quindi, consentivano di quantificare un danno erariale di oltre 30 milioni di euro, derivante dalla indebita percezione di danaro pubblico da parte della società proprietaria del Resort. Ed è proprio sulla base di tali elementi che la Sezione Giurisdizionale per la Regione Calabria della Corte dei Conti, su richiesta della Procura Regionale, ha emesso il provvedimento di sequestro conservativo, eseguito dai militari della Guardia di finanza. Le prossime fasi del procedimento saranno incentrate a definire compiutamente le eventuali, ed effettive, responsabilità e le relative conseguenze giuridiche. L’attività posta in essere dai militari del Gruppo Sibari testimonia la funzione strategica della Guardia di finanza nel contrasto agli illeciti nel settore della spesa pubblica e, in particolar modo, verso quelle forme di illegalità legate allo sperpero o illecita apprensione di risorse destinate agli investimenti, che, di fatto, frenano lo sviluppo del Paese.

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Soverato, domenica 10 la presentazione dell’albo “La Pietà di Antonello Gagini. Il fumetto”

Domenica 10 maggio alle ore 18.00, presso la Sala Consiliare del Comune di Soverato, sarà presentato al pubblico l’albo a fumetti “La Pietà di Antonello Gagini. Il Fumetto”, realizzato nell’ambito dell’omonimo progetto promosso dall’Associazione Culturale Sirena Ligea e prodotto da Innovacultura group con il sostegno della Regione Calabria e il patrocinio del Comune di Soverato.
Un’opera editoriale che racconta, attraverso il linguaggio immediato e coinvolgente del fumetto, la figura dello scultore Antonello Gagini e la storia della sua celebre Pietà, custodita nel borgo di Soverato Superiore. Il volume è concepito come uno strumento innovativo di divulgazione culturale, capace di avvicinare pubblici diversi.
Al fumetto ha collaborato l’Associazione Culturale Attivamente APS.
Direzione Artistica: Antonella Salatino;
Supervisione Storica: Ulderico Nisticò
Disegni e le chine: Marco Leone;
Colori: Rosario Leone
Supervisione: Grafimated Cartoon.

Hanno collaborato alla realizzazione:
Parroco Emerito di Soverato Superiore: Mons. Giorgio Pascolo;
Il Sindaco di Soverato: Daniele Vacca;
Il Vicesindaco: Emanuele Amoruso;
Restauratore della Pietà: Giuseppe Mantella;
Presidente dell’Associazione La Pietà: Maria Anita Chiefari;

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Squillace, il 7 maggio è la festa del patrono Sant’Agazio

Si celebra oggi e domani, a Squillace, la solenne festa in onore di sant’Agazio, patrono della città e compatrono dell’arcidiocesi di Catanzaro-Squillace. Il triduo di preparazione è iniziato lunedì 4 maggio, con il santo Rosario e la santa messa pomeridiana. Oggi, nell’anniversario della dedicazione della basilica cattedrale, vespri solenni e santa messa alle ore 18.30. Domani, festa liturgica di sant’Agazio, con la solenne concelebrazione sarà presieduta dall’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace mons. Claudio Maniago. Avranno luogo anche la tradizionale offerta del cero votivo da parte del sindaco e la benedizione delle reliquie. Si svolgerà anche la processione con la statua di S. Agazio per le vie cittadine. Il programma civile, oltre alla tradizionale fiera, prevede domani sera lo spettacolo musicale con Cecè Barretta, tappa del tour 2026. La festa sarà conclusa da uno spettacolo pirotecnico. Un altro appuntamento che unisce spiritualità, memoria storica e partecipazione civile, confermando il forte legame tra la comunità e il santo patrono è prevista per sabato 9 maggio, a Squillace Lido, su iniziativa della parrocchia di San Nicola Vescovo. Alle ore 18, celebrazione eucaristica presieduta dal parroco padre Piero Puglisi; poi don Davide Marino guiderà una riflessione dal titolo “Sant’Agazio: un cristiano d’altri tempi per i nostri tempi”; seguirà uno spazio culturale con la presentazione del libretto “Sant’Agazio al Lido di Squillace”, curato da Giuseppe Facciolo; quindi, i saluti del sindaco Enzo Zofrea e l’intervento finale di padre Piero Puglisi. Sant’Agazio, che nel rito latino è commemorato l’8 maggio, morì intorno al 304. Era un centurione cappadoce dell’esercito romano di stanza in Tracia, fu accusato dal tribuno Firmo e dal proconsole Bibiano di essere cristiano e, dopo aspre torture e tormenti, fu decapitato a Bisanzio sotto Diocleziano e Massimiano. L’imperatore Costantino il Grande costruì una chiesa-santuario in suo onore alla Karia di Costantinopoli, dove divenne anche patrono. Da almeno tredici secoli è patrono della città e della diocesi di Squillace, ora dell’arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, compatrono con San Vitaliano. Il corpo del Santo martire è custodito e venerato in una monumentale cappella della cattedrale di Squillace, mentre un braccio venne portato dal vescovo di Squillace, Marcello Sirleto, nel 1584, a Guardavalle, suo paese natale, dove è stato anche eletto come patrono. Sue reliquie risultano anche a Cuenca ed Avila in Spagna, provenienti da Squillace. E’ venerato tra i Santi ausiliatori in diverse parti dell’Europa centro-settentrionale. È il protettore delle truppe militari e viene invocato, tra i santi ausiliatori, contro l’emicrania, il mal di denti, la siccità e per la consolazione dalle lunghe agonie. A Squillace si celebrano tuttora due feste solenni: una il 16 gennaio, detta della Traslazione o delle Ossa, che rievoca l’arrivo miracoloso al lido di Squillace delle sante reliquie; e l’altra, appunto, il 7 maggio, giorno del martirio del Santo a Bisanzio tramandato dai menologi bizantini e mantenuto ininterrottamente a Squillace. Le due feste vengono celebrate anche a Guardavalle. Alla figura di Sant’Agazio sono stati dedicati approfonditi studi, libri e interessanti articoli, tra cui quelli dello studioso squillacese Lorenzo Viscido. Nel 2022, dopo 188 anni si è svolta la ricognizione dei reperti ossei attribuiti a Sant’Agazio, su iniziativa dall’arcivescovo Maniago.
Carmela Commodaro

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