Ricerca per:

JOEY CALDERAZZO, IL GRANDE JAZZ INTERNAZIONALE AD ARMONIE D’ARTE, TRA LIRISMO, SWING E LIBERTÀ IMPROVVISATIVA

Venerdì 7 agosto alle ore 22.00, nello scenario incantato dell’Orto Botanico di Soverato, Armonie d’Arte Festival accoglie uno dei pianisti più autorevoli della scena jazz contemporanea mondiale: Joey Calderazzo, in trio con Orlando Le Fleming al contrabbasso e David Hawkins alla batteria, per l’unico concerto 2026 nel meridione italiano.

Nato a New Rochelle, nello Stato di New York, nel 1965, ma con una famiglia originaria proprio della Calabria che con la grande emigrazione italo-americana ha portato moltissimi cognomi del nostro Meridione negli Stati Uniti e non solo, Calderazzo appartiene a quella generazione di musicisti cresciuti nel solco della grande tradizione del jazz afro – americano, ma capaci di rileggerla con una voce personale e assai più percussiva rispetto al poetico lirismo di un Bill Evans.
É piuttosto ravvisabile in un titano come McCoy Tyner il suo modello di riferimento. Pianista precocissimo, si avvicina al jazz grazie alla passione per giganti come Chick Corea, appunto Tyner, Herbie Hancock e Art Tatum, sviluppando presto una tecnica straordinaria e un forte senso melodico.
La svolta della sua carriera arriva negli anni Ottanta grazie all’incontro con Michael Brecker, che lo coinvolge nel suo quintetto e lo introduce ai vertici della scena internazionale. Calderazzo debutta poi come leader per la prestigiosa Blue Note e negli anni Novanta diventa una figura centrale del quartetto di Branford Marsalis, raccogliendo l’eredità del pianista Kenny Kirkland e contribuendo alla definizione di uno dei gruppi più importanti del jazz moderno.

Il suo stile unisce forza ritmica e raffinatezza armonica: un pianismo capace di passare dalla tensione del post-bop alla dimensione più intima della ballad, sempre sostenuto da un tocco profondamente personale. Nel trio trova probabilmente il terreno ideale per esprimere la sua idea di musica: il dialogo costante tra i musicisti, la sorpresa dell’istante e una concezione dell’improvvisazione come viaggio condiviso.
La lunga collaborazione con Orlando Le Fleming, bassista di grande sensibilità e solidità ritmica, ha dato vita negli anni a un sodalizio particolarmente intenso, arricchito in questa fase dal contributo del batterista David Hawkins. Il repertorio del trio alterna composizioni originali, standard e riletture capaci di mettere in evidenza la straordinaria capacità narrativa di Calderazzo.

A Soverato arriverà dunque un artista che rappresenta una delle espressioni più mature della scena contemporanea: un musicista che guarda alla storia senza nostalgia, trasformando la lezione dei grandi maestri del passato in una voce ancora pienamente viva e attuale, e diventato lui stesso un maestro di riferimento per le nuove generazioni a livello globale.

“Dopo aver vissuto straordinari spettacoli di danza, teatro e musica al Parco archeologico di Scolacium, con un pubblico folto ed entusiasta – dichiara il direttore artistico Chiara Giordano – torniamo a Soverato con il jazz di più elevato profilo e blasonata carriera. E c’è da dire che jazz per noi rappresenta uno spazio del cuore non solo perché abbiamo già ospitato il gotha di questo genere a livello internazionale e di ogni tempo ricevendone tanta gioia e soddisfazione, ma soprattutto perché il jazz rappresenta un sincretismo culturale totalmente in linea con l’idea di arte che desideriamo condividere: quella delle possibili armonie d’arte che arrivano da transiti, approdi e permanenze di creatività, contenuti, contesti e genti diverse che poi, nel segno della musica, come del teatro e della danza, danno vita a nuove vie, proprio come accaduto per il jazz nascente e a tutt’oggi.”

Tutte le informazioni e ticketing sul sito www.armoniedarte.com e sui canali social dedicati.

JOEY CALDERAZZO TRIO
Joey Calderazzo – pianoforte, Orlando Le Fleming – contrabbasso, David Hawkins – batteria
7 agosto alle ore 22.00 – Orto Botanico di Soverato

L’articolo JOEY CALDERAZZO, IL GRANDE JAZZ INTERNAZIONALE AD ARMONIE D’ARTE, TRA LIRISMO, SWING E LIBERTÀ IMPROVVISATIVA proviene da S1 TV.

Sulla soglia del mistero: gli artisti Pancari e Mercurio tra sacro e profano in una mostra a Squillace

Il confine tra sacro e profano è una soglia che non separa, ma vibra. Una linea mobile che respira, si sposta, si lascia attraversare. È in questo spazio di passaggio, dove la materia si fa simbolo e il simbolo torna carne, che si colloca il dialogo visivo tra Paolo Pancari Doria e Giuseppe Mercurio, due figure che hanno abitato l’arte come una forma di interrogazione permanente del mistero umano. All’interno della suggestiva Antica Bottega (Fornace) Conca, a Squillace, luogo che conserva ancora il calore delle mani che modellavano la terra, la mostra dedicata ai due maestri diventa un attraversamento emotivo prima ancora che estetico. Qui le loro opere non si limitano a essere esposte, ma sembrano emergere dalle pareti, dai silenzi, dalle ombre che la fornace custodisce come una memoria antica. È un ambiente che amplifica la tensione tra ciò che aspira al cielo e ciò che resta radicato nella terra, tra l’anelito spirituale e la fragilità dell’umano. Paolo Pancari Doria, artista di profonda interiorità, ha sempre cercato nella forma un varco verso l’invisibile. La sua opera è un continuo tentativo di ascolto, un gesto che non impone, ma rivela. Pancari ha attraversato la materia come si attraversa una preghiera, con la consapevolezza che ogni segno può essere un ponte, ogni ombra una domanda. Il suo sacro non è mai dogmatico, ma nasce dall’umano che cerca, che inciampa, che si illumina. È un sacro che si fa dialogo, non proclamazione. Giuseppe Mercurio, invece, ha indagato il profano come luogo di verità. Nelle sue opere la carne non è mai semplice presenza, ma racconto, una narrazione che si apre al simbolo, che accoglie la ferita e la trasforma. Mercurio ha saputo guardare l’umano senza veli, restituendone la complessità, la bellezza imperfetta, la tensione verso qualcosa che lo supera. Il suo profano non è negazione del divino, ma la sua controparte necessaria: il terreno su cui il sacro può manifestarsi. Accostati, Pancari e Mercurio non si contraddicono, ma si completano. Le loro opere, oggi più che mai vive, mostrano che il sacro non esiste senza l’umano che lo cerca, e che il profano non è mai privo di una scintilla di divino. La mostra diventa così un percorso di riconciliazione, un invito a sostare nella soglia, a riconoscere che la bellezza nasce proprio da questa tensione irrisolta. L’inaugurazione è prevista per giovedì 13 agosto alle ore 18.30, e la mostra resterà aperta fino al 20 agosto, dalle 17 alle 23. Un’occasione per attraversare non solo un luogo, ma una visione, quella di due artisti che hanno saputo trasformare la vita in materia poetica, e la materia in un varco verso ciò che non smette di chiamarci.
Carmela Commodaro

L’articolo Sulla soglia del mistero: gli artisti Pancari e Mercurio tra sacro e profano in una mostra a Squillace proviene da S1 TV.

Satriano, inaugurato il murales tridimensionale dedicato a Papa Francesco

L’opera di Pepè Codispoti, realizzata attraverso un intreccio di ferro, luci e ombre, arricchisce il percorso di street art del paese e propone un’originale interpretazione della figura del Pontefice

È stata inaugurata, in piazza Don Bosco a Satriano, la nuova opera tridimensionale dedicata a Papa Francesco, realizzata dall’artista Pepè Codispoti. Un’installazione originale che arricchisce ulteriormente il percorso artistico e di street art sviluppato negli anni nel centro cittadino. Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco Massimiliano Chiaravalloti, il parroco don Francesco Marino, l’architetto Antonio Riverso e numerosi cittadini, intervenuti con curiosità e partecipazione per ammirare da vicino la nuova creazione. Quella firmata da Codispoti è una personale reinterpretazione del concetto tradizionale di murales. L’opera, infatti, non nasce attraverso la pittura su una superficie, ma prende forma mediante un intreccio di verghe metalliche modellate per generare profondità, prospettive ed effetti visivi differenti a seconda del punto di osservazione. Ferro, luce e ombra diventano così gli elementi di un linguaggio artistico innovativo, capace di trasformare un materiale tradizionalmente associato al lavoro artigianale in uno strumento espressivo. Lo stesso autore ha definito la sua creazione un “dipinto di ferro”, realizzato nel laboratorio nel quale ha lavorato per decenni come fabbro. L’esperienza maturata nella lavorazione del metallo incontra, dunque, la ricerca artistica. Le verghe forgiate da Codispoti delineano l’immagine di Papa Francesco e, interagendo con la luce naturale e artificiale, producono ombre, linee e volumi in continuo mutamento. L’opera sembra cambiare aspetto mentre l’osservatore si sposta, offrendo prospettive sempre nuove. La nuova installazione rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di valorizzazione degli spazi pubblici di Satriano. Un progetto culturale che continua a crescere e che, attraverso l’arte, restituisce nuova identità e bellezza agli angoli del paese, trasformandoli in luoghi di incontro, contemplazione ed espressione creativa. Il murales tridimensionale non è un’opera che può essere pienamente compresa attraverso una semplice fotografia. Per coglierne la forza, la profondità e la maestria tecnica è necessario osservarla dal vivo, lasciandosi coinvolgere dal dialogo tra il ferro, la luce e le ombre. Con questa creazione Satriano conferma la propria attenzione verso l’arte pubblica e la sperimentazione, offrendo alla comunità e ai visitatori un’opera capace di unire memoria artigiana, innovazione artistica e il messaggio umano e spirituale rappresentato dalla figura di Papa Francesco.

L’articolo Satriano, inaugurato il murales tridimensionale dedicato a Papa Francesco proviene da S1 TV.

GIRIFALCO VESTE IL FUTURO: IL SOGNO DI ROCCO VITALIANO SFILA TRA TRADIZIONE E ALTA MODA

Luca Onestini ospite speciale dell’evento che trasforma il borgo calabrese in una passerella del Made in Italy realizzato a mano

GIRIFALCO (CZ) – 5 AGOSTO 2026 – La tradizione diventa spettacolo e la sartoria si trasforma in racconto identitario. Venerdì 7 Agosto, alle 22, via Roma ospiterà “Girifalco D’Amare Fashion Show”, uno degli appuntamenti più attesi del cartellone estivo Estate Insieme a Girifalco, promosso dall’Amministrazione comunale per animare le serate di cittadini e visitatori.

Il giovane maestro d’arte Rocco Vitaliano, porterà in passerella la nuova esclusiva collezione Vitaliano Couture di abiti da sposa, sposo e cerimonia, interpretata da 15 modelli e modelle.

A impreziosire la serata sarà la presenza del modello e conduttore televisivo Luca Onestini, volto noto del piccolo schermo dopo l’elezione a Mister Italia e le partecipazioni a programmi di successo come Uomini e Donne e Grande Fratello Vip.

La collezione che racconta la Calabria

Il cuore della sfilata sarà la nuova collezione Girifalco D’Amare 2026, composta da 15 creazioni: otto abiti femminili e sette maschili, destinati a sette coppie, oltre a un esclusivo abito femminile pensato come pezzo iconico della collezione.
Ogni capo nasce da un lungo lavoro artigianale: i tessuti vengono realizzati manualmente su telaio tradizionale calabrese, utilizzando fibre naturali come seta, lino e ginestra, anch’esse autoprodotte.

Tutte le lavorazioni sartoriali sono eseguite rigorosamente a mano secondo la migliore tradizione italiana. Una scelta che punta a valorizzare un prodotto completamente Made in Italy, ma soprattutto Made in Girifalco e Made in Calabria, trasformando il patrimonio tessile locale in una proposta di alta moda contemporanea.

Il talento di un giovane che ha scelto di restare

A soli 22 anni, Rocco Vitaliano rappresenta una delle più interessanti realtà emergenti della moda artigianale calabrese. Dopo aver frequentato l’Istituto Tecnico – settore Moda di Girifalco, ha deciso di investire nel proprio territorio aprendo un atelier specializzato nella realizzazione di abiti da sposa, sposo e cerimonia.
Il suo lavoro parte dalla riscoperta delle antiche tecniche di tessitura utilizzate un tempo dalle massaie calabresi per confezionare la biancheria di casa. Motivi, intrecci e lavorazioni sono stati studiati, reinterpretati e trasformati in elementi distintivi di una moda capace di coniugare innovazione, artigianato e identità territoriale.

Le dichiarazioni

«Questa collezione rappresenta il mio modo di raccontare Girifalco e la Calabria attraverso la moda. Ogni tessuto nasce dalle nostre mani, utilizzando tecniche antiche che abbiamo scelto di custodire e reinterpretare in chiave contemporanea. È la dimostrazione che si può fare alta sartoria restando nella propria terra», sottolinea Rocco Vitaliano. Dall’Amministrazione comunale arriva un messaggio di sostegno all’iniziativa: «Eventi come questo valorizzano il talento dei nostri giovani e promuovono l’identità culturale del territorio, trasformando Girifalco in un palcoscenico capace di coniugare tradizione, creatività e promozione turistica.»

Una serata tra spettacolo e identità

L’appuntamento promette di essere uno dei momenti di maggiore richiamo dell’estate girifalcese, unendo moda, artigianato, spettacolo e promozione del territorio in un evento che celebra la creatività di una nuova generazione di artigiani capaci di trasformare la tradizione in eccellenza contemporanea.

L’articolo GIRIFALCO VESTE IL FUTURO: IL SOGNO DI ROCCO VITALIANO SFILA TRA TRADIZIONE E ALTA MODA proviene da S1 TV.

L’estate palermitese entra nel vivo: tra cultura, arte e tradizione il ricco programma dell’Associazione PietraElisa

L’estate di Palermiti entra nel vivo grazie al ricco calendario promosso dall’Associazione PietraElisa, che punta a far vivere il territorio attraverso incontri culturali, creatività ed eleganza. La stagione si è aperta ufficialmente il 31 luglio con la terza edizione di Catoja in festa, un appuntamento nato da un’iniziativa dell’ultimo minuto e fuori dal cartellone principale dell’agosto palermitese, ma che ha saputo riscaldare l’atmosfera del paese e fare da perfetto apripista per le iniziative dei giorni a venire. Il programma entra nel pieno della sua offerta a metà mese, spaziando dalla letteratura alle attività per i più piccoli, fino alle serate di gala. Mercoledì 12 agosto, alle ore 18, la villetta M. Reitano farà da cornice alla presentazione dell’ultimo lavoro letterario di Santo Gioffrè, intitolato Il tempo del male, offrendo un momento di riflessione e approfondimento culturale. La settimana successiva, martedì 18 agosto a partire dalle ore 16, la villa comunale si trasformerà in un cantiere d’arte a cielo aperto per la quarta edizione di Un mondo di colori. L’evento, guidato dal Maestro Pietro Pinnarò e rivolto ai bambini dai 5 ai 13 anni, accompagnerà i più giovani in un pomeriggio di gioco e fantasia. L’energia della villa comunale tornerà poi protagonista domenica 23 agosto dalle 21.30 con la seconda edizione del Fashion Show Una notte sotto le stelle, un appuntamento dedicato alla moda e allo spettacolo sotto il cielo estivo. La rete culturale guidata da PietraElisa travalica anche i confini comunali attraverso la collaborazione alla quarta edizione della rassegna Terra e Libertà, ideata da Tito e Roberto Truglia, in programma a Vallefiorita domenica 9 agosto nel Piccolo Museo Privato di Cultura Popolare e Contadina di via Roma. La giornata prenderà il via già al mattino, dalle ore 10, con l’apertura del museo e il suo nuovo allestimento; per l’occasione la comunità è invitata a donare cimeli della cultura contadina, ricevendo in cambio libri e riconoscenza dagli organizzatori. La serata entrerà nel vivo alle ore 20 con l’accoglienza animata dall’Apefolk, per poi proseguire alle 21.30 con lo spettacolo in acustico di teatro e canzone Accussì mi ricordu… di Ettore Castagna, un viaggio intenso, critico e ironico nella tradizione musicale calabrese e nel suo dialetto. Data la capienza limitata del museo, l’ingresso alla performance è su invito ed è gradita un’offerta a sostegno delle attività museali. Tutti gli aggiornamenti in tempo reale e le informazioni dettagliate sugli eventi in programma sono consultabili direttamente sulla pagina Facebook ufficiale Associazione PietraElisa Palermiti.
Carmela Commodaro

L’articolo L’estate palermitese entra nel vivo: tra cultura, arte e tradizione il ricco programma dell’Associazione PietraElisa proviene da S1 TV.

In ricordo di Assunta Migliazza: Amaroni si stringe attorno alla memoria e alla sicurezza stradale

Ad Amaroni, questa sera, l’anfiteatro comunale diventerà il luogo in cui una comunità intera sceglie di trasformare il dolore in presenza, la memoria in responsabilità condivisa. L’evento memorial “In ricordo di Assunta – Un fiore che non sbiadisce” nasce per ricordare Assunta Migliazza, 43 anni, originaria di Girifalco e profondamente legata anche alla realtà amaronese, scomparsa il 1° novembre 2024 in un tragico incidente sulla Statale 106, all’altezza dello svincolo di Squillace. Una perdita che ha segnato due comunità e che oggi diventa occasione di riflessione civile. La serata, promossa con il patrocinio del Comune di Amaroni e organizzata dagli “Amici di Carmelo” insieme all’associazione musicale “W.A. Mozart” di Girifalco, vuole essere molto più di un semplice momento commemorativo. L’obiettivo è quello di unire affetto e consapevolezza, creando uno spazio in cui il ricordo personale si intreccia con un messaggio pubblico di prevenzione e responsabilità. In questo spirito, è stato previsto un approfondimento istituzionale e sociale dedicato alla sicurezza stradale, tema che continua a interrogare il territorio e che trova nella vicenda di Assunta un monito doloroso ma necessario. A intervenire saranno figure di riferimento delle forze dell’ordine, dei soccorsi e della comunità locale: il capitano Pasquale Cuzzola, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Girifalco; l’ispettore Massimo Conforti, in rappresentanza del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Catanzaro; don Roberto Corapi, parroco di Amaroni. A guidare e moderare il dibattito sarà il prof. Pino Vitaliano, chiamato a intrecciare testimonianze, analisi e riflessioni in un confronto che vuole essere costruttivo e partecipato. La dimensione emotiva della serata sarà accompagnata dalle note dell’Associazione “W.A. Mozart” di Girifalco, che curerà l’intrattenimento musicale e affiancherà le attività di animazione previste per l’intero svolgimento dell’evento. Musica, parole e presenza collettiva contribuiranno a creare un clima di vicinanza, nel quale la memoria di Assunta potrà essere custodita e rilanciata come impegno verso il futuro. La cittadinanza e l’intero territorio sono invitati a partecipare a un appuntamento che vuole trasformare un dolore individuale in un messaggio di valore collettivo, affinché la strada non sia mai luogo di tragedia ma di vita condivisa.
Carmela Commodaro

L’articolo In ricordo di Assunta Migliazza: Amaroni si stringe attorno alla memoria e alla sicurezza stradale proviene da S1 TV.

A Squillace la magia del grande schermo: inaugurata la prima mostra dei manifesti cinematografici anni ’60, ’70 e ’80

Un viaggio nel tempo tra le luci e le ombre della settima arte. Su iniziativa dell’Archeoclub d’Italia “Guido Rhodio” (sede di Squillace) e con il patrocinio del Comune, è stata inaugurata martedì scorso, 4 agosto, nella Casa delle Culture, l’esposizione “L’arte che ha raccontato il cinema”, la prima retrospettiva incentrata sui manifesti cinematografici degli anni ’60, ’70 e ’80. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino alla fine di agosto, tutti i giorni dalle ore 16 alle 23. Dopo il taglio del nastro, il presidente dell’Archeoclub squillacese, Gabriele Mauro, ha espresso viva gratitudine verso tutti i partecipanti e i sostenitori dell’iniziativa, rivolgendo un ringraziamento speciale alla famiglia Merenda e in particolare a Martino Merenda. Mauro ha ricordato come il signor Martino abbia fatto la storia del cinema locale in tempi difficili, ben diversi dalle comodità tecnologiche dell’era contemporanea. Il percorso espositivo offre una vera e propria macchina del tempo su tre decenni straordinari: Anni ’60, la rivoluzione delle forme, la libertà espressiva e il fascino del bianco e nero che cede il passo ai colori audaci; Anni ’70, la grinta, l’impegno sociale e il coraggio di raccontare le ombre del mondo con un realismo viscerale; Anni ’80, la magia pura, lo spettacolo visivo e i sogni a occhi aperti che hanno emozionato intere generazioni. Il cinema di quell’epoca non si limitava a proiettare storie, ma accendeva rivoluzioni: era l’era delle pellicole coraggiose, intrise di fumo, jazz e libertà narrativa, dove la sala buia rappresentava l’unico luogo capace di far tremare la realtà attraverso i sogni. Durante la cerimonia è intervenuto anche il socio Ruggero Mauro, che ha sottolineato come l’evento rappresenti il momento in cui “il sogno diventa realtà”. Ruggero Mauro ha ringraziato calorosamente Franco Polito, la cui cura nel conservare, intatti, i manifesti ha reso possibile l’allestimento della mostra, e ha rinnovato i ringraziamenti alla famiglia Merenda per aver condiviso il progetto, riconoscendo a Martino il merito storico di aver portato la sala cinematografica in un piccolo centro, regalando emozioni a generazioni di cittadini. L’intervento si è concluso con un plauso al pubblico sempre più numeroso e partecipe, all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Enzo Zofrea, che ha creduto e sostenuto il progetto fin dal primo momento, e ai giovani soci dell’Archeoclub di Squillace per l’impegno e la passione dimostrati nell’organizzazione. Ad arricchire la serata sono stati gli attori Gianni Pellegrino e Rino Rodio, ospiti dell’evento, che hanno offerto una preziosa testimonianza sul mestiere dell’attore ieri e oggi. Nel loro intervento hanno evidenziato le profonde differenze tra la settima arte contemporanea e il cinema d’epoca rappresentato in mostra, ponendo un forte accento su quanto lo studio e la preparazione siano elementi fondamentali e imprescindibili per intraprendere la carriera recitativa. Una targa è stata infine consegnata a Martino Merenda, figura simbolo per l’intera comunità. Tuttofare instancabile (antennista, elettricista, imbianchino, meccanico e molto altro), è diventato per decenni il punto di riferimento del paese per risolvere qualsiasi problema. L’espressione «Chiama a Martinu» è diventata una vera e propria formula magica e un intercalare popolare a cui i cittadini ricorrevano per ogni necessità. Il suo contributo più grande è stato la gestione per molti anni del cinema di Squillace. Al momento della consegna della targa, Martino ha raccontato con emozione le peripezie legate all’arrivo delle pellicole a Squillace: con enormi sacrifici, spesso era lui stesso a mettersi in viaggio per andare a recuperarle personalmente in città lontane come Napoli, Catania e Roma, oltre che sulle strade della Calabria. Un impegno eccezionale per offrire al paese una finestra sul mondo e portare in provincia i grandi capolavori del cinema italiano e internazionale. Paragonato al film Nuovo Cinema Paradiso, il suo cinema è stato un luogo di incontro, emozioni e crescita culturale per generazioni di cittadini. L’omaggio riconosce a Martino il merito di aver acceso la magia dello schermo e di aver insegnato alla comunità ad amare la settima arte.
Carmela Commodaro

L’articolo A Squillace la magia del grande schermo: inaugurata la prima mostra dei manifesti cinematografici anni ’60, ’70 e ’80 proviene da S1 TV.

Depuratori, Procura della Corte dei conti contesta danno erariale da 600 mila euro: coinvolti anche tre funzionari pubblici

La Procura regionale della Corte dei conti della Calabria ha notificato a nove tra persone giuridiche e fisiche (tra cui tre funzionari pubblici dei comuni di Montepaone e San Pietro Apostolo) un invito a dedurre con cui è stato loro contestato un presunto danno erariale pari a circa 600 mila euro. Le indagini, delegate agli investigatori del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catanzaro della Guardia di Finanza, hanno consentito di valorizzare ai fini erariali uno strutturato modus operandi, posto in essere da un gruppo imprenditoriale che, grazie ad indebiti risparmi garantiti dalla sistematica elusione della normativa ambientale e dal preordinato abbattimento dei costi di gestione, è riuscito ad ottenere l’aggiudicazione sistematica di appalti per la gestione di depuratori comunali e consortili mediante l’offerta di ribassi d’astaestremamente elevati, talvolta superiori al 50%.Gli accertamenti istruttori svolti, condotti prioritariamente attraverso acquisizioni documentali e analisi del materiale raccolto, hanno consentito di attribuire presunte responsabilità erariali a carico dei menzionati soggetti i quali, tramite l’irregolare smaltimento dei fanghi di depurazione, dei rifiuti da pulizia delle acque di scarico e dei fanghi delle fosse settiche nonché attraverso il sistematico differimento della manutenzione ordinaria e straordinaria prevista, hanno generato negli impianti uno stato di degrado funzionale che causava frequenti sversamenti di liquami non trattati; condotte che, in generale, hanno recato una lesione diretta e immediata all’interesse pubblico generale alla corretta gestione del ciclo delle acque reflue, alla tutela degli ecosistemi idrici e, in ultima istanza, alla salute della collettività.
I presunti responsabili potranno, entro quarantacinque giorni dalla notifica dell’invito a dedurre, fornire le proprie deduzioni ed eventuali documenti attinenti alle condotte – ed il relativo danno – contestate. Le prossime fasi del procedimento, la cui istruttoria è stata eseguita dalla Procura della Corte dei conti dopo un’indagine coordinata dal Pubblico Ministero, Dott. Costantino Nassis, con il contributo investigativo dei militari della Guardia di Finanza di Catanzaro, definiranno le eventuali responsabilità e le conseguenze giuridiche per i soggetti coinvolti.

L’articolo Depuratori, Procura della Corte dei conti contesta danno erariale da 600 mila euro: coinvolti anche tre funzionari pubblici proviene da S1 TV.

Palermiti si accende di nuova luce: grande successo per la prima edizione delle Luminarie nel centro storico

PALERMITI – C’è un momento preciso in cui un paese riscopre la bellezza dei propri vicoli, il calore della propria storia e il piacere genuino di stare insieme. Quel momento, per Palermiti, è arrivato ieri sera. Con un suggestivo e studiato cambio di atmosfera – le consuete luci bianche spente per far spazio a una calda e avvolgente trama di lampadine dorate – si è aperta ufficialmente la prima edizione delle Luminarie del Centro Storico. Una manifestazione del tutto inedita e originale, fortemente voluta dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Roberto Giorla, insediatasi a seguito delle ultime elezioni dello scorso maggio, che ha scommesso sulla valorizzazione dei luoghi simbolo del borgo.

A dare il via formale alla serata è stato il tradizionale taglio del nastro ad opera del primo cittadino, affiancato dai componenti dell’amministrazione e da tantissimi cittadini festanti. Un gesto semplice ma denso di significato: il simbolico preludio a un cammino amministrativo e culturale che punta con determinazione a restituire centralità, vitalità e splendore ai luoghi del cuore di Palermiti.

Fin dai primi minuti successivi all’accensione, il paese ha registrato un’affluenza straordinaria, una cornice di pubblico impressionante che ha riempito ogni angolo del centro con numeri che non si vedevano da lunghissimo tempo. Partendo da Piazza dei Martiri, un fiume composto e partecipe di famiglie, giovani, anziani e visitatori giunti dai paesi limitrofi ha passeggiato tra i vicoli dorati, immerso in un clima di gioia pura e contagiosa. A scandire la colonna sonora della serata sono state le note travolgenti della Calastreet band, capace di trascinare la folla in un’atmosfera di festa sincera e spensierata.

Tra la gente si respirava un entusiasmo autentico, fatto di sorrisi, abbracci e sguardi meravigliati di chi riscopriva la propria casa sotto una veste del tutto nuova. Ma il valore più profondo e commovente della manifestazione è emerso nella straordinaria risposta corale della comunità. L’evento si è infatti trasformato in un intenso percorso di condivisione e socialità grazie a tre punti ristoro strategici allestiti nei quartieri storici:Via Umberto I° (Chiazza) Via Guglielmo Pepe (Chiesi Vecchia) Via Nazario Sauro (Uortura)

In questi snodi d’incontro, grazie alla generosa disponibilità e alla straordinaria solidarietà dei residenti e dei volontari, sono stati preparati e offerti i piatti genuini e i sapori più autentici della tradizione locale. Una risposta di popolo spontanea, in cui l’arte dell’accoglienza ha trasformato la degustazione in un grande momento di festa di quartiere e di coesione sociale.

La soddisfazione generale, toccata con mano da tutti i presenti, ha confermato la bontà di un’intuizione vincente. Quello che è nato ieri sera come una scommessa e un’assoluta novità rappresenta soltanto il primo tassello di una tradizione appena incominciata: un appuntamento che, visto il travolgente riscontro di pubblico e di critiche entusiaste, si proietta già con naturalezza verso tante successive edizioni destinate a crescere nel tempo.

Quella di ieri, dunque, non è stata soltanto una festa ben riuscita, ma il segno tangibile di una luce viva e nuova che torna a riscaldare Palermiti. Una luce che non si limita a illuminare le pietre antiche e i balconi del centro storico, ma che intende risvegliare l’orgoglio, la speranza e il futuro di un’intera comunità che ha dimostrato di voler camminare unita.

Maria Luisa Iezzi

L’articolo Palermiti si accende di nuova luce: grande successo per la prima edizione delle Luminarie nel centro storico proviene da S1 TV.

Cinema e Rivoluzione a Stalettì, Francesco Misiano nel volume della Cineteca della Calabria

Nella sala consiliare del Comune di Stalettì si è tenuta la conferenza di presentazione del volume
“Francesco Misiano: Cinema e Rivoluzione”, edito dalla Cineteca della Calabria. Sono intervenuti il
sindaco Mario Gentile, l’avvocato Eugenio Attanasio per la Cineteca della Calabria, il dott. Domenico Levato ed il prof. Demetrio Iannone professore di Storia all’Università di New York. Il sindaco ha presentato l’iniziativa porgendo i saluti ai partecipanti e lasciando la parola a Eugenio Attanasio, che ha ricordato le grandi iniziative condotte dalla Cineteca all’estero con la proiezione del filml “Il caso Misiano” all’Istituto di Cultura di Mosca e di San Pietroburgo, nel 2010, e la presentazione del
volume Francesco Misiano cinema e Rivoluzione tradotto in lingua inglese dal prof. Demetrio Iannone presso la City University of New York nella cattedra della prof. Eugenia Paulicelli. Il prof. Iannone ha aggiornato gli studi su questa grande figura del cinema internazionale, per la quale ha
condotto ricerche specifiche in Russia fino al 2022, entrando in contatto con le discendenti ancora in vita. Formidabile l’attività di promozione in Italia e all’estero che sta portando avanti il responsabile della Comunicazione della Cineteca della Calabria, giornalista e mediatore interculturale Francesco Stanizzi.
La figura di Misiano ha sofferto indubbiamente un problema di rimozione storica, a causa della sua carriera politica burrascosa che lo vide in prima linea nella storia del Novecento italiano e poi europeo. Particolarmente sofferta fu la rottura con il Partito Socialista dopo la scissione di Livorno,
che contribuirono al suo isolamento politico tale da costringerlo, con l’avvento del fascismo in
Italia ad abbandonare il suo paese. Finisce la storia del deputato Misiano e inizia quella dello straordinario operatore culturale, al servizio del proletariato internazionale tra Germania prima e Unione Sovietica dopo. Misiano pacifista, grande promotore del cinema e uomo del dialogo tra Usa e Urss. Il volume raccoglie scritti inediti antimilitaristi di Misiano, descrive anche la sua
grande avventura nel paese dei bolscevichi dove diventa direttore e presidente della Mezrabpom
Film. Con questa società, Misiano raggiunge l’apice della carriera cinematografica, raccontata
attraverso estratti delle opere più significative, compreso quel “Bacio di Mary Pickford” di Sergei Komarov, resoconto di un viaggio moscovita di Douglas Fairbanks jr. e Mary Pickford per promuovere l’industria cinematografica di una giovane Unione Sovietica. Il discorso su Misiano, il cinema, l’arte e la Calabria è proseguito anche dopo il convegno, con il prof. Adamo Valerio, filosofo, e l’artista Mariacristina Amoruso dell’ Accademia di Belle Arti di Catanzaro che è stata invitata nel capoluogo calabrese a visitare la Galleria ArteSpazio, fondata dal maestro Luigi Verrino. Il presidente e fondatore del Premio Mar Jonio, Luigi Stanizzi, ha evidenziato come “nonostante gli sforzi immani della Cineteca della Calabria presieduta da Eugenio Attanasio, la figura di Francesco Misiano, nato ad Ardore, rimane sconosciuta ai più. Occorrono quindi iniziative sinergiche tra la stessa Cineteca, il Comune di Ardore, la Provincia di Reggio Calabria, la Regione Calabria e altre istituzioni per portare avanti attività culturali e divulgative. Nell’ambito di questa strategia – ha precisato Luigi Stanizzi – chiederò personalmente al famoso scultore Luigi Verrino di realizzare, gratuitamente, un busto in bronzo di Francesco Misiano, da collocare dove il committente, che affronterà solo le spese vive di fusione in fonderia, riterrà più opportuno”.
La Mezrabpom diretta e presieduta da Misiano produce i più importanti registi russi del tempo come Protazanov, Ekk e soprattutto Pudovkin, che firma per
questa casa alcuni dei più grandi capolavori della storia del cinema di tutti i tempi. Curiosamente
uno dei primi film premiati a Venezia, nell’edizione in cui la mostra non era competitiva, nel 1932 è proprio un film prodotto da Misiano, “ Il cammino verso la vita” di Nikolaj Ekk, anche primo film sonoro della storia del cinema sovietico. È intervenuto in proposito il dott. Levato, lsottolineando gli aspetti pedagogici di questo film ispirato alle teorie di Makarenko; e l’attenzione alle giovani
generazioni nella politica di sostegno al cinema promossa da Misiano. Ma la febbrile attività del calabrese non è limitata solo all’Unione Sovietica, perché si estende a tutta l’Europa e
particolarmente alla Germania, dove, assieme al socio e amico Willy Munzenberg dà vita alla Prometheus film, struttura che importa in occidente i film girati in Russia, e che produce opere interessantissime di Brecht, Ivens, Piscator, dando vita al “Cinema proletario”, un cinema pensato per rappresentare le esigenze delle classi popolari.

L’articolo Cinema e Rivoluzione a Stalettì, Francesco Misiano nel volume della Cineteca della Calabria proviene da S1 TV.